Comunicati Stampa

I comunicati stampa emanati da Apindustria Vicenza

CONVEGNO: LA FISCALITA' DELL'AUTO PER LE IMPRESE

 

Comunicato stampa, 15 aprile 2008

 

 

 

Giovedì 17 aprile, ore 14.30, Galleria Crispi 45 - Vicenza e in videoconferenza

per le sedi Apindustria di Bassano e Schio

 

LA FISCALITA' DELL'AUTO PER LE IMPRESE:

LA POSSIBILITA' DI RECUPERARE I COSTI 2006 NON DEDOTTI

 

Un convegno per fare chiarezza alla luce degli ultimi aggiornamenti in materia



La deducibilità dei costi delle autovetture è stato e continua a essere un autentico "campo minato" nel rapporto tra imprenditori e fisco e le ultime novità normative non hanno semplificato la situazione. Per rispondere all'esigenza di tutti gli imprenditori di aggiornarsi su questo importante argomento, Apindustria Vicenza organizza un altro convegno, giovedì 17 aprile alle 14.30, nella sede di Galleria Crispi 45, con la possibilità di essere seguito in videoconferenza anche nelle sedi periferiche di Schio e Bassano dell'Associazione.


Sarà l'occasione per fare il punto sulla disciplina (redditi ed Iva) aggiornata con le recenti novità normative e di prassi ministeriale, al fine orientare opportunamente le scelte degli imprenditori in base alle diverse possibilità previste dalla disciplina fiscale. Particolarmente interessante, ad esempio, risulta il riconoscimento della detrazione totale dell'imposta sulle auto assegnate ai dipendenti, con addebito di corrispettivo, e, non da ultimo, le opportunità legate al prossimo modello Unico di recuperare sia una parte dei costi non dedotti nel 2006, sia l'Iva non detratta dal 13/09/2006.


Relatore dell'incontro sarà Francesco Zuech, mentre a fare da moderatore sarà Maria Chiara Ronzani, entrambi afferenti all'Ufficio Fiscale dell'Associazione.


Per informazioni e adesioni è possibile contattate la Segreteria Organizzativa, tel. 0444.232211.



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Ufficio Stampa Apindustria Vicenza


Raffaella M. Sgueglia

APINDUSTRIA VICENZA - Relazioni esterne e comunicazione
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ANTONIO ANZOLIN RICONFERMATO ALLA PRESIDENZA DEL MANDAMENTO AREA BERICA

 

Comunicato stampa, 15 aprile 1008



ANTONIO ANZOLIN RICONFERMATO ALLA PRESIDENZA
DEL MANDAMENTO AREA BERICA DI APINDUSTRIA VICENZA
Il Mandamento rappresenta un tessuto imprenditoriale estremamente vitale ed eterogeneo, che deve però affrontare difficoltà specifiche, diverse da quelle di altre realtà provinciali

Antonio Anzolin è stato riconfermato alla presidenza del Mandamento Area Berica di Apindustria Vicenza, che raccoglie 75 imprese associate che danno lavoro a oltre 1.400 addetti. Imprese attive nei settori più diversi (le categorie rappresentate sono ben dodici), con una prevalenza del metalmeccanico, delle costruzioni e della lavorazione della pietra, ma anche del legno e dei servizi, e una dimensione tendenzialmente maggiore rispetto a quella di altre realtà provinciali, come dimostra la media di 18,8 addetti per azienda.

Al neopresidente spetterà il compito di rappresentare le istanze di questa realtà composita, che da anni ormai si sta confrontando con problematiche ben precise: «Una su tutti - spiega Anzolin - quella delle infrastrutture stradali: ancora oggi per molte imprese raggiungere Vicenza significa impiegare oltre un'ora di tempo. C'è poi la difficoltà a relazionarsi con un numero elevato di Amministrazioni Comunali, vista la grande frammentazione amministrativa del territorio e la carenza di attenzione in merito ad alcuni problemi, in primis quello della sicurezza». Negli ultimi anni però si sta dimostrando molto importante la cooperazione con le altre Associazioni di Categoria, per fare fronte comune su alcune questioni che interessano tutte le imprese. «Proprio grazie al nostro impegno, ad esempio, abbiamo ottenuto recentemente la presenza di una tenenza dei carabinieri a Lonigo - continua Anzolin - che dovrebbe sanare in parte la carenza di forze dell'ordine nel territorio».

A queste difficoltà, naturalmente, si aggiungono quelle comuni a tutte le PMI vicentine e italiane, ma le imprese dell'area berica sembrano guardare con fiducia al futuro: «L'ultima indagine congiunturale di Apindustria ha evidenziato segnali incoraggianti - conclude il presidente dell'Area berica - perché risultano in aumento sia gli investimenti sia l'occupazione».

Antonio Anzolin, 56 anni, è associato ad Apindustria Vicenza dal 1991 ed è presidente dell'azienda SIAI srl di Agugliaro, attiva da trent'anni nella realizzazione di impianti di saldatura per grandi carpenterie e officine.

A affiancare Anzolin nel compito di portare nuovi associati e dare maggior visibilità al lavoro dell'Associazione sul territorio una squadra omogenea e compatta di Consiglieri: Andrea Bertola - Bertola Pietre Snc, Silvio Bettinardi - Bettinardi Srl, Vanni Padovan - Euganea Pannelli Srl, Stefano Corradin - Corradin Stefano, Lorenza Gemmo - Gemmo Metalsider Srl, Paolo Brigo - B & B Elevators Srl, Nadia Dalla Monta' - Avitex Sas, Raimondo Riu - Mouldtek Sr, Roberto Vetta - Vela Technologies Srl E Tamara Mazzaron -Mazzaron Torneria Srl

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GIOVANNI SORZATO E' IL NUOVO PRESIDENTEDI UNIONSERVIZI DI APINDUSTRIA VICENZA

  Comunicato stampa, 14 aprile 2008

GIOVANNI SORZATO E' IL NUOVO PRESIDENTEDI UNIONSERVIZI DI APINDUSTRIA VICENZA
Fin dalla sua costituzione la categoria è costantemente cresciuta per numero di aziende associate, ma oggi punta ad una maggiore visibilità e a nuove sinergie  con le altre categorie

 


Giovanni Sorzato è il nuovo presidente di Unionservizi di Apindustria Vicenza, categoria estremamente eterogenea ma altrettanto vitale: dalla sua costituzione, avvenuta nel 2001, ha visto costantemente crescere il numero delle aziende associate, a conferma del ruolo sempre più importante dei servizi anche nell'economia provinciale. Gli ambiti di attività delle imprese rappresentate, del resto, sono i più diversi, con particolare attenzione naturalmente ai servizi alle imprese (informatica, sicurezza, pulizie, consulenza finanziaria e gestionale, media, etc.).

«Le imprese dei servizi stanno incontrando le stesse difficoltà comuni a tutte le PMI vicentine e italiane - spiega Sorzato - ma hanno in sé un potenziale di professionalità e capacità che può aiutare il sistema produttivo a trovare nuove strade utili alla tanto attesa ripresa economica».


Non mancano per altro alcune debolezze specifiche della categoria, e proprio su queste si concentra il programma di Sorzato: «La grande frammentazione interna a volte penalizza la visibilità della categoria, pertanto un primo obiettivo è quello di valorizzarne il ruolo e il contributo delle PMI dei servizi nel sistema economico locale».


Giovanni Sorzato, 39 anni, è uno dei soci della TSI srl di Sarcedo, società nata nel 2001 nel settore dell'informatica e delle telecomunicazioni e successivamente cresciuta nel settore della consulenza per la gestione dei processi produttivi aziendali.


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Uniontrasporti Apindustria Vicenza

  Comunicato stampa, 11 aprile 2008

                                                                                                                                                                                  

Uniontrasporti Apindustria Vicenza
FERRUCCIO GATTO E' IL NUOVO PRESIDENTE DI CATEGORIA DEGLI AUTOTRASPORTATORI

 

 

L'impegno a sostenere la specializzazione delle aziende associate, unica strategia

in grado di garantire la competitività delle PMI nel settore dei trasporti

 

 

Il costo del carburante in costante ascesa, la concorrenza dei grandi gruppi internazionali e le problematiche comuni a tutte le PMI italiane: sono questi i temi al centro dell'attenzione di Ferruccio Gatto, nuovo presidente della categoria Uniontrasporti di Apindustria Vicenza.


40 anni, rappresentante della terza generazione alla guida della Gatto Trasporti di Grisignano, Gatto è al suo primo mandato come presidente, ma ha già ricoperto gli incarichi di consigliere e di vicepresidente di categoria e vanta una solida conoscenza dell'Associazione, se non altro perché l'azienda di famiglia è associata ad Apindustria da ben quarant'anni.


«La Uniontrasporti - spiega Gatto - racchiude circa 40 aziende di trasporti, ma si tratta oggi di un raggruppamento piuttosto eterogeneo, in quanto le imprese che hanno saputo superare la selezione naturale degli ultimi anni si sono progressivamente specializzate in settori merceologici ben precisi. Del resto tale specializzazione è l'unica strategia vincente che può consentire alle PMI di restare competitive rispetto ai grandi gruppi internazionali, attuando ugualmente quelle economie che oggi sono indispensabili, soprattutto considerando il costo raggiunto dal carburante».

Nonostante le difficoltà, tuttavia, le PMI vicentine del settore trasporti stanno dimostrando la capacità di trovare nuove strade per consolidare e ampliare il proprio business, e questo rende Gatto ottimista sul futuro della categoria: «In misura sempre maggiore le imprese stanno ampliando l'offerta dei servizi, a partire dalla logistica naturalmente, e questo le rende interlocutori sempre più preziosi per le imprese committenti».



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Stefano Ruaro è presidente del neoeletto Mandamento ALTO VICENTINO

 
Stefano Ruaro è presidente del neoeletto Mandamento, con una squadra di altri 10 imprenditori impegnati a sostenere la prosperità e l’economia dell’area.La messa in moto delle attività dell’IPA dell’Alto Vicentino tra i primi obiettivi 
 
Nell’ambito di un processo di razionalizzazione della propria organizzazione, Apindustria ha dato vita recentemente al nuovo Mandamento Alto Vicentino, che comprende il territorio di pertinenza dei precedenti mandamenti di Thiene e di Schio. Presidente è stato eletto Stefano Ruaro, 44 anni, titolare della SerTech Elettronica di Malo e della Kblue s.r.l. di Zanè, con una nutrita squadra di imprenditori a formare il nuovo Consiglio Direttivo, tutti animati da un forte spirito associativo e dal senso di responsabilità nei confronti dell’area di cui vogliono favorire la prosperità economica. La squadra di Ruaro si impegnerà per consolidare la presenza dell’Associazione in una delle aree della provincia con la più elevata concentrazione di imprese: una risorsa per l’intera comunità che richiede tuttavia interventi qualificati per valorizzarne e sostenerne la crescita. «Come Associazione – spiega Ruaro – opereremo in primis affinché l’IPA (Intesa Programmatica di Area, ndr.) dell’Alto Vicentino possa iniziare effettivamente la sua attività, dando il giusto contributo allo sviluppo del territorio, e a questo riguardo sono già iniziati i primi incontri di verifica».  
Parallelamente, la creazione del nuovo Mandamento costituisce l’occasione per sottolineare il ruolo di Apindustria sul territorio: «Ci impegneremo a consolidare il nuovo Mandamento attraverso una collaborazione sempre più stretta con le Amministrazioni Comunali».

Ruaro è associato ad Apindustria Vicenza dal 1993 e ha già ricoperto numerosi incarichi di rilievo all’interno dell’Associazione. Con Ruaro nel Consiglio Direttivo figurano Stefano Brunello (Metalfond srl), Roberto Casolin (Arcoprofil Srl), Renato Cerato (Brunello Srl), Luigi Cesta (Carpinox Sas), Italo Costaganna (Dico Fiocchi Srl), Antonio Scalco (Europack Srl), Carlo Foletto (Eurosiconf Spa), Francesco Enea (Helentex Srl), Adriano Sella (Miver Srl), Roberto Raumer (Omar Srl) e Sergio Polga (Pol Color Srl).
 
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GINO EGER E' IL NUOVO PRESIDENTE DEL SETTORE TESSILE DI APINDUSTRIA VICENZA

  GINO EGER E' IL NUOVO PRESIDENTE DEL SETTORE TESSILE DI APINDUSTRIA VICENZA

 



La priorità: puntare su una strategia di sistema per favorire la riqualificazione

sul mercato delle aziende vicentine del settore

 


Gino Eger è il nuovo presidente della Categoria Uniontessile di Apindustria Vicenza, che raggruppa oltre ottanta aziende del tessile, più un buon numero di aziende del settore abbigliamento e delle calzature.

Eger, 59 anni,  è titolare della Eger Emilio & Figli Spa di Mussolente che dal 1927 produce e commercializza soluzioni d'arredo personalizzate. Associato ad Apindustria Vicenza dal 1995, ha già ricoperto diversi incarichi di rilievo nell'Associazione (già presidente del Mandamento di Bassano e componente di Giunta e del Consiglio), ricevendo ora questa nuova carica in un momento particolarmente delicato. Non nascondendo le difficoltà attraversate dal settore afferma: «Stiamo soffrendo i cambiamenti registrati dal mercato negli ultimi anni. I complessi aspetti congiunturali spingono molti consumatori a guardare soprattutto il prezzo, senza preoccuparsi di verificare le etichette e quindi provenienza e qualità del prodotto. Ci troviamo ad affrontare concorrenti esteri con costi di produzione cento volte inferiori ai nostri, così le aziende che si erano adagiate sui successi del recente passato oggi sono in grave difficoltà, perché non è più sufficiente come un tempo vantare un marchio italiano e avere un certo gusto nel proporre colori e linee».

Le possibilità per uscire da questa situazione critica, però, ci sono e proprio in questo senso l'Associazione può giocare un ruolo decisivo: «Le imprese da sole non possono fare molto - spiega Eger -; occorre fare sistema, a tutti i livelli e in tutti gli ambiti. Di qui l'importanza dell'Associazione, che può ad esempio stimolare una partecipazione più efficace alle fiere, attraverso una presenza collettiva, ma anche collaborare con le altre Associazioni per ottenere a livello nazionale e comunitario quei cambiamenti indispensabili a tutelare le imprese e i lavoratori italiani, come anche i consumatori. Il marchio CE deve garantire che l'intera produzione è effettivamente avvenuta nell'Unione Europea, non solo l'etichettatura o la finitura. Parallelamente - continua Eger - occorre che i prodotti importati rispettino le norme di sicurezza e ambientali osservate dai produttori occidentali, perché in caso contrario rappresentano un rischio concreto per la salute. Infine, le nostre imprese devono riposizionarsi sul mercato, orientandosi verso nuove produzioni a maggiore valore aggiunto, perché la storia anche recente dimostra che c'è ancora spazio per chi propone prodotti innovativi e diversi».

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I GIOVANI IMPRENDITORI DI APINDUSTRIA INCONTRANO GLI STUDENTI DELLA FONDAZIONE STUDI UNIVERSITARI

 

 

Comunicato stampa, 2 aprile 2008

I GIOVANI IMPRENDITORI DI APINDUSTRIA INCONTRANO GLI STUDENTI DELLA FONDAZIONE STUDI UNIVERSITARI DI VICENZA

I corsi di Economia a Vicenza si arricchiscono di un ciclo di sette testimonianze degli imprenditori, per rafforzare il legame tra le PMI vicentine e il mondo dell'università

Si è svolto nei giorni scorsi il primo di sette incontri che vedranno protagonisti i Giovani Imprenditori di Apindustria Vicenza nell'ambito del Corso di Laurea in Economia gestito dall'Università di Verona a Vicenza in collaborazione con la Fondazione Studi Universitari di Vicenza.

L'iniziativa prevede l'intervento degli imprenditori vicentini per arricchire il percorso formativo degli studenti con testimonianze legate all'esperienza e al vissuto professionale della vita aziendale, sotto forma di lezioni, workshop o seminari, come approfondimenti di supporto o complementari alle docenze.


Così, nell'ambito del corso di Politica Economica, il primo incontro ha visto Andrea Menato (Studio Consulenza Aziendale) e Ketty Panni (Oleodinamica Panni S.r.l), con la moderazione di Piercarlo Pucci (Combinazioni s.r.l.), confrontarsi di fronte a una platea numerosa di studenti sulle nuove problematiche per la finanza d'impresa introdotte dagli accordi di Basilea 2 e sulle tematiche legate al rischio di credito, di mercato ed operativo, ed alle necessità per le imprese, ed in particolare le PMI, di porre in essere tutte quelle politiche, gestionali e di bilancio, atte a rafforzare la propria struttura e la propria immagine per affrontare l'esame dei rating bancari.


Gli incontri proseguiranno fino alla fine di maggio e coinvolgeranno i corsi di Matematica (con particolare riferimento agli indici utili a rilevare la crescita aziendale), Diritto Privato (le normative sulla privacy e la loro applicazione in azienda), Statistica (il controllo della qualità in azienda e le metodologie di gestione dei processi interni), Economia Internazionale e Industriale (la discriminazione del prezzo e il mercato concorrenziale), Lingua Inglese (come strumento necessario e competenza distintiva per lo sviluppo del business). Chiuderà il ciclo di incontri la testimonianza di Andrea Bertolaso, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Apindustria Vicenza, che nell'ambito del corso di Istituzioni di Diritto Pubblico e Diritto Economico illustrerà il ruolo dell'associazione di categoria quale referente territoriale qualificato a sostegno dell'economia locale.


«Si tratta di un'iniziativa importante - spiega Andrea Bertolaso, Presidente del Gruppo Giovani Apindustria Vicenza - nell'ottica di costruire un legame più forte tra il mondo delle imprese e quello dell'università. In questa prospettiva, le imprese possono rendere disponibili esperienze, skills e abilità che arricchiranno il percorso formativo degli studenti, ma anche rivolgersi all'università per richiedere consulenze, oltre naturalmente ad avviare un dialogo con gli studenti destinato a proseguire dopo la loro laurea, al momento dell'inserimento nel mondo del lavoro».


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IMPRESA E FINANZA: INSIEME SI CRESCE

 

Comunicato stampa, 2 aprile 2008

Venerdì 4 aprile, ore 17.00 - Villa Cordellina Lombardi - Montecchio Maggiore (VI)

 


IMPRESA E FINANZA: INSIEME SI CRESCE

Questo il tema della convention annuale dei Giovani Imprenditori Confapi del Veneto

 


La capacità di utilizzare in modo efficace i nuovi strumenti finanziari è una risorsa sempre più strategica per le piccole e medie imprese: lo impongono gli scenari di un mercato internazionale sempre più competitivo, ma anche le nuove norme sul credito (a partire dagli accordi di Basilea 2) e più in generale l'esigenza per le PMI di rafforzarsi superando la propria debolezza strutturale in termini di risorse per gli investimenti.


Consapevole di queste nuove sfide poste al sistema produttivo locale e nazionale, il Gruppo Giovani Imprenditori Confapi del Veneto dedica la propria convention annuale proprio a questi temi, con un convegno che si preannuncia di particolare importanza per gli argomenti affrontati e la competenza dei relatori. L'incontro, dal titolo "Imprese a finanza: insieme si cresce" si svolgerà venerdì 4 aprile a partire dalle 17 presso Villa Cordellina Lombardi, a Montecchio Maggiore, e vedrà la partecipazione di Andrea Bertolaso, presidente dei Giovani Imprenditori Confapi di Vicenza; Enrico Storti, presidente dei Giovani Imprenditori Confapi di Verona; Filippo De Marchi, presidente di Apiveneto Fidi; Giuseppe Corà, in rappresentanza di Bluedge Capital Partners - Corporate & Financial Advisory; il prof. Paolo Preti, direttore del Master PMI dell'Università Bocconi di Milano; Josef Haviv, managing member Protostar Partner L.L.C; Paolo Bastianello, presidente di Marly's Confezioni Spa; moderatore dell'incontro sarà Sebastiano Barisoni, giornalista de Il Sole 24 Ore.


Il convegno vuole essere un importante momento di confronto per i giovani imprenditori delle PMI vicentine e venete sull'importanza strategica della finanza nella moderna gestione d'impresa. Il programma dei lavori prevede una riflessione sulla struttura industriale italiana ed in particolare del Nord Est e quindi un approfondimento sul ricambio generazionale, sui metodi gestionali più idonei per le PMI e sulle opportunità offerte dal sistema finanziario internazionale, con particolare attenzione per il mercato dei capitali.

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ENRICO DALL'OSTO RICONFERMATO PRESIDENTE MAND. VICENZA

Comunicato stampa
17 marzo 2008

ENRICO DALL'OSTO RICONFERMATO ALLA PRESIDENZA
DEL MANDAMENTO DI VICENZA DI APINDUSTRIA

 

50 anni, associato API da undici anni, Dall'Osto si impegnerà per lo sviluppo associativo

e la promozione della cultura imprenditoriale nell'ambito della strategia dell'Associazione

 

Enrico Dall'Osto è stato confermato alla Presidenza del Mandamento di Vicenza dell'Apindustria provinciale, in occasione della recente assemblea del Mandamento svoltasi al Vergilius Hotel. Associato ad Apindustria Vicenza da undici anni, Dall'Osto è anche componente del Consiglio di Amministrazione di Apiveneto Fidi e sarà affiancato nel Consiglio Direttivo del Mandamento di Vicenza da Marco Bianchi (Sistemi Vicenza), Alessandro Bregolato (Saiv Telecomunicazioni), Matteo Cavalcante (Topp), Loris Danieli (Tau), Giuseppina Grimaldi (Naoto), Ilario Marchi (Ristocenter), Barbara Novello (Gruppo Novello) e Ombretta Zulian (Clips). «Durante il mio mandato farò il possibile - spiega Dall'Osto - per promuovere l'organizzazione di iniziative rivolte agli associati, per favorire la cultura imprenditoriale e sostenere lo sviluppo associativo, secondo le linee strategiche dell'Associazione».

Il Mandamento di Vicenza di Apindustria comprende 22 Comuni con un tessuto produttivo estremamente vitale e una presenza radicata in particolare di imprese del settore metalmeccanico e orafo. «Per sostenere la loro crescita - spiega Dall'Osto - puntiamo molto anche sul dialogo con il territorio e in questo senso particolare attenzione sarà dedicata alla cooperazione con le altre categorie economiche e più ingenerale con le realtà locali, a partire naturalmente dai Comuni e dagli Enti Pubblici, con i quali si potranno realizzare iniziative e progetti di comune interesse per il territorio e per le imprese associate».

Enrico Dall'Osto, 50 anni, è titolare dell'azienda Mecgi di Altavilla, specializzata da vent'anni nel settore degli impianti di lubrificazione.



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SICUREZZA SUL LAVORO: UN'ALTRA OCCASIONE PERSA

Comunicato stampa
12 marzo 2008

SICUREZZA SUL LAVORO: UN'ALTRA OCCASIONE PERSA

Il Governo ha approvato recentemente i decreti attuativi della Legge 123/07, tuttavia ancora una volta è stata trascurata la prevenzione, strumento fondamentale per la sicurezza nei luoghi di lavoro


A lungo atteso dai lavoratori e dalle imprese, il nuovo Testo Unico per la sicurezza nei luoghi di lavoro è diventato realtà con la recente approvazione dei decreti attuativi della Legge 123/07: l'efficacia del provvedimento, tuttavia, rischia di essere minata in partenza da un approccio inadeguato alla complessità della materia.

E' questo il timore manifestato da Apindustria Vicenza che negli ultimi anni si è impegnata, con crescente attenzione, in rappresentanza delle piccole e medie imprese e d'intesa con tutti gli attori istituzionali ed economici, su questa problematica di fondamentale rilevanza sociale. «L'esperienza ci insegna - spiega il Presidente Sergio Dalla Verde - che solo attraverso la concertazione è possibile ottenere risultati efficaci, ma il Governo ha preferito applicare ancora una volta un approccio obsoleto, basato unicamente sulla repressione, quando è dimostrato che i risultati migliori si ottengono solo con un serio programma di diffusione della "cultura della prevenzione"».

La conferma arriva dai numeri: dal 1994 (anno di emanazione del D.Lgs. 626/94) ad oggi sono stati spesi decine di miliardi di Euro per la messa a norma di impianti, macchine ed attrezzature, tuttavia i morti e gli infortuni sul lavoro sono rimasti sostanzialmente in linea con l'incidenza di 14 anni fa. E' quindi evidente che un fattore determinante, che non può più essere trascurato, è rappresentato dai comportamenti corretti, che possono essere promossi solo attraverso massicci interventi formativi e progetti per la ricerca e formalizzazione di modelli comportamentali sicuri.

Per questo motivo da molto tempo tutti i soggetti che operano nel campo della sicurezza sottolineano la necessità di intervenire sulla materia con un approccio basato sulla prevenzione piuttosto che sulla repressione, il che significa sostenere, anche economicamente, la realizzazione di piani formativi aziendali; diffondere la cultura della sicurezza nelle scuole, ossia nei luoghi di formazione dei lavoratori di domani; infine incentivare e sostenere gli enti preposti più attivi e sensibili su questo fronte, che da anni collaborano con il mondo industriale nella elaborazione e nella diffusione di linee guida, manuali informativi, opuscoli ed indicazioni tecniche che risultano preziosissime nell'orientamento da prendere all'interno di una normativa spesso poco chiara o farraginosa. «Purtroppo di tutto questo - conclude amaramente Dalla Verde - non c'è quasi traccia nel testo di legge approvato dal Governo, che evidentemente ha privilegiato l'aspetto elettoralistico e mediatico rispetto ad una ponderata analisi dell'argomento. Il rischio è di un ulteriore incremento di oneri, costi e responsabilità degli imprenditori a fronte di azioni poco incisive per l'aumento

della sicurezza aziendale».


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CONCILIARE LAVORO E FAMIGLIA DA OGGI E' POSSIBILE


Comunicato stampa 4 marzo 2008



CONCILIARE LAVORO E FAMIGLIA DA OGGI E' POSSIBILE:

UN CORSO DI APINDUSTRIA VICENZA SPIEGA COME RIUSCIRCI


Si è concluso con un grande successo di partecipazione un importante momento di informazione

e formazione per i lavoratori e le lavoratrici



Conciliare famiglia e lavoro non è mai facile, ma la legge 53/2000 fornisce una significativa opportunità in questo senso, a condizione di conoscere i suoi contenuti e le modalità di richiesta dei contributi per le cosiddette "azioni positive", ovvero azioni che consentono un corretto equilibrio tra vita personale e professionale. Per questo motivo si è concluso recentemente il corso di quattro giornate organizzato presso la sede di Apindustria Vicenza dedicato appunto alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro nelle aziende, con particolare attenzione per le agevolazioni previste dal Legislatore.

La legge consente infatti alle imprese di venire incontro alle esigenze di riduzione dell'orario di lavoro dei propri dipendenti, per gravi motivi familiari, senza alcun danno economico, ottenendo dal Governo i contributi necessari a pagare lo stipendio per l'eventuale sostituto. Un meccanismo di grande importanza, quindi, eppure in Veneto il ricorso a tali finanziamenti è stato molto limitato, proprio a causa della scarsa informazione dei lavoratori su questa importante opportunità.

Di qui l'iniziativa congiunta di Apindustria, Confagricoltura, Confcooperative e CNA, d'intesa con Cgil, Cisl e Uil: il corso, promosso dall'ufficio della Consigliera regionale di Parità e curato da CORA Venezia, è iniziato illustrando gli obiettivi della legge e gli ambiti di possibile applicazione; la seconda giornata è proseguita analizzando casi concreti di progettazione di Azioni Positive, mentre il terzo incontro ha coinvolto direttamente i partecipanti al corso che sono stati invitati ad elaborare delle ipotesi di progetto di Azioni Positive; queste ultime sono state infine discusse e valutate nell'ultima giornata di formazione.

La numerosa partecipazione dei lavoratori (ben 32 iscritti) ha confermato la validità del progetto, che ha visto anche la presenza di due funzionari del Ministero della Famiglia e che rientra nell'ambito di un più ampio progetto delle predette Organizzazioni in questo ambito, come testimoniato dal convegno organizzato nel mese di dicembre.

Il convegno e il corso di formazione hanno rappresentato un'importante momento di informazione a poche settimane dalla firma del doppio accordo del 26 novembre scorso - sottoscritto il primo tra associazioni di datori di lavoro (Apindustria Vicenza, Confagricoltura Vicenza, Confcooperative Vicenza e CNA Vicenza) e Cgil, Cisl, Uil; il secondo tra parti sociali e soggetti pubblici, la Provincia di Vicenza e le Consigliere di Parità Regionale e Provinciale - finalizzato appunto a promuovere la conoscenza e quindi l'utilizzo dei finanziamenti previsti dalla legge 53/2000 per conciliare lavoro e famiglia.

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RIFORMA FISCALE E DEL LAVORO IN PRIMIS

Comunicato stampa, 21 febbraio 2008

 

 

Crescita zero

LA RIPRESA DELL'ITALIA DIPENDE FORTEMENTE DA RIFORME DI GOVERNO LIMPIDE E CORAGGIOSE. RIFORMA FISCALE E DEL LAVORO IN PRIMIS

         Sergio Dalla Verde, presidente di Apindustria Vicenza, lancia il monito

 


Crescita vicina allo 0%, Italia ultima in Europa, con un pesante calo del PIL e delle esportazioni. Questo il panorama nero che si preannuncia all'orizzonte: dati alla mano, ecco le previsioni intermedie della Commissione europea, secondo cui "l'attività economica in Italia è rallentata più che nel resto della zona euro nell'ultima parte del 2007".


Cosa fare? Se lo chiedono tutti, soprattutto coloro che l'economia la fanno girare. Sergio Dalla Verde, presidente di Apindustria Vicenza, parla a nome di tutte le piccole e medie imprese, che sono più del 98% del totale delle imprese italiane. «E' un dato da cui non si può prescindere: sono le piccole e medie imprese l'elemento trainante dell'industria italiana e le PMI hanno un'importanza strategica anche per l'occupazione, se si pensa che dei lavoratori dell'industria l'82% sono occupati nelle PMI. Se vogliamo che il Paese non affondi occorrono riforme serie e coraggiose soprattutto nel campo della fiscalità, della politica del lavoro e del sostegno all'esportazione, come da mesi andiamo ripetendo».


In sintesi, questa è la ricetta di Apindustria per rilanciare lo sviluppo delle aziende:


1) L'IRAP diventi un costo deducibile ai fini IRES, eliminando la doppia imposizione attuale e favorendo una più corretta evidenziazione dei costi aziendali.


2) Si superi l'impostazione per la quale il gettito fiscale è garantito da una miriade di riprese fiscali, annualmente soggette a modifiche, e si riesamini l'allargamento della base imponibile che vede la convergenza dell'utile determinato ai fini civilistici e di quello fiscale.


3) Si reintroduca l'integrale deducibilità degli interessi passivi e delle quote di ammortamento dei terreni industriali.


4) In materia di lavoro si incrementi la produttività complessiva, sulla scia di quanto stanno già avviando con successo i principali Paesi europei, anzitutto con la defiscalizzazione degli aumenti contrattuali e degli straordinari, in attesa di una più complessa e totale riforma del sistema contributivo.


5) Si realizzino supporti all'internazionalizzazione confacenti al sistema delle piccole imprese, introducendo strumenti per assicurare il credito all'esportazione anche per piccoli importi. Parallelamente si riorganizzino le strutture internazionali, con uffici di riferimento adeguati alle esigenze dei piccoli e medi imprenditori.

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LA CONTRATTAZIONE AZIENDALE DIVENTA SEMPRE PIU' DIFFICILE

 

Comunicato Stampa, 4 febbraio 2008


Filippo De Marchi, Presidente di Apiveneto Fidi e membro di giunta di Apindustria Vicenza, commenta l'onerosa situazione imposta dalle nuove normative in materia di Welfare

«Per quanto possa sembrare paradossale, con l'approvazione del pacchetto welfare il costo del lavoro non solo non diminuisce, ma addirittura aumenta - afferma Filippo De Marchi, membro di Giunta di Apindustria Vicenza e Presidente del Consorzio Fidi Regionale Apiveneto Fidi». «Infatti, le aziende che stanno erogando i cosiddetti "premi di risultato", in base ad accordi aziendali sottoscritti nelle scorse occasioni, si sono viste abrogare di punto in bianco la norma che prevedeva la decontribuzione degli stessi, con la conseguenza di una netta diminuzione di convenienza sia per imprese che per i lavoratori».


Dal 1° gennaio, dunque, le imprese devono tornare a versare i contributi pieni sui premi di risultato. «Siamo arrabbiati e preoccupati - continua De Marchi - perché la legge prevede l'emanazione di un decreto ministeriale, che dovrebbe sostituire la vecchia decontribuzione con un nuovo meccanismo, che purtroppo attinge a risorse rigidamente contingentate: c'è il duplice rischio, quindi, che gli accordi aziendali stipulati in passato restino scoperti e che per quelli nuovi non ci sia la possibilità di prevedere, con ragionevole sicurezza, quale sia l'effettivo costo delle erogazioni a favore dei dipendenti».

«Senza un rapido intervento di correzione, che assicuri anzitutto la salvaguardia degli accordi già sottoscritti, è prevedibile che anche le aziende tradizionalmente orientate alla contrattazione interna, respingeranno le piattaforme sindacali per il rinnovo dei premi di risultato, se non arriveranno addirittura a non dar corso a quelli in essere, compromettendo, così, i rapporti faticosamente costruiti con i sindacati.»


«Quanto sta accadendo - conclude De Marchi - è la riprova che il sistema degli assetti contrattuali è ormai obsoleto e che, se si vuole incentivare la produttività e favorire, al contempo, il recupero del potere d'acquisto dei salari, bisogna ripensare ad un modello di contrattazione maggiormente incentrato sui territori».



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Ufficio Stampa Apindustria Vicenza


Raffaella M. Sgueglia

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IL MOBILE D'ARTE DI BASSANO "SCOPRE" LE NANOTECNOLOGIE

 

IL MOBILE D'ARTE DI BASSANO "SCOPRE" LE NANOTECNOLOGIE

Presentati oggi i risultati del Progetto Ebano, sviluppato da Apindustria Vicenza

con il Distretto del Mobile d'Arte di Bassano, per l'inserimento delle nanotecnologie in un settore di antica tradizione



Ci può essere innovazione anche dove il legame con la tradizione è più forte: è questo il messaggio lanciato dalle dieci aziende del Distretto del Mobile d'Arte di Bassano che hanno aderito al progetto Ebano, sviluppato dal Distretto con Apindustria Vicenza.

I risultati del progetto vengono presentati oggi (giovedì 31, ndr.) nel corso di un incontro organizzato presso l'Hotel Palladio, a Bassano del Grappa, alla presenza di Renzo Guderzo, rappresentante del Distretto, Christian Frighetto, della Frighetto Mobili, capofila dell'associazione temporanea di impresa creata per il progetto, Graziano Tassinaro, di Chronos S.p.A., Roberto Canciani, di ILVA Polimeri, e Roberto Canton, di MOMA Nanotech.

Il progetto, avviato lo scorso giugno, prevedeva l'applicazione delle nanotecnologie nella delicata fase di finitura dei mobili. Un'innovazione di grande portata in un settore che ha nel rispetto della tradizione la propria ragion d'essere, ma in grado di garantire molteplici benefici: in termini ambientali, estetici e di produttività, grazie all'accelerazione dei tempi di processo.


Al fine di raggiungere i migliori risultati i partner tecnologici coinvolti nel progetto - ILVA Polimeri e MOMA Nanotech - hanno sperimentato diverse soluzioni, i cui risultati sono stati successivamente messi a confronto sia dal punto di vista estetico che funzionale. Più in dettaglio, l'analisi dei risultati ha riguardato differenti metodologie di trattamento: campioni trattati con vernici nanotecnologiche sperimentali a base acquosa; campioni pretrattati con processi di deposizione di nanoparticelle e successivamente trattati con vernici nanotecnologiche sperimentali a base acquosa; campioni pretrattati con vernici nanotecnologiche sperimentali a base acquosa e successivamente sottoposti a processi di deposizione di nanoparticelle.


In sintesi, l'analisi dei risultati ha evidenziano come entrambi i trattamenti nanotecnologici testati nel progetto (utilizzo di vernici a base di sostanze nanometriche e deposizione di nanopolveri con processi al plasma) hanno dato risultati interessanti, anche se per aspetti diversi. Le vernici, infatti, a parità di effetto estetico, danno il vantaggio di ottime performances ambientali e produttive. Le deposizioni di nanoparticelle consentono invece risultati funzionali estremamente interessanti su una gamma di prodotti leggermente più ristretta.


Risultati molto promettenti, dunque, che hanno già convinto le imprese aderenti al progetto ad approfondire le potenzialità di queste nuove tecnologie:

«Il progetto Ebano - spiega Christian Frighetto - è nato con l'obiettivo di trovare delle alternative ai metodi tradizionali di verniciatura e finitura, che di fatto non sono molto cambiati rispetto a cento anni fa e i risultati sono stati molto positivi. Abbiamo ottenuto una resa estetica migliore, grazie alla possibilità con le nanotecnologie di polverizzare la resina in particelle molto più piccole ottenendo un effetto di perfetta trasparenza sulle superfici del mobile, e allo stesso tempo una significativa riduzione delle emissioni in atmosfera. Queste nuove acquisizioni potrebbero trovare rapidamente applicazione nelle aziende del Distretto e a questo scopo sono diverse le imprese locali che hanno già avviato una serie di approfondimenti per studiare l'integrazione delle nanotecnologie nei propri processi produttivi».


