Vai al contenuto principale

News ed Eventi

APIVENETO FIDI: IL VERONESE GIANNI TOMMASI È IL NUOVO PRESIDENTE

 

Comunicato stampa, 30 maggio 2008






APIVENETO FIDI: IL VERONESE GIANNI TOMMASI È IL NUOVO PRESIDENTE



Il neo costituito Consiglio di amministrazione di Apiveneto Fidi, il Confidi regionale del sistema Confapi Veneto, ha eletto alla presidenza il veronese Gianni Tommasi, che succede al vicentino Filippo De Marchi, nel frattempo chiamato alla guida di Apindustria Vicenza. 

Gianni Tommasi, 48 anni, è socio e amministratore delegato di Edilpoint srl, operante nel settore del commercio di materiali edili, e amministratore unico di Bit Group srl, società di consulenza aziendale. Inoltre, Tommasi è membro della giunta di presidenza di Apindustria Verona.


Il passaggio del testimone avviene in un momento molto delicato sia per il Confidi, soggetto ad un'evoluzione normativa che lo porterà a breve ad operare sotto la vigilanza di Banca d'Italia, sia per le PMI, impegnate a loro volta nel difficile confronto con il mercato e nella strenua lotta quotidiana per l'approvvigionamento delle risorse finanziarie necessarie allo sviluppo.

In tale difficile contesto, Apiveneto Fidi dovrà moltiplicare gli sforzi per sostenere ed affiancare le PMI, rafforzando il suo ruolo di interlocutore privilegiato nei confronti del sistema finanziario e creditizio, mantenendo e incentivando, nel contempo, il suo ruolo di partner ideale per l'espansione e la crescita delle aziende.


"L'intento - afferma il neo Presidente Tommasi - è quello di proseguire sulla strada già intrapresa dal presidente uscente Filippo De Marchi, al quale va un forte ringraziamento per l'impegno profuso e per gli importanti risultati ottenuti anche in vista della prossima evoluzione di Apiveneto Fidi nella nuova identità di intermediario finanziario vigilato".

"Saremo sempre aperti e disponibili - prosegue Tommasi - a valutare ogni progetto di collaborazione che abbia come obiettivo il rafforzamento del sistema imprenditoriale veneto, offrendo alle nostre imprese un supporto sempre più incisivo per poter competere con successo sul mercato globale".


Apiveneto Fidi rappresenta una delle principali realtà nazionali del Sistema Confapi nella garanzia alle imprese. Costituito nel dicembre 2006 a seguito fusione dei tre Consorzi Fidi di Vicenza, Verona e Rovigo, riconducibili al Sistema Confapi Veneto, il Confidi ha chiuso il 2007 con un volume di affidamenti garantiti che sfiora i 200 milioni di €uro, 23 convenzioni con Istituti di Credito, 1500 soci e 15 milioni di €uro di mezzi patrimoniali.

Inoltre il Confidi opera su tutto il territorio regionale con tre sedi operative a Vicenza, Verona e Rovigo e tre sportelli a Bassano del Grappa, Padova e Venezia.

  • Creato il .

Appello di 7 associazioni su Payback: TAR blocchi il pregresso e governo lo cancelli

Le 7 sigle di rappresentanza delle imprese: “a rischio le forniture di dispositivi medici agli ospedali
con danni irreparabili per la Sanità, i cittadini e gli operatori sanitari”

Roma, 25 febbraio 2025 – Il TAR del Lazio dichiari illegittimo il payback 2015-2018 per dare un futuro alle imprese dei dispositivi medici del Paese e dare tempo al Governo di cancellare la norma. Questo l’appello univoco di Aforp, Confapi salute università ricerca, Confimi Industria Sanità, Confindustria dispositivi medici, Conflavoro PMI Sanità, Coordinamento filiera, Fifo Confcommercio, in vista dell’udienza del TAR sul payback prevista per oggi.

Le oltre 1.800 imprese dei dispositivi medici che hanno fatto ricorso per il payback 2015-2018, dopo la sentenza della Corte costituzionale, ricorrono nuovamente al TAR per sottolineare che la norma, da una parte, viola la normativa europea in materia di appalti pubblici, e dall'altra, è illegittima perché ha fissato nel 2019 dei tetti di spesa sulle annualità 2015-2018 in ritardo e con effetti retroattivi.

