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Comunicati Stampa

I comunicati stampa emanati da Apindustria Vicenza

APINDUSTRIA, CGIL, CISL E UIL CORRONO IN AIUTO DEI TERREMOTATI: PRONTO UN ASSEGNO PER IL COMUNE DI CASCIA

I risultati di alcune iniziative di raccolta fondi promosse negli ultimi anni da Apindustria Confimi Vicenza in collaborazione con CGIL, CISL e UIL convergono in un aiuto concreto alle popolazioni terremotate del centro Italia.

Sabato 7 ottobre 2017 una delegazione vicentina si recherà nel comune di Cascia, in provincia di Perugia, per consegnare nelle mani del sindaco Mario De Carolis un assegno, destinato agli interventi di ricostruzione dopo il terribile sisma che nell'agosto dello scorso anno ha distrutto l'intero paese.

In particolare i fondi raccolti andranno a supportare la ricostruzione della copertura del palazzetto dello sport casciano. Accorata la dichiarazione del Presidente di Apindustria Flavio Lorenzin: «Andremo in Umbria per consegnare un assegno al sindaco di Cascia e fare sentire la nostra vicinanza alle popolazioni del posto. Perchè quando le emergenze chiamano, è nostro dovere aiutarsi tra territori e senza distinzioni di qualsivoglia appartenenza». Apindustria Confimi Vicenza e CGIL, CISL e UIL confermano così la propria sensibilità verso le persone in difficoltà ed il proprio impegno solidaristico che è nel dna degli imprenditori e dei lavoratori di questo territorio.

Vicenza, 5 ottobre 2017
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Apindustria, sponsor istituzionale dello Sporteam Vicenza Futsal


VICENZA - Apindustria Vicenza sarà sponsor istituzionale per la stagione 2013-2014 dello Sporteam Vicenza Futsal, formazione di serie A1 di calcio a 5 femminile.


Si tratta di una scelta innovativa e senza precedenti per l'associazione che riunisce le piccole e medie industrie della provincia berica, dove vanta migliaia di associati, che affiancherà il proprio nome al team sportivo, nella città del Palladio l'unico al via in un massimo campionato nazionale donne. In una Vicenza che ha vissuto in passato i fasti del basket e del volley femminile, il calcio a 5 rappresenta una ventata di novità e di curiosità destinato a richiamare l'attenzione di molti vicentini, la cui "cultura" a livello calcistico è indiscutibile e di vecchia data.



Il futsal, più comunemente conosciuto come calcio a 5, rappresenta uno sport emergente anche “in rosa”, con tesserate e pubblico (soprattutto maschile) in forte ascesa, ma che registrando anche una crescita notevole di sponsor che hanno deciso di investire in questo sport. Si tratta di una disciplina diffusa in tutto il mondo che sogna in tempi brevi l'inserimento nel gotha degli sport olimpici.



Apindustria Vicenza ha deciso di essere sponsor istituzionale dello Sporteam Vicenza anche per il fatto che da quest'anno il team sportivo ha messo radici definitivamente nel capoluogo berico sia per quanto riguarda gli allenamenti che per le partite casalinghe, che verranno disputate al Palasport di Vicenza, il "tempio" dello sport berico, che ha riaperto i battenti proprio in queste settimane dopo alcuni anni in cui non era stato utilizzato.



Apindustria Vicenza, punto di riferimento per tutti gli imprenditori che intendono tutelare e garantire lo sviluppo della propria piccola o media impresa, grazie ad una forte attività di rappresentanza, è ora a fianco anche di un gruppo di calciatrici che a suon di gol intendono affermarsi a livello nazionale. E che, come i piccoli imprenditori, si impegneranno giorno dopo per crescere e stupire.