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Giovani Imprenditori: SUBITO ALLE URNE

  Comunicato stampa

 31 gennaio 2008

 

 

SUBITO ALLE URNE PER ELEGGERE UN GOVERNO IN GRADO

DI DARE RIFORME E CERTEZZE ALLE IMPRESE E AGLI ITALIANI

 

Andrea Bertolaso, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Apindustria Vicenza, esprime la preoccupazione della categoria per il clima di forte incertezza politica

 

Uscire quanto prima dall'attuale situazione di incertezza politica, andando alle urne per eleggere un Governo in grado di procedere con quelle riforme da troppo tempo attese dalle imprese e dare qualche certezza in più agli italiani: è questo l'appello lanciato da Andrea Bertolaso, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Apindustria Vicenza, di fronte all'attuale delicata fase politica nazionale.

«Oggi - sottolinea Bertolaso - scontiamo un'economia paralizzata, con una crescita prossima allo zero, e una classe politica incapace di scelte lungimiranti, preoccupata più di difendere posizioni di interesse personale piuttosto che il bene collettivo, inefficiente e del tutto inadeguata a sostenere seri progetti di crescita economica e sociale a medio e lungo termine. Tutto questo non può che generare uno stato d'animo di instabilità e incertezza, al quale occorre trovare quanto prima delle risposte concrete, perché si è già perso troppo tempo».


Preoccupazioni queste che i giovani imprenditori di Apindustria avevano già espresso nel recente convegno nazionale di Roma: «Temi fondamentali come la riduzione della spesa pubblica e la diminuzione della tassazione alle aziende non sono mai stati affrontati realmente dal Governo uscente, e permane una forte incertezza dovuta alla questione insoluta della governabilità». Un tema molto sentito, che tuttavia non può diventare l'alibi per perdere altro tempo: «Da alcune parti si chiede un governo tecnico per realizzare le riforme più urgenti, a partire da quella elettorale, tuttavia è molto difficile pensare che con l'attuale parlamento queste si possano portare a termine in tempi brevi. Molto meglio quindi tornare quanto prima alle urne, sperando che dalle nuove elezioni esca un Governo con i numeri sufficienti a garantire la stabilità necessaria per procedere con le riforme». Anche su queste ultime i giovani imprenditori hanno le idee chiare: «E' auspicabile - prosegue Bertolaso - il ritorno alle preferenze sugli eletti e un sistema elettorale in grado di ridurre il numero di partiti e favorire la governabilità, istituendo un premio di maggioranza al Senato. Ci siamo già resi ridicoli agli occhi del mondo intero con le ultime vicende e la credibilità dell'Italia è ai minimi storici nei mercati internazionali e nel mondo della finanza: è urgente un processo di profondo rinnovamento e rilancio del nostro sistema-Paese, perché di fronte alla situazione attuale il nostro non può che essere un grido di rabbia e preoccupazione per la nostra generazione di giovani imprenditori, ma soprattutto per le generazioni future».




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IL DENARO: UNA MERCE TROPPO CARA PER IMPRESE E FAMIGLIE

Auspicabile un segnale forte da parte della BCE e delle istituzioni nazionali,

secondo Apindustria Vicenza

La continua ed inesorabile crescita del costo del denaro è un dato di fatto, anche a causa dell'incerto clima internazionale. In un Paese come l'Italia, oberato dal debito pubblico più alto d'Europa ed in piena crisi di governo, l'alto costo del denaro rappresenta un fattore di estrema criticità, ancor più che negli altri paesi europei e sta causando conseguenze gravissime all'intero sistema economico interno, con impatti devastanti su famiglie ed imprese.

"Come emerge anche dalle recenti rilevazioni dell'ABI - afferma Sergio Dalla Verde, Presidente di Apindustria Vicenza - se un anno fa il tasso bancario sui prestiti si attestava mediamente intorno al 5,39%, ora è al 6,17%, mentre il costo dei mutui casa è salito dal 4,87% del dicembre 2006, al 5,72% di dicembre 2007, determinando un ulteriore incremento delle rate che, dal giugno del 2004, ha raggiunto il 50%, divenendo un vero e proprio incubo per oltre 3 milioni di famiglie italiane. E a fronte di tale situazione di crisi assistiamo, purtroppo, ad una disarmante inattività da parte delle istituzioni, che sarebbero invece deputate proprio a gestire e governare tutto ciò".

La Banca Centrale Europea, in primis, sta evidenziando in questi critici frangenti il suo distacco dalla realtà sociale ed economica dell'Europa, continuando a perseguire con ostinazione l'anacronistico obiettivo di contenere l'inflazione, peraltro non preoccupante, senza rendersi conto che la vera necessità urgente e non più procrastinabile è dare un segnale forte e chiaro al mercato, anche con un coraggioso taglio dei tassi in grado di portare ossigeno alla ripresa economica e fiducia all'intero sistema.

"D'altra parte, un chiara reazione contraria alla politica dell'Istituto di Bruxelles, è recentemente arrivata direttamente dal mercato quando, di fronte al deludente annuncio dell'ennesimo ‘non intervento' da parte del Presidente Trichet, ha punito senza pietà tale decisione non condivisa, polverizzando capitali per decine di miliardi di euro. Male farebbe Trichet, a nostro avviso, - continua Dalla Verde - a non dare ascolto a tali evidenti segnali di malcontento".

Pur convinti sostenitori dell'incontestata sovranità del mercato, vero polso delle economie, in Apindustria Vicenza si ribadisce la convinzione che esso vada sempre comunque "indirizzato" con segnali ed azioni chiari ed inequivocabili. "Sarebbe necessario rivedere la mission della BCE, rendendola più vicina alla realtà degli Stati membri e con maggiori poteri di intervento, - conclude Filippo De Marchi, membro di Giunta di Apindustria Vicenza e Presidente di Apiveneto Fidi - consentendole tempestività ed efficacia nell'azione di governo delle economie e nel rapporto con i mercati. Sarebbe inoltre auspicabile il rafforzamento dell'attività di raccordo fra le banche centrali mondiali".

In questo percorso non va dimenticato, infine, il ruolo fondamentale della Banca d'Italia, che a Bruxelles deve farsi paladino coraggioso e senza remore delle istanze del Paese; forse ciò le permetterà di riconquistare il suo ruolo istituzionale nel cuore degli italiani.

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LE PMI E LA POLITICA FANNO...FILO'

Comunicato stampa
25 gennaio 2008

 

 

 

 

 

 

Marco Almagisti parlerà di "Qualità della democrazia. Quali proposte per migliorare il rendimento del sistema politico?"

Lunedì 28 gennaio, al Vergilius Hotel (Creazzo), ore 18,30



La "questione Veneta" anima ancora il dibattito economico e politico locale e nazionale e le ultime notizie della crisi di questi giorni confermare, da una parte, la difficoltà del sistema imprenditoriale veneto di comunicare in modo efficace le proprie istanze, dall'altra, l'incapacità del mondo politico di comprendere i bisogni e i timori di uno dei principali motori propulsivi del sistema economico nazionale.


Gli incontri di Apindustria Vicenza, che vanno sotto il nome di "Filò... la politica si racconta", iniziati lo scorso autunno, proprio con lo scopo di mettere a diretto contatto gli imprenditori con gli esponenti della politica, hanno riscontrato un grande successo, dimostrando quindi la forte necessità di dialogo e confronto.


Dopo Bruno Tabacci, Daniele Capezzone, Gianni Alemanno e Marco Follini, è la volta di Marco Almagisti, con l'intervento "Qualità della democrazia. Quali proposte per migliorare il rendimento del sistema politico?", il 28 gennaio all'Hotel Vergilius di Creazzo.

Marco Almagisti, è Docente al Dipartimento di Studi Storici e Politici Università di Padova e orienterà il proprio intervento alla presentazione di un approccio diverso ai soliti temi della politica, elevandone i contenuti, rapportandoli con la "qualità della nostra democrazia".


Già Follini la volta scorsa ha affermato: «Abbiamo bisogno di recuperare una democrazia più veloce e più vera: da anni stiamo scappando da una inevitabile "operazione verità", tanto più necessaria quanto più la gente, soprattutto i giovani, si allontana pericolosamente dalla politica e, ancora più grave, dal rapporto con lo Stato. E', questo, un problema istituzionale. Il nostro Paese è in questo momento gravemente fermo e arretrato: bisogna fare autocritica e ammettere che  non siamo in grado di metterci d'accordo nemmeno sulle cose più banali».


Il progetto "Filò... la politica si racconta" rientra nell'ambito di un programma più ampio di Apindustria Vicenza di incontro e confronto con tutte le istituzioni, locali e nazionali, per promuovere una serie di riforme fondamentali, dal sistema fiscale al mercato del lavoro, e più in generale una maggiore attenzione nei confronti delle PMI, vero motore dell'economia italiana, esortando ad una politica che ne aiuti lo sviluppo e l'espansione in un Sistema-Paese sburocratizzato e alleggerito.


Per adesioni: tel. 0444.232230 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.



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UN'ALTRA FINANZIARIA CHE PENALIZZA LE PMI

  Comunicato stampa, 25 gennaio 2008

Tra le novità più controverse, secondo Apindustria Vicenza, la possibilità per il Fisco di contestare le politiche di bilancio dell'azienda, limitando la libertà di gestione degli imprenditori


Le vicende politiche di questi giorni rendono il clima generale ancora più incerto e difficile, in un momento in cui l'economia italiana attraversa una fase di grande difficoltà. E le speranze che erano state riposte nella nuova manovra finanziaria non hanno certo rilassato gli animi: «Dalla nuova Legge Finanziaria 2008 ci si attendeva se non misure più favorevoli, quanto meno il segnale di una reale inversione di tendenza - sostiene Sergio Dalla Verde, presidente di Apindustria Vicenza - e la disponibilità a sostenere la crescita delle imprese. Così non è stato: al contrario dal nuovo testo di legge emerge un sistema normativo e fiscale ancora una volta vorace e cervellotico, e a questi vizi antichi si affiancano nuovi e preoccupanti fenomeni, a partire da una crescente ingerenza nella libertà di gestione delle imprese».

E' proprio questa la conseguenza di una delle novità più controverse: in base a quanto scritto nella legge, l'imprenditore dovrà giustificare anche al fisco le proprie politiche di bilancio, come ad esempio il cambio dei processi di ammortamento, con un ulteriore aggravio di costi e rischi di contenzioso. «Una misura penalizzante che va nella direzione opposta di quella, da tempo auspicata, della semplificazione - sottolinea Dalla Verde -. Il peso della burocrazia rimane schiacciante: l'obiettivo dell' "impresa in un giorno" è rimasto sulla carta. Il decreto di dicembre di attuazione della "Bersani-bis" introduce un cambiamento solo di facciata, con nuovi oneri per le imprese, comprese quelle individuali che dovranno dotarsi di firma digitale e di posta elettronica certificata. Crediamo che non si possa continuare a caricare sul contribuente il peso di una semplificazione che vale solo per l'Amministrazione finanziaria».


Altro punto critico: il beneficio teorico dell'abbassamento delle aliquote nominali dell'IRES è stato di fatto annullato dall'allargamento della base imponibile, ottenuta per di più attraverso leve criticabili, come l'eliminazione degli ammortamenti anticipati ed accelerati, l'allungamento della durata minima dei leasing, la limitazione alla deducibilità degli interessi passivi. «E' evidente - prosegue Dalla Verde - che qualcuno ci guadagnerà ed altri ci perderanno, ma il nostro fondato timore è che, ancora una volta, a risultare penalizzate saranno le piccole e medie imprese». Le novità in materia di interessi passivi graveranno ora, infatti, anche sulle imprese con volume di ricavi fino ad € 7.500.000. Spariranno dai bilanci il fondo imposte differite (con conseguente anticipazione dell'esborso finanziario) e laddove non sarà possibile la capitalizzazione con mezzi propri, le imprese dovranno ulteriormente ricorre al finanziamento di terzi (deducibili nel limite del 30% del ROL) oppure dovranno rinunciare a nuovi investimenti in tecnologia.


«Anche sul fronte del lavoro - prosegue Dalla Verde - non si intravedono provvedimenti realmente incisivi. Mentre tutti gli analisti sottolineano la necessità di migliorare ed incentivare la produttività, noi abbiamo abolito lo scalone previdenziale e mandato anzitempo in pensione migliaia di lavoratori, spendendo buona parte del "tesoretto" ed impegnando risorse future, il cui onere ricadrà sulle imprese e sui lavoratori di domani. Hanno imbrigliato contratti a termine e part-time, nell'illusione di poter creare d'imperio i posti di lavoro fissi attraverso i "diritti di precedenza"».
Lo stesso taglio del cuneo fiscale, introdotto un anno fa, si è rivelato una mera partita di giro: secondo il piano iniziale l'erario avrebbe dovuto restituire 3 punti alle imprese e 2 ai lavoratori, ma i 3 punti alle imprese si sono subito dimostrati pari si e no ad uno solo, che in ogni caso è stato ben presto eroso dall'aumento delle retribuzioni lorde; quanto ai lavoratori, i conguagli di fine anno hanno dimostrato che tutti i redditi medi, dai 30.000 euro in su, hanno pagato più tasse di prima. «La pressione fiscale è cresciuta anziché diminuire - conclude Dalla Verde - sta impoverendo complessivamente il Paese e l'unica risposta concreta è una delega al Governo per "detassare" i premi di risultato, con una stanziamento di risorse, per tutto il 2008, assolutamente irrisorio."

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RINNOVI CONTRATTUALI: SERVONO AUMENTI RETRIBUTIVI ESENTASSE E CONTRATTI DI LAVORO TERRITORIALI

Il commento di Apindustria Vicenza L’intervento di Filippo De Marchi, membro di Giunta in Apindustria Vicenza e Presidente di Apiveneto Fidi Sono passati più di tre anni da quando Apindustria Vicenza ha proposto per la prima volta di escludere dal prelievo contributivo e fiscale gli aumenti retributivi. La motivazione era molto semplice: lo Stato aveva firmato nel ‘93 un accordo sulla politica dei redditi, un accordo che viene lo stesso Stato viola per primo da anni, con gli aumenti concessi al pubblico impiego, generando aumenti a catena nel privato ed incamerando così un incremento esponenziale del gettito fiscale sul lavoro dipendente. “Tanto varrebbe spostare questa specie di ‘dividendo sugli aumenti’ dall’Irpef all’Iva, aumentando le retribuzioni nette e favorendo così i consumi”, dice Filippo De Marchi, Presidente di Apiveneto Fidi e membro di Giunta in Apindustria Vicenza. “Tre anni fa, Apindustria espresse questa posizione proprio in occasione del rinnovo del contratto dei metalmeccanici – continua De Marchi -, anche allora in pieno svolgimento: oggi come allora ribadiamo che riteniamo inaccettabile che, parallelamente, da un lato per i dipendenti l’aumento netto continui a rimanere pesantemente diminuito da imposte e contributi (rincarati, tra l’altro, dal 1° gennaio 2007), e dall’altro che il costo per l’azienda continui ad essere pari al doppio di quanto percepito dal lavoratore, con evidente insoddisfazione di entrambi”. Nulla è cambiato, dunque? Non proprio. Da un lato il potere d’acquisto, dei lavoratori dipendenti in particolare, è ulteriormente diminuito, dato che le ultime riforme fiscali hanno prodotto l’unico effetto di trascinare i redditi medi verso la fascia bassa: già intorno ai 40.000 euro di reddito imponibile annuo, la pressione fiscale registrata nel 2007 è superiore a quella del 2006 di circa mezzo punto percentuale, anche in presenza di figli a carico. Dall’altro, sotto il profilo della competitività aziendale, non solo il costo del lavoro è rimasto sostanzialmente inalterato, data l’ormai assodata pochezza del cosiddetto “taglio del cuneo fiscale”, ma addirittura il recente “pacchetto welfare” ne prevede un innalzamento, fin da subito per i collaboratori e generalizzato anche per i dipendenti, a partire dal 2011. La stessa norma, in compenso, irrigidisce contratti a termine e part-time, nella consueta illusione di creare posti di lavoro sicuri e duraturi “per legge” senza tener conto delle condizioni economiche delle imprese.  “Con simili premesse, la risoluzione della “questione salariale” resta affidata esclusivamente ad una riforma degli assetti contrattuali, cioè delle regole in base alle quali si scrivono e si rinnovano i contratti collettivi di lavoro, superando decisamente il principio della “centralità del contratto nazionale”, sottolinea De Marchi. “La contrattazione aziendale però, potrà avere benefici anche per le imprese, solo in quelle che uniscono una performance soddisfacente a dimensioni grandi o almeno medie, mentre le aziende più piccole, per debolezza di struttura, mancanza di relazioni sindacali stabili e tendenza a privilegiare i rapporti diretti con il personale, si limiteranno a ridistribuire salario aggiuntivo”.  Unionmeccanica, perciò – in attesa che il nostro sistema si indirizzi verso quei cambiamenti che tutti i maggiori Paesi europei stanno adottando, vedi da ultimo i recenti accordi confederali raggiunti in Francia - ha proposto di sperimentare un sistema di contrattazione nuovo, dove alcune materie potranno essere disciplinate sia dal contratto nazionale, sia a livello regionale, come la flessibilità nell’organizzazione dell’impresa, l’orario di lavoro, il lavoro straordinario, l’utilizzo di contratti atipici, la formazione, l’apprendistato.  ------------------ Ufficio Stampa Raffaella M. SguegliaAPINDUSTRIA VICENZA - Relazioni esterne e comunicazione Tel: 0444-232230 - Fax: 0444-960835 - e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 
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CONCILIARE LAVORO E FAMIGLIA: OGGI SI PUO' E CONVIENE

 Comunicato stampa
17 dicembre 2007

 

 

 



I finanziamenti alle PMI, le opportunità per i lavoratori e le lavoratrici

 

Conciliare famiglia e lavoro si può, ma gli strumenti per farlo non sono abbastanza conosciuti, né dalle aziende, né dai lavoratori. Eppure la legge n. 53/2000 prevede importanti finanziamenti per le imprese, che possono così venire incontro alle esigenze di riduzione dell'orario di lavoro dei propri dipendenti, per gravi motivi familiari, senza alcun danno economico: lo stipendio per l'eventuale sostituto infatti può essere pagato con i contributi stanziati dal Governo (circa 45 milioni di euro l'anno).

Un'idea semplice ma vincente, eppure dall'entrata in vigore della legge 53 del 2000 nel Veneto il ricorso ai finanziamenti previsti è stato molto limitato (i progetti in atto sono solo 27, nessuno dei quali nel territorio vicentino), soprattutto a causa della scarsa informazione sulle opportunità previste dal Legislatore.

Di qui l'importanza del convegno organizzato oggi (lunedì 17 dicembre, ndr.) da Apindustria Vicenza, Confagricoltura Vicenza, Confcooperative Vicenza e CNA Vicenza, con il patrocinio della Camera di Commercio di Vicenza e con la partecipazione del Comitato Imprenditoria femminile, della Regione Veneto e delle organizzazioni sindacali CGIL-CISL-UIL.

Ricco il programma dei relatori: Margherita Maculan Carretta, Presidente del Comitato per l'Imprenditoria Femminile presso la Camera di Commercio di Vicenza; Elena Padovan, psicologa del lavoro; Lucia Basso, Consigliera regionale di parità presso la Regione Veneto; Grazia Chisin, in rappresentanza di CGIL-CISL-UIL; Maria Trentin, Consigliera provinciale di parità presso la provincia di Vicenza; l'on. Rosa Rinaldi - Sottosegretario di Stato presso il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale; Maria Nives Stevan, Assessore della Provincia di Vicenza ai servizi sociali, immigrazione ed emigrazione, monitoraggio sulle strutture socio sanitarie e sociali, servizi al cittadino, pari opportunità.

Il convegno affronta così in modo completo tutte le principali aree di disagio e difficoltà nel complesso rapporto tra lavoro e famiglia, dalle differenze di genere al valore, i contenuti e le prospettive dell'accordo provinciale sulla legge 53/2000, gli esempi di "buone pratiche" già realizzati in Veneto e le discriminazioni di genere sul lavoro.

L'incontro di oggi costituisce quindi una prima, importante azione di informazione e sensibilizzazione a poche settimane dalla firma del doppio accordo del 26 novembre sorso - sottoscritto il primo da tra associazioni di datori di lavoro (Apindustria Vicenza, Confagricoltura Vicenza, Confcooperative Vicenza e CNA Vicenza) e Cgil, Cisl, Uil; il secondo tra parti sociali e soggetti pubblici, la Provincia di Vicenza e le consigliere di parità regionale e provinciale - finalizzato appunto a promuovere la conoscenza e quindi l'utilizzo dei finanziamenti previsti dalla legge 53/2000 per conciliare lavoro e famiglia.

Un obiettivo, questo, che appare di particolare rilievo nell'ottica di una crescente attenzione alla responsabilità sociale delle aziende, ma anche per la loro stessa competitività. Nei documenti più recenti delle Istituzioni europee il benessere del "capitale umano", inteso come rapporto positivo con l'ambiente di lavoro ed equilibrio tra vita professionale e vita privata, è indicato infatti come uno dei fattori più importanti che determinano la produttività e la competitività delle imprese. In questa prospettiva, i finanziamenti previsti dalla legge 53/2000 possono consentire di progettare un territorio nel suo insieme "socialmente responsabile", ove quindi possa essere favorito un modo di lavorare e di vivere più sostenibile a vantaggio di tutti.

Perché conciliare lavoro e famiglia fa bene non solo a quest'ultima, ma anche alla competitività del nostro sistema industriale.

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LE FORME DI PROTESTA IRRESPONSABILI NON FANNO BENE AL PAESE

 

Comunicato stampa, 12 dicembre 2007





LE FORME DI PROTESTA IRRESPONSABILI NON FANNO BENE AL PAESE

Il Presidente di Apindustria Vicenza Sergio Dalla Verde esprime preoccupazione e contrarietà nei confronti della grave situazione di questi giorni causata dalle proteste degli autotrasportatori


«Riteniamo grave ed inaccettabile, oltre che illegittima, la forma di protesta massiccia e ‘selvaggia' attuata in questi giorni dagli autotrasportatori - afferma Sergio Dalla Verde, Presidente di Apindustria Vicenza - : è una forma di lotta che non ha nulla a che vedere con il diritto di sciopero garantito dalla Costituzione e che prende forma, tra l'altro, in uno dei periodi più delicati dell'anno, in cui spesso si concretizza la vendita di molti mesi di attività e in cui la concomitanza delle Festività aggrava i problemi legati alle consegne allo stoccaggio della merce". Difendere i propri interessi e rivendicare i propri diritti non è compatibile con i blocchi stradali, anche perché la protesta viene esercitata non nei confronti della controparte (il Governo), ma contro i cittadini, privati ed imprese. E la questione è resa ancor più grave, purtroppo, da frequenti episodi di malmenamenti e di danneggiamenti provocati dai manifestanti».


«Giuste o sbagliate che siano, le richieste degli autotrasportatori vengono così offuscate da questa modalità irresponsabile di manifestare il proprio disappunto, che non si addice ad un Paese appartenente alla Unione Europea: non fanno bene all'intero sistema e affossano l'economia in un momento già particolarmente difficile come quello che l'Italia sta attraversando e in cui è invece necessaria la responsabilità delle azioni e dei comportamenti di tutti i cittadini».


«Oltre ai consumatori, anche il sistema delle imprese sta subendo un danno ingentissimo: se le norme sulla class action fossero già operative, non esiteremmo ad utilizzarle a tutela delle nostre aziende associate, inustamente danneggiate, ma purtroppo il cammino per introdurre finalmente anche nel nostro Paese questo strumento di civiltà, è ancora irto di ostacoli. Se non altro, quello che sta accadendo in questi giorni dimostra che la class action è anche a favore delle piccole e medie imprese».


«Auspichiamo, quindi, che il Governo, senza cedere ancora una volta ai ricatti, trovi soluzioni alla grave situazione che si è venuta a creare e ci appelliamo alla coscienza di tutti per ritornare a toni più pacati che consentano il dialogo e il confronto!».

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UN INCONTRO PER CONOSCERE IL CONSORZIO APIRAEE

 Comunicato stampa
 30 novembre 2007

 

 

 



UN INCONTRO PER CONOSCERE IL CONSORZIO APIRAEE E LA NUOVA NORMATIVA PER I PRODUTTORI DI APPARECCHIATURE ELETTRICHE ED ELETTORNICHE


Il convegno è in programma mercoledì 5 dicembre alle ore 9.30

presso la Sala Convegni Apindustria Vicenza - Galleria Crispi, 45 - Vicenza

 

 


Dal mese di gennaio 2008 prenderà il via il nuovo sistema nazionale di raccolta differenziata dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), che impone ai produttori di queste di fornire un contributo concreto in tale direzione iscrivendosi ad un apposito Registro (il "Registro dei produttori AEE") e aderendo ad uno dei sistemi collettivi (Consorzi) che si occuperanno della raccolta dei RAEE a fine vita. Scopo della normativa - che è di origine comunitaria - è raggiungere i più elevati livelli di recupero di componenti preziosi e materie prime, eliminandone così la dispersione nell'ambiente o lo spreco derivante dalla collocazione in discarica.


Al fine di consentire alle PMI di allinearsi nel modo più semplice ed efficace alla nuova normativa è stato recentemente costituito il consorzio APIRAEE tra diverse API venete, piemontesi, lombarde ed emiliane, caratterizzato da una marcata rappresentatività degli interessi e delle caratteristiche tipiche delle PMI.

Agli obiettivi e alle attività del consorzio, oltre che ai contenuti nella nuova normativa nazionale per i produttori AEE, Apindustria Vicenza dedica il convegno in programma mercoledì 5 dicembre alle ore 9.30 presso la Sala Convegni Apindustria Vicenza, nella sede di Galleria Crispi, 45.


Attraverso questo incontro le PMI vicentine potranno comprendere se effettivamente rientrano nel campo di applicazione della nuova normativa, le modalità e i termini di iscrizione al Registro dei produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche e al Consorzio APIRAEE, i costi e gli obblighi imposti ai produttori di AEE, e le novità a livello organizzativo e amministrativo imposte dalla nuova normativa.


Per informazioni e iscrizioni è possibile contattare l'Ufficio Sicurezza Ambiente di Apindustria Vicenza (Alberto Baù - tel. 0444/232210).

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Ufficio Stampa


Raffaella M. Sgueglia

APINDUSTRIA VICENZA - Relazioni esterne e comunicazione

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IL GRUPPO GIOVANI DI APINDUSTRIA VICENZA CON SMUOVILAVITA

 

PER LA RICERCA SULLA SCLEROSI MULTIPLA

I fondi sono stati raccolti in occasione della festa annuale

del Gruppo Giovani di Apindustria Vicenza all'Hotel Vergilius

E' stato un lieto incontro conviviale, ma soprattutto un'occasione di solidarietà la festa del Gruppo Giovani di Apindustria Vicenza, svoltasi nei giorni scorsi all'Hotel Vergilius di Creazzo. Durante la serata, infatti, è stata raccolta una somma significativa che sarà devoluta in beneficenza, a favore della Onlus SMuovilavita, Fondazione per la ricerca sulla Sclerosi Multipla, nata recentemente grazie all'impegno di Sergio Dalla Verde, presidente di Apindustria Vicenza, Luca Balbo e Giordano Malfermo, ma grazie anche alla sensibilità della Provincia di Vicenza e della Regione Veneto, con lo scopo di sostenere la ricerca scientifica contro questa malattia e le prospettive di speranza di chi ne è colpito.


Tra le note significative dell'evento è da sottolineare anche la presenza, accanto agli iscritti di Apindustria, dei rappresentanti dei Gruppi Giovani delle altre categorie provinciali, a conferma del rapporto di cordiale collaborazione che lega la nuova generazione di imprenditori e professionisti vicentini. Un rapporto ben testimoniato anche dall'attività dell'Osservatorio Giovani dell'Economia e delle Professioni di Vicenza (l'OGEP.VI) - costituitosi lo scorso settembre - che ha presentato per il 2008 un fitto programma di progetti, finalizzati sia a promuovere collaborazione e sinergie tra le associazioni aderenti, sia a raccogliere fondi destinati ad iniziative sociali e di beneficienza.


«Il Gruppo Giovani di Apindustria Vicenza - afferma il presidente Andrea Bertolaso - è cosciente che la nostra generazione è chiamata ad avere un ruolo di grande responsabilità e di impegno a 360°. Il nostro obiettivo è promuovere quanto più possibile iniziative che approfondiscano le tematiche che ci vedono coinvolti e sensibilizzare un numero sempre maggiore di aderenti, per proporre in città un Gruppo forte e coeso, capace di grandi progetti».


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Raffaella M. Sgueglia

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Marco Follini ha parlato di costi e politica: “La politica quanto costa e quanto rende”.

Comunicato stampa 
4 dicembre 2007  Apindustria Vicenza LE PMI E LA POLITICA FANNO…FILO’ Marco Follini ha parlato di costi e politica: “La politica quanto costa e quanto rende”. Lunedì 3 dicembre, al Vergilius Hotel (Creazzo) 
La “questione Veneta” continua ad animare il dibattito economico e politico locale e nazionale e le ultime notizie di attualità sembrano confermare, da una parte, la difficoltà del sistema imprenditoriale veneto di comunicare in modo efficace le proprie istanze, dall’altra, l’incapacità del mondo politico di comprendere i bisogni e i timori di uno dei principali motori propulsivi del sistema economico nazionale. Gli incontri di Apindustria Vicenza, che vanno sotto il nome di “Filò… la politica si racconta” e hanno lo scopo di mettere a diretto contatto gli imprenditori con gli esponenti della politica, stanno riscontrando un grande successo, dimostrando la forte necessità di dialogo e confronto. Dopo Bruno Tabacci, Daniele Capezzone e Gianni Alemanno è stata la volta di Marco Follini, con l’intervento “La politica: quanto costa e quanto rende”, il 3 dicembre al Vergilius di Creazzo. «Abbiamo bisogno di recuperare una democrazia più veloce e più vera – ha detto Follini –: da anni stiamo scappando da una inevitabile “operazione verità”, tanto più necessaria quanto più la gente, soprattutto i giovani, si allontana pericolosamente dalla politica e, ancora più grave, dal rapporto con lo Stato. E’, questo, un problema istituzionale. Il nostro Paese, assolutamente straordinario sotto molti aspetti, è in questo momento gravemente fermo e arretrato: perché? A mio parere siamo prigionieri di falsi miti, come il federalismo e il bipolarismo, forme sicuramente degne e praticabili, ma evidentemente non perseguibili in una realtà come la nostra. Bisogna fare autocritica – ha concluso Follini – e ammettere che  non siamo in grado di metterci d’accordo nemmeno sulle cose più banali. Il nostro paese ha bisogno di centrismo». 

Il progetto “Filò… la politica si racconta” rientra nell’ambito di un programma più ampio di Apindustria Vicenza di incontro e confronto con tutte le istituzioni, locali e nazionali, per promuovere una serie di riforme fondamentali, dal sistema fiscale al mercato del lavoro, e più in generale una maggiore attenzione nei confronti delle PMI, vero motore dell’economia italiana, esortando ad una politica che ne aiuti lo sviluppo e l’espansione in un Sistema-Paese sburocratizzato e alleggerito.

 

Prossimo incontro lunedì 28 gennaio con Marco Almagisti e il tema “Qualità della democrazia. Quali proposte per migliorare il rendimento del sistema politico”.

  
------------------Ufficio Stampa Raffaella M. SguegliaAPINDUSTRIA VICENZA - Relazioni esterne e comunicazione Tel: 0444-232230 - Fax: 0444-960835 - e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.   
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SEMINARIO: LE NUOVE RESPONSABILITA' PENALI PER LE IMPRESE

LE NUOVE RESPONSABILITA' PENALI PER LE IMPRESE:

UN SEMINARIO PER SCOPRIRE COSA CAMBIA E COME TUTELARSI

Lo organizza Apindustria Vicenza, lunedì 26 alle 14.30
presso la sede di Galleria F. Crispi n. 45 - Vicenza



La responsabilità penale per le imprese è un terreno relativamente nuovo per la giurisprudenza e per le aziende stesse, ma è destinato ad avere una rilevanza sempre maggiore. Il 3 agosto è infatti entrata in vigore la legge n. 123 che modifica il precedente decreto legislativo 231/02, estendendo il numero dei reati per i quali è prevista una responsabilità penale delle aziende, qualora un titolare (ma anche un dirigente o un dipendente) compia un reato penale a favore dell'impresa.


Per spiegare le novità normative e gli strumenti con cui le aziende possono tutelarsi, Apindustria Vicenza, con il contributo di Unicredit Banca d'Impresa, organizza per lunedì 26 un seminario dal titolo "Decreto legislativo n. 231/01 novellato dalla legge 3 agosto 2007, n. 123 - Nuove responsabilità per l'industria e per l'impresa".


L'incontro, che si svolgerà a Vicenza presso la sede di Galleria F. Crispi, a partire dalle 14.30, proporrà un quadro aggiornato e completo della normativa in vigore, con particolare attenzione sia per i rischi derivanti dalla nuova normativa sia per lo strumento del "modello 231", previsto dal Legislatore come strumento di prevenzione degli illeciti e tutela delle imprese.

Con l'assistenza di professionisti specializzati, infatti, l'impresa può individuare le aree a rischio di commissione dei reati compresi nel Decreto e creare delle procedure atte ad impedire tali illeciti, verificando tale piano di prevenzione attraverso un organo interno di vigilanza: in questo modo, qualora si verifichino ugualmente delle infrazioni, l'azienda potrà essere esentata di ogni responsabilità penale. Un'attività di prevenzione, questa, fondamentale se si considera che in caso di condanna della persona giuridica un'impresa può essere interdetta dagli appalti pubblici o anche commissionata e che il pubblico ministero può chiedere anche per l'azienda l'applicazione di misure cautelari nel corso delle indagini preliminari, ove sussistano determinate condizioni, ad esempio con il pericolo di reiterazione del reato contestato.


Il seminario si aprirà con l'intervento dell'avv. Domenico Strobe, dal titolo "Presupposto e struttura della responsabilità da reato degli enti", al quale seguirà il Prof. Giovanni Flora (professore di Diritto Penale all'Università di Firenze) che affronterà il tema delle sanzioni nella disciplina della responsabilità da reato degli enti; successivamente prenderanno la parola l'avv. Dario Bolognesi ("L'adozione del modello di organizzazione e di gestione dell'ente per la prevenzione dei reati") e il dottore commercialista. Stefano Romito ("L'organismo di vigilanza dell'ente").

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GGI APINDUSTRIA VICENZA AL CONVEGNO NAZIONALE DI ROMA

Comunicato stampa
13 novembre 2007

 

 

I GIOVANI IMPRENDITORI DI APINDUSTRIA VICENZA PROTAGONISTI

AL CONVEGNO NAZIONALE DI ROMA E NEL TERRITORIO PROVINCIALE

 


La delegazione vicentina ha confermato la preoccupazione del mondo produttivo per la pressione fiscale e il rapporto tra Governo e imprese, ma ha anche presentato un ricco programma di iniziative

 

Un segnale forte e urgente al Governo, ma anche a molti esponenti politici ed economisti, sulle esigenze e le problematiche delle piccole e medie imprese del Nord Est: è questo il significato della partecipazione della delegazione vicentina al convegno nazionale dei Giovani Imprenditori di Confapi, svoltosi nei giorni scorsi a Roma. In questa sede il Gruppo Giovani Imprenditori di Apindustria Vicenza, guidato dal Presidente Andrea Bertolaso, ha confermato il disagio e le preoccupazioni del mondo produttivo per un sistema fiscale iniquo e un sistema politico che fatica ad ascoltare e comprendere le esigenze delle aziende e del mondo del lavoro: «La riduzione della spesa pubblica - sottolinea Bertolaso - e di conseguenza la diminuzione della tassazione per le nostre aziende sono tra gli argomenti, a mio avviso, più importanti e di più imminente risoluzione in un panorama politico-economico incerto e preoccupante. La speranza è che tutto ciò non si traduca solamente in belle parole, ma in fatti concreti e tangibili. Concetti come innovazione, ricerca e sviluppo sono attuabili nelle nostre aziende solo se si è nelle condizioni di poterlo fare, potendo contare su una condizione paritetica a livello fiscale almeno con le altre aziende di alcuni stati europei».


Non si è parlato però solo di tasse a Roma, ma anche del ruolo che è chiamata ad avere la nuova generazione di imprenditori, e in questa prospettiva il Gruppo Giovani Imprenditori di Apindustria Vicenza ha ribadito un impegno a 360 gradi, che si sviluppa attraverso un programma ricco di iniziative sul territorio. «Il Gruppo Giovani di Apindustria Vicenza - prosegue Bertolaso - è attualmente impegnato su molti fronti e in progetti anche ambiziosi, quali ad esempio la creazione di una relazione forte tra la nostra Associazione e l'Università di Economia di Vicenza. Intendiamo, infatti, diventare un referente qualificato nell'ambito della formazione universitaria, mettendo a disposizione della struttura e dell'organizzazione la possibilità di utilizzare momenti di approfondimento dedicati e sviluppabili secondo i bisogni specifici dei singoli corsi, attraverso testimonianze, interventi, workshop e seminari».