“Questa è l’ultima vera occasione – hanno dichiarato le 7 sigle di rappresentanza - per bloccare un meccanismo assurdo che farà morire un comparto fatto di innovazione, ricerca e sviluppo di prodotti che salvano e migliorano la qualità della vita degli italiani. Se le piccole e media imprese saranno costrette a chiudere o ridurre drasticamente le attività, le grandi imprese saranno costrette a ritirare i propri investimenti in Italia e a spostarli in altri paesi più attrattivi con un impoverimento della ricchezza, dell’occupazione e del Pil del nostro territorio. Tutte le imprese, già vessate dalla tassa dello 0,75% sul fatturato, dai costi esorbitanti dell’energia e dall’incubo dazi Usa, con l’ulteriore peso del payback potranno non riuscire a garantire le forniture di dispositivi medici agli ospedali con danni irreparabili per la Sanità, i cittadini e gli operatori sanitari”.


UFFICIO STAMPA
CONFIMI INDUSTRIA

  • Creato il .

AREA BERICA, SERVE UN NUOVO SVILUPPO

Il mandamento di Apindustria Vicenza spinge per pianificare strategie di crescita innovative puntando su giovani e turismo

Il mandamento Area Berica di Apindustria Vicenza tira le somme sullo stato di salute dell’economia locale, all’indomani di un convegno organizzato a Lonigo dalla Cisl, che ha visto la presenza del segretario generale Raffaele Bonanni e la presentazione di un’indagine sugli aspetti economico-sociali del territorio. Anche l’Area Berica, complice la crisi, soffre in questi anni di un’emergenza lavoro, in virtù di poche certezze sul futuro che frenano ogni iniziativa e annullano, o quasi, le opportunità occupazionali. Il bilancio delle famiglie riesce a quadrare ancora grazie al risparmio accumulato negli anni che hanno preceduto la crisi, ma adesso anche questa propensione inizia a scricchiolare. Il grave peggioramento dell’economia non ha comunque penalizzato una qualità della vita, che generalmente resta su livelli soddisfacenti.

Un discorso a parte meritano le Pmi, sulle quali a richiamare l’attenzione è il presidente mandamentale di Apindustria, Nadia Dalla Montà: «La crisi ha penalizzato le piccole industrie – spiega – ma i cittadini intervistati credono ancora che lo sviluppo possa nascere dal settore manifatturiero: è su questo che andrebbero indirizzati gli sforzi e gli interventi di sostegno». Dopo la crisi del metalmeccanico e del tessile, secondo Dalla Montà la ricerca di un nuovo sviluppo non deve ricalcare vecchi percorsi dando vita a nuove aree industriali, tentazione ancora molto forte accentuata dalla presenza della grande arteria Valdastico sud: «Gli amministratori non devono sperperare ancora territorio – insiste – perché oramai i processi industriali richiedono altre forme per fare impresa. I processi di industrializzazione dell’ultimo ventennio, oltre che tardivi, sarebbero già obsoleti fin dall’inizio».

È necessario quindi creare opportunità anche per i giovani: «È vero che la popolazione giovanile dell’area è cresciuta in questi ultimi anni – spiega il vicepresidente Raimondo Riu – ma è dovuto al fatto che qui le case cercate dalle giovani coppie avevano, e hanno ancora, prezzi più bassi. Il problema è che spesso ci si trova davanti a quartieri dormitori, senza una socialità».

Si è parlato del turismo dell’area anche per la presenza di molte ville: «D’accordo – aggiungono i rappresentanti delle Pmi – purché si faccia seriamente. Il turismo è come un mantra che negli ultimi 15 anni è la carta da spendere in tutti i tavoli e in tutte le sedi. Se ci si crede, è ora di passare ai fatti, ma in modo serio e non improvvisato, con persone competenti e che siano professionisti di marketing territoriale. Occorre crederci e partire, superando i campanilismi. Ben venga anche un tavolo comune con le categorie economiche per lo sviluppo dell’area, purché sia produttivo e non un ennesimo alibi per non fare nulla».

