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Api News

In questa sezione sono disponibili i comunicati stampa di Apindustria Vicenza, nonchè le analisi ed i documenti realizzati dall'Ufficio Studi.


Segreteria: tel. 0444.232230
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APINDUSTRIA SU DECRETO BANCHE:

SÌ AL PEGNO SUI MACCHINARI PER I CREDITI DI FORNITURA, ATTENZIONE INVECE AL RISCHIO DI FAGOCITAZIONI BANCARIE

Accelerare il recupero dei crediti attraverso maggiore certezza e rapidità delle procedure, ma scongiurando speculazioni del mondo bancario e della finanza per il pegno non possessorio sui beni mobili: il Presidente di Apindustria Confimi Vicenza, Flavio Lorenzin, auspica che questo sia lo spirito che sta alla base del Decreto Banche in esame al Senato, che consente alle imprese di ottenere credito offrendo in pegno un bene mobile destinato all’esercizio della stessa, come per esempio un macchinario, potendo continuare ad utilizzarlo nel processo produttivo.

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APINDUSTRIA VICENZA CONTRO LE NUOVE MISURE CAUTELARI IN MATERIA TRIBUTARIA

Comunicato stampa, 1 marzo 2010

 

 

 

APINDUSTRIA ALZA IL TONO CONTRO LE NUOVE MISURE CAUTELARI

IN MATERIA TRIBUTARIA

Filippo De Marchi tuona contro il legislatore: vergognoso che si arrivi al sequestro cautelare persino dell’azienda anche per i casi dove non si registra gravecomportamento di evasione

Una recente circolare dell’Agenzia delle Entrate ha definitivamente messo in luce il forte inasprimento nell’applicazione della normativa riguardante l’utilizzo delle misure cautelari in ambito tributario.

«Significa che strumenti appositamente istituiti per la tutela del credito erariale, che dovrebbero essere applicati nei casi di rilevanti fenomeni di evasione da riscossione – afferma Filippo De Marchi, Presidente di Apindustria Vicenza - ora riguarderanno una vastissima platea di contribuenti che nulla hanno a che vedere con tali gravi comportamenti di evasione nei confronti del fisco. E così, come al solito, a pagare saranno tutti per colpa di pochi. E’ una decisione grave e inaccettabile, anche perché le misure cautelari consistono nella iscrizione di ipoteca e nel sequestro conservativo di tutti i beni del contribuente, mobili e immobili, compresi crediti, depositi bancari, quote sociali, azioni, obbligazioni, titoli, auto, natanti, velivoli, e, per espressa previsione normativa, persino l’azienda».

Il grave pregiudizio per i contribuenti deriva dal fatto che, con l’estensione operata in via legislativa ed interpretativa, le citate misure cautelari possono essere concesse non solo a tutela della riscossione delle sanzioni, irrogate con l’atto impositivo, ma anche a garanzia del debito di imposta e dei relativi interessi connessi ad un atto formale, che può consistere anche in un semplice processo verbale di constatazione, qualora superino l’irrisorio importo di 120.000 euro. «La pericolosità della situazione che viene a determinarsi per i contribuenti imprenditori – continua De Marchi - è dovuta al fatto che i processi verbali di constatazione, con grande frequenza, non riescono a superare la prova del giudizio di primo grado, rivelandosi spesso, parzialmente o totalmente infondati. Si pensi che in passato, nei giudizi dinnanzi alle Commissioni provinciali, risultava perdente soltanto il 25% dei contribuenti ricorrenti, un numero che scendeva poi al 23% per i giudizi presso le Commissioni tributarie regionali. Ma in questo caso, fintanto che si addiviene al giudizio, il contribuente potrebbe aver perso l’azienda oggetto di sequestro conservativo».

«Visto e considerato che i fenomeni di rilevante evasione si attestano su decine o centinaia di milioni, come testimoniano le recenti cronache, sia locali che nazionali, la misura decisa dal legislatore è del tutto sproporzionata ed esorbitante rispetto al fine di tutela erariale che il medesimo si era prefissato», conclude De Marchi. «E le conseguenze che verranno a determinarsi sono similari a quelle conseguenti alla stretta sulle compensazioni dei crediti IVA, che ad oggi ha determinato l’impossibilità per tutti i contribuenti con IVA a credito di recuperare le eccedenze d’imposta superiori a 10.000 euro, a causa della applicazione di un provvedimento emanato per tutelare l’Erario dagli abusi posti in essere da qualche migliaio di soggetti scorretti».