Altro importante progetto quello che apre al confronto con tutti gli interlocutori di riferimento per le PMI, con un'attività di avvicinamento alla politica e una serie di incontri con alcuni giovani rappresentanti politici del territorio provinciale, per avviare un dialogo serio e concreto, oltre ad un ciclo di approfondimenti di carattere economico attraverso incontri con economisti di fama internazionale. «E' fondamentale - continua Bertolaso - analizzare i grandi i cambiamenti in atto nei mercati economici mondiali che influenzano indubbiamente anche le scelte delle nostre aziende e a questo proposito sono in programma anche alcune visite ad aziende leader a livello mondiale quali la Bauli e la Maserati». Infine, consapevole della responsabilità anche sociale dell'impresa, il Gruppo Giovani Imprenditori di Apindustria Vicenza sta portando avanti un progetto di solidarietà, attraverso iniziative specifiche a favore della Fondazione SMuovilavita, fondazione per la ricerca sulla sclerosi multipla - Onlus. «Questo è un grande impegno - conclude Bertolaso - che desideriamo portare avanti con il massimo entusiasmo e dedizione, ma anche con la massima concretezza e serietà, fattori sempre presenti nella vita aziendale quotidiana di ognuno di noi».

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GGI - "Pressione fiscale insostenibile"

COMUNICATO STAMPA


POLIDORI: «Pressione fiscale insostenibile. Il problema non riguarda le aliquote, ma la base imponibile: inutile ridurre se il valore da tassare aumenta»

Al via l'assemblea annuale dei Giovani Imprenditori di Confapi

Roma, 9 novembre 2007 -  «La pressione fiscale è ormai insostenibile. Chiediamo provvedimenti immediati anche se dovessero tradursi in scelte impopolari. Intervenire sulle aliquote fiscali non ha senso se lo si compensa con un ampliamento della base imponibile. Sono costi eccessivi che le aziende non riescono a sostenere. E' necessario che il sacrificio economico sostenuto dagli imprenditori, a causa di un prelievo fiscale iniquo, sia compensato dalla riduzione di altrettanti privilegi da parte di chi ci governa. Solo cosi sarà possibile ripristinare quel clima di fiducia tra governati e governanti, indispensabile per  l'equilibrio del paese. Questo è il presupposto per attuare qualsiasi manovra correttiva che miri allo sviluppo e al progresso. Oltre alla seria riduzione del prelievo fiscale, chiediamo la rideterminazione del metodo con cui vengono allocate le risorse. Bene il bonus per l'assunzione dei giovani laureati, ma la cifra proposta non è incentivante. Molta perplessità desta, in materia di welfare, la scelta di incrementare di qualche euro le pensioni. E' importante che si scelgano con coraggio poche direttrici sulle quali impegnare la  gran parte delle risorse. Viceversa, rischiamo di assistere a provvedimenti disincentivanti che non migliorano la qualità di vita di alcuno, figuriamoci dell'economia.» Queste le parole di Catia Polidori, Presidente dei Giovani Imprenditori Confapi, all'Assemblea annuale intitolata "Dal rischio al fisco: quanto costa fare impresa in Italia", che si tiene oggi e domani al teatro Capranica di Roma.

«Fare impresa in Italia - aggiunge la Polidori - è costoso più che altrove e vogliamo che questo maggior rischio determini comportamenti e scelte, da parte del governo,  in grado di garantire agli  imprenditori un ritorno tangibile dei propri sforzi. Questo governo può farlo dando esempio di trasparenza nella gestione, sobrietà nei  comportamenti, serietà nella scelta degli indirizzi futuri da dare al paese».

Ufficio Stampa Confapi

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LA FINANZIARIA 2008 PENALIZZA LE PMI CHE INVESTONO

Comunicato stampa, 7 novembre 2007

LA FINANZIARIA 2008 PENALIZZA LE PMI CHE INVESTONO

 


Un'analisi di Apindustria Vicenza su un campione di 100 bilanci di imprese venete, dimostra le conseguenze negative del nuovo criterio di calcolo della deducibilità degli interessi passivi


Il disegno di legge concernente la Manovra Finanziaria 2008 introduce, per le società di capitali, un nuovo criterio di deduzione degli interessi passivi che rischia di avere un impatto fortemente negativo per le PMI. La nuova norma, infatti, prevede la deducibilità nell'esercizio per gli interessi passivi eccedenti quelli attivi, entro il limite del 30% del MOL (Margine operativo lordo dell'impresa, ovverosia il margine prodotto esclusi gli ammortamenti e la gestione finanziaria) ed il riporto ad annualità successive dell'ulteriore eccedenza.


«Secondo un'analisi svolta dall'Ufficio fiscale della nostra Associazione, sui bilanci di 100 imprese venete - afferma Sergio Dalla verde, presidente di Apindustria Vicenza - una percentuale estremamente elevata, pari al 69% del campione, risulterebbe penalizzata dalla nuova norma di indeducibilità, per un ammontare medio - in valore assoluto - pari a quasi 8.000 euro ciascuna».

«La nostra ricerca rileva che gli interessi passivi hanno una incidenza sul MOL ben superiore alla soglia di indeducibilità del 30% introdotta dalla nuova norma. Le PMI risultano, quidi, danneggiate dal provvedimento, con una quota media di interessi non deducibili pari al 34% del valore degli oneri finanziari, ma che può raggiungere anche punte del 60%. Ad essere penalizzate saranno soprattutto le imprese che si sono indebitate per poter investire, oltre a quelle che, a causa dei parametri di Basilea 2, hanno un costo dell'indebitamento elevato».


«E' evidente - prosegue Dalla Verde - che le aziende fortemente indebitate, anche alla luce del progressivo aumento dei tassi di interesse, usciranno ulteriormente compromesse. Ed è altrettanto evidente che, se lo scopo della disposizione è spingere le imprese italiane verso la ricapitalizzazione ed il consolidamento della loro posizione finanziaria, ciò non sempre è facilmente ottenibile da strutture organizzative medio-piccole, che hanno oggettive difficoltà ed in taluni sono del tutto impossibilitate a realizzare operazioni di finanza straordinaria o di capitalizzazione attraverso il ricorso al mercato. Imprese medio-piccole che, lo vogliamo sottolineare, costituiscono il 97% del sistema produttivo italiano».


«Abbiamo sempre chiesto la modifica dei criteri della deducibilità degli interessi passivi ma non è questo il modo di attuarla - conclude il presidente di Apindustria Vicenza - perché questo è un sistema peggiorativo. Il legislatore fiscale, infatti, non considera che la sottocapitalizzazione finanziaria che caratterizza le piccole e medie imprese italiane è storica e richiede incentivi e non penalizzazioni per ottenere un miglioramento nelle strutture finanziarie delle imprese. Ma la cosa più grave è che il nuovo criterio disincentiva dall'investire chi sta valutando di farlo, mentre chi ha già investito, e si è indebitato, si troverà svantaggiato senza aver potuto pianificare tale conseguenza negativa».

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LA FINANZIARIA TRADISCE LE RICHIESTE DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE

 

Comunicato stampa, 25 ottobre 2007

 


Sergio Dalla Verde, Presidente Apindustria Vicenza

"LA FINANZIARIA TRADISCE LE RICHIESTE DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, NECESSARIE ALLO SVILUPPO E AL RILANCIO DELL'ECONOMIA"

Il giudizio preoccupato e deluso di Apindustria sull'ultima manovra finanziaria ribadisce la necessità di una riforma fiscale e del lavoro realmente risolutiva


"E' stata mancata l'opportunità di favorire le imprese per cogliere e consolidare la debole ripresa economica in atto: invece di operare scelte strategiche di soppressione della burocrazia e di tagli alla spesa pubblica, così da investire nello sviluppo dell'economia, si è preferito beneficiare dei tesoretti derivanti dagli effetti dell'inasprimento fiscale operato negli anni precedenti". Questo il giudizio di Sergio Dalla Verde, presidente di Apindustria Vicenza, sulla manovra finanziaria varata dal Governo per il 2008. Un commento di disappunto, dopo il lungo e faticoso percorso degli ultimi mesi, in cui Apindustria Vicenza ha incontrato in più occasioni i diversi rappresentanti delle forze politiche, per presentare una lista di proposte concrete, tese proprio al miglioramento della condizione economica delle PMI.


"Abbiamo un rapporto deficit/PIL pari al 4,4%, che ci colloca al penultimo posto nei 27 Paesi europei, dietro solo all'Ungheria (-9,2%). Siamo al primo posto per il debito pubblico, con un 106,8%, e il rapporto spesa pubblica-PIL è salito al 50,1%. Questi sono i numeri dell'Italia di oggi - continua Dalla Verde - e la Finanziaria 2008 si inserisce in tale panorama senza realizzare i necessari ed ormai imprescindibili tagli ai costi della pubblica amministrazione, il cui peso sottrae sempre maggiori risorse allo sviluppo, puntando, invece, su una manovra ad effetto che, sebbene riduca le aliquote nominali di tassazione, incrementa la tassazione reale attraverso un allargamento della base imponibile".


"La manovra finanziaria in corso di approvazione non tiene conto delle richieste delle imprese, che riterrebbero più corretto un meccanismo di tassazione trasparente, nell'ambito del quale la base imponibile fiscale converga verso l'utile civilistico e le aliquote nominali siano rappresentative della reale pressione fiscale. Un meccanismo fiscale, cioè, che non penalizzi quelle stesse imprese che creano e mantengono posti di lavoro e investono nello sviluppo della propria attività. La questione IRAP, ad esempio, non è ancora stata risolta: eppure avevamo sottolineato in più occasioni, con dati alla mano, quanto incida negativamente e pesantemente sulla gestione delle imprese: essendo ancora indeducibile dal reddito, essa si traduce in poche parole in una tassa sulla quale le imprese pagano le tasse una seconda volta". D'altra parte, in linea con tali posizioni, anche Confapi, la Confederazione nazionale di Apindustria, ha inviato ai componenti della V Commissione Bilancio del Senato una serie di proposte di emendamento alla Finanziaria 2008, tra cui quelle per l'abolizione delle norme relative all'indeducibilità degli interessi passivi, delle norme restrittive sugli ammortamenti accelerati e di quelle restrittive sulla deducibilità dei canoni di leasing.


"Inoltre, le cose non vanno certo meglio sul fronte dell'attuazione del Protocollo firmato unilateralmente dal Governo e dalle organizzazioni sindacali il 23 luglio scorso, che non affronta efficacemente il nodo del rapporto tra mercato del lavoro e competitività d'impresa. Il Protocollo destina, infatti, risorse economiche ingenti all'abolizione dello scalone, ponendole in gran parte a carico delle generazioni future (e dei loro Governi), mancando però clamorosamente il vero obiettivo strategico, che è quello di un innalzamento serio dell'età pensionabile."



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PICCOLE IMPRESE E MERCATO DEI CAPITALI: ANCORA QUALCHE OSTACOLO, MA GRANDI POTENZIALITA'

Vicenza, 23 ottobre 2007

Questo il messaggio del convegno organizzato oggi da Apiveneto Fidi

con il patrocinio del Consolato Generale degli Stati Uniti d'America a Milano




Su una cosa sembrano concordare tutte le indagini congiunturali: la ripresa economica sta premiando soprattutto le imprese più strutturate, perché le sfide del mercato oggi richiedono risorse difficili da reperire per le piccole imprese. Queste ultime, invece, sono ancora in grado di eccellere sul mercato, ma devono rafforzarsi, anche attraverso nuove strade, e una di queste è certamente il mercato dei capitali.

E' questo il tema del convegno "Piccole imprese e mercato dei capitali: quale il modello vincente?", organizzato oggi (martedì 23 ottobre, ndr.) da Apiveneto Fidi, il Confidi delle Associazioni Piccole e Medie Imprese del Veneto (API), con il patrocinio del Consolato Generale degli Stati Uniti d'America a Milano. Il programma dell'incontro - moderato da Gabriele Capolino, Direttore di MF-Milano Finanza - ha visto alternarsi autorevoli protagonisti del mondo finanziario internazionale, nazionale e locale: Filippo De Marchi, Presidente Apiveneto Fidi; Michael R. Kidwell Console per gli Affari Politico Economici del Consolato Generale degli Stati Uniti d'America a Milano; Joseph Haviv Managing member di  Protostar Partner L.L.C.; Antonio Governale, Direttore Generale MAC Mercato Alternativo del Capitale; Domenico Girardi di CF Partners in rappresentanza della Camera di Commercio di Vicenza e Giuseppe Corà di Bluedge Capital Partners.

«Il tessuto economico italiano - spiega De Marchi - è costituito da piccole e medie imprese, spesso realtà di eccellenza che occupano una posizione di forza nelle proprie nicchie di mercato e che riescono a garantire ottimi rendimenti ai propri soci ed azionisti. Eppure i grandi capitali internazionali, che rappresenterebbero un importante fattore per la crescita di questo tessuto industriale così ricco e variegato, non riescono, per motivi diversi, ad avvicinarsi in modo significativo a questa realtà, con il risultato che le nostre piccole imprese fanno sempre più fatica a competere sui mercati internazionali, proprio a causa della carenza di risorse da destinare agli investimenti strutturali e commerciali, ma soprattutto all'innovazione e alla ricerca, con inevitabili ripercussioni sulla competitività dell'intero sistema economico locale e nazionale».

I dati a questo riguardo sono eloquenti: a fronte di investimenti nel venture capital pari a circa 35 milioni di euro annui in circa 50 accordi, che vengono effettuati in Italia, la vicina Francia raggiunge i 450 milioni di Euro con 500-900 accordi, mentre la ultraliberista Gran Bretagna supera i 2 miliardi di Euro, coprendo da sola un terzo del venture capital europeo, per non parlare di Stati Uniti e Israele che rappresentano storicamente casi d'eccellenza a livello mondiale. Nemmeno il numero delle PMI quotate nei mercati regolamentati sono eclatanti: il nuovo segmento Expandi di Borsa Italiana varato nel 2003 con molte speranze ed attese proprio per favorire la quotazione delle PMI, conta solamente 35 Imprese quotate in 4 anni di attività e pochi sono i casi di successo.

«Questo ritardo, tutto italiano, ha cause sia culturali che sistemiche - prosegue De Marchi - Le nostre piccole imprese sono ancora troppe legate alla famiglia proprietaria, resistenti alla prospettiva di cedere anche solo una quota di minoranza e questo nonostante gli indubbi benefici per la crescita dell'azienda. Inoltre, molto spesso le nostre PMI appaiono sottocapitalizzate e indebitate in modo disordinato, incapaci di far emergere adeguatamente i loro valori, a differenza dei sistemi imprenditoriali di stampo anglosassone il cui obiettivo è invece la massimizzazione del valore finalizzato alla quotazione in borsa».

Eppure, considerando da una parte le potenzialità e la profittabilità delle PMI, dall'altra il loro bisogno di nuove risorse per fronteggiare i mercati internazionali, quello tra piccole imprese e mercato dei capitali sembra essere un connubio vincente: si tratta solo di superare gli ostacoli che lo frenano.

In questa prospettiva, il patrocinio del Consolato Generale degli Stati Uniti d'America a Milano conferma l'interesse con cui il mondo della finanza internazionale guarda alle potenzialità delle piccole e medie imprese venete e vicentine, che dopo avere conquistato i mercati mondiali con i propri prodotti, dimostrano ora di avere tutte le credenziali per attirare i capitali degli investitori istituzionali italiani ed esteri, con importanti benefici per la propria competitività e per quella dell'intero sistema economico locale e nazionale.

De Marchi conclude però con un monito, sottolineando la delicatezza del tema e l'esigenza per le PMI di approcciare il mercato dei capitali con la massima serietà e competenza, magari appoggiandosi alle associazioni di categoria: «In tale contesto di indubbio interesse occorre purtroppo constatare anche la presenza sul mercato di operatori che spacciano la pura speculazione per buone operazioni di "private equity", operando con criteri che nulla hanno a che vedere con i benéfici interventi finalizzati alla crescita ed allo sviluppo delle imprese, ma che si concentrano invece esclusivamente sulla massimizzazione del valore in vista del successivo realizzo, mettendo in secondo piano valori che sono le irrinunciabili fondamenta sulle quali poggia il nostro tessuto economico e sociale: valori come la solidarietà, la famiglia, il rapporto umano, la responsabilità sociale dell'impresa, la sua attenzione alle problematiche del territorio in cui opera».

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VINCE APINDUSTRIA NEL TORNEO DI CALCETTO DEI GIOVANI IMPRENDITORI E PROFESSIONISTI VICENTINI


Il Gruppo Giovani Imprenditori di Apindustria ha vinto la finale contro la squadra degli avvocati

E’ finita 3 a 1 per il gruppo giovani di Apindustria Vicenza la giornata dedicata allo sport e al gioco di squadra di sabato 20 ottobre a Grisignano di Zocco. I giovani di Apindustria si sono aggiudicati il II Trofeo Giovani dell'Economia e delle Professioni di Vicenza contro gli Avvocati, dopo un avvincente scontro in semifinale con gli Agricoltori, finito ai rigori, dimostrando grande compattezza di squadra, unitamente ad una buona tecnica e una buona dose di entusiasmo.

Protagonisti del torneo i gruppi giovani di otto tra le principali associazioni di categoria, ordini e collegi professionali provinciali, tra cui i Giovani Architetti, Artigiani, Apindustria, Agricoltori, Avvocati, Commercialisti, Ingegneri Gestionali e Giovani Imprenditori di Confindustria Vicenza.
 
Il torneo si inserisce nell’ambito delle attività dell'Osservatorio Giovani dell'Economia e delle Professioni di Vicenza (l’OGEP.VI) – costituitosi lo scorso settembre e coordinato da Luca Tomasi del Gruppo Giovani di Apindustria Vicenza - che ha già definito per il calendario delle attività per il 2008: all’inizio del prossimo anno infatti è in programma un convegno sul tema del rapporto “Giovani e Potere”, che sarà vita anche ad una ricerca svolta in collaborazione con l’Università di Padova, dal titolo “Potere e Giovani: Meccanismi di accesso e ricambio generazionale”. Sempre nel 2008 è in programma anche la “Festa di Inizio Estate”, finalizzata alla raccolta di fondi che saranno devoluti in beneficenza.
“Sono profondamente convinto che fissarsi degli obiettivi, mantenendo alta la compattezza del gruppo, sia la carta vincente in tutte le sfide, sportive o lavorative” – dice Andrea Bertolaso, presidente del Gruppo Giovani di Apindustria Vicenza. “La vittoria di sabato gratifica il nostro Gruppo Giovani, ma ritengo che il vero successo sia stato condividere con tutte le altre associazioni una grande giornata all'insegna dello sport e del divertimento: segno evidente di un ritrovato desiderio di coesione e collaborazione tra tutti i Gruppi Giovani del nostro territorio".

L’Osservatorio Giovani dell'Economia e delle Professioni di Vicenza si propone di favorire la collaborazione e le sinergie tra le associazioni aderenti mediante la costituzione di gruppi di studio, l'organizzazione di attività seminariali, convegni, manifestazioni culturali e sportive.“Non vogliamo essere un doppione delle nostre associazioni – afferma Tomasi – bensì esserne al fianco su temi che abbiano interesse inter-categoriale, come quello dei giovani, dell’economia, della società e della politica”.
 

 

------------------ Ufficio Stampa Raffaella M. SguegliaAPINDUSTRIA VICENZA - Relazioni esterne e comunicazione Tel: 0444-232230 - Fax: 0444-960835 - e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 
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I GIOVANI IMPRENDITORI E PROFESSIONISTI VICENTINI SI SFIDANO A CALCETTO

Sabato 20 ottobre, dalle ore 13.00, Cascina dal Pozzo a Grisignano di Zocco

I GIOVANI IMPRENDITORI E PROFESSIONISTI VICENTINI SI SFIDANO A CALCETTO


Obiettivo: fare squadra e creare nuove preziose sinergie a beneficio del territorio e dell'economia vicentina

Una giornata all'insegna dello sport, ma soprattutto del gioco di squadra, per impararlo sul campo...di calcetto e per metterlo in pratica, nell'attività di tutti i giorni: con questo spirito sabato 20 ottobre, a partire dalle 13, presso la Cascina dal Pozzo a Grisignano di Zocco, si terrà il II Trofeo Giovani dell'Economia e delle Professioni di Vicenza, che vedrà protagonisti i gruppi giovani di otto tra le principali associazioni di categoria, ordini e collegi professionali provinciali, tra cui i Giovani Architetti, Artigiani, Apindustria, Agricoltori, Avvocati, Commercialisti, Ingegneri Gestionali e Giovani Imprenditori di Confindustria Vicenza.

Ogni Associazione presenterà una squadra composta da un massimo di 14 giocatori e gli incontri saranno presieduti da arbitri ufficiali. In serata sono previste le premiazioni e una cena a buffet aperta a tutti i giocatori e ai loro tifosi (per informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

Vincitori della prima edizione erano stati i giovani dell'A.I.G.A., l'Associazione di Vicenza che riunisce i Giovani Avvocati.


Il torneo si inserisce nell'ambito delle attività dell'Osservatorio Giovani dell'Economia e delle Professioni di Vicenza (l'OGEP.VI) - costituitosi lo scorso settembre e coordinato da Luca Tomasi del Gruppo Giovani di Apindustria Vicenza - che ha già definito per il calendario delle attività per il 2008: all'inizio del prossimo anno infatti è in programma un convegno sul tema del rapporto "Giovani e Potere", che sarà vita anche ad una ricerca svolta in collaborazione con l'Università di Padova, dal titolo "Potere e Giovani: Meccanismi di accesso e ricambio generazionale". Sempre nel 2008 è in programma anche la "Festa di Inizio Estate", finalizzata alla raccolta di fondi che saranno devoluti in beneficenza.


L'Osservatorio Giovani dell'Economia e delle Professioni di Vicenza si propone di favorire la collaborazione e le sinergie tra le associazioni aderenti mediante la costituzione di gruppi di studio, l'organizzazione di attività seminariali, convegni, manifestazioni culturali e sportive."Non vogliamo essere un doppione delle nostre associazioni - afferma Tomasi - bensì esserne al fianco su temi che abbiano interesse inter-categoriale, come quello dei giovani, dell'economia, della società e della politica".

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SICUREZZA SUL LAVORO: TUTTE LE NOVITA' PER LE PMI

Comunicato stampa
12 ottobre 2007

SICUREZZA SUL LAVORO: TUTTE LE NOVITA' PER LE PMI
Le nuove norme emanate dal Parlamento rendono consigliabile alle imprese l'adozione di un serio ed efficace sistema di gestione della sicurezza.Le nuove disposizioni analizzate in un convegno di Apindustria Vicenza

 

 

Il Parlamento ha recentemente approvato nuove norme in materia di sicurezza sul lavoro e di contrasto al lavoro irregolare, introducendo, in particolare, regole molto severe sulla responsabilità delle imprese per violazione delle norme di prevenzione degli infortuni e di affidamento degli appalti.


Al fine di aggiornare le piccole e medie imprese vicentine sulle ultime novità in materia, l'Area Sicurezza e Ambiente di Apindustria Vicenza ha organizzato nei giorni scorsi un convegno che ha visto la presenza di oltre 80 imprenditori e responsabili per la sicurezza di imprese beriche.


Durante l'incontro, l'ing. Angelo Di Girolamo, Direttore dell'Ufficio provinciale del Lavoro di Vicenza, ha approfondito le disposizioni  che riguardano l'azione di contrasto al lavoro irregolare, spesso sinonimo di cattiva gestione della sicurezza sul lavoro, individuando, poi, le fattispecie in cui gli ispettori del lavoro potranno arrivare a stabilire la sospensione dell'attività imprenditoriale.


Gli avvocati Sabrina Apicella e Angelo Merlin, dello Studio legale associato NCTM, hanno, invece, focalizzato l'attenzione su alcuni aspetti estremamente delicati e spesso "critici" nella vita delle aziende, come la corretta gestione dei lavori dati in appalto ed i nuovi meccanismi sanzionatori. Questi ultimi, in futuro, riguarderanno non solamente le persone fisiche responsabili di eventi infortunistici, ma anche le imprese stesse, che risulteranno esposte a pesantissime sanzioni pecuniarie (da 258.000 a 1.549.000 euro) e ad altre forti penalizzazioni (come l'interdizione dall'esercizio dell'attività, il divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione, la sospensione o la revoca di autorizzazioni e la esclusione da contributi, agevolazioni e finanziamenti) che potranno condizionare seriamente la prosecuzione dell'attività.


Ciò che è emerso chiaramente dal convegno è il fatto che - a seguito dell'entrata in vigore della legge 123/2007 - la sicurezza in azienda non potrà più essere gestita in maniera improvvisata o intermittente, ma dovrà essere affidata a sistemi di gestione organizzativa seri e ben strutturati, in grado di segnalare anomalie e disfunzioni che consentiranno di agire in maniera preventiva per scongiurare il verificarsi di infortuni e di malattie professionali e di intervenire, anche in via disciplinare, su coloro che all'interno dell'azienda non si conformeranno alle precise direttive impartite per il rispetto delle regole di sicurezza.


Di qui l'impegno di Apindustria Vicenza per un programma efficace di informazione e di sensibilizzazione su questo argomento.


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Ufficio Stampa


Raffaella M. Sgueglia

APINDUSTRIA VICENZA - Relazioni esterne e comunicazione

Tel: 0444-232230 - Fax: 0444-960835 - e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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RIMBORSO IVA AUTO PREGRESSA

Comunicato stampa 16 ottobre 2007

RIMBORSO IVA AUTO PREGRESSA
L'AGENZIA RISPONDE IN EXTREMIS AI QUESITI DI APINDUSTRIA VICENZA
Arrivata la tanto attesa presa di posizione dell'Amministrazione finanziaria.

Tuttavia alcune risposte trascurano i principi comunitari e la procedura ideata dai tecnici ministeriali ha scoraggiato molti contribuenti ad esercitare il proprio diritto

E' arrivata quasi sul filo di lana, a soli dieci giorni dalla scadenza (22 ottobre), ma contiene comunque importanti precisazioni la circolare n. 55/E del 12/10/2007, con la quale l'Agenzia delle Entrate ha chiarito i numerosi dubbi legati alla presentazione dell'istanza telematica per il recupero dell'Iva pregressa (dal 01/01/2003 al 13/09/2006).


Importanti precisazioni sono legate alla disciplina in vigore nel "medio tempore" e a quella in vigore a regime (dal 27/06/2007) disciplinata dall'Autorizzazione comunitaria con la quale è stata fissata (salvo alcune eccezioni) la detrazione nella misura del 40%. L'Ufficio fiscale di Apindustria Vicenza si era fatto portavoce, tramite Confapi nazionale, di una serie di quesiti che hanno trovato piena risposta nella citata circolare.


Alcune di queste risposte (ad esempio, quella sui pedaggi autostradali la cui Iva rimane, a detta dell'Agenzia, completamente indetraibile) non lasciano, tuttavia, pienamente soddisfatti i tecnici dell'Associazione poiché, anche se è vero che la casistica non è stata oggetto della nota Sentenza della Corte di giustizia del 14/09/2006 (Causa C228-05), è altrettanto vero che la norma soffre degli stessi mali che hanno portato alla censura della previgente normativa relativa agli altri costi (acquisto, noleggio, leasing, carburanti e altre spese di impiego).


Soddisfazione, invece, per quanto riguarda il trattamento delle schede carburanti per le quali, come sostenuto dall'Associazione, la disciplina applicabile va individuata sulla base della data dei singoli rifornimenti, nonché per la ratifica del comportamento di tutti quei contribuenti che avevano considerato la percentuale di detraibilità del 40% anche per il periodo 14/09/06-26/06/2007. Assolutamente condivisibile (perché privilegia i principi comunitari) la presa di posizione circa la determinazione della base imponibile al momento della rivendita, che deve essere speculare alla misura della detrazione operata (eccezion fatta la rivendita dei veicoli avvenuta entro il 13/09/2006, se oggetto di istanza di rimborso).


Rimane il rammarico per una procedura di recupero troppo ingarbugliata (perché basata su complessi  ricalcoli "nel modello" degli effetti reddituali imputabili agli anni precedenti) che ha scoraggiato in questi mesi molti contribuenti ad esercitare il proprio diritto al recupero dell'Iva pregressa. A poco è servito delineare una alternativa procedura forfetaria semplificata, sicuramente più abbordabile (Circolare n° 28/E del 15/05/2007). Per le imprese, sarebbe stato sufficiente considerare rilevanti le sopravvenienze attive da rimborso al momento di presentazione dell'istanza.


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Ufficio Stampa

Apindustria Vicenza


Raffaella M. Sgueglia

Responsabile Relazioni esterne e comunicazione

APINDUSTRIA VICENZA - Associazione delle piccole e medie industrie della provincia di Vicenza

Tel: 0444-232230 - Fax: 0444-960835  

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SECONDO INCONTRO DEL FILO' DELLA POLITICA

LUNEDI' 15 OTTOBRE

SECONDO INCONTRO DEL FILO' DELLA POLITICA

 

organizzato da Apindustria Vicenza al Vergilius Hotel di Creazzo per avvicinare gli imprenditori

e i protagonisti della politica.

 

Ospite l'on.le Daniele Capezzone per un intervento su

"Fisco e Burocrazia: la svolta
necessaria per una vera ripresa"

 


Prenotazione obbligatoria, telefonando allo 0444.232230


Comunicato stampa


La "questione Veneta" continua ad animare il dibattito economico e politico locale e nazionale e gli ultimi episodi di cronaca sembrano confermare, da una parte, la difficoltà del sistema imprenditoriale veneto di comunicare in modo efficace le proprie istanze, dall'altra, l'incapacità del mondo politico di comprendere i bisogni e i timori di uno dei principali motori propulsivi del sistema economico nazionale.


E' forte, quindi, da entrambe le parti l'esigenza di raccontarsi, ma anche di ascoltarsi, per arrivare ad un dialogo vero e costruttivo. Con questo obiettivo, Apindustria Vicenza organizza un primo ciclo di sei incontri tra altrettanti esponenti del mondo politico e gli imprenditori vicentini.

L'iniziativa si ispira direttamente alla tradizione veneta del filò: di qui la scelta della scenografia, molto semplice, con l'ospite posto di fronte al pubblico, su una sedia di design - naturalmente made in Vicenza - ispirata proprio alla tradizione contadina di un tempo, come a ricordare a tutti i presenti ciò che eravamo e ciò che siamo diventati.

 

Il primo incontro si è tenuto lunedì 1° ottobre con l'On.le Bruno Tabacci, che si è confronteto con gli imprenditori vicentini sul tema "Politica e Affari". Lunedì 15 ottobre è la volta dell'On.le Daniele Capezzone per un intervento su "Fisco e Burocrazia: la svolta necessaria per una vera ripresa"; seguiranno il senatore Marco Follini (Politica: quanto costa, quanto rende?) il 12 novembre,  l'On.le Gianni Alemanno  il 26 novembre, il Prof. Marco Almagisti (28 gennaio, "Qualità della democrazia. Quali proposte per migliorare il rendimento del sistema politico?") e il Prof. Massimo Cacciari (19 febbraio).


«E' tangibile e sotto gli occhi di tutti il progressivo distacco della gente dalla politica - spiega Sergio Dalla Verde, Presidente di Apindustria Vicenza, presentando l'iniziativa - C'è un profondo e diffuso malessere che crea disagio, insofferenza, disinteresse e delusione: crediamo fondamentale, perciò, "ricostruire la fiducia" per il bene di tutti, fiducia che deve trovare le sue fondamenta nelle istituzioni democratiche».


Il progetto "Filò... la politica si racconta" rientra nell'ambito di un programma più ampio di Apindustria Vicenza di incontro e confronto con tutte le istituzioni, locali e nazionali, per promuovere una serie di riforme fondamentali, dal sistema fiscale al mercato del lavoro, e più in generale una maggiore attenzione nei confronti delle PMI, vero motore dell'economia italiana, esortando ad una politica che ne aiuti lo sviluppo e l'espansione in un Sistema-Paese sburocratizzato e alleggerito.


Gli incontri si svolgeranno, a partire dalle 18.30, presso il Vergilius Hotel di Creazzo. Ogni incontro verrà seguito da una cena, preparata e servita dagli studenti dell'Istituto  Alberghiero Artusi di Recoaro, e corredato dalla presentazione di una Tela artistica (una per incontro), a tema "100% politica" curata dagli studenti degli istituti superiori Martini di Schio, Istituto d'arte di Nove e Boscardin di Vicenza. Un modo simpatico per coinvolgere in tematiche di grande importanza anche i giovani del territorio, nello spirito di quella costante e rinnovata forma di collaborazione tra l'Associazione e il  mondo della scuola.


Per informazioni e adesioni: tel. 0444-232230.


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Ufficio Stampa


Raffaella M. Sgueglia

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Indagine congiunturale relativa al I semestre 2007

Apindustria Vicenza presenta l'indagine congiunturale relativa al I semestre 2007

LE PMI VICENTINE CRESCONO ANCORA, MA PIU' LENTAMENTE.

E PER IL FUTURO PREVALE LA PRUDENZA

Sergio Dalla Verde: «Le piccole imprese sono le più fragili, ma da esse dipende una parte significativa del PIL, delle esportazioni e della forza lavoro del Paese.

L'associazione è al loro fianco per rafforzarne la crescita e l'espansione»





Il campione. L'indagine congiunturale di Apindustria Vicenza ha coinvolto 245 industrie vicentine, prevalentemente PMI fino a 50 dipendenti, scelte in modo da rappresentare tutti i principali settori produttivi del territorio. Complessivamente il campione occupa 4.200 addetti con un giro d'affari di oltre 900 milioni di euro.

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Il 2006 si era concluso con segnali incoraggianti, grazie a indicatori di crescita abbastanza generalizzati che lasciavano presagire l'inizio di un nuovo ciclo economico espansivo, ma il primo semestre del 2007 non ha rispettato del tutto queste attese. La crescita infatti continua, ma con intensità ridotta; a beneficiarne, inoltre, sono solo alcuni settori, e soprattutto le imprese di dimensioni medio-grandi, così gli imprenditori vicentini guardano al futuro con maggiore prudenza rispetto a sei mesi fa.


Queste, in sintesi, le indicazioni contenute nell'indagine congiunturale di Apindustria Vicenza, relativa al primo semestre dell'anno e presentata oggi (3 ottobre, ndr.) presso la sede provinciale.

Il Presidente Sergio Dalla Verde, nel commentare i dati, ha fatto presente come «Si conferma la fragilità delle aziende sotto i dieci dipendenti nell'attuale contesto di mercato. Del resto è il loro ruolo stesso nel mercato a esporle a maggiori rischi in caso difficoltà: congiunturali: tradizionalmente infatti esse dipendono maggiormente dalla domanda interna e svolgono un ruolo di cuscinetto, di compensazione rispetto alla variabilità del mercato. Quando gli indicatori congiunturali sono negativi o indicano una maggiore prudenza, si può verificare che aumenti la produzione ma non il fatturato: questo significa che le aziende producono in casa quello di cui hanno bisogno e che  di solito invece ordinano a terzi. Le prime a risentire di una flessione della domanda sono proprio le imprese più piccole. Si impone, quindi, una seria riflessione su come rendere più forti e indipendenti queste ultime, e ritengono che questo possa avvenire sostenendo la loro crescita dimensionale. Gli strumenti, del resto, esistono, come, ad esempio, i consorzi, e Apindustria Vicenza è al fianco delle piccole imprese anche nell'aiutarle a scoprire come crescere senza perdere la propria identità».



Ordinativi, produzione e fatturato

A livello aggregato, l'andamento di ordinativi, produzione e fatturato evidenzia una tendenza favorevole, con una crescita, rispetto al semestre precedente, che si registra tra il +7% e il +8%. Rispetto al secondo semestre del 2006, va sottolineata la performance della produzione (la precedente rilevazione aveva evidenziato una crescita del 4%), mentre il fatturato sembra rallentare (sei mesi fa era cresciuto quasi del 10%).

Complessivamente, le indicazioni sono senz'altro positive, anche se l'andamento divergente tra fatturato e produzione evidenzia una continua riduzione dei margini di profitto, come confermato da ulteriori e più specifiche rilevazioni.


Ordini e mercati di riferimento

Una prima sorpresa arriva dall'analisi degli ordini: dopo un periodo in cui in molti settori la crescita dei mercati esteri ha compensato la stagnazione della domanda interna, negli ultimi mesi è stata proprio quest'ultima a dare i segnali di maggiore vivacità, con un aumento degli ordinativi dall'Italia pari al 47,4% (erano cresciuti del 44,7% nella precedente rilevazione). Per quanto riguarda i mercati esteri, anche qui si evidenzia un andamento positivo, ma con un ritmo meno sostenuto: gli ordinativi dai Paesi dell'Unione Europea sono in crescita per il 33% delle imprese contro il 36% dello scorso semestre, mentre rispetto ai mercati extra-Ue le imprese dichiarano una crescita del 38%, in linea con la precedente rilevazione.



Occupazione

La crescita della produzione e degli ordini fatica tuttavia a tradursi in una crescita significativa dell'occupazione: l'andamento segnalato dalle imprese intervistate nel complesso è stazionario, mentre nello scorso semestre l'andamento occupazionale aveva segnato un aumento, seppure in misura relativamente contenuta, del +1,6%.

