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News ed Eventi

Difendiamo i crediti delle PMI

apindustria

Apindustria Vicenza è impegnata in un'importante azione di sensibilizzazione per modificare gli ultimi provvedimenti del Governo sui ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali.
Lo schema del decreto in recepimento della direttiva europea 2011/7 ha infatti introdotto dei cambiamenti che vanificano, nei fatti, il senso e l'efficacia stessa del provvedimento, che continua a penalizzare le PMI che hanno minore potere nelle trattative commerciali con le grandi imprese committenti.

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Difesa vs Energia, Agnelli (Confimi Industria): "Fondi solo per spese militari.

Si preferisce avere i conti in ordine e le aziende chiuse".

Roma, 4 marzo 2025 - "L'unica soluzione per le aziende italiane di avere un costo dell'energia al pari delle colleghe europee risiede nel nucleare. Ma gli small nuclear reactor non saranno pronti che tra cinque anni quando il grosso delle imprese italiane avrà già chiuso i battenti".

Paolo Agnelli, presidente di Confimi Industria torna a parlare del costo dell'energia e lo fa in riferimento alle misure contenute nel Decreto Bollette e del Decreto Nucleare.
Secondo il numero uno della Confederazione della manifattura italiana privata i tre miliardi stanziati dal Governo non sono sufficienti e neppure i sei mesi presi in esame "è evidente che si preferisca avere i conti in ordine piuttosto che salvaguardare le aziende. Non è forse questa la direzione intrapresa?"

"Del resto - sottolinea Agnelli amaramente - i soldi per fare investimenti è evidente che ci siano. Abbiamo trovato 20 miliardi per la difesa (+1% del PIL), perché non ci si sforza a trovarne anche per le imprese energivore e gasivore? Sono forse meno importanti?"

Chiude poi Agnelli “Rispettare i vecchi parametri di Maastricht in una Europa allo sbando è preferibile al salvare il nostro sistema produttivo?”

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DIMISSIONI TELEMATICHE, LE PMI BOCCIANO LA NORMA.

PER I FURBETTI DELLE DIMISSIONI IMMERITATA INDENNITÀ DI 24 MESI
Conto alla rovescia per la fine di un’epoca. Dal 12 marzo una lavoratrice o un lavoratore che vorranno dimettersi liberamente, per cambiare posto di lavoro o attività, ma anche semplicemente per andare in pensione, dovranno sottoporsi ad una procedura informatica a prova di hacker e, tanto per cambiare, costringere le imprese a nuovi adempimenti burocratici.
«Ancor prima che la norma entri vigore chiediamo già al Governo di valutarne l'abrogazione – dichiara Flavio Lorenzin, presidente di Apindustria Confimi Vicenza – in quanto si tratta di un vero percorso a ostacoli, aggravato da un farraginoso diritto di ripensamento e da sanzioni del tutto sproporzionate. Dopo l'uscita della circolare con le istruzioni ministeriali le nostre perplessità iniziali, invece di placarsi, sono aumentate, grazie anche a un paio di passaggi a dir poco “surreali”».

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Dispositivi medici: Confimi Industria Sanità entra nell’osservatorio del Ministero

Roma, 23 giugno 2026 – Confimi Industria Sanità entra a far parte dell’Osservatorio Nazionale sui dispositivi medici, il nuovo organismo istituito presso il Ministero della Salute con l’obiettivo di rafforzare la governance e il monitoraggio del settore. A rappresentare la Federazione nella seduta inaugurale è stato il Presidente Massimo Pulin, intervenuto alla prima riunione tenutasi lunedì 22 giugno presso la Sala Tina Anselmi del Ministero della Salute a Roma.

L’Osservatorio - presieduto al Prof. Francesco Saverio Mennini, Capo Dipartimento della Programmazione, dei Farmaci e dei Dispositivi Medici del Ministero della Salute - nasce dalla riattivazione e dall’ampliamento dell’Osservatorio sui prezzi e sui consumi dei dispositivi medici, che diventa una vera e propria cabina di regia dedicata alle principali dinamiche strategiche del comparto. 

La presenza di Confimi Industria Sanità all’interno dell’Osservatorio rappresenta un importante riconoscimento del ruolo svolto dalle piccole e medie imprese della filiera dei dispositivi medici, un settore strategico per il funzionamento e l’innovazione del Servizio Sanitario Nazionale.

“Confimi Industria Sanità porta in questo tavolo la voce delle piccole e medie imprese che ogni giorno producono e distribuiscono dispositivi medici essenziali per i pazienti italiani - ha affermato Massimo Pulin, Presidente di Confimi Industria Sanità - la nostra partecipazione all’Osservatorio rappresenta un’opportunità concreta per contribuire alla definizione di politiche di governance più efficaci, eque e vicine alle realtà produttive del territorio”.