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APINDUSTRIA: ABBASSIAMO I TONI, ASCOLTIAMO GLI IMPRENDITORI

Vicenza, 18 marzo 2013


COMUNICATO STAMPA


APINDUSTRIA: ABBASSIAMO I TONI,  ASCOLTIAMO GLI IMPRENDITORI

Il Presidente Lorenzin: lavoriamo insieme, senza clamori, per sostenere gli imprenditori in difficoltà

«Il dramma dei suicidi tra imprenditori è umano ancor prima che economico e sociale - esordisce Flavio Lorenzin, presidente di Apindustria Vicenza - e quindi merita rispetto e riservatezza. Il dibattito che ha trovato spazio sui media locali negli ultimi giorni è necessario, anche se appare un po’ tardivo».

«Come Associazione – continua il Presidente - abbiamo assunto da subito un basso profilo, tanto che più volte ho declinato l'invito a commentare lo stillicidio di lutti che ha segnato la cronaca di questi mesi. Un pudore, questo, che deriva non dal voler negare quanto sta avvenendo, ma dalla convinzione che il sacrosanto diritto di cronaca non deva distrarci dall'obiettivo, che è quello di evitare che gli imprenditori ricorrano a questi gesti estremi. Nei giorni scorsi mi sono confrontato in più occasioni con i colleghi Presidenti delle altre categorie economiche su questo tema e ho trovato da parte di tutti una grande sensibilità e convergenza d'opinioni: le associazioni sono “la casa degli imprenditori” e tutte, indistintamente, devono operare per prevenire che situazioni come queste possano verificarsi ancora».

«Apindustria ha sviluppato ancora diversi anni fa un progetto di sostegno qualificato agli imprenditori in difficoltà, ma abbiamo ritenuto prioritario convergere sull'iniziativa regionale "Inoltre", perchè - mai come in questi casi - l'imprenditore non ha "etichette" di appartenenza ed è importante dare la massima visibilità ad un progetto valido e che nasce, ricordiamolo, per iniziativa di un ente del nostro territorio (l'ULSS 4). Dalla scorsa primavera è attivo un numero verde in funzione 24 ore su 24 (800.33.43.43), dove chiunque può chiedere sostegno».

«L'Associazione è un tassello importante nella "rete" a sostegno degli imprenditori in difficoltà perchè, oltre ai consigli "tecnici", costituisce un’occasione di confronto con colleghi che non giudicano, ma mettono a disposizione la propria esperienza e la propria visione. Mi rendo conto – conclude Lorenzin - che non sia facile fare quel passo che separa la propria azienda dall'Associazione: molte sono le remore morali, sociali e - talvolta - famigliari che frenano i colleghi in difficoltà dal cercare un confronto con altri imprenditori, anche se amici. Per questa ragione stiamo organizzando degli incontri sui territori dove i protagonisti sono imprenditori che hanno già attraversato, e superato, un momento di forte difficoltà. Vogliamo lanciare un messaggio di positività e ribadire che le difficoltà si possono superare, tutti insieme».

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APINDUSTRIA: STOP ALL’IVA SUGLI INSOLUTI - «FACCIAMOLA VERSARE AI CATTIVI PAGATORI»

Con l’inizio dell’iter parlamentare della Legge di Bilancio 2017, le imprese manifatturiere vedono svanita la possibilità di recuperare l’I.V.A. da versare sui mancati pagamenti in caso di fallimento o concordato. Per questo il Presidente di Apindustria Confimi Vicenza, Flavio Lorenzin, invita il Governo a rivedere il congelamento delle misure annunciate solo pochi mesi fa in merito al recupero dell’imposta, per dare una parziale boccata d’ossigeno alle aziende già penalizzate dai mancati introiti sulle forniture.
«Quando viene effettuata la fornitura della merce senza che venga corrisposto il pagamento – spiega Lorenzin – le nostre aziende si trovano investite da una doppia ingiustizia, rappresentata dall’obbligo di versare l’I.V.A. su importi che non sono stati riscossi e di pagarne anche le relative imposte. La nostra richiesta era di recuperare almeno l’I.V.A. versata come sostituti di imposta, rimanendo esposti, anche se dal nostro punto di vista ingiustamente, ai soli importi non incassati dalle forniture».

