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News ed Eventi

Esportare in Russia - incontro informativo


Esportare in Russia
martedì 2 luglio ore 15.00 - Sala Convegni Apindustria Vicenza

Organizzato in collaborazione con BANCA POPOLARE DI VERONA, Esportare in Russia – un mercato di interesse non privo di barriere” avrà luogo martedì 2 luglio a partire dalle ore 15.00 presso la sede di APINDUSTRIA VICENZA in Galleria Crispi 45 (VI) e sarà un incontro dal taglio operativo che tratterà aspetti economici, tecnici, legali e doganali, con ampio spazio per le domande dei presenti.



Prosegue il ciclo di incontri organizzati dall’Area Estero di APINDUSTRIA VICENZA. Dopo Algeria, Brasile, Stati Uniti d’America, Cina, l’attenzione è ora rivolta alla Federazione russa, importante paese di sbocco per le produzioni italiane, con previsioni di crescita, dove tuttavia perdurano “formalità” tecniche e doganali che rendono non del tutto semplice l’accesso a questo mercato.

Nonostante queste “formalità”, nella persistente difficile congiuntura economica internazionale la Russia rimane uno dei paesi di riferimento per la naturale complementarietà del suo sistema economico con il nostro: quello russo basato sull’esportazione di materie prime, quello italiano sull’esportazione di manufatti. Inoltre, il PIL russo è caratterizzato, anche in questi anni, dal segno positivo e l’interscambio complessivo con il nostro paese è vivace: l’Italia si colloca al 5° posto come partner mondiale e ben al 2° posto tra i paesi dell’UE.

Nel dettaglio, gli aspetti economici, le richieste del mercato e i vantaggi attesi dall’ingresso della Federazione russa nel WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio) saranno illustrati dal dr. Maurizio Zucchetti, responsabile dell’Ufficio di Rappresentanza a Mosca della Banca Popolare di Verona il quale affronterà, contestualmente, anche il tema del rischio-paese e del rischio commerciale, dei pagamenti e del controllo valutario.

Seguirà quindi l’intervento dell’ing. Barone di QSA srl – ente di certificazione – focalizzato sulle novità introdotte quest’anno dalla Russia in tema di certificazione dei prodotti. È questo un aspetto importante e delicato, ancora in via di definizione operativa, che interessa soprattutto le aziende che approcciano per la prima volta il mercato russo o che devono rinnovare le certificazioni e si confrontano quindi con il tema della conformità dei propri prodotti agli standards locali.

Infine, l’avv. internazionalista Chiavegatti si soffermerà su alcuni aspetti giuridici nei rapporti di compravendita di beni con una controparte russa esaminando le situazioni più ricorrenti e la scelta delle “giuste” clausole per impostare una relazione equilibrata.

L’iniziativa, come evidenzia Flavio Lorenzin, Presidente di Apindustria Vicenza, “si inserisce in un percorso informativo-formativo sui mercati internazionali di maggior interesse con lo scopo di supportare le PMI nelle loro processo di internazionalizzazione. Lo sviluppo delle PMI è, infatti, legato al loro sviluppo all’estero, visto come importante ambito ove agire data la perdurante e difficile congiuntura economica, anche in alcuni paesi UE, e la contestuale stagnazione del mercato interno. Ma muoversi all’estero, in contesti diversi da quelli conosciuti, è una sfida che richiede conoscenze e non improvvisazione. E l’incontro in oggetto va proprio in questa direzione”.


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ETS, Agnelli (Confimi Industria): "La riforma è l'ennesima prova dell'incompetenza della Ue"

“Dopo le innumerevoli normative contro l’industria che hanno messo in crisi diversi Paesi della Ue - si veda il più eclatante caso Volkswagen che, secondo le indiscrezioni, conterebbe 100.000 esuberi - continua, senza cognizione di causa, senza ritegno e senza coscienza, la politica anti-industriale europea”. Così il presidente di Confimi Industria Paolo Agnelli commenta la riforma dell'Ets presentata oggi dalla Commissione europea.

“Arriverà il momento di fare un bilancio di quanto ci ha giovato essere in Europa”, avverte Agnelli, che conclude: “Le modifiche di oggi sono un pannicello caldo che non aiutano la nostra industria, la Cina ci ringrazierà”.



Roma, 17 luglio 2026

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Evento "AI pratica per le imprese"

L'Associazione ha promosso l'incontro "AI pratica per l'impresa", un incontro operativo dedicato ad affrontare, da tanti punti di vista differenti, come l'Intelligenza Artificiale possa aiutare le PMI manifatturiere nella quotidianità, già da oggi.

