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News ed Eventi

SHOW-ROOM A TIRANA "ITALIA VENETO DESIGN" PROMOSSO DA APINDUSTRIA VICENZA

                                                                   


TRENTA PMI ENTRANO DA PROTAGONISTE NEL MERCATO ALBANESE GRAZIE ALLO

SHOW-ROOM A TIRANA "ITALIA VENETO DESIGN" PROMOSSO DA APINDUSTRIA VICENZA

Nei giorni scorsi l'inaugurazione con i rappresentanti di Apindustria Vicenza,

della Regione Veneto e il Presidente dell'Albania

 

L'Albania come nuovo mercato di esportazione e di interscambio, piuttosto che come mero terreno di delocalizzazione, nell'ambito di una strategia di internazionalizzazione virtuosa, capace di implementare l'attività sui mercati esteri con una costante presenza in loco: è questa la scommessa vinta da alcune aziende di Apindustria Vicenza con "Italia Veneto Design", lo show-room inaugurato nei giorni scorsi a Tirana che raccoglie la produzione di trenta aziende vicentine e venete.

A sottolineare l'importanza dell'iniziativa è stata la presenza all'inaugurazione, accanto alla delegazione di Apindustria Vicenza - composta dal Presidente Sergio Dalla Verde e Gastone Contin, delegato per l'internazionalizzazione - del Presidente del Consiglio regionale del Veneto Marino Finozzi, dell'assessore regionale all'economia Fabio Gava, del Presidente dell'Albania Sali Berisha,  dell'ambasciatore d'Italia in Albania Saba D'Elia e di BIS Banca - branca albanese di Veneto Banca. Le aziende partecipanti al progetto hanno goduto della collaborazione finanziaria della Cassa Rurale ed Artigiani di Brendola - Credito Cooperativo che ha condiviso lo spirito dell'evento.


Grazie al nuovo show-room, fortemente voluto da Apindustria Vicenza, le imprese venete possono finalmente contare su una struttura strategica e affidabile per proporre i propri prodotti e i servizi nel mercato albanese che, dopo alcuni anni particolarmente difficili, oggi è entrato in una fase di forte sviluppo in seguito al processo di modernizzazione del Paese. E' il caso, ad esempio, dell'industria meccanica o dell'edilizia e dei settori collegati, per la costruzione di nuove infrastrutture, ma anche di case e fabbriche.

«Quando abbiamo cominciato questa avventura sette anni fa - ricorda Sergio Dalla Verde, presidente di Apindustria Vicenza - sembrava un pazzia. Ora chi vede questa palazzina, progettata dallo studio Broglio di Zanè, e vede gli stand approntati dalle trenta aziende venete, pensa che tutto sia normale e semplice. Abbiamo lavorato sodo, avvalendoci anche della preziosa collaborazione di un partner locale, molti colleghi hanno fatto il loro mestiere di imprenditori e adesso cominciano a fare affari in Albania». Del resto l'Italia per l'Albania è sempre più un partner strategico, come ha sottolineato anche l'ambasciatore Saba D'Elia: «Il 68% delle importazioni albanesi proviene dall'Italia, mentre il 30% dell'export è diretto in Italia. Se pensiamo che l'80% della popolazione parla italiano, lingua peraltro insegnata nelle scuole, diventa inevitabile considerare questo paese come un interlocutore privilegiato per la nostra economia».

Al di là dei numeri, per altro assolutamente significativi, lo show-room è una dimostrazione concreta della strategia di Apindustria Vicenza a sostegno dell'internazionalizzazione delle PMI, attuata attraverso iniziative collettive e sinergiche che consentono di superare i limiti propri delle piccole e medie imprese nell'attività di promozione sui mercati esteri.

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Ufficio Stampa

Raffaella M. Sgueglia

APINDUSTRIA VICENZA - Relazioni esterne e comunicazione

Tel: 0444-232230 - Fax: 0444-960835 - e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Sicurezza nei luoghi di lavoro, Confimi Industria e Inail rinnovano il protocollo triennale

Al centro dell’accordo la realizzazione di attività e progetti per lo sviluppo della cultura della sicurezza nelle piccole e medie imprese

Link Protocollo d’intesa

ROMA, 26 marzo 2024

Inail e Confimi Industria rinnovano il protocollo d’intesa per un ulteriore triennio, rafforzando, quindi, la collaborazione tra l’Istituto e una realtà associativa significativa nel sistema economico e produttivo nazionale a cui aderiscono circa 45mila imprese manifatturiere che impiegano quasi 650 mila lavoratori.