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APIVENETO FIDI: IL VERONESE GIANNI TOMMASI È IL NUOVO PRESIDENTE

 

Comunicato stampa, 30 maggio 2008






APIVENETO FIDI: IL VERONESE GIANNI TOMMASI È IL NUOVO PRESIDENTE



Il neo costituito Consiglio di amministrazione di Apiveneto Fidi, il Confidi regionale del sistema Confapi Veneto, ha eletto alla presidenza il veronese Gianni Tommasi, che succede al vicentino Filippo De Marchi, nel frattempo chiamato alla guida di Apindustria Vicenza. 

Gianni Tommasi, 48 anni, è socio e amministratore delegato di Edilpoint srl, operante nel settore del commercio di materiali edili, e amministratore unico di Bit Group srl, società di consulenza aziendale. Inoltre, Tommasi è membro della giunta di presidenza di Apindustria Verona.


Il passaggio del testimone avviene in un momento molto delicato sia per il Confidi, soggetto ad un'evoluzione normativa che lo porterà a breve ad operare sotto la vigilanza di Banca d'Italia, sia per le PMI, impegnate a loro volta nel difficile confronto con il mercato e nella strenua lotta quotidiana per l'approvvigionamento delle risorse finanziarie necessarie allo sviluppo.

In tale difficile contesto, Apiveneto Fidi dovrà moltiplicare gli sforzi per sostenere ed affiancare le PMI, rafforzando il suo ruolo di interlocutore privilegiato nei confronti del sistema finanziario e creditizio, mantenendo e incentivando, nel contempo, il suo ruolo di partner ideale per l'espansione e la crescita delle aziende.


"L'intento - afferma il neo Presidente Tommasi - è quello di proseguire sulla strada già intrapresa dal presidente uscente Filippo De Marchi, al quale va un forte ringraziamento per l'impegno profuso e per gli importanti risultati ottenuti anche in vista della prossima evoluzione di Apiveneto Fidi nella nuova identità di intermediario finanziario vigilato".

"Saremo sempre aperti e disponibili - prosegue Tommasi - a valutare ogni progetto di collaborazione che abbia come obiettivo il rafforzamento del sistema imprenditoriale veneto, offrendo alle nostre imprese un supporto sempre più incisivo per poter competere con successo sul mercato globale".


Apiveneto Fidi rappresenta una delle principali realtà nazionali del Sistema Confapi nella garanzia alle imprese. Costituito nel dicembre 2006 a seguito fusione dei tre Consorzi Fidi di Vicenza, Verona e Rovigo, riconducibili al Sistema Confapi Veneto, il Confidi ha chiuso il 2007 con un volume di affidamenti garantiti che sfiora i 200 milioni di €uro, 23 convenzioni con Istituti di Credito, 1500 soci e 15 milioni di €uro di mezzi patrimoniali.

Inoltre il Confidi opera su tutto il territorio regionale con tre sedi operative a Vicenza, Verona e Rovigo e tre sportelli a Bassano del Grappa, Padova e Venezia.

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Appello di 7 associazioni su Payback: TAR blocchi il pregresso e governo lo cancelli

Le 7 sigle di rappresentanza delle imprese: “a rischio le forniture di dispositivi medici agli ospedali
con danni irreparabili per la Sanità, i cittadini e gli operatori sanitari”

Roma, 25 febbraio 2025 – Il TAR del Lazio dichiari illegittimo il payback 2015-2018 per dare un futuro alle imprese dei dispositivi medici del Paese e dare tempo al Governo di cancellare la norma. Questo l’appello univoco di Aforp, Confapi salute università ricerca, Confimi Industria Sanità, Confindustria dispositivi medici, Conflavoro PMI Sanità, Coordinamento filiera, Fifo Confcommercio, in vista dell’udienza del TAR sul payback prevista per oggi.

