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News ed Eventi

Assemblea Mandamento Vicenza Città

Vicenza, 16 maggio 2005

 

APINDUSTRIA VICENZA

ASSEMBLEA MANDAMENTO VICENZA CITTA’

 

PIU’ FAR WEST O PIU’ SICUREZZA? LA NUOVA LEGGE SULLA LEGITTIMA DIFESA.

Il mandamento associativo di Vicenza città organizza un incontro dedicato alla nuova legge. Ospiti: Paolo Pecori, sostituto procuratore della Repubblica e Lucio Zarantonello, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Vicenza.  Appuntamento: giovedì 18 maggio, ore 19, presso il Jolly Hotel Tiepolo di Vicenza.

 

“Un  tema  molto dibattuto, forse ancora poco conosciuto e, pertanto, degno di essere approfondito. Per questo abbiamo organizzato questo incontro, dal titolo, se volete un po’ provocatorio, che, siamo certi, sarà di estremo interesse per gli imprenditori e i cittadini tutti”.

Enrico Dall’Osto, presidente del mandamento Apindustria Vicenza della città, presenta così l’incontro in calendario per giovedì 18 maggio, con inizio alle ore 19, presso la sala convegni del Jolly Hotel Tiepolo a Vicenza.

Il titolo, “Piu’ Far West o piu’ sicurezza? La nuova legge sulla legittima difesa”, non lascia adito a dubbi; a parlarne diffusamente saranno il sostituto procuratore della Repubblica, Paolo Pecori e Lucio Zarantonello, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Vicenza.

La giornata del 18 maggio è importante per il Mandamento associativo: l’incontro si tiene, infatti, subito dopo l’Assemblea privata del mandamento, che conta circa 400 imprese appartenenti a tutti i comparti produttivi più significativi della provincia.

“Sarà l’occasione – conclude il presidente Dall’Osto – per fare il punto della situazione, confrontarci su programmi ed attività future, sulle difficoltà ma anche sulle opportunità che, come imprenditori, viviamo quotidianamente attraverso il confronto con il mercato. Partendo da un dato incoraggiante: ci sono segnali di fiducia, la congiuntura sembra indicare una clima di ripresa, le nostre imprese, seppur con cautela, sono ottimiste. Quindi, ci auguriamo si creino quelle condizioni di contesto, in termini di stabilità e progetti di politica industriale, su cui fondare  lo sviluppo delle nostre aziende e della nostra economia”.

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Assemblea Pubblica 2007: LE ECCELLENZE DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE

Vicenza, 18 giugno 2007

Assemblea Pubblica 2007 di Apindustria Vicenza
 

LE ECCELLENZE DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE
 
Un momento di riflessione sul ruolo e le prospettive delle PMI nel sistema-Paese, alla presenza di rappresentanti del mondo politico e universitario nazionale  
C’era una volta il “miracolo del Nordest”, dove “piccolo” era anche “bello”. Una storia di sviluppo economico impetuoso, capace di trasformare un’area economicamente depressa in una zona con un tasso di disoccupazione praticamente nullo e una forte proiezione all’internazionalizzazione. Poi qualcosa è cambiato: quello stesso modello è sembrato andare improvvisamente in crisi, salvo mostrare segnali di ripresa nell’ultimo periodo. Di qui l’interrogativo di fondo: il modello imprenditoriale basato sulla piccola e media impresa, per anni il punto di forza del Nord Est, è ancora vincente? Questo quesito, dai risvolti sociali ed economici fondamentali, e non solo per il vicentino e il Nord Est, è stato il tema di fondo dell’Assemblea Pubblica di Apindustria Vicenza, dal titolo “Le eccellenze delle PMI: crescere e prosperare nella complessità del sistema paese”, in programma oggi (lunedì 18 giugno, ndr.) presso il Centro Congressi del Vergilius Hotel, a Creazzo (V). Un evento destinato ad avere una grande risonanza sia per l’importanza del tema affrontato, sia per il rilievo dei relatori presenti. 


