Skip to main content

News ed Eventi

Stefano Brunello è stato eletto come nuovo Presidente del Mandamento Alto Vicentino di APINDUSTRIA VICENZA

Vicenza, 20 maggio 2013


COMUNICATO STAMPA


Originario di Sarcedo, classe 1966, titolare della Essepi Srl, azienda Metalmeccanica con sede a Zugliano specializzata nella progettazione e costruzione di stampi per pressofusioni in alluminio, plastica e zama. Grazie all’esperienza maturata in oltre vent’anni di associazione, prima con il Gruppo Giovani, poi come membro del Consorzio Energia e Consigliere del Mandamento di Thiene – Schio, e ultimamente come membro del Consiglio di Unionmeccanica Arriva alla Presidenza in momento particolarmente difficile, dove le Imprese stanno soffrendo molto la recessione economica, e dove diventa sempre più importante cercare di aggregarsi e di confrontarsi, per poter reagire e per non sentirsi soli e abbandonati.


“Il mio impegno, è come sempre rivolto al mondo dell’impresa, e quando parlo di impresa parlo di Piccola e Media Impresa. Il nostro Territorio sta soffrendo molto, sia per la chiusura continua di aziende, sia per la costante perdita di posti di lavoro. Purtroppo, a breve ci saranno anche ripercussioni nel mondo della scuola, che io sto seguendo con particolare attenzione da diversi anni. Spero proprio di poter essere utile in qualche modo al dialogo tra Aziende Scuole e Istituzioni, per poter realizzare progetti volti alla ripresa economica “ e prosegue …anche se le cose difficilmente torneranno come prima, il mio primo compito, sarà quello di ricostruire un Gruppo, capace di organizzare, discutere e proporre soluzioni ai nostri associati, e per poter fornire quel minimo di risposte che un imprenditore spera sempre di ricevere da un’associazione. Sono consapevole che il lavoro che mi spetta sarà duro, ma con il buon aiuto di tutti sono sicuro di riuscirci.”

  • Creato il .

Stefano Ruaro è presidente del neoeletto Mandamento ALTO VICENTINO

 
Stefano Ruaro è presidente del neoeletto Mandamento, con una squadra di altri 10 imprenditori impegnati a sostenere la prosperità e l’economia dell’area.La messa in moto delle attività dell’IPA dell’Alto Vicentino tra i primi obiettivi 
 
Nell’ambito di un processo di razionalizzazione della propria organizzazione, Apindustria ha dato vita recentemente al nuovo Mandamento Alto Vicentino, che comprende il territorio di pertinenza dei precedenti mandamenti di Thiene e di Schio. Presidente è stato eletto Stefano Ruaro, 44 anni, titolare della SerTech Elettronica di Malo e della Kblue s.r.l. di Zanè, con una nutrita squadra di imprenditori a formare il nuovo Consiglio Direttivo, tutti animati da un forte spirito associativo e dal senso di responsabilità nei confronti dell’area di cui vogliono favorire la prosperità economica. La squadra di Ruaro si impegnerà per consolidare la presenza dell’Associazione in una delle aree della provincia con la più elevata concentrazione di imprese: una risorsa per l’intera comunità che richiede tuttavia interventi qualificati per valorizzarne e sostenerne la crescita. «Come Associazione – spiega Ruaro – opereremo in primis affinché l’IPA (Intesa Programmatica di Area, ndr.) dell’Alto Vicentino possa iniziare effettivamente la sua attività, dando il giusto contributo allo sviluppo del territorio, e a questo riguardo sono già iniziati i primi incontri di verifica».  
Parallelamente, la creazione del nuovo Mandamento costituisce l’occasione per sottolineare il ruolo di Apindustria sul territorio: «Ci impegneremo a consolidare il nuovo Mandamento attraverso una collaborazione sempre più stretta con le Amministrazioni Comunali».

Ruaro è associato ad Apindustria Vicenza dal 1993 e ha già ricoperto numerosi incarichi di rilievo all’interno dell’Associazione. Con Ruaro nel Consiglio Direttivo figurano Stefano Brunello (Metalfond srl), Roberto Casolin (Arcoprofil Srl), Renato Cerato (Brunello Srl), Luigi Cesta (Carpinox Sas), Italo Costaganna (Dico Fiocchi Srl), Antonio Scalco (Europack Srl), Carlo Foletto (Eurosiconf Spa), Francesco Enea (Helentex Srl), Adriano Sella (Miver Srl), Roberto Raumer (Omar Srl) e Sergio Polga (Pol Color Srl).
 