Le oltre 1.800 imprese dei dispositivi medici che hanno fatto ricorso per il payback 2015-2018, dopo la sentenza della Corte costituzionale, ricorrono nuovamente al TAR per sottolineare che la norma, da una parte, viola la normativa europea in materia di appalti pubblici, e dall'altra, è illegittima perché ha fissato nel 2019 dei tetti di spesa sulle annualità 2015-2018 in ritardo e con effetti retroattivi.

“Questa è l’ultima vera occasione – hanno dichiarato le 7 sigle di rappresentanza - per bloccare un meccanismo assurdo che farà morire un comparto fatto di innovazione, ricerca e sviluppo di prodotti che salvano e migliorano la qualità della vita degli italiani. Se le piccole e media imprese saranno costrette a chiudere o ridurre drasticamente le attività, le grandi imprese saranno costrette a ritirare i propri investimenti in Italia e a spostarli in altri paesi più attrattivi con un impoverimento della ricchezza, dell’occupazione e del Pil del nostro territorio. Tutte le imprese, già vessate dalla tassa dello 0,75% sul fatturato, dai costi esorbitanti dell’energia e dall’incubo dazi Usa, con l’ulteriore peso del payback potranno non riuscire a garantire le forniture di dispositivi medici agli ospedali con danni irreparabili per la Sanità, i cittadini e gli operatori sanitari”.


UFFICIO STAMPA
CONFIMI INDUSTRIA

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AREA BERICA, SERVE UN NUOVO SVILUPPO

Il mandamento di Apindustria Vicenza spinge per pianificare strategie di crescita innovative puntando su giovani e turismo

Il mandamento Area Berica di Apindustria Vicenza tira le somme sullo stato di salute dell’economia locale, all’indomani di un convegno organizzato a Lonigo dalla Cisl, che ha visto la presenza del segretario generale Raffaele Bonanni e la presentazione di un’indagine sugli aspetti economico-sociali del territorio. Anche l’Area Berica, complice la crisi, soffre in questi anni di un’emergenza lavoro, in virtù di poche certezze sul futuro che frenano ogni iniziativa e annullano, o quasi, le opportunità occupazionali. Il bilancio delle famiglie riesce a quadrare ancora grazie al risparmio accumulato negli anni che hanno preceduto la crisi, ma adesso anche questa propensione inizia a scricchiolare. Il grave peggioramento dell’economia non ha comunque penalizzato una qualità della vita, che generalmente resta su livelli soddisfacenti.

Un discorso a parte meritano le Pmi, sulle quali a richiamare l’attenzione è il presidente mandamentale di Apindustria, Nadia Dalla Montà: «La crisi ha penalizzato le piccole industrie – spiega – ma i cittadini intervistati credono ancora che lo sviluppo possa nascere dal settore manifatturiero: è su questo che andrebbero indirizzati gli sforzi e gli interventi di sostegno». Dopo la crisi del metalmeccanico e del tessile, secondo Dalla Montà la ricerca di un nuovo sviluppo non deve ricalcare vecchi percorsi dando vita a nuove aree industriali, tentazione ancora molto forte accentuata dalla presenza della grande arteria Valdastico sud: «Gli amministratori non devono sperperare ancora territorio – insiste – perché oramai i processi industriali richiedono altre forme per fare impresa. I processi di industrializzazione dell’ultimo ventennio, oltre che tardivi, sarebbero già obsoleti fin dall’inizio».

È necessario quindi creare opportunità anche per i giovani: «È vero che la popolazione giovanile dell’area è cresciuta in questi ultimi anni – spiega il vicepresidente Raimondo Riu – ma è dovuto al fatto che qui le case cercate dalle giovani coppie avevano, e hanno ancora, prezzi più bassi. Il problema è che spesso ci si trova davanti a quartieri dormitori, senza una socialità».

