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News ed Eventi

Tommaso Ruggeri lascia la direzione di Apindustria Vicenza

Il dott. Tommaso Ruggeri, dal 1994 direttore di Apindustria Vicenza, lascia da domani, 1° dicembre, il proprio incarico per andare a ricoprire il medesimo ruolo presso l’Ipab di Vicenza.

Lo comunica una nota dell’Associazione, nella quale il Presidente Sergio Dalla Verde, nel congratularsi per il nuovo prestigioso incarico, ringrazia il dr. Ruggeri per l’”importante e fattiva collaborazione prestata nell’arco di più di dieci anni”.

Ruggeri, in una nota inviata a tutti i dipendenti, ha tenuto a sottolineare come sia chiuda per lui “un periodo denso di attività e di risultati positivi, ottenuti grazie al contributo e all’apporto di imprenditori, dirigenti, dipendenti e collaboratori, senza i quali nulla di quanto è stato fatto sarebbe stato possibile".

Una decisione, quella di chiudere il rapporto, come scrive egli stesso, “maturata a seguito dell’opportunità offertami di ricoprire un incarico di responsabilità in un settore per il quale ho sempre nutrito grande interesse e una naturale, personale inclinazione”.

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TORNA “MODA IN VILLA”.

TORNA “MODA IN VILLA”.

A Villa Cordellina Lombardi a Montecchio Maggiore la sfilata di gioielli e moda organizzata da Uniontessile e Unionorafi di Apindustria Vicenza. Appuntamento martedì 12 settembre 2006.  


Tornano a brillare i marchi più fashion del “Made in Vicenza” per l’abbigliamento e i gioielli: “Moda in Villa”, evento che coniuga due delle produzioni di punta della provincia vicentina, l’oro e la moda, sarà l’occasione per vedere in anteprima cosa indosseremo la prossima stagione autunno inverno 2006-2007.    

La sera del 12 settembre, alle ore 21, saranno Silvia Ceccon, reduce dalla Russia dove è stata la testimonial per un’importante azienda di cucine e Davide Fiore, poliedrico artista che si è dato, negli ultimi mesi, anche al cinema, a presentare la manifestazione di moda e gioielli, giunta ormai alla decima edizione (ingresso su invito).

Un evento consolidato e sempre vivace, grazie alle categorie Uniontessile e Unionorafi di Apindustria Vicenza, fattive promotrici dell’evento e al concreto supporto di numerosi Enti  - Regione Veneto, Provincia di Vicenza, Camera di Commercio di Vicenza, Ente Fiera - e due sponsor, TIM ed Estetika Life. 

A sfilare, quest’anno, saranno i nomi più prestigiosi della moda femminile e maschile della provincia vicentina e alcuni fra i marchi più interessanti ed originali per quanto riguarda la gioielleria.

Si partirà dunque con ”Lins Pelliccerie” che presenterà pellicce giovanili e colorate, maculati, visoni e cincillà,  poi sarà la volta di “Pal Zileri”, con una moda uomo giovane e aggressiva, ma anche i gessati e la cerimonia, a “Marly’s” l’onore di vestire la donna, in modo elegante, giovane e sempre raffinato, mentre con “Cristiano di Thiene” potremo apprezzare la linea sportiva PAN, ovvero quella delle Frecce Tricolori, ma anche i montoni shearling per donna e uomo. L’intimo raffinato e seducente sarà quello di “Nicoletta Lingerie”, che fonderà le sue creazioni con quelle di alta gioielleria di “Metalorafa”.

Introdotto così l’universo del gioiello, si avvicenderanno sulla passerella  “Vezzaro”, con pezzi importantissimi per una donna raffinata, “Giante”, con parure lavorate elegantemente a mano, “Linea Italia”, che ha fuso  vetro di murano e oro, “Eddie Manzardo”, con metalli satinati, pietre dure e diamanti, “Aurifex” con  metalli colorati e pietre preziose.

La serata si prospetta ricca e sarà ancor più carica di suggestioni grazie a due particolari interventi artistici: il gruppo “Materia Viva” di Roma si esibirà in una sequenza di coreografie su trampoli e alcune performance con il fuoco, mentre i balletti della compagnia “Centro Idea Danza”, diretto da Sabrina Brotto e Cristina Matteazzi daranno vita a intermezzi spettacolari grazie anche alla partecipazione di Samuele Peron, provetto ballerino conosciuto attraverso lo spettacolo televisivo “Ballando con le stelle “ di Rai 1, che danzerà con la compagnia di Sandrigo.