Dietro questa situazione di immobilismo, naturalmente, si nascondono le tendenze differenti e specifiche dei diversi segmenti, ma anche una differenziazione per classi di imprese. Gli andamenti occupazionali, infatti, sono correlati positivamente con la dimensione delle aziende: in quelle più grandi si registra un certo aumento del numero di occupati, mentre in quelle più piccole la situazione occupazionale risulta più statica, se non addirittura in diminuzione.


La crescita è proporzionale alle dimensioni

La tendenza più favorevole per le imprese di dimensione medio-grandi è confermata anche dagli altri indicatori, quali gli ordinativi, la produzione e il fatturato. Per le imprese più piccole - quelle con non più di 10 addetti - tutti questi indicatori sono stazionari o in (leggera) diminuzione; per le imprese di dimensione intermedia (10-49 addetti), invece, l'andamento occupazionale resta stazionario mentre gli indicatori relativi agli ordinativi, produzione e vendite sono abbastanza positivi (con variazioni comprese fra il 5% ed il 7%); infine, per le imprese oltre i 49 addetti queste ultime variazioni sono sensibilmente amplificate (superano il +13%) ed anche per l'occupazione si registrano risultati positivi, con variazioni rispetto al semestre precedente superiori al +3%.



Investimenti

La quota di imprese che dichiarano di aver effettuato investimenti nel corso del primo semestre del 2007 è, nel totale dei settori intervistati, pari al 60,8% dei casi, contro il 70,9% registrato nella scorsa rilevazione. Si registra, dunque, un certo raffreddamento delle attività in investimenti da parte delle imprese, che in parte comunque può avere natura ciclica dato che nel semestre precedente erano stati invece registrati livelli sensibilmente più elevati. I settori maggiormente interessati dalla presenza di investimenti sono il legno-mobilio (67% delle imprese) e l'edilizia (73%), mentre per il metalmeccanico questa propensione scende al 64% dei casi (nella precedente rilevazione invece il settore metalmeccanico aveva registrato una propensione all'investimento da parte dell'80% delle imprese del settore). Anche per l'orafo si registra un deciso ridimensionamento degli investimenti: sono coinvolte il 52% delle imprese, contro il 76,3% nello scorso semestre. Come per le precedenti rilevazioni, si registra una sensibile associazione diretta fra la dimensione di impresa e la propensione all'investimento: al crescere della dimensione di impresa aumenta anche la percentuale di imprese che dichiarano di avere effettuato investimenti. Questo spiega, anche, il miglior andamento di quelle aziende che hanno sempre continuato ad investire, innovandosi e cercando di essere sempre più competitive.



Profitti, costi e prezzi

L'analisi sulla profittabilità dei settori di appartenenza delle imprese, effettuata sulle risposte fornite riguardo alle variazioni dei prezzi di vendita dei prodotti, dei costi di produzione e dell'utile lordo, conferma i segnali di difficoltà, almeno per quanto riguarda il segmento delle imprese più piccole e dei settori maggiormente in difficoltà, a causa soprattutto di una aumentata difficoltà di adeguare i prezzi di listino, nonostante non vi siano pressioni di rilievo sui costi di produzione.

Questi ultimi, infatti, sono in aumento nel 55,3% delle imprese (una percentuale leggermente più bassa rispetto a quella rilevata nelle tre precedenti indagini congiunturali), mentre i prezzi si adeguano nel 29,2% delle imprese (contro il 35% della precedente rilevazione). Di conseguenza l'utile lordo è in crescita solo nel 18,2% delle imprese (contro il 24% di sei mesi fa), mentre nel 25% dei casi si registra una contrazione e nel 56,8% dei casi invece resta invariato.


I settori

A livello settoriale, per quanto riguarda il manifatturiero la situazione appare positiva nel metalmeccanico, dove si registra una crescita quasi del 13% per ordinativi e fatturato ed un aumento dell'11% della produzione e nella chimica-gomma-plastica (+20% per ordinativi e fatturato e + 23% per la produzione). Per entrambi questi settori gli aumenti registrati da questi indicatori sono sensibilmente superiori ai corrispondenti andamenti, sempre positivi, registrati sei mesi fa (allora erano dell'ordine compreso fra il +5% ed il +10%). Nel settore del legno-mobilio si registra un andamento positivo anche se di entità più contenuta, con variazioni positive di ordinativi, produzione e fatturato comprese fra il +2 ed il +3% (sei mesi fa invece lo stesso settore registrava risultati stazionari o in leggera diminuzione).

Gli andamenti dei settori tessile-abbigliamento-calzature e orafo risultano, invece, decisamente negativi ed in controtendenza rispetto ai risultati registrabili sei mesi fa, che lasciavano invece sperare in una certa ripresa, o perlomeno riduzione delle tensioni negative, dei settori. Per il tessile-abbigliamento-calzature infatti diminuiscono di oltre sei punti percentuali sia gli ordinativi che il fatturato, mentre la produzione rimane stazionaria; per l'orafo invece si registra una simile riduzione per quanto riguarda gli ordinativi e la produzione, mentre il fatturato, evidentemente legato al costo dell'oro, resta stazionario. Il comparto residuale delle altre imprese manifatturiere registra performance positive, anche se con un'intensità inferiore rispetto a quelle del metalmeccanico e della chimica-gomma-plastica (le variazioni percentuali sono infatti comprese fra il +8 ed il +10%). Per quanto riguarda gli altri comparti, per l'edilizia si regista un quadro del tutto stazionario mentre i servizi mostrano andamenti relativamente positivi, con crescite del 6,4% per gli ordinativi, del 4,3% per la produzione e del 7,7% per il fatturato.


Le previsioni per il II semestre 2007

Dalla lettura dei dati si possono evincere molti motivi, quindi, per una previsione più cauta per il prossimo semestre: la difficoltà ad esportare a causa dell'euro forte, la crescita dei costi a fronte di un minore adeguamento dei listini - che continua ad erodere i margini di guadagno - un sempre maggiore frazionamento degli ordini, e una forte difficoltà finanziaria, in particolare negli incassi. Tuttavia l'andamento degli investimenti denota una buona propensione all'innovazione in quanto, anche nei momenti più difficili, le aziende non hanno mai smesso di investire.


Quanto alle previsioni espresse dal campione, rispetto agli indicatori presi in esame (cioè livelli degli ordinativi, produzione, produzione ed occupazione) resta circoscritta la quota di coloro che prevedono diminuzioni (al massimo sono il 14,5% degli intervistati, in corrispondenza al dato del fatturato interno) oppure di coloro che non sono in grado di fare previsioni (al massimo sono il 10% degli intervistati, in corrispondenza alla previsione del dato relativo agli ordinativi extra-Ue).


Pur tuttavia si registra una generalizzata diminuzione del numero degli "ottimisti", cioè di coloro che prevedono una crescita dei vari indicatori considerati anche per il secondo semestre 2007, a fronte di sensibili aumenti del peso di coloro che prevedono una stazionarietà di tali andamenti. Per gli ordinativi totali (interni+esteri) la percentuale di imprese che prevede aumenti è infatti del 32,7% del totale, mentre sei mesi fa la quota corrispondente era del 37,6% dei casi; la produzione è prevista in aumento dal 32,7% dei casi, contro il 35,5% di sei mesi fa; il fatturato è previsto in aumento dal 33,2% dei casi, contro il 39,5% di sei mesi fa ed infine l'occupazione è prevista in aumento dal 16,3% dei casi, contro il 19,5% di sei mesi fa. Si tratta di differenze non molto rilevanti dal punto di vista numerico, ma comunque neppure trascurabili, che da un lato confermano le ipotesi appena avanzate riguardo le dinamiche occupazionali per classe dimensionale delle imprese e dall'altro contribuiscono a "raffreddare" in una certa misura le aspettative maggiormente positive che gli imprenditori sembravano propensi ad avanzare sei mesi fa.



Le conclusioni del presidente

«Come abbiamo sottolineato poco sopra, le piccole imprese sono le più fragili - conclude Sergio Dalla Verde - ma da esse dipende gran parte del PIL, delle esportazioni e della forza lavoro del Paese. Per questo motivo crediamo che il mondo della politica debba ascoltare e comprendere le loro legittime esigenze di riforma. In passato è venuta a mancare proprio questa capacità di dialogo tra piccole imprese e classe dirigente: Apindustria si sta impegnando attivamente per cambiare le cose, svolgendo attivante il proprio ruolo di portavoce e intermediaria».


Con questo obiettivo, infatti, negli ultimi mesi l'Associazione ha presentato ai più importanti esponenti delle principali forze politiche un documento programmatico nel quale sono indicate le priorità di riforma del sistema-Paese. Molti - e tutti di grande importanza per le piccole imprese - i temi affrontati: la necessità di implementare quanto prima un sistema fiscale più equo; una rete di servizi di sostegno all'internazionalizzazione che sia anche a misura delle piccole imprese; regole chiare sull'importazione dei prodotti, ponendo fine al fenomeno della concorrenza; un dialogo finalmente proficuo tra il mondo dell'università e della ricerca e le imprese; una riforma del lavoro improntata ad una maggiore flessibilità e una struttura normativa che favorisca l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.


Rientra nell'ambito di questo programma di confronto con le Istituzioni e i partiti anche il progetto "Filò... la politica si racconta", che prevede sei incontri tra i piccoli imprenditori vicentini e importanti esponenti della politica. Il prossimo appuntamento è in programma il 15 ottobre con l'On.le Daniele Capezzone, sul tema "Fisco e Burocrazia: la svolta necessaria per una vera ripresa".


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Ufficio Stampa

Raffaella M. Sgueglia

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El Filo' della Politica, incontri tra i protagonisti della politica e gli imprenditori

 

LE PMI E LA POLITICA FANNO...FILO'

 

Apindustria Vicenza organizza un ciclo di incontri tra gli imprenditori

e i protagonisti della politica.

Sei incontri tra il 1° ottobre e il 19 febbraio, al Vergilius Hotel (Creazzo)



La "questione Veneta" continua ad animare il dibattito economico e politico locale e nazionale e gli ultimi episodi di cronaca sembrano confermare, da una parte, la difficoltà del sistema imprenditoriale veneto di comunicare in modo efficace le proprie istanze, dall'altra, l'incapacità del mondo politico di comprendere i bisogni e i timori di uno dei principali motori propulsivi del sistema economico nazionale.


E' forte, quindi, da entrambe le parti l'esigenza di raccontarsi, ma anche di ascoltarsi, per arrivare ad un dialogo vero e costruttivo. Con questo obiettivo, Apindustria Vicenza organizza un primo ciclo di sei incontri tra altrettanti esponenti del mondo politico e gli imprenditori vicentini.

L'iniziativa si ispira direttamente alla tradizione veneta del filò: di qui la scelta della scenografia, molto semplice, con l'ospite posto di fronte al pubblico, su una sedia di design - naturalmente made in Vicenza - ispirata proprio alla tradizione contadina di un tempo, come a ricordare a tutti i presenti ciò che eravamo e ciò che siamo diventati.


Il primo incontro è in programma lunedì 1° ottobre e vedrà protagonista l'On.le Bruno Tabacci, che si confronterà con gli imprenditori vicentini sul tema "Politica e Affari". Seguiranno gli incontri con l'On.le Daniele Capezzone (15 ottobre, "Fisco e Burocrazia: la svolta
necessaria per una vera ripresa"), il senatore Marco Follini (Politica: quanto costa, quanto rende?) 12 novembre  l'On.le Gianni Alemanno (26 novembre), il Prof. Marco Almagisti (28 gennaio, "Qualità della democrazia. Quali proposte per migliorare il rendimento del sistema politico?") e il Prof. Massimo Cacciari (19 febbraio).


«E' tangibile e sotto gli occhi di tutti il progressivo distacco della gente dalla politica - spiega Sergio Dalla Verde, Presidente di Apindustria Vicenza, presentando l'iniziativa - C'è un profondo e diffuso malessere che crea disagio, insofferenza, disinteresse e delusione: crediamo fondamentale, perciò, "ricostruire la fiducia" per il bene di tutti, fiducia che deve trovare le sue fondamenta nelle istituzioni democratiche».


Il progetto "Filò... la politica si racconta" rientra nell'ambito di un programma più ampio di Apindustria Vicenza di incontro e confronto con tutte le istituzioni, locali e nazionali, per promuovere una serie di riforme fondamentali, dal sistema fiscale al mercato del lavoro, e più in generale una maggiore attenzione nei confronti delle PMI, vero motore dell'economia italiana, esortando ad una politica che ne aiuti lo sviluppo e l'espansione in un Sistema-Paese sburocratizzato e alleggerito.


Gli incontri - curatri dall'Area Mandamenti dell'Associazione - si svolgeranno, a partire dalle 18.45, presso il Vergilius Hotel di Creazzo. Ogni incontro verrà seguito da una cena, preparata e servita dagli studenti dell'Istituto  Alberghiero Artusi di Recoaro, e corredato dalla presentazione di una Tela artistica (una per incontro), a tema "100% politica" curata dagli studenti degli istituti superiori Martini di Schio, Istituto d'arte di Nove e Boscardin di Vicenza. Un modo simpatico per coinvolgere in tematiche di grande importanza anche i giovani del territorio, nello spirito di quella costante e rinnovata forma di collaborazione tra l'Associazione e il  mondo della scuola.



Per informazioni e adesioni: tel. 0444-232230.

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APINDUSTRIA VICENZA - Relazioni esterne e comunicazione

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NUOVE NORME SUI CREDITI DOCUMENTARI: ECCO TUTTO QUELLO CHE LE PMI DEVONO SAPERE

Comunicato stampa, 11 settembre 2007  

NUOVE NORME SUI CREDITI DOCUMENTARI:ECCO TUTTO QUELLO CHE LE PMI DEVONO SAPERE 

Giovedì 13 settembre un seminario presso Apindustria Vicenza 

Il credito documentario è uno strumento di pagamento che gli operatori del commercio internazionale utilizzano da decenni e che tuttora soddisfa, con un buon equilibrio, gli interessi del venditore e quelli del compratore. Non solo, si tratta anche di uno strumento sicuro, ma solo se gestito con precisione e puntualità, mentre rischia di diventare una falsa sicurezza per quelle aziende che lo utilizzano senza conoscerne realmente le regole e i meccanismi. Di qui l’importanza, per le aziende vicentine attive sui mercati internazionali, di mantenersi sempre aggiornate su questo fondamentale tema, soprattutto in relazione alle novità introdotte recentemente dalle Norme e Usi Uniformi n. 600 della Camera di Commercio Internazionale per quanto riguarda le lettere di credito.
Proprio a questo tema è dedicato il seminario di aggiornamento organizzato da Conexport PMI, il consorzio per la promozione delle esportazioni di Apindustria Vicenza, che si terrà giovedì 13 settembre alle ore 9.00 presso la sala convegni dell’Associazione in Galleria Crispi 45 a Vicenza. Relatore dell’incontro sarà Antonio Di Meo, uno tra i massimi esperti in materia, che analizzerà le modifiche entrate in vigore dallo scorso 1° luglio ed i riflessi operativi che queste comportano nell’attività quotidiana dei soggetti coinvolti (fornitori, acquirenti, banche, operatori di trasporto, assicuratori, società di certificazione). Come noto, obiettivo di tale revisione era rendere i crediti documentari uno strumento rispondente agli sviluppi verificatisi nel commercio internazionale, riconsiderando al contempo il linguaggio e la forma con l’intento di prevenire applicazioni ed interpretazioni contraddittorie. Al convegno parteciperà anche Velosi International Italy, società specializzata in controlli ed ispezioni di qualità e pre-imbarco e servizi di certificazione. 
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“Moda in Villa” - 11ª edizione

“Moda in Villa” - 11ª edizione

 LA MODA E I GIOIELLI MADE IN VICENZA SFILANOCON APINDUSTRIA IN VILLA CORDELLINA LOMBARDI
 Una grande evento in un contesto suggestivo per esaltarela creatività e la qualità delle PMI vicentine
 Ancora una volta la moda e i gioielli “made in Vicenza” incontrano la grande architettura: accade questa sera (venerdì 7 settembre, ndr.) a Villa Cordellina Lombardi, a Montecchio Maggiore, in occasione dell’11ª edizione di “Moda in Villa”, evento dedicato alla moda e ai gioielli organizzato dalle categorie Uniontessile e Unionorafi di Apindustria Vicenza, con il supporto di Regione Veneto, Provincia e Camera di Commercio di Vicenza ed Ente Fiera. Apindustria Vicenza.
 Per l’occasione il parco dell’antica villa, uno dei tanti tesori architettonici della provincia, diventa così il suggestivo contesto per una sfilata con le migliori creazioni delle PMI vicentine attive nel mondo della moda e della gioielleria.

 

Tra i protagonisti figurano Lins Pelliccerie, che presenta i nuovi modelli giovanili e colorati, maculati, visoni e cincillà,  Pal Zileri, con la moda uomo giovane e aggressiva, unita ai gessati e gli abiti da cerimonia, Marly’s per la moda donna dall’inconfondibile stile raffinato, Cristiano di Thiene per la linea sportiva PAN, che veste anche le Frecce Tricolori, oltre alle calzature Meggiolaro. Non manca il tocco di trasgressione con l’intimo raffinato e seducente di Nicoletta Lingerie.

Tra i “primi attori” del gioiello troviamo, invece, Vezzaro, con pezzi di grande preziosità, che si alterna con le parure lavorate a mano di Giante, e con le creazioni in oro e vetro di Murano di Linea Italia. A rappresentare le pietre colorate e i diamanti è Govoni Gioielli, mentre la fusione di oro e argento è impersonata da Golden Wings.
 Particolare cura è stata posta all’allestimento dell’evento, con una passerella a U lunga 10 metri collocata ai piedi della celebre scalinata di Villa Cordellina e protesa verso il parco, circondata dalla platea e da due tribune rialzate per il pubblico, mentre due maxischermi consentono a tutti i presenti di ammirare anche i dettagli delle collezioni proposte.
Il parco di Villa Cordellina per l’occasione è illuminato e allestito con sfavillanti giochi di luci e coreografie, mentre l’uscita dei modelli e delle modelle è accompagnata da una suggestiva colonna sonora, anche attraverso l’esibizione dal vivo di alcuni abili strumentisti.
Il tutto con l’obiettivo di esaltare e impreziosire le creazioni orafe e sartoriali che si alternano in passerella, proposte da noti marchi dell’imprenditoria vicentina, conosciuti ed apprezzati a livello nazionale e internazionale.
 Presentatori della serata sono la modella Francesca Lukasik e Filippo Ferretti, volto di MTV. La regia della serata è affidata a Fashion Lady di Sarcedo, mentre l’organizzazione artistica è curata da Giancarlo Minchio.  
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Il pressione del fisco sulle PMI, dichiarazione Sergio Dalla Verde

Comunicato stampa, 30 agosto 2007  

Il pressione del fisco sulle PMI APINDUSTRIA VICENZA ESORTA TUTTE LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA AD UNA AZIONE CONCERTATA CHE INFLUENZI LE RIFORME E LE POLITICHE FINANZIARIE  
La dichiarazione del Presidente Sergio Dalla Verde, che non vede nello sciopero fiscale preferisce la soluzione più adatta  

“La situazione attuale è grave e insostenibile e rispecchia l’esasperazione cui sono giunte le piccole e medie imprese venete”, esordisce Sergio Dalla Verde, presidente Apindustria Vicenza, Associazione delle piccole e medie industrie della provincia di Vicenza. “Le aziende vedono compromessa la competitività e pregiudicata la propria sopravvivenza a causa dell’eccessiva pressione fiscale. Abbiamo già fatto presente i risultati della recente indagine che abbiamo promosso sul tema, da cui emerge che la media sopportata dalle piccole e medie aziende vicentine è addirittura del 70%. Ciononostante, Apindustria Vicenza ritiene che sia più responsabile e maturo non appoggiare posizioni sensazionalistiche o facili boutade, come quelle inneggianti allo sciopero fiscale che riecheggiano in questi giorni dalle pagine dei giornali”. 
 
“La proposta di sciopero è senz’altro frutto dell’esasperazione degli imprenditori e proponendolo – continua Dalla Verde - otterremmo il grande consenso di tutti gli associati – continua Dalla Verde -, ma la forza di una associazione si misura non con le provocazioni ma dalla concretezza e dalla fattibilità delle risposte.Per questo motivo Apindustria Vicenza tiene continui e diretti rapporti con esponenti politici e rappresentanti di Governo, al fine di far conoscere la reale e gravissima situazione della fiscalità delle PMI e, nel contempo, insistendo con forza per avere una nuova ed equa fiscalità per le nostre piccole e medie aziende. In questa direzione va anche la recente serie di incontri promossa dall’Associazione, con i rappresentanti locali e nazionali dei maggiori Partiti, nell’ambito dei quali Apindustria Vicenza si è confrontata più recentemente con i senatori Morando e Giaretta (DS – Commissione Bilancio) cui sono stati presentati i risultati dell’indagine di cui sopra e una serie di considerazioni ragionate, con lo scopo di correggere e migliorare diversi aspetti delle attività in essere, a regolamentazione del settore economico-produttivo, prima fra tutte la deducibilità dell’IRAP come costo del personale e la deducibilità di tutti i costi aziendali.
Ciò perché chiediamo che le imposte vengano applicate sul vero utile delle aziende”.
 
“Invitiamo tutte le associazioni di categoria ad agire unitariamente – conclude Dalla Verde -. Sono convinto che se tutte le associazioni di categoria portassero avanti con forza una seria proposta di riforma fiscale, difficilmente il governo potrebbe non farla propria. D’altra parte, questa situazione ci vede sempre più lontani dalle medie europee (vedi recenti manovre in Germania con tagli alle imposte a carico delle aziende) e dagli Stati Uniti, dove il 40% delle aziende non paga nemmeno un dollaro di imposta federale, grazie ad un intreccio di deduzioni, sconti, rimborsi e crediti di imposta.
Non ci aspettiamo certo di arrivare a tanto, ma almeno ad una situazione ragionevole, che dia nuovamente respiro al comparto produttivo e tale da consentire alle imprese di rimanere sui mercati internazionali. Ciò, anzi, va preteso, come segno di responsabilità da parte del Governo”. 
 
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Rinnovato il contratto integrativo pmi Edili

Comunicato stampa congiunto
APINDUSTRIA Vicenza, FENEAL, FILCA e FILLEA  

Vicenza, 27 luglio 2007   

RINNOVATO IL CONTRATTO INTEGRATIVO PROVINCIALE
PER LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE EDILI 
Emerge la maturità delle relazioni industriali sul territorio, con la conferma della tutela delle condizioni economiche e di sicurezza dei lavoratori da una parte e della qualità della prestazione lavorativa dall’altra

Martedì 24 luglio le delegazioni dell’ANIEM (Associazione delle PMI edili aderenti ad Apindustria Vicenza) e delle Organizzazioni Sindacali di settore (FENEAL, FILCA e FILLEA) hanno siglato l’accordo per il rinnovo dell’integrativo provinciale, che interessa circa 600 lavoratori ed entra in vigore il 1° agosto. Il contratto provinciale si inserisce nel solco di una tradizione pluridecennale di rapporti sindacali, che hanno sempre posto al centro dell’attenzione il valore della professionalità nel settore delle costruzioni e la tutela delle condizioni economiche e di sicurezza dei lavoratori.Punti qualificanti dell’integrativo sono la riproposizione dell’E.E.T. (Elemento Economico Territoriale), pari al 7% delle retribuzioni in vigore a marzo 2006 e collegato alla verifica di obiettivi di crescita del settore; l’introduzione di un Premio Assiduità Aziendale (legato alla presenza e alla continuità di rapporto presso la stessa azienda) con cadenza annuale; l’adeguamento di trattamenti economici, quali la trasferta, la mensa e le indennità chilometriche.  “E’ un buon accordo – sostiene Federico Brentan, Vicepresidente dell’ANIEM e capo della delegazione datoriale -  perché accoglie le legittime aspettative dei lavoratori in tema di miglioramenti salariali, ma li lega a precisi indicatori che misurano il buon andamento delle aziende e incentivano l’assiduità della prestazione lavorativa. La contrattazione decentrata ha proprio questa caratteristica distintiva e nel nostro caso si dimostra che a fronte di una decennale tradizione che ha continuato a produrre buoni risultati, gli imprenditori confermano la propria volontà nell’onorare gli impegni a favore dei lavoratori”. “Siamo soddisfatti dell’intesa raggiunta – dichiara a sua volta Antonio Toniolo, a nome dei Sindacati – che conferma la serietà e la maturità delle relazioni industriali nel settore edile. Particolarmente importante, in questo periodo, è la rinnovata attenzione, espressa in vari punti dell’integrativo, per la prevenzione e la sicurezza nei cantieri, che va perseguita mediante una diffusa cultura della legalità e qualificati interventi di formazione delle maestranze”. Sindacati e imprenditori sono d’accordo anche sulla necessità di rilanciare le potenzialità del settore edile a Vicenza: per far questo non servono incentivi o sostegni economici dello Stato; serve piuttosto maggiore trasparenza nelle procedure di assegnazione delle opere pubbliche e la garanzia che la competizione sul mercato sia leale, fatta cioè da soggetti tenuti ad osservare le stesse regole. 

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PMI ORAFE VICENTINE: LA CRISI SI COMBATTE CON LA CREATIVITA’

Comunicato stampa
24 luglio 2007

 
PMI ORAFE VICENTINE: LA CRISI SI COMBATTE CON LA CREATIVITA’ E UNA VISIONE ILLUMINATA DELLA NUOVA REALTA “GLOBALE”

Si è svolta ieri l’assemblea di Unionorafi Apindustria Vicenza: il rilancio passa attraversoil cambiamento. L’Associazione ha promosso un incontro ricco di spunti di riflessione 
Per tornare a crescere occorre cambiare. Cambiare alcune norme nazionali che penalizzano la categoria, cambiare le barriere alle importazioni in mercati strategici, ma non solo: occorre cambiare anche il modo di approcciarsi al mercato e alla professione, imparando ad affrontare le difficoltà da una prospettiva diversa.E’ questo il messaggio lanciato dall’assemblea di Unionorafi Apindustria Vicenza, svoltasi oggi (martedì 24 luglio, ndr.) presso la sede provinciale di Galleria Crispi, alla presenza tra gli altri di Maurizio Castro, Direttore della Fiera di Vicenza. Un messaggio che è stato sintetizzato con efficacia anche da Sebastiano Zanolli, manager e scrittore, il cui intervento ha dato tra l’altro il titolo all’incontro: “Imprenditori d’oro: 10 passi per reinventare il proprio futuro”. Dopo i saluti di Sergio Dalla Verde, presidente di Apindustria Vicenza, a riassumere le difficoltà della categoria e le azioni intraprese dall’Associazione è stato Tranquillo Loison, presidente Unionorafi  Apindustria Vicenza. Per il rilancio della categoria servono infatti riforme, a partire dalla promulgazione di una nuova legge per il settore orafo, in sostituzione di quella attuale, non più al passo con lo sviluppo dei mercati e delle tecnologie, e dall’abrogazione della normativa antiriciclaggio per il settore orafo, che fa cadere sugli operatori del settore l’onere di scoprire se clienti e fornitori sono in regola.Ma questo è solo il primo passo: «A livello comunitario - ha sottolineato Loison - siamo impegnati, assieme alle altre associazioni di categoria, su diversi fronti, come ad esempio il mutuo riconoscimento e la libera circolazione dei prodotti orafi nella UE, l’introduzione del marchio di origine obbligatorio sulla merce importata e la reciprocità di trattamento con i paesi extra-UE per quanto riguarda sia i dazi che le barriere non tariffarie». Battaglie non nuove, che tuttavia iniziano a trovare maggiore riscontro da parte del mondo politico: «Anche grazie all’appoggio dell’Onorevole Sartori, che ringrazio pubblicamente, stiamo ricevendo attenzione dalle strutture comunitarie - spiega Loison - e questo ci fa sperare di riuscire in un prossimo futuro a raccogliere i frutti di questo intenso impegno politico, diplomatico e tecnico».Altri mercati oggetto di particolare attenzione sono gli Stati Uniti: «Abbiamo co-finanziato con le altre associazioni di categoria e ASSICOR uno studio negli USA, ad una società di lobby, per verificare la possibilità di annullare il dazio sulla materia prima nel caso sia stata inviata in conto lavorazione. Queste iniziative costituiscono una risposta concreta ai tanti problemi affrontati dalla categoria, che hanno finito per generare un clima di incertezza e timore nelle imprese. E’ un tema questo che abbiamo affrontato più volte nell’ambito del Consiglio Direttivo di Unionorafi e per questo motivo durante l’assemblea abbiamo voluto evidenziare gli aspetti umani piuttosto che quelli tecnici dell’attuale situazione congiunturale. Per uscire dalla crisi occorre infatti individuare degli strumenti alternativi, che hanno a che fare meno con gli aspetti tecnici e più con quelli umani, nelle risorse che ognuno deve trovare in se stesso». Su questo tema, particolarmente apprezzato è stato l’intervento di Sebastiano Zanolli, che ha così sintetizzato l’attuale momento vissuto dalla categoria orafa e non solo: «Il mondo è diventato contemporaneamente troppo grande e troppo piccolo e oggi richiede nuove qualità come la velocità, la creatività e il coraggio. L’assunto in base per il quale dovremmo aver diritto ad una sicurezza predefinita è tramontato definitivamente, mentre è premiata costantemente l’efficienza delle organizzazioni e dei singoli».

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GOLD & SILVER API GROUP ALLA FIERA JOVELLA DI TEL AVIV

Comunicato stampa 24 luglio 2007

  

CON GOLD & SILVER API GROUP IL PRIMO PADIGLIONE ITALIANO

ALLA FIERA JOVELLA DI TEL AVIV 
Il consorzio per la promozione delle esportazioni delle imprese orafe associatead Apindustria Vicenza ha organizzato la partecipazione di dieci aziende vicentine 
Crescere in nuovi mercati per superare l’attuale momento di difficoltà del settore orafo: le piccole e medie imprese vicentine credono in questa strategia, che ha trovato un’importante conferma con la recente partecipazione alla Fiera Jovella di Tel Aviv, l’unica manifestazione specializzata nel settore orafo che si svolge in Israele. L’iniziativa è stata organizzata da Gold & Silver API Group, il consorzio per la promozione delle esportazioni delle imprese orafe associate ad Apindustria Vicenza, con il finanziamento della Regione Veneto e in collaborazione con l’ufficio ICE di Tel Aviv. La spedizione ha avuto un significato particolare, dal momento che è stata la prima collettiva italiana presente alla fiera Jovella, a conferma della capacità delle imprese vicentine di individuare nuove opportunità di business nei mercati internazionali.Dieci le aziende vicentine partecipanti, oltre al Consorzio e alla ditta di spedizioni Sped. In srl  che ha curato il trasporto dei campionari: Aurora srl, Bassano Collection, Eighty One srl, Golden Wings srl, Livior spa, Nuove Gioie srl, Oreficeria Rezzadore srl  e Quadri srl. «Abbiamo avuto una grande soddisfazione nell’organizzazione di questa missione, sia come Consorzio che come aziende partecipanti - commenta Angelo Ragusa Presidente di Gold & Silver API Group - sia per i riscontri commerciali avuti che per l’interesse suscitato a tutti i livelli dalla nostra collettiva. In quanto primo padiglione internazionale nella storia della manifestazione, abbiamo avuto il privilegio di un’ottima posizione e di una notevole visibilità nei media locali». «Gold & Silver Api Group, che oggi conta circa 75 iscritti – conclude Angelo Ragusa – in pochi anni è diventato il maggiore consorzio export per le imprese della provincia di Vicenza grazie all’intensa attività promozionale che cerca di soddisfare le esigenze di quanti più associati  possibili. Oltre alle azioni nei mercati tradizionali di riferimento per il settore orafo, ci siamo specializzati nella ricerca di mercati nuovi, come testimoniano questa missione in Israele e le recenti iniziative organizzate nei paesi baltici e in Kuwait». 

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NASCE OGEP.VI, L’OSSERVATORIO GIOVANI DELL’ECONOMIA E DELLE PROFESSIONI DI VICENZA

NASCE OGEP.VI, L’OSSERVATORIO GIOVANI DELL’ECONOMIA E DELLE PROFESSIONI DI VICENZA 
Approvato il 17 luglio lo statuto dell’Osservatorio nato come collante tra le attività economiche e professionali dei giovani del territorio vicentino  
Era stata annunciata lo scorso anno, con tanto di conferenza stampa e trofeo di calcetto, l’intenzione di iniziare a lavorare in gruppo, con un messaggio unanime: la giovane classe dirigente del Vicentino, voleva costruire una rete di relazioni facendo leva sul gioco di squadra, con l’obiettivo di intensificare il confronto e la collaborazione per elaborare progettualità innovative che possano recare beneficio al territorio e alla società civile nel suo complesso.  A distanza di meno di un anno la promessa è mantenuta: nasce l’OGEP.VI (Osservatorio  Giovani dell’economia e delle Professioni Di Vicenza) al quale aderiscono le associazioni G.T.G.I. – Gruppo Territoriale dei Giovani Imprenditori - CONFAPI, G.G.I.A. – Gruppo Giovani Imprenditori Artigiani - CONFARTIGIANATO, A.N.G.A. – Associazione Nazionale Giovani Agricoltori - CONFAGRICOLTURA, ALIGEST – Associazione Laureati in Ingegneria Gestionale a Vicenza, AIGA –Associazione Italiana dei Giovani Avvocati, Sezione di Vicenza, U.G.D.C. –Unione Giovani Dottori Commercialisti di Vicenza e VAGA – Associazione Giovani Architetti della Provincia di Vicenza,  Il coordinamento è stato assegnato a Luca Tomasi del gruppo Giovani di Apindustria Vicenza. L’Osservatorio non ha scopo di lucro e ad esso possono aderire, in qualsiasi momento, anche altre associazioni giovanili, riferite a categorie economiche o professionali, operanti nel territorio vicentino  “Lo scopo principale – spiega Tomasi –  è favorire la collaborazione e le sinergie tra le associazioni aderenti mediante la costituzione di gruppi di studio, l’organizzazione di attività seminariali, convegni, manifestazioni culturali e sportive e quant’altro il coordinamento ritenga utile per la realizzazione di qualsiasi attività o progetto ritenuto utili per l’economia del territorio ma anche per il benessere sociale della popolazione”. “Non vogliamo essere un doppione delle nostre associazioni – continua Tomasi – bensì esserne al fianco su temi che abbiano interesse inter-categorialel, come quello dei giovani, dell’economia, della società e della politica. Non possiamo, infatti, rimanere indifferenti al fatto che i giovani sono poco rappresentati a tutti i livelli e su questo argomento vorremmo aprire una seria. Attraverso, poi, l’organizzazione di eventi sportivi e “ludici” vorremmo raccogliere fondi da destinare in beneficenza”.  

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“IMPRENDITORI D’ORO: 10 PASSI PER REINVENTARE IL PROPRIO FUTURO”

 

“IMPRENDITORI D’ORO: 10 PASSI

PER REINVENTARE IL PROPRIO FUTURO

 Si svolgerà martedì 24 luglio alle ore 18,00 l’assemblea di Unionorafi di Apindustria Vicenza: occasione di riflessione e confronto sulle prospettive delle PMI vicentine del settore 
Le imprese vicentine del settore orafo continuano ad affrontare una situazione pesante, sospesa tra oggettive difficoltà congiunturali e una concorrenza internazionale sempre più aggressiva, ma hanno le capacità e le potenzialità per continuare a essere protagoniste. Con questo spirito Unionorafi di Apindustria Vicenza organizza per martedì 24 luglio, a partire dalle 18,00, presso la sede provinciale di Galleria Crispi 45, un’assemblea sul tema “Imprenditori d’oro: 10 passi per reinventare il proprio futuro”. Un titolo che è anche una dichiarazione d’intenti, una rivendicazione delle capacità delle PMI beriche del settore e un tentativo di infondere un rinnovato spirito di positività ai colleghi e alle imprese associate nell’attuale momento di sfiducia. Dopo i saluti di Sergio Dalla Verde, Presidente Apindustria Vicenza, Tranquillo Loison, Presidente di Unionorafi Vicenza e di Unionorafi Confapi, terrà una relazione sull’andamento del settore. Prenderà quindi la parola Sebastiano Zanolli, Amministratore Delegato di 55DSL e scrittore, per un intervento sulle strategie di rinnovamento, che dà anche il titolo all’incontro. «Certamente non pensiamo di avere la bacchetta magica per risolvere i problemi congiunturali e strutturali del settore - spiega Loison - ma speriamo, con questo incontro, di fornire qualche spunto utile ai nostri colleghi che potranno elaborarlo singolarmente, secondo le proprie specificità, trovando magari nuove idee per uscire dal difficile momento di stallo».   
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DAL MOLIN: UNA GRANDE OPPORTUNITA’ PER GLI IMPRENDITORI VICENTINI

Comunicato stampa
6 luglio 2007  

DAL MOLIN: UNA GRANDE OPPORTUNITA’ PER GLI IMPRENDITORI VICENTINI
 
Le PMI vicentine rappresentate da Apindustria guardano con grande interesse agli sviluppi futuri dei voli executive 

L’aeroporto civile Dal Molin? Una grande opportunità per gli imprenditori vicentini, che non devono lasciarsi fuorviare dalle passate difficoltà di gestione. E’ questa la posizione delle piccole e medie imprese vicentine rappresentate da Apindustria Vicenza di fronte agli ultimi fatti di cronaca che hanno coinvolto lo scalo vicentino: «I creditori non hanno nulla di cui preoccuparsi – spiega Antonio Bonotto, referente di Apindustria Vicenza per l’aeroporto Dal Molin, oltre che Presidente dell’Aeroclub Vicenza - Già nella riunione di approvazione del bilancio 2006 avvenuta il 15 maggio scorso era stato concordato un aumento del capitale sociale per ulteriori 2,9 milioni di euro. La prima fase di questa operazione si concluderà entro il 31 luglio, consentendo di rispettare il piano di rientro che è già stato concordato con i creditori»

Una volta superati i debiti pregressi, i soci potranno così concentrarsi sullo sviluppo del nuovo piano industriale dell’aeroporto Dal Molin, che punta innanzi tutto ad una crescita dei voli privati di tipo executive e del ricovero di questo tipo di mezzi. «Si tratta di una grande opportunità - spiega Bonotto - in quanto questo segmento di mercato è strategico per gli imprenditori, che hanno sempre più bisogno di spostarsi in modo rapido ed efficiente su scala europea. Un’opportunità tanto più significativa se si considera che gli altri aeroporti del Veneto stanno progressivamente emarginando questo tipologia di clientela: il Dal Molin - che ha già ottenuto l’autorizzazione per il volo notturno e strumentale e su richiesta è già operativo a qualsiasi orario - può quindi diventare un punto di riferimento per le imprese e gli imprenditori, colmando un vuoto nella pur ricca offerta di infrastrutture aeroportuali del territorio. Dopo avere perso l’alta velocità ferroviaria Vicenza non può permettersi di rinunciare anche a questa opportunità».