I relatori

Su questo tema, infatti, si confrontano secondo la formula avvincente del talk-show il Sen. Enrico Morando, Presidente della Commissione Bilancio del Senato, l’Eurodeputato Renato Brunetta, Vicepresidente Commissione Industria del Parlamento Europeo, il Prof. Domenico De Masi, Ordinario di Sociologia del Lavoro all’Università La Sapienza di Roma, Paolo Galassi, Presidente di Confapi nazionale e Monica Galvanin, Presidente di Confapi Veneto. Moderatore d’eccezione, Giovanni De Luca, direttore Rai della sede regionale per il Veneto. 


Il tema

Ad aprire i lavori è la relazione di Sergio Dalla Verde, Presidente di Apindustria Vicenza, che spiega così il tema proposto: «Il titolo dell’evento - Le eccellenze delle PMI: crescere e prosperare nella complessità del sistema paese - contiene già il seme del programma che vede impegnata Apindustria a livello provinciale e nazionale. Negli anni d’oro lo slogan era piccolo è bello: oggi, di fronte alla complessità sempre crescente della sfida dei mercati, questo è difficile da sostenere, ma fortunatamente possiamo dire che piccolo è eccellente». L’eccellenza della piccola e media impresa diventa quindi la chiave della competitività sui mercati internazionali, la qualità che le consente di sconfiggere la concorrenza del Far East, affermandosi in quelle nicchie di mercato in grado di riconoscere premiare i prodotti e servizi a maggiore valore aggiunto. 


I dati

I numeri, del resto, confermano questa capacità, grazie alla quale le piccole e medie imprese italiane svolgono un ruolo centrale nel sistema economico nazionale. In Italia infatti le PMI, cioè le aziende con meno di 250 dipendenti, sono il 99,8 % del totale, quindi solo lo 0,2% sono grandi industrie. E di questo 99,8%, il 98,7% hanno meno di 50 dipendenti; il 95% hanno meno di 10 dipendenti.E le PMI hanno un’importanza strategica anche per l’occupazione: dei lavoratori dell’industria, circa l’82% sono occupati nelle PMI, quando in Europa la media è del 50%, con Spagna al 64% e Germania al 46%.

Forte di questa presenza radicata, le PMI producono il 58% del fatturato dell’industria italiana. Più in dettaglio secondo l’ultima indagine del CENSIS le aziende con più di 20 addetti – che rappresentano solo il 4% del totale delle PMI – producono da sole i due terzi del PIL di tutte le PMI, ovverosia il 37% del valore aggiunto nazionale. E questo contro il 26% delle grandi imprese (con oltre 250 addetti) che rappresentano il restante 42% del fatturato dell’industria italiana).

La soglia dei 20 addetti pare, quindi, una sorta di spartiacque: chi ha più di 20 addetti è più efficiente e produttivo: si devono quindi creare le condizioni per aiutare a superare questa soglia.Anche sul fronte dell’export le PMI italiane sono protagoniste assolute: il 92% degli esportatori del nostro paese è costituito da piccole e medie imprese e nel 2006 l’export delle PMI italiane è cresciuto di un +2% rispetto al 2005 (con valori ancor più alti nel Nordest).  «Tutto questo significa – prosegue Dalla Verde – che le eccellenze ci sono, perché se le PMI riescono ad esportare e a mantenere una posizione di competitività sui mercati internazionali vuol dire che si sono ristrutturate, che fanno ricerca, che fanno marketing. Ma, ribadisco, piccolo da solo non è più bello, perché le PMI da sole sono fragili, e per crescere devono aggregarsi, fare sistema. Di qui l’importanza dell’Associazione, come struttura di riferimento alla quale affidarsi per le più diverse esigenze, dall’informazione alla formazione, dalla consulenza al sostegno per l’internazionalizzazione».
 