Il mandamento Area Berica di Apindustria Vicenza chiede quindi una programmazione seria di nuovi modelli sviluppo, che vedano coinvolti i giovani, insieme ad amministratori locali che sappiano mettersi in discussione in un gioco di squadra, ad esempio tramite l’accorpamento dei servizi comunali, una programmazione d’area e una riduzione dei costi con maggiori benefici per i cittadini. Puntare, insomma, su un progetto di rinnovamento, che può coinvolgere anche l’Università, troppo spesso emarginata, quando invece può fare dell’Area un territorio in cui far crescere nuove eccellenze.



  • Creato il .

Area Vasta, Lorenzin e Apindustria chiedono a Variati un tavolo condiviso

Comunicato stampa, 26 settembre 2012

La richiesta del Presidente di Apindustria Vicenza al Sindaco Variati

UN TAVOLO CONDIVISO PER TRATTARE “L’AREA VASTA”
 

Sulla questione ricorrente in questi giorni della “Macro Regione” e della cosiddetta “Area Vasta” individuata tra Verona e Vicenza, il Presidente di Apindustria, Flavio Lorenzin, ha inoltrato al Sindaco Achille Variati la richiesta di promuovere un ampio confronto tra le forze economiche e sociali del territorio berico. L’opportunità di prevedere la concertazione è rafforzata dall’imminente scadenza entro cui anche la Regione Veneto dovrà presentare il proprio progetto di riordino delle province.

Riferendosi al Sindaco, il Presidente Lorenzin lo ha esortato: «Sarebbe, auspicabile un Suo autorevole intervento quale promotore per l’organizzazione di un incontro fra tutte le istituzioni pubbliche provinciali, le associazioni di categoria, le associazioni sindacali, i sindaci dei principali comuni della provincia di Vicenza, affinché venga discusso il problema in questione e trovata una soluzione condivisa da tutti. Mai come in questo momento, ritengo, ci sia la necessità di chiamare a raccolta tutte le forze e di evitare la frantumazione delle azioni, come spesso accaduto in passato, perché la partita in gioco sarà determinante per il futuro della nostra provincia».

 

  • Creato il .

Arranca l'economia vicentina

Sergio Dalla Verde, presidente di Apindustria Vicenza, ha presentato l’indagine sulla congiuntura delle piccole e medie industrie vicentine.
Vendite, produzione e ordinativi aumentano di pochi punti percentuali, ma la fiducia è ai minimi storici. L’occupazione è stabile (+0,1%), così come il ricorso al credito. In sensibile contrazione i margini di profitto.

Continua a leggere

  • Creato il .

Arriva "inventario - Il linguaggio della manifattura", l’omaggio di Confimi Industria al patrimonio linguistico del lavoro

In occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy, un libro celebra l'eccellenza italiana attraverso il linguaggio unico delle sue imprese

Che cosa significano sfaldaballe, tangenziale, lacrima, uragano, cannellino?  In occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy, Confimi Industria, con il contributo di Treccani, presenta "inventario - Il linguaggio della manifattura", un volume che esplora l'anima della manifattura italiana attraverso le sue parole. Un percorso che svela il linguaggio unico di un settore che ha reso l'Italia famosa nel mondo.

Vita Associativa

Continua a leggere

  • Creato il .

Arriva "Modulo 5"

Nord Est Finanza, Atradius e Alpha Broker hanno presentato un innovativo strumento dedicato, in esclusiva, alle piccole e micro imprese, per una efficace gestione del rischio commerciale.
Il presidente di Apindustria Vicenza, Sergio Dalla Verde: “Mancando un vero Sistema Paese, le pmi hanno fatto ancora una volta da sole e si sono costruite uno strumento ad hoc per competere ad “armi pari” nei mercati internazionali”.

Continua a leggere

  • Creato il .

ASSEMBLEA 2011 APINDUSTRIA VICENZA

Comunicato stampa , 24 giugno 2011

Si è svolta oggi l‘Assemblea di Apindustria Vicenza

“PICCOLE E MEDIE IMPRESE: UN PRESENTE DI OPPORTUNITA’

Come aumentare la competitività delle nostre aziende”

 

Riuniti nel nuovo complesso universitario di Vicenza gli imprenditori hanno appreso da T. Wakamatsu il modello che ha dato vita al lean thinking.