Nel corso della seduta inaugurale sono stati formalmente insediati i componenti dell’Osservatorio, illustrato il quadro normativo di riferimento e presentate le funzioni attribuite al nuovo organismo. Tra i temi affrontati anche lo stato di attuazione del Programma Nazionale di Health Technology Assessment (HTA).

Accanto ai rappresentanti del Ministero della Salute siedono al tavolo le principali istituzioni sanitarie nazionali, tra cui AGENAS, ISS e INAIL, oltre ai Ministeri dell’Economia, delle Imprese e del Made in Italy e del Lavoro, alle Regioni e alle principali associazioni di categoria del settore.

“Confimi Industria Sanità - ha aggiunto il Presidente Pulin - seguirà con attenzione i lavori dell’Osservatorio, contribuendo con spirito costruttivo al confronto istituzionale e portando le istanze delle imprese associate, con l’obiettivo di favorire un quadro regolatorio capace di valorizzare la qualità, l’innovazione e la competitività della produzione italiana nel settore dei dispositivi medici”.

 

 

 

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DL BOLLETTE, AGNELLI (CONFIMI INDUSTRIA): “Primo cambio di passo, ora tavolo con tutte le associazioni di impresa”

Roma, 21  febbraio 2026 – “Il decreto contiene alcuni elementi che avevamo sollecitato in questi mesi: gli strumenti per accordi pluriennali sulle rinnovabili e l'operazione per ridurre il differenziale con i prezzi europei del gas vanno nella direzione auspicata. Riconosciamo questi passi avanti, ma per le imprese il conto è ancora tre volte quello europeo”.

Paolo Agnelli, presidente di Confimi Industria, commenta così il DL Bollette che entra in vigore da oggi. 

“Finalmente si prova a superare la logica dei bonus una tantum – prosegue Agnelli – le misure per consentire alle aziende di unirsi in accordi di lunga durata e l'allineamento del costo del gas a quello europeo tolgono sovrapprezzi che penalizzano il sistema da anni”.

Tuttavia per la Confederazione restano importanti nodi critici: “Di concreto, per ora, c'è soprattutto un aumento dell'Irap sul consumato energetico. Il 2% in più rischiamo di ritrovarlo  in bolletta. Si poteva invece seguire un'altra strada: dire alle partecipate pubbliche dell'energia che il prezzo di vendita deve essere allineato alla media europea”.

Il vero sostegno, secondo Agnelli, “è rimuovere gli ostacoli alla radice, non mettere pezze. Qui vediamo ancora piccoli ristori a pioggia, mentre le nostre imprese continuano ad avere costi energetici fuori scala rispetto all'Europa: con 3,4 euro a Megawattora non si colma quel divario”.

Sul tema degli oneri impropri “rateizzare al 6% per dieci anni rischia di trasformare un aiuto in un nuovo debito. E sui contratti a lungo termine, attenzione: se diventano troppo complessi restano scatole vuote”, rileva il presidente: “alle industrie manifatturiere servono meccanismi snelli. Molto dipenderà dai decreti attuativi”.

Sulla annunciata revisione dell'Ets in Europa, Agnelli è chiaro: “per le imprese manifatturiere questo meccanismo non è una teoria, è una voce di bilancio. Vent'anni di costi senza che i prezzi dell'energia in Italia si siano mai allineati a quelli francesi o tedeschi. Se non c'è un mercato unico che funziona, almeno si smetta di chiedere sacrifici solo a chi produce: ci aspettiamo che il governo difenda il manifatturiero italiano, perché senza industria non c'è transizione che tenga". 

“Un altro intervento – prosegue il Presidente di Confimi Industria – che lo Stato può mettere in atto, visto che controlla con il 30% le partecipate dell'energia che agiscono in regime di monopolio, è appunto quello di abbassare i prezzi di vendita del gas e dell'elettricità, riducendo i margini al pari delle analoghe società tedesche e francesi. Deve essere attuata una politica di ebitda europea, altrimenti si rinunci ad essere oligopolisti e si apra l'Italia al mercato europeo”. 

Per Confimi la priorità ora è una sola: “chiediamo un confronto strutturale e permanente con tutte le rappresentanze d'impresa, per una strategia condivisa, e non calata dall’alto, che tenga in vita l’intero settore”. Un tavolo stabile sul costo dell'energia “che affronti i nodi veri: il ruolo delle partecipate pubbliche, i meccanismi di formazione dei prezzi, gli oneri che pesano sulle imprese”, conclude Agnelli.


 

 

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