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News ed Eventi

Agnelli (Confimi Industria): “Bisogna dire un convinto no al Patto di Stabilità”

Roma, 7 aprile 2026 - “Auspico che il Governo e il Ministro Giorgetti non seguano il diktat europeo sul mantenimento del Patto di Stabilità” così il Presidente di Confimi Industria Paolo Agnelli sugli sviluppi seguenti alle dichiarazioni di un portavoce di Bruxelles di qualche giorno fa.

“L’Italia non può sottostare a regole inaccettabili, a risposte provocatorie con  motivazioni futili per mantenere in vita il Patto di Stabilità - prosegue Agnelli – Sentirsi dire che per quanto riguarda il nostro Paese non siamo ancora in recessione e che siamo fuori regola per un 0,1% (3.1 contro il 3%), dopo mesi di continue guerre in varie zone del globo, dopo che le persone e le imprese italiane hanno sofferto  a causa di  politiche europee che si sono rivelate fallimentari e controproducenti sia in campo economico sia nel campo  delle sanzioni, è davvero troppo”. 

“Il deficit/Pil al 3% era nato per un’economia che possiamo definire normale, non per un’economia di guerra – chiude il Presidente di Confimi Industria – Bisogna reagire con intelligenza ad una situazione che si sta trascinando molto velocemente verso un forte rischio di deindustrializzazione”.

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AGNELLI (CONFIMI), L’esecutivo si dissoci dal patto di stabilità europeo. Senza aiuti immediati le industrie energivore chiuderanno a breve”

“Il mondo è cambiato in un lasso temporale talmente veloce che ora ne vediamo le conseguenze, ma i prodromi di una crisi economica c’erano da anni”. Inizia con questa analisi l’affondo di Paolo Agnelli, Presidente di Confimi Industria, sulla drammatica congiuntura che sta colpendo il sistema produttivo.

Secondo Agnelli, il quadro internazionale è ormai compromesso: “ora c’è la guerra in Europa e in Medio Oriente. Il commercio europeo e non solo invoca la causa di forza maggiore nei contratti. L’economia europea è in grave crisi e le industrie italiane sono piegate dal costo dell’energia e rischiano il default”. 

Il Presidente di Confimi prosegue contestando le scelte di Bruxelles: “in questo contesto, aggravato dai dazi americani e dal conflitto russo-ucraino, l’Europa mantiene in vigore il Patto di Stabilità. È difficile comprenderne la ratio, fra giudizi che oscillano fra incompetenza, follia e miopia. Il Patto di Stabilità dovrebbe propendere per un periodo, appunto, stabile, ma cosa c’è di stabile oggi nel mondo?”.

L’appello al Governo italiano è netto e urgente: “l’’Esecutivo deve dissociarsi da questa linea; dobbiamo essere consapevoli che senza grossi aiuti le imprese italiane, a cominciare da quelle energivore come acciaierie, fonderie, carta e ceramica, chiuderanno a breve. Poi di chi sarà la colpa? Chi giudicherà i fatti? Nel frattempo l’economia, l’industria italiana e le famiglie dei dipendenti da chi verranno seguite? Se verranno lasciate alla deriva, l’approdo verso una terra ferma non sarà più possibile”.

Agnelli punta infine il dito contro la gestione della transizione e l'approssimazione del dibattito pubblico, denunciando una pericolosa confusione tra propaganda e realtà industriale:

“Dobbiamo prestare estrema attenzione a ciò che sentiamo e vediamo sui media: regna troppa incompetenza. Si confondono i carburanti con il gas per le industrie, il diesel con l’energia elettrica, l’ETS con il Cbam, la transizione energetica con il costo della benzina. Si corre a prendere provvedimenti di venti giorni per l’aumento di benzina o diesel, mentre la ‘divinità’ green ha confuso l’Europa, facendo dimenticare che la sostenibilità energetica, senza quella economica e sociale, spazzerà via migliaia di posti di lavoro. Insieme a essi, cadrà quel 3% del rapporto debito/PIL che rappresenta la falsa stabilità europea: un sogno trasformato in incubo. Stiamo assistendo - conclude -  all'espulsione delle nostre aziende per far spazio all'industria cinese, all'inquinamento di navi e aerei, alla povertà e a una ‘decrescita felice’ che si scontrerà con una cassa integrazione vuota. Chi non ha fatto nulla e non ha capito nulla sarà l'unico autore di questo disastro annunciato”.


