Skip to main content

News ed Eventi

Confimi Industria incontra l’ambasciata di Colombia: nasce una nuova agenda di cooperazione

Avviare un percorso strutturato finalizzato a promuovere iniziative scientifiche e istituzionali congiunte, favorire l’internazionalizzazione delle imprese e lo sviluppo sostenibile, rafforzare le capacità tecniche e negoziali delle parti sociali e sviluppare progetti di cooperazione multilaterale orientati alla modernizzazione dei sistemi del lavoro. Sono questi gli obiettivi al centro dell’incontro tra Sergio Ventricelli, Vice Presidente di Confimi Industria, e S.E. Ligia Margarita Quessep Bitar, Ambasciatrice di Colombia in Italia e Presidente dell’IILA, svoltosi presso la sede dell’Ambasciata.

Nel confronto sono stati approfonditi i tre assi strategici sui quali potenziare la collaborazione: il rafforzamento del dialogo sociale e della capacità istituzionale attraverso lo studio dei processi di internazionalizzazione delle PMI e del loro inserimento nelle catene globali del valore in America Latina; l’alta formazione con scambio di competenze e programmi di capacity building rivolti alle imprese italiane che operano in America Latina e alle parti sociali colombiane; lo sviluppo di nuovi progetti europei e multilaterali tramite workshop tematici, seminari e sessioni formative – anche in modalità ibrida – per favorire lo scambio di conoscenze tra Italia e Colombia e coinvolgere esperti, istituzioni e rappresentanti del mondo produttivo.

“Da parte mia e della Confederazione – ha dichiarato Ventricelli – c'è la volontà di consolidare i rapporti economici tra Italia, Colombia e l’intero Sud America  e intensificare le opportunità di scambio di risorse umane tra due Paesi uniti da legami sociali e culturali profondi. L’idea è quella di favorire pragmaticamente l’ingresso delle aziende italiane, analizzando le diversità contrattuali e valorizzando le opportunità legate al capitale umano. Lo scambio di manager e tecnici può apportare benefici reciproci, supportato da un servizio di assistenza ai lavoratori qualificati in mobilità”.

“In questo contesto – ha aggiunto – assume un ruolo chiave la mediazione culturale, indispensabile per facilitare l’ingresso delle imprese italiane nei mercati latinoamericani e, viceversa, accompagnare le realtà colombiane interessate all’Italia. Le aziende sono il vero motore dello sviluppo sostenibile ed è a loro che dobbiamo garantire una rete internazionale efficace per lo scambio di buone pratiche e informazioni, riducendo gli ostacoli burocratici e incentivando il contatto diretto con le comunità locali”.

L’incontro si è concluso con l’impegno congiunto a proseguire il dialogo e a definire un’agenda operativa per le future iniziative comuni.


UFFICIO STAMPA CONFIMI INDUSTRIA

  • Creato il .

Confimi Industria presente al Tavolo Istitutivo del MIMIT sulla Legge annuale delle PMI

Si è tenuta nella tarda mattinata odierna, presso la sede del Ministero delle Imprese e del Made In Italy, la riunione che ha istituito il primo tavolo di confronto con le Confederazioni datoriali di riferimento sulla Legge Annuale delle PMI alla quale ho partecipato in rappresentanza di Confimi Industria.

La Legge annuale delle PMI è prevista dall’art. 18 della Legge 11 novembre 2011 n.180 denominata “Norme per la tutela della libertà d’impresa. Statuto delle imprese” che ricalca e richiama lo Small Business Act europeo.

L’art. 18 in questione è praticamente rimasto inattuato negli anni.

Anche su forte richiesta di alcune associazioni, fra cui Confimi Industria che si è sempre spesa per la richiesta di una vera attuazione di questa legge, il Ministro Urso che aveva in agenda questo provvedimento,  come da dichiarazioni alla scorsa Assemblea Confimi Industria, ha dato il via ai lavori.

