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Emergenza Coronavirus - DPCM 22 marzo 2020

Articolo aggiornato con il DPCM 22 marzo 2020 (per shutdown 25 marzo) e manuale ATECO

Il DPCM annunciato nella serata di ieri sabato 21 marzo dal Presidente del Consiglio Conte e firmato poche ore fa regolamenta con nuove disposizioni l’azione delle imprese per le prossime settimane fino alla data del 3 aprile p.v.
Nello specifico potranno proseguire la propria attività le imprese che possiedono il Codice Ateco tra quelli indicati nell’Allegato 1 del DPCM. Sembra coerente con lo spirito della norma intendere che laddove sia indicato il codice Ateco generale, lo stesso comprenda anche tutti i relativi sottocodici, diversamente da quanto previsto laddove la norma indichi solo lo specifico sottocodice di riferimento.
Per tutte le restanti imprese non ricomprese nella classificazione Ateco di cui sopra, vi sono tre opzioni:
qualora lavorino in filiera con aziende comprese nell’elenco Ateco di cui sopra o esercitino attività da ritenersi funzionale ad assicurare la continuità dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali, potranno comunicare tale condizione alla Prefettura della propria Provincia motivando le ragioni della prosecuzione della loro attività indicando le imprese e/o le Amministrazioni pubbliche per le quali lavorano e sono quindi essenziali;
qualora svolgano attività con impianti a ciclo produttivo continuo, dalla cui interruzione derivi un grave pregiudizio all'impianto stesso o un pericolo di incidenti, potranno continuare l’attività, previa comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l’attività produttiva;
viceversa, avranno tempo fino al giorno 25 marzo p.v. (compreso) per smaltire le lavorazioni in magazzino con la forza lavoro necessaria e sospendere l’attività fino al giorno 3 aprile p.v.
Per le aziende che potranno operare si invita al rispetto delle normative in tema di sicurezza che sono state ampiamente descritte nel Vademecum trasmesso a tutte le imprese anche nella sua recentissima versione aggiornata.
Le attività oggetto di blocco possono proseguire l'attività se questa viene svolta in modalità smart e agile.

***  DPCM 22 marzo 2020 (per shutdown 25 marzo) 
Modello Comunicazione al Prefetto ai sensi lettera d) e g) del DPCM 22 marzo
Modello Comunicazione al Prefetto ai sensi lettera h) del DPCM 22 marzo (filiera industria aerospaziale/difesa)
DPCM 11 marzo 2020 (chi fa rinvio il DPCM 22/03/2020) per commercio al dettaglio e ristorazione da asporto
Ricerca codice attività singola impresa presenti in visura CCIAA (attivo GRATUITAMENTE dal 22/03/2020) https://www.registroimprese.it/ 
Manuale ATECO codici attività con specifiche di dettaglio (versione pdf)
Manuale ATECO – per ricerca alfabetica prodotto/servizio (versione pdf***


Articolo precedente
Come anticipato agli iscritti al nostro servizio di alerting Whatsapp, il Presidente del Consiglio Conte ha annunciato in tarda serata la decisione di «chiudere tutte le attività produttive non essenziali, in tutta Italia». Nella propria dichiarazione (disponibile qui) il Presidente non ha specificato nè i tempi nè le modalità di attuazione del provvedimento, la cui pubblicazione è attesa per domenica 22 marzo.Conte ha dichiarato che «è stata stilata una lista dettagliata in cui sono indicate le filiere produttive delle attività dei servizi di pubblica utilità, quelli che sono più necessari per il funzionamento dello Stato in questa fase di emergenza». 
Il Presidente del Consiglio ha proseguito specificando poi che non chiuderanno i supermercati e i negozi di alimentari (chiedendo di non correre ad accaparrarsi generi alimentari: «Invito tutti a mantenere la massima calma»), né le farmacie.
Saranno garantiti, ha detto il premier, i «servizi pubblici essenziali»: ad esempio «servizi postali, assicurativi, finanziari, i trasporti».
Quelle messe in atto, ha detto Conte, sono «misure severe: ma non abbiamo alternative. In questo momento dobbiamo resistere, perché solo così riusciamo a tutelare noi stessi».
Conte ha ricordato che quelle varate sono misure «che richiederanno tempo per far vedere i loro effetti», e ha spiegato che, con queste decisioni, viene rallentato il «motore produttivo del Paese: ma non fermato. Lo Stato c’è, il governo interverrà con misure straordinarie che ci consentiranno di rialzare la testa».Modello
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