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News ed Eventi

Seminario estero: "CONOSCI LA CINA?" - marketing e preziosi suggerimenti

Comunicato stampa, 24 settembre 2012

Svolto in Apindustria in collaborazione con la Banca Popolare di Vicenza

CONOSCI LA CINA?

Il seminario ha approfondito le principali tematiche di marketing e dato preziosi suggerimenti per approcciare con successo la Cina

Sapersi comportare con i cinesi utilizzando i loro canoni, dal semplice porgere il biglietto da visita con due mani, al rispetto delle gerarchie, fino all’attenzione nella scelta dei colori con i relativi significati culturali: ad es. mai confezionare un omaggio con carta bianca, meglio preferire il colore rosso, mai regalare un coltello, magari di quelli “tecnici” svizzeri, oppure forbici e altri utensili da taglio perché portano con sé il senso di “tagliare” un legame.

Loro, i cinesi, maestri nell’arte della copia detestano i “falsi” ed esigono, soprattutto in fatto di Made in Italy, l’originale; di qui la possibilità per le nostre PMI di inserirsi in Cina, anche con prodotti artigianali, quindi con una produzione limitata, destinati ad un numero ristretto di compratori. Certamente sul versante commerciale la Cina è ancora molto focalizzata sul prodotto, motivo per cui non è raro che vengano richieste tutte le caratteristiche tecniche in modo assai puntuale.

Queste ed altre informazioni, dalle più curiose a quelle più attinenti al marketing, sono state rese ad una selezionata quarantina di aziende riunite da Apindustria nel seminario di giovedì scorso, in cui Virginia Busato, Esperta di marketing e management interculturale con la Cina, nonché autrice dell’apprezzato “Come vendere riso ai cinesi e farselo pagare” ha conversato con gli imprenditori.

Alla Busato sono succeduti Li Ming, Responsabile Ufficio di Rappresentanza della Banca Popolare di Vicenza a Shanghai e Giancarlo Bianchi, Responsabile Trade & Export Finance della Banca Popolare di Vicenza che hanno trattato il tema dei pagamenti da e verso la Cina.

Il seminario è stato aperto con l’intervento di saluto del Vice Presidente con delega all’internazionalizzazione, Mariano Rigotto e moderato da Elena Fassa del Servizio Estero di Apindustria Vicenza. L’evento ha incontrato l’interesse e la soddisfazione dei presenti, che sono intervenuti ponendo interrogativi e sollecitando consigli sui comportamenti più appropriati da tenere con la controparte cinese fin dal primo approccio, così importante per non compromettere la costruzione di una buona business relationship.

Al termine non è mancato un riferimento al culinario e quindi sono state virtualmente servite gustose pietanze orientali.

Altri incontri tematici verranno prossimamente realizzati; pagamenti e Dogane per il Brasile e pagamenti e contenzioso sui crediti per gli Stati Uniti.


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SEMINARIO: LE NUOVE RESPONSABILITA' PENALI PER LE IMPRESE

LE NUOVE RESPONSABILITA' PENALI PER LE IMPRESE:

UN SEMINARIO PER SCOPRIRE COSA CAMBIA E COME TUTELARSI

Lo organizza Apindustria Vicenza, lunedì 26 alle 14.30
presso la sede di Galleria F. Crispi n. 45 - Vicenza



La responsabilità penale per le imprese è un terreno relativamente nuovo per la giurisprudenza e per le aziende stesse, ma è destinato ad avere una rilevanza sempre maggiore. Il 3 agosto è infatti entrata in vigore la legge n. 123 che modifica il precedente decreto legislativo 231/02, estendendo il numero dei reati per i quali è prevista una responsabilità penale delle aziende, qualora un titolare (ma anche un dirigente o un dipendente) compia un reato penale a favore dell'impresa.


Per spiegare le novità normative e gli strumenti con cui le aziende possono tutelarsi, Apindustria Vicenza, con il contributo di Unicredit Banca d'Impresa, organizza per lunedì 26 un seminario dal titolo "Decreto legislativo n. 231/01 novellato dalla legge 3 agosto 2007, n. 123 - Nuove responsabilità per l'industria e per l'impresa".