Si ricorda che il Governo, in base all’art. 18 in questione, deve entro il 30 giugno di ogni anno, su proposta del Ministero dello Sviluppo Economico (oggi MIMIT) sentita la Conferenza Unificata, presentare alle Camere un disegno di legge annuale per la tutela e lo sviluppo delle micro, piccole e medie imprese volto a definire gli interventi in materia per l’anno successivo.

Il Ministero è stato rappresentato all’inizio dei lavori dal Ministro Urso accompagnato dalla struttura nelle figure del Capo Gabinetto Eichberg, del Capo Dipartimento Teti, dal Capo Segreteria Tecnica Calabrò e dal Capo Ufficio Legislativo Veltri.

Nella sua introduzione il  Ministro  ha spiegato la ratio dell’incontro con gli obiettivi che il suo Dicastero  si è dato e che nel caso specifico non contempla all’interno della Legge la previsione di risorse economiche in quanto le stesse si intersecano in altri provvedimenti che il Governo e il Ministero stanno portando avanti su diversi fronti (ad es. risorse del PNRR; quelle destinate ai contratti di sviluppo, sul nuovo 5.0, sulla microelettronica, sullo sviluppo della riprogrammazione europea, sulla Sabatini, sulle Zes, sull’Aerospazio).

In chiusura di intervento ha anche annunciato che per metà aprile dovrebbe essere “licenziata” la nuova Legge sulla Concorrenza.

Successivamente il  Capo Gabinetto Eichberg ha anticipato che da questo tavolo, dopo l’ascolto delle parti, ne nasceranno altri di carattere verticale per lavorare al meglio sui contributi e proposte che arriveranno anche per iscritto.

Subito dopo è seguito un giro di tavolo nel quale è stato chiesto di anticipare per punti i temi di interesse. Per quanto riguarda Confimi Industria sono stati avanzati alcuni rilievi generali ed altri specifici.

Sono stati evidenziati: il richiamo al vero Small Business Act per il mondo della PMI in cui la Legge Annuale si inserisce visto che attualmente in Europa sembra “pensarsi prima in grande e poi in piccolo”; il tema della semplificazione normativa e burocratica nelle sua varie accezioni (coordinamento fra livello centrale, regionale, provinciale, evitare ad es. di avanzare richieste alle aziende per lo stesso adempimento); il tema dei pagamenti della PA nei confronti dei fornitori; pagamento subappaltatori; regole di ingaggio negli appalti e quote percentuali ben definite;  adempimenti che pesano enormemente sulle MPMI  (Whistleblowing, bilanci ESG, Cbam per fare degli esempi) senza comprendere al momento quale siano gli effettivi vantaggi per le imprese; proposta di cassetto unico crediti d’imposta e agevolazioni  d’impresa per i beneficiari che coinvolga anche tutta la PA con un unico portale digitale; libertà associativa e libertà di ogni impresa di aderire ad una o più associazioni con gli effetti che poi si riverberano anche nella vita quotidiana delle imprese;  la digitalizzazione che sia un volano e non un limite (vedasi es. click day); attenzione a cosa si intende per crescita dimensionale nelle piccole aziende e richiesta di un’ analisi sullo stato di salute dei settori produttivi;  ruolo e definizione imprese femminili; start up e imprese giovanili (definire bene i contorni di queste realtà); nuova difficoltà nell’accesso al credito; proposta di baratto finanziario con compensazioni multilaterali nel b2b fra privati; competenze, formazione, materie prime, fabbisogni e mancanza di manodopera specializzata e non ; rendicontazione e impatto (anche di genere) delle misure dell’anno precedente; obiettivo di elevare nel tempo  la Legge Annuale delle Pmi, così come lo Statuto del contribuente, a norma di rango costituzionale.