 ------------------Ufficio Stampa Raffaella M. SguegliaAPINDUSTRIA VICENZA - Relazioni esterne e comunicazione Tel: 0444-232230 - Fax: 0444-960835 - e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 
  • Creato il .

STRUMENTI PER REAGIRE ALLA CRISI: IL SISTEMA REGIONALE RISPONDE ALLE PMI

Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0mm 5.4pt 0mm 5.4pt; mso-para-margin:0mm; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:10.0pt; font-family:"Times New Roman"; mso-ansi-language:#0400; mso-fareast-language:#0400; mso-bidi-language:#0400;}

Martedì 9 febbraio 2010 – ore 15.00

Sala Convegni di Apindustria Vicenza (Galleria Crispi,. 45 – Vicenza)

Un seminario informativo organizzato da Apiveneto Fidi e Apindustria Vicenza per fare chiarezza sui contributi regionali a fondo perduto per ricerca e innovazione nelle PMI e sugli interventi anticrisi messi in atto dalla Regione Veneto

Di fronte ad una situazione di mercato che rimane difficile e ad una competizione sempre più forte, tutte le imprese, in particolare quelle di piccole dimensioni, devono sviluppare la conoscenza delle opportunità e degli strumenti messi a loro disposizione. Oggi concentrarsi sul prodotto o sui clienti non basta più, occorre conoscere ogni ambito della vita d’impresa, di cui il credito e la finanza costituiscono elementi vitali per reagire alla crisi e rimanere sul mercato.

Obiettivo dell’incontro, organizzato da Apiveneto Fidi in collaborazione con Apindustria Vicenza e Veneto Sviluppo Spa, è far conoscere gli strumenti e gli aiuti che il sistema regionale ha attivato per rispondere ai bisogni delle PMI. Interverranno Marco Zanetti di Veneto Sviluppo e Renato Cavalieri della Divisione Finanza di Apiveneto Fidi

Il convegno è a partecipazione libera e gratuita

  • Creato il .

STUDI DI SETTORE: PREOCCUPA IL COSTANTE AUMENTO DEI SOGGETTI NON CONGRUI

 

Il commento di Filippo De Marchi, Presidente di Apindustria Vicenza

 

La pesante crisi economica in atto, cui si è recentemente aggiunta, aggravandola, la crisi finanziaria del settore bancario, rende ancor più difficile l'adeguamento delle aziende agli Studi di Settore. «Il recente e considerevole incremento dei soggetti non congrui - afferma Filippo De Marchi, Presidente Apindustria Vicenza - è indice del fatto che gli Studi di Settore, da sempre criticati dalla nostra Associazione in quanto utilizzati come strumento di accertamento, non prendono sufficientemente in considerazione i costi fissi delle aziende che, nell'attuale momento di perdurante congiuntura economica negativa sono rimasti invariati o sono addirittura cresciuti, mentre i ricavi, in molti comparti dell'economia, sono in continua flessione».


Le difficoltà contingenti, secondo Apindustria Vicenza, non possono essere trascurate dagli organi preposti alla gestione degli Studi di Settore. «Nell'ultimo triennio abbiamo rilevato un costante incremento del numero dei soggetti non congrui e, soprattutto, un preoccupante aumento dei ricavi richiesti ai contribuenti, un aumento in continua crescita a causa dell'adeguamento, - aggiunge Filippo De Marchi -. Tuttavia, la nostra Associazione, con il supporto tecnico dei funzionari del Servizio Fiscale, monitora attentamente il fenomeno e collabora fattivamente con l'Agenzia delle Entrate, partecipando, a livello locale, all'Osservatorio Regionale e, a livello nazionale, alla Commissione degli Esperti sugli Studi di settore».


L'Osservatorio Regionale sugli Studi di settore, nel corso della recente riunione di ottobre, ha preso atto degli effetti della crisi ed il Direttore Regionale dell'Agenzia, Dr Ildebrando Pizzato, ha assicurato la disponibilità dei funzionari a confrontarsi con le imprese nella delicata fase del contraddittorio, senza trascurare l'aspetto delle possibili ripercussioni sulle attività aziendali della recessione in atto. «Un fatto significativo - continua De Marchi - è la delibera, da parte dell'Osservatorio, della costituzione di un apposito Gruppo di Lavoro, incaricato di valutare l'impatto della crisi nell'applicazione degli Studi di Settore al comparto metalmeccanico».