19 marzo 2026

 

 

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AGNELLI (Confimi): “Bene legge annuale sulle PMI”


Il Presidente di Confimi Impresa giudica positivamente la dichiarazione del Ministro Zanonato sulla legge che verrà varata nei prossimi mesi


“In questa fase di assoluta difficoltà del sistema economico – afferma Paolo Agnelli Presidente di Confimi Impresa la Confederazione dell’Industria Manifatturiera Italiana e dell’Impresa Privata - è estremamente importante dare segnali forti alle PMI che sorreggono il Paese”. Questo il commento di Confimi Impresa dopo l’annuncio fatto dal Ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato. “Si potranno mettere in pratica molte iniziative -prosegue Agnelli - e finalmente speriamo che nel breve si possa dare effettiva attuazione anche alle disposizioni dello “Statuto delle imprese”, in definitiva recependo realmente i cosiddetti principi della direttiva europea sullo SBA (Small Business Act) e non più ragionando secondo i modelli di pensiero della grande industria”. “Ci auguriamo infine- conclude Agnelli - che ogni provvedimento possa in futuro basarsi su un’analisi preventiva di competitività, mentre ancora oggi si continua a legiferare con l’obiettivo primario di coprire le esigenze contingenti dello Stato, senza preoccuparsi di mantenere la capacità di produrre ricchezza”.

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AGNELLI: “Subito un industrial compact, riduzione del cuneo fiscale, via l'IRAP per le aziende in perdita, drastica riduzione delle tasse sull’energia"

COMUNICATO STAMPA CONFIMI

Tra le esigenze segnalate anche quelle di intervenire sull’imposizione fiscale dei capannoni e sulla riduzione dei costi INAIL

“Negli ultimi cinque anni, dall'inizio della crisi economica, la produzione industriale è diminuita in tutta Europa: in Germania il tasso di produzione ha registrato un calo del 5,5%, in Francia del 13,4% e in Italia di quasi il 25%. – commenta il Presidente Paolo Agnelli - L’intensità di tali picchi, nonché gli effetti diffusi in termini occupazionali e sociali hanno portato al centro della questione economica il rilancio dell’industria manifatturiera, anche valutando l’ipotesi di un industrial compact, accanto al fiscal compact. A livello di Stati Membri, prima la Germania, poi la Francia, hanno tradotto le proprie intenzioni di puntare sull’industria manifatturiera mettendo in campo un piano di reindustrializzazione. Ora tocca all’Italia”.



Nel contributo presentato al Premier Letta Confimi Impresa ha posto quali esigenze: l’immediato avvio della riduzione del cuneo fiscale e della tassazione impropria sulle imprese (IRAP, IMU/TARES e TAX SERVICE); la rapida e totale erogazione dei crediti alle imprese dovuti dalla PA; il credito d’imposta automatico su ricerca e sviluppo, l’abbattimento delle tasse sull’energia.



“Viviamo e produciamo in un Paese – prosegue Agnelli - senza materie prime che basa la sua industria sulla trasformazione delle stesse. Per fare questo due sono gli ambiti con i quali l’industria manifatturiera deve fare i conti: il costo del lavoro con il suo pesante carico aziendale e l’energia che è arrivata a costare alle piccole e medie imprese, fra tasse e accise varie, il 68% in più rispetto ai competitors internazionali”.



Per CONFIMI IMPRESA bisogna da subito:



• Anticipare già al 2013 l’incremento delle deduzioni forfettarie Irap introdotte dalla Legge di Stabilità dello scorso anno fornendo così, finalmente, un segnale di attenzione al mondo delle PMI

• Esentare l’IRAP per le imprese con bilanci in perdita secondo il dettato costituzionale circa la contribuzione delle imprese e del cittadino in proporzione al proprio reddito e non alle loro perdite

• Ridurre il costo dei premi assicurativi INAIL o prevedere copertura totale del rischio come avviene per le assicurazioni private

• Fiscalizzare gli oneri sociali



Infine – chiude Agnelli – permane l’annoso problema dell’imposizione fiscale sui capannoni che grava 4 volte sulle imprese: la prima, con l’indeducibilità del valore del terreno su cui sorgono; la seconda con l’IMU (con un carico raddoppiato rispetto a quello dell’ICI); la terza con l’indeducibilità dell’IMU ai fini dell’IRAP; la quarta con l’indeducibilità della medesima imposta ai fini IRES/Irpef: non è più possibile spremere in questo modo le piccole e medie industrie italiane, serve maggiore rispetto per il principio costituzionale di capacità contributiva”.