Ascoltate le Parti il Ministero ha anticipato che nasceranno al momento questi gruppi di lavoro:

  • finanza (credito e strumenti di finanziamento alternativi)
  • formazione e competenze
  • crescita dimensionale (patrimonializzazione, reinvestimento utili, aggregazioni di impresa)
  • imprenditoria (semplificazione, imprese femminili e giovanili, start up)

Sul tema appalti e sostenibilità in senso lato ci si riserva qualche giorno affinché il Ministero possa delineare le linee guida da inviare alle Associazioni. Nel frattempo è stato richiesto di inviare proposte e contributi scritti entro 10 giorni.

IMG_20240214_121022.jpg                        IMG_20240214_121019.jpg

  • Creato il .

Confimi Industria Sanità riceve il Premio Internazionale SIDiMa 2026

Il prestigioso riconoscimento della Società Italiana Disability Manager premia l’impegno della categoria nella divulgazione della cultura dell’inclusione.

24/04/2026 Confimi Industria Sanità è stata insignita della VI edizione del "Premio Internazionale SIDiMa 2026". Il riconoscimento, conferito dal Comitato Tecnico Scientifico della Società Italiana Disability Manager (SIDiMa), è destinato alle realtà che si sono distinte per l’eccellenza e l’innovazione nel campo della disabilità e dell’accessibilità. 

La motivazione ufficiale che accompagna il premio sottolinea: "per l’impegno e la disponibilità dimostrata nella divulgazione dei temi del Disability Management".

L'annuncio e la cerimonia di proclamazione ufficiale si sono tenuti alla presenza del Presidente Nazionale SIDiMa, l’Architetto Rodolfo Dalla Mora, a testimonianza del legame sempre più stretto tra il mondo dell'industria sanitaria e le figure professionali che operano per garantire l'autonomia e i diritti delle persone con disabilità.

"Ricevere il Premio Internazionale SIDiMa è per noi un onore, ma soprattutto  - ha spiegato Massimo Pulin, Presidente Nazionale di Confimi Industria Sanità - una conferma della bontà del percorso intrapreso. Come Confimi Industria Sanità, crediamo fermamente che il Disability Management non sia solo un dovere etico, ma una leva strategica per l'innovazione del nostro sistema Paese. Questo premio appartiene a tutte le nostre aziende associate che ogni giorno lavorano per trasformare i concetti di inclusione e accessibilità in soluzioni concrete, tecnologiche e quotidiane. Ringrazio il Presidente Dalla Mora e il Comitato Scientifico per aver riconosciuto il nostro sforzo costante nella sensibilizzazione verso una cultura aziendale e sociale davvero senza barriere."

  • Creato il .

Confimi Industria Sanità su Nuove Prestazioni Protesiche e Critiche al Nuovo Nomenclatore Tariffario

Bene la revisione ma l'impatto economico delle farà slittare ancora una volta l'ingresso previsto per il 1 gennaio 2025.

Roma, 11 novembre 2024

Confimi Industria Sanità, per voce del suo presidente Massimo Pulin, esprime il suo sostegno all’aggiornamento delle prestazioni protesiche comunicato recentemente dal Ministero della Salute e riportato da Quotidiano Sanità. Tuttavia, la Confederazione solleva numerosi e seri dubbi in merito alle modalità di implementazione delle nuove tariffe, soprattutto alla luce della tempistica e delle consultazioni avvenute.

“A pochi mesi dall’entrata in vigore prevista per il 1 gennaio 2025, apprendiamo di una revisione tariffaria sostanziale e di entrata in vigore anticipata al 1 dicembre di quest’anno. Pur apprezzando l’impatto economico favorevole per il settore, siamo seriamente preoccupati per l’assenza di una valutazione condivisa con le categorie del settore e la Conferenza Stato regioni, una decisione che potrebbe compromettere la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale (SSN),” afferma Pulin.

