IMPRESE-SCUOLA: IL CONFRONTO CONTINUA


L'impegno di Apindustria Confimi Vicenza rivolto al mondo della formazione si rinnova con il Gruppo Scuola dell'associazione, che da oltre un decennio collabora e si confronta con gli istituti scolastici del territorio, ed è oggi alle prese con il problema dell'orientamento al lavoro.
Si stima infatti che il 65% dei bambini che stanno frequentando le scuole elementari, faranno un domani dei lavori che ancora non esistono. Che i lavori del futuro non saranno quelli del presente è un fattore che non può non essere tenuto in considerazione quando ci si relaziona con il mondo della scuola, e per questa ragione preparare adeguatamente gli studenti è un aspetto fondamentale in un’economia 4.0 in rapidissima evoluzione. Da qui la sinergia tra istituzioni ed imprese diventa un obiettivo determinante per soddisfare la necessità di risorsa umana qualificata delle aziende. Ora che l’economia è in ripresa c’è il rischio che la mancanza di personale la rallenti: tra 5 anni il fabbisogno di figure tecniche delle imprese sarà doppio rispetto agli studenti iscritti oggi a scuola. Come colmare allora questo gap? Come strutturare efficacemente la collaborazione tra scuola e mondo del lavoro? Quali sono gli attori di questo cambiamento?
Questi sono alcuni degli spunti di riflessione che hanno animato anche il dibattito pubblico in occasione dell'assemblea che ha aperto il nuovo mandato di Confimi Impresa Meccanica, realizzata con il contributo di Banca San Giorgio, con protagonisti l’Assessore regionale Donazzan, il Presidente di Confimi Industria Veneto William Beozzo, il Dirigente scolastico Carlo Alberto Formaggio e il Direttore di ITS Meccatronico Giorgio Spanevello. Il confronto ha toccato molti dei nervi scoperti nel rapporto scuola-impresa per quanto attiene i profili tecnici e professionali, che costituiscono nel complesso la stragrande maggioranza delle figure richieste dalle imprese della categoria. Ad oggi, di fronte a una richiesta di 90.000 tecnici in tutta la Regione, la scuola ne forma solo 30.000: serve quindi una svolta, a partire già dall’orientamento in uscita dalla scuola secondaria di primo grado. Un senso di urgenza nell’intensificare gli sforzi per fare di più e meglio sono giunti anche dagli interventi del Presidente di Apindustria Confimi Vicenza, Flavio Lorenzin, e dalla Vice Presidente con delega a Scuola e Formazione, Maria Menin Bidese.
Insieme agli sforzi chiesti agli istituti scolastici e alle famiglie, gli imprenditori si sono trovati compatti anche nell’autocritica, soprattutto per aver sottovalutato la necessità di mostrare all’esterno la propria organizzazione, ad uso e consumo dei ragazzi, ma anche dei loro genitori. Le iniziative per avvicinare scuola e lavoro – è allora il commento preponderante – non possono più essere appannaggio solo delle grandi imprese e delle multinazionali. Grande attenzione hanno catturato infine i due operatori della formazione Formaggio e Spanevello: il primo illustrando un progetto sperimentale che permetterà alle aziende del territorio d’Area Berica di attuare una modalità “quasi-duale” di formazione sia a scuola che in azienda; il secondo condividendo i risultati ed i progetti di ITS Academy, dove si forgiano, su precise specifiche dell’impresa, i super-tecnici che, nell’arco del biennio di istruzione, trascorreranno metà del loro tempo proprio in azienda.

Vicenza, 27 aprile 2018

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