Gli ostacoli da superare

Del resto gli ostacoli alla crescita delle PMI non mancano in Italia, alcuni per i limiti tipici di una realtà imprenditoriale medio-piccola, molti per l’arretratezza del sistema-Paese. E se i primi si possono superare attraverso l’Associazionismo e la capacità di stringere alleanze strategiche, spetta alle Istituzioni, nei diversi livelli, fare il salto di qualità per i rimuovere alcuni limiti fortemente penalizzanti.L’Assemblea Pubblica di Apindustria Vicenza è quindi anche l’occasione per riflettere, con un punto di vista locale e nazionale allo stesso tempo, sui problemi che oggi affliggono maggiormente le PMI e sulle riforme oggi indispensabili per consentire alla parte più numerosa e rilevante del sistema industriale italiano di continuare ad essere competitiva. «Le PMI e quindi, visti i numeri, il sistema industriale italiano, sono fragili - spiega Dalla Verde - Devono crescere non solo in eccellenza, ma anche in dimensione e potenzialità. E non si consolida il nostro sistema industriale sostenendo solamente lo 0,2% di grande industria e adottando lessici, soprattutto in questo ultimo anno, irriverenti nei confronti dell’altro 99%! I governi, le istituzioni, le forze sociali devono guardare con grande obiettività questa realtà dell’industria italiana ed adottare un approccio costruttivo. Quello che i nostri imprenditori potevano fare con le proprie forze lo hanno già fatto: nonostante il sistema paese, cioè nonostante l’insufficienza delle infrastrutture, una fiscalità bizantina che soffoca le aziende più virtuose, nonostante il difficile dialogo con le università e gli istituti di ricerca, nonostante il debole supporto all’export, nonostante la concorrenza sleale. Per consolidare lo sviluppo dell’Italia, noi temiamo che il solo imprenditore non basti più, serve anche il sistema paese, servono non contributi ma riforme». Di qui la necessità di implementare quanto prima un sistema fiscale più equo, ma anche una rete di servizi di sostegno all’internazionalizzazione che sia anche a misura delle piccole e medie imprese, ponendo fine nel contempo agli sprechi e alle sovrapposizioni attuali. E ancora, occorrono regole chiare sull’importazione dei prodotti, ponendo fine al fenomeno della concorrenza sleale, dando concretezza al principio di reciprocità e garantendo che i prodotti importanti rispettino le normative nazionali in materia di qualità e responsabilità sociale. Per dare concretezza e continuità all’esigenza di innovazione, invece, occorre creare le condizioni per un dialogo proficuo tra il mondo dell’università e della ricerca e le imprese. Ultimo, fondamentale ambito nel quale è forte l’esigenza di una riforma è il mondo del lavoro, per il quale le PMI chiedono una maggiore flessibilità, al fine di rispondere alle richieste di un mercato che pretende una capacità di risposta sempre più rapida agli ordini, ma anche una struttura normativa che favorisca l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro dando loro maggiori tutele ed eliminando alcuni abusi e distorsioni, a fronte però di una maggiore mobilità in uscita. 

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Ufficio Stampa Apindustria Vicenza 
Raffaella M. Sgueglia
APINDUSTRIA VICENZA - Relazioni esterne e comunicazione
Tel: 0444-232230 - Fax: 0444-960835 - e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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ASSEMBLEA PUBBLICA CONFIMI INDUSTRIA 2025 | AGNELLI (CONFIMI) ALERT ENERGIA, COSI’ LE IMPRESE NON CE LA FANNO

Il presidente Paolo Agnelli : “Le partecipate con monopoli di energia e gas devono allinearsi ai ricavi medi europei. Basta super ricavi e super utili, serve adeguamento ad una politica con un  ebitda europeo.

Roma, 3 dicembre 2025 - “Negli ultimi trent’anni le imprese manifatturiere sono calate di circa 250 mila unità. Per la prima volta in tredici anni, da quando è nata Confimi Industria, i nostri uffici ricevono chiamate di imprenditori che non chiedono come resistere, ma come organizzare la loro uscita dall'Italia” . Un fenomeno che ha anche un volto generazionale: “Quasi il 40% dei giovani industriali del nostro sistema – i nostri stessi figli – sta valutando di fondare la propria impresa all'estero. Non per crescita, ma per sopravvivenza. Questi dati inducono tutti noi e le forze politiche a fare serie riflessioni”.

Così, il presidente di Confimi Industria Paolo Agnelli ha aperto i lavori a Roma dell’appuntamento annuale della Confederazione intitolato “Cara Energia…”, confrontandosi con i ministri Giancarlo Giorgetti (Economia e Finanze) e Adolfo Urso (Imprese e Made in Italy), intervenuti dopo il videomessaggio inviato agli imprenditori della manifattura italiana dalla presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni.

