LE PMI CONTRO IL TFR IN BUSTA PAGA

«A RISCHIO IL FUTURO DEI LAVORATORI»

Altolà di Apindustria Vicenza all’erogazione mensile della liquidazione

«Una presa in giro verso i lavoratori, illusi di avere più soldi oggi ma beffati domani»: così Apindustria Vicenza boccia senza mezzi termini la proposta del governo di trasferire mensilmente le quote di Trf nelle buste paga dei dipendenti.
«Fino all'erogazione, che coincide con la cessazione del rapporto di lavoro, il Tfr rappresenta una risorsa in più per l’azienda – spiega il rappresentante delle Pmi, Flavio Lorenzin – ma anche un sostegno al reddito per i lavoratori posti in cassa integrazione o in contratto di solidarietà, oltre ad essere a disposizione di quanti devono sostenere spese mediche o acquistare la prima casa . Per questo le imprese fanno da salvadanaio per le esigenze primarie dei lavoratori, che in alternativa possono scegliere responsabilmente di accantonare il Tfr in un fondo pensione gestito da associazioni di categoria e sindacati, e controllato dall’Inps».

Leggi tutto

APINDUSTRIA CONFIMI VICENZA, LA GIUNTA SI RINNOVA

Tre new entry affiancheranno l’organo esecutivo dell’associazione delle Pmi per il prossimo biennio
Consolidare il lavoro svolto e costruire con fiducia il futuro, ponendo l’impresa come ELEMENTO CENTRALE della crescita economica e sociale. Queste le direttive per il rinnovo della squadra di governo di Apindustria Confimi Vicenza.
Così il Presidente Lorenzin ha nominato la nuova Giunta di Presidenza con l’ingresso di due Vicepresidenti, Luigi Benincà (Automatismi benincà SpA di Sandrigo) e Raimondo Riu (Mouldtek srl di Ponte di Barbarano) con la cooptazione del consigliere Paolo Rizzato (Rizzato Inox srl di Cogollo del Cengio).
Confermati i vicepresidenti Elisa Beniero (Eca Technology spa di Grisignano di Zocco), William Beozzo (Farm srl di Tezze sul Brenta), Maria Menin Bidese (Italsabi srl di Sandrigo), e dal tesoriere Maurizio Zordan (Zordan srl di Valdagno).

Leggi tutto

CRISI UCRAINA E SANZIONI ECONOMICHE TRA UE E RUSSIA

In risposta alle azioni intraprese dalla Russia che destabilizzano la situazione in Ucraina, l’UE ha istituito alcune misure restrittive nei confronti della Russia che colpiscono i settori dell’energia, delle armi, delle tecnologie a doppio uso (civile e militare), della finanza.
Un primo pacchetto di misure è entrato in vigore il 1° agosto 2014 al quale si sono aggiunte ulteriori restrizioni a partire dal 12 settembre 2014.
Al provvedimento europeo sono seguite alcune decisioni russe che hanno introdotto:
- il divieto di importazione in Russia – per un anno, a partire dal 7 agosto 2014 - di determinati prodotti agricoli, alimentari e materie prime UE[1];
- il divieto di acquisto di tessuti, calzature e capi di abbigliamento di produzione straniera da parte di istituzioni pubbliche e di enti soggetti a controllo pubblico, a partire dal 1° settembre 2014;
- il divieto di esportare semilavorati in pelle dal territorio della Federazione russa, per il periodo compreso dal 1° ottobre 2014 al 1° aprile 2015.
[1] sono bloccati anche gli stessi prodotti originari (come attestato dal Certificato di Origine) di Stati Uniti d’America, Canada, Australia e Norvegia

Registrati per leggere il seguito...

L’UE HA FIRMATO L’ACCORDO DI ASSOCIAZIONE CON LA GEORGIA E LA MOLDAVIA


In data 1° settembre 2014 sono entrati in vigore, in via provvisoria, gli accordi di associazione tra l’UE e la Georgia e tra l’UE e la Repubblica di Moldova.

Gli obiettivi di tale associazione sono sia politici che economici e mirano a creare le condizioni per una cooperazione sempre più stretta in settori di reciproco interesse.

Nel settore economico, in particolare, l’accordo vuole stabilire condizioni volte a conseguire la progressiva integrazione dei due paesi nel mercato interno dell'UE, istituendo anche una zona di libero scambio che condurrà a un ampio ravvicinamento normativo e a una liberalizzazione dell'accesso ai mercati.

Registrati per leggere il seguito...