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AI PAESI BALTICI PIACE L’ORO DEL GOLD & SILVER API GROUP

COMUNICATO STAMPA

APINDUSTRIA VICENZA



AI PAESI BALTICI PIACE L’ORO DEL  GOLD & SILVER API GROUP


Successo del workshop itinerante in Estonia, Lettonia e Lituania organizzato dal Gold & Silver API Group, il consorzio per le esportazioni di Apindustria Vicenza.    Prossimo appuntamento: la fiera di S.Pietroburgo in Russia.


“Una missione importante, impensabile fino a soli tre anni fa, che porterà ad interessanti sviluppi commerciali”.

Così Angelo Ragusa, presidente del Gold &Silver Api Group, consorzio che promuove all’estero le aziende orafe associate ad Apindustria Vicenza, sintetizza i risultati della missione in Estonia, Lettonia e Lituania, che ha visto protagoniste, nei giorni scorsi, dieci aziende del consorzio e le loro collezioni. Queste le imprese che hanno “sfilato” a nord: Aurora srl, Criso Italia srl, D'Orica srl, Eighty One srl, Etern.it srl, Eurosilber snc, Gatto Luciano sas, I Casanova srl, MPM srl, Tradizione Orafa srl.

“L’entrata di questi tre Paesi nell’Unione Europea, a maggio 2004, ha aperto i loro mercati al commercio intracomunitario – prosegue il presidente Ragusa – e ha reso più agevole lo scambio di merci e i viaggi degli imprenditori. Anche questa volta il nostro Consorzio ha fatto da apripista: si è trattato infatti della prima delegazione di imprese orafe in questa area. Abbiamo accettato il rischio e lavorato duramente, soprattutto per l’organizzazione della logistica, visto che i workshop si sono svolti in tre città diverse. I risultati ci sono tutti”. 

Positivi anche i pareri degli imprenditori hanno aderito all’iniziativa. 

“La missione ha avuto un buon successo anche grazie alla collaborazione  di tutti gli attori coinvolti - commenta Mario Faccin, titolare della ditta Eurosilber snc e componente del Consiglio Direttivo del Consorzio – lo staff organizzativo, gli allestitori, la società di trasporti e di sicurezza coordinata da Sped.In. srl, si sono dimostrati all’altezza della situazione. Senza dimenticare il supporto degli uffici ICE di Vilnius, Riga e Tallin che non solo hanno organizzato per nostro conto gli incontri, ma ci hanno fornito anche assistenza in loco con grande precisione  e professionalità”.

“Dopo i Paesi Baltici  - conclude Ragusa – si avvicina la “collettiva” della fiera di San Pietroburgo, in Russia, prevista per gli inizi del 2007, dove torniamo dopo la partecipazione pionieristica dell’anno scorso, che ha dimostrato la bontà della formula adottata dal Consorzio: l’organizzazione, fra i numerosi servizi forniti agli associati, di  “collettive” in tutte le più importanti manifestazioni settoriali nel mondo come Las Vegas, Hong Kong, Mosca, Istanbul, Shenzhen, Dubai, oltre che a Vicenza ed Arezzo”.

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AL CONSORZIO ENERGIA PMI VENETO DUE LA QUALIFICA E.S.CO.

In Italia, è il primo consorzio senza scopo di lucro a fregiarsi di questa qualifica attribuita dall’Autorità per l’Energia e il Gas. Il Consorzio perfeziona, in questo modo, il servizio alle imprese sul fronte della riduzione dei costi e dell’ottimizzazione dei consumi.

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AL MASOTTO IL 30° PREMIO MECCATRONICA

Si è conclusa con grande successo la 30ma edizione del Premio Meccatronica, il concorso rivolto agli studenti degli istituti superiori a indirizzo industriale organizzato dalla categoria dei metalmeccanici di Apindustria Confimi Vicenza, con il patrocinio di Miur, Regione Veneto e il contributo della Camera di Commercio di Vicenza.

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