Categoria Digitale

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Evento Confimi Industria Veneto e Confimi Industria Lombardia│Contro l’inverno demografico servono strategie comuni

CONTRO L’INVERNO DEMOGRAFICO SERVONO STRATEGIE COMUNI 

Tante le tematiche affrontate nel convegno che ieri, 17 ottobre, a Peschiera del Garda (Verona) ha visto per la prima volta unite le territoriali di Confimi Industria Veneto e Lombardia in un confronto aperto su istruzione, formazione e lavoro

18 ottobre 2024

Confimi Industria Veneto e Confimi Industria Lombardia per la prima volta unite in un confronto aperto con il mondo della politica, della formazione e dell’occupazione.

Dall’analisi del contesto attuale alle proposte lanciate dalle Piccole e Medie Imprese, oggi alle prese con una delle sfide più impegnative, quella del calo demografico, che avrà ripercussioni sulla forza lavoro e sulla difficoltà (già reale) di trovare manodopera specializzata. Tematiche al centro del convegno “Veneto e Lombardia al bivio: istruzione, formazione e lavoro nella sfida del calo demografico” che si è tenuto ieri, 17 ottobre, presso Le Ali del Frassino di Peschiera del Garda (Verona).

«Va costruito un ecosistema fatto di tante azioni diverse ma coordinate». È il monito lanciato dal presidente di Confimi Industria Veneto, Alessandro Trentin, nell’introdurre i lavori. Tra i segnali preoccupanti, che richiedono un repentino cambio di rotta, ha richiamato il fenomeno dell’emigrazione: «Negli ultimi dieci anni i giovani italiani che hanno trasferito all’estero la residenza sono costantemente aumentati, mentre meno numerosi sono rientrati in patria». Agli occhi delle nuove generazioni, l’Italia non è più la “terra delle opportunità”, secondo Trentin: «Risorse sottratte a temi di capitale importanza che invece dovremmo affrontare con grande urgenza, la prima delle quali è il nodo dei salari».

Alcuni numeri: nel decennio 2013-2022 è espatriato dall’Italia oltre un milione di residenti, di cui oltre un terzo (325mila) con un’età compresa tra i 25 e i 34 anni; il 2022 è stato segnato da una ripresa degli espatri di giovani laureati: 18mila, in aumento del 23,2% rispetto all’anno precedente.

Le PMI di Veneto e Lombardia sono state oggetto di studio per la capacità di fare reddito, ha evidenziato Francesco Ferrari, presidente di Confimi Industria Lombardia: «Siamo vincenti nei mercati di nicchia, nelle specializzazioni, che sono il nostro forte». Allargando lo sguardo alla forza lavoro, però, c’è un’organizzazione da strutturare: «Dobbiamo partire dalla famiglia e dalla società per arrivare alla scuola». Serve una cultura del lavoro e, in tal senso, «bisogna che la politica ci dia una mano».

Quanto all’occupazione, «Lombardia e Veneto si confermano regioni trainanti del mercato del lavoro italiano, con tassi stabilmente superiori alla media nazionale, superando rispettivamente il 69% e il 70%, e mostrando una resilienza significativa nelle previsioni per il 2024», è scesa nei dettagli Margherita Roiatti, vicedirettrice e ricercatrice senior fellow di Fondazione Adapt.

Da un raffronto tra la fascia di età più giovane (18-29 anni) e quella precedente (15-64 anni) emerge una differenza significativa nei tassi di occupazione: «Lombardia e Veneto continuano a performare sopra la media in entrambe le fasce, ma anche qui il divario generazionale è evidente, con i giovani che mostrano tassi di occupazione inferiori di oltre 10 punti percentuali rispetto agli adulti». In questo quadro le PMI, ha osservato Roiatti, «svolgono un ruolo cruciale, costituendo la maggior parte delle imprese attive e contribuendo in modo significativo all'occupazione complessiva».

Aspetto che si riflette nella ricerca della manodopera. «In Italia, a giugno 2024, c’erano 450mila vacancy, persone cercate dalle imprese: 94mila in Lombardia e 45mila in Veneto», ha inquadrato Paolo Ferrario, presidente e amministratore delegato di E-work. Servono professionisti e ci sono settori che soffrono maggiormente per la carenza di risorse: legno e mobile (+30% rispetto al 2023), metalmeccanico e lavorazione del metallo (+38%), meccanico ed elettrico (+39%), costruzioni (+36%) e turismo (+42%).