L’evoluzione tecnologica, del resto, sta creando le condizioni per un notevole incremento dei voli executive: già oggi il mercato offre modelli in grado di raggiungere senza scalo tutti i più importanti aeroporti europei, nel massimo confort e con costi di gestione contenuti, ed è ormai imminente il debutto di una nuova generazione di jet executive in grado di rivoluzionare il trasporto aereo privato. «Come imprenditore, prima ancora che come pilota e appassionato di volo - conclude Bonotto - posso affermare che si tratta di un mercato in grande fermento perché le imprese hanno sempre più bisogno di spostarsi in modo rapido, riducendo i tempi morti e i costi: per questo motivo il Dal Molin rappresenta una grande opportunità per le imprese locali e Apindustria Vicenza sosterrà concretamente il suo progetto di rilancio».

  ------------------Ufficio Stampa Raffaella M. SguegliaAPINDUSTRIA VICENZA - Relazioni esterne e comunicazione Tel: 0444-232230 - Fax: 0444-960835 - e-mail: r.sgueglia@apindustria.vi.it
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Mario Balza, nuovo presidente Unionchimica-Confapi

Comunicato stampa

26 giugno 2007

 

 

IL VICENTINO MARIO BALZA è IL NUOVO PRESIDENTE

DI UNIONCHIMICA-CONFAPI

 Guiderà una realtà alla quale aderiscono circa 3.000 imprese con oltre 60.000 addetti 

Il vicentino Mario Balza, 53 anni, Amministratore della “New Chemicals” di Lanzè di Quinto Vicentino, società operante nel campo della produzione di sistemi di lucidatura per carrozzeria e nautica,  è il nuovo Presidente di Unionchimica-Confapi (l’Unione nazionale della PMI chimica, conciaria, materie plastiche, gomma, vetro, ceramica e abrasivi, alla quale aderiscono circa 3.000 imprese, con oltre 60.000 addetti).

La nomina di Balza, già vicepresidente nazionale, conferma ancora una volta la capacità di Apindustria Vicenza di esprimere tra i propri componenti figure di spicco a livello regionale e nazionale, come dimostrano le nomine di Sergio Dalla Verde quale componente di giunta di Confapi nazionale, di Gastone Contin quale vicepresidente di Unionmeccanica-Confapi e di Monica Galvanin quale presidente Confapi regionale e Amministratore del Cespin (Centro Studi per l'Innovazione d'Impresa di Confapi). 

Diversi i temi nel programma individuato dal Balza: la difesa della centralità della piccola e media impresa nell’ambito di un piano - non più differibile - di rilancio dell’industria chimica nazionale; il rafforzamento delle relazioni industriali, confermando la linea del confronto con le organizzazioni sindacali dei lavoratori di categoria, anche in previsione dei prossimi rinnovi contrattuali; il consolidamento del ruolo propositivo dell’Unione Europea per lo sviluppo delle imprese del settore; una sempre maggiore attenzione alle politiche ambientali e della sicurezza; il potenziamento dei gruppi produttivi; la crescita dimensionale delle imprese.

 

«La sopravvivenza e lo sviluppo dell’industria chimica italiana – ha dichiarato Balza – continuano ad essere strettamente legati al grado di attenzione che Governo, forze politiche, pubblica amministrazione e sindacato porranno alle particolari caratteristiche del settore in Italia, che è costituito in grandissima parte da industrie piccole e medie che utilizzano sostanze chimiche. Peculiarità che non trova riscontri similari negli altri Stati dell’Unione Europea».

Di qui l’importanza di un’azione incisiva, come categoria, per sostenere le istanze del settore.

  -------------------------------------------Ufficio Stampa Apindustria Vicenza
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Assemblea Pubblica 2007: LE ECCELLENZE DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE

Vicenza, 18 giugno 2007

Assemblea Pubblica 2007 di Apindustria Vicenza
 

LE ECCELLENZE DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE
 
Un momento di riflessione sul ruolo e le prospettive delle PMI nel sistema-Paese, alla presenza di rappresentanti del mondo politico e universitario nazionale  
C’era una volta il “miracolo del Nordest”, dove “piccolo” era anche “bello”. Una storia di sviluppo economico impetuoso, capace di trasformare un’area economicamente depressa in una zona con un tasso di disoccupazione praticamente nullo e una forte proiezione all’internazionalizzazione. Poi qualcosa è cambiato: quello stesso modello è sembrato andare improvvisamente in crisi, salvo mostrare segnali di ripresa nell’ultimo periodo. Di qui l’interrogativo di fondo: il modello imprenditoriale basato sulla piccola e media impresa, per anni il punto di forza del Nord Est, è ancora vincente? Questo quesito, dai risvolti sociali ed economici fondamentali, e non solo per il vicentino e il Nord Est, è stato il tema di fondo dell’Assemblea Pubblica di Apindustria Vicenza, dal titolo “Le eccellenze delle PMI: crescere e prosperare nella complessità del sistema paese”, in programma oggi (lunedì 18 giugno, ndr.) presso il Centro Congressi del Vergilius Hotel, a Creazzo (V). Un evento destinato ad avere una grande risonanza sia per l’importanza del tema affrontato, sia per il rilievo dei relatori presenti. 


I relatori

Su questo tema, infatti, si confrontano secondo la formula avvincente del talk-show il Sen. Enrico Morando, Presidente della Commissione Bilancio del Senato, l’Eurodeputato Renato Brunetta, Vicepresidente Commissione Industria del Parlamento Europeo, il Prof. Domenico De Masi, Ordinario di Sociologia del Lavoro all’Università La Sapienza di Roma, Paolo Galassi, Presidente di Confapi nazionale e Monica Galvanin, Presidente di Confapi Veneto. Moderatore d’eccezione, Giovanni De Luca, direttore Rai della sede regionale per il Veneto. 


Il tema

Ad aprire i lavori è la relazione di Sergio Dalla Verde, Presidente di Apindustria Vicenza, che spiega così il tema proposto: «Il titolo dell’evento - Le eccellenze delle PMI: crescere e prosperare nella complessità del sistema paese - contiene già il seme del programma che vede impegnata Apindustria a livello provinciale e nazionale. Negli anni d’oro lo slogan era piccolo è bello: oggi, di fronte alla complessità sempre crescente della sfida dei mercati, questo è difficile da sostenere, ma fortunatamente possiamo dire che piccolo è eccellente». L’eccellenza della piccola e media impresa diventa quindi la chiave della competitività sui mercati internazionali, la qualità che le consente di sconfiggere la concorrenza del Far East, affermandosi in quelle nicchie di mercato in grado di riconoscere premiare i prodotti e servizi a maggiore valore aggiunto. 


I dati

I numeri, del resto, confermano questa capacità, grazie alla quale le piccole e medie imprese italiane svolgono un ruolo centrale nel sistema economico nazionale. In Italia infatti le PMI, cioè le aziende con meno di 250 dipendenti, sono il 99,8 % del totale, quindi solo lo 0,2% sono grandi industrie. E di questo 99,8%, il 98,7% hanno meno di 50 dipendenti; il 95% hanno meno di 10 dipendenti.E le PMI hanno un’importanza strategica anche per l’occupazione: dei lavoratori dell’industria, circa l’82% sono occupati nelle PMI, quando in Europa la media è del 50%, con Spagna al 64% e Germania al 46%.

Forte di questa presenza radicata, le PMI producono il 58% del fatturato dell’industria italiana. Più in dettaglio secondo l’ultima indagine del CENSIS le aziende con più di 20 addetti – che rappresentano solo il 4% del totale delle PMI – producono da sole i due terzi del PIL di tutte le PMI, ovverosia il 37% del valore aggiunto nazionale. E questo contro il 26% delle grandi imprese (con oltre 250 addetti) che rappresentano il restante 42% del fatturato dell’industria italiana).

La soglia dei 20 addetti pare, quindi, una sorta di spartiacque: chi ha più di 20 addetti è più efficiente e produttivo: si devono quindi creare le condizioni per aiutare a superare questa soglia.Anche sul fronte dell’export le PMI italiane sono protagoniste assolute: il 92% degli esportatori del nostro paese è costituito da piccole e medie imprese e nel 2006 l’export delle PMI italiane è cresciuto di un +2% rispetto al 2005 (con valori ancor più alti nel Nordest).  «Tutto questo significa – prosegue Dalla Verde – che le eccellenze ci sono, perché se le PMI riescono ad esportare e a mantenere una posizione di competitività sui mercati internazionali vuol dire che si sono ristrutturate, che fanno ricerca, che fanno marketing. Ma, ribadisco, piccolo da solo non è più bello, perché le PMI da sole sono fragili, e per crescere devono aggregarsi, fare sistema. Di qui l’importanza dell’Associazione, come struttura di riferimento alla quale affidarsi per le più diverse esigenze, dall’informazione alla formazione, dalla consulenza al sostegno per l’internazionalizzazione».
 

Gli ostacoli da superare

Del resto gli ostacoli alla crescita delle PMI non mancano in Italia, alcuni per i limiti tipici di una realtà imprenditoriale medio-piccola, molti per l’arretratezza del sistema-Paese. E se i primi si possono superare attraverso l’Associazionismo e la capacità di stringere alleanze strategiche, spetta alle Istituzioni, nei diversi livelli, fare il salto di qualità per i rimuovere alcuni limiti fortemente penalizzanti.L’Assemblea Pubblica di Apindustria Vicenza è quindi anche l’occasione per riflettere, con un punto di vista locale e nazionale allo stesso tempo, sui problemi che oggi affliggono maggiormente le PMI e sulle riforme oggi indispensabili per consentire alla parte più numerosa e rilevante del sistema industriale italiano di continuare ad essere competitiva. «Le PMI e quindi, visti i numeri, il sistema industriale italiano, sono fragili - spiega Dalla Verde - Devono crescere non solo in eccellenza, ma anche in dimensione e potenzialità. E non si consolida il nostro sistema industriale sostenendo solamente lo 0,2% di grande industria e adottando lessici, soprattutto in questo ultimo anno, irriverenti nei confronti dell’altro 99%! I governi, le istituzioni, le forze sociali devono guardare con grande obiettività questa realtà dell’industria italiana ed adottare un approccio costruttivo. Quello che i nostri imprenditori potevano fare con le proprie forze lo hanno già fatto: nonostante il sistema paese, cioè nonostante l’insufficienza delle infrastrutture, una fiscalità bizantina che soffoca le aziende più virtuose, nonostante il difficile dialogo con le università e gli istituti di ricerca, nonostante il debole supporto all’export, nonostante la concorrenza sleale. Per consolidare lo sviluppo dell’Italia, noi temiamo che il solo imprenditore non basti più, serve anche il sistema paese, servono non contributi ma riforme». Di qui la necessità di implementare quanto prima un sistema fiscale più equo, ma anche una rete di servizi di sostegno all’internazionalizzazione che sia anche a misura delle piccole e medie imprese, ponendo fine nel contempo agli sprechi e alle sovrapposizioni attuali. E ancora, occorrono regole chiare sull’importazione dei prodotti, ponendo fine al fenomeno della concorrenza sleale, dando concretezza al principio di reciprocità e garantendo che i prodotti importanti rispettino le normative nazionali in materia di qualità e responsabilità sociale. Per dare concretezza e continuità all’esigenza di innovazione, invece, occorre creare le condizioni per un dialogo proficuo tra il mondo dell’università e della ricerca e le imprese. Ultimo, fondamentale ambito nel quale è forte l’esigenza di una riforma è il mondo del lavoro, per il quale le PMI chiedono una maggiore flessibilità, al fine di rispondere alle richieste di un mercato che pretende una capacità di risposta sempre più rapida agli ordini, ma anche una struttura normativa che favorisca l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro dando loro maggiori tutele ed eliminando alcuni abusi e distorsioni, a fronte però di una maggiore mobilità in uscita. 

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Ufficio Stampa Apindustria Vicenza 
Raffaella M. Sgueglia
APINDUSTRIA VICENZA - Relazioni esterne e comunicazione
Tel: 0444-232230 - Fax: 0444-960835 - e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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INCONTRO: Apindustria Vicenza presenta le opportunità commerciali e di investimento in Cile

Comunicato stampa
5 giugno
2007

IL CILE APRE ALLE IMPRESE VICENTINE L’ACCESSO

AD UN MERCATO DI 1,1 MILIARDI DI CONSUMATORI

 Apindustria Vicenza presenta le opportunità commerciali e di investimento in Cile, paese strategico grazie ai suoi accordi di libero scambio con l’UE, il Nord e Sud America, la Cina e molti altri mercati emergenti 
Una lingua di terra abitata da poco più di 15 milioni di persone e situata praticamente dall’altra parte del mondo: in apparenza niente di più lontano dalla realtà vicentina. Eppure proprio il Cile costituisce un interlocutore di grande interesse per le PMI provinciali, come è stato spiegato in occasione del seminario svoltosi oggi (martedì 5 giugno) presso la sala convegni di Apindustria Vicenza, alla presenza di Eliana Merlet, direttrice dell’ufficio commerciale ProChile dell’ambasciata cilena in Italia, Carlos Eduardo Mena, vicepresidente esecutivo del comitato investimenti esteri del governo cileno, Hugo Baierlein, consulente governativo, e Aldo Rozzi Marin, console onorario del Cile.
L’iniziativa costituisce un’ulteriore tappa nell’ambito di un progetto di più ampio respiro di Apindustria Vicenza per il mercato cileno e avviene a pochi mesi di distanza dalla costituzione - all’inizio del 2007 - di Socitec SA, società a capitale italo-cileno nata da un accordo tra Apindustria Vicenza, l’Associazione Artigiani di Vicenza e l’Associazione Imprenditori Veneti in Cile. 
Il paese sud americano è diventato infatti un partner di notevole interesse per le imprese italiane in seguito all’accordo di associazione con l’Unione Europea in vigore dal 1 febbraio 2003, finalizzato alla liberalizzazione dell’accesso ai mercati di beni e servizi e alla definizione di meccanismi che facilitino gli scambi commerciali e consolidino un contesto fiducioso per gli investimenti.
Questa intesa, già di per sé molto interessante, diventa strategica in considerazione degli accordi commerciali di libero scambio che il Cile ha sottoscritto anche con l’area del Nafta (Stati Uniti, Canada e Messico), Cina, Corea del Sud, Nuova Zelanda, Giappone e altri mercati emergenti. In questo modo il Cile si presenta agli imprenditori stranieri come una piattaforma di investimenti e di servizi da cui raggiungere le principali aree economiche e commerciali internazionali, costituendo per le imprese vicentine la porta di accesso ad un mercato di 1,1 miliardi di consumatori. Nel 2006 i principali esportatori europei verso il Cile sono stati Germania, Spagna e Francia.
L’Italia si è posizionata al quarto posto con l’1,6% (pari ad un export del valore di 191,1 milioni di dollari USA). Il
totale delle importazioni cilene dal mondo è stato di 38.409,1 milioni di dollari USA. La prima provincia veneta per le esportazioni in Cile è proprio Vicenza, quasi a rivendicare uno storico legame tra la città del Palladio e il paese sudamericano: il primo italiano che mise piede in Cile infatti fu proprio il vicentino Antonio Pigafetta, al seguito di Magellano nel viaggio di circumnavigazione del globo terrestre (20 settembre 1519- 6 settembre 1522). 
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22° PREMIO UNIONMECCANICA - “alla memoria di SILVIO SBABO”

Comunicato stampa
30 maggio 2007

Venerdì 1° giugno 2007 - ore 10.00 - Sala Convegni Apindustria Vicenza

22° PREMIO UNIONMECCANICA
“alla memoria di SILVIO SBABO”
Dalle scuole vicentine un progetto per le PMI provinciali  

Da 22 anni Apindustria Vicenza dà concretezza all’esigenza di un collegamento più stretto tra mondo della scuola e imprese attraverso il Premio Unionmeccanica, un vero e proprio percorso che da novembre ad aprile vede gli studenti degli Istituti Tecnici e Professionali vicentini cimentarsi, con l’aiuto dei propri insegnanti e la guida dell’Associazione, in un progetto che risponda ad una reale esigenza delle imprese e che sarà giudicato da queste ultime secondo i parametri del mercato.

Tema dell’edizione 2007 è stato la “Realizzazione del design di un carrello transpallet a colonna elettronico semovente e degli strumenti di marketing del prodotto finito”: una scelta innovativa per la tradizione del Premio, storicamente focalizzato sulla meccanica, e in linea con l’evoluzione più recente dei mercati, che premiano in misura sempre maggiore la capacità di realizzare prodotti non solo di qualità, ma anche capaci di presentarsi con un design di elevato livello e sostenuti da una strategia di comunicazione evoluta. Su questo tema si sono impegnati gli studenti dell’IPSIA Leonardo Da Vinci di Noventa Vicentina, dell’Istituto Rossi di Vicenza, dell’Istituto Lampertico di Vicenza e dell’Istituto De Pretto di Schio in collaborazione con il liceo Martini di Schio. 
La cerimonia di consegna dei riconoscimenti per l’edizione 2007 del premio si terrà a partire dalle 10.00 venerdì 1 giugno presso la sala convegni di Apindustria Vicenza in Galleria Crispi 45, alla presenza di Mariano Rigotto, Presidente Provinciale di Unionmeccanica di Apindustria Vicenza, Sergio Dalla Verde, Presidente di Apindustria Vicenza, Maria Menin Bidese, componente della Giunta di Apindustria Vicenza con delega alla Scuola, Giorgio Pellizzaro, per la Scuola Italiana di Design P.S.T. Galileo - Demotech di Padova, Adriano Guggiari, Responsabile Commerciale Banca dell’Artigianato e dell’Industria. 
Grazie all’intervento del dott. Giorgio Pellizzaro della Scuola Italiana Design, la cerimonia sarà inoltre l’occasione per un confronto tra i relatori sul rapporto tra il mondo della scuola e il sistema delle piccole e medie imprese e sull’importanza del design per la competitività sul mercato.  
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EXTRA GETTITO FISCALE RESTITUITO A CHI PAGA LE TASSE

Comunicato stampa Apindustria Vicenza
Vicenza, 27 marzo 2007
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EXTRA GETTITO FISCALE RESTITUITO A CHI PAGA LE TASSE
L’intervento di Dalla Verde, Presidente Apindustria Vicenza. 

«Siamo per la defiscalizzazione dell’IRAP e l’eliminazione del fenomeno delle riprese».  


E’ in primo piano in questi giorni il dibattito sul surplus di gettito fiscale risultante dall’ultima manovra finanziaria, ovverosia sull’esuberanza delle entrate tributarie rispetto al reale fabbisogno.

 

«Cosa farne? »  è la domanda che molti si stanno ponendo. E le risposte sono già arrivate: da un lato i sindacati preferiscono che venga destinato alle famiglie, per il sostegno dei consumi interni - una posizione questa abbracciata anche dal Presidente del Senato Marini -, mentre, dall’altro, la corrente degli “austeri”, cui appartiene il Ministro Padoa-Schioppa, rilancia di destinare la somma alla riduzione del debito pubblico. Il presidente di Confindustira  Montezemolo, dal canto suo, dà una triplice ricetta, suggerendo di restituire parte dell’extra gettito 2007 alle imprese e ai lavoratori che hanno regolarmente pagato le tasse e destinare l’altra parte alla diminuzione dell’impatto del debito pubblico e al miglioramento delle infrastrutture.

 

«Condividiamo la posizione di Montezemolo”, afferma Sergio Dalla Verde, Presidente di Apindustria Vicenza, “soprattutto per quanto riguarda la ridistribuzione del surplus fiscale tra quanti hanno pagato sempre le tasse: una operazione corretta dal punto di vista economico e onesta dal punto di vista sociale. Mi riferisco alle società di capitali e alle famiglie di queste stesse aziende. Si pensi che, da una recente indagine commissionata da Apindustria Vicenza, emerge che oggi la pressione fiscale sulle piccole e medie imprese grava per oltre un 70% del reddito prodotto: si tratta chiaramente di una situazione inaccettabile ed iniqua, derivante da un esagerato ammontare di oneri fiscalmente indeducibili e dall’anomalia dell’indeducibilità dell’IRAP, una tassa sull’occupazione, particolarmente pesante nei confronti delle aziende subfornitrici che occupano tanta manodopera e che favorisce il fenomeno della delocalizzazione da parte delle imprese manifatturiere».

 

«Il suggerimento di Apindustria – continua Dalla Verde - è che questa distribuzione avvenga prioritariamente attraverso la defiscalizzazione dell’IRAP, con l’obiettivo di arrivare ad una coincidenza tra utile civilistico – quello derivante dalla contabilità ordinaria delle aziende –  e utile fiscale, eliminando così il fenomeno delle riprese, ovverosia di tutti quei costi (auto aziendali, ammortamento terreni industriali, telefoni cellulari,…) che i principi contabili considerano inerenti alle attività aziendali, ma che il fisco ora considera indeducibili».

 

«La ripresa economica è fatalmente legata – afferma Dalla Verde – alla distribuzione della ricchezza, che a sua volta consente di aumentare i consumi. Ma  non si può pensare di produrre e distribuire ricchezza se si soffocano i singoli e le aziende nelle maglie della pressione fiscale, penalizzando gravemente l’attività di coloro che sono la prima fonte di lavoro e di reddito per milioni di cittadini, in particolare in questo momento in cui, ancora una volta, le PMI stanno faticosamente trainando la crescita del sistema economico italiano.»

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Convegno su "PREVIDENZA COMPLEMENTARE E TFR"

Venerdì 23 marzo 2007 

PREVIDENZA COMPLEMENTARE E TFR
Convegno Apindustria Vicenza 

Visto l’avvicinarsi della data (30 giugno 2007) entro la quale tutti i dipendenti del settore privato sono chiamati a decidere la destinazione del loro TFR (ovverosia il Trattamento di fine rapporto), Apindustria Vicenza ha realizzato un
incontro di approfondimento, dedicato non solo agli imprenditori, ma anche ai loro collaboratori e, particolarmente, a quelli normalmente addetti al personale, spesso chiamati a gestire non soltanto l’aspetto burocratico degli adempimenti, ma anche a fornire informazioni “di prima mano” ai loro stessi colleghi. Le scelte possibili: impiegare il TFR per la costruzione di una pensione complementare o mantenere l’attuale accantonamento in azienda. L’incontro - organizzato e coordinato dal Servizio Sindacale dell’Associazione – ha visto la partecipazione di Andrea Mariani, dell’Area Economia e Finanza di MEFOP S.p.A., una società controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che ha il fine istituzionale di fungere da “Trustee Advisor” dei Fondi pensione italiani.“Non siamo qui per dirvi cosa fare con il vostro TFR – ha esordito Ciro Galeone, responsabile del servizio sindacale Apindustria - ma per di darvi le ‘coordinate’, per orientarvi verso una scelta ragionata, tenendo un occhio particolarmente puntato sulle incombenze e convenienze in capo alle aziende.

Non v’è dubbio, infatti, che sui datori di lavoro ricade, volenti o nolenti, un peso non indifferente, anche in termini strettamente operativi, che poi, inevitabilmente, si traducono in costi gestionali aggiuntivi”.
L’attuale normativa impone ai dipendenti delle aziende con un numero di addetti superiore ai 50, di trasferire il TFR in un fondo, e la loro mancata esplicita scelta riguardo al tipo di fondo comporta l’automatico trasferimento dello stesso TFR al neocostituito Fondo tesoreria presso l’INPS. Viceversa, i lavoratori delle aziende sotto i 50 dipendenti potranno concretamente lasciare ancora il loro TFR presso l’azienda riservandosi eventualmente di aderire successivamente ad un Fondo di previdenza.Galeone ha ricordato, inoltre, che “Fondapi (per i settori metalmeccanico, tessile, alimentare, chimico, grafico-cartario-editoriale e dei servizi) e Fondo Arco (riservato ai lavoratori del settore legno) sono gli unici Fondi complementari di riferimento del sistema Confapi, ai quali devono essere iscritti i lavoratori “silenti” dei rispettivi settori ed ai quali i lavoratori stessi possono iscriversi pienamente, cioè obbligando anche l’azienda a versare, oltre al tfr, una propria quota di contributo aggiuntivo. Quest’ultima opportunità non sussiste, invece, qualora il lavoratore si iscriva volontariamente ad altri Fondi aperti o chiusi, come ad esempio il Fondo Solidarietà Veneto.”Mariani ha quindi specificamente illustrato le differenze tra le varie tipologie di fondi, le opzioni a disposizione dei lavoratori e soprattutto i presupposti della riforma che si propone di alleviare le inevitabili future riduzioni del trattamento pensionistico Inps.

“Non c’è dubbio che soprattutto i lavoratori più giovani  - ha aggiunto Mariani - si ritroveranno con pensioni sensibilmente inferiori a quelle maturate dai loro padri: e quindi la scelta di un fondo va ben ponderata in quanto si traduce in un investimento che un domani costituirà una integrazione alla pensione INPS”.

Infine, Vittorio Rigotti, responsabile di Apiveneto Fidi, la nuova società cooperativa di garanzia collettiva per le imprese del sistema Confapi, ha illustrato la convenzione che consentirà di accedere a finanziamenti realmente agevolati per compensare la devoluzione del TFR, il quale ha rappresentato e rappresenta tuttora, un’importante valvola finanziaria per gran parte delle piccole e medie imprese “Sono ormai due anni che si parla sistematicamente di misure compensative per le imprese, ma credo che questa convenzione rappresenti, in assoluto, uno dei primi passi concreti in questa direzione.”
  
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Gold & Silver API Group ritorna nei paesi baltici

Comunicato stampa
APINDUSTRIA VICENZA

16 marzo 2007
Gold & Silver API Group ritorna nei  paesi baltici
L’ORO VICENTINO SBARCA IN LITUANIA
Il successo del Padiglione italiano alla fiera Amber Trip di Vilnius, dopo il workshop itinerante di ottobre
Gold & Silver API Group, consorzio che promuove all’estero le aziende orafe associate ad Apindustria Vicenza, dopo la proficua missione economica effettuata nell’ottobre scorso nei Paesi Baltici, è tornato in Lituania per il Padiglione Italiano alla fiera Amber Trip, tenutasi a Vilnius dal 9 al 12 marzo e conclusasi con buone prospettive, economiche e commerciali, per i nostri imprenditori.
“L’entrata di Estonia, Lettonia e Lituania nell’Unione Europea, nel  maggio del 2004, ha aperto i mercati di tali paesi al commercio intracomunitario – spiega il presidente del Consorzio Angelo Ragusa - rendendo più agevole lo scambio di merci e i viaggi degli imprenditori. Dopo i primi incontri dello scorso ottobre, abbiamo mantenuto ed intensificato i contatti, molte imprese baltiche sono venute a visitarci durante l’edizione di gennaio della Fiera dell’Oro di Vicenza e questo ci ha convinti a partecipare alla fiera Amber Trip che, benché molto piccola, è l’unico momento espositivo specializzato per il settore orafo nelle Repubbliche Baltiche”.
Quello di Apindustria Vicenza è stato l’unico padiglione italiano presente in fiera, con una rappresentazione completa di tutte le specifiche merceologie, dalla gioielleria, all’oreficeria e i gioielli in argento, che hanno riscontrato un notevole interesse da parte dei visitatori.
Il consorzio Gold & Silver API Group, raggruppa ormai più di 70 aziende, ed è costantemente alla ricerca di nuovi mercati: a breve organizzerà una missione in Israele e una a Minorca.

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Convegno "Strategie per l'Internazionalizzazione"

Comunicato Stampa
APINDUSTRIA VICENZA

 

Apindustria Vicenza, in collaborazione con think3 organizza a Vicenza un incontro dal titolo
“Strategie per l’Internazionalizzazione”
 Mercoledi’ 28 febbraio ore 17, presso la Sala Convegni di Apindustria Vicenza,Un incontro tecnico per illustrare le opportunità, in termini di competitività e innovazione, legate all’internazionalizzazione di alcune delle loro attività In un contesto in cui la globalizzazione amplifica la competizione, sempre più aggressiva in termini di qualità e prezzi, riducendo i margini di profitto, si rende necessario per le aziende limitare i costi operativi e concentrare le proprie risorse sull’innovazione. Per fare fronte a questa situazione, le grandi multinazionali hanno costituito centri di ricerca e innovazione in Paesi come la Cina e l’India, dove è possibile usufruire di personale preparato e esperto a costi molto contenuti. Spesso però questa strategia richiede risorse di denaro e tempo, che non sono alla portata delle piccole e medie imprese.Think3, che da anni fornisce soluzioni di business per le PMI, ha concepito un modello che permette ai propri clienti di seguire la stessa via intrapresa dalle Grandi Aziende, realizzando in India, a Bangalore e Gurgaon, Centri di Eccellenza per i Servizi dotati delle più moderne tecnologie di comunicazione.In questi centri operano oltre 100 ingegneri e ricercatori laureati presso le migliori Università, organizzati in team a disposizione delle PMI, che possono usufruirne in maniera dedicata e flessibile, riuscendo così a ridurre i costi operativi e a aumentare la produttività, oltre a costituire una propria base nei mercati emergenti.Durante l’incontro verranno illustrati i vantaggi ottenibili da una efficace internazionalizzazione di alcune attività strategiche dell’impresa, al fine di migliorarne la competitività sul mercato. Per ulteriori informazioni e iscrizioni contattare tel. 0444.232230 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. 
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CODICE APPALTI: APINDUSTRIA VICENZA SOLLECITA IL PARLAMENTO PER TUTELA PMI

COMUNICATO STAMPA
APINDUSTRIA VICENZA

Vicenza, 23 gennaio 2007
                                                             

CODICE APPALTI:  APINDUSTRIA VICENZA SOLLECITA IL PARLAMENTO PER CERTEZZE DELLE REGOLE E  TUTELA DEGLI SPAZI DI MERCATO DELLE PMI.
  Apindustria Vicenza ha partecipato, per il tramite di Aniem – Associazione Nazionale delle imprese edili della Confapi – all’audizioni tenutasi ieri presso l’VIII Commissione della Camera, in cui sono state evidenziate le ripercussioni negative sul settore degli appalti pubblici determinate dalla continua incertezza normativa, esasperata, peraltro, da annunci di modifiche legislative che vengono puntualmente disattese nell’arco di pochi giorni. Nel corso dell’incontro è stato sottolineato come la fluidità e la proliferazione delle regole comportino un’instabilità che condiziona il mercato, penalizzando sia le stazioni appaltanti che il sistema produttivo, così come l’introduzione del reverse charge, la definizione di nuove norme sulla sicurezza, le continue misure contro il lavoro sommerso concentrate sul settore dell’edilizia, le notizie spesso contraddittorie sul Codice Appalti delineino condizioni insostenibili per chi voglia operare in un contesto di trasparenza e di certezza del diritto.Sono state, inoltre, evidenziate, fra le esigenze prioritarie, quelle di:
-    fronteggiare il fenomeno dei lavori in house;
-    limitare l’appalto integrato alle ipotesi previste dalla legislazione previgente (legge 109/94);
-    impedire che imprese prive dei requisiti di qualificazione possano concorrere utilizzando indistintamente i requisiti di altre;
-    regolamentare il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa valorizzando gli elementi del prezzo e della manodopera;
-    ripristinare per gli appalti sotto soglia il ricorso obbligatorio al criterio di esclusione automatica delle offerte anomale, adottando il metodo previsto dalla Legge della regione Sicilia (un numero sorteggiato individua la percentuale delle offerte da escludere);
-    equiparare le condizioni di partecipazione alle gare dei consorzi stabili di imprese a quelle di analoghi soggetti consortili. E’ stato, altresì, auspicato che il quadro normativo possa rapidamente essere definito con metodologia partecipativa  che consenta di pervenire a soluzioni condivise dopo aver acquisito le valutazioni di tutte le componenti del settore imprenditoriale.
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convegno: "La prevenzione degli incendi"

COMUNICATO  STAMPA

APINDUSTRIA VICENZA



“LA PREVENZIONE DEGLI INCENDI”

Un convegno organizzato da AIAS – Associazione professionale italiana Ambiente e Sicurezza  - con il patrocinio del Comune di Arzignano e la collaborazione di  Apindustria Vicenza per approfondire le tematiche tecniche e le responsabilità legate alla prevenzione degli incendi.  

Appuntamento ad Arzignano, venerdì 24 novembre, alle ore 8.30, presso Villa Brusarosco.


Istituzioni, imprenditori, enti di formazione e consulenti sono chiamati ad un tavolo di particolare importanza per la tutela del territorio: si tratta del convegno su  “La Prevenzione degli Incendi”, organizzato da AIAS con la collaborazione di Apindustria Vicenza e il patrocinio del comune di Arzignano, nonché di un team di società operanti nel settore della prevenzione incendi, che si terrà venerdì 24 novembre, dalle ore 8.30 alle 13, presso Villa Brusarosco ad Arzignano.

Il convegno affronterà,  in modo trasversale, i ruoli e le responsabilità delle istituzioni, del mondo imprenditoriale e dei professionisti del settore della sicurezza in merito al problema degli incendi e della loro prevenzione. Ampio spazio sarà dedicato anche ad aspetti tecnici, strettamente legati agli impianti di rilevazione e spegnimento ed ai vantaggi economici conseguenti ad una corretta gestione del rischio incendio. Il convegno è rivolto a tutti i soggetti coinvolti nella prevenzione e lotta agli incendi: imprenditori, progettisti, installatori, responsabili della sicurezza, pubblica amministrazione, ASL, consorzi.

Dopo l’introduzione del sindaco di Arzignano, Stefano Fracasso e il saluto della  consigliera regionale, presidente della Terza commissione, Giuliana Fontanella, prenderà la parola  il  Comandante dei Vigili del Fuoco, Paolo Maurizi (“Attività di prevenzione incendi alla luce delle attuali normative con riferimento alle attività industriali, commerciali e del territorio. Stato di attuazione della prevenzione incendi nel vicentino”), cui farà seguito la testimonianza aziendale di Maurizio Zordan, della “Zordan Srl” di Valdagno, incentrata sui vantaggi di una corretta gestione della prevenzione degli incendi.

Seguiranno gli interventi del coordinatore regionale AIAS (Associazione professionale Italiana Ambiente e Sicurezza), Giovanni Galazzo (“Ruolo dell’associazione nell’ambito della prevenzione incendi, sicurezza nel lavoro e tutela ambientale”), del progettista Antonio Guidoni (“Norme di riferimento e qualità della progettazione degli impianti antincendio: idrici, a schiume e a gas”), dell’ingegner Alessandro Zaggia (“Le schiume antincendio AFFF, presentazione e descrizione di questo tipo di schiumogeni”), di un avvocato specialista in materia di sicurezza  (“Responsabilità civili e penali nella prevenzione incendi del committente, del progettista, dell’installatore e del manutentore degli impianti), di un esperto di risk management (“Vantaggi economici di una corretta gestione e prevenzione del rischio incendio”).

Per ulteriori informazioni si prega di contattare il dott. Nicola Sanson Gandin  - cell.  329/4449547.

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AI PAESI BALTICI PIACE L’ORO DEL GOLD & SILVER API GROUP

COMUNICATO STAMPA

APINDUSTRIA VICENZA



AI PAESI BALTICI PIACE L’ORO DEL  GOLD & SILVER API GROUP


Successo del workshop itinerante in Estonia, Lettonia e Lituania organizzato dal Gold & Silver API Group, il consorzio per le esportazioni di Apindustria Vicenza.    Prossimo appuntamento: la fiera di S.Pietroburgo in Russia.


“Una missione importante, impensabile fino a soli tre anni fa, che porterà ad interessanti sviluppi commerciali”.