Non è stata come tutte le altre volte l’edizione 2011 dell’Assemblea Pubblica di Apindustria Vicenza, il tradizionale appuntamento che, reso possibile anche dal contributo di Banca Popolare di Vicenza, vede riunirsi gli imprenditori delle Piccole e Medie Imprese, il “cuore pulsante” dell’economia nazionale che è rappresentato da Apindustria. E’ stata inedita la scelta della location che ha visto il nuovo complesso universitario di Vicenza ospitare la kermesse degli imprenditori come evidente segnale che occorre dare: «Il cambiamento – secondo il Presidente Filippo De Marchi - sarà fortemente determinato dai giovani, dal loro modo di vedere le cose» e per evidenziare questo aspetto il saluto iniziale è stato svolto congiuntamente dal Presidente con Alessandro Trentin alla guida del Gruppo Giovani Imprenditori.

«Noi di Apindustria Vicenza, a differenza dei politici – prosegue De Marchi – non siamo “distratti” e vogliamo rispondere all’ansia di ammodernamento delle nostre imprese per cogliere le tante opportunità che, nonostante e anche grazie la crisi economica, sono presenti oggi nello scenario ampiamente modificato dei mercati e delle economie che corrono verso livelli inediti di competizione. Per questo motivo e spinti dall’urgenza di non arrivare tardi abbiamo invitato alla nostra assemblea, tramite la società CONSIDI, il Sensei Toshiro Wakamatsu, stimato esperto del TPS - Toyota Production System il modello che ha dato vita al lean thinking. Quello della Toyota, è un modello che apparentemente è applicabile solo all’industria di grandi dimensioni, in realtà risulta essere fondamentale anche per le imprese di minori dimensioni che comunque abbisognano di rivedere le loro strutture organizzative».

L’occasione dell’assemblea annuale è anche il momento opportuno per delineare l’operato dell’Associaizone ed il Presidente, interpretando il pensiero dei colleghi imprenditori, non ha mancato di mandare “forte e chiaro” segnali di profondo disagio soprattutto in riferimento all’imposizione fiscale e alla capacità di crescita e sviluppo dell’impresa vicentina: «Ma di quale possibilità di crescita vogliamo parlare – denuncia un arrabbiato Presidente – se consideriamo che in Italia, secondo i dati resi noti dalla Banca Mondiale “Paying taxes 2011”, il peso dei tributi nazionali, locali e dei contributi sociali sulle imprese ha determinato per il 2010 un’incidenza della pressione fiscale pari al 68,6% sul PIL. L’Italia supera di quasi 25 punti la media UE, pari al 44,2%. Se questa è la situazione, - puntualizza il Presidente – la recente proposta di riforma fiscale del “super” Ministro dell’Economia è buona solo come boutade conseguente ai recenti “sberloni” elettorali. Credo che una riforma fiscale credibile possa essere fatta solo se, al di là dei tagli legati alle deduzioni, si comincia davvero ad incidere pesantemente sulle sacche di spesa pubblica, anzi di sprechi pubblici, sulla cui eliminazione assistiamo ai risibili proclami senza poter mai valutare risultati apprezzabili».

«A fronte di un incessante invito a ripensare i termini per la crescita delle nostre aziende, - precisa De Marchi – noi stiamo prendendo in seria considerazione le avances provenienti dai Governi di Svizzera e Austria per portare lì le nostre attività. Come Apindustria Vicenza abbiamo sempre sostenuto la positività dell’internazionalizzazione piuttosto che la delocalizzazione. Nostro malgrado e a malincuore dobbiamo ricrederci e considerare una possibilità di sopravivenza per le nostre attività che affronterebbero regimi fiscali enormemente ridotti rispetto alla mannaia italiana».

Lapidaria la conclusione del Presidente di Apindustria: «Provi Tremonti & C. ad immaginare un Veneto dal gettito diverso senza le nostre aziende; provino i signori politici, sindacati compresi, a doversi ridisegnare le geografie del consenso con qualche migliaio di occupati in meno; provi l’attuale sistema creditizio a dover imparare molto velocemente il tedesco perché il nostro futuro è altrove!»