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Ufficio Stampa

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Apindustria Vicenza denuncia le nuove regole fiscali sulla responsabilità solidale degli appalti

Il Presidente Flavio Lorenzin, scrive a tutti i Parlamentari d’Italia, proponendo di modificare la norma e di introdurre una procedura più equa che, anziché ostacolare, agevoli piuttosto il rispetto dei termini di pagamento fra gli operatori. E’ in questione la sopravvivenza del già fragile tessuto delle PMI che, diversamente, rischia il default totale.

Premessa

Lo scorso 12 agosto è entrato in vigore l’articolo 13-ter del decreto legge 22 giugno 2012 n.83 (cd. decreto crescita), riesumando di fatto la vecchia normativa “Visco-Bersani”, ha modificato la disciplina in materia di responsabilità fiscale nell’ambito dei contratti d’appalto e subappalto di opere e servizi.

Cosa prevede la norma

La normativa stabilisce che il committente è ora tenuto a vigilare e acquisire la documentazione che attesti il versamento all’Erario delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e dell’imposta sul valore aggiunto dovuta allo Stato dall’appaltatore, in riferimento alle prestazioni effettuate nell’ambito del contratto. Gli stessi obblighi spettano all’appaltatore nel caso in cui utilizzi dei subappaltatori. Il tutto con facoltà, per chi deve pagare l’opera commissionata, di sospendere il pagamento , se non viene esibita la citata documentazione.

Documentazione che, secondo quanto previsto dalla stessa disposizione, può consistere anche nella asseverazione rilasciata da CAF o da professionisti abilitati (naturalmente a pagamento…) oppure da una (non meno complessa) autocertificazione con valenza penale in caso di dichiarazione falsa o mendace.

La posizione di Apindustria Vicenza

Il decreto viene giustificato  dalla necessità di combattere l’evasione fiscale, ma è lampante, evidenzia Lorenzin, “che la finalità è quella di salvaguardare a tutti i costi le entrate dovute allo Stato, che si tutela così da eventuali inadempienze fiscali, consentendo di fatto all’Erario di rivalersi sull’appaltatore, per le inadempienze del subappaltare, e sanzionare nel contempo pesantemente – da 5.000 a 200.000 euro – il committente”.  Per tutelarsi, committente e appaltatore devono quindi farsi carico di acquisire la documentazione che comprovi l’effettiva regolarità dei versamenti altrui , svolgendo una vera e propria funzione di vigilanza al posto dell’Erario.

Ma la cosa più paradossale, chiosa Lorenzin, è che “questo impianto normativo agevola chi non vuole rispettare i termini di pagamento dei corrispettivi e, al contempo, contrasta chi vorrebbe onorarli ma che si vede spinto a sospenderli, in mancanza di adeguata documentazione, per non rischiare responsabilità su eventuali inadempimenti di terzi”.

Esempio applicato: committente e appaltatore

Nel caso, per esempio, che l’appaltatore non fornisca la documentazione al committente prima del pagamento del corrispettivo dovuto, quest’ultimo diventa sanzionabile (nel caso di mancato versamento dell’Iva e delle ritenute da parte dell’appaltatore) per importi che vanno dai 5mila ai 200mila Euro: il committente si trasforma, nella pratica, in un controllore fiscale e la norma lo autorizza a sospendere il pagamento.

Esempio applicato: committente, appaltatore e subappaltatore

La questione si complica ulteriormente quando entrano in gioco i subappaltatori: fermo restando quanto indicato nell’esempio precedente, in questo caso, per l’appaltatore, la responsabilità diventa solidale.

Significa che se l’appaltatore paga il corrispettivo e il subappaltare non versa la relativa Iva e ritenute all’Erario, l’Erario potrebbe vantare diritti di riscossione nei confronti dell’appaltatore.

