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News ed Eventi

Urbanistica, Sbordoni (Confimi Industria): "Bene la variante alle Nta, Roma ha ora regole più semplici e certe per le imprese"

"Roma volta pagina sull'urbanistica e lo fa con una riforma attesa da vent'anni: le imprese avranno finalmente regole certe su cui costruire il proprio futuro". Lo dichiara il delegato all'Urbanistica e all'Housing sociale di Confimi Industria, e presidente di Federlazio, Alessandro Sbordoni, a commento dell'approvazione da parte dell'Assemblea Capitolina della variante alle Norme tecniche di attuazione del Piano regolatore generale.

La revisione delle Nta è la più rilevante operazione di aggiornamento del quadro regolatorio urbanistico di Roma dal 2008: “L'allineamento al Testo unico, la centralità dell'intervento diretto convenzionato e l'alleggerimento degli standard nei processi di recupero rispondono a una domanda di certezza dei tempi e delle modalità che daranno la possibilità alle imprese del settore di operare con più facilità", sottolinea Sbordoni.

Per le imprese, il lavoro compiuto può essere riassunto in tre parole chiave: aggiornamento, adeguamento e semplificazione. Le Nta sono state rigenerate e rivitalizzate, aggiornandole ai cambiamenti economici, cercando una risposta alle criticità che non hanno attratto investimenti sul territorio e che hanno alimentato contenziosi giudiziari; adeguandole alle normative sovraordinate e alle decisioni dei giudici delle leggi e dei giudici amministrativi. E semplificando le procedure attuative per favorire i processi di rigenerazione e sostituzione del patrimonio esistente.

"Il salto culturale è soprattutto l'aver compreso l'esigenza di adattabilità e flessibilità - sottolinea Sbordoni -. La lezione che stiamo imparando è che le esigenze e le richieste non solo non sono 'per sempre', ma possono avere vita breve, cambiando nell'arco di pochi anni, con un conseguente aumento del rischio dell'investimento. La flessibilità garantisce un'adattabilità a basso costo di trasformazione verso altre funzioni, magari non ancora esistenti e tutte da immaginare".

Di particolare rilievo per il sistema delle imprese sono l'internalizzazione della rigenerazione urbana - con sistema premiale, disciplina degli edifici abbandonati e degradati e registro dei crediti edilizi -, l'elevazione dell'edilizia residenziale sociale a dotazione autonoma, l'alleggerimento del carico di standard nei cambi d'uso e nel recupero (computo della sola dotazione differenziale, con possibilità di monetizzazione o di opere in luogo della cessione), e l'introduzione della destinazione "abitazioni ad uso ricettivo", funzionale a governare le locazioni brevi.

Roma, 23 luglio 2026

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VALDASTICO NORD

“Dalle dichiarazioni rese alla stampa, pare che, negli ultimi giorni, una parte della politica si sia messa – letteralmente - a “dare i numeri”..

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Ventricelli (Confimi Edilizia) "Bene proroga termine lavori causa costi energetici e penuria di materiali ma sia esteso anche ai contratti tra privati".

“Gli aumenti delle materie prima e dell'energia non sono cause imputabili alle imprese edili e siamo soddisfatti che finalmente il Governo lo abbia riconosciuto in un decreto permettendo inoltre alle imprese di chiedere la proroga del termine per ultimare i lavori, i servizi o le forniture nel termine contrattualmente previsto” così Sergio Ventricelli presidente di Confimi Industria Edilizia commentando la misura inserita nel Decreto n°21 del 21 marzo 2022 recante “Misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina”.

Soddisfazione, certamente ma non mancano anche le amare considerazioni. “Si poteva e si doveva intervenire prima – precisa Ventricelli sottolineando le difficoltà della categoria – le nostre imprese infatti subiscono aumenti di prezzi folli da mesi. I ponteggi aumentano di settimana in settimana. I fornitori ormai fanno il prezzo quando la merce arriva, non quando facciamo gli ordini. La carenza di materiali obbliga a fare scorte, il che pure ha un costo. Senza dimenticare che questa iniziativa del Consiglio dei Ministri si riferisce esclusivamente agli interventi nel settore pubblico, tralasciando le numerosissime aziende che invece lavorano nel privato”.  “E per loro?” s’interroga il presidente di Confimi Edilizia “Mica si può scaricare del tutto sui clienti gli aumenti dei costi” riflette.