1/2

BIOGRAFIA TOSHIRO WAKAMATSU

Toshiro Wakamatsu nasce nel 1943 ad Aichi. Alla Toyota, ricopre diverse mansioni in vari reparti e durante il periodo di lavoro nel reparto controllo di produzione contribuisce al raggiungimento di grandi risultati per il TPS quali la costituzione del sistema Kanban e la gestione computerizzata dei componenti esterni. Oltre ad essere “uomo d’azienda” per 12 anni è consigliere di quartiere nel consiglio comunale della città di Toyota e dimostra le sue capacità di leader nei settori: viabilità, promozione del territorio e welfare.

  • Creato il .

ASSEMBLEA CONFIMI INDUSTRIA│Agnelli ai ministri Urso e Giorgetti: “Per competere e produrre, posizioni nette su dazi, nucleare e lavoratori extra Ue e un’addizionale sui super-utili”

ASSEMBLEA CONFIMI INDUSTRIA, AGNELLI: "IL MADE IN ITALY NON BASTA PIÙ" 

Roma, 13 novembre 2024

“Esistiamo anche noi, le piccole e medie imprese della manifattura: in un mondo fatto di colossi facciamo girare la grande macchina dell’economia italiana e creiamo occupazione per il 76% dei lavoratori, ma da 18 mesi la nostra produzione industriale è in calo tanto che sono già 300 le aziende del nord ad aver fatto domanda di cassa integrazione”.  

Per questo “abbiamo voluto dedicare questa assemblea a quell’85% di imprese italiane a conduzione familiare che da sempre rappresentano la qualità del prodotto made in Italy e che forse oggi non basta più”.    

Lo ha detto Paolo Agnelli, industriale e presidente di Confimi Industria, aprendo l’appuntamento annuale della Confederazione e dialogando con i ministri Adolfo Urso - Imprese e Made in Italy – e Giancarlo Giorgetti - Economia e Finanze. Anche la presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni è intervenuta con un videomessaggio dedicato agli industriali.

“Produttività e competitività sono doveri collettivi e non solo della cultura d’impresa, lo Stato non può tirarsi indietro”: Paolo Agnelli ha ribadito quali e quante siano le difficoltà delle imprese italiane, aziende piccole e medie, perlopiù a conduzione familiare, e ha avanzato alcune proposte che potrebbero permettere alle Pmi di riuscire a riaffermare il proprio ruolo competitivo nei mercati e contribuire così anche a risollevare il Paese.

Partendo proprio dalle proposte più dibattute della legge di Bilancio in tema di extraprofitti e concorrenza: “Introduciamo un’addizionale, sia anche del 10%, per tutte quelle aziende – siano assicurazioni, società energetiche, banche – che superano i 50 milioni di euro di utili”, ha detto Agnelli. 

Ma non solo: “Il risparmio ottenuto potrebbe essere impiegato per altre iniziative, come l’innalzamento delle pensioni minime, oppure per ridurre il cuneo fiscale per le imprese perché quegli oltre 300 miliardi che oggi le aziende private spendono per gli stipendi dei propri collaboratori non finiscano per il 60% nelle casse dello Stato: 180 miliardi su 300”.   

E ancora, il tema caldo della transizione energetica, ambientale e digitale: “Vogliamo essere green ma con i piedi per terra”, ha spiegato Agnelli chiedendo al Governo di “stabilire una linea definita sul nucleare”.  Perché mentre “tutti parlano di transizioni, l’Europa sembra più interessata a spingerci verso la totale decarbonizzazione a ogni costo, anche a quello di regalare la nostra industria alla Cina”.  

In vista delle prossime mosse politiche in tema di inasprimento dazi, già preannunciati dal rieletto presidente Trump, Agnelli ha aggiunto: “Con la scusa di tassare l’alluminio in entrata, gli Usa hanno il mirino puntato sulla produzione made in Italy: sul nostro design, sui nostri mobili, sulle nostre infrastrutture e sulle oltre 300 voci doganali individuate; come ha intenzione di proteggerci l’Europa?”.

Infine, in tema denatalità e occupazione, non è una “modesta proposta” quella fatta dal presidente Agnelli al ministro Giancarlo Giorgetti per rafforzare il tessuto produttivo nazionale puntando sulle generazioni future: “Lavoriamo insieme all'introduzione di una decontribuzione fiscale per i giovani qualificati in settori chiave per le imprese manifatturiere”.