La regia della serata sarà affidata a Faschion Lady di Sarcedo mentre l’organizzazione artistica è curata da Giancarlo Minchio.

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TORNA A CRESCERE L’ECONOMIA VICENTINA

TORNA A CRESCERE L’ECONOMIA VICENTINA
Il Presidente di Apindustria Vicenza, Sergio Dalla Verde: “Positivi i dati del primo semestre con un fatturato in crescita del 7,6%, gli ordinativi a +6,3% e la produzione a +5,7%. Prevale però la prudenza tra gli imprenditori” Vicenza, 7 settembre 2006 - I risultati relativi al primo semestre del 2006 per il comparto delle medie imprese aderenti ad Apindustria Vicenza sono molto positivi e confermano le attese espresse nella precedente rilevazione effettuata lo scorso gennaio 2006. Sergio Dalla Verde, presidente di Apindustria Vicenza, ha illustrato oggi i dati della Relazione congiunturale di Apindustria Vicenza relativi al primo semestre 2006. Secondo l’indagine il fatturato risulta cresciuto, in questo primo semestre 2006, del 7,6%, mentre in precedenza, nell’indagine svolta sei mesi fa, relativa all’andamento del secondo semestre 2005, ed in quella dell’anno scorso, relativa al primo semestre 2005, erano stati registrati valori del +1,5% e del +2,6%. Anche gli ordinativi, con una variazione del +6,3%, hanno una crescita sensibilmente superiore rispetto a quanto si registrava nelle due precedenti rilevazioni, nelle quali i livelli delle corrispondenti variazioni erano del +0,9% e del +1,4%). La produzione risulta ripartita, registrando una crescita del +5,7%, dopo che, nello scorso semestre, aveva registrato un andamento leggermente negativo (-0,6%) e in quello precedente un andamento positivo (+0,7%) di modesta entità. Questi andamenti positivi sembrano essere attribuibili in prevalenza alla componente interna della domanda, mentre per quanto riguarda i mercati esteri (Ue ed extra-Ue) gli andamenti segnalati dalle imprese risultano maggiormente stazionari. “La ripresa c’è, è evidente – commenta il presidente di Apindustria Vicenza, Sergio Dalla Verde – emerge però una grandissima prudenza degli imprenditori dovuta alla sfiducia nel sistema paese in termini di fiscalità iniqua, inadeguatezza delle infrastrutture, peso della burocrazia che frenano nella competizione internazionale. Chi governa infatti adotta scelte sistematiche senza compiere un’analisi vera del tessuto produttivo. E’ arrivato il momento di cambiare finalmente l’approccio. E’ vergognoso ad esempio il linguaggio automaticamente negativo che viene utilizzato per definire la piccola e media imprenditoria. Si smetta di dire in modo semplicistico che siamo destinati a chiudere perché troppo piccoli, che siamo evasori e che non investiamo in ricerca e sviluppo. Si pensi invece a leggere i dati nei loro dettagli e a declinare le strategie in modo adeguato”. Scendendo nello specifico dei diversi comparti la situazione appare molto positiva per il metalmeccanico, che è l’unico settore nel quale la crescita delle attività (produzione, fatturato ed ordinativi aumentano di circa l’8% rispetto al semestre precedente) è accompagnata anche da un aumento occupazionale di un certo rilievo (+3%). Anche per il legno-mobilio, la chimica-gomma-plastica e per l’aggregato residuale degli altri settori manifatturieri, si registrano variazioni molto positive (comprese fra il +5% ed il +18%) di ordinativi, produzione e fatturato, questa volta però accompagnate da andamenti occupazionali negativi. “Sono le previsioni degli imprenditori intervistati a mostrare prudenza – riprende Dalla Verde - nella maggior parte dei casi infatti si prevede la stazionarietà sia per ordinativi che per produzione. Per quanto riguarda l’occupazione, le previsioni di stazionarietà sono condivise dalla quasi totalità degli intervistati (75%). Inoltre anche la propensione agli investimenti varierà. Lo dimostra il fatto che mentre la quota di imprese che dichiarano di averne effettuati nel corso del primo semestre del 2006 raggiunge il 66% dei casi, rispetto alle prospettive future, si nota un ridimensionamento dell’attività di investimenti e solo il 26% degli intervistati prevede di effettuarne di ulteriori”. Guardando ai settori manifatturieri che continuano a mostrare