Così Angelo Ragusa, presidente del Gold &Silver Api Group, consorzio che promuove all’estero le aziende orafe associate ad Apindustria Vicenza, sintetizza i risultati della missione in Estonia, Lettonia e Lituania, che ha visto protagoniste, nei giorni scorsi, dieci aziende del consorzio e le loro collezioni. Queste le imprese che hanno “sfilato” a nord: Aurora srl, Criso Italia srl, D'Orica srl, Eighty One srl, Etern.it srl, Eurosilber snc, Gatto Luciano sas, I Casanova srl, MPM srl, Tradizione Orafa srl.

“L’entrata di questi tre Paesi nell’Unione Europea, a maggio 2004, ha aperto i loro mercati al commercio intracomunitario – prosegue il presidente Ragusa – e ha reso più agevole lo scambio di merci e i viaggi degli imprenditori. Anche questa volta il nostro Consorzio ha fatto da apripista: si è trattato infatti della prima delegazione di imprese orafe in questa area. Abbiamo accettato il rischio e lavorato duramente, soprattutto per l’organizzazione della logistica, visto che i workshop si sono svolti in tre città diverse. I risultati ci sono tutti”. 

Positivi anche i pareri degli imprenditori hanno aderito all’iniziativa. 

“La missione ha avuto un buon successo anche grazie alla collaborazione  di tutti gli attori coinvolti - commenta Mario Faccin, titolare della ditta Eurosilber snc e componente del Consiglio Direttivo del Consorzio – lo staff organizzativo, gli allestitori, la società di trasporti e di sicurezza coordinata da Sped.In. srl, si sono dimostrati all’altezza della situazione. Senza dimenticare il supporto degli uffici ICE di Vilnius, Riga e Tallin che non solo hanno organizzato per nostro conto gli incontri, ma ci hanno fornito anche assistenza in loco con grande precisione  e professionalità”.

“Dopo i Paesi Baltici  - conclude Ragusa – si avvicina la “collettiva” della fiera di San Pietroburgo, in Russia, prevista per gli inizi del 2007, dove torniamo dopo la partecipazione pionieristica dell’anno scorso, che ha dimostrato la bontà della formula adottata dal Consorzio: l’organizzazione, fra i numerosi servizi forniti agli associati, di  “collettive” in tutte le più importanti manifestazioni settoriali nel mondo come Las Vegas, Hong Kong, Mosca, Istanbul, Shenzhen, Dubai, oltre che a Vicenza ed Arezzo”.

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Presentazione "Paura a Parte" di Sebastiano Zanolli

“PAURA A PARTE”.

Sebastiano Zanolli presenta il suo terzo volume al Gruppo Giovani Imprenditori di Apindustria Vicenza.

Appuntamento martedì 7 novembre, ore 19.30, presso la sede associativa di Galleria Crispi 45.


E’ appena uscito, è già esaurito ed è entrato nella classifica de “Il Sole 24 Ore” fra i 12 libri che possono indicare la via della ripresa per il prossimo anno. Stiamo parlando di “Paura a parte” (edizioni “Franco Angeli” per la collana “Trend”)  terzo volume scritto da Sebastiano Zanolli, che sarà presentato dall’autore stesso presso la sede di Apindustria Vicenza in Galleria Crispi 45, a Vicenza, martedì 7 novembre alle ore 19.30.

La presentazione, ad ingresso libero e gratuito, è stata organizzata dal Gruppo Giovani Imprenditori di Apindustria Vicenza,  che conferma così la propria attenzione ai temi proposti da Zanolli e alle problematiche culturali del mondo moderno.

“L’iniziativa  fa parte delle attività culturali che il Gruppo organizza periodicamente  - spiega Nicola Bernardi, presidente del GGI  – e consolida la nostra conoscenza con questo giovane autore vicentino, che ha saputo, anche in questo suo terzo lavoro, mettere in luce i nodi cruciali del tempo in cui viviamo, proponendo un approccio intelligente e capace di trasformare le criticità  e le minacce in positive opportunità”. 



SCHEDA DI PRESENTAZIONE


“PAURA A PARTE”.

Riflessioni e suggerimenti sul lavoro, la vita e la paura  in un mondo precario.


“Paura". Una parola astratta che ognuno concretizza nella propria mente, pensando a qualcosa. Uno stato d'animo che tutti, fin da bambini, abbiamo provato: fa parte integrante di noi. E' un fattore naturale che ci mette in guardia e invia al cervello il segnale di un imminente pericolo.

Sebastiano Zanolli tratta la paura analizzandone i vari tipi, che ci accompagnano più o meno tutti i giorni dal mattino fino a sera.

L'introduzione del suo nuovo libro infatti s'intitola "Dacci oggi una paura quotidiana".

Piccole o grandi ansie, timori e incertezze che proviamo potrebbero essere "tagliate": questo è ciò che Zanolli afferma. E ci invita a considerare quali sono le cause di tali paure, dove le proviamo, come farvi fronte con qualche piccola astuzia.

L'autore riflette sul caos del mondo moderno: ma, in fondo, quale epoca è mai stata priva di dolori e problemi?

Il libro, intitolato "Paura a parte", si legge d'un fiato grazie allo stile semplice e colloquiale che è proprio di Zanolli.

Zanolli "parla" al lettore: lungi dall'essere troppo pedante e noioso, ama coinvolgere e perchè no, convincere chi legge di una sua teoria.


Sebastiano Zanolli  nasce a nel 1964 a Bassano del Grappa (Vi); dopo la laurea in Economia presso l’Università di Cà Foscari, incontra alcune grandi aziende del settore moda nelle quali ha ricoperto  - e ricopre – un ruolo  manageriale.

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LE NUOVE MISURE PER LA LOTTA AL LAVORO NERO

COMUNICATO STAMPA APINDUSTRIA VICENZA

LE NUOVE MISURE PER LA LOTTA AL LAVORO NERO

Mercoledì 11 ottobre, alle ore 15.30, nella sede associativa di Galleria Crispi 45, un incontro organizzato da Apindustria Vicenza.

Relatore:  Michele Monaco, direttore della Direzione provinciale del Lavoro di Vicenza  e Venezia.


La “Manovra bis” comprende una serie di  interventi legislativi che mirano a combattere il lavoro nero e non solo nel settore dell’edilizia.

E’ prevista una nuova disciplina sulla solidarietà nei subappalti, che però attende un decreto ministeriale per entrare in vigore; l’obbligo per le aziende edili di comunicare l’assunzione dei dipendenti il giorno prima dell’inizio del rapporto. Ancora: la nuova legge ha riformulato la cosiddetta  “maxi-sanzione”, con l’obiettivo di colpire le gravi situazioni di lavoro irregolare; infine, l’adempimento rende obbligatoria, dal 1° ottobre, la dotazione di tutti i lavoratori (dipendenti o autonomi) che operano nei cantieri edili di tessere di riconoscimento complete di fotografia, per dar modo di identificare visivamente il personale regolarmente presente sul lavoro.

Sarà Michele Monaco, direttore della Direzione provinciale del Lavoro di Vicenza  e Venezia, l’ospite relatore dell’incontro tecnico che l’Area Sindacale di Apindustria Vicenza ha organizzato con l’obiettivo di far conoscere al mondo dell’impresa tutte le novità e i nuovi obblighi introdotti dalla norma. L’incontro è in calendario per mercoledì 11 ottobre, alle ore 15.30, nella sede associativa di Galleria Crispi 45. L’ingresso libero e gratuito.

Per eventuali informazioni: Area Sindacale Apindustria Vicenza, tel. 0444.232222.

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IVANA VANTIN PRESIDENTE DEL MANDAMENTO DI ARZIGNANO – MONTECCHIO MAGGIORE.

COMUNICATO STAMPA APINDUSTRIA VICENZA 
 

IVANA VANTIN PRESIDENTE DEL MANDAMENTO DI ARZIGNANO – MONTECCHIO MAGGIORE.

L’imprenditrice è subentrata nella carica associativa a Romano Nostrali.


Nuova presidenza per il Mandamento Apindustria Vicenza di Arzignano – Montecchio Maggiore: Ivana Vantin raccoglie il testimone della guida del mandamento - che conta circa 200 aziende associate – dalle mani di Romano Nostrali.

Ivana Vantin è impegnata nell’azienda di famiglia, la “Me.Va.” con sede a Montecchio Maggiore, azienda del settore metalmeccanico, specializzata nella lavorazione meccanica di motori, pompe ed elettropompe.

Al momento della sua elezione, la neopresidente Vantin ha ringraziato, anche a nome di tutto il Consiglio Direttivo, il presidente uscente Nostrali, per l’impegno e la passione profusa in questi anni a favore del mondo della piccola e media industria locale.

“Al centro del mio lavoro - ha affermato la presidente Vantin – ci sarà il rafforzamento del dialogo con la base associativa: è fondamentale, infatti, dare spazio alla voce dell’imprenditoria, capire le reali esigenze delle imprese, favorire utili sinergie fra le aziende. Per questo motivo, daremo vita a diversi occasioni di incontro e scambio di informazioni fra imprenditori, che consentiranno, ne sono convinta, di lavorare in una logica di sistema. Il tutto contando sul lavoro di squadra del consiglio direttivo che ringrazio per la fiducia e che sono certa sarà in grado di fornire il giusto apporto ai progetti che metteremo in campo”.

Il Consiglio Direttivo è così formato: Fabio Crestani, Silvia Zanni,  Stefano Boschetti, Romano Nostrali, Diego Cerato, Giorgio Groppo, Gianluigi Marchetto, Oreste Nardon, Mattia Peotta, Antonio Trevisan. 

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Una Finanziaria da ripensare

COMUNICATO STAMPA  APINDUSTRIA VICENZA “UNA FINANZIARIA  DA RIPENSARE”. Questo il commento di Apindustria Vicenza alla manovra Finanziaria 2007. Il presidente dell’Associazione, Sergio Dalla Verde: “Se saremo costretti, verseremo il TFR direttamente ai nostri dipendenti”.  “Se la manovra prevista sul TFR va avanti, inviteremo le piccole e medie industrie a versarlo direttamente ai dipendenti. Non dimentichiamo che il TFR ha storicamente costituito per le famiglie un fondo di sicurezza per finanziare le proprie spese sulla casa e sugli interventi sanitari. Inoltre, l’anticipato versamento all’INPS sarebbe un ulteriore aggravio nelle disponibilità finanziarie delle pmi che hanno appena cominciato ad uscire dal periodo di crisi degli ultimi cinque anni”.  Questo il primo commento di Sergio Dalla Verde, presidente di Apindustria Vicenza sulla manovra Finanziaria appena presentata dal Governo. “Senza entrare in una disamina puntuale della Finanziaria - prosegue Dalla Verde - che stiamo facendo nelle sedi opportune (nei tavoli di Governo cui partecipa Confapi e negli incontri di Confapi Veneto e Apindustria Vicenza con gli esponenti politici regionali e locali) vediamo che ancora una volta il Governo fa finta di non conoscere la reale struttura del sistema produttivo italiano”. “Noi non chiediamo regali - sottolinea Dalla Verde - chiediamo interventi strategici e strutture pubbliche a sostegno delle PMI, strumenti finanziari, supporti all’internazionalizzazione tarati a favore di chi  sta veramente producendo il PIL del nostro Paese”.  “Per non parlare dell’inasprimento degli Studi di settore, i quali con il limite di 7.500.000 di euro di fatturato coinvolgeranno la quasi totalità delle imprese italiane, per le quali si stabilisce “dall’alto” quanto devono dichiarare. In che situazione si troveranno le aziende più virtuose che risulteranno incongruenti non perché evadono, ma perché assumono e investono in ricerca e sviluppo a scapito dei margini?”   “Anche la riduzione del cuneo fiscale porterà ben poco al sistema delle pmi, poiché queste già occupano prevalentemente personale a tempo indeterminato”.   “Noi chiediamo al Governo  - conclude Dalla Verde - una Finanziaria che rappresenti un coraggioso progetto di sviluppo per il nostro Paese ed in particolare per il nostro sistema industriale”.  
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Convegno: NUOVE NORME SUL RUMORE E IL RISCHIO VIBRAZIONI

COMUNICATO STAMPA

APINDUSTRIA VICENZA



NUOVE NORME SUL RUMORE E IL RISCHIO VIBRAZIONI.

Le novità per le aziende in un incontro organizzato dall’Area Tecnica di Apindustria Vicenza. Appuntamento:  giovedì 28 settembre, alle ore 15, nella sede associativa di Galleria Crispi 45.


Sicurezza sempre in primo piano: con due recenti Decreti Legge, infatti, sono state introdotte importanti novità in tema di sicurezza dei lavoratori, in particolare in merito all’esposizione al rumore e alle vibrazioni.

Infatti, nuovi obblighi in tema di protezione dal rumore entreranno in vigore il 14 dicembre 2006, con il Decreto Legge 195/2006: i titolari ed i responsabili della sicurezza si trovano a dover verificare in queste settimane la propria situazione interna alla luce dei nuovi limiti e delle nuovi disposizioni, attuando, ove necessario, gli interventi necessari per ricondurre la rumorosità degli ambienti di lavoro entro i limiti concessi.

Per quanto riguarda, invece, le vibrazioni, è il Decreto Legge 187/2005 ad aver introdotto l’obbligo, per il datore di lavoro, di valutare il rischio dovuto alla presenza di mansioni che comportino una esposizione dei lavoratori a vibrazioni dannose. Le patologie legate a questo rischio sono in aumento ed è quanto mai opportuno far conoscere ai responsabili della sicurezza in azienda e agli imprenditori quali sono le mansioni potenzialmente a rischio, quale la soglia oltre la quale si deve intervenire, come si deve e si può intervenire secondo la norma.

Per sensibilizzare in tal senso il mondo dell’imprenditoria, l’Area Tecnica di Apindustria Vicenza organizza un  incontro ad hoc, previsto per giovedì 28 settembre, con inizio alle ore 15, nella sede associativa di Galleria Crispi 45.

Sarà Giuseppe Elia, responsabile del Dipartimento Ricerca e Sviluppo di Modulo Uno Spa di Torino e presidente della Commissione Acustica dell’UNI di Milano ad affrontare le tematiche partendo dagli “Obblighi ed aspetti innovativi del nuovo decreto sul rumore (D.Lgs. 195/2006) rispetto alla precedente normativa (D.Lgs. 277/91), passando ai “Problemi applicativi della nuova normativa sul rumore” e approfondendo “Il decreto sul rischio vibrazioni negli ambienti di lavoro: criteri ed orientamenti dopo alcuni mesi di applicazione del D.Lgs. 187/2005.

Largo spazio sarà lasciato alla discussione e ai quesiti da parte del pubblico.

Per ulteriori informazioni: Area Tecnica Apindustria Vicenza,  0444/232227.

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Il pagamento telematico degli F24

comunicato stampa
APINDUSTRIA VICENZA

IL PAGAMENTO TELEMATICO DEGLI F24

Mercoledì 27 settembre un incontro sulle procedura di pagamento introdotta dal Decreto Bersani. Appuntamento alle ore 16, presso la sede associativa di Apindustria Vicenza, Galleria Crispi 45, Vicenza.


Il cosiddetto “Decreto Bersani” ha introdotto, con effetto da ottobre 2006, l’obbligo per i soggetti titolari di partita IVA di effettuare i versamenti con il modello F24 esclusivamente in modalità telematica.

Con l’obiettivo di aggiornare tempestivamente le imprese e gli addetti amministrativi che operano nelle aziende, l’Area Fiscale di Apindustria Vicenza organizza un incontro tecnico che si terrà mercoledì 27 settembre, nella sede associativa di Galleria Crispi 45, alle ore 16.

La disposizione di legge prevede che il modello F24 venga utilizzato esclusivamente per via telematica dal prossimo 1° ottobre e che non sia più possibile utilizzare lo sportello bancario. L’azienda potrà agire in proprio attrezzandosi con postazioni informatiche adeguate.

Nel corso dell’incontro, che sarà tenuto da  Francesco Zuech, funzionario dell’Area Fiscale dell’Associazione, verranno illustrate le soluzioni previste per il rispetto del nuovo adempimento nonché le modalità per ottenere l’abilitazione ai servizi telematici (Internet ed Entratel) offerti dall’Agenzia delle Entrate. Saranno inoltre esposte  le modalità per eseguire autonomamente l’invio delle comunicazione e delle dichiarazioni fiscali (es. comunicazione telematica delle dichiarazioni d’intento, Unico, ecc.).

L’ingresso è libero. Per ulteriori informazioni è possibile contattare il servizio fiscale dell’Associazione (Tel. 0444-232211).

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1° Trofeo Giovani dell'Economia e delle Professioni di Vicenza

COMUNICATO STAMPA
APINDUSTRIA VICENZA


“PRIMO TROFEO GIOVANI DELL’ECONOMIA E DELLE PROFESSIONI DI VICENZA”.

E’ stata presentata oggi l’iniziativa organizzata da otto Gruppi Giovani del mondo associativo economico e delle professioni della provincia di Vicenza. Il torneo di calcetto a cinque si svolgerà sabato 30 settembre, alle ore 14, presso le strutture sportive della Cascina dal Pozzo a Grisignano di Zocco. Rosso, nero, bianco, blu, azzurro, giallo, arancione e verde: non sono i colori dell’arcobaleno ma quelli delle maglie delle otto squadre di calcio (a cinque) formate da altrettanti Gruppi Giovani delle categorie economiche e delle professioni di Vicenza che scenderanno in campo per una sfida sportiva al cardiopalma. Il torneo si terrà sabato 30 settembre, dalle 14 in poi, presso la Cascina dal Pozzo a Grisignano di Zocco e vedrà in azione le squadre formate dai Gruppi Giovani di Apindustria Vicenza, Assindustria Vicenza, Associazione Artigiani, Giovani Avvocati, Commercialisti, Ingegneri Gestionali, Architetti e Confagricoltura Giovani. Oggi, nel corso di una conferenza stampa svoltasi nella sede di Apindustria Vicenza, l’iniziativa è stata presentata dalla viva voce dei vertici delle otto squadre/associazioni, accompagnati da un nutrito gruppo di colleghi consiglieri dei rispettivi direttivi. Erano presenti Nicola Bernardi, presidente del Gruppo Giovani Apindustria Vicenza, Giuseppe Filippi, presidente Gruppo Giovani Imprenditori Assindustria Vicenza, Andrea Nardello, presidente Gruppo Giovani Imprenditori Associazione Artigiani di Vicenza, Umberto Omenetto, presidente Confagricoltura Giovani Vicenza, Michele Magaraggia, tesoriere Associazione Italiana Giovani Avvocati Sez. Vicenza, Alessandro Caldana, presidente Unione Giovani Dottori Commercialisti Sez. Vicenza, Giovanni Nicola Roca, presidente Associazione Giovani Architetti Della Provincia di Vicenza, Nicola Basso, presidente Associazione Dei Laureati Ingegneria Gestionale a Vicenza. Il messaggio lanciato è unanime: per la prima volta a Vicenza - e probabilmente anche in Veneto - otto gruppi giovanili del mondo economico e delle professioni, la giovane classe dirigente del Vicentino, iniziano a costruire una rete di relazioni facendo leva sul gioco di squadra (fondamentale nello sport quanto nell’impresa), con l’obiettivo di intensificare il confronto e la collaborazione per elaborare progettualità innovative che possano recare beneficio al territorio e alla società civile nel suo complesso.
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TORNA A CRESCERE L’ECONOMIA VICENTINA

TORNA A CRESCERE L’ECONOMIA VICENTINA
Il Presidente di Apindustria Vicenza, Sergio Dalla Verde: “Positivi i dati del primo semestre con un fatturato in crescita del 7,6%, gli ordinativi a +6,3% e la produzione a +5,7%. Prevale però la prudenza tra gli imprenditori” Vicenza, 7 settembre 2006 - I risultati relativi al primo semestre del 2006 per il comparto delle medie imprese aderenti ad Apindustria Vicenza sono molto positivi e confermano le attese espresse nella precedente rilevazione effettuata lo scorso gennaio 2006. Sergio Dalla Verde, presidente di Apindustria Vicenza, ha illustrato oggi i dati della Relazione congiunturale di Apindustria Vicenza relativi al primo semestre 2006. Secondo l’indagine il fatturato risulta cresciuto, in questo primo semestre 2006, del 7,6%, mentre in precedenza, nell’indagine svolta sei mesi fa, relativa all’andamento del secondo semestre 2005, ed in quella dell’anno scorso, relativa al primo semestre 2005, erano stati registrati valori del +1,5% e del +2,6%. Anche gli ordinativi, con una variazione del +6,3%, hanno una crescita sensibilmente superiore rispetto a quanto si registrava nelle due precedenti rilevazioni, nelle quali i livelli delle corrispondenti variazioni erano del +0,9% e del +1,4%). La produzione risulta ripartita, registrando una crescita del +5,7%, dopo che, nello scorso semestre, aveva registrato un andamento leggermente negativo (-0,6%) e in quello precedente un andamento positivo (+0,7%) di modesta entità. Questi andamenti positivi sembrano essere attribuibili in prevalenza alla componente interna della domanda, mentre per quanto riguarda i mercati esteri (Ue ed extra-Ue) gli andamenti segnalati dalle imprese risultano maggiormente stazionari. “La ripresa c’è, è evidente – commenta il presidente di Apindustria Vicenza, Sergio Dalla Verde – emerge però una grandissima prudenza degli imprenditori dovuta alla sfiducia nel sistema paese in termini di fiscalità iniqua, inadeguatezza delle infrastrutture, peso della burocrazia che frenano nella competizione internazionale. Chi governa infatti adotta scelte sistematiche senza compiere un’analisi vera del tessuto produttivo. E’ arrivato il momento di cambiare finalmente l’approccio. E’ vergognoso ad esempio il linguaggio automaticamente negativo che viene utilizzato per definire la piccola e media imprenditoria. Si smetta di dire in modo semplicistico che siamo destinati a chiudere perché troppo piccoli, che siamo evasori e che non investiamo in ricerca e sviluppo. Si pensi invece a leggere i dati nei loro dettagli e a declinare le strategie in modo adeguato”. Scendendo nello specifico dei diversi comparti la situazione appare molto positiva per il metalmeccanico, che è l’unico settore nel quale la crescita delle attività (produzione, fatturato ed ordinativi aumentano di circa l’8% rispetto al semestre precedente) è accompagnata anche da un aumento occupazionale di un certo rilievo (+3%). Anche per il legno-mobilio, la chimica-gomma-plastica e per l’aggregato residuale degli altri settori manifatturieri, si registrano variazioni molto positive (comprese fra il +5% ed il +18%) di ordinativi, produzione e fatturato, questa volta però accompagnate da andamenti occupazionali negativi. “Sono le previsioni degli imprenditori intervistati a mostrare prudenza – riprende Dalla Verde - nella maggior parte dei casi infatti si prevede la stazionarietà sia per ordinativi che per produzione. Per quanto riguarda l’occupazione, le previsioni di stazionarietà sono condivise dalla quasi totalità degli intervistati (75%). Inoltre anche la propensione agli investimenti varierà. Lo dimostra il fatto che mentre la quota di imprese che dichiarano di averne effettuati nel corso del primo semestre del 2006 raggiunge il 66% dei casi, rispetto alle prospettive future, si nota un ridimensionamento dell’attività di investimenti e solo il 26% degli intervistati prevede di effettuarne di ulteriori”. Guardando ai settori manifatturieri che continuano a mostrare le maggiori difficoltà nelle attività emergono l’orafo, dove sia gli ordinativi che l’occupazione diminuiscono sensibilmente (quasi del 7% in meno rispetto al semestre precedente) ed il tessile-abbigliamento-calzature, che però, pur non brillando nei risultati, registra significativi miglioramenti rispetto al passato: si evidenzia una leggera ripresa degli ordinativi, che crescono del 4% rispetto al semestre precedente, ed anche le variazioni di produzione e fatturato sono positive, sebbene molto poco sopra lo zero e l’andamento occupazionale risulta di segno negativo, anche se di entità contenuta. “Se osserviamo l’export e facciamo un confronto fra diversi paesi - sottolinea il presidente di Apindustria Vicenza - non è difficile notare che mentre noi quando ci muoviamo all’estero siamo soli con la nostra 24 ore, i colleghi stranieri francesi, tedeschi o norvegesi invece sono accompagnati dalle ambasciate e dalle banche e il più delle volte vengono preceduti da accordi di collaborazione portati avanti a livello governativo. Parlando più in generale del resto - conclude quindi Dalla Verde – il problema concerne anche la tutela del made in Italy. Non è pensabile paragonare il prodotto di qualità delle piccola media impresa che resta nel paese e mantiene il posto ai suoi 50 addetti, con quello delle grandi aziende che vanno in Cina e tornano con un prodotto industriale che comunque viene definito made in Italy”. Gli andamenti positivi di ordinativi, produzione e fatturato riguardano in prevalenza le aziende di media dimensione (nel segmento delle imprese con 10-49 addetti si registrano infatti tassi di variazione di ordinativi, produzione e fatturato superiori al +9%), anche se comunque anche le altre classi dimensionali hanno andamenti abbastanza soddisfacenti. Sia per le più piccole imprese sia per quelle più grandi si registrano variazioni del fatturato superiori al +3%; per quanto riguarda invece ordinativi e produzione, le corrispondenti variazioni sono relativamente più contenute – pur restando positive – nella classe dimensionale fino a 9 addetti, mentre sono positive nelle imprese al di sopra dei 50 addetti. Si segnala una stretta relazione diretta fra l’andamento occupazionale rispetto alla classe dimensionale delle imprese: sono le aziende di dimensione piccola (fino a 10 addetti) a denunciare diminuzioni occupazionali, mentre le imprese di dimensione intermedia o più grande segnalano andamenti occupazionali positivi. Rilevante è il dato che attesta i costi di produzione in aumento nel 58% delle imprese (stessa percentuale rilevata nella precedente indagine congiunturale), mentre i prezzi si adeguano nel 28% delle aziende (contro il 23% della precedente rilevazione). Di conseguenza, l’utile lordo è in crescita nel 19% delle imprese, mentre nel 34% dei casi si registra una contrazione e nel 47% dei casi invece resta invariato. Per quanto riguarda l’occupazione si registra una stasi, con una variazione rispetto al precedente semestre pari al -0,2%, anche se bisogna riconoscere che la situazione è certamente migliorata rispetto allo scorso semestre, nel quale si potevano registrare invece preoccupanti segnali di diminuzione della base occupazionale (-1,5%). Queste tendenze generali non toccano in modo omogeneo tutti i settori che caratterizzano l’universo di imprese aderenti ad Apindustria Vicenza. L’indagine ha preso in esame un campione di 201 imprese associate ad Apindustria Vicenza, che possono vantare un consistente volume d’affari, di poco inferiore ai 780 milioni di euro. Il comparto maggiormente rappresentato è il metalmeccanico, che assorbe quasi il 40% delle imprese intervistate, seguito da oreficeria, chimica-gomma-plastica e tessile-abbigliamento-pelli-cuoio, a cui corrispondono circa il 10% per ciascun settore, legno-mobilio, con il 7% dei casi e servizi con il 6,5%”. Si tratta di imprese collocate, in maggioranza, nelle classi dimensionali comprese tra 10 e 49 addetti (57% dei casi).
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Gli studi di settore pregiudicano il futuro delle PMI

Vicenza, 4 settembre 2006

COMUNICATO STAMPA

APINDUSTRIA VICENZA



GLI STUDI DI SETTORE PREGIUDICANO  IL FUTURO DELLE PMI.

Studi di Settore nel mirino dell’Associazione di categoria vicentina che, attraverso la voce del presidente Sergio Dalla Verde, ne denuncia l’iniquità.


“Siamo al paradosso: è il Fisco a stabilire quanto devono fatturare le imprese. Anziché creare favorevoli condizioni di sviluppo e di maggior competitività per il Sistema Paese,  il Governo “punisce” a priori l’attività imprenditoriale, rendendo ancor più rigidi i famigerati Studi di Settore e penalizzando ulteriormente le piccole e medie aziende”. 

Non usa mezzi termini il presidente di Apindustria Vicenza, Sergio Dalla Verde, nell’attaccare questo particolare strumento che la manovra correttiva di agosto, propagandata come “Decreto liberalizzazioni”, rende ancora più iniquo riducendo la tutela dei contribuenti.

E’ sufficiente, infatti, ai fini dell’applicazione degli Studi di settore, che lo scostamento tra i ricavi richiesti  - per legge  - dal Fisco, senza controllo alcuno sul contribuente e quelli effettivamente realizzati, si verifichi anche per un solo periodo di imposta. Viene così a cadere l’ultima barriera rimasta a difesa delle imprese, ovvero il vincolo che lo scostamento si verifichi almeno in due periodi d’imposta su tre, anche non consecutivi.

“Proseguendo sulla strada già iniziata dal suo predecessore Tremonti – riprende il presidente Dalla Verde – anche Visco ritiene che le imprese debbano produrre ricavi e, quindi, redditi “per legge”, indipendentemente dalle regole che governano l’economia, dalle condizioni esterne e dalle situazioni contingenti che la caratterizzano: le aziende devono fatturare e guadagnare “per forza”, ogni anno, quello che il Fisco stabilirà. Tanto più che le analisi congiunturali degli ultimi anni confermano una generale contrazione degli utili”.

“Non c’è dubbio che gli Studi di Settore siano diventati lo strumento prediletto nella lotta all’evasione. Essi dimostrano però, sul piano concreto, un meccanismo  di difficile, se non impossibile, applicazione, specie in un sistema economico globale soggetto a cambiamenti sempre più rapidi. E’ pressoché impossibile, oggi, “storicizzare” i dati aziendali con l’obiettivo di usarli  a fini fiscali”.   “Nel corso del 2005 – sottolinea Dalla Verde -  l’Area Fiscale dell’Associazione ha condotto una ricerca interna da cui è emersa una situazione allarmante legata alla sempre maggiore pretesa impositiva del Fisco. Risulta, infatti, un problematico incremento del numero dei soggetti non congrui (il 45% del campione considerato) ai parametri dettati dagli Studi e, soprattutto, un preoccupante aumento dei maggiori ricavi richiesti per l’adeguamento, da parte dei contribuenti, allo scopo di evitare un accertamento da parte dell’Amministrazione finanziaria”.

“La stessa nostra confederazione, Confapi, sulla base dei risultati emersi a Vicenza, sta analizzando il fenomeno a livello nazionale, per portare, quanto prima, numeri e dati concreti sui tavoli decisionali dell’Esecutivo”.

“Dalla nostra indagine - sottolinea Dalla Verde - è emerso che gli adeguamenti di ricavi richiesti ora dal Fisco non sono più nella misura delle migliaia di euro, ma nella misura delle decine o centinaia di migliaia di euro, e sono richiesti ad imprese che hanno già pagato le imposte e che non potrebbero sostenere oneri ulteriori, tenuto conto dei risicati margini economici che l’attuale andamento della congiuntura, sebbene in ripresa, consente”.

“Proseguendo su questa strada  - conclude Dalla Verde – il Governo pregiudicherà il futuro stesso delle PMI, quei quasi quattro milioni di imprese con ricavi inferiori ai 5 milioni di euro, quelle stesse aziende che costituiscono il vero punto di forza dell’economia italiana e che, per oltre un decennio, hanno avuto la capacità di assorbire la manodopera proveniente dalla continua emorragia di posti di lavoro che, tuttora, caratterizza invece la grande impresa nazionale. Questo, aggiunto alla mai dimenticata questione IRAP, conferma una ingiusta impostazione della politica fiscale in Italia, che anziché premiare, penalizza le aziende che investono per ristrutturarsi, che assumono personale e che rafforzano le sedi in Italia, non delocalizzando. Chiediamo quindi al Governo una maggior attenzione rispetto al reale sistema produttivo italiano, che vede il 99.4 % delle aziende con meno di 50 dipendenti”. 

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INTERNAZIONALIZZARE - CON ETICA - IN RUSSIA E IN TURCHIA

COMUNICATO STAMPA

APINDUSTRIA VICENZA


INTERNAZIONALIZZARE  - CON ETICA - IN RUSSIA E IN TURCHIA

Due giornate di formazione per gli imprenditori interessati a questi due Paesi ricchi di opportunità di business.

Gli incontri, organizzati da Apindustria Vicenza, con il Ministero dello Sviluppo Economico e le società KPMG e Logos, hanno visto la presentazione delle Linee Guida OCSE.


Russia e Turchia sono due Paesi di particolare interesse per le opportunità di business a disposizione delle piccole e medie imprese venete. Oggi però la chiave di volta per internazionalizzare in modo etico è ricorrere ad un approccio “socialmente responsabile”: è questa infatti la nuova frontiera approfondita in occasione di due seminari organizzati da Apindustria Vicenza in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico, Punto di Contatto Nazionale e le società di consulenza Kpmg e Logos.

Due incontri che confermano, se ce ne fosse bisogno, l’impegno in prima linea dell’Associazione di categoria vicentina, fra le prime in Italia ad aver prestato attenzione alle tematiche e alle pratiche di Responsabilità Sociale d’impresa, che oggi rappresentano, soprattutto per le piccole e medie industrie, uno dei principali valori strategici intangibili con cui poter competere nei mercati internazionali.

Russa e Turchia sono stati presentati, rispettivamente, dal prof. Paolo Del Debbio e da Martine Jamous, esperta dell’area medio-orientale: i docenti, con dovizia di dati e  approfondimenti sulla storia politica, sociale ed economica dei Paesi oggetto di studio hanno messo in luce  prospettive e nodi critici.

Gian Andrea Chiavegatti, avvocato, presidente della “Camera Internazionale Triveneta” e della “Fondazione Conoscere l’Eurasia”, ha fornito un quadro ricco di informazioni tecniche incentrato sull’impianto giuridico locale, il diritto societario, le normative e le agevolazioni fiscali, le “aree economiche speciali”, la tutela della proprietà intellettuale, la gestione dei contenziosi. 

Ma il clou degli incontri è stato l’approfondimento dedicato alle Linee Guida OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), svolto da Elena Toselli e Francesca Mariani del Ministero per lo Sviluppo Economico, Punto di Contatto Nazionale, che ne hanno descritto gli obiettivi. Le linee guida, infatti, rappresentano una griglia di riferimento utile alle imprese multinazionali nell’acquisizione di una cultura manageriale ed imprenditoriale tesa ad assicurare che le operazioni delle aziende siano in armonia con le politiche dei governi locali. Su questa base, le Linee Guida mirano a rafforzare la fiducia reciproca fra le imprese e le società civili in cui esercitano le loro attività, per contribuire a migliorare il clima degli investimenti esteri e ad aumentare il contributo delle imprese multinazionali allo sviluppo sostenibile.

Antonio Candotti di KPMG, società di servizi professionali per le aziende, ha focalizzato l’attenzione sulla possibilità concreta che le imprese hanno a disposizione, attraverso l’adozione di “buone pratiche” socialmente responsabili, di incrementare il vantaggio competitivo, creare valore nei processi di internazionalizzazione e contribuire così allo sviluppo economico sostenibile  del Paese in cui operano. 

Le conclusioni sono state affidate a Patrizia Baratto di Logos, società che opera nel campo delle risorse umane e della formazione, che si è soffermata, in entrambi i seminari,  sull’importanza della conoscenza del contesto operativo e degli attori locali e sull’adozione di pratiche commerciali responsabili a tutto vantaggio della crescita  - “diffusa” e sostenibile al contempo – dell’azienda e del sistema Paese.

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TORNA “MODA IN VILLA”.

TORNA “MODA IN VILLA”.

A Villa Cordellina Lombardi a Montecchio Maggiore la sfilata di gioielli e moda organizzata da Uniontessile e Unionorafi di Apindustria Vicenza. Appuntamento martedì 12 settembre 2006.  


Tornano a brillare i marchi più fashion del “Made in Vicenza” per l’abbigliamento e i gioielli: “Moda in Villa”, evento che coniuga due delle produzioni di punta della provincia vicentina, l’oro e la moda, sarà l’occasione per vedere in anteprima cosa indosseremo la prossima stagione autunno inverno 2006-2007.    

La sera del 12 settembre, alle ore 21, saranno Silvia Ceccon, reduce dalla Russia dove è stata la testimonial per un’importante azienda di cucine e Davide Fiore, poliedrico artista che si è dato, negli ultimi mesi, anche al cinema, a presentare la manifestazione di moda e gioielli, giunta ormai alla decima edizione (ingresso su invito).

Un evento consolidato e sempre vivace, grazie alle categorie Uniontessile e Unionorafi di Apindustria Vicenza, fattive promotrici dell’evento e al concreto supporto di numerosi Enti  - Regione Veneto, Provincia di Vicenza, Camera di Commercio di Vicenza, Ente Fiera - e due sponsor, TIM ed Estetika Life. 

A sfilare, quest’anno, saranno i nomi più prestigiosi della moda femminile e maschile della provincia vicentina e alcuni fra i marchi più interessanti ed originali per quanto riguarda la gioielleria.

Si partirà dunque con ”Lins Pelliccerie” che presenterà pellicce giovanili e colorate, maculati, visoni e cincillà,  poi sarà la volta di “Pal Zileri”, con una moda uomo giovane e aggressiva, ma anche i gessati e la cerimonia, a “Marly’s” l’onore di vestire la donna, in modo elegante, giovane e sempre raffinato, mentre con “Cristiano di Thiene” potremo apprezzare la linea sportiva PAN, ovvero quella delle Frecce Tricolori, ma anche i montoni shearling per donna e uomo. L’intimo raffinato e seducente sarà quello di “Nicoletta Lingerie”, che fonderà le sue creazioni con quelle di alta gioielleria di “Metalorafa”.