E per ristrutturare un tessuto sociale che sembra resistere al lavoro, chi lamentando salari troppo bassi e chi fuggendo all’estero, per trovare nuova forza lavoro Agnelli propone: “Snelliamo le procedure che rallentano l’assunzione degli extracomunitari, e per chi è già presente sul suolo italiano, regolamentiamo la loro presenza così da permettergli di far parte della vita economica del nostro paese e quindi della società”.  


UFFICIO STAMPA
CONFIMI INDUSTRIA

  • Creato il .

Assemblea Mandamento Valdagno

Vicenza, 2 maggio 2006

 

COMUNICATO STAMPA

APINDUSTRIA VICENZA

 

“IMPRESA, PATRIMONIO DELLA SOCIETA’”

A parlarne, in occasione dell’Assemblea del mandamento Apindustria Vicenza di Valdagno, sarà il professore di Politica Economica all’università Cà Foscari, Ferruccio Bresolin.

L’appuntamento è per venerdì 5 maggio, alle ore 19, presso il ristorante Perinella di Brogliano.

 

“Un’occasione di incontro e dibattito sulla realtà produttiva della nostra vallata e le prospettive future, partendo da un punto di vista diverso, che pone al centro l’impresa e la rende “motore responsabile” della crescita complessiva del sistema territoriale locale”.  Così Nereo Bernardi, presidente del mandamento Apindustria Vicenza di Valdagno, introduce l’appuntamento assembleare di venerdì 5 maggio, che si svolgerà, a partire dalle ore 19, nella sala convegni del ristorante Perinella di Brogliano.

“Un appuntamento aperto agli imprenditori associati e ai cittadini tutti, per approfondire una nuova prospettiva di sviluppo industriale assieme al professore Ferruccio Bresolin, docente di Politica Economica presso l’università di Cà Foscari a Venezia”. All’incontro prenderà parte il presidente di Apindustria Vicenza, Sergio Dalla Verde; è prevista, inoltre, la presenza del presidente del consiglio Regionale del Veneto, Marino Finozzi.

“La riflessione che condurremo nel corso del convegno – prosegue Bernardi, presentando uno spaccato della congiuntura del mandamento sulla fine del 2005 e le previsioni per la prima parte del 2006  – prende spunto anche dai timidi segnali di schiarita che abbiamo registrato nell’ultima indagine condotta dall’Ufficio Studi. C’è infatti una ripresa della produzione e delle vendite, che conferma, ci auguriamo tutti, l’arresto della caduta, iniziato già qualche tempo fa. Come effetto di ciò, i livelli occupazionali restano stabili o, addirittura, in leggera crescita”. 

Venendo ai dati: a chiusura del 2005 gli ordinativi sono stati segnalati in aumento da un terzo degli imprenditori interpellati  (33%) e stabili per il resto del campione (67%). In previsione, il 33% stima un aumento della voce ordinativi, il 50% confida nella stabilità e il 17% delle imprese prevede una diminuzione degli ordinativi nei prossimi sei mesi.

La produzione: il 2005 si è chiuso positivamente, con metà delle aziende che hanno registrato un aumento e metà che invece registrano un andamento stazionario.  In prospettiva, per il primo semestre 2006 il 40% conta di aumentare la produzione, altrettanti sperano nella stabilità e il restante 20% prevede una diminuzione della produzione.

Anche le vendite hanno fatto registrare, a fine 2005, un aumento per il 60% del campione e una situazione di stabilità per il 20%. In prospettiva, le vendite dovrebbero seguire lo stesso andamento dichiarato per la produzione.

Investimenti: il 2006 sembra abbastanza propizio per questa voce: il 67% intende investire, il 33% non sa ancora. Anche il ricorso al credito si segnala in aumento, con il 50% delle aziende che intende aumentare l’utilizzo di questo strumento sia a breve che a medio-lungo termine.

  • Creato il .
Preferenze utente sui cookie
Utilizziamo i cookie per garantirti la migliore esperienza sul nostro sito. Se rifiuti l’uso dei cookie, il sito potrebbe non funzionare come previsto.
Accetta tutti
Rifiuta tutti
Leggi di più
Analitici
Strumenti utilizzati per analizzare i dati, misurare l’efficacia del sito e capire come funziona.
Matomo
Accetta
Rifiuta
Salva