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News ed Eventi

Focus Associazionismo - Rigotto: «Sfatiamo il mito della tuta blu». Il progetto “Scuole Aperte”

Apindustria Confimi Vicenza conferma anche per l’anno scolastico in corso il proprio impegno sul progetto “Aziende Aperte”, giunto alla terza edizione, promosso e realizzato con il contributo della Camera di commercio e rivolto agli studenti delle seconde classi delle scuole medie.

L’obiettivo è chiaro - spiega il presidente Mariano Rigotto -, far conoscere la realtà delle aziende manifatturiere del territorio coinvolgendo direttamente i ragazzi. Lo scorso anno è stato un successo con oltre 600 studenti che hanno avuto modo di scoprire direttamente e vedere con i propri occhi cosa significhi lavorare in un contesto moderno e produttivo».

Le moderne tecnologie e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale applicata anche alle macchine industriali hanno infatti ormai definitivamente sfatato il mito della “tuta blu sporca di grasso”.

«I ragazzi devono guardare alle nostre imprese con la certezza di poter non solo dare avvio, ma proseguire la propria carriera professionale nel proprio territorio costruendosi un percorso professionale appagante e ricco di soddisfazione».

Anche per questo si tornerà ad abbinare gli istituti scolastici e le aziende all’interno dello stesso territorio. Le visite aziendale sono in programma a partire da marzo.

Vita Associativa

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Focus Basso Vicentino – Situazione difficile: serve un cambio di passo. Poncato: «Lavoriamo per affrontare le nuove sfide»

Confimi Apindustria – Situazione difficile: serve un cambio di passo. Poncato: «Lavoriamo per affrontare le nuove sfide»

Anche nell’Area Berica la difficile situazione geopolitica che si è venuta a creare, prima con il conflitto che ha interessato la striscia di Gaza, ora buona parte del Medio Oriente, sta mettendo in difficoltà numerose aziende, come conferma il presidente del Mandamento Luca Poncato.

Comunicati Stampa, Mandamento Vicenza ed Area Berica

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Focus Economia Bassanese - Lorena Piazza: immaginare un futuro diverso

Confimi Apindustria - Cambiano gli scenari: crisi globali e nuovi modelli di impresa
Lorena Piazza: immaginare un futuro diverso

Il territorio del Bassanese è storicamente uno dei motori manifatturieri del territorio vicentino, caratterizzato com’è da una forte presenza di piccole e medie imprese, spesso a conduzione familiare, capaci di distinguersi per qualità, flessibilità e orientamento ai mercati internazionali.


Il territorio del Bassanese è storicamente uno dei motori manifatturieri del territorio vicentino, caratterizzato com’è da una forte presenza di piccole e medie imprese, spesso a conduzione familiare, capaci di distinguersi per qualità, flessibilità e orientamento ai mercati internazionali. Un sistema produttivo dinamico, che si trova anch’esso ad affrontare le difficoltà dovute al contesto economico e geopolitico, unitamente a problematiche ormai cronicizzate. Ne parliamo con la presidente del Mandamento ConfimImmagine 2026 03 27 084124 interai di Bassano del Grappa, Lorena Maria Piazza.

-Come state gestendo l’attuale situazione?

«Siamo un po’ tutti con il fiato sospeso: tempi di guerra e tensioni internazionali non aiutano gli affari e le aziende. Se a questo aggiungiamo l’introduzione dei dazi sulle esportazioni verso gli Stati Uniti, la volatilità dei mercati e i cambiamenti tecnologici sempre più rapidi, è evidente che parlare di gestione è complicato dato che si tratta per lo più di fattori sui quali possiamo intervenire in minima parte».

-Ci sono aziende che stanno soffrendo più di altre?

«L'anno è iniziato con molte sfide ma anche con segnali di resilienza. I settori chiave del territorio, come la meccanica, l’agroalimentare, il mobile e la moda, stanno affrontando un contesto complesso, caratterizzato dall’aumento dei costi energetici, dalle difficoltà di approvvigionamento delle materie prime e dalla carenza di manodopera qualificata. Tuttavia, le imprese stanno reagendo diversificando i mercati di sbocco, puntando su prodotti ad alto valore aggiunto con investimenti mirati in digitalizzazione, sostenibilità e internazionalizzazione, dimostrando ancora una volta la loro capacità di adattamento».

-Come si esce da una situazione in cui gli imprenditori hanno pochi margini di manovra?

