SPLIT PAYMENT | CONFIMI EDILIZIA: Delusione per richiesta di proroga da parte del governo
DELLA BELLA, “BISOGNA PENSARE ANCHE ALLE PMI EDILI”
Roma, 19 Giugno 2026 - “Dal 1° luglio 2026 il regime dello split payment doveva cessare definitivamente, con ritorno alla disciplina Iva ordinaria e conseguente liquidazione e versamento dell'imposta da parte dei fornitori e quindi ripristino di possibili maggiori flussi di liquidità in entrata per le PMI. C’è’ delusione nell’apprendere della richiesta del Governo di un'ulteriore autorizzazione europea per la proroga dell'istituto dello split payment”. Lo dichiara in una nota Renato Della Bella, Presidente di Confimi Industria Edilizia.
Lo Split payment (scissione dei pagamenti) si applica alle operazioni effettuate nei confronti delle pubbliche amministrazioni, degli enti pubblici economici, delle fondazioni, delle società controllate o partecipate da pubbliche amministrazioni che, in deroga all'ordinario funzionamento dell'Iva, non pagano il totale della fattura ai propri fornitori ma trattengono l'Iva, che liquidano direttamente all'Erario.
“Questa condizione - continua il Presidente - crea spesso e volentieri problemi di credito strutturale Iva in un settore - come quello edile - dove i costi viaggiano per lo più con l'Iva al 22% mentre molte operazioni attive sono effettuate con aliquota ridotta, quando non addirittura in reverse charge o, per l'appunto, in split payment”.
Delusione più amara per Della Bella perchè “con ogni probabilità, l'Unione europea si appresta a concedere per la 4^ volta questa deroga che l'Italia si era più volte impegnata a non richiedere dopo l'entrata in vigore della fattura elettronica avvenuta nel 2019. Ancora una volta -prosegue- alle imprese viene chiesto di fungere da bancomat dello Stato. Imprese spremute come limoni sovraccariche di difficoltà e anche di adempimenti. E le imprese lo saranno ancora di più dal 2028 – conclude il Presidente di Confimi Edilizia - quando, se non saranno sterilizzate le previsioni dell'ultima legge di bilancio, entrerà in vigore pure la ‘delirium payment withholding tax’ ovvero l'obbligo di operare una trattenuta, da anticipare all'Erario, dello dello 0,50% (destinata a salire all’1% già dal 2029) su tutti i pagamenti relativi a corrispettivi ‘per le prestazioni di servizi e le cessioni di beni effettuati nell’esercizio di imprese’ effettuati da soggetti residenti/stabiliti (essenzialmente B2B)”.
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