Sala gremita in Galleria Crispi, sede di Apindustria Confimi Vicenza, dove si è tenuto il primo di una serie di convegni proiettati ad affrontare l’ennesima sfida a cui sono chiamate imprese e professionisti.
Lorenzin:Si tratta di un importante passo in avanti, in linea con le osservazioni e le richieste formulate da Confimi impresa la scorsa estate;
Confimi Impresa: è importante, dal punto di vista normativo, eliminare “tout court” l’onere della conservazione sostitutiva
“Positiva, - commenta Flavio Lorenzin, Vice Presidente Confimi Impresa con delega alla Semplificazione e ai rapporti con la P.A., - l’attivazione del nuovo servizio di fatturazione elettronica (https://fattura-pa.infocamere.it) messo a disposizione gratuitamente dal sistema camerale, a favore delle piccole e medie imprese. Anche se in ritardo rispetto allo start del 6 giugno, che però ha riguardato solo i fornitori di alcune amministrazioni (Stato, Agenzie ed enti previdenziali), la nuova piattaforma permetterà di affrontare con maggiore serenità lo scoglio del 31 marzo 2015 quando l’obbligo sarà esteso a 360 gradi alle forniture verso qualsiasi pubblica amministrazione (comuni, province, regioni, asl, ecc).” Prosegue Lorenzin: “Positivo, in particolare, che il nuovo servizio comprenda, sempre gratuitamente, anche la conservazione sostitutiva eliminando l’ingiustificata disparità rispetto alle PMI fornitrici MEPA.” “Si tratta di un importante passo in avanti, in linea con le osservazioni e le richieste formulate da Confimi impresa la scorsa estate; - conclude il Vice Presidente di Confimi Impresa – “La soluzione riguarda, però, solo le PMI che emetteranno poche fatture PA (circa 20), mentre non potrà essere utilizzata dai fornitori che superano i limiti dimensionali delle PMI. Per questo motivo, quindi, è importante, dal punto di vista normativo, eliminare “tout court” l’onere della conservazione sostitutiva in modo che il fornitore sia libero di valutare liberamente se attivare il (complesso) processo di conservazione sostitutiva oppure di stampare e conservare su carta la fattura elettronica. Il solo invio della fattura elettronica nel formato XML (D.M. 55/2013) sarebbe, infatti, più che sufficiente a garantire gli obiettivi di efficientamento della PA, a prescindere dalla modalità di conservazione del fornitore. Dal punto di vista tecnico, infatti, non ci sono motivi per imporre l’obbligo della conservazione sostitutiva.”
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Caro Babbo Fiscale, con il 2019 ci porterai la fatturazione elettronica generalizzata (o quasi). Hai avuto il via libera – pur condizionato - anche del Garante della privacy.
La circolare 13 dell’Agenzia delle Entrate sembra chiudere sull’asincronia bipartisan contraddicendo il Provvedimento del 30 aprile. Auspicabile intervento legislativo distensivo.
PMI SUGLI SCUDI: «SEMPLIFICAZIONE A NOSTRO CARICO» [30/03/2015]Se entrasse in vigore il primo aprile qualcuno penserebbe ad uno scherzo, per come è stato elaborato. Invece il sistema di fatturazione elettronica verso la pubblica amministrazione è realtà a partire già da oggi, 31 marzo, e rappresenta un nuovo onere a carico delle imprese. Anche nei provvedimenti che mirano alla semplificazione e all'efficientamento, infatti, lo Stato non perde occasione di evitare storture e appesantire gli adempimenti a carico di un sistema produttivo che, al contrario, andrebbe tutelato e agevolato. Almeno se si vuole davvero imprimere un'accelerata verso la ripresa economica.