Anche il Vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani, il ministro della Difesa Guido Crosetto e  il ministro del MASE Gilberto Pichetto Fratin, hanno voluto inviare un messaggio agli industriali di Confimi.

Secondo Agnelli la causa principale di questa emorragia ha un nome: energia. “Un’impresa italiana paga l'energia 85,28 euro per MWh, oltre il triplo dei 25,45 euro della Francia. Un differenziale che compromette ogni possibilità di competere”, ha denunciato il presidente di Confimi Industria. 

La Confederazione nel suo Manifesto per l’Energia, evidenzia come proposte: un intervento diretto dello Stato nel mercato energetico; la riduzione della fiscalità sull’energia; la revisione delle rendite delle società regolamentate;  una politica estera energetica;  il disaccoppiamento del costo dell’energia rinnovabile da quella fossile.

Confimi Industria ha poi ascoltato le proposte dei rappresentanti dei partiti in una tavola rotonda alla quale hanno partecipato, Maria Elena Boschi (IV), Marco Dreosto (Lega) Mariastella Gelmini (NM), Antonio Misiani (PD), Nicola Procaccini (FDI), Marco Rizzo (DSP), Luca Squeri (FI), Mario Turco (M5S), Giuseppe Zollino (AZ).  


Sul fronte della manovra di bilancio
, Agnelli ha riconosciuto gli sforzi per la tenuta dei conti pubblici, ma ha evidenziato come “la stabilità dei conti non possa avvenire rischiando di colpire il tessuto produttivo”. Per questo, come già segnalato dalla Confederazione nei commenti e nelle audizioni dei giorni scorsi, a causa di queste ristrettezze nella Legge di Bilancio ci sono alcuni segnali positivi che però sono ancora timidi e discontinui per imporsi a pieno nel mondo delle PMI.  “Chiediamo che il super-iperammortamento abbia un orizzonte triennale per permettere una vera pianificazione industriale. La revisione IRPEF è positiva ma serve una portata maggiore, così come rendere strutturale la riduzione dell’imposta sui premi di risultato. Ci auguriamo una soluzione positiva e responsabile per salvare le imprese che hanno creduto in  Transizione 5.0. Giudizio negativo alla modifica delle compensazioni F24 e alla nuova disciplina sui dividendi, misure che rischiano di colpire in primis le Pmi”.

L'obiettivo ultimo è salvare ciò che Agnelli definisce biodiversità industriale del Paese: l’impresa familiare, soprattutto PMI. “Un modello unico, radicato nel territorio, che guarda al lungo periodo e alle persone. Il nostro DNA economico. La stabilità dei conti pubblici non può mettere a rischio il tessuto manifatturiero che quei conti, in ultima analisi, li alimenta”.

Agnelli ha poi spiegato: “Non vogliamo andare via e non possiamo farlo. Rappresentiamo quelle piccole e medie imprese che quando tutti scappano, restano. Le nostre aziende non sono un  codice in Borsa, ma hanno il nostro nome sulla porta. Per questo delocalizzare per noi non deve essere un’opzione, ma serve un tessuto adatto”.

“Non abbiamo la verità in tasca – chiosa il Presidente di Confimi -  ma il nostro è il grido d’allarme di chi il lamierino in fabbrica lo calpesta tutti i giorni. Per questo mettiamo a disposizione del Governo e di tutte le forze politiche la nostra esperienza per un confronto costruttivo sugli interventi necessari a tutela del sistema-Paese”.

 

 

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Assemblea Unionorafi Apindustria Vicenza

  Comunicato stampa

 15 dicembre 2008

IL PRESIDENTE DAL ZOVO HA RIUNITO LA CATEGORIA DEGLI ORAFI PER COMMENTARE LO STATO DELL'ARTE DEL SETTORE

 


All'Assemblea ha preso parte il responsabile di Apiveneto Fidi che ha presentato gli strumenti a disposizione degli imprenditori per migliorare l'accesso al credito delle PMI

 



Si è tenuta nei giorni scorsi l'Assemblea annuale di Unionorafi Apindustria Vicenza, una preziosa occasione di confronto per gli imprenditori della categoria, per un settore che più di ogni altro ha subìto negli ultimi semestri gli influssi della crisi.