Anche in questo caso la norma dà titolo all’appaltatore di sospendere il pagamento se non riceve la citata documentazione. Documentazione che dovrà essere “ribaltata” anche al committente.

Le richieste di Apindustria Vicenza 

Considerata la gravità dell’attuale situazione e tenuto conto, soprattutto, del fatto che ci sono molte aziende in seria difficoltà finanziaria che per l’estrema difficoltà di riscuotere i loro crediti.

Apindustria Vicenza ha scritto a tutti i Parlamentari d’Italia chiedendo quindi di intervenire per sospendere urgentemente la norma e ha proposto, in subordine, di introdurre disposizioni che, anziché contrastare, favoriscano il rispetto dei termini di pagamento fra le parti contrattuali, limitando l’introduzione della responsabilità solidale ai soli casi in cui il debitore non paghi entro 30 giorni.  Messa in questi termini il debitore sarà portato ad onorare le scadenze, proprio per non rischiare di essere travolto da inadempienze di terzi

A dispetto del nome di cui si fregiano (crescita e sviluppo) - conclude Flavio Lorenzin - le disposizioni dei decreti stanno determinando difficoltà applicative e agevolano il blocco (legalizzato) dei pagamenti dei committenti verso l’appaltatore e degli appaltatori verso i subappaltatori. Il tutto in attesa di ricevere un’autocertificazione che, come minimo, determina un insostenibile aggravio di adempimenti burocratici.

Vicenza, 7 dicembre 2012
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APINDUSTRIA VICENZA e BANCA POPOLARE DI VICENZA SIGLANO IMPORTANTE ACCORDO A SOSTEGNO DELLA CATEGORIA DEGLI ORAFI E ARGENTIERI

COMUNICATO STAMPA

 

IL PROTOCOLLO D’INTESA CONSENTIRA’ DI GESTIRE,

NEL COMPLETO RISPETTO DEI PRINCIPI NORMATIVI,

I PAGAMENTI IN CONTANTI DA CLIENTI ESTERI

 

Vicenza, 27 dicembre 2012Banca Popolare di Vicenza e Apindustria Vicenza Categoria Orafi Argentieri hanno siglato un importante accordo a sostegno delle imprese del settore orafo del territorio vicentino.

 

L’intesa è stata firmata da Alfonso Santilli, Responsabile Direzione Estero di Banca Popolare di Vicenza, e Tranquillo Loison, Presidente della Categoria Orafi Argentieri, durante l’assemblea della Categoria svoltasi lo scorso 17 dicembre presso la Sede di Apindustria Vicenza.

L’iniziativa è il risultato di un approfondito lavoro di studio e analisi della normativa che regolamenta le modalità dei pagamenti per contanti e ha lo scopo di venire incontro alle esigenze delle imprese del settore orafo delle quali Apindustria Vicenza si è fatta portavoce, in relazione alle transazioni per contanti da parte di commissionari esteri nel pieno rispetto delle norme vigenti.

Questa modalità operativa entrerà presto in vigore in alcune sedi di Banca Popolare di Vicenza presso le quali ci sarà uno sportello con personale adeguatamente preparato per gestire la richiesta di veicolare, in presenza di specifici requisiti e a determinate condizioni, nel canale bancario il pagamento in contanti dell’impresa estera acquirente.

Quello firmato con Apindustria Vicenza è il primo di una serie di accordi che Banca Popolare di Vicenza sta promuovendo insieme a tutte le associazioni di categoria del territorio a sostegno del settore orafo.

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APINDUSTRIA VICENZA e COMARK insieme per l’internazionalizzazione delle PMI

Giovedì 23 gennaio presso la sede dell’Associazione delle PMI della provincia di Vicenza con inizio alle ore 14.15.
Il tema: “Come cercare clienti e creare reti commerciali all’estero – Metodologia e strumenti per le PMI


Un incontro atteso e di indubbio interesse per tutte quelle piccole e medie imprese la cui attività in tempi, rectius, periodi economici complessi, è continuamente messa alla prova, con il mercato interno stagnante ormai da anni, quello europeo a luci e ombre e una congiuntura internazionale talvolta difficile da anticipare o intercettare.