«Fortunatamente sembra che qualcosa inizi a muoversi anche a livello nazionale - continua De Marchi -. La Commissione degli Esperti sugli Studi di Settore ha infatti di recente convocato le categorie economiche per assicurare che, nel corso di due incontri, a marzo e novembre 2009, saranno valutati gli effetti della crisi su margini, magazzini e ricavi». «Ci si augura, a questo punto, - conclude De Marchi - che l'Amministrazione finanziaria prenda i necessari provvedimenti, perché la situazione ad oggi risulta molto pesante».


------------------

  • Creato il .

Successo a Bassano per il seminario di Apindustria su progresso e innovazione

Vicenza, 23 settembre 2013


<<IL FUTURO E’ ADESSO>>

Da Giancarlo Orsini nuovi stimoli per il rilancio delle Pmi Si è parlato di futuro e nuove Tecnologie giovedì sera al teatro Remondini di Bassano del Grappa, in occasione del seminario formativo "Progress 2013" organizzato da Apindustria Vicenza in collaborazione con Mediolanum Corporate University.



Davanti ad una sala gremita, il manager di banca Mediolanum, Giancarlo Orsini, ha affrontato il tema del rapporto tra progresso, sviluppo tecnologico ed economia, sottolineando le cause dei relativi fenomeni e le problematiche che girano intorno ad essi: un punto di partenza per cogliere al meglio le opportunità e gli scenari del domani.

«Il progresso è in parte già tra di noi - ha ricordato Orsini - quando dimostriamo di saper ascoltare le persone, fare tesoro del passato, rendere più facile il quotidiano e costruire un

avvenire migliore per lasciare alle nostre spalle un mondo migliore. Serve essere curiosi e mettere anima, cuore, passione e un pizzico di follia in tutto quello che si fa per andare incontro al progresso, migliorando l'esistente per sé e gli altri».

Orsini ha concentrato il suo intervento anche sui problemi che stanno vivendo le piccole e medie imprese, a partire dai freni negli investimenti sull'innovazione. «Le aziende arrivano da una crisi importante che le ha private di liquidità a causa dei pagamenti tardivi o dilazionati - ha spiegato - e per questo faticano a prevedere investimenti per il futuro. A questo si

aggiunge un'innovazione che è talmente rapida e veloce da rendere difficile individuare quale potrebbe essere la tecnologia o la soluzione che fa realmente la differenza. Queste sono le due

ragioni per cui si rallentano gli investimenti, che ritengo però essere un propulsore per la nuova ripresa».

Progresso, internet, nuove tecnologie e Paesi emergenti saranno allora, secondo il future manager, una chiave di lettura per capire in che direzione sta andando il mondo, e dove il risparmiatore si dovrà focalizzare. E se non è possibile a tutti girare il mondo per

conoscere, condividere, creare ed innovare, Orsini ha ribadito ai presenti come il mondo sia comunque a portata di tutti: basta avere tanta curiosità, voglia di conoscere, migliorarsi e migliorare.

«È sufficiente un breve viaggio virtuale per trovarci proiettati in una realtà all'apparenza molto lontana- ha ricordato- ma solo a causa nostra condizionata e limitata apertura mentale: niente di più sbagliato. Il futuro è a noi vicino più di quanto immaginiamo».

Soddisfatto della serata è William Beozzo, presidente del mandamento bassanese di Apindustria Vicenza, che ha voluto portare la serata formativa anche nella città del Grappa, in replica a quella che si è tenuta il giorno prima al Teatro Comunale di Vicenza su iniziativa di Valeria Leonardo, mente organizzatrice dell'evento. «È stata un'occasione molto particolare e

straordinariamente efficace per capire cosa sta succedendo nel mondo - commenta Beozzo - con i perché di queste crisi, i cambiamenti a livello industriale e nel terziario, i macrocambiamenti ambientali e i micro-cambiamenti che coinvolgono

anche i piccoli risparmiatori, oltre che noi piccoli imprenditori>>.

_________

contatto:

Apindustria Vicenza

tel. 0444.232230 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Creato il .

SUI VOUCHER, È PREVALSA L’ISTERIA!

L’opinione di Flavio Lorenzin, presidente di Apindustria Confimi Vicenza
Apprendiamo dai media che il Governo ha varato oggi un decreto legge che segna la fine del lavoro accessorio, introdotto nel 2003 dalla Riforma Biagi, mentre fino a pochi giorni fa l’idea era di limitarne l’uso ai privati.
“Siamo all’assurdo – dichiara Flavio Lorenzin – ossia esattamente alla situazione paradossale di buttare via il bambino insieme con l’acqua sporca. Che la normativa sui voucher dovesse essere modificata per evitare abusi, era concetto universalmente accettato, ma giungere alla totale cancellazione è un esito incredibile e aberrante”.
Il leader delle PMI vicentine, come tanta parte delle rappresentanze datoriali, esprime totale sconcerto a fronte dell’annunciata soppressione di uno strumento che ha fatto emergere dal nero le prestazioni lavorative marginali. “Si pensa forse che la cancellazione totale del lavoro accessorio porterà all’assunzione regolare, con contratto a tempo indeterminato, di tutti i lavoratori finora pagati coi voucher?”, si chiede Lorenzin.