Confimi Industria Sanità evidenzia che le modifiche in discussione, con una spesa stimata aggiuntiva di 48 milioni di euro, potrebbero non essere sostenute dalle Regioni, rischiando così di far slittare ulteriormente l'entrata in vigore del Nomenclatore Tariffario.

Sono diversi anni che Confimi Sanità mette in luce le criticità del precedente impianto tariffario (2017) e ha avviato il proprio impegno nella redazione di un Nomenclatore rinnovato, che privilegia funzionalità e competenze, riducendo gli sprechi che invece l’attuale impianto potrebbe alimentare.

“Il nostro invito al Ministero della Salute è quello di aprire un confronto per evitare ritardi che potrebbero avere conseguenze gravi per il nostro settore,” aggiunge il presidente Pulin.

Rispetto al precedente Nomenclatore del 1999, il nuovo Nomenclatore Dpcm Lea ha apportato cambiamenti significativi, spostando alcuni prodotti dall’elenco “su misura” a quello “in serie,” eliminando e riorganizzando alcuni dispositivi per migliorarne la composizione e la funzionalità. La revisione dell’Elenco 1 dei dispositivi su misura, in base al Dpcm del 12 gennaio 2017, ha ridotto i dispositivi da 1.315 a 1.063. “Questo aggiornamento ha comportato una diminuzione importante nel numero di prodotti, che passano a 200 nel nuovo elenco, con un aggiustamento dei componenti aggiuntivi e delle riparazioni richieste,” prosegue Pulin.

Il nuovo nomenclatore amplia inoltre l’elenco delle ortesi e protesi per arti superiori e inferiori, con l’aggiunta di ausili per la mobilità e calzature ortopediche. Le tariffe, calcolate sul costo standard di produzione, permetteranno di coprire completamente dispositivi finora esclusi o solo parzialmente finanziati. Escludendo purtroppo tutto l'elenco del 30 bis che comprende ausili specialistici su misura oltre ai presidi per la deambulazione dei diabetici, tutto questo andrà a gara a danno di cittadini

Confimi Industria Sanità continuerà a monitorare gli sviluppi e auspica una collaborazione con il Ministero della Salute per assicurare una transizione che valorizzi le competenze, garantisca la sostenibilità economica del settore e salvaguardi l’efficienza del SSN.


UFFICIO STAMPA
CONFIMI INDUSTRIA

 

  • Creato il .

CONFIMI INDUSTRIA SANITÀ, avanti con accordo per ricerca e sviluppo con università di Verona

Confimi Industria Sanità e l’Università di Verona hanno ribadito l’intenzione di voler portare avanti l’accordo quadro di cooperazione in ricerca e sviluppo, inaugurato nel 2022.

Il Presidente di Confimi Sanità, Massimo Pulin, e la Rettrice dell’Ateneo, la Professoressa Chiara Leardini, hanno discusso i risultati della collaborazione e le prospettive future.

All’incontro, ospitato nella sede del rettorato dell’Università, hanno preso parte anche Massimo Marcon, Vice Presidente Confimi Sanità e IACER srl, Alessandro Maggetta, componente di Giunta Nazionale e CEO Easylink srl, Romina Giglioli  e Fabrizio Baroni, associato Confimi Sanità e CEO Focusmed srl.

“La collaborazione tra Confimi Industria Sanità e l’Università di Verona - ha spiegato il presidente Pulin - ha dato buoni frutti. Le nostre imprese hanno contribuito alla definizione di bandi europei e nazionali per la ricerca e lo sviluppo in ambito sanitario, per la realizzazione e l’ottimizzazione di dispositivi medici a tecnologia avanzata usati nelle strutture sanitarie e dai cittadini. La Rettrice Leardini ha confermato la volontà dell'Università di Verona di cooperare e collaborare con Confini Industria Sanità proponendo di organizzare annualmente un incontro per  presentare tutte le cooperazioni e le collaborazioni nate tra le imprese di Confimi Industria Sanità e l'Ateneo e i risultati raggiunti”.