L'incontro, che si svolgerà a Vicenza presso la sede di Galleria F. Crispi, a partire dalle 14.30, proporrà un quadro aggiornato e completo della normativa in vigore, con particolare attenzione sia per i rischi derivanti dalla nuova normativa sia per lo strumento del "modello 231", previsto dal Legislatore come strumento di prevenzione degli illeciti e tutela delle imprese.

Con l'assistenza di professionisti specializzati, infatti, l'impresa può individuare le aree a rischio di commissione dei reati compresi nel Decreto e creare delle procedure atte ad impedire tali illeciti, verificando tale piano di prevenzione attraverso un organo interno di vigilanza: in questo modo, qualora si verifichino ugualmente delle infrazioni, l'azienda potrà essere esentata di ogni responsabilità penale. Un'attività di prevenzione, questa, fondamentale se si considera che in caso di condanna della persona giuridica un'impresa può essere interdetta dagli appalti pubblici o anche commissionata e che il pubblico ministero può chiedere anche per l'azienda l'applicazione di misure cautelari nel corso delle indagini preliminari, ove sussistano determinate condizioni, ad esempio con il pericolo di reiterazione del reato contestato.


Il seminario si aprirà con l'intervento dell'avv. Domenico Strobe, dal titolo "Presupposto e struttura della responsabilità da reato degli enti", al quale seguirà il Prof. Giovanni Flora (professore di Diritto Penale all'Università di Firenze) che affronterà il tema delle sanzioni nella disciplina della responsabilità da reato degli enti; successivamente prenderanno la parola l'avv. Dario Bolognesi ("L'adozione del modello di organizzazione e di gestione dell'ente per la prevenzione dei reati") e il dottore commercialista. Stefano Romito ("L'organismo di vigilanza dell'ente").

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Ufficio Stampa

Raffaella M. Sgueglia

APINDUSTRIA VICENZA - Relazioni esterne e comunicazione

Tel: 0444-232230 - Fax: 0444-960835 - e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Semplificazioni, plauso “con riserva” dalle Pmi. «Su tassazione e adempimenti si deve fare di più»

Con il Decreto Semplificazioni, pubblicato venerdì 28 novembre in G.U., un primo passo è stato compiuto nella giusta direzione. Ma la strada da percorrere è ancora lunga, e Apindustria Confimi Vicenza invita a non abbassare la guardia, proseguendo le azioni promosse da Confimi Impresa.

Azioni che non si sono ridotte a sole chiacchiere, come dimostrano le misure entrate in vigore. A partire dall'abolizione della responsabilità fiscale su appalti e subappalti, accolta come la fine di un incubo. Importante è stato anche l'intervento (suggerito 10 anni fa proprio da Apindustria Vicenza) sulla comunicazione telematica delle dichiarazioni d’intento, passata dal fornitore al cliente, cancellando il rischio di pensanti sanzioni e dimezzando gli adempimenti complessivi in materia a livello nazionale. La comunicazione black list è invece diventata annuale, assorbendo quindici scadenze intermedie, e a questa si aggiungono altre semplificazioni minori che sono diventate legge.

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Semplificazioni, PMI e Agenzia delle Entrate a confronto

COMUNICATO STAMPA

Una delegazione di Confimi impresa ha incontrato martedì scorso a Roma i responsabili del “Tavolo semplificazioni” dell’Agenzia delle Entrate per fare il punto su un pacchetto di nuove semplificazioni fiscali e avanzare altre proposte concrete a tutela delle imprese. «È dall’estate del 2012 che Confimi Impresa collabora attivamente con il progetto di semplificazioni lanciato dal direttore dell'Agenzia, Attilio Befera – sottolinea Flavio Lorenzin, presidente di Apindustria Confimi Vicenza – In questi anni i nostri esperti fiscali hanno fornito numerosi contributi e suggerimenti, sempre nello spirito di una effettiva tutela delle PMI.».