“Il bonus 110% per ora ha prodotto aumenti di costi perché si presta anche a speculazioni. Ma il problema vero è nel Codice degli Appalti, che pone troppi vincoli per cui non si possono velocizzare le procedure” sottolinea Ventricelli e in chiusura aggiunge “C'è una quantità di lavoro enorme, ma non si riesce a scaricarla a terra. È qui, che la politica deve intervenire, rapidamente e senza ulteriori indugi” 



Roma, 23 marzo 2022

Comunicati Stampa

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Ventricelli (Confimi Industria): "L'Europa punti sulla qualificazione e l'innovazione delle PMI, in special modo quelle legate alla manifattura"

Terzo workshop del progetto Value Facturing SMEs a Budapest: focus sulla competitività delle PMI nel settore manifatturiero

Budapest

"L'Europa punti sulla qualificazione e l'innovazione delle PMI, in special modo quelle legate alla manifattura". Con queste parole, Sergio Ventricelli, vicepresidente di Confimi Industria con delega alle Infrastrutture, Università e Ricerca, nonché presidente di Confimi Puglia, ha aperto i lavori del terzo workshop del progetto Value Facturing SMEs, ospitato a Budapest all'interno dello storico edificio Maraikult.

L'evento, che rientra in una serie di iniziative volte a promuovere la competitività delle piccole e medie imprese (PMI) del settore manifatturiero nelle catene del valore globali (GVCs) attraverso il dialogo sociale, ha visto la partecipazione di figure chiave del mondo imprenditoriale e istituzionale ungherese, italiano e albanese.

Un doppio appuntamento: al mattino, si è tenuta la sessione di confronto istituzionale inaugurato da Mónika Harsanyi, responsabile progetti della Camera di Commercio di Budapest. La discussione è proseguita con interventi di esperti e rappresentanti di istituzioni nazionali e internazionali, offrendo l'occasione per discutere i temi chiave del progetto e raccogliere contributi che saranno integrati nel rapporto principale del progetto Value Facturing SMEs; nel pomeriggio, grazie all'importante lavoro di Fondazione Adapt, presente con la direttrice Margherita Roiatti e il ricercatore Francesco Alifano, si è tenuta una sessione di formazione rivolta alle aziende locali.

Il progetto Value Facturing SMEs, della durata di 24 mesi e in conclusione il prossimo agosto, mira a migliorare la qualità del mercato del lavoro europeo e a rendere più competitivo il settore manifatturiero delle PMI. Tra gli obiettivi principali vi è la produzione di un decalogo multilingue con linee guida pratiche per il dialogo sociale, replicabili a livello aziendale, settoriale ed europeo. Questo strumento contribuirà a migliorare le pratiche di contrattazione collettiva e a rafforzare la competitività delle PMI all'interno delle catene del valore globali.

Il progetto è realizzato da un consorzio internazionale che vede come capofila Confimi Industria e la partecipazione di numerosi partner provenienti da Italia, Albania e Ungheria, tra cui Confimi Digitale, Confimi Puglia, Confimi Bergamo, FIM Lombardia, Fondazione ADAPT, European DIGITAL SME Alliance (BE), Camera di Commercio e Industria di Budapest (HU) e Camera di Commercio e Industria di Tirana (AL). Altre organizzazioni associate, come VASAS (HU), FSPISH (AL), IndustriALL Europe (BE), Consiglio Regione Puglia (IT) e FIM-CISL (IT), contribuiscono attivamente alla realizzazione del progetto.

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UFFICIO STAMPA
CONFIMI INDUSTRIA

 

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VIA L’IMU, MA NON PER I FABBRICATI INDUSTRIALI, LA RABBIA DELLE PMI, MENTRE IL GOVERNO ESULTA

COMUNICATO STAMPA

Flavio Lorenzin (Apindustria Vicenza): «Una presa in giro. Il capannone è uno strumento di lavoro necessario.
Tassazione ormai insostenibile»


Ancora un boccone amaro, stavolta difficile da digerire. Il governo Letta ha infatti annunciato l’abolizione dell’Imu per la prima casa e i terreni agricoli, ma non per i fabbricati industriali. Si tratta dell’ennesima mazzata per le piccole e medie imprese, che attraverso Apindustria Vicenza lanciano il proprio grido di delusione.

«Anche stavolta siamo stati presi in giro dalla politica – tuona il presidente dell’associazione delle Pmi vicentine, Flavio Lorenzin – che dopo mesi di promesse su agevolazioni per favorire il rilancio delle nostre attività, ci esclude dall’abolizione dell’Imu sui capannoni, che continueranno così ad essere tartassati. Avevamo l’auspicio di un occhio di riguardo da parte dell’esecutivo nazionale verso chi ha nelle mani il rilancio dell’economia nazionale, e in particolare verso le Pmi, che rappresentano il 97% del totale tessuto industriale del Paese. Invece non siamo stati capiti, e ci troviamo nuovamente costretti a rimboccarci le maniche, sopportando il peso di un’imposizione fiscale a dir poco soffocante».

Il messaggio da rilanciare è quello di ridurre il carico impositivo anche alle imprese, già tassate quattro volte ancor prima di essere sul mercato. Una volta con l’Imu, poi con l’indeducibilità dell’Imu a fini reddituali, quindi con l’indeducibilità dell’Imu ai fini Irap, e infine con l’indeducibilità ai fini Ires del valore del terreno su cui sorge lo stabile.

