FATTURAZIONE ELETTRONICA: L’ASINCRONIA A SENSO UNICO NON PUO’ FUNZIONARE!


Pubblichiamo la  nota congiunta a firma di Flavio Lorenzin Presidente di Apindustria Confimi Vicenza e Vicepresidente Confimi Industria e Marco Cuchel Presidente dell’Associazione nazionale commercialisti (ANC) con la quale le due associazioni hanno prontamente criticano un passaggio della circolare n. 13/E del 2 luglio dell’Agenzia delle entrate (clicca qui per circolare AdE) che mette in discussione uno dei capisaldi del funzionamento della nuova fatturazione elettronica. Secondo quando delineato dal provvedimento attuativo dello scorso 30 aprile la fatturazione elettronica (per espressa previsione) funziona in modo asincrono. Significa, in sostanza, che quando il fornitore trasmette la fattura con qualche giorno di ritardo rispetto alla data del documento è quest’ultima e non la prima a considerarsi come data di emissione. Nessun problema di tardività sanzionabile dovrebbe quindi verificarsi per le trasmissioni che avvengono con qualche giorno di ritardo rispetto alla data formale del documento purché l’Iva sia versata tempestivamente. Questo il principio chiaramente ricavabile dal citato provvedimento e ribadito ufficiosamente dall’Agenzia delle entrate anche in occasione di una risposta fornita lo scorso 24 maggio ad un evento formativo in materia. La sorpresa che spiazza e crea preoccupazione è contenuta invece nella circolare n. 13/E (pag. 8 e 9) nella quale sono stati forniti chiarimenti in merito alla nuova fatturazione elettronica 2019 e ai nuovi adempimenti in parte già in vigore dal 1 luglio 2018. La sorpresa, inspiegabile e discutibile a detta di ANC e Confimi, è che eventuali ritardi (quanto probabili e diffusi), ancorché non tali da compromettere il tempestivo versamento dell’Iva, sarebbero non sanzionabili solo in fase di prima applicazione delle nuove disposizioni.  La nuova posizione non è condivisibile e contraddice, nei fatti, l’impianto del provvedimento attuativo della nuova fatturazione elettronica creando sconcerto e preoccupazione  in un contesto in cui la proroga parziale disposta dal D.L. 79 dello scorso 28 giugno per i carburanti avrebbe dovuto consentire agli operatori di capire, valutare e scegliere.  Ci si chiede ora quale sia il punto di partenza per “provare a capire” se, a distanza di pochi mesi, in seno alla medesima Amministrazione finanziaria, vengono rilasciate posizioni di senso sostanzialmente opposto. La rivoluzione alle porte è “copernicana”, ma le regole interpretative già vacillano. L’Associazione proseguirà nei prossimi gironi le proprie azioni di sensibilizzazione presso gli organi competenti.
L’Ufficio fiscale dell’Associazione rimane a disposizione per i chiarimenti necessari (Tel. 0444.232210 E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

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