Continua a leggere

  • Creato il .

SUI VOUCHER, NON FACCIAMOCI PRENDERE DALL’ISTERIA!

L’opinione di Flavio Lorenzin, presidente di Apindustria Vicenza
Il tema caldo di questi giorni è senza dubbio quello del lavoro accessorio, meglio noto col termine voucher, sull’onda delle statistiche che ne registrano un significativo incremento e alla luce del quesito referendario proposto dalla CGIL.
“Non escludo che il sistema dei voucher possa essere migliorato, per dare maggiori garanzie ai lavoratori, – sostiene Flavio Lorenzin – ma per favore, non facciamoci prendere dal panico, tentiamo di ragionare a mente fredda. E soprattutto, non facciamone ogni volta un pretesto da campagna elettorale. La regolazione del mercato del lavoro deve avere stabilità, non può cambiare ogni sei mesi.”
Il ragionamento del leader delle PMI vicentine, parte dalla constatazione che la disciplina dei voucher è stata rivista solo tre mesi fa e proprio con l’intento di contrastare gli abusi, introducendo una comunicazione obbligatoria per tracciare l’utilizzo dei buoni-lavoro ed evitare che a questi siano affiancati pagamenti in nero. “Sarebbe buona cosa applicare le norme che ci diamo e valutarne l’efficacia in un tempo ragionevole, prima di introdurne di nuove”, puntualizza Lorenzin. Va peraltro messo in luce che la norma di legge già prevede accorgimenti e limitazioni nei settori economici tradizionali, per evitare la precarizzazione del lavoro: agli imprenditori e ai professionisti è infatti vietato erogare voucher per più di 2.000 Euro annui nominali allo stesso lavoratore, quando il limite generale è di 7.000. In effetti, anche il più recente intervento correttivo va nella stessa direzione, prevedendo la comunicazione obbligatoria solo per imprenditori e professionisti.
“E’ una situazione paradossale - commenta Lorenzin – che nessuna limitazione sia posta alle Pubbliche Amministrazioni, mentre si moltiplicano le notizie sull’utilizzo dei voucher nei Comuni e nella Sanità, con tanto di bandi pubblici. Anche questa volta c’è il rischio di dover constatare che il datore di lavoro pubblico è più disinvolto di quello privato”.
Va poi ricordato che lo strumento dei voucher è stato introdotto proprio per fare emergere dal nero talune prestazioni lavorative marginali e temporanee; se si presta a comportamenti illeciti, vanno trovate le opportune soluzioni, ma evitando di buttare via il bambino insieme con l’acqua sporca: questo è infatti l’effetto che produrrebbe l’iniziativa referendaria della CGIL, che si propone di spazzare via l’intera disciplina.
“Se il problema è evitare la destrutturazione dei contratti di lavoro tradizionali, quantomeno nel settore manifatturiero, – chiosa infine Lorenzin – mi sento di fare una proposta ai nostri interlocutori: perché non rivalutare il lavoro intermittente o a chiamata? Per quanto anch’esso sia inviso a larga parte del mondo sindacale, ritengo che a parità di condizioni o di rischi di abuso, il lavoro a chiamata avrebbe il pregio di garantire ai lavoratori inquadramenti contrattuali e trattamenti economici analoghi a quelli dei lavoratori in forza nelle aziende; al netto ovviamente dell’intrinseca flessibilità di questo istituto. Ma se si vuol tornare ad ingessare il mercato del lavoro, il risultato potrebbe rivelarsi un boomerang, ossia il ritorno all’immersione nel lavoro nero. Per parte mia, continuo a preferire la flessibilità regolata al lavoro nero”.

Vicenza, 9 gennaio 2017
  • Creato il .

Svolta storica per APINDUSTRIA VICENZA che abbandona Confapi

Comunicato stampa, 2 febbraio 2012

Svolta storica per APINDUSTRIA VICENZA che abbandona Confapi

 

GLI IMPRENDITORI VICENTINI SCELGONO

“CONF.I.M.I” PER RAPPRESENTARE LE LORO AZIENDE

 

Decisa all’unanimità l’adesione alla nuova organizzazione nata per rappresentare particolarmente le attività manifatturiere.

