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Alleghiamo schede di lettura relative alla disciplina del plafond per gli esportatori abituali. Il materiale è aggiornato con le novità 2015 in materia di dichiarazioni d’intento.
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Com’è noto, gli esportatori abituali hanno la possibilità di acquistare beni e servizi senza subire l’addebito dell’Iva dal proprio fornitore, ai sensi dell’art. 8, co. 2, del DPR 633/72, nel limite di un determinato plafond. L’acquisto senza addebito di Iva da parte del fornitore evita o, comunque, limita la formazione di un credito Iva nei confronti dell’Erario, con eliminazione a monte delle problematiche connesse al suo recupero tramite rimborsi o compensazioni. La situazioni di credito Iva strutturale è, infatti, piuttosto diffusa nelle aziende che effettuano prevalentemente operazioni attive con l’estero è trae origine dal fatto che mentre le operazioni attive sono non imponibili (e quindi non generano Iva a debito), per quelle passive, in mancanza di un meccanismo correttivo (qual è appunto l’istituto del plafond), vengono normalmente assoggettate all’imposta (generando quindi Iva a credito), tanto a livello di forniture interne che di importazioni. [1] Contribuenti Iva che hanno registrato esportazioni ed altre operazioni assimilate per un ammontare superiore al 10% del proprio volume d’affari rettificato (status esportatore abituale).
Nell’ambito delle attività a supporto delle aziende che operano nei mercati esteri, il Servizio Estero e Affari Internazionali dell’Associazione organizza degli incontri, gratuiti per gli Associati, con esperti nei temi seguenti:
L’art. 13 della Legge n. 115/2015, c.d. “Legge Europea 2014”, in vigore dal 18 agosto 2015, ha modificato gli artt. 38 co.5 lett. a) e 41 co. 3 del D.L. n. 331/1993 relativi alle operazioni di trasferimento di beni tra Stati membri per l’effettuazione di perizie o di operazioni di perfezionamento o di manipolazioni usuali.
pdf Aziende ...occhio alle truffe !!! La sezione Polizia Postale di Vicenza ha rilevato negli ultimi mesi un incremento di denunce e segnalazioni da parte di aziende del vicentino vittime di “truffe” online.
Come di consueto, alla fine di ottobre di ogni anno la Commissione UE pubblica l’aggiornamento della Tariffa Doganale Comune. La versione aggiornata, in vigore dal 1° gennaio 2016, è contenuta nel Regolamento di esecuzione (UE) n. 2015/1754 del 6 ottobre 2015 pubblicato nella GUUE L285 del 30 ottobre 2015[1]
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Com’è noto dal 31 marzo di quest’anno è a pieno regime l’obbligo di fatturazione elettronica verso tutti gli enti pubblici (vedi notiziario n. 3/2015). Ricordiamo che le PMI, limitatamente a 24 fatture annue, possono fruire gratuitamente del servizio FePA di Unioncamere/Agid (tramite Infocamere) che offre una soluzione per la compilazione della fattura in formato XML, la trasmissione al Sistema di Interscambio (SDI) e la conservazione sostitutiva a norma per 10 anni. Le imprese in questo caso hanno la necessità di essere dotate della firma digitale del legale rappresentante per firmare digitalmente – prima della trasmissione – la fattura XML.
Nell’ambito delle attività previste dall’Accordo di Cooperazione nel Campo della Ricerca e dello Sviluppo Industriale, Scientifico e Tecnologico tra Italia e Israele, è stato pubblicato nel sito del MAE il bando[1] per la raccolta di progetti congiunti italo-israeliani per l’anno 2016. [1]http://www.esteri.it/mae/it/ministero/servizi/italiani/opportunita/accordi_coop_indscietec.html >> Bando Industriale 2016
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Com’è noto, dal 2015 sono in vigore le nuove regole introdotte dal decreto semplificazioni (D.Lgs n.175/2014) che hanno “rovesciato” l’obbligo dell’adempimento telematico in materia di dichiarazioni d’intento per gli esportatori abituali. La novità è stata indubbiamente una delle più significative dell’intero pacchetto semplificazioni ancorché l’iniziale fase transitoria non abbia consentito a tutti di apprezzarne i vantaggi. Oramai le prime difficoltà sono superate e grazie, da ultimo, all’implementazione apportata il 3 dicembre 2015 al software dell’Agenzia, gli esportatori abituali possono affrontare l’invio delle dichiarazioni per il 2016 sfruttando le migliorie introdotte in recepimento dei suggerimenti e richieste avanzate dalla nostra Associazione e da Confimi.
Il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) ha assegnato 80 milioni di euro per sostenere le imprese italiane a inserirsi nei mercati extraUE e per migliorare e salvaguardare la solidità patrimoniale delle PMI esportatrici. Il relativo decreto – Decreto MISE 7 ottobre 2015 – è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 1° dicembre 2015, n. 280.