«Il capannone sta all'impresa manifatturiera come l'abitazione principale sta al cittadino – torna a ripetere il presidente di Apindustria Vicenza – con l'aggravio che nel primo caso non si è in presenza di un bene patrimonio, bensì di uno strumento di lavoro necessario per la produzione del reddito sul quale si "abbatte" una tassazione non più sostenibile, che viola il principio di capacità contributiva. Sarebbe pertanto doveroso non solo introdurre la deducibilità dell'Imu degli immobili produttivi, ma ridurre immediatamente il coefficiente per il calcolo della base imponibile dei capannoni per i quali, peraltro, dal 2013, vige l'ulteriore aumento dal 60 al 65%».

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VICENZA PER MODENA: FINO AD OGGI RACCOLTI 48.903 EURO

Vicenza,06 giugno 2012 - Fondo “Vicenza per Modena” : fino ad oggi raccolti 48.903 euro.

Il Fondo è volto a sostenere in modo concreto il tessuto economico della provincia di Modena duramente colpito dal sisma. Le risorse ricavate saranno destinate al sostegno di iniziative ed opere che favoriscano la ripresa delle imprese e del lavoro nella provincia di
Modena.
L’iniziativa è promossa da: Comune di Vicenza, Confindustria Vicenza, Confartigianato Vicenza, Confcommercio Vicenza, Coldiretti Vicenza, Apindustria Vicenza e Banca Popolare di Vicenza.

Le coordinate per sostenere l’iniziativa sono le seguenti:

FONDO VICENZA PER MODENA - codice IBAN: IT25 M057 2811 8100 1057 0934 199
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Vicenza, oltre 1000 imprese scrivono a von der Leyen e Mattarella: “Urgono soluzioni contro il caro energia”

Ursula Von Der Leyen - Caro energia
Il rischio di una crisi produttiva dovuta al caro energia allarma le piccole medie imprese vicentine. Per questo, Apindustria Confimi Vicenza sta coordinando una duplice iniziativa per sensibilizzare sul tema. Infatti, circa 1000 aziende e imprese della provincia di Vicenza, che contano 23 mila dipendenti e oltre 7 miliardi di euro di fatturato complessivi, hanno sottoscritto due lettere che saranno inviate a breve alla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, e al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Nello specifico, la prima rivolta a Ursula von der Leyen si apre con l’appello a trovare unità e soluzioni in breve tempo per risolvere un problema che mette in dubbio il futuro delle organizzazioni. “Le nostre imprese manifatturiere si stanno fermando a causa dei costi energetici che rendono impossibile evadere gli ordinativi alle condizioni economiche fissate solo qualche settimana prima”. Una richiesta di unità che emerge anche dalle dichiarazioni di Mariano Rigotto, presidente di Apindustria Confimi Vicenza, ente promotore dell’iniziativa: “Le difformità di vedute tra i vari Paesi stridono con l’urgenza di trovare soluzioni che evitino una crisi dagli impatti potenzialmente ben superiori a quella generata dalla pandemia che abbiamo affrontato fino a pochi mesi fa. L’euro ha creato un mercato unico tra i più importanti al mondo: quello che vorremmo vedere ora è che i leader dei Paesi UE abbiano la capacità di prendere decisioni ‘da europei’”, sottolinea Rigotto. Parallelamente, le stesse 1.000 imprese vicentine stanno inviando una seconda lettera anche a Roma, al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Purtroppo questa crisi ci coglie in un momento di transizione tra due esecutivi – spiega ancora Rigotto -, ma la gravità e l’urgenza della situazione ci impone comunque di far sentire la nostra voce”.  L’appello di Apindustria e delle 1000 imprese al Presidente è chiaro: “Mattarella si faccia interprete delle nostre richieste nei confronti della figura a cui affiderà l’incarico di formare il nuovo Governo: chiediamo di attivare strumenti di garanzia bancaria per le aziende che devono far ricorso al credito per riuscire a onorare le bollette, potenziando in questo senso le misure già introdotte. Inoltre evidenziamo con forza la necessità di istituire un tetto al prezzo massimo di acquisto dei prodotti energetici, quanto meno per le imprese energivore”, afferma Rigotto. L’iniziativa collettiva è stata votata e voluta dalle stesse imprese attraverso un sondaggio con il quale l’Associazione aveva consultato nei giorni scorsi i propri associati circa le modalità di azione che ritenevano più efficaci. Ora si attendono risposte dall’Unione Europea e da Roma. “Ci aspettiamo altrettanta responsabilità dai decisori politici nazionali ed europei, ma in assenza di risultati i nostri imprenditori sono pronti ad intraprendere azioni più eclatanti”, conclude Rigotto.

Comunicati Stampa

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