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Api News

In questa sezione sono disponibili i comunicati stampa di Apindustria Vicenza, nonchè le analisi ed i documenti realizzati dall'Ufficio Studi.


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“IMPRENDITORI D’ORO: 10 PASSI PER REINVENTARE IL PROPRIO FUTURO”

 

“IMPRENDITORI D’ORO: 10 PASSI

PER REINVENTARE IL PROPRIO FUTURO

 Si svolgerà martedì 24 luglio alle ore 18,00 l’assemblea di Unionorafi di Apindustria Vicenza: occasione di riflessione e confronto sulle prospettive delle PMI vicentine del settore 
Le imprese vicentine del settore orafo continuano ad affrontare una situazione pesante, sospesa tra oggettive difficoltà congiunturali e una concorrenza internazionale sempre più aggressiva, ma hanno le capacità e le potenzialità per continuare a essere protagoniste. Con questo spirito Unionorafi di Apindustria Vicenza organizza per martedì 24 luglio, a partire dalle 18,00, presso la sede provinciale di Galleria Crispi 45, un’assemblea sul tema “Imprenditori d’oro: 10 passi per reinventare il proprio futuro”. Un titolo che è anche una dichiarazione d’intenti, una rivendicazione delle capacità delle PMI beriche del settore e un tentativo di infondere un rinnovato spirito di positività ai colleghi e alle imprese associate nell’attuale momento di sfiducia. Dopo i saluti di Sergio Dalla Verde, Presidente Apindustria Vicenza, Tranquillo Loison, Presidente di Unionorafi Vicenza e di Unionorafi Confapi, terrà una relazione sull’andamento del settore. Prenderà quindi la parola Sebastiano Zanolli, Amministratore Delegato di 55DSL e scrittore, per un intervento sulle strategie di rinnovamento, che dà anche il titolo all’incontro. «Certamente non pensiamo di avere la bacchetta magica per risolvere i problemi congiunturali e strutturali del settore - spiega Loison - ma speriamo, con questo incontro, di fornire qualche spunto utile ai nostri colleghi che potranno elaborarlo singolarmente, secondo le proprie specificità, trovando magari nuove idee per uscire dal difficile momento di stallo».   
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Ufficio Stampa Raffaella M. Sgueglia
APINDUSTRIA VICENZA - Relazioni esterne e comunicazione
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“Moda in Villa” - 11ª edizione

“Moda in Villa” - 11ª edizione

 LA MODA E I GIOIELLI MADE IN VICENZA SFILANOCON APINDUSTRIA IN VILLA CORDELLINA LOMBARDI
 Una grande evento in un contesto suggestivo per esaltarela creatività e la qualità delle PMI vicentine
 Ancora una volta la moda e i gioielli “made in Vicenza” incontrano la grande architettura: accade questa sera (venerdì 7 settembre, ndr.) a Villa Cordellina Lombardi, a Montecchio Maggiore, in occasione dell’11ª edizione di “Moda in Villa”, evento dedicato alla moda e ai gioielli organizzato dalle categorie Uniontessile e Unionorafi di Apindustria Vicenza, con il supporto di Regione Veneto, Provincia e Camera di Commercio di Vicenza ed Ente Fiera. Apindustria Vicenza.
 Per l’occasione il parco dell’antica villa, uno dei tanti tesori architettonici della provincia, diventa così il suggestivo contesto per una sfilata con le migliori creazioni delle PMI vicentine attive nel mondo della moda e della gioielleria.

 

Tra i protagonisti figurano Lins Pelliccerie, che presenta i nuovi modelli giovanili e colorati, maculati, visoni e cincillà,  Pal Zileri, con la moda uomo giovane e aggressiva, unita ai gessati e gli abiti da cerimonia, Marly’s per la moda donna dall’inconfondibile stile raffinato, Cristiano di Thiene per la linea sportiva PAN, che veste anche le Frecce Tricolori, oltre alle calzature Meggiolaro. Non manca il tocco di trasgressione con l’intimo raffinato e seducente di Nicoletta Lingerie.