« In un tale contesto - commenta Mariano Rigotto, Vice Presidente di Apindustria Vicenza con delega all’internazionalizzazione - l’attività all’estero oltre le tradizionali o consolidate direzioni di sbocco è fattore essenziale non solo per lo sviluppo ma anche per la sopravvivenza stessa delle PMI che, nonostante i condizionamenti derivanti dalle dimensioni ridotte, “sono e operano nel mondo”, dove devono essere competitive per potersi confrontare con la forte concorrenza mondiale pur affrontando quotidianamente sfide nuove e diverse. E l’incontro in programma vuole proprio suggerire criteri e riflessioni per la ricerca di nuovi contatti, anche in aree talvolta meno conosciute, per impostare un mix efficace di strategia e operatività ».

Relatrice dell’incontro sarà la dr.ssa Serena Raineri, senior specialist di Co.Mark spa, che, con taglio operativo, focalizzerà l’intervento sulla metodologia e gli strumenti per l’analisi di mercato, la scelta dei canali di distribuzione, l’azione di call telefonico e il “ritorno di informazioni”, la costruzione di un proprio database, l’attività di follow-up.
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APINDUSTRIA VICENZA e CONFINDUSTRIA VICENZA CHIEDONO LA MODIFICA DELLA LEGGE FALLIMENTARE

Vicenza, 24 marzo 2010


COMUNICATO STAMPA


APINDUSTRIA VICENZA e CONFINDUSTRIA VICENZA  CHIEDONO LA MODIFICA DELLA LEGGE FALLIMENTARE.

L'obiettivo è garantire maggior forza e visibilità alle piccole e medie  imprese fornitrici, che diversamente rischiano di pagare il prezzo più salato delle crisi aziendali.

Nel 2009 i concordati in Veneto sono aumentati del +58% (Osservatorio Cerved). Un dato che fa della nostra regione la seconda, dopo la Lombardia, per numerosità di procedure straordinarie. A Vicenza le ultime rilevazioni che arrivano dal Tribunale raccontano di un’esplosione di questa procedura di crisi.

Apindustria Vicenza e Confindustria Vicenza ,  con il supporto tecnico dei rappresentanti dell’Ordine degli Avvocati e dell’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Vicenza, hanno richiesto la modifica dell’attuale legge fallimentare. Obiettivo: dare più peso ai piccoli creditori rendendo obbligatoria la creazione di classi distinte. L’attuale norma prevedendo la mera facoltà di più classi di creditori, di fatto, penalizza le PMI, che spesso non hanno un peso sufficiente nel far valere le proprie ragioni a tutela dei propri crediti.  La legge non garantisce per loro un peso decisivo nel momento dell’approvazione del concordato, perché schiacciati, nella votazione finale, da creditori più forti come le banche.

L’attuale impostazione, infatti, se da un lato permette una gestione più flessibile  e “privatistica” della crisi dell'impresa, demandando alla  volontà dei creditori  la decisione sul piano proposto dall'impresa in difficoltà, dall'altro ha determinato di fatto nella pratica corrente una riduzione  a percentuali spesso irrisorie della quota dei crediti che si presume di soddisfare.

Per questo gli imprenditori vicentini hanno proposto, attraverso alcuni emendamenti, una modifica della legge fallimentare che garantisca  maggior forza e visibilità alle piccole e medie  imprese fornitrici, che diversamente rischiano di pagare il prezzo più salato delle crisi aziendali.

Gli emendamenti proposti dalle due associazioni di categoria vicentine, Apindustria e Confindustria, vanno in una doppia direzione. Da un lato si propone una modifica normativa che renda obbligatoria (e non facoltativa) la definizione delle classi di creditori, attraverso le modifiche degli articoli 160, 161 e 180 della Legge Fallimentare, finalizzate a rendere vincolante la individuazione di più classi di creditori contraddistinti da interessi economici sostanzialmente omogenei e più stringente la valutazione di congruità economica del piano. Al fine di vedere tutelati gli interessi delle imprese fornitrici.

Dall’altro versante, le associazioni chiedono che il legislatore colmi la distanza, in termini di incentivazione fiscale, tra il concordato e altri due istituti che consentono alle imprese di affrontare la crisi aziendali senza scivolare nel baratro del fallimento.