Durante l’incontro è stata quindi ribadita la necessità di dare una scossa al sistema con alcune misure significative, peraltro già inserite in un disegno di legge, che potrebbero essere percepite dagli operatori e dalle imprese come semplificazioni effettive.

Confimi ha suggerito alcune priorità, che di fatto sarebbero a costo zero per l’erario, ma di grande utilità per il sistema imprenditoriale. Queste riguardano in particolare la semplificazione in materia di comunicazioni telematiche delle dichiarazioni d’intento, la concentrazione in un’unica scadenza annuale dello spesometro, la black list e gli acquisti da San Marino, dove si eliminerebbero 24 scadenze infrannuali. Le imprese chiedono anche di eliminare l’obbligo dell’autofatturazione e la doppia registrazione delle operazioni in reverse charge, sostituendola con una più semplice annotazione “separata” nel registro acquisti. Da superare al più presto è quindi la disciplina delle autocertificazioni negli appalti e subappalti, che ostacolano il regolare pagamento dei corrispettivi fra le parti generando un’incredibile proliferazione giornaliera di adempimenti inutili e incomprensibili. È stata infine evidenziata la necessità di elevare la soglia di 15 mila euro oltre la quale viene chiesta l’apposizione del visto di conformità per la compensazione dei crediti fiscali.

“Ancora una volta Apindustria Confimi Vicenza – conclude Lorenzin – si conferma protagonista nel rappresentare le istanze delle nostre aziende associate in un confronto paritetico con gli organi istituzionali, rafforzando il proprio contributo alle riforme anche attraverso una significativa presenza all’interno della Confimi nazionale.”


Vicenza, 7 aprile 2014


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Sentenza TAR su Payback, filiera industriale: duro colpo per le imprese, il MEF agisca subito

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Roma 7 maggio 2025

“Il TAR del Lazio respinge i ricorsi delle imprese sul payback dei dispositivi medici per gli anni 2015-2018 con argomenti giuridicamente inconsistenti. Le imprese, contrariamente a quanto sostenuto dal TAR non conoscevano la spesa nazionale in dispositivi medici, nonostante fosse noto il tetto di spesa e non erano in grado di prevedere la quota parte di compartecipazione alla spesa pubblica. Non è possibile sostenere che gli esiti delle gare pubbliche non siano stati alterati, considerando l’impossibilità delle imprese di conoscere ex ante i tetti di spesa regionali. Appare, inoltre, non corretto che il TAR abbia considerato il tetto di spesa come un parametro unico e nazionale, trascurando la definizione di tetti distinti a livello regionale. Il ricorso al Consiglio di Stato è dunque un atto dovuto. Si tratta di un duro colpo per le imprese e per la loro sopravvivenza. Siamo decisamente preoccupati del futuro delle nostre aziende e siamo certi che il MEF interverrà presto, avendo già avviato un tavolo di lavoro congiunto per trovare presto una soluzione politica al payback”. Questo il commento di Aforp, Confapi salute università ricerca, Confimi Industria Sanità, Confindustria dispositivi medici, Conflavoro PMI Sanità, Coordinamento filiera, Fifo Confcommercio, sulla sentenza del TAR del Lazio sul payback dei dispositivi medici pubblicata oggi.

“Come sottolineato dal Ministro Giorgetti ‘il payback evidentemente era un cerotto ad un’emorragia che merita altri tipi di cure’ e non un ‘fondo sociale’ e tantomeno un ‘contributo solidaristico’, come definito dalla sentenza della Corte costituzionale e dallo stesso TAR, e non può esserlo per sempre. L’impresa privata – hanno dichiarato le 7 sigle di rappresentanza - non ha il dovere di sostenere il Servizio sanitario pubblico e questo non accade in nessun altro settore. Rendere il sistema sanitario economicamente sostenibile è possibile, ma non sono i tetti di spesa e il payback la strada: questa norma porterà a una riduzione dei posti di lavoro, degli investimenti e del Pil”.