Un percorso di collaborazione iniziato già tre anni fa e durante i quali si è ottenuta la pubblicazione di tre documenti tecnici sui temi della nuova prevenzione incendi nei luoghi di lavoro, della sanificazione nel post pandemia e della segnalazione e analisi dei near miss.  

Iniziative e progetti per la riduzione di infortuni e tecnopatie
Obiettivo del nuovo protocollo d’intesa, siglato dal presidente della confederazione, Paolo Agnelli, e dal commissionario straordinario dell’Istituto, Fabrizio D’Ascenzo, è la realizzazione di attività e progetti volti alla riduzione sistematica di eventi infortunistici, incidenti e malattie professionali nelle piccole e medie imprese. Un impegno da portare avanti anche attraverso specifiche attività di prevenzione e con lo sviluppo di buone pratiche, in un’ottica di trasferibilità e applicabilità nei settori industriali di riferimento.

Agnelli: “Formazione e consulenza fondamentali per favorire pratiche di lavoro corrette”
Per il presidente di Confimi Industria, Paolo Agnelli, “la formazione continua e la consulenza alle imprese sono indispensabili per accrescere la consapevolezza sulle pratiche corrette per contrastare gli infortuni. La gestione della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro deve sempre più essere percepita come un vantaggio competitivo”.

D’Ascenzo: “Condivisione di strumenti e competenze per rafforzare la prevenzione negli ambienti di lavoro”
“Attraverso il rinnovo di questo protocollo – dichiara il commissario straordinario dell’Inail, Fabrizio D’Ascenzo – l’Istituto intende continuare a contribuire in maniera incisiva al processo di diffusione della cultura della prevenzione coinvolgendo il sistema produttivo italiano. L’Inail crede fortemente nell’importanza di condividere competenze, conoscenze, risorse e strumenti per promuovere azioni di rafforzamento della salute e sicurezza dei lavoratori e di contrasto al drammatico fenomeno degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali”.


confimi inail

SICUREZZA AMBIENTE

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SICUREZZA SUL LAVORO: TUTTE LE NOVITA' PER LE PMI

Comunicato stampa
12 ottobre 2007

SICUREZZA SUL LAVORO: TUTTE LE NOVITA' PER LE PMI
Le nuove norme emanate dal Parlamento rendono consigliabile alle imprese l'adozione di un serio ed efficace sistema di gestione della sicurezza.Le nuove disposizioni analizzate in un convegno di Apindustria Vicenza

 

 

Il Parlamento ha recentemente approvato nuove norme in materia di sicurezza sul lavoro e di contrasto al lavoro irregolare, introducendo, in particolare, regole molto severe sulla responsabilità delle imprese per violazione delle norme di prevenzione degli infortuni e di affidamento degli appalti.


Al fine di aggiornare le piccole e medie imprese vicentine sulle ultime novità in materia, l'Area Sicurezza e Ambiente di Apindustria Vicenza ha organizzato nei giorni scorsi un convegno che ha visto la presenza di oltre 80 imprenditori e responsabili per la sicurezza di imprese beriche.


Durante l'incontro, l'ing. Angelo Di Girolamo, Direttore dell'Ufficio provinciale del Lavoro di Vicenza, ha approfondito le disposizioni  che riguardano l'azione di contrasto al lavoro irregolare, spesso sinonimo di cattiva gestione della sicurezza sul lavoro, individuando, poi, le fattispecie in cui gli ispettori del lavoro potranno arrivare a stabilire la sospensione dell'attività imprenditoriale.


Gli avvocati Sabrina Apicella e Angelo Merlin, dello Studio legale associato NCTM, hanno, invece, focalizzato l'attenzione su alcuni aspetti estremamente delicati e spesso "critici" nella vita delle aziende, come la corretta gestione dei lavori dati in appalto ed i nuovi meccanismi sanzionatori. Questi ultimi, in futuro, riguarderanno non solamente le persone fisiche responsabili di eventi infortunistici, ma anche le imprese stesse, che risulteranno esposte a pesantissime sanzioni pecuniarie (da 258.000 a 1.549.000 euro) e ad altre forti penalizzazioni (come l'interdizione dall'esercizio dell'attività, il divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione, la sospensione o la revoca di autorizzazioni e la esclusione da contributi, agevolazioni e finanziamenti) che potranno condizionare seriamente la prosecuzione dell'attività.


