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Il GoldeSilver Api Group al rientro da Mosca chiede meno protezionismo e meno burocrazia

“La Russia? Un interessantissimo orizzonte commerciale per il nostro settore. Peccato che dal punto di vista doganale sia ancora in vigore una linea protezionistica poco aperta ai commerci internazionali. Chiediamo quindi che le istituzioni si attivino presso le amministrazioni doganali russe, per fare in modo, tanto per cominciare, che il carnet ATA sia accettato e utilizzato”.

Angelo Ragusa, presidente del Gold & Silver API Group, il Consorzio per le esportazioni formato dalle aziende del settore orafo e argentiero di Apindustria Vicenza, stilando il bilancio della partecipazione alla Fiera di Juvelir, tenutasi a Mosca la prima decade di settembre, evidenzia le criticità e suggerisce alcuni interventi.

“E’ già molto difficile per le piccole medie aziende – spiega Ragusa - esplorare nuovi mercati: in questo, il Consorzio ha assolto ad una funzione fondamentale e ancora una volta abbiamo avuto la dimostrazione che il nostro approccio è vincente. Se però si frappongono altri ostacoli, di natura burocratica e doganale, per noi diventa veramente insostenibile lo sforzo e inutile l’impegno economico”.

“Ci siamo dovuti scontrare con alcune difficoltà – prosegue Ragusa - che, assommate al costo elevatissimo della partecipazione alla fiera, hanno reso la missione complessa e articolata. La prima: la difficoltà di redazione delle pratiche di documentazione per le operazioni doganali e il costo di spedizione del campionario. Per questo motivo, la metà delle aziende aderenti alla collettiva organizzata dall’ICE ha preferito rinunciare. Noi, grazie al lavoro preparatorio svolto dal Gold&Silver Api Group per conto delle aziende, siamo invece riusciti a superare questo scoglio e risparmiare sui costi”.

“In secondo luogo, anche in questa occasione abbiamo constatato come la collettiva italiana, poco visibile e scarsamente comunicata, non esaltasse al meglio i nostri gioielli: l’allestimento curato dall’ICE era alquanto banale, per non dire insignificante”.

“Comunque, la strategia del “fare squadra” si è dimostrata anche questa volta valida: il mercato sembra promettente e proprio per questo è un peccato che non vi siano gli indispensabili supporti da parte delle istituzioni governative e dell’ICE”.

“In definitiva: il Gold&Silver Api Group Consortium dimostra di saper “fare squadra”, cosa che consente alle PMI di presentarsi sul mercato in modo visibile. Ritorneremo a proporci al mercato russo, perchè siamo anche convinti che questo tipo di investimento abbia significato sul medio-lungo periodo. Quello che manca è un supporto maggiore da parte delle istituzioni, che ancora latitano, facendo perdere al Made in Italy occasioni preziose e, il più delle volte, irripetibili”.

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