«Come ha detto Mario Draghi, “L’ordine mondiale è defunto” e prima ci rendiamo consapevoli di questo scenario, prima possiamo iniziare a immaginare un futuro diverso anche per lo sviluppo delle nostre aziende».

-All’interno delle imprese cosa occorre fare?

Siamo di fronte a un cambio di paradigma: uno scenario dove le tecnologie green, la produzione di energia da fonti rinnovabili e l’economia circolare non siano diktat ideologici, ma strumenti per garantire la sostenibilità del nostro sistema economico e produttivo. Come Unione Europea, dobbiamo renderci più autonomi negli approvvigionamenti strategici. Solo così sarà possibile continuare a lavorare e garantire prospettive alle imprese e alle persone.

-Quali sono le principali criticità segnalate dai vostri associati?

Uno dei temi più sentiti riguarda sicuramente il capitale umano. Molte aziende faticano a trovare figure tecniche e professionali adeguate alle proprie esigenze e il calo demografico rende tutto più difficile. Diventa – se possibile - ancora più importante il dialogo tra imprese e scuola. Certamente una sfida importante per l’impresa è la capacità di essere attrattiva per i giovani. In tal senso ritengo che gli strumenti di alternanza scuola-lavoro andrebbero ulteriormente potenziati».

-A proposito di capitale umano: voi avete spesso insistito sul passaggio generazionale e la continuità d’impresa.

«Quello del passaggio generazionale è un momento delicato nella vita di un’azienda, che va preparato per tempo e gestito con strumenti adeguati. Oggi però è d’obbligo parlare soprattutto di continuità d’impresa. Il tessuto imprenditoriale rappresenta un patrimonio non solo per l’imprenditore, ma per tutta la società e per il territorio; per questo deve poter continuare anche quando non vi sono figli o familiari pronti a subentrare. Su queste tematiche abbiamo organizzato vari incontri recentemente e ci ritorneremo con un evento in programma a maggio.

-Qual è il vostro rapporto con le istituzioni e le altre rappresentanze economico-produttive?

La rappresentanza dell’Associazione nel bassanese vuole essere sempre più uno spazio di dialogo tra imprese, istituzioni e territorio, valorizzando la cultura imprenditoriale che da sempre contraddistingue questa area. Il nostro impegno si concentra su diversi fronti strategici: partecipiamo attivamente ai tavoli di lavoro territoriali, come l'IPA Pedemontana del Brenta, le commissioni su Pari Opportunità, Tribunale e Istituti scolastici, e collaboriamo con i Comuni per affrontare le principali problematiche economiche e sociali. Continuare a investire nelle persone, nella tecnologia e nella capacità di fare rete sarà fondamentale per garantire continuità e accompagnare le imprese nei processi di trasformazione che stanno interessando l’industria.

27 marzo 2026


Comunicati Stampa, Mandamento Bassano del Grappa

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Focus Economia Basso Vicentino. Il presidente Poncato: Vediamo l’AI come opportunità piuttosto che con paura nell’affrontarla

È trascorso solo un anno dalla riconferma di Luca Poncato alla guida del mandamento di Vicenza e Area Berica di ApiImmagine WhatsApp 2025 10 20 ore 10.10.56 a085a0f0ndustria Confimi Vicenza per un altro quadriennio, ma il mondo corre veloce e per le imprese è sempre più difficile restare al passo con i tanti sconvolgimenti, tra i quali quelli indotti dal Presidente degli Stati Uniti che sta letteralmente cambiando gli scenari internazionali sotto tutti  i punti di vista, anche quelli commerciali, con l’introduzione dei temutissimi dazi.

«Effettivamente -risponde Poncato – è quasi un paradosso parlare di economia dell’Area Berica in un contesto, come quello odierno, dove tengono banco così tante situazioni critiche a livello sovranazionale. Dobbiamo fare i conti con variabili che sono sempre più al di fuori dal nostro controllo, come stanno dimostrando i dazi statunitensi che hanno creato e creano incertezza e che, sommati alla svalutazione del dollaro, non favoriscono di certo la nostra competitività».

-Competitività che è frenata anche da fattori geopolitici, che finiscono per influenzare anche il mondo imprenditoriale.