le maggiori difficoltà nelle attività emergono l’orafo, dove sia gli ordinativi che l’occupazione diminuiscono sensibilmente (quasi del 7% in meno rispetto al semestre precedente) ed il tessile-abbigliamento-calzature, che però, pur non brillando nei risultati, registra significativi miglioramenti rispetto al passato: si evidenzia una leggera ripresa degli ordinativi, che crescono del 4% rispetto al semestre precedente, ed anche le variazioni di produzione e fatturato sono positive, sebbene molto poco sopra lo zero e l’andamento occupazionale risulta di segno negativo, anche se di entità contenuta. “Se osserviamo l’export e facciamo un confronto fra diversi paesi - sottolinea il presidente di Apindustria Vicenza - non è difficile notare che mentre noi quando ci muoviamo all’estero siamo soli con la nostra 24 ore, i colleghi stranieri francesi, tedeschi o norvegesi invece sono accompagnati dalle ambasciate e dalle banche e il più delle volte vengono preceduti da accordi di collaborazione portati avanti a livello governativo. Parlando più in generale del resto - conclude quindi Dalla Verde – il problema concerne anche la tutela del made in Italy. Non è pensabile paragonare il prodotto di qualità delle piccola media impresa che resta nel paese e mantiene il posto ai suoi 50 addetti, con quello delle grandi aziende che vanno in Cina e tornano con un prodotto industriale che comunque viene definito made in Italy”. Gli andamenti positivi di ordinativi, produzione e fatturato riguardano in prevalenza le aziende di media dimensione (nel segmento delle imprese con 10-49 addetti si registrano infatti tassi di variazione di ordinativi, produzione e fatturato superiori al +9%), anche se comunque anche le altre classi dimensionali hanno andamenti abbastanza soddisfacenti. Sia per le più piccole imprese sia per quelle più grandi si registrano variazioni del fatturato superiori al +3%; per quanto riguarda invece ordinativi e produzione, le corrispondenti variazioni sono relativamente più contenute – pur restando positive – nella classe dimensionale fino a 9 addetti, mentre sono positive nelle imprese al di sopra dei 50 addetti. Si segnala una stretta relazione diretta fra l’andamento occupazionale rispetto alla classe dimensionale delle imprese: sono le aziende di dimensione piccola (fino a 10 addetti) a denunciare diminuzioni occupazionali, mentre le imprese di dimensione intermedia o più grande segnalano andamenti occupazionali positivi. Rilevante è il dato che attesta i costi di produzione in aumento nel 58% delle imprese (stessa percentuale rilevata nella precedente indagine congiunturale), mentre i prezzi si adeguano nel 28% delle aziende (contro il 23% della precedente rilevazione). Di conseguenza, l’utile lordo è in crescita nel 19% delle imprese, mentre nel 34% dei casi si registra una contrazione e nel 47% dei casi invece resta invariato. Per quanto riguarda l’occupazione si registra una stasi, con una variazione rispetto al precedente semestre pari al -0,2%, anche se bisogna riconoscere che la situazione è certamente migliorata rispetto allo scorso semestre, nel quale si potevano registrare invece preoccupanti segnali di diminuzione della base occupazionale (-1,5%). Queste tendenze generali non toccano in modo omogeneo tutti i settori che caratterizzano l’universo di imprese aderenti ad Apindustria Vicenza. L’indagine ha preso in esame un campione di 201 imprese associate ad Apindustria Vicenza, che possono vantare un consistente volume d’affari, di poco inferiore ai 780 milioni di euro. Il comparto maggiormente rappresentato è il metalmeccanico, che assorbe quasi il 40% delle imprese intervistate, seguito da oreficeria, chimica-gomma-plastica e tessile-abbigliamento-pelli-cuoio, a cui corrispondono circa il 10% per ciascun settore, legno-mobilio, con il 7% dei casi e servizi con il 6,5%”. Si tratta di imprese collocate, in maggioranza, nelle classi dimensionali comprese tra 10 e 49 addetti (57% dei casi).
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TORNA LA FORTUNATA RASSEGNA "FILO'...LA POLITICA SI RACCONTA" PROMOSSA DA APINDUSTRIA VICENZA

Comunicato stampa, 13 novembre 2008

 

 


Il Governatore del Veneto Giancarlo Galan primo ospite.