“Questa sentenza – hanno concluso le 7 sigle di rappresentanza - rappresenta un grave colpo non solo per le imprese, ma anche per il SSN che non potrà più contare sull’ accesso a dispositivi di qualità per medici e pazienti. Per garantire la sostenibilità del sistema sono necessari cambiamenti strutturali e una governance del settore che superi il payback e preveda tetti di spesa adeguati; una visione sistemica del comparto che comprenda a pieno le problematiche industriali; una programmazione sanitaria per garantire l’allocazione efficiente delle risorse; un sistema che garantisca l’accesso rapido alle innovazioni che migliorano realmente la qualità della vita dei pazienti. Urge un intervento immediato del MEF”.


UFFICIO STAMPA
CONFIMI INDUSTRIA

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Serve più credito alle imprese manifatturiere

Vicenza, 17 aprile 2013


COMUNICATO STAMPA

Il Presidente di Apindustria Flavio Lorenzin apprezza l’intervento del Presidente della BCE. “Finalmente è stato riconosciuto un allarme da noi più volte lanciato: tassi troppo alti e PMI a rischio”


L’allarme è stato lanciato in sede europea dal presidente della BCE Mario Draghi che ha sottolineato l’urgenza di far arrivare il credito alle piccole e medie imprese e rimproverato la condotta delle banche che applicano tassi troppo alti, impedendo, di fatto, un recupero finanziario.

“Le nostre imprese da alcuni anni sono strette nella morsa dei ritardi di pagamento dei clienti e della mancanza di credito da parte degli Istituti bancari. Gli imprenditori, per superare il periodo di crisi, hanno immesso nelle aziende tutte le risorse finanziarie di cui disponevano ma, allo stato attuale, la crisi perdura, i termini di pagamento dei clienti si sono allungati e il credito da parte delle banche continua a diminuire, determinando una situazione non piu' sostenibile. – spiega Flavio Lorenzin, Presidente Apindustria Vicenza - Ci aspettiamo non solo che le banche intervengano senza indugio, ma anche che tutti quei politici che fanno del lavoro la bandiera dei propri programmi di governo, si rendano finalmente conto che sono le PMI, che rappresentano il 97% del tessuto produttivo nazionale, a creare posti di lavoro, e che in virtù di questa loro funzione sociale devono essere maggiormente tutelate.”

“Si sta determinando una paradossale situazione” aggiunge Lorenzin “in cui le imprese che ancora sono in grado di fronteggiare la concorrenza e competere sui mercati non riescono ad ottenere il credito di cui hanno bisogno, anche in una situazione in le risorse devono essere disponibili perchè a livello di sistema la domanda di credito sta calando”.

“Ed in questa situazione”, continua il Presidente di Apindustria, “le nostre imprese sono ulteriormente penalizzate da una miope normativa fiscale che impedisce loro di dedurre gli interessi passivi, sia ai fini dell'Ires che dell'Irap” e, conclude, “ se le banche europee, ed in particolare, quelle italiane, non si decidono a concedere prestiti alle piccole e medie imprese, devono sapere che hanno la responsabilità di mettere in grave pericolo l’economia stessa dell’Unione, perché le PMI rappresentano i tre quarti del tessuto produttivo dei paesi comunitari e dei relativi lavoratori”.

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SERVIZIO DI INFORMAZIONI COMMERCIALI: COME TI VEDONO I TUOI FORNITORI, CLIENTI, CONCORRENTI, BANCHE?

Il servizio di informazioni commerciali e finanziarie è ormai utilizzato da molte aziende che vogliono avere indicazioni più analitiche sull’attività, sui bilanci e sull’andamento atteso dei settori in cui operano iindex propri partner commerciali, ma anche come strumento per valutare  potenziali nuovi clienti e fornitori. Si tratta di uno strumento strategico assai accessibile, che permette di supportare con elementi oggettivi le scelte aziendali.

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SETTORE EDILIZIA: SERVONO MISURE URGENTI PER FRONTEGGIARE LA CRISI

"I provvedimenti del Governo non bastano: subito il Piano casa, il Piano fiscale anticongiunturale e il Piano opere locali"

«Il settore dell'edilizia è in forte crisi e i provvedimenti che sta prendendo il Governo non sono sufficienti», questo l'allarme lanciato da Fabio Crestani, Presidente provinciale ANIEM (Associazione Nazionale Imprese Edili) di Apindustria Vicenza.