Presenti all'incontro il presidente della categoria, Florido Dal Zovo, i vice presidenti Mario Faccin e Fabrizio Vezzaro e il presidente Apindustria Filippo De Marchi. Tra gli ospiti anche Maurizio Colombo, Presidente di Unionorafi Confapi (succeduto quest'anno al vicentino Tranquillo Loison) e prossimo coordinatore della Consulta Nazionale dei produttori Orafi Argentieri Gioiellieri.

«I dati congiunturali negativi non si possono certo negare - ha detto Dal Zovo - ma come Associazione è importante dare anche messaggi confortanti agli imprenditori, mettendo in luce gli strumenti di cui possono disporre per far fronte al momento. In Apindustria Vicenza abbiamo un importante programma di promozione e supporto, grazie anche all'attività del Consorzio Gold & Silver Api Group, e i nostri imprenditori possono usufruire di una vasta gamma di servizi e di consulenze altamente specializzate, dal fiscale al credito al sindacale».


Il presidente dell'Associazione, Filippo De Marchi, ha puntualizzato da parte sua la necessità di un forte rilancio della Fiera di Vicenza, che ha bisogno di grandi investimenti per tornare ad essere leader in Italia e a livello mondiale, e ha passato la parola a Vittorio Rigotti, responsabile dell'Area credito dell'Associazione, nonché funzionario di riferimento di Apiveneto Fidi (il Confidi regionale delle PMI), che ha presentato gli strumenti a disposizione degli imprenditori per migliorare l'accesso al credito delle piccole imprese. «L'attuale situazione di contrazione economica, rende senz'altro più difficile l'accesso al credito per i nostri imprenditori - ha detto Rigotti - ma non impossibile: esistono infatti alcuni accorgimenti gestionali e metodologie di comunicazione da adottare che possono agevolare il rapporto con le banche migliorando il dialogo. L'utilizzo dei Confidi risulta inoltre molto efficace per rendere il tutto più facile e conveniente; la loro attività di rilascio di garanzie è infatti funzionale ad agevolare l'accesso al credito e al tempo stesso permette un sensibile abbattimento dei costi finanziari».


I dati congiunturali del settore:

Secondo l'ultima indagine condotta dall'Associazione la quota di imprese che dichiarano di aver effettuato investimenti nel corso del primo semestre del 2008 è, nel totale dei settori intervistati, pari al 60,8% dei casi, in leggera crescita rispetto al 55,8% di sei mesi fa, con le sole eccezioni del comparto dei servizi e dell'orafo: quest'ultimo presenta una propensione all'investimento quasi dimezzata rispetto al profilo medio (solo il 35% delle imprese intervistate ha effettuato investimenti), segno tangibile di una situazione di diffusa crisi e di assenza di aspettative positive per il futuro.

I risultati relativi al primo semestre 2008 mostrano variazioni negative a due cifre per ordinativi, produzione e fatturato, che rispettivamente decrescono del 17,3%, 19% e 21,7%, con sensibili effetti sui livelli occupazionali, che diminuiscono del 16%.

Sulla base delle risposte fornite nella presente rilevazione, possiamo desumere che attualmente il settore opera per il 40% circa sul mercato interno, per il 36% sul mercato Ue e per il restante 24% sui mercati extra-Ue. Fra i mercati extra-Ue si conferma la rilevanza di quello asiatico (che assorbe il 9% del fatturato complessivo) mentre diminuisce il peso della Russia e degli altri paesi europei esterni all'Ue (3%). Il Nord America, che un tempo aveva un ruolo di tutto rilievo (in passato assorbiva oltre il 15% delle vendite del settore), resta relativamente ridimensionato (9%) a causa della forza dell'euro ed alle altre difficoltà che l'economia americana sta attraversando.