La proposta è di riformare gli articoli 88 – 4° comma e 101 – 5°comma TUIR, affinché venga riequilibrata la “disparità fiscale”  rispetto al concordato preventivo in materia di  sopravvenienze  attive  e di deducibilità relativamente agli istituti dell’ “accordo di  ristrutturazione dei debiti” e della “transazione fiscale”. Strumenti questi che hanno tutti i requisiti per assistere le imprese  in difficoltà nel gestire  positivamente lo stato di crisi. Ma che allo stato attuale risultano poco utilizzati proprio per una minor “convenienza” fiscale rispetto al concordato.

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Apindustria Vicenza e il consorzio Apiveneto Fidi monitorano la situazione credito e PMI

 

COMUNICATO STAMPA

APINDUSTRIA VICENZA


Vicenza, 17 ottobre 2008


CREDITO E PMI: Apindustria Vicenza e il consorzio Apiveneto Fidi monitorano la situazione e lanciano un primo fondo regionale chiedendo contemporaneamente la rivisitazione di Basilea 2.


È sempre più crescente la preoccupazione per il settore del credito alle pmi e i segnali che ci arrivano sono molto inquietanti, soprattutto perché possono far presagire ad ulteriori ricadute sull'accesso al credito. Da un po' di tempo sentiamo, infatti, che il problema principale per gli istituti bancari è rappresentato dalla carenza della liquidità, ma si scopre, però che gli ultimi dati diffusi dalla BCE testimoniano un aumento dei depositi effettuati dalle banche presso lo sportello centrale (+ 7,5%), mentre contemporaneamente cala la richiesta di prestiti (- 35,2%). Vale anche la pena sottolineare che i depositi vengono remunerati al 3,25% e i prestiti scontano il 4,25%. Una prima interpretazione fa, quindi, pensare più ad un clima di paura e di diffidenza che ad una reale mancanza di risorse. Come si consiglia ai risparmiatori di non farsi prendere dal panico e che non è necessario correre agli sportelli per prelevare i propri risparmi, così si deve dire alle banche di non seguire allarmismi che potrebbero scatenare un effetto domino con conseguenze dannose anche per le aziende più sane. E' giunta, inoltre, l'ora per una rivisitazione dei parametri di Basilea 2 che in questi particolari frangenti risultano sproporzionati e, quindi, da riscrivere soprattutto per quanto riguarda le piccole imprese

Al fine di avere l'esatta percezione di quanto sta accadendo, Apindustria Vicenza (Verona, Padova, Venezia) in collaborazione con il consorzio fidi regionale Apiveneto Fidi ha lanciato, nei giorni scorsi, un questionario a tutti gli associati del Veneto per avere l'esatta situazione dei rapporti in corso con gli istituti bancari.

Nel contempo, grazie anche alla pronta ed efficace risposta della Regione Veneto che ha varato uno stanziamento straordinario per i contributi ai Confidi industriali oltre a quanto già deliberato a sostegno dell'economia nell'ambito del Piano Operativo Regionale, il consorzio Apiveneto Fidi si è attivato lanciando un progetto per trasferire immediatamente sul sistema delle pmi i benefici degli aiuti regionali. Verrà, infatti, stanziato un importo, pari a quello del finanziamento regionale, per costituire uno speciale fondo di garanzia regionale pubblico/privato, da utilizzare per garantire fino all'80% finanziamenti "a pioggia" sul sistema delle pmi, in modo da fornire al maggior numero possibile di imprese un polmone di liquidità in grado di favorire il superamento di questi mesi difficili, anche in previsione degli impegni di fine anno.

Ci si rivolge, in particolare, alle banche a vocazione locale e al sistema delle Camere di Commercio chiedendo il loro sostegno, come hanno sempre fatto in passato e come stanno continuando a fare, per creare una rete di protezione nei confronti del territorio, convinti che la tenacia e la voglia di fare che ha sempre contraddistinto l'imprenditoria veneta riusciranno a farci superare anche questa emergenza.