Effettivamente, dopo la fase di crescita avuta negli ultimi anni, anche il settore delle costruzioni è colpito dalla crisi economica in atto: il 2008 ha aveva già visto un arresto dello sviluppo economico, ma nel 2009 si prevede un calo sia nella produzione (di circa il 7%) che in ambito occupazionale (vicino alle 280.000 unità). I dati nazionali dicono che nel complesso il triennio 2008-2010 vedrà una diminuzione degli investimenti del 5,4%. «La forte contrazione coinvolge tutte i settori produttivi del comparto, dall'edilizia residenziale a quella industriale, dalle opere pubbliche all'edilizia privata - continua Crestani - : si pensi solo all'emergenza abitativa: circa il 60% delle famiglie italiane è in affitto ed il nostro patrimonio di edilizia residenziale è agli ultimi posti in Europa, mentre la domanda di edilizia sociale è sempre più drammatica, anche per la necessità di dare risposte tempestive ed efficaci alle istanze dei lavoratori immigrati».

Non è una novità che la portata della crisi economica colpisce anche in questo caso in modo cospicuo le PMI: da un'indagine promossa dalla stessa Aniem nei mesi scorsi è emersa la grave difficoltà delle piccole imprese edili per l'accesso al credito, tanto che il 42% delle intervistate ha denunciato un irrigidimento del sistema creditizio che ha messo a rischio programmi costruttivi già avviati. E a rendere ancora più pesante lo scenario c'è il diffuso ritardo dei pagamenti da parte delle Amministrazioni: una impresa su due dichiara addirittura ritardi superiori ai 6 mesi.

Per questo, a livello nazionale, la categoria edile ha individuato alcune importanti iniziative a supporto delle misure recentemente varate dal Governo: iniziative condivise anche da Apindustria Vicenza. «Ci sarebbe da puntualizzare in tutti gli ambiti, a partire dalla lotta alla burocrazia, che blocca le nostre aziende, fino ad alcune normative che vanno riviste, come le "terra-roccia-scavo", o certi vincoli ambientali che non sono una vera protezione per l'ambiente, ma solo un ostacolo alla realizzazione di opere indispensabili - ribadisce Crestani -.  Ma i provvedimenti proposti dalla categoria a livello nazionale sono i più urgenti, a partire dal "piano fiscale" e dal "piano casa", oltre agli interventi sulle opere pubbliche, che bisognerebbe far ripartire quanto prima». L'ANIEM ha, infatti, chiesto un piano fiscale anticongiunturale per l'edilizia che preveda agevolazioni per gli acquirenti di immobili, detassazione dei redditi da locazione, forme di semplificazione e di alleggerimento dell'imposizione fiscale su trasferimenti di aree, volumetrie, diritti edificatori, cessioni di immobili, oltre che incremento delle misure sulla riqualificazione energetica. E' stato, poi, richiesto anche l'immediato avvio di un "Piano Casa" attraverso l'approvazione del decreto attuativo, che riconosca alle Regioni le competenze costituzionali loro garantite e al Governo nazionale poteri di verifica e di controllo sulla destinazione delle risorse e sulla verifica di realizzazione degli interventi. Tra gli altri interventi proposti vanno ricordati anche il "Piano opere locali", con destinazione di finanziamenti agli enti territoriali, finalizzato a modernizzare il patrimonio immobiliare, (mettere in sicurezza le scuole, riqualificare le aree degradate, valorizzare il patrimonio storico-culturale...), la costituzione di centri di monitoraggio territoriali sugli appalti pubblici, e la possibilità di rendere effettivamente esigibili i crediti delle imprese consentendo di cedere il loro credito certificato a banche o intermediari finanziari.

 

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Sfila "Moda in Villa"

Giunge alla nona edizione l’evento fashion che coniuga abbigliamento e oreficeria “Made in Vicenza”, organizzato da Apindustria Vicenza. L’appuntamento è per venerdì 9 settembre, alle 21, a Villa Cordellina Lombardi a Montecchio Maggiore.

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