Lunedì 17 novembre, ore 17,45,

all'Istituto San Gaetano in Via Moro 12 - Vicenza



 



Tornano gli incontri promossi da Apindustria Vicenza che vanno sotto il nome di "Filò... la politica si racconta": una rassegna inaugurata lo scorso anno, dalla formula originale e controcorrente, salutata nella prima edizione da un grande successo.


Gli incontri hanno lo scopo di mettere a diretto contatto gli imprenditori con gli esponenti della politica, riappropriandosi dell'antica formula del Filò, tipica della nostra tradizione veneto-contadina: una sedia, un oratore, molti "auditori" intorno a lui, un'atmosfera informale e familiare, cha faciliti la conversazione e il confronto.


D'altra parte la "questione politica", e quella veneta all'interno di questa, continua ad animare il dibattito economico e politico locale e nazionale e le notizie di attualità sembrano confermare, da una parte, la difficoltà del sistema imprenditoriale di comunicare in modo efficace le proprie istanze, dall'altra, l'incapacità del mondo politico di comprendere i bisogni e i timori di uno dei principali motori propulsivi del sistema economico nazionale.


Primo protagonista della seconda edizione sarà il Governatore del Veneto Giancarlo Galan, con l'intervento intervento "a braccio" sulla situazione veneta attuale, in programma lunedì 17 novembre, all'Istituto San Gaetano di Vicenza, alle ore 17,45.


«Il distacco della gente dalla politica e la diffusa sfiducia nei confronti delle Istituzioni si fa sempre più pesante - afferma Filippo De Marchi, Presidente di Apindustria Vicenza -. C'è un profondo e diffuso malessere che crea disagio, insofferenza e delusione: per questo abbiamo ritenuto importante continuare sul filone inaugurato lo scorso anno, perché la fiducia deve trovare nuove radici nel dialogo aperto con le istituzioni e i politici».


Il progetto "Filò... la politica si racconta" rientra nell'ambito di un programma più ampio di Apindustria Vicenza di incontro e confronto con tutte le istituzioni, locali e nazionali, per promuovere una serie di riforme fondamentali, dal sistema fiscale al mercato del lavoro, e più in generale una maggiore attenzione nei confronti delle PMI, vero motore dell'economia italiana, esortando ad una politica che ne aiuti lo sviluppo e l'espansione in un Sistema-Paese sburocratizzato e alleggerito

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TRASFERTA IN UNGHERIA E REPUBBLICA CECA PER LE PMI VENETE

 Vicenza, 24 ottobre 2011

 

TRASFERTA IN UNGHERIA E REPUBBLICA CECA PER LE PMI VENETE

Sono rientrate molto soddisfatte del lavoro svolto le aziende partecipanti alla missione economica che ha avuto luogo la scorsa settimana in Ungheria e Repubblica ceca: una quattro giorni organizzata da Conexport PMI, consorzio per la promozione delle esportazioni delle PMI di Apindustria Vicenza, in collaborazione con gli uffici ex ICE di Budapest e Praga, che ha avuto come obiettivo quello di far incontrare aziende ungheresi e ceche con aziende venete al fine di sondare le concrete possibilità di intraprendere nuove relazioni d’affari.

“L’obiettivo dell’iniziativa” – commenta la Presidente del Consorzio Lorena Piazza “è stato pienamente centrato. La selezione delle controparti ed i successivi incontri B2B, preparati con cura nelle settimane antecedenti alla partenza, sulla base delle esigenze manifestate da entrambe le parti, sono risultati mirati ed interessanti, così rispondendo alle aspettative. Inoltre” – sottolinea la Presidente – “questi incontri si sono tenuti nella maggior parte dei casi presso le sedi delle aziende magiare e ceche, permettendo così alle nostre aziende di vedere con propri occhi la struttura della potenziale controparte”.