Ciò che è emerso chiaramente dal convegno è il fatto che - a seguito dell'entrata in vigore della legge 123/2007 - la sicurezza in azienda non potrà più essere gestita in maniera improvvisata o intermittente, ma dovrà essere affidata a sistemi di gestione organizzativa seri e ben strutturati, in grado di segnalare anomalie e disfunzioni che consentiranno di agire in maniera preventiva per scongiurare il verificarsi di infortuni e di malattie professionali e di intervenire, anche in via disciplinare, su coloro che all'interno dell'azienda non si conformeranno alle precise direttive impartite per il rispetto delle regole di sicurezza.


Di qui l'impegno di Apindustria Vicenza per un programma efficace di informazione e di sensibilizzazione su questo argomento.


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Ufficio Stampa


Raffaella M. Sgueglia

APINDUSTRIA VICENZA - Relazioni esterne e comunicazione

Tel: 0444-232230 - Fax: 0444-960835 - e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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SICUREZZA SUL LAVORO: UN'ALTRA OCCASIONE PERSA

Comunicato stampa
12 marzo 2008

SICUREZZA SUL LAVORO: UN'ALTRA OCCASIONE PERSA

Il Governo ha approvato recentemente i decreti attuativi della Legge 123/07, tuttavia ancora una volta è stata trascurata la prevenzione, strumento fondamentale per la sicurezza nei luoghi di lavoro


A lungo atteso dai lavoratori e dalle imprese, il nuovo Testo Unico per la sicurezza nei luoghi di lavoro è diventato realtà con la recente approvazione dei decreti attuativi della Legge 123/07: l'efficacia del provvedimento, tuttavia, rischia di essere minata in partenza da un approccio inadeguato alla complessità della materia.

E' questo il timore manifestato da Apindustria Vicenza che negli ultimi anni si è impegnata, con crescente attenzione, in rappresentanza delle piccole e medie imprese e d'intesa con tutti gli attori istituzionali ed economici, su questa problematica di fondamentale rilevanza sociale. «L'esperienza ci insegna - spiega il Presidente Sergio Dalla Verde - che solo attraverso la concertazione è possibile ottenere risultati efficaci, ma il Governo ha preferito applicare ancora una volta un approccio obsoleto, basato unicamente sulla repressione, quando è dimostrato che i risultati migliori si ottengono solo con un serio programma di diffusione della "cultura della prevenzione"».

La conferma arriva dai numeri: dal 1994 (anno di emanazione del D.Lgs. 626/94) ad oggi sono stati spesi decine di miliardi di Euro per la messa a norma di impianti, macchine ed attrezzature, tuttavia i morti e gli infortuni sul lavoro sono rimasti sostanzialmente in linea con l'incidenza di 14 anni fa. E' quindi evidente che un fattore determinante, che non può più essere trascurato, è rappresentato dai comportamenti corretti, che possono essere promossi solo attraverso massicci interventi formativi e progetti per la ricerca e formalizzazione di modelli comportamentali sicuri.

Per questo motivo da molto tempo tutti i soggetti che operano nel campo della sicurezza sottolineano la necessità di intervenire sulla materia con un approccio basato sulla prevenzione piuttosto che sulla repressione, il che significa sostenere, anche economicamente, la realizzazione di piani formativi aziendali; diffondere la cultura della sicurezza nelle scuole, ossia nei luoghi di formazione dei lavoratori di domani; infine incentivare e sostenere gli enti preposti più attivi e sensibili su questo fronte, che da anni collaborano con il mondo industriale nella elaborazione e nella diffusione di linee guida, manuali informativi, opuscoli ed indicazioni tecniche che risultano preziosissime nell'orientamento da prendere all'interno di una normativa spesso poco chiara o farraginosa. «Purtroppo di tutto questo - conclude amaramente Dalla Verde - non c'è quasi traccia nel testo di legge approvato dal Governo, che evidentemente ha privilegiato l'aspetto elettoralistico e mediatico rispetto ad una ponderata analisi dell'argomento. Il rischio è di un ulteriore incremento di oneri, costi e responsabilità degli imprenditori a fronte di azioni poco incisive per l'aumento

della sicurezza aziendale».