Tra i “primi attori” del gioiello troviamo, invece, Vezzaro, con pezzi di grande preziosità, che si alterna con le parure lavorate a mano di Giante, e con le creazioni in oro e vetro di Murano di Linea Italia. A rappresentare le pietre colorate e i diamanti è Govoni Gioielli, mentre la fusione di oro e argento è impersonata da Golden Wings.
 Particolare cura è stata posta all’allestimento dell’evento, con una passerella a U lunga 10 metri collocata ai piedi della celebre scalinata di Villa Cordellina e protesa verso il parco, circondata dalla platea e da due tribune rialzate per il pubblico, mentre due maxischermi consentono a tutti i presenti di ammirare anche i dettagli delle collezioni proposte.
Il parco di Villa Cordellina per l’occasione è illuminato e allestito con sfavillanti giochi di luci e coreografie, mentre l’uscita dei modelli e delle modelle è accompagnata da una suggestiva colonna sonora, anche attraverso l’esibizione dal vivo di alcuni abili strumentisti.
Il tutto con l’obiettivo di esaltare e impreziosire le creazioni orafe e sartoriali che si alternano in passerella, proposte da noti marchi dell’imprenditoria vicentina, conosciuti ed apprezzati a livello nazionale e internazionale.
 Presentatori della serata sono la modella Francesca Lukasik e Filippo Ferretti, volto di MTV. La regia della serata è affidata a Fashion Lady di Sarcedo, mentre l’organizzazione artistica è curata da Giancarlo Minchio.  
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Ufficio Stampa Apindustria Vicenza
 Raffaella M. Sgueglia
APINDUSTRIA VICENZA - Relazioni esterne e comunicazione
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“NOI CREDIAMO NELLE DONNE. La forza della poliedricità” - post convegno

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Comunicato stampa, 22 aprile 2010

Schio, 21 aprile 2010, ore 18,00, presso lo Spazio ex Lanificio Conte

“NOI CREDIAMO NELLE DONNE. La forza della poliedricità”

Una tavola rotonda per riflettere sul ruolo delle donne, protagoniste invisibili della trasformazione del sistema socio-produttivo del momento: su di loro bisogna puntare per creare un futuro migliore e una vita più qualitativa per tutti.

Globalizzazione, economia oscillante, finanza in crisi, nuovi ruoli sociali... Il mondo in cui viviamo cambia rapidamente ed è in continua evoluzione. Le certezze di un tempo sono più o meno tutte in frantumi e bisogna urgentemente rivedere equlibri e le diverse realtà. In questo nuovo quadro, buio, se vogliamo, ma anche stimolante, perché portatore necessariamente di idee nuove, è necessario un ripensamento dei processi relazionali e una ridiscussione delle visioni di fondo che regolano le leggi del mercato e del capitale: vanno messe a fuoco le complesse relazioni che intercorrono tra condizioni di lavoro e condizioni di vita, per ritrovare un nuovo senso del vivere. Senza sondare questo terreno che riguarda gli affetti, la cura, le relazioni, il tempo, il simbolico – terreni per tradizione prettamente femminili –, difficilmente potremo fare uscire dal privato questioni che sono invece centrali per il funzionamento del sistema economico e della convivenza civile. Problemi non specificatamente femminili, dunque, ma che riguardano la sfera pubblica, e che richiedono spazi di riflessione e di negoziazione.

La Tavola Rotonda “NOI CREDIAMO NELLE DONNE. La forza della poliedricità”, organizzata da Apindustria Vicenza, mercoledì 21 aprile alle 18,00, presso lo Spazio Lanificio Conte a Schio (VI), nella cornice del Festival delle Città Impresa, ha avuto lo scopo di fare il punto proprio su questo, partendo da una premessa di base: crisi o non crisi, le donne hanno sempre dovuto rimboccarsi le maniche tra impegni di lavoro e doveri familiari e forse prorpio per questo – come emerge, dati alla mano, un po’ in tutta Europa - le aziende guidate da donne pare che abbiano hanno retto meglio la crisi.

E poi c’è l’aspetto emozionale della gestione delle cose, che in sè è il plusvalore di cui sono dotate le donne: qualcosa che in passato era visto in un’ottica negativa, quasi che le emozioni rovinassero la pragmaticità dell’economia e della amministrazione, politica e aziendale, ma che oggi, rivalutato, assume un significato diverso, forte di una secolare esperienza relazionale. Molto raramente l’attenzione degli economisti, per le variabili sociali e psicologiche, si è spinta fino a prendere in considerazione l’linfluenza delle emozioni sulle decisioni degli agenti economici. Emozioni che svolgono un ruolo non trascurabile nella determinazione del comportamento sociale ed economico. Oggi, nuove espressioni linguistiche, come intelligenza emozionale, la macchina delle emozioni, economia emozionale rimandano, invece, a nuovi modelli di comportamento, a nuove gerarchie e a nuove classificazioni.

