GRANDI OPERE E POLITICHE DI SVILUPPO: APINDUSTRIA CONFIMI SPRONA IL GOVERNO


Avanti con le nuove infrastrutture: l'esortazione arriva dal mondo delle aziende manifatturiere per voce del Presidente di Apindustria Confimi Vicenza, Flavio Lorenzin.
Tra gli imprenditori vicentini si sta facendo strada una crescente preoccupazione per le differenti visioni interne alla maggioranza di governo in merito al tema delle grandi opere, che potrebbe causare un pericoloso rallentamento di alcuni progetti strategici per agevolare i trasporti e lo scambio di merci, opere necessarie a supportare la produzione manifatturiera che sta trainando la ripresa economica in atto e che necessita di ulteriori spinte verso una stabilizzazione.
3Z8A0293 Small«Nel nostro mondo produttivo si respira ancora un clima ancora mediamente positivo sui mercati esteri, ma grava la preoccupazione della guerra sui dazi e le relative conseguenze – afferma Lorenzin – ma questo non deve distogliere l'attenzione da alcuni investimenti in corso d'opera ed altri ancora in fase di progettazione, senza i quali le nostre imprese andrebbero fuori mercato. Il nostro futuro dipende in buona parte dalle condizioni per lavorare che saranno garantite alle attività produttive inserite nel triangolo manifatturiero Veneto-Friuli Venezia Giulia-Emilia Romagna. Cito come esempi la Superstrada Pedemontana Veneta, che sembra comunque “sulla buona strada” verso il completamento, la terza corsia nel tratto autostradale Venezia-Trieste e la Tav: è impensabile ad oggi bloccare, o anche soltanto rallentare queste opere strategiche».
Il Presidente riconosce le problematiche esistenti sul tema della gestione e del controllo delle infrastrutture, purtroppo riemerse di recente con il drammatico crollo del viadotto di Genova: «queste criticità vanno affrontate con la massima serietà, ma non devono mettere in discussione l'esistenza stessa delle infrastrutture o essere strumentalizzate per invocare il ritorno ad una statalizzazione che, in passato, è costata una follia in termini di inefficienze. A nostro avviso lo Stato ha il compito non delegabile di controllare, in quanto resta il proprietario delle opere date in concessione, e sanzionare severamente i gestori non virtuosi, ma non deve necessariamente gestire».
Flavio Lorenzin evidenzia infine la perplessità degli imprenditori sulla scarsa attenzione che il Governo sta rivolgendo alle esigenze del mondo della manifattura: «Senza soffermarsi sul DL Dignità, dove a colpire maggiormente è stata la generalizzazione della figura dell'imprenditore, marchiando tutti come sfruttatori a prescindere – conclude – stiamo riscontrando un sostanziale inattivismo e una mancanza di progettualità rispetto alla crescita e allo sviluppo del nostro Paese. Auspichiamo di conoscere a breve quale sarà il destino di Industria 4.0 e una maggiore chiarezza sulla visione generale dell'esecutivo per il sostegno all'impresa manifatturiera, che ancora oggi si conferma il vero motore dell'economia nazionale».
Vicenza, 30 agosto 2018

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