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Area Comunicazione e Relazioni Esterne

APINDUSTRIA VICENZA

Associazione delle Piccole e Medie Industrie

della Provincia di Vicenza

Galleria Crispi, 45 - 36100 Vicenza


Tel. 0444.232230 - Fax 0444.960835

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APINDUSTRIA VICENZA ha presentato oggi un'innovativa proposta di legge

LA SOLUZIONE A FAVORE DELLE AZIENDE PER AVERE
PAGAMENTI IN TEMPI CERTI


Alla presenza delle forze politiche ed economiche, illustrato il disegno di legge bipartisan. Parte da Vicenza l'appello per fare fronte comune sul problema denunciato dalle PMI

«Da oltre un anno - afferma Filippo De Marchi, Presidente di Apindustria Vicenza - abbiamo attivato al nostro interno un tavolo di lavoro condotto dal Vice Presidente Enrico Dall'Osto che ha lavorato con l'obiettivo di definire una soluzione al problema dei ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali che, per le PMI del nostro Paese, rappresenta una situazione di straordinaria gravità. Oltre ad incidere negativamente sull'attività delle singole imprese, in particolare quelle di minori dimensioni, il problema dei ritardi di pagamento, potrebbe pregiudicare la stessa sopravvivenza dell'intero sistema della Piccola e Media Impresa, già penalizzato dalla sfavorevole congiuntura economica e dal razionamento del credito.



Da una rilevazione da noi condotta a livello regionale, i dati in nostro possesso attestano la diffusa criticità relativa ai pagamenti, sia nei termini concordati, che si collocano in una forcella che oscilla dai 60-90 giorni ai 90-120, sia nei ritardi ad ottenere il pagamento a fronte di beni e servizi resi, che si aggirano su una media di oltre 43 giorni, incrementando in maniera esponenziale la "duration", vale a dire il lasso temporale in cui si verifica il pagamento effettivo del credito. E' chiaro che oltrepassato il limite accettabile di ritardo l'imprenditore non è più in grado di fare la sua attività, ma funge sostanzialmente da finanziatore, principalmente della grande industria e solo in maniera del tutto irrilevante, circa il 3%, della P.A.



Purtroppo il confronto con gli altri paesi europei, anche su questo versante, ci vede fortemente penalizzati, soprattutto a causa del recepimento dell'apposita Direttiva Comunitaria (2000/35/CEE) nella legislazione interna, avvenuto con il D. Lgs 231/2002, le cui norme, prevedendo la possibilità di derogare ai termini massimi di pagamento, hanno reso nei fatti del tutto inefficace il provvedimento, come testimoniato dalla situazione in cui versa il sistema dei pagamenti nel nostro Paese, caratterizzato addirittura, in tempi recenti, da un trend negativo che ci ha trascinati da terzultimo ad ultimo nella lista dei cattivi pagatori in Europa.



Anche la recente rivisitazione della normativa Europea, definisce dei tempi precisi alla pubblica amministrazione, normando anche l'eventuale penale da pagare, ma pur ribadendo la stessa necessità nei rapporti tra aziende, lascia ancora una volta la libertà di pattuire tra le parti una diversa condizione purché non manifestamente "iniqua". E' fondamentale, invece, che il termine di pagamento possa essere oggetto di trattativa commerciale solo nell'ambito di limiti tassativi ed inderogabili stabiliti dalla legge, al fine di poterlo riportare a termini ragionevoli, come avviene nei principali paesi Europei. E' necessario quindi affrontare la questione in maniera radicale, come fatto da Francia e Spagna le quali, anche loro alle prese con lo stesso problema, hanno considerando urgente la rapida soluzione viste le implicazioni  per il futuro del tessuto economico-produttivo del loro Paese.



Apindustria Vicenza, con il sostegno dei Parlamentari Vicentini, ha quindi promosso lo studio e la redazione di un preciso Disegno di Legge, che è stato fatto proprio dall'On Manuela Dal Lago ed è stato portato all'attenzione della Commissione Attività Produttive dalla medesima presieduta alla Camera.