Introdotto così l’universo del gioiello, si avvicenderanno sulla passerella  “Vezzaro”, con pezzi importantissimi per una donna raffinata, “Giante”, con parure lavorate elegantemente a mano, “Linea Italia”, che ha fuso  vetro di murano e oro, “Eddie Manzardo”, con metalli satinati, pietre dure e diamanti, “Aurifex” con  metalli colorati e pietre preziose.

La serata si prospetta ricca e sarà ancor più carica di suggestioni grazie a due particolari interventi artistici: il gruppo “Materia Viva” di Roma si esibirà in una sequenza di coreografie su trampoli e alcune performance con il fuoco, mentre i balletti della compagnia “Centro Idea Danza”, diretto da Sabrina Brotto e Cristina Matteazzi daranno vita a intermezzi spettacolari grazie anche alla partecipazione di Samuele Peron, provetto ballerino conosciuto attraverso lo spettacolo televisivo “Ballando con le stelle “ di Rai 1, che danzerà con la compagnia di Sandrigo.

La regia della serata sarà affidata a Faschion Lady di Sarcedo mentre l’organizzazione artistica è curata da Giancarlo Minchio.

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ABOLIAMO I “CONTRATTI DI SOGGIORNO”.

Vicenza, 4 agosto 2006

COMUNICATO STAMPA

APINDUSTRIA VICENZA


ABOLIAMO I “CONTRATTI DI SOGGIORNO”.

Filippo De Marchi, componente di Giunta di Apindustria Vicenza con delega alle relazioni industriali, prende posizione contro l’ennesimo adempimento inutile. La proposta: superare il meccanismo dei flussi annuali di permessi ai lavoratori extracomunitari e istituire un ticket sugli ingressi.  


“Se si vuole veramente razionalizzare la gestione degli ingressi dei lavoratori extracomunitari, occorre una decisa sterzata: il meccanismo basato sui flussi annuali ormai ha fatto il suo tempo, gli ingressi vanno svincolati da una aprioristica valutazione quantitativa e devono essere concessi quando si basano su concrete, autentiche e preferibilmente qualificate offerte di lavoro”.

Così Filippo De Marchi, componente di Giunta di presidenza di Apindustria Vicenza con delega alle relazioni industriali, introduce la proposta dell’Associazione per arrivare ad una nuova formula di ingresso dei lavoratori extracomunitari.

“E’ arrivato il momento - prosegue De Marchi – di smetterla di pensare che i problemi dell’immigrazione si possano “aggirare” rendendo più complicata la vita delle imprese che assumono gli immigrati, come è stato fatto con l’introduzione dei cosiddetti “contratti di soggiorno”, che aumentano gli oneri burocratici per le imprese, ingolfano gli uffici preposti ai controlli e non aggiungono nulla di sostanziale alla tutela dei lavoratori immigrati - i cui diritti, come la garanzia dell’alloggio, sono chiaramente previsti dalla legge, a prescindere da quello che ci può essere scritto in un contratto di lavoro”.

“Si dovrebbe, piuttosto favorire – prosegue De Marchi - la conversione in permesso di lavoro dei permessi rilasciati ad altro titolo, specie nel caso di ingressi avvenuti per il compimento di corsi regolari di studio, abbandonando l’ipocrisia di ingressi per lavoro richiesti per lavoratori “formalmente” non presenti sul suolo italiano, che si traducono in sanatorie a carattere ciclico”.

“Se poi, come è stato anche detto, c’è un “problema di risorse”, ovvero non ci sono soldi per il funzionamento degli sportelli unici, allora che si prenda in considerazione l’introduzione di un “ticket” ragionevole a carico delle aziende che richiederanno l’autorizzazione, che sarebbero certamente ben disposte a pagarlo, in cambio di un percorso amministrativo rapido e sicuro. Meglio quello che forme surrettizie e poco trasparenti di garanzia, come quella dello “sponsor”, di cui si è ventilato il ripristino”.

“Con questo non vogliamo dire che tutta la Bossi-Fini sia da buttare  - conclude De Marchi - anzi, è una norma che ha cercato di coniugare le esigenze imprenditoriali con la necessaria tutela della sicurezza. Se però si vogliono aiutare le imprese a crescere, dobbiamo consentire che si reperisca il personale qualificato anche attingendo dall’estero, incentivando il meccanismo della formazione nei paesi di origine (che garantirebbe anche una maggiore selettività negli ingressi) e favorendo una maggior integrazione degli stranieri nella nostra società, attraverso i ricongiungimenti familiari”.

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Conexport Apindustria Vicenza riscuote successo in Russia


COMUNICATO STAMPA
APINDUSTRIA VICENZA

 

CONEXPORT APINDUSTRIA VICENZA RISCUOTE SUCCESSO IN RUSSIA.

Conclusa una missione commerciale a Ekaterinburg e Novosibirsk che ha visto protagoniste sei aziende del settore metalmeccanico.

 

Più di cento contatti fra imprenditori, con visite aziendali in loco e interessanti opportunità produttive e commerciali per le imprese vicentine.

E’ questo l’incoraggiante risultato della missione in Russia, svoltasi in due tappe, a Ekaterinburg e Novosibirsk, organizzata da Conexport Apindustria Vicenza, il consorzio per le esportazioni dell’associazione di categoria, in collaborazione con l’ICE. 

“Una missione che conferma – ha detto il neo presidente del Consorzio,  Luigi Benincà, che vi ha partecipato in veste istituzionale ma anche come titolare della “Automatismi Benincà” – la necessità di sostenere, in modo concreto e con strumenti adeguati, le piccole e medie industrie nella ricerca di nuovi mercati, accompagnandole, dopo una attenta selezione, sui mercati che hanno le caratteristiche più confacenti allo sviluppo del loro business. Così è per la Russia che,  grazie anche alla ripresa degli investimenti interni, sta conoscendo un significativo aumento delle vendite di beni strumentali e di macchinari”. 

Una strategia, questa, che il presidente Benincà si è posto fin dall’inizio del suo mandato, rafforzando ancor di più l’attività del consorzio e dell’Associazione stessa a sostegno dei processi di internazionalizzazione delle pmi. 

“Abbiamo potuto toccare con mano  - riprende Benincà - la realtà di un Paese con un’economia che sta facendo passi da gigante e che dimostra particolare interesse per i  prodotti di meccanica strumentale targati Made In Italy  (l’Italia è fra i primi fornitori del mercato russo, dopo la Germania), che presentano quelle caratteristiche di qualità ed affidabilità tali da rappresentare l’eccellenza”.

“Le aziende che hanno preso parte alla missione presentando le loro produzioni di punta (“Neline” con valvole per gas e petrolio, “Power System” con i compressori, “Rizzato Inox” con raccorderie e valvole in acciaio inox, “3F Ingranaggi” che produce gruppi riduttori ed ingranaggi,  “Automatismi Benincà”, specializzato in automatismi per serrande e portoni e “Bamstil”, mobili metallici) hanno potuto intessere numerosi nuovi contatti con ottime prospettive commerciali e di collaborazione con aziende locali”.

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Christian Frighetto nuovo Presidente UNITAL

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APINDUSTRIA VICENZA


CHRISTIAN FRIGHETTO NUOVO PRESIDENTE UNITAL

Il giovane imprenditore di Bassano guiderà la categoria che rappresenta oltre 70 aziende del settore legno-mobile di Apindustria  Vicenza. 


Renzo Guderzo (Fabbrica Mobili) passa il testimone della presidenza UNITAL (Unione Italiana Arredo Legno) provinciale a Christian Frighetto (Frighetto Mobili), giovane imprenditore di Bassano, titolare dell’azienda che opera nel campo del mobile d’arte e nel mobile moderno con il marchio “Mybio”.

Christian Frighetto ha 32 anni, ma vanta già una lunga esperienza in ambito associativo, come componente del consiglio direttivo del mandamento Apindustria Vicenza di Bassano del Grappa e del Consorzio del mobile d’arte del bassanese.

“Lascio il mio incarico presidenziale (ma resto nel consiglio direttivo!),  per poter seguire al meglio l’azienda che sta conoscendo una forte crescita soprattutto nei mercati esteri – ha detto il presidente uscente, Guderzo  - sono certo che Frighetto saprà portare avanti con brillantezza e determinazione il lavoro fino a qui svolto, grazie anche allo spirito collaborativo  che si respira nel Consiglio Direttivo”.

“Lavoreremo in forte sinergia su progetti condivisi - ha sottolineato il neo presidente Frighetto -  e questo sia per quanto riguarda il nostro settore, sia per quanto riguarda un più ampio confronto con tutti gli associati sui temi di interesse comune e ritenuti di rilevanza strategica per lo  sviluppo delle nostre imprese e la crescita del territorio”.

“L’obiettivo principale del nostro lavoro – ha proseguito Frighetto - sarà quello di rafforzare la nostra presenza nel bassanese, facendo conoscere le attività e le iniziative che l’Associazione svolge a favore delle imprese”.

Il Consiglio Direttivo della categoria UNITAL esce rinnovato con l’ingresso di Andrea Cervo (Lamellierholz) nominato anche vicepresidente, che si aggiunge alla squadra formata da   Ombretta Zulian (Clips), Giuliano Sbabo (Sbabo Cucine), Corrado Saugo (Al Planet), Maurizio Zordan (Zordan), Danilo Bordignon (Bordignon Danilo), Renzo Guderzo (Fabbrica Mobili), Girolamo Ongaro (Ongaro Serrarredamenti), Giovanni Visintin Bonomo (Visintin Bonomo Giovanni), Leonardo Leodari (Leodari Pubblicità) e, naturalmente, il neo-presidente Frighetto.


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Unionorafi in assemblea, si parlerà di antiriciclaggio

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APINDUSTRIA VICENZA


Unionorafi IN ASSEMBLEA. SI PARLERA’ ANCHE DI ANTIRICICLAGGIO.

Giovedì 6 luglio, alle ore 17, nella sede di Apindustria Vicenza, l’appuntamento per le oltre 200 aziende della categoria. Claudio Tomassini, direttore di Confedorafi, parlerà delle criticità delle nuova legge sull’antiriciclaggio.  


La categoria Unionorafi Apindustria Vicenza, che conta oltre 200 piccole medie imprese del settore, si raccoglie in assemblea giovedì 6 luglio, alle 17, nella sede associativa di Galleria Crispi 45.

Sarà l’occasione per fare  il punto della situazione, ma anche per affrontare un approfondimento sulla nuova normativa antiriciclaggio.

“Una legge che, entrata in vigore il 22 aprile scorso, sta creando non pochi problemi alle imprese - sottolinea il presidente Tranquillo Loison, alla guida oltre che della categoria provinciale, anche di quella nazionale, Unionorafi  Confapi.

“Come categoria  - prosegue Loison - condividiamo pienamente le finalità della legge, cioè contrastare le attività illecite, ma  così come è formulata, la norma presenta per le piccole e medie imprese sia costi pesanti in termini economici e burocratici, sia oggettive difficoltà applicative, soprattutto perché non tiene presente che il 70% del nostro fatturato deriva da commercio con l’estero per il quale la normativa non dà soluzioni adeguate”. 

“La nuova legge - spiega Loison  -  è ricalcata su quella a suo tempo emanata per le banche e pertanto risulta molto difficile poterla trasporre nella concreta realtà del settore che, lo ricordiamo, è l’unico comparto produttivo coinvolto. Non dimentichiamo inoltre che  la direttiva europea alla quale la legge fa riferimento, è di più facile attuazione e più logica: si occupa solo delle operazioni di vendita diretta e pagamento in contanti”.

 “L’Assemblea di categoria - prosegue Loison – ci sembra l’occasione più adeguata per far conoscere agli imprenditori questa normativa: sarà Claudio Tomassini, direttore di Confedorafi  e uno dei maggiori esperti italiani di normative del settore orafo, ad illustrarne, nel corso dell’assemblea, le novità,  ma anche i punti di debolezza e di criticità”. 

“Tutte le associazioni nazionali del settore orafo, gioielliero ed argentiero, congiuntamente e in maniera unanime, hanno già espresso forte preoccupazione: abbiamo chiesto ai Ministri competenti una proroga ed una modifica normativa e all'Ufficio Italiano dei Cambi di fornirci dei precisi chiarimenti operativi. Confidiamo che si possa procedere a queste azioni in tempi brevi perché il problema delle imprese è urgente. Gli imprenditori devono poter continuare a fare il loro mestiere e non possono trasformarsi in burocrati: in particolare, tutti i colleghi lamentano come questa norma non tenga conto della documentazione contabile e fiscale che già le imprese conservano anche ai fini di eventuali controlli”.

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COMPETITIVITA’ E CONOSCENZA, incontro approfondimento Mandamento Thiene

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APINDUSTRIA VICENZA



COMPETITIVITA’ E CONOSCENZA

Un incontro di approfondimento, organizzato dal mandamento Apindustria Vicenza di Thiene, sui temi del credito e della finanza aziendale.

Appuntamento lunedì 3 luglio, ore 18.30, presso il Patronato ACLI di Breganze (Piazza Mazzini 42).


“La gestione finanziaria aziendale e i rapporti con gli istituti di credito sono cruciali per la crescita dell’impresa. Per questo motivo, sentiamo il bisogno di confrontarci fra noi imprenditori e con gli esperti dell’Associazione, per poter conoscere meglio le possibilità e i servizi offerti da Concredit Veneto, il consorzio fidi regionale per le pmi e da Nord Est Finanza, la società per la finanza agevolata dell’Associazione”.

Così Luigi Benincà, presidente del mandamento Apindustria Vicenza di Thiene, presenta il tema dell’incontro organizzato dal consiglio direttivo del mandamento stesso per  lunedì 3 luglio, alle ore 18.30.

La sede sarà  la sala “Meridiana” del Patronato ACLI di Breganze, in piazza Mazzini 42, l’ingresso è libero e gratuito.

Ad affrontare questi aspetti saranno Francesca Costa, dell’Ufficio Fidi di Concredit Veneto, che illustrerà il funzionamento del consorzio e i vantaggi che le imprese possono ottenere attraverso il consorzio fidi nei rapporti con le banche e Barbara Rossi, di Nord Est Finanza, che presenterà l’attività della società per la finanza agevolata di Apindustria Vicenza e gli strumenti innovativi a disposizione delle aziende associate.

Per ulteriori informazioni: Apindustria Vicenza, sede di Schio:  0445-576358. 

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Luigi Benincà alla guida di Conexport Apindustria Vicenza

LUIGI BENINCA’ ALLA GUIDA DI CONEXPORT APINDUSTRIA VICENZARinnovo di cariche per il Consorzio per le esportazioni dell’associazione di categoria vicentina: eletti il nuovo presidente, il vice-presidente e il Consiglio direttivo per il prossimo triennio.   Conexport Apindustria Vicenza, il consorzio per le esportazioni dell’associazione di categoria vicentina sarà guidato, per il prossimo triennio, da Luigi Benincà  - presidente della “Automatismi Benincà” di Sandrigo -  che raccoglie il testimone dalla mani di Antonio Zonta, cui è andato il ringraziamento dell’assemblea per grande impegno profuso in questi due mandati di presidenza da lui condotti. Un rinnovo di cariche estremamente significativo, che ha riguardato, oltre alla presidenza, anche la vicepresidenza, affidata a Andrea Cozza (Tam & Company) e il Consiglio Direttivo.   Questa la nuova “formazione”: Mario Balza (New Chemicals), Sante Faresin (Faresin), Dario Loison (Dolciaria A. Loison), Lorena Piazza (Officine Piazza), Giuliano Sbabo (Sbabo Cucine), Ivo Spanevello (Vecotex), Antonio Trevisan (Carrellificio Vicentino).  “Il nuovo gruppo dirigente  - ha spiegato il neoeletto presidente Benincà – intende dare rappresentanza a tutte le categorie economiche associative che hanno manifestato interesse e propensione per i processi di internazionalizzazione. Oggi, infatti, l’impresa, di qualsiasi dimensione, deve tenere conto della globalizzazione e dei radicali cambiamenti del mercato avvenuti in questi 5 -7 anni. Ecco che il Consorzio  sarà il riferimento fondamentale per le imprese, di tutte le categorie, che vogliono intessere nuove relazioni commerciali ma anche di partnership con imprese di tutto il mondo, sia dentro i confini europei che con realtà produttive dei paesi e dei continenti che stanno conoscendo una grande espansione economica”.  A questo scopo è pronto un programma operativo di tutto rispetto, con attività ed iniziative che già nel 2005 hanno dimostrato di funzionare, creando ritorni concreti in termini di contatti e nascita di nuove opportunità di business. Basti pensare alle missioni all’estero e agli incontri tecnici che, nel 2005, hanno coinvolto oltre 70 aziende, mentre il 2006 vedrà l’apertura di una sede di rappresentanza del consorzio in Albania, a Tirana, e l’approfondimento della conoscenza diretta del mercato russo, con la realizzazione di una missione a Novosibirsk e Ekateriniburg, a fine mese, che  coinvolgerà otto aziende del settore metalmeccanico. “Non solo: intendiamo procedere nella creazione di strumenti di comunicazione – prosegue Benincà - che possano dare sostegno e visibilità alla nostra identità di gruppo: come la creazione di cataloghi generali per ogni categoria dei soci di Conexport e quella di un calendario ragionato e sintetico contenente le iniziative messe in campo da noi ma anche le opportunità offerte da Enti che si occupano di favorire l’internazionalizzazione del nostro sistema economico”.  “Credo che l’Associazione, attraverso il Consorzio stesso – conclude Benincà - ribadisca una priorità fondamentale: dare voce e corpo alle esigenze di internazionalizzazione delle imprese, fornendo servizi mirati che rispondono in modo personalizzato alle caratteristiche delle piccole e medie industrie che noi rappresentiamo in modo esclusivo”.  “Con unico grande obiettivo: portare il Conexport a numeri ancor più significativi, facendolo diventare un vero e proprio motore propulsivo di nuovo business e di crescita per le imprese consorziate”.    
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Consorzio del Mobile d'Arte di Bassano, Show Room in Russia

CONSORZIO DEL MOBILE D’ARTE DI BASSANO: SHOW ROOM IN RUSSIA E SUCCESSO AL SALONE DEL MOBILE DI MILANO. Il presidente del consorzio, Giovanni Visintin Bonomo, fa il punto su alcuni progetti in corso a favore dell’internazionalizzazione delle imprese. Il “Consorzio del Mobile d’arte del Bassanese” apre all’internazionalizzazione e lo fa alla grande: è in corso di realizzazione, infatti, una importante show room in Russia, a San Pietroburgo, che rappresenterà la prima testa di ponte, per il Consorzio e le dodici aziende aderenti, per entrare in un mercato dalle enormi potenzialità, estremamente attento a tutto ciò che è “made in Italy”. Ma un modo per affermare e far conoscere il prodotto “mobile d’arte” è anche la partecipazione a fiere di settore: per questo, il Consorzio ha deciso, nei mesi scorsi, di investire per essere presente ad un evento che si pone come uno dei più importanti al mondo, in quanto a vetrina dell’”Italian Style”: il Salone del Mobile di Milano. E vi ha partecipato in modo intelligente, con uno spazio ed un allestimento studiati per catturare l’attenzione dei visitatori (oltre 220 mila, di cui 122 mila stranieri) e mettere in luce il prodotto e le caratteristiche delle singole aziende partecipanti. “Stiamo perseguendo una strategia di internazionalizzazione del consorzio - spiega Giovanni Visintin Bonomo, presidente del consorzio dal 2001 - che si basa su una politica di consolidamento del marchio, del marketing e della comunicazione, punta sull’ampliamento dei mercati di riferimento e sulla valorizzazione del vero valore aggiunto delle nostre produzioni: identità e tradizione storica, qualità ineccepibile, capacità di cogliere il gusto del cliente e rispondervi con la massima rapidità”. “Proprio per quest’ultimo aspetto, la struttura “a rete” del distretto è stata la risposta giusta che ci ha consentito di essere più competitivi e di poter far fronte alla durissima concorrenza che c’è nel mercato globale, posizionandoci nella fascia alta e di lusso”. “Fare squadra, in questo caso - prosegue Visintin Bonomo - non è affatto un’espressione di circostanza: il “Progetto Palladio”, infatti, all’interno del quale si colloca l’apertura della show room a S. Pietroburgo, è frutto della collaborazione fra il Consorzio del mobile d’arte, Apindustria Vicenza e la Regione Veneto. Ora tocca al prossimo appuntamento: apertura della show room a Mosca”. Un piano di sviluppo sul fronte dell’internazionalizzazione che ribadisce la bontà della scelta fatta nel 2001, anno di nascita del consorzio, quando si diede avvio a questa significativa realtà aggregativa di aziende alla ricerca di nuove forme di sviluppo e crescita imprenditoriale.
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Gold & Silver Api Group sempre più internazionale

GOLD & SILVER API GROUP SEMPRE PIÙ INTERNAZIONALEAngelo Ragusa, presidente del Consorzio, presenta l’attività dei primi sei mesi dell’anno. Russia, Cina, Turchia, Polonia, Ucraina, U.S.A.: viaggi senza frontiere per il Gold & Silver API Group, il consorzio per la promozione delle imprese orafe associate ad Apindustria Vicenza, che in questi primi sei mesi dell’anno ha mantenuto intensi ritmi dettati da un calendario di missioni all’estero fra i più vivaci che si ricordino. Un’attività che lo staff del Consorzio organizza in modo sistematico, ben consapevole che solo così si può consolidare la presenza delle PMI vicentine del settore nei mercati acquisiti, ma anche ampliare gli orizzonti commerciali in mercati ancora inesplorati. “L’anno è iniziato con un nostro “debutto”  alla fiera di San Pietroburgo - sottolinea Angelo Ragusa, presidente del Consorzio  - dove tre imprese associate (“Aurora”, “Eighty One” e “Sinico Walter”)  hanno svolto il ruolo di “pionieri” per altri imprenditori consorziati”. “La Russia si presenta come un mercato particolarmente interessante – prosegue Ragusa - anche se difficile da avvicinare e con costi proibitivi, dovuti, per esempio, alle spese di spedizione del campionario. Tuttavia, è nostra intenzione continuare a cercare nuove modalità di ingresso in questo mercato, che siano anche in alternativa a quelle proposte dall’ICE o da altri Enti”. “In una logica di consolidamento  - spiega Ragusa – è andata la partecipazione di diverse delegazioni di imprenditori alla fiera Amberif in Polonia e di Istanbul in Turchia. E’appena rientrato da Kiev, invece, il gruppo che ha testato per la prima volta la manifestazione ucraina: “Eighty One”, “Gold Silver di Chiarello”, “Lanza Franco”, “M.P.M. di Gobbato Enzo” e “Sinico Walter” sono le imprese che hanno avuto il coraggio di avvicinarsi a questo nuovo mercato”. Il Consorzio dimostra di essere un strumento di supporto alle imprese non solo nella fase organizzativa, ma anche nella parte pratica, preparando tutta la documentazione relativa alle operazioni doganali, ottimizzando i costi, come la standistica e l’interpretariato e consentendo, in questo modo, di mettere in calendario più missioni. “Attenzione particolare - conclude Ragusa - anche all’aspetto estetico: è stato organizzato, grazie all’intervento di Unionorafi Apindustria Vicenza, un corso pratico- operativo di vetrinistica di base molto apprezzato ed utile per i nostri associati. L’esperienza verrà ripetuta a breve”. E infine il prossimo viaggio: gli Usa attendono il Gold & Silver API Group con la partecipazione alla fiera JCK di Las Vegas di giugno.
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XXI Edizione del Premio "Apindustria Silvio Sbabo"

COMUNICATO STAMPA APINDUSTRIA VICENZA  XXI EDIZIONE DEL  PREMIO “APINDUSTRIA SILVIO SBABO” Venerdì 26 maggio, alle ore 10, si terranno le premiazioni, presso la Sala Ridotto “G.Calendoli”, del Teatro Civico di Schio.   
Ventunesima edizione del Premio “Apindustria Silvio Sbabo”: protagoniste, nella consolidata formula che vede una stretta collaborazione fra scuole e imprese, saranno gli istituti tecnici superiori della provincia di Vicenza, invitati, quest'anno, a presentare i propri progetti per la realizzazione di un innovativo distributore oleodinamico per la salita, l’arresto e la discesa del cassone ribaltabile nei veicoli industriali. In gara, gruppi di studenti di questi istituti: “ITI Silvio De Pretto” di Schio, ”ITI Enrico Fermi” di Bassano, “IPSIA   Fedele Lampertico” di Vicenza e ”IPSIA Leonardo Da Vinci” di Noventa Vicentina. La cerimonia di premiazione si terrà venerdì 26 maggio alle ore 10, presso la Sala del Ridotto “G. Calendoli” del Teatro Civico di Schio. Il premio è ormai un consolidato punto di riferimento per  le scuole tecniche superiori della provincia e per le aziende metalmeccaniche vicentine in quanto fornisce l’occasione per preziosi momenti di scambio e di esperienze dedicate ai giovani che si avvicinano al mondo dell’impresa attraverso uno dei temi più importanti per l’azienda di oggi, cioè l’innovazione e la ricerca. La manifestazione è organizzata dalla categoria Unionmeccanica Apindustria Vicenza e si svolge con il patrocinio della Provincia di Vicenza e il contributo della Camera di Commercio di Vicenza, della Banca dell'Artigianato e dell'Industria e della Sisma spa.
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Assemblea Mandamento Vicenza Città

Vicenza, 16 maggio 2005

 

APINDUSTRIA VICENZA

ASSEMBLEA MANDAMENTO VICENZA CITTA’

 

PIU’ FAR WEST O PIU’ SICUREZZA? LA NUOVA LEGGE SULLA LEGITTIMA DIFESA.

Il mandamento associativo di Vicenza città organizza un incontro dedicato alla nuova legge. Ospiti: Paolo Pecori, sostituto procuratore della Repubblica e Lucio Zarantonello, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Vicenza.  Appuntamento: giovedì 18 maggio, ore 19, presso il Jolly Hotel Tiepolo di Vicenza.

 

“Un  tema  molto dibattuto, forse ancora poco conosciuto e, pertanto, degno di essere approfondito. Per questo abbiamo organizzato questo incontro, dal titolo, se volete un po’ provocatorio, che, siamo certi, sarà di estremo interesse per gli imprenditori e i cittadini tutti”.

Enrico Dall’Osto, presidente del mandamento Apindustria Vicenza della città, presenta così l’incontro in calendario per giovedì 18 maggio, con inizio alle ore 19, presso la sala convegni del Jolly Hotel Tiepolo a Vicenza.

Il titolo, “Piu’ Far West o piu’ sicurezza? La nuova legge sulla legittima difesa”, non lascia adito a dubbi; a parlarne diffusamente saranno il sostituto procuratore della Repubblica, Paolo Pecori e Lucio Zarantonello, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Vicenza.

La giornata del 18 maggio è importante per il Mandamento associativo: l’incontro si tiene, infatti, subito dopo l’Assemblea privata del mandamento, che conta circa 400 imprese appartenenti a tutti i comparti produttivi più significativi della provincia.

“Sarà l’occasione – conclude il presidente Dall’Osto – per fare il punto della situazione, confrontarci su programmi ed attività future, sulle difficoltà ma anche sulle opportunità che, come imprenditori, viviamo quotidianamente attraverso il confronto con il mercato. Partendo da un dato incoraggiante: ci sono segnali di fiducia, la congiuntura sembra indicare una clima di ripresa, le nostre imprese, seppur con cautela, sono ottimiste. Quindi, ci auguriamo si creino quelle condizioni di contesto, in termini di stabilità e progetti di politica industriale, su cui fondare  lo sviluppo delle nostre aziende e della nostra economia”.

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Monica Galvanin alla guida di FederVeneto API

PER LA PRIMA VOLTA UNA DONNA  ALLA GUIDA DELLA FEDERVENETO API

 
La nuova presidente Monica Galvanin: “Le PMI si riprenderanno il posto che spetta loro nel sistema imprenditoriale della regione”

 

Mestre, 8 maggio – “Sono molto soddisfatta non solo perché la mia elezione è avvenuta all’unanimità e quindi con l’accordo generale di tutti i rappresentanti delle diverse API provinciali, ma anche perché c’è la condivisione di un progetto comune per il futuro”. Ha le idee chiare la nuova presidente della Federazione fra le Associazioni Piccole e Medie Industrie del Veneto, Monica Galvanin, prima donna ad essere chiamata alla guida dell’associazione che conta oltre 4000 imprese in tutta la regione.

Dopo l’elezione all’unanimità avvenuta venerdì pomeriggio, espone i punti principali che caratterizzeranno l’attività della FEDERVENETO API.

“Innanzitutto mi impegnerò affinché l’Associazione si riprenda il posto che le spetta nel sistema imprenditoriale della regione – sottolinea la nuova presidente - al fine di poter difendere il ruolo importante che hanno le PMI nel nostro territorio. E’ necessaria infatti una maggiore attenzione verso questa realtà, le sue problematiche e le necessità che presenta. Al primo posto senza dubbio va messa l’internazionalizzazione, dato che il 60% del fatturato delle nostre aziende è dato dall’export”.

Ha 39 anni Monica Galvanin ed è presidente del consiglio di amministrazione e direttore generale della Galvanin s.p.a., società metalmeccanica del vicentino fondata nel 1968, specializzata nella progettazione e realizzazione di stampi, la produzione di minuteria metallica e la fornitura di servizi tecnici inerenti l'impiantistica industriale. Già Tesoriere e delegato alla Responsabilità Sociale d’impresa nella Giunta di Apindustria Vicenza, è anche componente della Commissione Riforma Sistema Contributivo Confapi a livello nazionale.

“Sono convinta vada dato un ruolo maggiore anche ai giovani imprenditori – riprende la Galvanin – che vanno coinvolti e riconosciuti per il ruolo fondamentale che svolgono. I tempi sono maturi inoltre per un ulteriore valorizzazione della componente femminile. Del resto la mia elezione dimostra che in ambiti come quello della FEDERVENETO API esiste già una reale volontà di cambiamento che va oltre le banali parole che, per alcuni, hanno solo la finalità di migliorare l’immagine e non i fatti”.

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APINDUSTRIA VICENZA PARTECIPA A CIVITAS

APINDUSTRIA VICENZA PARTECIPA A CIVITAS

L’Associazione di categoria vicentina organizza tre convegni nell’ambito di CIVITAS, la mostra convegno nazionale della solidarietà e dell’economia sociale e civile, che avrà luogo presso la Fiera di Padova dal 5 al 7 maggio.

I convegni si tengono tutti nell’arco della giornata d’apertura, venerdì 5 maggio.

 

“Apindustria Vicenza: dalla teoria alla (buona) pratica”, “GuidaRsi, una mappa per orientarsi lungo il percorso della responsabilità sociale d’impresa” e infine “Non basta fare il bene”,presentazione di  ISIONLUS, gli Imprenditori Solidali Italiani.

Sono questi i tre appuntamenti organizzati da Apindustria Vicenza, associazione di categoria impegnata da tempo sul fronte della responsabilità sociale d’impresa, nell’ambito della prima giornata di Civitas, mostra convegno nazionale della solidarietà e dell’economia sociale e civile, che si svolge a Padova dal 5 al 7 maggio.

“Questi tre convegni  - sottolinea Monica Galvanin, vicepresidente di Apindustria con delega alla RSI - attestano in modo esplicito la nostra convinzione: agire e produrre in modo socialmente responsabile è un atteggiamento e una scelta dell’azienda consapevole di essere anche un “bene” della società. Non solo: siamo convinti che la scelta della RSI possa rappresentare anche un vantaggio competitivo per le piccole e medie industrie vicentine, che sempre più devono puntare alla produzione di valore e di qualità, beni intangibili quanto significativi nell’economia moderna”.

Questi i nutriti programmi della giornata: il primo convegno, che avrà inizio alle ore 9.30 in Piazza Civitas, dal titolo “Apindustria Vicenza: dalla teoria alla (buona) pratica”, porterà sotto i riflettori le buone e soprattutto concrete pratiche di RSI, facendo parlare direttamente gli imprenditori. Prenderanno la parola Monica Galvanin, vice presidente con delega alla Rsi Apindustria Vicenza, Antonio Bonotto e Flavio Lorenzin, imprenditori  associati Apindustria Vicenza, Luigi Manza, presidente cooperativa “Il Ponte” di Schio e Denis Muraro, presidente Istituto Professionale San Gaetano, Vicenza. Moderatore: Davide Nordio, corrispondente VITA, non profit magazine.

 Il secondo, con inizio alle ore 11.30 in sala 7A, vedrà la presentazione del volume “GUIDA RSI,Una mappa per orientarsi lungo il percorso della responsabilità sociale d’impresa”, pubblicato per i tipi di Edizioni Metakom di Venezia Mestre,  grazie ad Unicredit e Apindustria Vicenza. Alla presentazione parteciperanno  Maria Luisa Coppola, assessore alle politiche di bilancio Regione Veneto, Monica Galvanin, vice presidente con delega per la Rsi Apindustria Vicenza; Riccardo Della Valle, responsabile CSR Unicredit Group, Carlo Luison e Valeria Fazio, autori della guida; Giovanni Daverio, direttore generale Ministero del Lavoro; Paolo Avezzù, sindaco di Rovigo, Promotore Primo Premio Nazionale Csr. Coordina Matteo Marian,  collaboratore Affari e Finanza, Repubblica e Mattino di Padova.

Infine, con inizio alle ore 16.45, in Piazza Civitas, si terrà  il terzo convegno intitolato ”Non basta fare il bene”, che rappresenta il debutto ufficiale di ISIONLUS – Imprenditori Solidali Italiani- Onlus, un’associazione non  profit, iscritta all’Anagrafe Unica delle Onlus, che ha per scopo principale la creazione di micro e piccole imprese nei Paesi in via di sviluppo.

 

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Gli imprenditori studiano la nuova legge sui distretti

COMUNICATO STAMPA

APINDUSTRIA VICENZA

 

 

GLI IMPRENDITORI “STUDIANO” LA NUOVA LEGGE SUI DISTRETTI.

I Mandamenti Apindustria Vicenza dell’Area Berica e di Arzignano incontrano Giuliana Fontanella,  consigliere regionale e presidente della Terza Commissione per le attività produttive. Appuntamento a Sossano, presso Villa Gazzetta, in Via Roma, lunedì 8 maggio, alle ore 19,00.

 

“Un incontro  fondamentale per comprendere meglio quali possono essere le opportunità per le imprese alla luce della nuova formulazione della legge sui distretti, avvenuta nei mesi scorsi”.

Così Antonio Anzolin, presidente del mandamento Apindustria Vicenza dell’Area Berica presenta l’incontro con Giuliana Fontanella, presidente della Terza Commissione della Regione Veneto, quella focalizzata sulle attività produttive,  intitolato “La nuova legge sui distretti produttivi:

opportunità per le imprese?”,organizzato dai mandamenti associativi dell’Area Berica e di Arzignano con la collaborazione della categoria Unionservizi Apindustria Vicenza presieduta da Paolo Corna,  per gli imprenditori e i cittadini interessati a conoscere le novità introdotte dalla legge.

L’appuntamento, ad ingresso libero, è per lunedì 8 maggio, alle ore 19,00 presso Villa Gazzetta (in Via Roma) a Sossano.

“Sono certo  - prosegue Anzolin - che il tema della serata incontrerà l’interesse della platea, vista l’estrema attualità dell’argomento. Non possiamo dimenticare infatti che solo qualche anno fa il nostro territorio ha visto un’applicazione molto discutibile del concetto di distretto, legato alla definizione che precedeva l’innovativa impostazione introdotta dal presidente del consiglio regionale Marino Finozzi (all’epoca assessore alle politiche per le pmi), per la quale i distretti venivano definiti e imposti dall’alto (e con tempi molto lunghi), diventando, in taluni casi, come è avvenuto per il distretto locale del tessile, assolutamente anacronistici e superati rispetto alle realtà”.

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Assemblea Mandamento Valdagno

Vicenza, 2 maggio 2006

 

COMUNICATO STAMPA

APINDUSTRIA VICENZA

 

“IMPRESA, PATRIMONIO DELLA SOCIETA’”

A parlarne, in occasione dell’Assemblea del mandamento Apindustria Vicenza di Valdagno, sarà il professore di Politica Economica all’università Cà Foscari, Ferruccio Bresolin.

L’appuntamento è per venerdì 5 maggio, alle ore 19, presso il ristorante Perinella di Brogliano.

 

“Un’occasione di incontro e dibattito sulla realtà produttiva della nostra vallata e le prospettive future, partendo da un punto di vista diverso, che pone al centro l’impresa e la rende “motore responsabile” della crescita complessiva del sistema territoriale locale”.  Così Nereo Bernardi, presidente del mandamento Apindustria Vicenza di Valdagno, introduce l’appuntamento assembleare di venerdì 5 maggio, che si svolgerà, a partire dalle ore 19, nella sala convegni del ristorante Perinella di Brogliano.

