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Direttiva Europea NIS2 │prime note

Direttiva Europea NIS2 - Network and Information Systems 2 -  il Consiglio dei Ministri approva in via preliminare lo schema del provvedimento legislativo relativo al recepimento della direttiva.

La Direttiva NIS2 è una norma che stabilisce obiettivi e requisiti minimi per la cybersecurity delle infrastrutture critiche. È entrata in vigore il 16 gennaio 2023 e gli Stati membri devono integrarla nella loro legislazione nazionale entro il 17 ottobre 2024. Lo scorso 7 giugno il Consiglio dei Ministri ha licenziato una bozza di decreto di recepimento della Direttiva; tuttavia, il documento ufficiale non è ancora stato pubblicato.

Riguarda potenzialmente molte migliaia di organizzazioni in Italia, poiché si applica a soggetti pubblici o privati che operano in uno dei settori specificati e che sono considerati medie o grandi imprese in senso europeo, quindi impiegano più di 50 addetti e sviluppano un fatturato (o un attivo di bilancio) superiore ai 10 milioni di euro.

Di particolare rilievo è il fatto che, ai settori altamente critici “tradizionali” (il trasporto aereo, ferroviario, la produzione di energia, i fornitori e distributori d’acqua, la sanità..) si aggiungono dei settori nei quali ricadono potenzialmente numerose medie imprese manifatturiere private.

Nel dettaglio sono considerati settori critici, tra gli altri:

  • Gestione dei rifiuti
  • Fabbricazione, produzione e distribuzione di sostanze chimiche
  • Produzione, trasformazione e distribuzione di alimenti
  • Fabbricazione di dispositivi medici e di dispositivi medico-diagnostici in vitro
  • I settori produttivi con codice ATECO 26, 27, 28, 29, 30
  • I fornitori di servizi digitali

Il governo italiano è chiamato a recepire la direttiva entro il termine stabilito e a definire un elenco dei soggetti essenziali e importanti entro aprile 2025. Se la bozza verrà confermata, nella prima fase di applicazione, è previsto, dal momento della comunicazione di inserimento dell’azienda nell’elenco delle imprese interessate dalla normativa, un termine di 18 mesi per l’adempimento degli obblighi principali.

Tra questi si possono identificare primariamente:

  1. L’analisi dei rischi e la definizione di politiche di sicurezza informatica
  2. L’implementazione di misure di sicurezza appropriate per gestire i rischi identificati.
  3. La gestione degli incidenti, mediante la formalizzazione di un piano di risposta alle minacce atto a garantire la continuità operativa e ripristinare i sistemi in caso di incidenti.
  4. La formazione del personale, con riferimento particolare ai rischi informatici e l'adozione di corrette prassi di sicurezza.
  5. La sicurezza della supply chain: l’analisi dei rischi associati ai partner commerciali e ai fornitori, in particolar modo assicurandosi che l'acquisizione, lo sviluppo e la manutenzione dei rispettivi sistemi IT siano gestiti in modo sicuro.
  6. La segnalazione tempestiva di incidenti significativi mediante la definizione di un processo volto a segnalare tempestivamente gli incidenti significativi alle autorità competenti.
  7. L’attività periodica di revisione e audit per valutare la conformità del proprio assetto ed identificare le aree di miglioramento.

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