Le donne, quindi, sono l’elemento “in più”, la chiave di volta vincente per muovere nuovi equilibri. E più si inseriscono nel mondo del lavoro, più muovono lavoro. Il fatto che sempre più donne lascino l’ambiente familiare per gran parte della giornata, infatti, le toglie dalle cure domestiche e crea la necessità di nuovi posti di lavoro nel sociale, per sanare l’assenza femminile nelle cure genitoriali o parentali. Ma perché tutto ciò avvenga bisogna che cambi la cultura e la cultura può cambiare se aiutata dalla politica, con una legislazione dedicata e proposte mirate.

A parlare di tutto questo quattro relatori d’eccezione: il professor Ferdinando Azzariti, autore del libro “Il capitalismo delle emozioni”, Rita Assogna, presidente di ITWIIN (Italian Women Inventors and Innovators Network), l'Associazione Donne Italiane Inventrici e Innovatrici, Monica D’Ascenzo, scrittrice e giornalista de Il Sole 24 ore, autrice del libro Donne sull’orlo della crisi economica” (assente a causa del blocco aereo post nube vulcanica , ndr), e Morena Martini, Assessore provinciale alle politiche del lavoro, insieme a Giuseppina Grimaldi, coordinatrice del gruppo APID di Apindustria Vicenza

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“QUALITA’ VENETO VERSO ITALIAN QUALITY - Nuove tecnologie per la lotta alla contraffazione”

Si svolgerà martedì 25 marzo alle ore 17,45 presso Apindustria Vicenza un incontro per approfondire il problema della contraffazione e far conoscere gli strumenti che le aziende, le associazioni e le amministrazioni pubbliche possono adottare per contrastare un fenomeno che ha gravi ripercussioni non solo economiche, ma anche occupazionali.

La tracciabilità dei prodotti di qualità e la tutela del Made in Italy sono di primario interesse per proteggere le aziende e valorizzare la loro produzione, ma anche i consumatori e i loro acquisti.

Oltre all’assessore regionale Isi Coppola che illustrerà come il problema viene affrontato dal Veneto e alla senatrice Paola Pelino, promotrice del disegno di legge per l’istituzione del marchio “Italian Quality”, interverranno tra gli altri: Salvatore Frattallone per le normative in difesa del Made in Italy e l’ing. Sergio M. Urbani della Tulain, sulla tracciabilità e la tutela attraverso gli strumenti informatici.

Esistono, infatti, dei sistemi tecnologici innovativi che possono contrastare in modo efficace ogni forma di contraffazione, garantendo la tracciabilità del prodotto in tutta la filiera distributiva, dall’immissione in commercio fino al consumatore finale.

E’ necessario diffondere la cultura dell’importanza per aziende e consumatori di difendersi, trasformando la tutela in un valore aggiunto e in un investimento importante da affrontare per salvaguardare nel lungo tempo il valore del Made in Italy.



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“Tarsu troppo pesante a Costabissara”

Accolte dal Comune le obiezioni e le richieste delle categorie economiche per alleggerire la tassa sui rifiuti.

I rappresentanti delle Associazioni imprenditoriali vicentine - Confindustria, Apindustria, Confartigianato, Confcommercio e CNA - sono stati ricevuti dal sindaco di Costabissara Maria Cristina Franco per discutere sul tema della tassa sui rifiuti (Tarsu), applicata in quel Comune in modo tale da aver sollevato proteste da parte di numerose aziende.

L'incontro ha fatto seguito, infatti, a un documento a firma dei rappresentanti locali delle Associazioni nel quale si stigmatizzava l'interpretazione data dal Comune di Costabissara nella quantificazione delle superfici tassabili, giudicata troppo rigida e onerosa per le aziende del territorio di Costabissara.

Il confronto è stato complesso, ma collaborativo e soddisfacente: il sindaco, al termine della riunione, ha accolto le obiezioni avanzate dalle Associazioni.

In particolare, è stata confermata l'esclusione dalla tassa sui rifiuti per le superfici dei laboratori in cui si producono di regola rifiuti speciali (come quelli delle utenze industriali), senza distinguere tra zone d'ingombro dei macchinari e camminamenti degli addetti ai lavori, conformemente alla prassi ufficiale del Ministero delle Finanze.

Ora le aziende che hanno ricevuto avvisi di accertamento da parte del Comune di Costabissara, potranno contattare le rispettive Associazioni per verificare se, in base alla tipologia di rifiuto prodotto nei laboratori, ci sia la possibilità di ottenere una riduzione delle superfici imponibili e, quindi, di beneficiare di un minor pagamento della tassa sui rifiuti. La situazione, infatti, va valutata caso per caso in base alle caratteristiche di ciascuna azienda.