“Un appuntamento aperto agli imprenditori associati e ai cittadini tutti, per approfondire una nuova prospettiva di sviluppo industriale assieme al professore Ferruccio Bresolin, docente di Politica Economica presso l’università di Cà Foscari a Venezia”. All’incontro prenderà parte il presidente di Apindustria Vicenza, Sergio Dalla Verde; è prevista, inoltre, la presenza del presidente del consiglio Regionale del Veneto, Marino Finozzi.

“La riflessione che condurremo nel corso del convegno – prosegue Bernardi, presentando uno spaccato della congiuntura del mandamento sulla fine del 2005 e le previsioni per la prima parte del 2006  – prende spunto anche dai timidi segnali di schiarita che abbiamo registrato nell’ultima indagine condotta dall’Ufficio Studi. C’è infatti una ripresa della produzione e delle vendite, che conferma, ci auguriamo tutti, l’arresto della caduta, iniziato già qualche tempo fa. Come effetto di ciò, i livelli occupazionali restano stabili o, addirittura, in leggera crescita”. 

Venendo ai dati: a chiusura del 2005 gli ordinativi sono stati segnalati in aumento da un terzo degli imprenditori interpellati  (33%) e stabili per il resto del campione (67%). In previsione, il 33% stima un aumento della voce ordinativi, il 50% confida nella stabilità e il 17% delle imprese prevede una diminuzione degli ordinativi nei prossimi sei mesi.

La produzione: il 2005 si è chiuso positivamente, con metà delle aziende che hanno registrato un aumento e metà che invece registrano un andamento stazionario.  In prospettiva, per il primo semestre 2006 il 40% conta di aumentare la produzione, altrettanti sperano nella stabilità e il restante 20% prevede una diminuzione della produzione.

Anche le vendite hanno fatto registrare, a fine 2005, un aumento per il 60% del campione e una situazione di stabilità per il 20%. In prospettiva, le vendite dovrebbero seguire lo stesso andamento dichiarato per la produzione.

Investimenti: il 2006 sembra abbastanza propizio per questa voce: il 67% intende investire, il 33% non sa ancora. Anche il ricorso al credito si segnala in aumento, con il 50% delle aziende che intende aumentare l’utilizzo di questo strumento sia a breve che a medio-lungo termine.

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Convegno "Direttiva RoHS e Direttiva RAEE

LA DIRETTIVA “RoHS” E LA DIRETTIVA “RAEE”

Dietro le sigle si nascondono due nuove leggi che entreranno in vigore a luglio 2006 e che avranno un forte impatto sulle aziende del settore elettronico ed elettrico. Apindustria Vicenza organizza un convegno tecnico ad hoc per giovedì 20 aprile, alle ore 15, nella sede associativa di Galleria Crispi 45, a Vicenza.

 

Dal primo luglio 2006 tutti gli apparecchi elettrici ed elettronici non dovranno più contenere alcune sostanze pericolose come il mercurio, il piombo, il cadmio ed il cromo esavalente. Si tratta di una profonda rivoluzione per le imprese del settore  - e nel Vicentino sono moltissime - che imporrà loro di intervenire in modo sostanziale sia sull’organizzazione interna, dall’ufficio tecnico e progettazione, all’ufficio acquisti fino all’area commerciale e marketing, sia sulla filiera di fornitori esterni. Non solo. Anche la gestione dei rifiuti costituiti da apparecchiature elettriche ed elettroniche sarà in carico ai produttori stessi e dovrà essere sottoposta a raccolta differenziata e a processi di smaltimento volti a massimizzare il riciclaggio, il recupero dei materiali e il trattamento eco-compatibile dei rifiuti.

         Queste due novità sono contenute nelle direttive europee RoHS (Restriction of Hazardous Substances) e RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) divenute leggi dello Stato nel 2005.

Per capire le novità concrete e le conseguenze per le imprese, i problemi ma anche le opportunità connesse a queste normative, Apindustria Vicenza organizza, giovedì 20 aprile, con inizio alle ore 15, uno specifico  convegno, ad ingresso libero e gratuito.

Nel corso dell’incontro, Monica Zanni, avvocato specialista in Diritto Ambientale, esporrà il contenuto del Decreto legislativo n. 151/05, costituente il recepimento italiano delle direttive RAEE e RoHS, analizzandone, in particolare, il campo di applicazione, i soggetti coinvolti e le relative responsabilità (produttori, distributori, consumatori, gestori di rifiuti ed amministrazioni pubbliche), nonché gli obblighi specifici dei produttori in ordine al ritiro degli apparecchi dimessi e gli obiettivi quantitativi fissati dalla legge in tema di raccolta, riciclaggio e recupero di questa tipologia di rifiuti;  il dott. Piergiorgio Tronco, tecnico della Divisione Ingegneria per l’Ambiente di Necsi S.r.l., affronterà, invece, gli aspetti relativi alle modalità tecniche ed alle strategie che le aziende dovranno attuare per affrontare gli obblighi imposti alle aziende nella progettazione e nella produzione dei nuovi apparecchi elettrici ed elettronici e le scadenze fissate dal Decreto 151/2005 per la sua completa attuazione.

Per ulteriori informazioni: Apindustria Vicenza, Area Ambiente e Sicurezza, 0444232227.   

 

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Elezioni Politiche 2006

UNA SPACCATURA PREOCCUPANTE

Sergio Dalla Verde, presidente Apindustria Vicenza, commenta il dato emerso dalla consultazione elettorale nazionale. 

 

“La situazione economica delle piccole e medie industrie italiane richiede profonda concretezza, volontà e capacità di risolvere quei problemi con cui sono costrette a misurarsi, da sole, da anni. Quindi, questa “spaccatura” del voto, anche dal punto di vista geografico (con il Nord che ha scelto il centrodestra e il Sud orientato sul centrosinistra), non semplifica affatto le cose”.

Commenta così il dato emerso dalle urne, Sergio Dalla Verde, presidente Apindustria Vicenza, all’indomani del voto per il Governo nazionale.

“Stabilità e governabilità sono le fondamentali precondizioni di cui abbiamo bisogno tutti noi, come cittadini e come imprenditori. Il nostro Paese deve essere messo nelle condizioni di tornare a progettare, con regole solide e trasparenti, lo sviluppo e la crescita del proprio sistema economico, industriale e manifatturiero. Ci auguriamo che questa sia la strada che si sceglierà di intraprendere quanto prima, con chiarezza e condivisione di vedute, altrimenti, per il nostro Paese, sarà un’altra occasione perduta”.

“La storia e la vita delle nostre piccole e medie imprese non cambierà, certo, da oggi: i nostri problemi sono e restano gli stessi, ma si fanno sempre più urgenti e devono essere affrontati. La questione economica sarà la priorità del futuro Governo, che dovrà prestare la giusta attenzione al mondo delle PMI, l’unico sistema produttivo che sa ancora produrre lavoro, ricchezza, benessere e stabilità sociale,  mettendosi in gioco quotidianamente in prima persona, come fa l’imprenditore. Al futuro Governo chiediamo anche che ci sia l’impegno a sviluppare una grande impresa che funzioni con logiche trasparenti di efficacia ed efficienza e, soprattutto, senza assistenzialismi”.

“In generale – conclude Dalla Verde - in merito al voto, credo che il Paese abbia dato una grande dimostrazione di democrazia, con un’affluenza notevole e una votazione composta”.

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Convegno: Imprese e Vigili del Fuoco

Vicenza, 7 aprile 2006

 

 

COMUNICATO STAMPA

APINDUSTRIA VICENZA

 

 

IMPRESE E  VIGILI DEL FUOCO

Unionservizi Apindustria Vicenza organizza un incontro con il Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco, Paolo Maurizi: al centro del dibattito le problematiche delle imprese e gli ambiti di intervento del Corpo.   

Appuntamento: martedì 11 aprile, alle ore 17.30, nella sede associativa di Galleria Crispi 45,  a Vicenza.   

 

Conoscere da vicino il funzionamento del Comando dei Vigili del Fuoco e comprendere il ruolo e i compiti che questo Corpo assolve nei rapporti di natura tecnica, organizzativa ed ispettiva riguardanti direttamente le imprese.

Questi gli obiettivi dell’incontro, ad ingresso libero e gratuito, con il Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, Paolo Maurizi, organizzato da Unionservizi Apindustria Vicenza, in calendario per martedì 11 aprile, alle ore 17.30, nella sede associativa di Galleria Crispi 45, a Vicenza.

“Questo incontro tecnico - sottolinea Paolo Corna, presidente della categoria associativa che raggruppa le aziende del Terziario di Apindustria Vicenza – è la risposta all’esigenza, espressa dalle imprese, di approfondire i numerosi temi, gli ambiti e le situazioni che toccano direttamente la vita quotidiana delle aziende e coinvolgono le Forze dei Vigili dei Fuoco. Nel contempo, l’occasione sarà preziosa per fare la conoscenza e dare il nostro benvenuto al nuovo Comandante provinciale, Paolo Maurizi, in servizio a Vicenza da pochi mesi”.

Per ulteriori informazioni: Apindustria Vicenza, Ufficio Sicurezza Ambiente, 0444232227.

 

 

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I “DIECI COMANDAMENTI” per il futuro governo nazionale

Vicenza, 5 aprile 2006

COMUNICATO STAMPA
APINDUSTRIA VICENZA

I “DIECI COMANDAMENTI” PER IL FUTURO GOVERNO NAZIONALE

Apindustria Vicenza ha consegnato a tutte le segreterie politiche nazionali un documento con le priorità e le questioni fondamentali per la piccola e media industria italiana.

“La piccola e media industria è il cardine dell’economia italiana. Chiediamo al futuro Governo nazionale che finalmente presti la giusta attenzione a questo sistema produttivo-industriale, attuando una politica seria, basata su regole precise e valide per tutti, attuata attraverso interventi tempestivi che dimostrino lungimiranza e capacità di programmazione e sviluppo”.   

Così Sergio Dalla Verde, presidente di Apindustria Vicenza, introduce il documento contenente le istanze delle PMI, consegnato in questi giorni alle segreterie politiche nazionali.   

“Dieci fondamentali questioni, qui riassunte per punti, che riguardano il futuro concreto della piccola e media industria e quindi della nostra stessa società. Perché, è bene ricordarlo, la nostra economia si fonda sulla dinamicità, l’intraprendenza e la reattività della piccola e media industria manifatturiera, che, da sola, ha saputo rinnovarsi e attrezzarsi per le sfide del mercato globale, ma deve essere messa finalmente al centro di rigorose politiche economiche nazionali ed europee”.

UNA FISCALITÀ  PIU’  EQUA

Le difficoltà dell’attuale momento economico mettono ancor più a nudo l’esigenza da noi segnalata di una fiscalità più equa, seria, inserita in una logica di politica economica e non utilizzata solo come mera fonte di gettito attraverso provvedimenti “tampone”. Chiediamo, pertanto, che si arrivi alla formulazione di una politica fiscale che utilizzi la leva tributaria nell’ambito di Piani di Sviluppo Industriale articolati e con precisi obiettivi di crescita.

STOP ALL’IRAP

Il prossimo Governo dovrà, come massima priorità, mettere mano alla modifica o, meglio, alla cancellazione dell’IRAP che grava sul costo del lavoro e colpisce le aziende anche quando chiudono in perdita.

“RISTUDIARE” GLI STUDI DI SETTORE

In merito agli Studi di Settore abbiamo rilevato, da nostre ricerche interne, che la situazione è sempre più allarmante: se non vi saranno, a breve, gli opportuni correttivi all’attuale meccanismo di calcolo (che tengano conto della grave congiuntura di questi anni), gli Studi di Settore arrecheranno ingenti danni al sistema produttivo delle PMI.  Sarebbe auspicale almeno il ritorno al sistema originario che prevedeva l’utilizzo di questi sistemi sono per alcune fattispecie di aziende.

MENO BUROCRAZIA

Ancora molto resta da fare su questo fronte: manca un effettivo Piano di semplificazione e sburocratizzazione dell’intero Sistema Economico Nazionale, oltre che del Sistema Fiscale in senso stretto. La complessità amministrativa si manifesta sia a livello statale sia a livello della singola impresa, che dissipa larga parte delle proprie risorse in adempimenti inutili, superati o, addirittura, per fornire informazioni o documenti che le Amministrazioni, in generale, non sono in grado di utilizzare.

PIU’ FINANZA INNOVATIVA

Alle nostre aziende, che sempre di più si muovono sullo scacchiere dei mercati internazionali in aperta competizione con i grandi player, servono strumenti finanziari innovativi e a misura di PMI.  Chiediamo una maggior attenzione, condivisa da tutto il sistema economico, politico e finanziario per attuare concrete misure in grado di migliorare ed incentivare la trasparenza dei bilanci, favorire la capitalizzazione delle imprese, promuovere lo sviluppo di strumenti di partecipazione nel capitale di rischio delle PMI anche per importi oggi giudicati non “interessanti”.

AL CENTRO L’INNOVAZIONE E LA RICERCA

La leva dell’innovazione tecnologica è strategica per tutte le aziende che hanno puntato sul valore aggiunto. Per le PMI è fondamentale sviluppare politiche e strumenti di trasferimento tecnologico. Il Governo deve contribuire in modo mirato con incentivazioni per l’introduzione in azienda di tutti quegli interventi che costituiscono le necessarie premesse per l’avvio dei processi di innovazione: metodiche organizzative e commerciali  innovative, certificazioni,...

PIU’ ENERGIA A COSTI MINORI

Nel nostro Paese perdura una totale assenza di programmazione di  politica energetica e una vera liberalizzazione del mercato.

Chiediamo che, con la massima urgenza, si lavori per l’individuazione di un realistico, credibile, lungimirante e vincolante nuovo Piano Energetico Nazionale articolato su prospettive di breve / medio / lungo termine.

MADE IN   ITALY E MERCATO GLOBALE

E’ indispensabile salvaguardare a livello comunitario la definizione “Made in Italy” che costituisce, per la piccola e media industria, un fattore promozionale imprescindibile ed intrinseco. Per le PMI e i loro prodotti il vero punto di forza è e resta l’indicazione di origine.

Chiediamo, inoltre, che il futuro governo nazionale si impegni a livello europeo perché l’etichettatura sull’origine delle merci diventi realtà; chiediamo, inoltre, che si crei un adeguato sistema di controlli sui prodotti che entrano in Europa, perché arrivino nel nostro mercato solo merci prodotte nel totale rispetto delle normative europee.

E’ altresì indispensabile, per agevolare le esportazioni, arrivare alla eliminazione delle barriere tariffarie che gravano sui prodotti europei al momento dell’importazione in paesi terzi o, quanto meno, negoziare dazi inferiori e su base reciproca. 

LAVORO E IMMIGRAZIONE

Sono tre i temi da affrontare con la massima priorità. 

La “questione previdenziale”: il rinvio al 2008 deve essere utilizzato per trovare adeguate compensazioni ai sacrifici richiesti alle imprese, in particolare quelle piccole e medie, che dovranno far fronte contemporaneamente alla devoluzione del tfr e all’applicazione di Basilea 2.

La “questione dell’immigrazione”: il nostro è uno dei Paesi più in difficoltà nel far fronte all’immigrazione irregolare. E’ pertanto necessario superare una volta per tutte la logica della “regolarizzazione a posteriori” e adottare una politica che privilegi la vera integrazione dei lavoratori immigrati.

La questione del “mercato del lavoro”: la legge Biagi, sebbene perfettibile, ha rappresentato una fondamentale inversione di tendenza rispetto alla rigidità che connotava le precedenti tipologie contrattuali. Ricordiamo, inoltre, che almeno metà della legge Biagi è ancora lontana dall’essere attuata ed è, paradossalmente, la parte più importante.

E’ altresì prioritario porre mano all’abbassamento e al riequilibrio degli oneri contributivi ed amministrativi per le aziende.

RESPONSABILITA’ SOCIALE D’IMPRESA

La Responsabilità Sociale d’Impresa è  la vera strada per la creazione di quel bene intangibile quanto  prezioso che si traduce in “valore aggiunto”, per l’impresa, i collaboratori, il territorio e il contesto esterno.

Il nostro Paese deve formulare una politica in grado di salvaguardare il sistema delle piccole e medie imprese consentendo loro di raggiungere la “qualità totale”, che richiede la Responsabilità Sociale, attraverso concrete agevolazioni a favore delle aziende “socialmente responsabili”, poichè agire in questo modo rappresenta una diminuzione del cosiddetto “rischio azienda” per tutti gli stakeholders coinvolti. 

 

 

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L'Apprendistato Professionalizzante

Vicenza, 4 aprile 2006

 

COMUNICATO STAMPA

APINDUSTRIA VICENZA

 

 

“L’APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE”

Organizzato da Apindustria Vicenza, un convegno dedicato al più importante strumento a disposizione delle aziende per l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. L’appuntamento è per giovedì 6 aprile, alle ore 16, nella sede associativa di Galleria Crispi 45 , a Vicenza. 

 

La nuova disciplina dell’Apprendistato, introdotta dalla Legge Biagi, rappresenta, dopo l’abolizione dei contratti di Formazione e Lavoro, l’unico contratto con valenza formativa presente nel nostro ordinamento. In altre parole: l’apprendistato, in particolare quello “professionalizzante”,  costituisce la principale porta di ingresso nel mondo del lavoro per i giovani dai 18 ai 29 anni e va nella direzione di contribuire alla creazione di un’occupazione stabile e di qualità.

Per le aziende, d’altro lato, questo strumento riveste un’importanza altrettanto fondamentale.  La recente emanazione di una dettagliata normativa regionale e il progressivo adeguamento da parte dei contratti collettivi di categoria consentono ad un numero sempre crescente di imprese di ricorrervi, beneficiando della possibilità di abbattere alcune voci del costo del lavoro, come gli oneri previdenziali e assicurativi.

Per far luce su questo strumento, conoscerlo da vicino ed imparare ad applicarlo correttamente, Apindustria Vicenza organizza un apposito convegno, ad ingresso libero e gratuito, che si terrà giovedì 6 aprile, alle ore 16, nella sede associativa di Galleria Crispi 45 a Vicenza.

Ad affrontare il tema sotto i diversi punti di vista saranno: Alberto Pederzolli e Ciro Galeone, funzionari dell’Area Sindacale di Apindustria Vicenza, che rispettivamente tratteranno il primo “La struttura giuridica dell’Apprendistato Professionalizzante e la sua importanza come strumento di ingresso nel mercato del lavoro”, il secondo “La disciplina contrattuale dell’Apprendistato professionalizzante:  il caso del CCNL Metalmeccanico Confapi”;  seguiranno gli interventi di Santo Romano, dirigente regionale della Direzione Lavoro della Regione Veneto, su “La formazione per apprendisti in Veneto” e, infine, di Guido Guiotto, responsabile Ufficio Apprendistato della Provincia di Vicenza, che delineerà i servizi e le strutture formative presenti sul territorio.

Per ulteriori informazioni: Apindustria Vicenza, 0444-232222.

 

 

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Indagine congiunturale - Risultati

Vicenza, 28 marzo 2006

COMUNICATO STAMPA

APINDUSTRIA VICENZA

DIAMO FIDUCIA AL 2006

Piccola crescita, nel 2005, di ordinativi e fatturato, in modesta flessione produzione e occupazione. Segnali di fiducia e positività per il 2006. Le “piccole”, più pronte a cogliere le opportunità di business.

Sergio Dalla Verde, presidente di Apindustria Vicenza, fa il punto sulla congiuntura e sulle aspettative per il primo semestre 2006.          

 

“Archiviamo un 2005 indubbiamente difficile, ma registriamo, in questi  primi mesi dell’anno, segnali di fiducia e di reazione da parte delle nostre aziende”.  

Sintetizza così il quadro congiunturale emerso dalla consueta indagine condotta su un campione di 216 aziende di Apindustria Vicenza, Sergio Dalla Verde, alla guida dell’Associazione di categoria vicentina che rappresenta oltre 1500 piccole medie industrie.

“Dopo un primo semestre all’insegna dell’incertezza, le aziende hanno chiuso la seconda metà del 2005 registrando piccoli aumenti di ordinativi e fatturato (rispettivamente +0,9% e +1.5%) ma anche un calo, seppur modesto, di produzione ed occupazione (- 0.6% e -1,5%). In sintesi, una leggera flessione, con complessivi segnali di tenuta. Gli imprenditori guardano al 2006 con più positività: cala la quota di aziende che prevedono stallo (dal 50% al 40%), aumentano gli “ottimisti” (dal 25% al 30% del campione), si mantiene costante la percentuale di chi invece teme una riduzione del proprio business (20%)”. 

“I settori che si confermano in crescita sono il metalmeccanico, l’elettromeccanica-elettronica ed il legno-mobilio, che registrano variazioni positive per gli ordinativi, la produzione ed il fatturato Per l’elettromeccanica-elettronica e per il legno-mobilio, in particolare, le tendenze positive sono anche in significativo aumento rispetto al semestre  precedente. Ancora bene l’edile-lapideo-impiantistica, in leggera ripresa l’alimentare e i servizi-trasporti-logistica. I settori, invece, che denotano ancora situazioni di difficoltà sono il tessile-abbigliamento (con diminuzioni di ordinativi, produzione, fatturato ed occupazioni inferiori al -10%), la chimica e la plastica-gomma, la carta-grafica-editoria e l’orafo, che, però, presenta andamenti leggermente meno peggiori del passato, per quanto riguarda gli ordinativi e l’occupazione. Forse questo comparto ha raggiunto il “punto di minima” da cui può solo ripartire”.

“In sintesi – sottolinea Dalla Verde – il dato per noi significativo sta nel leggero aumento del numero di aziende che vanno bene e che confermano, anche per il 2006, questo trend di crescita. Il nostro impegno associativo si deve concentrare nel sostenere quel 40% di aziende che indicano stabilità e  che devono tornare a svilupparsi, mentre le aziende in difficoltà dovranno essere “prese per mano” e supportate nel trovare nuove strategie di riorganizzazione e rilancio”.

“Le aziende leader rappresentano delle “buone pratiche” che vanno analizzate, studiate e poi offerte come esempio alle altre imprese: l’Associazione sta svolgendo questa funzione di luogo di confronto fra diverse esperienze

aziendali, dove misuriamo, in modo tangibile, la grande passione e l’entusiasmo dei nostri imprenditori”.

“Altro dato per noi interessante è la dinamicità espressa, in particolare, dalle aziende fino ai 20 dipendenti: qui, infatti, ci sembra di poter vedere in azione la grande ed innata capacità delle “piccole” (soprattutto quelle che si sono ristrutturate internamente, hanno innovato e sono riuscite ad agganciare la positiva congiuntura internazionale), di saper reagire e cogliere, in modo rapido e flessibile,  tutte le opportunità”.

“Questo segnale assume, secondo noi, un significato più vasto, a fronte di chi continua a mancare di rispetto agli imprenditori “nani”, ritenendoli inutili ed inadeguati ai tempi. In realtà, siamo convinti che oggi nel mercato non sia più vero che  “pesce grande mangia pesce piccolo”, bensì che “pesce veloce mangia pesce lento”.

“Sul fronte occupazionale il dato segna un meno: è certamente l’ulteriore indice del cambiamento in atto, che denota come anche il nostro sistema, che per anni ha assorbito la manodopera espulsa dalla grande azienda, sta comunque risentendo, sul lungo periodo, delle ristrutturazioni in corso”.

In contro tendenza il dato sugli investimenti e il ricorso al credito: nonostante le difficoltà del momento, o forse proprio a causa di ciò, si è registrata una discreta attività da parte delle aziende su questo fronte. A consuntivo, infatti, il 65% del campione ha dichiarato di aver investito, un livello in rialzo rispetto a quello registrato nel corso del primo semestre 2005 (dove aveva raggiunto quota 56%). Anche in previsione si può osservare un certo ottimismo: la quota di imprese che dichiarano di prevedere aumenti negli investimenti infatti passa dal 21%, all’attuale 35%. In corrispondenza, si registra anche un sensibile aumento nella ricorso al credito bancario, soprattutto a breve termine, ma anche a medio/lungo termine.

Infine, l’analisi sulla profittabilità dei settori di appartenenza delle imprese, effettuata sulle risposte fornite riguardo alle variazioni dei prezzi di vendita dei prodotti, dei costi di produzione e l’utile lordo, registra un ulteriore peggioramento nella contrazione dei margini delle aziende, dovuto soprattutto alla difficoltà di adeguare i prezzi di listino. I costi di produzione sono in aumento nel 57% delle imprese (nella precedente rilevazione invece questa condizione era segnala dal 45% dei casi), mentre i prezzi si adeguano soltanto nel 23% delle aziende (contro il 21% della precedente rilevazione).

FLESSIBILITA’ E LEGGE BIAGI

“Legge Biagi? Chi la conosce, non ne farebbe più a meno. Peccato che a conoscerla e ad utilizzarla, oggi,  siano ancora pochi imprenditori”.

Questo il commento al risultato del sondaggio monotematico sul mondo del lavoro, la flessibilità e la Legge Biagi condotto su un campione di 216 PMI associate, in concomitanza con la periodica  indagine congiunturale.

“Dai numeri - spiega Filippo De Marchi, vicepresidente dell’Associazione con delega alle relazioni industriali  - è emerso che se è acclarato che la legge è ancora poco conosciuta, poco utilizzata e, di conseguenza, la sua eventuale

modifica/eliminazione viene vista come ininfluente, chi invece la conosce - il 20.2% del campione -  e ha avuto modo di ricorrervi ritiene che la sua

riduzione/cancellazione potrà comportare effetti occupazionali negativi, che ricadrebbero su un numero anche molto rilevante di lavoratori”.

“Bisogna ricordare bene – sottolinea De Marchi – che la Legge Biagi ha il grande merito di aver cambiato radicalmente la prospettiva da cui guardare al rapporto di lavoro. Si tende, infatti, a dimenticare lo scenario precedente al 2001: un mercato del lavoro rigido e ingessato, completamente scollegato nei tempi e nei modi dalla realtà del mondo produttivo”.  

“Questa riforma è, sicuramente, perfettibile; tuttavia conta il cambio radicale di impostazione che ha portato con sé. Va quindi salvaguardata, eventualmente modificata, ma senza pericolosi salti all’indietro, che la nostra economia non  può  assolutamente permettersi”. 

“La vera sfida - prosegue De Marchi – consiste, piuttosto, nell’aiutare concretamente i lavoratori e le lavoratrici, anzitutto quelli che perdono il posto, ma anche tutti gli altri, ad aggiornare ed incrementare il loro bagaglio professionale. Questo è quanto rileviamo dalla domanda sull’accezione di flessibilità, che ha messo in luce la principale richiesta degli imprenditori ai propri collaboratori: massima versatilità nell’adattarsi alle diverse esigenze operative, capacità di svolgere con precisione un ruolo, ma anche di sostituire per qualche tempo il collega assente, che normalmente fa tutt’altre cose. Tale risposta fotografa, mi sembra, la grande differenza tra la grande azienda, tendenzialmente ancora fordista e fortemente gerarchicizzata, rispetto alle piccole e medie, dove è importante saper mettere la mani su tutto, o quasi, il ciclo produttivo, dove tutti devono sentirsi responsabili del risultato finale, ciascuno anzitutto, ma non solo, per la propria parte. Efficienza operativa, quindi, al primo posto e con largo distacco su altre esigenze, a cominciare da quella di riduzione dei costi: piuttosto, si ribadisce la necessità di poter inserire nell’organico, all’occorrenza, figure temporanee”.

“Infine, abbiamo rivolto una domanda molto mirata sulla disponibilità da parte delle aziende ad assumere personale femminile dalle liste di mobilità. Abbiamo registrato un atteggiamento di apertura ed interesse da parte del 27,2% degli intervistati, dato che, calato nella congiuntura, rappresenta un risultato da non sottovalutare e un potenziale da mettere a frutto”.

“Su questo fronte - conclude De Marchi - andremo a fondo concretamente, agevolando l’incontro fra domanda e offerta di lavoro e fornendo tutto il supporto formativo necessario per un positivo reinserimento nel mondo del lavoro di persone con bagagli professionali diversi”.

 

 

 

 

 

 

 

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CRESCERE. COME, DOVE E PERCHE’

COMUNICATO STAMPA

APINDUSTRIAVICENZA

 

 

“CRESCERE. COME, DOVE E PERCHE’”

La parte pubblica dell’Assemblea del Mandamento Apindustria Vicenza dell’Area Berica sarà dedicata al tema della crescita dell’azienda. A parlarne, il prof. Giovanni Costa, docente di organizzazione aziendale all’Università di Padova.  

L’appuntamento è per venerdì 17 marzo, alle ore 19, a villa Gazzetta di Sossano.

 

“Il tema della crescita aziendale, non solo sotto l’aspetto dimensionale, ma  soprattutto in termini di strategia e cultura d’impresa, rappresenta uno dei nodi di vitale importanza per il futuro  del nostro sistema produttivo.  Affrontarlo con un approccio concreto, vicino alla nostra identità e agganciato alla realtà locale è l’obiettivo di questo incontro, che abbiamo fortemente voluto come momento di riflessione condiviso fra gli imprenditori di Apindustria  Vicenza e tutti gli attori del nostro territorio”.

Così Flavio Muzzolon, presidente del mandamento Apindustria Vicenza dell’Area Berica, presenta la parte pubblica dell’Assemblea dell’ambito territoriale associativo da lui presieduto, che si terrà venerdì 17 marzo alle ore 19, a villa Gazzetta di Sossano, intitolata “Crescere. Come, dove e perché”. 

A parlarne sarà il prof. Giovanni Costa, docente di Organizzazione aziendale alla Facoltà di Economia dell’Università di Padova.

Ingresso libero.

Per ulteriori informazioni: Apindustria Vicenza, 0444232230.

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Enrico Dall'Osto nuovo Presidente del mandamento di Apindustria Vicenza città

COMUNICATO STAMPA
APINDUSTRIA VICENZA

ENRICO DALL’OSTO NUOVO PRESIDENTE DEL MANDAMENTO DI APINDUSTRIA VICENZA CITTA’.

Cambio al vertice per il mandamento associativo Apindustria Vicenza di Vicenza: Enrico Dall’Osto, titolare della “Mecgi”, azienda meccanica con sede ad Altavilla, è il nuovo presidente del mandamento Apindustria cittadino, il più numeroso e rappresentativo dell’Associazione, in termini di aziende e settori rappresentati.

Dall’Osto, 48 anni, sposato, con due figli, è impegnato da diversi anni nella vita associativa come componente del Consiglio Direttivo del mandamento e nel Consiglio Direttivo di Concredit Veneto.

“Sarò il coordinatore e il rappresentante del gruppo del Consiglio Direttivo, più che un presidente classicamente inteso – ha sottolineato, subito dopo la sua nomina, Dall’Osto – perché ritengo che il lavoro collegiale sia la formula vincente per portare avanti, in modo concreto, progetti innovativi. Ciò vale ancora di più dal momento che il Consiglio Direttivo in carica è un ottimo gruppo di lavoro, unito e compatto, formato da imprenditori dirigenti che credono fortemente nel valore dello spirito associativo, ponendo come obiettivo prioritario del loro mandato quello di essere al servizio delle imprese del territorio”.

“In merito alla mia elezione  - aggiunge Dall’Osto – sono estremamente soddisfatto dell’unanimità con cui è avvenuta, a dimostrazione della compattezza del Consiglio Direttivo nel perseguire gli obiettivi prefissati, oltre che della fiducia che il gruppo ha riposto in me  - e che mi impegnerò ad onorare”.

“Siamo il mandamento numericamente più consistente, all’interno dell’Associazione - prosegue Dall’Osto, tornando ai temi programmatici del suo mandato - con quasi 500 piccole e medie industrie che coprono pressochè tutti i principali settori produttivi vicentini: sentiamo il peso di questo impegno e continueremo a lavorare raccogliendo le esigenze degli imprenditori associati e rendendoli protagonisti delle attività e delle iniziative che metteremo in programma. Per questo, a breve, si terrà un’Assemblea del mandamento, che rappresenterà un momento di sintesi e di progettualità futura”.

Questa la formazione del Consiglio Direttivo: Alessandro Bregolato, Germano Cattelan,  Tino Conselvan, Giorgio Gecchele, Dario Loison, Ilario Marchi, Barbara Novello,  Stefano Pernigo Ombretta Zulian.

 

 

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“EQUAL TRANSITO” AIUTA LE IMPRESE A TROVARE PARTNER

“EQUAL TRANSITO” AIUTA LE IMPRESE A TROVARE PARTNER

Il primo meeting europeo nell’ambito del progetto comunitario si è svolto a Bielefeld, in Germania. Vi hanno partecipato circa 30 aziende provenenti da Italia, Spagna, Germania Polonia, Slovacchia. Per Vicenza c’erano “B&B Metalwork”, “Galvanin Luigino” e “Power System”.

 

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CAMBIO AL VERTICE DEL MANDAMENTO APINDUSTRIA VICENZA DI SCHIO

L’imprenditore scledense, titolare della “SerTech Elettronica”, subentra ad Antonio Bonotto.

Nuova presidenza per il Mandamento Apindustria Vicenza di Schio: Stefano Ruaro, già vicepresidente, raccoglie il testimone della guida del mandamento scledense  - che conta oltre 170 aziende associate – dalle mani di Antonio Bonotto, titolare della “Iman Pack” di Schio.

Il Consiglio Direttivo di Schio ha eletto Ruaro all’unanimità, dopo aver accettato le dimissioni di Bonotto, legate ad un carico di impegni aziendali in forte crescita.

Stefano Ruaro, 42 anni, sposato con 2 figli, è alla guida della “SerTech Elettronica srl” con sede a Molina di Malo, azienda del settore elettronico.

Al momento della sua elezione, il neopresidente Ruaro ha ringraziato, anche a nome di tutto il Consiglio Direttivo, il presidente uscente Bonotto per l’impegno e la passione profusa in questi anni a favore non solo del mondo della piccola e media industria locale ma anche per progetti (come quello presentato giusto una settimana fa, “Apindustria – Il Ponte: insieme per l’integrazione”) che hanno mirato, con lungimiranza, a far avvicinare mondo profit e no profit in un’ottica di collaborazione costruttiva e a beneficio  dell’intera comunità. 

“Al centro del mio impegno - ha affermato il neo-presidente Ruaro – ci sarà il rafforzamento del dialogo con la base associativa: è fondamentale, infatti, dare spazio alla voce dell’imprenditoria, capire le reali esigenze delle imprese, favorire utili sinergie fra le aziende. Per questo motivo, daremo vita a diverse occasioni di incontro, scambio di informazioni e know how fra imprenditori, che ci consentiranno, ne sono convinto, di lavorare in una logica di sistema”.

“Una particolare attenzione  - prosegue Ruaro - sarà riservata a quei temi  del mondo aziendale che si intrecciano con il tessuto locale, come, per esempio, i rapporti con la scuola e il mondo dei giovani. Su questo fronte, credo che potrà essere determinante l’attività del Forum degli Interessi, un tavolo di lavoro collegiale che può essere il vero collettore delle istanze della società civile, economica, produttiva e culturale locale”.

“Grande ruolo avrà il lavoro dei componenti del Consiglio Direttivo che, attraverso le deleghe, avranno il compito di portare la voce dell’Associazione nel territorio e  sui tavoli istituzionali a tema”.

Queste le deleghe attualmente assegnate al  Consiglio Direttivo: il neo-presidente Stefano Ruaro sarà di riferimento per il Comune di Schio e per il Forum degli Interessi, mentre Antonio Scalco parteciperà alla Consulta Economia e Lavoro di Schio.

Per il Comune di Torrebelvicino Carlo Foletto è l’imprenditore di riferimento, con delega anche per la Consulta per Economia, Lavoro e Occupazione; per il Comune di Piovene Rocchette il delegato è Francesco Enea, per il Comune di Santorso Roberto Casolin, per il Comune di Arsiero Giorgio Baldan.

Per i tavoli a tema: per la Scuola sarà Roberto Casolin, per il SIL e i rapporti con il Centro per l’impiego Carlo Foletto, per l’Ambiente ancora Roberto Casolin; per la viabilità e l’urbanistica è Antonio Scalco, per il rapporto con gli  associati Francesca Dal Santo, Teresa Zanella e Roberto Raumer.

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Presentata l'indagine congiunturale.

Il presidente di Apindustria Vicenza, Sergio Dalla Verde: ”Positivi, ma deboli, i segnali su produzione, ordinativi e fatturato; in contrazione investimenti e ricorso al credito. Stabile l’occupazione. Il sistema economico vicentino deve aggredire la crisi in atto; urgono interventi per mettere le imprese nella condizione di agganciare il mercato. Le questioni TFR, Studi di settore e IRAP chiedono di essere affrontate con serietà”.

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IL FEDERALISMO OGGI, IL FEDERALISMO DOMANI.

Organizzato dal Gruppo Giovani Imprenditori di Apindustria Vicenza, il dibattito si terrà lunedì 17 ottobre, alle ore 16.45 a Villa Cordellina Lombardi a Montecchio Maggiore.
Attorno al tavolo: Fabio Gava, assessore alle politiche economiche della Regione Veneto, Enrico Bertossi, assessore alle attività produttive del Friuli Venezia Giulia e Marco Benedetti, assessore all’industria per la provincia di Trento.

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Sfila "Moda in Villa"

Giunge alla nona edizione l’evento fashion che coniuga abbigliamento e oreficeria “Made in Vicenza”, organizzato da Apindustria Vicenza. L’appuntamento è per venerdì 9 settembre, alle 21, a Villa Cordellina Lombardi a Montecchio Maggiore.

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