Complicato è incrociare domanda e offerta, con tempi di risposta che superano i due mesi. Oltre le difficoltà, secondo Ferrario, «la vera scommessa per le PMI è tenere le risorse in azienda il maggior tempo possibile». Questo richiede azioni e strumenti che non devono essere messi in campo soltanto dagli imprenditori: «La vera scommessa è l’Employer Branding». Quell’insieme di strategie mirate ad attrarre, acquisire, fidelizzare e soprattutto trattenere i talenti più preziosi, promuovendo l'immagine aziendale in maniera coerente e accattivante.

Voce è stata data poi agli imprenditori nella tavola rotonda che ha visto confrontarsi i presidenti delle territoriali Confimi Industria di Veneto e Lombardia. «Nel Veronese, la mancanza di figure specializzate è ormai cronica. I settori in maggiore sofferenza sono quelli del trasporto, del marmo, del legno e non ultimo, della meccanica», ha inquadrato Claudio Cioetto (Verona). Da qui la necessità «di lavorare in sinergia con la politica le istituzioni scolastiche. Qualcosa si sta muovendo e, a livello di novità, penso alla riforma degli istituti tecnici: partita in sordina, non ha tuttavia l’appeal che avrebbe dovuto avere».

Serve un’educazione al lavoro, attraverso un ritorno alla manualità, per Francesco Ferrari (Mantova). «Un cambio di mentalità» su diversi piani che coinvolga le famiglie, gli insegnanti e la società in generale perché «ogni ragazzo deve progettare il proprio futuro, il tempo perso non viene recuperato».

Esperienze positive sono state quelle raccontate da Mariano Rigotto (Vicenza). Progetti della territoriale Confimi hanno coinvolto «400 ragazze, che abbiamo portato nei laboratori richiesti in ambito tecnico-scientifico, in cui le donne sono quasi assenti». E, in via sperimentale, richiedenti asilo: «Dodici ragazzi hanno seguito lezioni su assemblaggio, italiano, sicurezza. Dopo due mesi di stage, il 72% ha trovato lavoro».

Altro fronte su cui agire è la formazione, ha ribadito Sonia Cantarelli (Cremona). Anticipando i tempi: «Entrando nelle scuole dell’obbligo, non solo negli istituti professionali. Occorre partire prima, coinvolgendo le famiglie che sono fondamentali nell’orientamento dei figli, aiutandoli nel percorso lavorativo».

A chiudere i lavori è stato il presidente di Confimi Industria, Paolo Agnelli, che alla luce della situazione economica attuale ha ribadito la centralità della manifattura nel sistema italiano e la necessità di manodopera di qualità.

Anche il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, e l’europarlamentare Elena Donazzan hanno voluto rivolgere messaggi di saluto alla platea di imprenditori. Tra i presenti, sono intervenuti Massimo Bitonci, sottosegretario al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, e Valeria Mantovan, assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Veneto.


APINDUSTRIA CONFIMI VICENZA
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EX ILVA, AGNELLI (CONFIMI INDUSTRIA): “Allarme per l’industria italiana. servono investimenti immediati per garantire la continuità produttiva dell’impianto”

Roma, 26 febbraio 2026 – “Le notizie che riguardano l’ex Ilva destano forte preoccupazione tra le imprese manifatturiere italiane. Il rischio concreto è quello di una grave carenza di acciaio, materia prima strategica per intere filiere produttive del Paese”.

Lo dichiara Paolo Agnelli, Presidente di Confimi Industria, commentando gli ultimi sviluppi sul dossier.

“L’attenzione alla tutela dell’ambiente è ovviamente un obiettivo condiviso e imprescindibile – prosegue Agnelli – ma non può tradursi in un blocco produttivo che metta in ginocchio il sistema industriale nazionale. In assenza di una produzione stabile e continuativa, l’Italia rischia di perdere autonomia industriale e di dipendere sempre più dalle importazioni. E’ indispensabile che vengano stanziate immediatamente risorse adeguate per sostenere l’operatività dell’impianto.”

“Dopo il rischio di deindustrializzazione – commenta il Presidente di Confimi Industria - che ha portato la chiusura di circa 250 mila aziende e la delocalizzazione di oltre 23mila realtà produttive, dopo i dazi introdotti dagli Stati Uniti, oggi il pericolo è quello di una vera e propria desertificazione industriale per un settore fondamentale come l’acciaio.”

Il tema centrale per la competitività dell’industria resta il costo energetico: “È assolutamente necessario  – continua il Presidente Agnelli - che si riducano drasticamente i costi energetici portandoli a livello del costo medio europeo”.

