Proseguono le incertezze, ma stiamo facendo la nostra parte
La maggior parte delle imprese ha riaperto o sta riaprendo i battenti dopo la pausa estiva. Com’è andata questa prima parte dell’anno e quali sono le previsioni per quest’ultimo quadrimestre del 2026? Lo abbiamo chiesto al presidente di Confimi Apindustria Vicenza, Mariano Rigotto.
«Nel primo semestre 2026, il sistema industriale vicentino si è dimostrato più vivace rispetto alla media nazionale delle aziende che hanno partecipato all’indagine congiunturale Confimi. I fatturati sono stati in aumento per il 40,2% delle imprese, contro il 33% del dato nazionale. Non è così, viceversa, per altri importanti indicatori come gli ordinativi e gli investimenti, dai quali emergono segnali più deboli, così come per l’occupazione che viene data in aumento dalla metà delle aziende vicentine rispetto al dato rilevato dalla nostra confederazione a livello nazionale».
-In passato avevate già segnalato l’aumento della richiesta di ore di cassa integrazione guadagni.
«È corretto. Segnalando tuttavia che non sempre le richieste si trasformano poi in ore effettivamente “consumate”. Purtroppo, i dati ci dicono che il ricorso agli ammortizzatori sociali è nel primo semestre è stato più elevato nel campione vicentino (17,1%) rispetto a quello nazionale (9,8%).
-Per quanto riguarda ordini e investimenti?
«Anche gli ordini hanno confermato una maggiore criticità territoriale, con un indicatore complessivo peggiore rispetto al dato nazionale. Sugli investimenti si è registrato un andamento “a macchia di leopardo”: accanto ad imprese in crescita ve ne sono altre più in difficoltà.
-Dando uno sguardo di qui a fine anno quali sono le sensazioni degli imprenditori?
«Mai come in quest’ultimo biennio lanciarsi in previsioni sia diventata un’attività assai pericolosa: troppe le incognite e le variabili a livello internazionale che pesano ormai direttamente sui costi delle imprese. Presupponendo che la situazione rimanga quella attuale, è previsto un generale aumento del fatturato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con una divaricazione crescente tra imprese che crescono e imprese che arretrano. Lo stesso fenomeno si registra anche per gli ordini con una convivenza di imprese in trend positivo ed altre che prevedono una chiusura d’anno più modesta. Quanto agli investimenti parliamo di stabilità, per non dire stagnazione».
-Dal punto di vista occupazione i segnali sono sempre negativi?
«Nelle previsioni degli imprenditori vicentini il 17% intende ricorrere alla cassa integrazione. Tra le cause: riduzione degli ordinativi, crisi del settore (43,8%), costi energetici (19%) e aumento dei costi delle materie prime (12,5%)». Tuttavia, più in generale l’occupazione, torna a crescere, in controtendenza, dunque, rispetto al primo semestre.
-Dopo domani dedicherete un approfondimento scientifico sulla ricerca dei talenti in azienda. Un aspetto, quello del capitale umano sul quale state spingendo da tempo.
«Quello che si propone questo progetto innovativo è non solo di scovarli i talenti, ma anche di dare loro motivazioni affinché rimangano. Stiamo puntando molto sui giovani con le tante iniziative che stiamo attuando con le scuole, andando a parlare e a spiegare il nostro mondo non solo negli istituti tecnici, ma perfino nelle medie, perché il futuro inizia lì».
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