Le previsioni per il futuro fornite dagli imprenditori intervistati sono in linea con gli andamenti registrati a posteriori per il primo semestre 2008: nel complesso la percentuale di imprese che prevedono una riduzione degli ordinativi sale al 58,8% dei casi contro il 14,5% registrato nella precedente rilevazione. Per quanto riguarda il mercato interno e quello estero interno alla Ue, il peso dei pessimisti risulta ancor più accentuato, e raggiunge quasi l'80% dei casi; per il mercato esterno all'Unione Europea invece lo scenario previsto è solo leggermente più positivo e la percentuale di imprese che prevedono diminuzioni degli ordinativi si assesta al 60% dei casi, affiancata da un 20% circa che prevedono invece dei possibili aumenti. Identiche considerazioni le si traggono se, oltre agli ordinativi, consideriamo i livelli della produzione totale prevista e delle vendite. Come riflesso di questi andamenti previsti, dal punto di vista occupazionale le corrispondenti previsioni sono solo al ribasso (36% dei casi) o al più stazionarie.

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Assistenza protesica Lea, Confimi Sanità: "Bene l’iniziativa di Lombardia, Marche e Puglia, siano di esempio”.

Roma, 25 marzo 2024

“Si è tornato a parlare di proroghe e rinvii all’entrata in vigore del Decreto Tariffe prevista al 1° di aprile e relativo all’elenco delle prestazioni specialistiche inserite nei Lea del 2017, ma nel frattempo ci sono Regioni virtuose che, nello spirito del pragmatismo e per la salute dei cittadini pazienti, hanno già agito in deroga”. Così Massimo Pulin presidente di Confimi Industria Sanità riferendosi alle indiscrezioni circa una nuova proroga dell'entrata a regime dei Lea del 2017.

“Nello specifico, e relativamente all’Assistenza Protesica, Regioni come Puglia, Marche e Lombardia hanno già tariffato fino al 31 dicembre alcuni ausili e protesi presenti negli elenchi 2A e 2B considerati invece come acquistabili a gara dagli entranti LEA” precisa Pulin.

“Il rinnovo del tariffario - continua il presidente di Confimi Sanità e precisa - dovrebbe essere nella logica dell’innovazione e nel giusto rimborso, altrimenti di questo passo le aziende non avranno più i margini per eseguire i dispositivi”.

“Il 1° aprile – sottolinea ancora il presidente di Confimi Industria Sanità riferendosi al Decreto – sancisca piuttosto il via alla costituzione di una commissione ministeriale per i LEA utile ad attivare tutti gli strumenti e i soggetti di rappresentanza a rivedere i tariffari e i drg nel suo complesso: assistenza protesica, ambulatoriale e ospedaliera che di certo oggi non ci trovano entusiasti".

“Confimi Sanità - conclude il presidente - conferma la propria disponibilità in tale direzione e mette a disposizione il proprio studio e la propria proposta di revisione dei LEA già presentata nelle opportune sedi". "Una proposta, chiosa Pulin, che ha visto la certificazione di Nomisma e il parere favorevole delle associazioni medico-scientifiche”.


logo confimi sanita 

UFFICIO STAMPA
CONFIMI INDUSTRIA

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ATTREZZATURE DONATE AI QUATTRO ISTITUTI TECNICI IN CONCORSO PER LA XXV^ EDIZIONE PREMIO UNIONMECCANICA 2010

Vicenza, 18 novembre 2010

A seguito della premiazione avvenuta a maggio agli studenti, consegnato un ulteriore riconoscimento anche agli Istituti Tecnici e Professionali.


«Gli imprenditori di Unionmeccanica Apindustria Vicenza sono di parola»! L'annuncio del Presidente Flavio Lorenzin, fatto a suo tempo, ai quattro Istituti Tecnici in gara per l'assegnazione del Premio Unionmeccanica, giunto quest'anno alla sua XXV^ edizione, si è concretizzato venerdì scorso. In un incontro svolto presso l'Associazione delle Piccole e Medie Industrie di Galleria Crispi è stato donato ad ognuno degli Istituti un robusto pacchetto di attrezzature per i laboratori di meccatronica composto da PLC, Pannello Operativo, Inverter, Motore ed Encoder.

La donazione si è resa possibile grazie alla generosità di alcune aziende: Europack Srl di Schio, che aveva proposto il tema oggetto del lavoro degli studenti nella "Progettazione di un dispositivo atto alla manipolazione automatica di sacchetti di patatine" così come della Sertech Elettronica Srl e di Schneider-Telemecanique.