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Ufficio stampa Apindustria Vicenza

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SINDROME CINESE - LA UE FACCIA LA SUA PARTE

Non è la prima volta che l’estate, anche finanziariamente parlando, si presenta torrida (vedi fallimento della Lehman Brothers).
Questa volta è l’opificio del mondo, nonché primo esportatore e paese più popoloso - la Cina - a far sobbalzare le borse e gli operatori economici. Alla caduta di luglio, a cui le autorità cinesi avevano risposto con la sospensione di alcuni titoli quotati e con il divieto di vendita delle azioni dei colossi statali, è seguita la decisione, in agosto, di svalutare lo yuan, per arrivare a lunedì scorso con il nuovo crollo della Borsa di Shanghai. Cadute e rimbalzi hanno caratterizzato anche l'andamento dei mercati europei a dimostrazione, se ce ne fosse bisogno, di quanto siano interdipendenti i paesi nell'attuale sistema economico.
"Se il calo della borsa cinese, dopo un periodo di forte crescita, può essere un fenomeno di assestamento" - commenta il Presidente di Apindustria Confimi Vicenza Flavio Lorenzin - "il deprezzamento della moneta (con il parallelo apprezzamento dell'euro) è decisione che incide sulla competitività dei sistemi manifatturieri in un'economia globale già incerta sotto il profilo economico-politico in un numero rilevante di paesi extraUE e difficile da decifrare circa gli esiti e i tempi: America Latina in rallentamento, Turchia alle prese con elezioni anticipate, IS e curdi, Russia ancora "embargata", sponda sud del Mediterraneo percorsa da conflitti e instabilità.
Ancora una volta aziende ed esportatori devono adattare le loro strategie alle dinamiche in corso, magari virando dai mercati emergenti a quelli "emersi" e offrendo prodotti e servizi sempre migliori e innovativi. Con l'auspicio" - chiude il Presidente Lorenzin - "che Bruxelles riesca a implementare politiche in grado di far fronte a tali congiunture" per non veder svanire la timida ripresa in atto dopo anni di difficoltà e sacrifici".
Vicenza, 26 agosto 2015

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Solidarietà Fiscale negli Appalti, eliminazione al varco

Bene l'annuncio (bozza decreto PA) sull’abrogazione della responsabilità fiscale negli appalti (art. 35 co. 28 ss D.L. 223/2006), darà un po’ di sollievo alle troppe imprese travolte dalla proliferazione giornaliera di autocertificazioni inutili.

“Questa volta, però, niente scherzetti politici”, chiosa Lorenzin di Apindustria Vicenza: "questa norma va abrogata, punto e a capo”. Le imprese lo chiedono a squarciagola da ottobre del 2012 e Apindustria e Confimi impresa hanno colto sin dalle prime ore questo appello facendosi parte attiva di numerose campagne di sensibilizzazione presso politici, ministeri e tecnici dell’Agenzia delle Entrate arrivando addirittura a minacciare l’avvio di una segnalazione comunitaria per violazione del principio di uguaglianza, distorsione della concorrenza e contrasto con i principi della direttiva 7 contro i ritardati pagamenti.

Questa disciplina autorizza il committente (debitore), pena l’irrogazione di pesanti sanzioni (da € 5.000 a € 200.000) a sospendere il pagamento se non riceve un’autocertificazione che attesti la regolarità del versamento, oggi, delle ritenute d’acconto e, fino al 22 giugno 2013, anche dell’Iva. Nel rapporto fra appaltatore e subappaltatore, poi, subentra pure la responsabilità solidale per l’inadempienza del secondo.

La norma ha dell’incredibile: riesce contemporaneamente ad avvallare il debitore che vuole sospendere il pagamento e a rendere la vita difficile a chi, invece, vuole pagare le proprie obbligazioni nei termini. Questa disciplina è censurabile sotto numerosi profili poiché: (1) ostacola il regolare funzionamento dei rapporti fra imprese nuocendo negativamente al sistema economico; (2) genera uno sproporzionato aggravio amministrativo (per nulla risolto con l’eliminazione dalla problematica ai fini Iva); (3) oltre che inopportuna ed iniqua è pure inutile poiché il fornitore che fa le frodi autocertifica senza remore; quello che non le fa, ma è in ritardo con il fisco, si vede costretto ad autocertificare il falso altrimenti non incassa i propri crediti e muore per asfissia finanziaria.

“Serve semplificazione, subito, lo continuiamo a dire da troppo tempo. Questa norma ha già fatto troppi danni e c’è quindi solo da augurarsi”, conclude Lorenzin, “che a breve diventi solo un brutto incubo da dimenticare in fretta.”



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