«Basta guardare alle bollette energetiche e confrontarle con il recente passato per rendersi conto come il conflitto in Ucraina seguito da alcune scelte discutibili dei grandi operatori italiani dell’energia, abbiano inciso sui costi di produzione. Questo aspetto ci mette in grossa difficoltà rispetto a nostri competitor, anche europei, che sono riusciti comunque a contenere meglio dell’Italia questi incrementi con politiche mirate e anche grazie a meccanismi e driver di formazione del prezzo differenti da quello italiano. L’auspicio è che quanto sta accadendo in Medio Oriente sia una spinta per la risoluzione anche del conflitto tra Russia e Ucraina. L’Italia purtroppo è totalmente dipendente da altri Paesi per quanto riguarda l’approvvigionamento energetico. Gli scenari e gli attori sono drasticamente diversi ma una soluzione deve essere trovata, anche dal punto di vista umanitario».

-Dazi, guerre, costi, inflazione: elementi che si sono già fatti sentire anche sull’economia vicentina, con la chiusura anticipata in estate di molte aziende e la richiesta di ore di cassa integrazione. Qual è lo scenario di casa nostra?

«Alcuni colleghi imprenditori del Mandamento mi hanno segnalato che hanno chiesto l’apertura del procedimento di cassa integrazione e sappiamo che così hanno fatto molte altre aziende. La situazione, per ora, mi sembra sotto controllo: fortunatamente si tratta di imprese di diversi settori e non di un solo comparto, ma è indubbio che l’economia stia vivendo un momento di stagnazione, in cui fare programmi a lungo termine diventa molto difficile. La raccolta degli ordini non è brillante come un tempo e questo porta ad una sfiducia nel fare investimenti».

-Da questo punto di vista siete stati molto critici nei confronti del Piano Industria 5.0.

«Nonostante il ministro Adolfo Urso abbia tentato di “parare il colpo” allargando le maglie della misura in questi ultimi mesi, quello che noi possiamo testimoniare è che le rigidità e complessità iniziali hanno sicuramente frenato coloro che volevano utilizzarlo a supporto dei propri investimenti, allontandando in particolare le PMI».

-Siamo in vista delle elezioni regionali con la campagna elettorale che ora entra nel vivo. Le imprese, ancora una volta, sembrano essere un po’ marginalizzate dalla politica.

«Purtroppo, con il mondo politico ci siamo abituati a navigare a vista e non certo a programmare. Staremo a vedere cosa succederà, qualche incognita ancora resta. Noi siamo pronti a fare la nostra parte per portare le istanze delle nostre imprese a chi avrà l’onore e l’onere di governare per i prossimi cinque anni la nostra regione, ponendo l’attenzione sui temi che riguardano l’economia, lo sviluppo del territorio e la tenuta sociale. Il Manifesto di Confimi Industria Veneto è chiarissimo rispetto alle nostre richieste».

-Avete dedicato il vostro prossimo appuntamento mandamentale alla centralità della persona all’epoca dell’intelligenza artificiale: sembra già un deciso orientamento…

«L’intelligenza artificiale rappresenta già ora una rivoluzione nel fare impresa. Io la vedo come un’opportunità da cogliere piuttosto che un pericolo da evitare. Vista l’argomento abbiamo colto l’occasione per organizzare l’evento in una delle nostre aziende associate: un modo per tenere a stretto contatto l’impresa con il territorio».

 

La centralità della persona all’epoca dell’A.I. - Il 6 novembre un incontro con Sebastiano Zanolli

In un tempo in cui le tecnologie portano velocità e automazione, le imprese, soprattutto le più piccole, tra decisioni complesse, nuovi strumenti e relazioni che cambiano, si confrontano con una sfida urgente: non perdere il valore delle persone. Ciò assume ancor più importanza in un momento in cui l’intelligenza artificiale sembra prendere il sopravvento in tanti settori del mondo produttivo, ma non solo. Proprio sulla centralità della persona in azienda si basa l’incontro che il mandamento Vicenza e Area Berica di Apindustria Confimi Vicenza ha organizzato giovedì 6 novembre alle ore 17.30, presso una delle proprie aziende associate, Hiteks, situata in via del Lavoro, n.22 a Grisignano di Zocco. L’evento si inquadra nella programmazione annuale che il Mandamento organizza su diverse tematiche.