Il riconoscimento è stato molto gradito dai rappresentanti delle scuole: Istituto Rossi e Lampertico di Vicenza e Fermi e Scotton di Bassano, mentre da parte degli imprenditori di Apindustria è stata ribadita la volontà di proseguire nella fattiva collaborazione con il mondo delle scuole, realtà da mantenere in costante contatto con le aspettative delle PMI vicentine.





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AUDIZIONE SU PAYBACK DISPOSITIVI MEDICI: SOGLIA ESENZIONE PER LE PMI, RATEIZZAZIONE, ACCESSO AL CREDITO, DETRAZIONE IVA

Roma, 3 luglio 2025 – “Sul payback 2015-2018 è necessario introdurre ulteriori misure a tutela delle piccole e medie imprese, che rimangono le più esposte per via della loro minore capitalizzazione e disponibilità di liquidità. In particolare, sollecitiamo interventi specifici già condivisi al tavolo di confronto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, come l’introduzione di una soglia di esenzione per i fatturati più bassi, chiarimenti sulle modalità di detrazione IVA, la possibilità per le PMI di rateizzare i pagamenti su un arco di 24-36 mesi, un maggiore sostegno all’accesso al credito attraverso garanzie pubbliche e la possibilità di compensare fiscalmente i pagamenti già effettuati in eccesso”.
Queste, in sintesi, le proposte avanzate da Aforp-Associazione Fornitori Ospedalieri, Confimi Industria Sanità, Confindustria Dispositivi Medici, Coordinamento Filiera in audizione oggi alla Commissione Bilancio del Senato sul decreto Economia pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.149 del 30 giugno 2025.
Le 4 rappresentanze della filiera industriale - che rappresentano l’eterogeneità del settore distribuito tra piccole, medie e grandi imprese sia nel mondo delle produzione che nella distribuzione e dei servizi, con un carico di payback di oltre il 91% - confermano la propria disponibilità a collaborare con Governo e Parlamento nella fase di conversione del decreto, per inserire queste misure correttive e assicurare la sostenibilità delle imprese, tutelando allo stesso tempo la continuità e la qualità dell’assistenza sanitaria.
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Aumenti retributivi esentasse, una strada da percorrere

“Tagli all’Irpef? Bene per i lavoratori, ma il costo del lavoro rimane sempre alto e quel poco che arriverà dagli sconti sull’Irap verrà rapidamente bruciato con i rinnovi contrattuali.”

Esprime un sincero scetticismo Filippo De Marchi, assessore alle Relazioni Industriali di Apindustria Vicenza, in merito all’effettiva portata della riduzione fiscale annunciata nei giorni scorsi, almeno per quanto riguarda i benefici alle imprese.

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AUSTRALIA, LA NUOVA FRONTIERA DELLE PMI

L'Ambasciatore Mike Rann in visita nella sede di Apindustria Confimi Vicenza
Le Pmi vicentine si sono affacciate con interesse a una nuova frontiera dell'economia internazionale grazie alla visita dell'Ambasciatore d'Australia in Italia, Mike Rann, nella sede di Apindustria Confimi Vicenza. L’illustre ospite è stato accompagnato da William Peasland, investment manager del Consolato australiano di Milano, e Massimo Colomban, noto imprenditore e Console onorario in Italia per il grande paese oltreoceano.

Un Paese che tuttavia appare vicino all'Italia per molti aspetti, vista la presenza di 900 mila connazionali, una lingua italiana che è la terza più parlata e collegamenti sempre più diretti attraverso le migliori compagnie aeree.

Il presidente di Apindustria Vicenza, Flavio Lorenzin, ha parlato all'Ambasciatore del grande peso ricoperto in Italia dalle Pmi, molte delle quali mostrano un'attrazione sempre maggiore per un mercato australiano in costante crescita, che può essere utilizzato anche come un ponte ideale verso l'Asia, una terra con cui l'Australia vanta dei solidi rapporti commerciali.