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«Accordo sui dazi: da salvare non rimane quasi nulla»

Si veste di realismo Mariano Rigotto, presidente di Apindustria Confimi Vicenza: «L’unica certezza sarà il nostro impegno a supportare le imprese che saranno costrette a riorientare l’export».

«Abbiamo vissuto nell’incertezza per mesi e ora che abbiamo scavallato il fatidico D-day del 1°agosto, con l’esecutività slittata al 7 agosto, possiamo dire che di questo accordo sui dazi siglato dalla Ue con gli Stati Uniti da salvare non rimane quasi nulla. L’unica certezza, alla ripresa delle attività produttive, sarà il nostro impegno per supportare le imprese che saranno costrette a riorientare il proprio export, con l’auspicio che gli accordi settoriali vengano chiariti in breve tempo per tutte le industrie che invece continueranno a lavorare con gli Stati Uniti».
Si veste di realismo Mariano Rigotto, presidente di Apindustria Confimi Vicenza, nel commentare l’accordo tra Trump e Von der Leyen, che conferma il 15% dei dazi nei confronti della Ue, pur con ancora tante incertezze da chiarire sui alcuni comparti: «Avevamo già perso per strada la speranza, sospinta dalla premier Giorgia Meloni, dell’accordo “zero per zero”, così come sul fatto che sarebbe stata applicata la digital tax nei confronti dei colossi della Silicon Valley – sottolinea Rigotto -. Ora apprendiamo che nei testi ufficiali ci sono differenze non solo nei toni, ma anche nella sostanza, in particolare sui dazi per acciaio e alluminio e prodotti farmaceutici. Ad ora, sembra mancare ogni forma di contropartita, mentre gli 800 miliardi di euro del “Readiness 2030”, che sarebbero dovuti servire soprattutto a sviluppare dei campioni europei nell’industria della difesa, finiranno negli Usa, così come i dollari per acquistare gas e petrolio».
Ancor più amara la conclusione del presidente di Apindustria: «Questa è stata l’ennesima occasione persa dall’Europa che si è presentata a Trump impreparata e disunita, mentre il Canada – ad esempio – ci ha dato una lezione su come si possa lavorare ad un accordo senza piegare la testa».

Commercio Estero, dazi

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«DA ENEL L’ARROGANZA DI CHI NON HA CONCORRENZA»

Apindustria e l’azienda associata di Villaga tornano a criticare l’ente di energia dopo la decisione di fermare la produzione nell’ultimo giorno del mese per interventi di manutenzione
«Una società pubblica che opera in regime di monopolio, come nel caso di Enel per il trasporto di energia e le manutenzioni agli impianti, deve ragionare in un’ottica di servizio, e ridurre per quanto possibile il disagio della clientela che non può cambiare fornitore»: così Flavio Lorenzin, presidente di Apindustria Confimi Vicenza, rincara la dose sui lavori previsti domani in un distretto industriale di Villaga, che causeranno un grosso danno alle aziende fermandone la produzione nell’ultimo giorno del mese.
A sollevare la polemica in merito ai lavori su una cabina della corrente è stata la ditta Vela Technologies, avvisata martedì scorso che domani non potrà lavorare dalle 8.45 alle 15.30, senza poter così completare alcune forniture che sarebbero dovute partire in consegna lunedì prossimo verso Germania, Turchia e Cina. «Si sono impegnati a ridurre il più possibile la durata dell’intervento – spiega il titolare Giorgio Vetta – ma questo risulta ininfluente rispetto agli orari riportati nella comunicazione scritta. E noi naturalmente non possiamo aprire la fabbrica alle 4 del pomeriggio, anche perché i nostri impianti richiedono circa un’ora e mezza di preparazione all’avvio». L’imprenditore conferma quindi la motivazione comunicata riguardo la scelta di lavorare il venerdì, ossia per evitare di pagare gli straordinari: «Questo ci è stato argomentato telefonicamente dalla stessa Enel, che poi ha negato. E non ci siamo nemmeno inventati l’arrivo dell’avviso soltanto martedì, a due giorni e mezzo dall’intervento. In quanto alla necessità di dover scontentare qualcuno – continua Vetta – va sottolineato che i lavori in questione riguardano una zona di sole industrie, priva di negozi o altri esercizi pubblici. Bastava quindi dialogare con noi, senza cercare compromessi con altre realtà economiche. Ma ci troviamo di fronte alla prepotenza di un’azienda che opera in monopolio, o semplicemente di qualche suo dirigente che andrebbe punito per evitare che in futuro si verifichino nuove situazioni simili».
Confermando il pieno appoggio alla sua azienda associata, il rappresentante della Pmi, Flavio Lorenzin, lancia infine un appello: «L’apparato pubblico e chi gestisce servizi in forma esclusiva deve metterci nelle condizioni di poter fare impresa, altrimenti diventa normale pensare di abbandonare un paese che snobba chi crea sviluppo e opportunità di lavoro»
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«GIÙ LE MANI DALL’ACCIAIO MADE IN ITALY»

