Oggi studenti a teatro... domani cittadini più sicuri sul lavoro

Nell’ambito della Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, si è svolto questa mattina alla Sala J. Da Ponte di Bassano del Grappa lo spettacolo “Quanto dura un secondo... non si scherza con la sicurezza”.

Lo spettacolo è promosso dal Tavolo provinciale di coordinamento permanente per la sicurezza sui luoghi di lavoro operante presso la Prefettura di Vicenza.
Cominciare a parlare di sicurezza sul lavoro già con gli studenti, in modo che quando entreranno nei luoghi di lavoro abbiano già interiorizzato l’importanza di adottare tutte le precauzioni necessarie per la propria incolumità e quella dei colleghi.
Con questo obiettivo, questa mattina alla Sala J. Da Ponte di Bassano del Grappa è andato in scena lo spettacolo “Quanto dura un secondo…non si scherza con la sicurezza”, di e con Gianluigi Meggiorin e Paolo Piludu, realizzato nell’ambito delle attività promosse dal Tavolo provinciale di coordinamento permanente per la sicurezza sui luoghi di lavoro istituito presso la Prefettura di Vicenza, con l’organizzazione operativa di Apindustria Confimi Vicenza. Il tutto di fronte ad una platea composta da oltre 500 studenti delle classi quarte e quinte degli istituti Fermi e Scotton.

L’iniziativa è frutto dell’accordo di co-finanziamento sottoscritto da Apindustria con la Prefettura, Inail, l’Ufficio scolastico territoriale, Confindustria Vicenza e Cobis. Complessivamente saranno ben 12 le “repliche” che si svolgeranno in tutto il territorio provinciale, al fine di coinvolgere gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e dei centri di formazione professionale, sensibilizzandoli sulle tematiche di prevenzione e sicurezza negli ambiti di lavoro, con particolare riguardo a quelli che presentano maggiori rischi, compresi anche gli ambiti stradali.

Un’iniziativa di grande rilevanza, dunque, come sottolinea Lorena Piazza, presidente del Mandamento Bassanese di Apindustria Confimi Vicenza: «Assolutamente con la sicurezza non si scherza, come ci ricorda il titolo dello spettacolo. La sicurezza sul lavoro rappresenta un valore civile fondamentale, da perseguire anche attraverso la formazione. Il nostro modello industriale è basato sulla piccola e media impresa, che significa anche un rapporto molto stretto tra l’imprenditore e tutti i suoi collaboratori. Volendo però affrontare il tema da una prospettiva diversa, è giusto sottolineare che la sicurezza non è un costo per le aziende, ma può rappresentare un elemento di competitività, perché non c’è qualità se non c’è sicurezza. Certo, anche in questo ambito è necessario semplificare e razionalizzare le normative in vigore, rendendo più facilmente realizzabili gli interventi a tutela della sicurezza, anche considerando le dimensioni medie delle imprese italiane e gli oneri a loro carico. Quello che vogliamo promuovere è un processo virtuoso che veda INAIL, imprese, lavoratori, scuole e associazioni come un’unica squadra parimenti coinvolta al raggiungimento dell’obiettivo della salute e sicurezza dei lavoratori».

Il Direttore dell’INAIL di Vicenza Franco Polosa ha così commentato l’evento: «La scuola è uno dei luoghi più importanti dove realizzare la cultura della sicurezza sul lavoro e gli studenti di oggi saranno i lavoratori di domani. Questo progetto mira ad investire nei giovani affinché possano, anche grazie all’esperienza teatrale, acquisire le competenze e conoscenze necessarie per la gestione dei rischi e per progettare ambienti di lavoro e di vita sempre più sicuri».

La cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro, ha ricordato il Prefetto Pietro Signoriello, «è una precondizione di civiltà che inizia a realizzarsi sin da quando siamo giovani e prende le proprie mosse anche dalla scuola. Non è tollerabile accettare nessuna morte per causa di lavoro e personalmente ritengo anche inaccettabile quel serpeggiante retaggio culturale che vorrebbe quasi come fisiologica la possibilità che all’interno dei sistemi organizzati di produzione di beni e servizi si verifichino dei decessi. Nessuno deve morire di lavoro, è questo l’obiettivo tendenziale cui il gruppo di lavoro interistituzionale costituito in Prefettura vuole credere, non ritenendo che si tratti di un’utopia. E siccome la nostra Costituzione pone il lavoro quale valore fondante della Repubblica e di qualificazione sociale, nella misura in cui chiede il contributo lavorativo di tutti i cittadini per assicurare la crescita morale e materiale della società, allora…», dice Signoriello, «…dobbiamo compiere ogni sforzo perché chi esce di casa la mattina per andare a lavoro possa con certezza ogni giorno farvi ritorno a conclusione del proprio turno di lavoro».

sicurezza, SCUOLA, Mandamento Bassano del Grappa

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