«Il nostro distretto è caratterizzato da un ampio assortimento di produzioni – ha spiegato Lorenzin – che va dalla costruzione di macchinari ad un orafo ben conosciuto nel mondo, passando per i prestigiosi brand del tessile, mobili in legno ancora in grado di conquistare acquirenti stranieri, un distretto conciario tra i più importanti in Europa e un alimentare in forte sviluppo soprattutto nei prodotti di qualità. Per questo siamo soliti a dire che a Vicenza qualsiasi cosa cerchi, se la cerchi bene, la trovi sempre». Il presidente ha parlato anche del turismo come di un settore su cui si punta molto rispetto al passato, come dimostra l'accordo raggiunto con Expo per fare di Vicenza una tappa lungo la direttrice Milano-Venezia in occasione del grande evento mondiale.

«Anche l'Australia è un paese dominato dalle Pmi e con un'economia diversificata– hanno illustrato Rann e Peasland – che vanta alcune tra le banche più forti al mondo, un lavoro flessibile con poche regole chiare ma precise, e una grande considerazione per l'Italia, perché il prodotto made in Italy è sempre sinonimo di qualità».

A portare una testimonianza sui felici rapporti coltivati con gli amici australiani è stata anche Lucia Faresin, che gestisce insieme al padre Guido l'omonima azienda associata di Apindustria, e lo stesso Massimo Colomban, che con Permasteelesa utilizza la piattaforma australiana anche per interagire con l'Asia: «Lì ci sono spazi enormi – ha sottolineato – soprattutto per chi realizza macchine operatrici o fa design come tante aziende vicentine. L'importante è avere un comportamento corretto, perché gli australiani non perdonano. Per il resto danno tutto, compresa una tassazione che si aggira intorno al 25% e una cultura di stampo anglosassone che unita alla nostra latina può dare risultati sorprendenti».

Il presidente Flavio Lorenzin ha infine consegnato agli ospiti un omaggio ed esaltato quello che è stato un importante approccio verso un mercato sempre più interessante, sostenendo la creazione di partnership a livello locale per riuscire ad attirarlo con più efficacia.

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AZIENDE VICENTINE IN ROTTA VERSO LA TURCHIA

 

COMUNICATO STAMPA

17 DICEMBRE 2008

 

 

 


AZIENDE VICENTINE IN ROTTA VERSO LA TURCHIA

 

Conclusa con grande soddisfazione la missione economica organizzata in Turchia da Conexport PMI,  il Consorzio per la promozione delle esportazioni delle piccole e medie industrie di Apindustria Vicenza


Si è conclusa recentemente la missione economica in Turchia organizzata da Conexport PMI, il Consorzio per la promozione delle esportazioni delle piccole e medie industrie di Apindustria Vicenza.

L'iniziativa, che gode del contributo della Regione Veneto, è stata pensata e realizzata per stringere nuove relazioni e creare solidi contatti commerciali tra aziende venete ed aziende turche in un mercato, la Turchia,  concorrente ma anche fortemente complementare con le nostre produzioni.


Alla missione ha partecipato un gruppo di imprese del settore meccanico specializzate in automatismi per aperture-chiusure industriali, lavorazioni in acciaio inox per utilizzo in ambito alimentare, medicale ed industriale, forni per panificazione ed equipaggiamento elettromeccanico per le centrali idroelettriche.

Per due giorni i rappresentanti delle imprese venete hanno dialogato con potenziali clienti, distributori e partner commerciali ad Istanbul, Ankara ed Izmir sulla base un'agenda organizzata in collaborazione con l'ufficio ICE di Istanbul che ha previsto incontri particolarmente mirati, con grande soddisfazione dei partecipanti.


Le attività di supporto all'internazionalizzazione non finiscono qui. "Visto il successo delle iniziative svolte quest'anno", commenta il Presidente Luigi Benincà, "il Consorzio ha già in previsione per il prossimo anno una missione nei Paesi Scandinavi ed una in Austria e Germania che coinvolgerà le aziende del settore meccanico-meccatronico con produzioni e tecnologie innovative ed una missione plurisettoriale in Bulgaria"




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UFFICIO STAMPA

APINDUSTRIA VICENZA

Tel. 0444.232230 - Fax 0444.960835

Centralino tel. 0444.232210

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