Ungheria e Repubblica ceca, pur all’interno della situazione economica che, con diversi accenti, accomuna l’Europa, sono paesi che hanno avuto un PIL 2010 in crescita e per i quali l’Italia si colloca ai primi posti nell’interscambio commerciale essendo il 4° partner per l’Ungheria e il 7° per la Rep. ceca. Quest’ultimo dato è stato commentato durante un incontro con il Primo Segretario dell’Ambasciata italiana a Praga, che ha fornito alla delegazione imprenditoriale una panoramica economica sul paese, nonché sulle tendenze del prossimo futuro, unitamente ad alcune informazioni di utilità operativa.

“Il nostro impegno ad accompagnare all’estero le imprese proseguirà anche nel 2012, anno in cui è già prevista una missione in Polonia. Accanto all’attività promozionale” – prosegue la Presidente Piazza – “continuerà anche l’attività informativa e di aggiornamento che quest’anno ha affrontato, in due distinti seminari, il tema degli Incoterms® 2010 e quello sui termini e ritardi di pagamento.”

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Turismo, Santanchè: al lavoro con le associazioni di categoria per mettere ordine nelle imprese del settore

Roma, 13 luglio 2023 

Al centro dei due giorni di incontri tra il ministro del Turismo Daniela Santanchè e i rappresentanti delle associazioni datoriali maggiormente rappresentative del settore, c’è stato il tema della mappatura delle aziende turistiche per riportarle in una filiera omogenea, un’azione che il Ministro ha fortemente voluto partendo proprio dai codici Ateco, per i quali il Ministero ha recentemente lanciato una consultazione. “Oggi ci troviamo in una condizione per cui un ristorante, ad esempio, non è riconosciuto come azienda turistica essendo così escluso non solo dai diritti e doveri, ma anche da rilevazioni o peggio da azioni di comparto come, ad esempio, dai benefici derivanti dagli incentivi del turismo. Una situazione, questa, che voglio affrontare e risolvere il prima possibile perché non è possibile fare economie di scala e scelte strategiche su un settore frammentato.” Così commenta il Ministro Santanchè l’incontro che è poi proseguito su altri temi: dall’esigenza di identificare la filiera del turismo al tema della formazione, da trasporti e mobilità alla questione del lavoro e della qualità, dall’accessibilità dei territori e delle strutture alla sostenibilità, e ancora innovazione, affitti brevi e il problema della carenza di strutture ricettive, toccando tutti gli asset che compongono il comparto.

Gli incontri con le parti sociali sono iniziati ieri con i sindacati, con cui si è istituito un tavolo permanente, e sono proseguiti, presso la sede del dicastero, con le parti datoriali ed economiche, con l’obiettivo di rendere costante il confronto con le parti sociali affinché le politiche messe in atto dal Ministero risultino sempre più rispondenti alle reali esigenze del settore.

“Il turismo rappresenta il 13% del Pil della Nazione ed è centrale nelle politiche del Governo. Per noi è fondamentale il confronto con chi il settore lo rappresenta, lo vive, lo conosce e quotidianamente affronta problemi e offre soluzioni.  L’obiettivo è continuare a lavorare insieme per rendere sempre più strutturale il comparto e attuare strategie per gestirlo e organizzarlo al meglio così da renderlo realmente la prima risorsa della Nazione”, commenta il ministro Santanchè a margine dell’incontro, in apertura del quale ringrazia i presenti ricordando loro: “Questa è casa vostra e troverete in me e nel Governo un aiuto doveroso verso chi ogni giorno lotta per far crescere l’Italia”.

Le associazioni hanno manifestato apprezzamento per l’approccio costruttivo e collaborativo avviato dal Ministro ma anche per le misure adottate fino a oggi e che hanno fornito risposte concrete a problemi reali, come ad esempio il bando per l’ammodernamento degli impianti di risalita, il Fondo rotativo imprese turistiche, il Fondo per il turismo sostenibile, il bonus estate e il decreto flussi per fronteggiare la carenza di personale del comparto, la detassazione delle mance e la consultazione conoscitiva sui codici Ateco, finalizzata a identificare un’unica filiera del settore.

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Un "atto di forza" contro il contribuente

Il presidente di Apindustria Vicenza, Sergio Dalla Verde, denuncia l’introduzione di misure coercitive ai danni del contribuente nel Decreto Legge N.106 e invita i politici a modificare,  con senso di responsabilità, il testo di legge prima dell’approvazione.

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