L’aveva annunciato pubblicamente il Presidente Filippo De Marchi nel corso dell’ultima Assemblea lo scorso giugno e si è avverato: «Le Associazioni degli imprenditori, così come sono appaiono anacronistiche e se non cambiano sono destinate ad essere sopraffatte dagli eventi». Affermazioni forti e soprattutto molto coincidenti col sentiment attuale della maggior parte degli imprenditori, da cui l’obbligo di far seguire azioni conseguenti. Ed è successo, infatti, che nel corso dell’Assemblea Straordinaria, svoltasi di recente, gli associati di APINDUSTRIA VICENZA hanno deciso senza remore l’uscita definitiva da Confapi e avviato l’iter di adesione formale ad una nuova confederazione, sorta appunto per riorganizzare le molte Associazioni datoriali che, soprattutto nel Centro-Nord del nostro Paese chiedono insistentemente una diversa rappresentanza delle aziende e degli imprenditori.

Dalle motivazioni condivise con altre Associazioni della Confapi, localizzate soprattutto in Veneto, in Emilia Romagna e in Lombardia ha preso avvio “CONF.I.M.I.Confederazione delle Industrie Manifatturiere Italiane” destinata negli scopi ad evidenziare la centralità dell’impresa manifatturiera e verso questa sostanziale entità orientare ogni sforzo di rappresentanza per riqualificare le relazioni industriali a partire dalle concrete esigenze delle aziende, svincolandosi così dal modo, giudicato dal Presidente De Marchi, “romano” di gestire con spregiudicatezza gli interessi delle imprese.

A conferma della necessità di procedere verso una direzione più autonoma e meglio rispondente agli interessi delle aziende associate, interpretando così, al meglio, il suo mandato nell’essere “sindacato degli imprenditori”, APINDUSTRIA VICENZA ha fatto propria la bandiera della contrattazione territoriale, giungendo per prima in Italia alla stipula di un accordo di contratto provinciale di secondo livello per le aziende del comparto metalmeccanico, contenente sicuri vantaggi sia per le aziende, sia per i lavoratori. A riprova sostiene il Presidente De Marchi: «Il fatto di essere riusciti a concordare con le Organizzazioni dei Lavoratori quello che a Roma non si è in grado di ottenere, nemmeno in termini di attenzione dalla Confapi, circa le giuste rivendicazioni dei nostri imprenditori, può sicuramente aver screditato qualcuno che diversamente da noi è troppo lontano dalla vita e dalle difficoltà quotidiane delle nostre aziende. La mia speranza – afferma il Presidente – è che altre categorie, fuori e dentro il sistema Confapi, riescano ad accorgersi che i tempi sono maturi per determinare un nuovo modo di concepire il sostegno da assicurare alle imprese. L’unica grande convinzione che ci legittima come Associazione delle Piccole e Medie Imprese sta nella validità delle nostre aziende, nella loro crescita e nella loro affermazione da cui dipende la prosperità del nostro territorio. Lasciamo ad altri – conclude De Marchi – ogni polemica. A noi interessano i fatti!»

  • Creato il .

TAGLIO DELL’IRES: PARLIAMONE, MA PER LE PMI LE PRIORITÀ SONO ALTRE

Il pacato ottimismo degli esponenti del Governo che hanno confermato, in questi giorni, i margini per ridurre, dal 2017, l’Ires e prospettare, dal 2018, il taglio dell’Irpef, inducono a ragionare su un taglio qualitativo maggiormente equitativo.
Questo il monito di Flavio Lorenzin, Presidente di Apindustria Confimi Vicenza, che sottolinea l’opportunità di dirottare le risorse su misure fiscali di maggiore interesse per le PMI che rappresentano oltre il 95% del tessuto imprenditoriale nazionale. Secondo i calcoli dell’Associazione il taglio Ires di 3,5 punti (dal 27,5 al 24%) si tradurrà, infatti, in una misura a prevalente vantaggio di pochissime grandi imprese giacché, come confermano i dati ufficiali MEF, oltre il 50% del gettito in questione è pagato dalle società con volume d’affari superiore a 50 milioni di euro che rappresentano solamente lo 0,62% (zerovirgolasessantadue) del totale dei contribuenti Ires. Il 94,02% dei contribuenti con volume d’affari fino a 5 milioni paga, invece, il 41,62% dell’imposta.
Non si tratta di evasione, precisa Lorenzin, ma anche del fatto che “le PMI sono a prevalente conduzione familiare e normalmente prelevano parte del reddito nella forma dei compensi amministratori su cui viene pagata l’Irpef”.

Continua a leggere

  • Creato il .