 “Ringraziamo la Rettrice Leardini per l'impegno che ha profuso nel sostenere le imprese del comparto e il Professor Luca Dalle Carbonare per la trade union che ha creato tra imprese e università - ha concluso Pulin - università e impresa non possono non stare vicine l'una all’altra perché - ha sostenuto Pulin - l'innovazione fa parte delle imprese, è nel loro DNA. Ma senza l'università l'impresa non può innovare, da qui l'invito a tutte le imprese di Confimi Industria Sanità a collaborare con le università per promuovere e validare i propri dispositivi”.


 

 

Categoria Sanità

  • Creato il .

CONFIMI INDUSTRIA SU REVOCA SCIOPERO COMMERCIALISTI: BENE, MA LO SPESOMETRO DEVE TORNARE ANNUALE

Il disagio manifestato dai commercialisti è simile a quello delle imprese, lo conferma un’indagine condotta da Confimi Industria
Roma, 16 febbraio 2016 – Bene la revoca dello sciopero da parte dei commercialisti in seguito all’apertura del MEF ad alcune delle richieste avanzate dalle relative sigle sindacali e sostenute, fin da subito, anche da Confimi Industria.
Tra queste le scadenze del nuovo spesometro che - sembra cosa ormai fatta - per il 2017 sarà semestrale, e non più trimestrale, con la speranza però che si torni ad adempimenti annuali già del 2018.

Continua a leggere

  • Creato il .

Confimi Industria sulla PEC degli amministratori, ennesimo onere burocratico

"ASSURDO VIETARE COINCIDENZA FRA DOMICILIO DIGITALE SOCIETÀ E AMMINISTRATORE"

Roma, 14 novembre 2025. “L’elezione di domicilio, ancorché digitale, dovrebbe essere libera; il singolo amministratore dovrebbe essere libero di decidere se allinearlo a quello della società (già INI-PEC) amministrata o se adottarne uno autonomo, iscrivendolo anche all’INAD. Non dovrebbe essere il Codice dell’Amministrazione Digitale a forzare libertà indiscutibili, né possono essere questioni di privacy  a decidere se l’amministratore può fidarsi di chi monitora, in azienda, la/le PEC iscritte al Registro imprese nella visura della propria società. Il concetto sarebbe semplice e corroborato da più che sufficienti garanzie di consapevolezza visto che l'amministratore, questa scelta, la deve comunicare con firma digitale”. Lo comunica in una nota Confimi Industria.

Secondo Confimi si tratta  dell’ennesimo onere burocratico, introdotto dalla legge di bilancio dello scorso anno (comma 860 L. 207/2024), che impone anche agli amministratori delle società un domicilio PEC. 

“Che il decreto sicurezza (DL 159/2025, art. 13 commi 3 e 4 ) che nulla c'entra con questa materia  - continua Confimi - sancisca che il domicilio digitale dei predetti amministratori non può coincidere con il domicilio digitale dell'impresa, pure presagendo una scadenza entro il 31 dicembre 2025, è inaccettabile.”

Nella norma c’è un “non” di troppo che Confimi Industria, nel corso dell’audizione del citato decreto, ha chiesto di eliminare restituendo ragionevolezza sulla vicenda. 

“Nei mesi scorsi le Camere di Commercio con appropriata sensibilità alle problematiche delle piccole e medie imprese - prosegue la nota -  avevano apprezzabilmente ridimensionato le criticità non ostacolando (cioè accettando) la possibilità di iscrivere come domicilio digitale degli amministratori il medesimo indirizzo PEC della (e non di altre) società amministrata (diversamente, tutti sarebbero dovuti correre ad aprire PEC INAD personali con spese e complicazioni nella gran parte dei casi indesiderate, ndr). La norma introdotta nel decreto sicurezza spiazza i comportamenti adottati nei mesi scorsi dalla gran parte delle società. Le imprese - conclude Confimi - hanno altri problemi e difficoltà da affrontare, per questo auspichiamo un pronto ripensamento emendativo in sede di conversione del decreto (il decreto dovrà essere convertito entro il 30 dicembre prossimo venturo)”.