COMUNICATO STAMPA

Apindustria Vicenza chiede a gran voce la difesa dell’Ilva e un nuovo piano per il rilancio: “Rimettiamo in piedi la nave Italia”

«Salviamo l’Ilva di Taranto». A chiederlo a gran voce sono i rappresentanti della piccola e media impresa, preoccupati per la sorte di una storica acciaieria che fa da motore dell’economia nazionale, e che anche nel Vicentino garantisce lavoro a un gran numero di imprese del settore metalmeccanico.

Un appello accorato per la difesa della grande azienda pugliese arriva dal presidente di Apindustria Vicenza, Flavio Lorenzin, e dal presidente del mandamento di Bassano del Grappa, William Beozzo. «L'acciaio è un'industria di base – fanno sapere – essenziale e fondamentale per l'economia nazionale, tanto che l'Italia è il secondo produttore in Europa. Per non perdere anche questa fetta preziosa della nostra produzione, abbiamo bisogno di mantenere una grande risorsa industriale come l’Ilva, altrimenti rischiamo di uscire da settori strategici come la componentistica e la meccanica per la mancanza di materie prime».

Già oggi le acciaierie tedesche stanno aumentando i profitti in Italia, e se l’Italia rinuncerà a difendere la propria produzione di acciaio dovrà pagare il conto di una situazione che si preannuncia drammatica, con la chiusura di nuove aziende, un aumento della disoccupazione e la perdita di competitività del sistema. «La magistratura deve fare il suo corso secondo  le leggi vigenti – insistono Lorenzin e Beozzo – ma la politica deve avere il buon senso di legiferare in modo chiaro e preciso, affinché l’applicazione delle norme non vada a colpire chi non ha colpe, come i lavoratori o i fornitori. La responsabilità deve esser personale e non deve penalizzare le aziende».

D’altronde sono questi sono i problemi reali di un’Italia che ha le capacità per innovarsi e crescere, come dimostra l’esempio della Concordia, ma la cui classe dirigente troppo spesso si perde nei soliti teatrini fatti di poltrone, o di strategie per mantenere posizioni che nulla hanno a che fare con la realtà italiana che sta esplodendo. «I politici sembrano i suonatori del Titanic – tuonano i rappresentanti di Apindustria Vicenza – che cercavano di addolcire la morte certa dei passeggeri. Di certo lo facevano con uno scopo, ma se traduciamo questo sul sistema Paese, non possiamo rassegnarci di vedere affondare una società».

Come se non bastasse, adesso si parla anche di aumento dell’Iva come provvedimento quasi certo: vale a dire ulteriori difficoltà per la competitività delle imprese, aumento della tassazione, diminuzione dei consumi, diminuzione del gettito fiscale. «È una politica così a portare a fondo l’Italia – concludono gli imprenditori – ossia quella che guarda soltanto alla prossima manovra per assicurare le coperture di bilancio, mantenendo intatti i privilegi di casta e i tanti protezionismi di categorie che non sono più giustificabili. Quello che serve con urgenza sono invece un “piano industriale Italia” e riforme sostanziali che rimettano in moto l’economia».

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Apindustria Vicenza

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«NIENTE DEROGHE SUI TEMPI DI PAGAMENTO»

Apindustria Vicenza chiede norme più efficaci contro le insolvenze per salvare le imprese dalla morte di credito
Il pagamento certo e puntuale, un tema da anni caro alle piccole e medie imprese del Vicentino, viene oggi rilanciato in Lombardia con un “codice del cliente responsabile”, sul modello del Prompt payment code inglese. Ad aderirvi saranno le aziende che si impegnano a pagare nei tempi stabiliti dai contratti di fornitura: di certo è un’occasione per mettere in gioco la propria affidabilità e rendersi competitivi sul mercato, anche se la misura non risulta sufficiente per risolvere l’annoso problema alla radice. Manca infatti un necessario supporto legislativo che possa garantire il rispetto dei pagamenti e tutelare i creditori.

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