Per il terzo anno consecutivo, da quando cioè nel 2012 è stata introdotta l’IMU, contribuenti e addetti ai lavori sono costretti a navigare a vista ad ogni appuntamento con le imposte locali. Si pensava di aver toccato il fondo nel 2013 quando, fra capricci politici e demenza ministeriale, ci si è dovuti misurare con ben 4 decreti legge, relative leggi di conversione, e 2 leggi di Stabilità (quella del 2013 e del 2014). Le regole sono cambiate fino al 9 dicembre 2013 (7 giorni dalla scadenza del saldo) e chi ha goduto dei famigerati esoneri per l’abitazione principale (e dintorni) ha dovuto (ri)fare i conti pure con la “mini IMU” del 24/1/2014. L’amara realtà, alle soglie del nuovo appuntamento del 16 giugno 2014, è pure peggiore. Con l’aggiunta della TASI le complicazioni sono aumentate a vista d’occhio. L’imposta, infatti, va pagata non solo dal proprietario ma, se diverso, anche dall’utilizzatore (inquilino, locatario, conduttore), sia esso privato o impresa.
Da una parte ci sono i piccoli e medi imprenditori che mantengono ben salda la fiducia dei veneti. Dall'altra le associazioni degli imprenditori che non fanno per niente breccia, al pari delle banche e dei grandi manager. Di fronte a questa indagine realizzata dall'istituto Cmr del sociologo Daniele Marini come deve porsi Apindustria Confimi Vicenza in quanto associazione di categoria e organo rappresentativo del settore manifatturiero, formato per la quasi totalità da imprese di piccola e media dimensione? «Accogliamo i risultati di questa indagine come un forte segnale di incoraggiamento – spiega il Presidente, Flavio Lorenzin – dato che i veneti hanno premiato ancora una volta il coraggio che ha visto molte delle nostre aziende sopravvivere alla crisi economica, confermandosi la realtà trainante dell'intera economia. Non vogliamo però sottovalutare i segnali di sfiducia che arrivano verso l'associazionismo, nel quale noi continuiamo a credere investendo tutte le nostre energie, proprio per difendere il valore delle attività produttive: tutte loro hanno bisogno di una rappresentanza vera, sana e pulita, estranea a interessi di parte. Per questo ci dispiacerebbe, rispetto alle valutazioni della gente comune, finire nel calderone di quelle associazioni che non hanno dato una degna rappresentanza al mondo dell'impresa, cercando poltrone ovunque possibile e mischiandosi in affari o forme di speculazione che nulla hanno a che vedere con lo spirito e i valori di chi cerca di creare ricchezza e benessere soltanto attraverso il lavoro».
Qualche preoccupazione sul fronte credito e occupazione. «Si chiude un anno positivo nonostante una situazione geopolitica non serena; i segnali perché quest’anno possa essere altrettanto buono ci sono, – commenta Roberto Callegari, presidente mandamentale di Apindustria Confimi Vicenza – molto però dipenderà anche dall’esito delle elezioni di marzo.
Dopo le dimissioni di Mantovani, Flavio Lorenzin critica l’ipotesi di azzerare i vertici di via dell’Oreficeria: «Scelta dannosa per le imprese»
«I membri del cda della Fiera di Vicenza rimangano dove sono e rilancino il lavoro di questi anni». Non usa mezzi termini il presidente di Apindustria Vicenza, Flavio Lorenzin, per prendere le distanze da chi, in questi giorni, chiede di azzerare i vertici della società di via dell’Oreficeria, all’indomani delle dimissioni del presidente Paolo Mantovani.
«Non c’è motivo per sostenere l’azzeramento di un consiglio di amministrazione che opera bene da diversi anni – sostiene Lorenzin – specie in un momento di crisi come quello attuale, che non risparmia neppure il comparto dell’oro. La fiera di Vicenza rappresenta un riferimento a livello mondiale per il settore e credo sia dannoso ripartire da capo in questo momento, sospendendo, di fatto, un programma ambizioso come l’esistente piano industriale e il relativo programma di sviluppo delle manifestazioni fieristiche che sta dando speranza alle nostre imprese orafe».
Per il massimo rappresentante della Pmi, che parla a nome della grande maggioranza delle imprese orafe del Vicentino, non bisogna interrompere l’operatività della gestione fieristica, che al contrario dev’essere sostenuta nel perseguimento di quegli importanti obiettivi di sviluppo che sono fondamentali per renderla più interessante sia per gli espositori che per i visitatori.
Ma questo va fatto con scelte all’insegna della continuità, da parte di chi, negli ultimi anni, si è sempre speso per dare sostegno al settore orafo che costituisce un motore “di lusso” per l’economia locale. Un motore da non rallentare se non addirittura fermare, ma da riportare a pieni giri.
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