La nostra proposta trae spunto dal modello francese, la cui efficacia è stata provata nei fatti fin dall'introduzione del provvedimento, opportunamente calata nel contesto giuridico nazionale e prevede la fissazione per legge di termini tassativi di pagamento, stabiliti in 45 giorni od, al massimo, 60 giorni dalla fornitura di beni e servizi. L'elaborato, inoltre, introduce anche un elemento di assoluta originalità, volto a superare la lentezza e la conseguente inefficacia della giustizia civile nel recupero dei crediti non pagati. Trattasi di particolare strumento giuridico che si affianca e non sostituisce la giustizia civile, che prevede la possibilità di recuperare i crediti attraverso "delegazione di pagamento" alla Camera di Commercio, che gode dell'istituto della riscossione coattiva, tramite cartella esattoriale, cui si affianca, a regime, un finanziamento dell'impresa creditrice attraverso apposito Fondo rotativo.



Auspichiamo - conclude il Presidente - che questa nostra proposta possa trovare, oltre alla giusta accoglienza del Parlamento, la massima condivisione delle forze economiche perché dall'approvazione di questa normativa potrebbero conseguire benefici non trascurabili per la nostra PMI, quali, ad esempio: la riduzione dell'esposizione del fornitore nei confronti dei clienti e dei potenziali rischi connessi; una maggior trasparenza dei bilanci perché si ridurrebbero le partite relative a crediti vs. clienti e debiti vs. fornitori; l'accesso agli strumenti previsti dalla legge alle sole aziende che rispettano gli accordi contrattuali con i propri fornitori e clienti: non vengono effettuate scelte "a pioggia" o sulla base di parametri dimensionali. Il metro di valutazione quindi è il rispetto degli accordi contrattuali da parte dell'azienda; inoltre, la sensibile riduzione del rischio d'insolvenza nelle imprese sane e conseguente miglioramento del merito di credito nei confronti degli istituti finanziari e da ultimo la possibilità di liberare risorse aziendali, spostandole dal "finanziamento del magazzino del cliente" alle attività core del business aziendale».

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Apindustria Vicenza incontra i candidati alle elezioni politiche del 2013

Vicenza, 8 febbraio 2013

 

COMUNICATO STAMPA

 

Siamo tutti appesi ad un filo…

Il peso dello Stato sulla possibilità di fare impresa

 

Martedì 12 Febbraio alle ore 17,30 si terrà presso la Sala del Ridotto del Teatro Comunale di Vicenza, un incontro/dibattito promosso da Apindustria Vicenza che vedrà protagonisti alcuni dei candidati alle imminenti elezioni politiche.

 

I rappresentanti di PD, PDL, LEGA, MOVIMENTO 5 STELLE, LISTA MONTI e FARE PER FERMARE IL DECLINO, moderati da Alessandro Milan, giornalista di Radio24 e conduttore della trasmissione 24 Mattino si confronteranno con gli imprenditori che chiedono risposte concrete alle reali esigenze delle PMI.

 

I protagonisti

Questi i rappresentanti dei diversi partiti che parteciperanno al dibattito:

 

Laura Puppato, capolista al Senato in Veneto per il Partito Democratico e già consigliere regionale delle Regione Veneto.

 

Giancarlo Galan, ex Presidente della regione Veneto, candidato come capolista alla Camera nel collegio Veneto 1 per il PDL.

 

A rappresentare la Lega Nord, sebbene non come candidato, sarà Flavio Tosi, segretario veneto della Lega Nord e attuale Sindaco di Verona.

 

Per il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, ci sarà il vicentino Enrico Cappelletti, candidato al Senato nel collegio Veneto 1.

 

Fabio Gava, deputato trevigiano con trascorsi da assessore regionale, è il candidato al Senato per SCELTA CIVICA-CON MONTI PER L'ITALIA.

 

Infine Oscar Giannino, giornalista di economia nonché fondatore e ideatore del Movimento FARE PER FERMARE IL DECLINO, di cui è candidato capolista alla Camera.

 

“Come Apindustria Vicenza – commenta il presidente Flavio Lorenzin – siamo particolarmente soddisfatti di poter offrire ai nostri associati un confronto che, ne sono certo, sarà di alto livello. I temi che affronteremo saranno quelli che toccano più da vicino la vita delle nostre aziende e ci auguriamo che dal dibattito possano emergere degli impegni reali rispetto alle istanze che come associazione stiamo concretamente portando avanti nell’interesse della Piccola e Media Industria Veneta e italiana.”