 

 

  • Creato il .

CONFIMI INDUSTRIA VENETO - LE IMPRESE VENETE CHIEDONO PIU' GIUSTIZIA BEOZZO: «RIPARTIAMO DALLA PEDEMONTANA»

Continua la battaglia per portare a Bassano del Grappa l'ottavo tribunale del Veneto, ma anche per investire su un territorio strategico per l'intera regione
Le imprese sono le realtà del territorio che più soffrono di una giustizia paralizzata. Per questo Confimi Industria Veneto si afferma come voce protagonista nel coro di categorie economiche e professionali, rappresentanti istituzionali, associazioni e cittadini che chiedono il ripristino a Bassano del Grappa dell'ottavo palazzo di giustizia del Veneto: il Tribunale della Pedemontana.
L'intera Veneto ha incassato il contraccolpo di una riforma della geografia giudiziaria che doveva essere basata su princìpi di spending review, e invece si è concretizzata in un enorme spreco di risorse pubbliche attraverso la costruzione di una Cittadella della Giustizia da 11 mila metri quadrati costata 20 milioni di euro e mai utilizzata. Nel frattempo i presidi di giustizia dei capoluoghi di provincia, a partire da quello di Vicenza, soffrono di un sovraffollamento di uffici, procedure, personale dipendente e cause giudiziarie da portare a termine. Il nuovo Tribunale andrebbe a snellire il carico di lavoro del capoluogo berico, insieme a quelli di Padova e Treviso, creando una situazione vantaggiosa non solo per l'area di riferimento, ma per le intere province.
«L'intero Sistema Veneto – spiega il Presidente regionle di Confimi, William Beozzo – può tornare a correre se investiamo in aree di sviluppo strategiche sia a livello di nuova giustizia ma anche di infrastrutture e servizi. La Pedemontana è un territorio omogeneo grande il 9,4% del Veneto, con una popolazione che supera il mezzo milione di abitanti e una densità di 293 abitanti per km/q, superiore alla media regionale e nazionale. Nonostante la superficie sia costituita per il 40% da montagne, questo territorio genera da solo il 10,7% del reddito regionale per un valore aggiunto di oltre 14 miliardi di euro, contribuendo al 2% dell'export nazionale e contando 26,6 imprese per km/q contro le 17 della media nazionale: un numero impressionante, superiore a quello di intere province industrializzate».
Secondo Beozzo quello pedemontano potrebbe diventare anche il Tribunale delle imprese del Veneto del nord, da affiancare a quello di Venezia, che invece farebbe riferimento per il Veneto meridionale: «E' una soluzione che abbiamo individuato e sosteniamo per migliorare l'efficienza della giustizia di impresa in una delle regioni più produttive d'Italia, e supportata dall'intensa vocazione manifatturiero-industriale-artigiana del territorio che va da Schio a Vittorio Veneto, passando per il Bassanese, l'Alta Padovana e la Castellana».
Le imprese venete intendono quindi ripartire dai territori con servizi e infrastrutture, da affiancare a piani industriali di crescita e a nuove prospettive nei rapporti con il mondo bancario. William Beozzo insiste: «Il Veneto e l'Italia ripartiranno se le aziende manifatturiere, a partire da quelle di piccole e medie dimensioni che rappresentano la quasi totalià del nostro sistema produttivo, saranno messe nelle condizioni di crescere e dare lavoro. Ma anche di realizzare nuovi investimenti potendo contare sul supporto necessario delle banche: per questo restiamo preoccupati della sorte dei nostri istituti di credito e dei loro processi di trasformazione. Serve un cambio di passo».

  • Creato il .