SACE ha sviluppato un programma sui prossimi mercati emergenti dedicato principalmente alle PMI mettendo a disposizione prodotti assicurativo-finanziari a sostegno di export e investimenti. Al link http://www.sace.it/studi-e-formazione/pubblicazioni/dettaglio/frontiers è disponibile la prima guida con Focus Africa Subsahariana che analizza punti di forza e di debolezza, opportunità e minacce, in Angola, Ghana, Kenya, Mozambico, Senegal, Tanzania.
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Com’è noto la legge di Stabilità 2015 ha esteso l’applicazione del regime del reverse charge alle prestazioni di pulizia, demolizione, installazione di impianti e di completamento relative ad edifici. Fra i dubbi su cui la CM 14/E di marzo 2015 aveva “glissato” vi era quello della sorte degli impianti “imbullonati/ancorati” agli edifici. Il tema degli “imbullonati” è stato, tuttavia, recentemente affrontato dalla DRE Emilia Romagna in risposta (n. 954-784/2015) ad un quesito volto, nello specifico, a chiarire l’applicazione o meno del reverse in una serie di prestazioni riguardanti gli impianti di refrigerazione (frigoriferi) industriale per l’industria agroalimentare.
È il gruppo sudafricano Shoprite il primo rivenditore al dettaglio del continente africano. Lo sostiene lo studio di consulenza internazionale Deloitte che in questi giorni ha diffuso il primo di una serie di rapporti annuali – African Powers of Retailing – che d’ora in avanti stileranno una classifica dei rivenditori attivi nel continente. Il rapporto presentato – dal sottotitolo New Horizons for growth – parte dalla convinzione che l’Africa sarà sempre di più nel prossimo futuro la nuova frontiera del mercato dei consumi.
Cos’è Horizon 2020 Horizon 2020 è il più grande programma di Ricerca & Innovazione mai lanciato dall’UE che nel periodo 2014-2020 (7 anni) erogherà finanziamenti alle imprese europee per un budget di ca. 80 miliardi di euro.
Il Servizio Estero dell’Associazione, in collaborazione con Centro API Servizi srl, organizza una missione economica in Polonia nelle giornate 12-14 aprile 2016 aperta a tutti i settori merceologici e in particolare a: ▪ meccanica e subfornitura ▪ moda ▪ cosmetica ▪ nuove tecnologie e biotecnologie
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Pubblichiamo le schede di lettura che illustrano le seguenti discipline: (i) reverse charge di cui all’art. 17 co. 6 lett. a-ter, per le prestazioni di pulizia, demolizione, installazione di impianto e completamento di edifici; (ii) reverse charge di cui all’art. 17 co. 6 lett a) per i subappalti in edilizia; (iii) split payment di cui all’art. 17-ter. Il materiale è aggiornato con le precisazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate (C.M. n. 6, 14 e 15 del 2015).
A seguito dell’abbattimento, lo scorso 24 novembre, del jet russo al confine tra Turchia e Siria, Mosca ha istituito una serie di misure economiche restrittive nei confronti della Turchia esplicitate nel Decreto del Governo russo n. 1296/2015 che attua il corrispondente Ordine presidenziale di sabato 28 novembre 2015.
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SCADENZA
COSA
CHI
COME E DOVE
NOTE
venerdì 1/1/16
CONTABILITA' MAGAZZINO.
Per le imprese che, nel biennio 2013/2014,hanno superato
€ 5.164.568,99 di ricavi ed
€ 1.032.913,80 di rimanenze finali, contemporaneamente ed in entrambi i periodi d’imposta, scatta l’obbligo della tenuta della contabilità di magazzino.
La fiera Virtuale della Subfornitura è un progetto ICE nato nel 2009 per la promozione della subfornitura italiana in Germania; visto l’apprezzamento, il progetto è stato recentemente esteso anche a potenziali committenti in Austria, Belgio, Francia, Gran Bretagna, Polonia e Svezia.
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Comunicazioni di irregolarità (avvisi bonari) Il comunicato stampa 15/01/2016 con il quale l’Agenzia delle entrate avvisa che a circa 200 mila società di capitali, nei prossimi giorni, verranno recapitate, a mezzo PEC, le comunicazioni di irregolarità relative al modello Unico SC 2014 (relativo al 2013) offre lo spunto per sensibilizzare l’attenzione in merito allanecessita di effettuare un puntuale e costante presidio delle caselle di posta elettronica certificata (PEC). L’invio tramite PEC, all’indirizzo dell’impresa presente sul sito INI-PEC (alimentato dagli archivi camerali) sostituisce, infatti, la modalità tramite raccomandata AR che verrà utilizzata solo nell’ipotesi in cui l’invio con PEC non dovesse andare a buon fine o in caso di anomalie riscontrate del citato indirizzario INI-PEC istituito presso il MISE. Il comunicato precisa altresì che nei prossimi mesi, con le medesime modalità, verranno inviate le comunicazioni relative agli altri modelli di dichiarazioni presentate dalle medesime società.