 

Per ulteriori informazioni: tel. 0444.232230

 

 

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APINDUSTRIA VICENZA PARTECIPA A CIVITAS

APINDUSTRIA VICENZA PARTECIPA A CIVITAS

L’Associazione di categoria vicentina organizza tre convegni nell’ambito di CIVITAS, la mostra convegno nazionale della solidarietà e dell’economia sociale e civile, che avrà luogo presso la Fiera di Padova dal 5 al 7 maggio.

I convegni si tengono tutti nell’arco della giornata d’apertura, venerdì 5 maggio.

 

“Apindustria Vicenza: dalla teoria alla (buona) pratica”, “GuidaRsi, una mappa per orientarsi lungo il percorso della responsabilità sociale d’impresa” e infine “Non basta fare il bene”,presentazione di  ISIONLUS, gli Imprenditori Solidali Italiani.

Sono questi i tre appuntamenti organizzati da Apindustria Vicenza, associazione di categoria impegnata da tempo sul fronte della responsabilità sociale d’impresa, nell’ambito della prima giornata di Civitas, mostra convegno nazionale della solidarietà e dell’economia sociale e civile, che si svolge a Padova dal 5 al 7 maggio.

“Questi tre convegni  - sottolinea Monica Galvanin, vicepresidente di Apindustria con delega alla RSI - attestano in modo esplicito la nostra convinzione: agire e produrre in modo socialmente responsabile è un atteggiamento e una scelta dell’azienda consapevole di essere anche un “bene” della società. Non solo: siamo convinti che la scelta della RSI possa rappresentare anche un vantaggio competitivo per le piccole e medie industrie vicentine, che sempre più devono puntare alla produzione di valore e di qualità, beni intangibili quanto significativi nell’economia moderna”.

Questi i nutriti programmi della giornata: il primo convegno, che avrà inizio alle ore 9.30 in Piazza Civitas, dal titolo “Apindustria Vicenza: dalla teoria alla (buona) pratica”, porterà sotto i riflettori le buone e soprattutto concrete pratiche di RSI, facendo parlare direttamente gli imprenditori. Prenderanno la parola Monica Galvanin, vice presidente con delega alla Rsi Apindustria Vicenza, Antonio Bonotto e Flavio Lorenzin, imprenditori  associati Apindustria Vicenza, Luigi Manza, presidente cooperativa “Il Ponte” di Schio e Denis Muraro, presidente Istituto Professionale San Gaetano, Vicenza. Moderatore: Davide Nordio, corrispondente VITA, non profit magazine.

 Il secondo, con inizio alle ore 11.30 in sala 7A, vedrà la presentazione del volume “GUIDA RSI,Una mappa per orientarsi lungo il percorso della responsabilità sociale d’impresa”, pubblicato per i tipi di Edizioni Metakom di Venezia Mestre,  grazie ad Unicredit e Apindustria Vicenza. Alla presentazione parteciperanno  Maria Luisa Coppola, assessore alle politiche di bilancio Regione Veneto, Monica Galvanin, vice presidente con delega per la Rsi Apindustria Vicenza; Riccardo Della Valle, responsabile CSR Unicredit Group, Carlo Luison e Valeria Fazio, autori della guida; Giovanni Daverio, direttore generale Ministero del Lavoro; Paolo Avezzù, sindaco di Rovigo, Promotore Primo Premio Nazionale Csr. Coordina Matteo Marian,  collaboratore Affari e Finanza, Repubblica e Mattino di Padova.

Infine, con inizio alle ore 16.45, in Piazza Civitas, si terrà  il terzo convegno intitolato ”Non basta fare il bene”, che rappresenta il debutto ufficiale di ISIONLUS – Imprenditori Solidali Italiani- Onlus, un’associazione non  profit, iscritta all’Anagrafe Unica delle Onlus, che ha per scopo principale la creazione di micro e piccole imprese nei Paesi in via di sviluppo.

 

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