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COMUNICATI STAMPA

BANCHE, NON C'È “INTESA” CON LE AZIENDE VICENTINE?

APINDUSTRIA SI SMARCA DAL CORO: «LAVORIAMOCI SU»
Nel parlare di banche Apindustria Confimi Vicenza si conferma ancora una volta voce fuori dal coro: prima con la denuncia senza indugi della cattiva gestione delle popolari e degli interventi insufficienti del Governo per il salvataggio, ora con il sostegno all'operato di Intesa Sanpaolo nel delicato passaggio a un nuovo sistema, pur senza nascondere le difficoltà esistenti. La posizione dell'associazione delle imprese manifatturiere viene spiegata con chiarezza dal Presidente Flavio Lorenzin: «Ci troviamo nella bizzarra situazione di essere i soli a giustificare le misure di Intesa Sanpaolo perché riteniamo che l’operatività delle aziende sia vitale e, quando ci sono dei problemi, si deve lavorare per risolverli.

ELEZIONI, BASTA RINCORSA ALLE PROMESSE

LE IMPRESE CHIEDONO PROGRAMMI CONCRETI
Il 2018 è iniziato col piede giusto per imprese manifatturiere. Nel mondo produttivo si respira un clima di fiducia e rinnovato ottimismo, dopo un anno ricco di soddisfazioni, che ha visto la crescita economica consolidarsi sia sul piano globale che nel mercato interno. La conferma arriva dal Presidente di Apindustria Confimi Vicenza, Flavio Lorenzin: «Non possiamo né vogliamo dimenticare le situazioni di difficoltà in essere, causate soprattutto dalla crisi delle popolari e dalle criticità nel rapporto con gli istituti di credito – precisa – ma nella maggior parte dei casi possiamo confermare che stiamo vivendo un momento molto positivo, e che siamo convinti nella possibilità di toglierci belle soddisfazioni anche per l'anno appena cominciato, sulla scia di una situazione economica generale che può farci tirare un sospiro di sollievo».  Se l'economia e gli affari sorridono, una preoccupazione arriva tuttavia dal mondo politico in vista delle elezioni per il rinnovo del Parlamento in programma il 4 marzo.

IL 2017 SORRIDE ALLE IMPRESE MANIFATTURIERE

MA SERVONO INTERVENTI SU BUROCRAZIA E FISCO
Con il mese di dicembre è tempo di bilanci per le imprese manifatturiere, che stavolta possono tirare finalmente un vero sospiro di sollievo e guardare con più fiducia al futuro: il 2017, infatti, è stato un anno di forte crescita e rinnovato ottimismo. La ripresa economica, dopo i primi segnali di luce in fondo al tunnel arrivati già tra il 2015 e il 2016, negli ultimi dodici mesi ha conosciuto un vero e proprio consolidamento grazie soprattutto alla determinazione degli imprenditori che hanno saputo resistere a denti stretti ai morsi della recessione, rinnovandosi e adeguandosi ai cambiamenti imposti dai mercati.

PRIMI NEI PAGAMENTI? C’È POCO DA STARE ALLEGRI

IL PRESIDENTE DEGLI IMPRENDITORI MANIFATTURIERI DI VICENZA COMMENTA L’ESITO DELL’INDAGINE CRIBIS SUI TEMPI DI PAGAMENTO
Vicenza sugli allori secondo il periodico studio di Cribis sui pagamenti delle imprese. Eppure per il Presidente di Apindustria Confimi Vicenza Flavio Lorenzin il bicchiere è mezzo vuoto: “Sarà pur vero che nel paese di ciechi l’orbo è re, ma che Vicenza sia sugli scudi a fronte del 52% di imprese che pagano puntualmente lascia davvero perplessi. Ormai – prosegue il rappresentante della manifattura vicentina – ci siamo talmente abituati al malcostume che un dato come questo viene spacciato come buona notizia. Sapere poi che la media nazionale è inchiodata a poco più del 37% sta a significare che, oltre a innegabili criticità che toccano alcuni settori, esiste comunque un problema culturale che – e qui è il paradosso – finisce per indebolire tutto il tessuto produttivo sano”.“Come Associazione portiamo avanti da anni, anche a livello confederale, una battaglia per normare i tempi di pagamento sull’esempio di altri paesi europei che avevano i medesimi “problemi culturali”, con la differenza che da loro il Legislatore ha preso atto che la situazione stava intaccando la parte sana dell’economia del Paese e ha agito di conseguenza. Da noi, anche se ricordarlo mi provoca ancora fastidio, abbiamo recepito la norma europea sui tempi di pagamento neutralizzandola nei fatti, chiaramente ad uso e consumo di pochi soggetti che non hanno voluto correre il rischio di vedere intaccato il proprio potere contrattuale, ma mantenendo innescata nei fatti una fragilità nelle filiere dove il problema di un’impresa innesca reazioni a catena distruttive”. Così conclude Lorenzin: “La prova di quanto dico l’abbiamo avuta in questi anni. Eppure pare che non sia successo nulla, tanto che ci permettiamo di far finta che il problema non ci sia.
Quale altra catastrofe economica, che non abbiamo già vissuto in questi anni, stiamo aspettando?”

Vicenza, 8 febbraio 2018
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