Agnelli lancia inoltre un allarme sulle ricadute sistemiche della situazione attuale: “questo stallo rischia di sospendere di fatto la vendita dell’ex Ilva e di congelare qualsiasi prospettiva di rilancio. Le imprese hanno bisogno di certezze, di acciaio disponibile e di una strategia industriale chiara che tenga insieme sostenibilità ambientale, sicurezza degli approvvigionamenti e competitività”.

 

 

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EX POPOLARI, IL VENETO RISCHIA DI PERDERE LE BANCHE DEL TERRITORIO

FLAVIO LORENZIN NON CI STA: «RICOSTRUIAMO UN SISTEMA CREDITIZIO»

Con la crisi del modello delle banche popolari, il sistema bancario veneto, considerato fino a poco tempo come una delle “perle” del sistema creditizio nazionale, rischia di scomparire. Ma le imprese non vogliono darsi per vinte all’idea di un Veneto senza banche di riferimento e oggi tornano a dare la scossa attraverso il Presidente di Apindustria Confimi Vicenza, Flavio Lorenzin, uno che di fronte alle vicende di BpVi e Veneto Banca non è mai stato tenero.

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EXTRA GETTITO FISCALE RESTITUITO A CHI PAGA LE TASSE

Comunicato stampa Apindustria Vicenza
Vicenza, 27 marzo 2007
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EXTRA GETTITO FISCALE RESTITUITO A CHI PAGA LE TASSE
L’intervento di Dalla Verde, Presidente Apindustria Vicenza. 

«Siamo per la defiscalizzazione dell’IRAP e l’eliminazione del fenomeno delle riprese».  


E’ in primo piano in questi giorni il dibattito sul surplus di gettito fiscale risultante dall’ultima manovra finanziaria, ovverosia sull’esuberanza delle entrate tributarie rispetto al reale fabbisogno.

 

«Cosa farne? »  è la domanda che molti si stanno ponendo. E le risposte sono già arrivate: da un lato i sindacati preferiscono che venga destinato alle famiglie, per il sostegno dei consumi interni - una posizione questa abbracciata anche dal Presidente del Senato Marini -, mentre, dall’altro, la corrente degli “austeri”, cui appartiene il Ministro Padoa-Schioppa, rilancia di destinare la somma alla riduzione del debito pubblico. Il presidente di Confindustira  Montezemolo, dal canto suo, dà una triplice ricetta, suggerendo di restituire parte dell’extra gettito 2007 alle imprese e ai lavoratori che hanno regolarmente pagato le tasse e destinare l’altra parte alla diminuzione dell’impatto del debito pubblico e al miglioramento delle infrastrutture.

 

«Condividiamo la posizione di Montezemolo”, afferma Sergio Dalla Verde, Presidente di Apindustria Vicenza, “soprattutto per quanto riguarda la ridistribuzione del surplus fiscale tra quanti hanno pagato sempre le tasse: una operazione corretta dal punto di vista economico e onesta dal punto di vista sociale. Mi riferisco alle società di capitali e alle famiglie di queste stesse aziende. Si pensi che, da una recente indagine commissionata da Apindustria Vicenza, emerge che oggi la pressione fiscale sulle piccole e medie imprese grava per oltre un 70% del reddito prodotto: si tratta chiaramente di una situazione inaccettabile ed iniqua, derivante da un esagerato ammontare di oneri fiscalmente indeducibili e dall’anomalia dell’indeducibilità dell’IRAP, una tassa sull’occupazione, particolarmente pesante nei confronti delle aziende subfornitrici che occupano tanta manodopera e che favorisce il fenomeno della delocalizzazione da parte delle imprese manifatturiere».

 

«Il suggerimento di Apindustria – continua Dalla Verde - è che questa distribuzione avvenga prioritariamente attraverso la defiscalizzazione dell’IRAP, con l’obiettivo di arrivare ad una coincidenza tra utile civilistico – quello derivante dalla contabilità ordinaria delle aziende –  e utile fiscale, eliminando così il fenomeno delle riprese, ovverosia di tutti quei costi (auto aziendali, ammortamento terreni industriali, telefoni cellulari,…) che i principi contabili considerano inerenti alle attività aziendali, ma che il fisco ora considera indeducibili».

 

«La ripresa economica è fatalmente legata – afferma Dalla Verde – alla distribuzione della ricchezza, che a sua volta consente di aumentare i consumi. Ma  non si può pensare di produrre e distribuire ricchezza se si soffocano i singoli e le aziende nelle maglie della pressione fiscale, penalizzando gravemente l’attività di coloro che sono la prima fonte di lavoro e di reddito per milioni di cittadini, in particolare in questo momento in cui, ancora una volta, le PMI stanno faticosamente trainando la crescita del sistema economico italiano.»

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