Si è parlato del turismo dell’area anche per la presenza di molte ville: «D’accordo – aggiungono i rappresentanti delle Pmi – purché si faccia seriamente. Il turismo è come un mantra che negli ultimi 15 anni è la carta da spendere in tutti i tavoli e in tutte le sedi. Se ci si crede, è ora di passare ai fatti, ma in modo serio e non improvvisato, con persone competenti e che siano professionisti di marketing territoriale. Occorre crederci e partire, superando i campanilismi. Ben venga anche un tavolo comune con le categorie economiche per lo sviluppo dell’area, purché sia produttivo e non un ennesimo alibi per non fare nulla».

Il mandamento Area Berica di Apindustria Vicenza chiede quindi una programmazione seria di nuovi modelli sviluppo, che vedano coinvolti i giovani, insieme ad amministratori locali che sappiano mettersi in discussione in un gioco di squadra, ad esempio tramite l’accorpamento dei servizi comunali, una programmazione d’area e una riduzione dei costi con maggiori benefici per i cittadini. Puntare, insomma, su un progetto di rinnovamento, che può coinvolgere anche l’Università, troppo spesso emarginata, quando invece può fare dell’Area un territorio in cui far crescere nuove eccellenze.



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Area Vasta, Lorenzin e Apindustria chiedono a Variati un tavolo condiviso

Comunicato stampa, 26 settembre 2012

La richiesta del Presidente di Apindustria Vicenza al Sindaco Variati

UN TAVOLO CONDIVISO PER TRATTARE “L’AREA VASTA”
 

Sulla questione ricorrente in questi giorni della “Macro Regione” e della cosiddetta “Area Vasta” individuata tra Verona e Vicenza, il Presidente di Apindustria, Flavio Lorenzin, ha inoltrato al Sindaco Achille Variati la richiesta di promuovere un ampio confronto tra le forze economiche e sociali del territorio berico. L’opportunità di prevedere la concertazione è rafforzata dall’imminente scadenza entro cui anche la Regione Veneto dovrà presentare il proprio progetto di riordino delle province.

Riferendosi al Sindaco, il Presidente Lorenzin lo ha esortato: «Sarebbe, auspicabile un Suo autorevole intervento quale promotore per l’organizzazione di un incontro fra tutte le istituzioni pubbliche provinciali, le associazioni di categoria, le associazioni sindacali, i sindaci dei principali comuni della provincia di Vicenza, affinché venga discusso il problema in questione e trovata una soluzione condivisa da tutti. Mai come in questo momento, ritengo, ci sia la necessità di chiamare a raccolta tutte le forze e di evitare la frantumazione delle azioni, come spesso accaduto in passato, perché la partita in gioco sarà determinante per il futuro della nostra provincia».

 

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Arranca l'economia vicentina

Sergio Dalla Verde, presidente di Apindustria Vicenza, ha presentato l’indagine sulla congiuntura delle piccole e medie industrie vicentine.
Vendite, produzione e ordinativi aumentano di pochi punti percentuali, ma la fiducia è ai minimi storici. L’occupazione è stabile (+0,1%), così come il ricorso al credito. In sensibile contrazione i margini di profitto.

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Arriva "inventario - Il linguaggio della manifattura", l’omaggio di Confimi Industria al patrimonio linguistico del lavoro

In occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy, un libro celebra l'eccellenza italiana attraverso il linguaggio unico delle sue imprese

Che cosa significano sfaldaballe, tangenziale, lacrima, uragano, cannellino?  In occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy, Confimi Industria, con il contributo di Treccani, presenta "inventario - Il linguaggio della manifattura", un volume che esplora l'anima della manifattura italiana attraverso le sue parole. Un percorso che svela il linguaggio unico di un settore che ha reso l'Italia famosa nel mondo.

Vita Associativa

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