Ospite e relatore sarà Sebastiano Zanolli, manager, autore, speaker, advisor per l’efficacia collaborativa dei team e board che vanta oltre trent’anni di esperienza manageriale, per marchi come Diesel, Adidas, 55DSL e OTB. Zanolli oggi affianca aziende e persone nella gestione delle dinamiche che influenzano la collaborazione, la motivazione, il posizionamento professionale e la responsabilità.

L’evento è aperto a tutti, in particolare alle imprese del territorio, come anche alle istituzioni e al mondo della scuola, ed è gratuito.

Prenotazioni: https://forms.office.com/e/VeF6v6AdA6

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Comunicati Stampa, Mandamento Vicenza ed Area Berica

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Focus Economia Schio - Il Presidente Carollo: «Di fronte a noi sfide mai viste prima»

Confimi Apindustria - Agire su più fronti per consolidare il tessuto industriale
Carollo: «Di fronte a noi sfide mai viste prima»


Il tessuto imprenditoriale dell’Alto Vicentino è noto per la flessibilità e capacità di anticipare l’andamento dei mercati. Tuttavia, questa è una fase storica in cui si stanno ribaltando equilibri mondiali consolidati da decenni e per una zona così vocata all’export tutto questo sta già provocaImmagine 2026 03 24 090415 interando notevoli ripercussioni, come conferma Luca Carollo, Presidente del Mandamento Alto Vicentino di Confimi Apindustria.

«La situazione è ben nota: le tensioni geopolitiche e i conflitti internazionali stanno generando effetti a catena sull’economia globale con l’aumento del prezzo del petrolio, del gas e dell’energia con effetti a cascata su tutta la filiera produttiva, dai trasporti, alla logistica, alle materie prime. Per alcune di queste ultime come rame, titanio e terre rare - fondamentali per numerosi settori industriali – si stanno già verificando difficoltà di reperimento. Uno scenario che si ripercuote direttamente sulla competitività delle imprese che scontavano già da prima l’handicap di costi energetici maggiori rispetto ad altri sistemi industriali».

-Come si possono affrontare e risolvere a livello locale problematiche di tale portata?

«Questa è una sfida strutturale che va oltre la contingenza di questo tribolato momento storico. Dobbiamo fare i conti anche con la carenza di personale per il calo demografico ed il rischio di dispersione delle competenze nelle aziende. Sempre più imprese ci segnalano difficoltà nella ricerca di addetti qualificati e di giovani da inserire nei percorsi di crescita aziendale.

-Un argomento che avete affrontato nella scorsa assemblea pubblica: “Dal capitale al capitale umano – la vera competitività”.

«Lo riprenderemo con colui che è stato in quell’occasione nostro ospite: Giampaolo Dallara, fondatore di Dallara Automobili, che ha condiviso un’apprezzata testimonianza sul valore della formazione e sulla capacità di individuare e sviluppare i talenti. Grazie alla sua disponibilità, entro un paio di mesi visiteremo Dallara Academy, per permettere agli imprenditori di conoscere da vicino un modello di eccellenza nel rapporto tra impresa, innovazione e formazione.

-È questa la visione per il futuro dell’industria dell’Alto Vicentino?

«Se vogliamo mantenere forte il nostro tessuto industriale dobbiamo lavorare su più fronti contemporaneamente: solo tramite una collaborazione stretta tra imprese, istituzioni, scuole e territorio sarà possibile rinnovare un modello di sviluppo capace di affrontare le sfide globali e garantire nuove opportunità di crescita. Tant’è che, come mandamento, stiamo lavorando e collaborando con molti soggetti per promuovere diverse iniziative su diversi temi trasversali».

I principali progetti del mandamento

Cer – le comunità energetiche rinnovabili

Partendo dal progetto industriale di alcune imprese associate, si apre l’opportunità di coinvolgere le imprese associate del territorio in una Cer: un modo semplice per partecipare alla transizione energetica e per ridurre i costi energetici beneficiando degli incentivi messi a disposizione per questo strumento di comunità.

Faber Lab – l’Academy

Il progetto Faber Lab Altovicentino è una sorta di Academy modulare sorta per avvicinare i giovani al mondo del lavoro e creare un collegamento diretto tra imprese, formazione e territorio. Non è in competizione con gli Its, ma fornisce un aiuto alle aziende che cercano una risposta immediata ai propri bisogni. Parallelamente il mandamento sta collaborando con gli istituti scolastici del territorio per sviluppare percorsi che possano rispondere concretamente alle esigenze delle imprese e offrire opportunità reali ai giovani.

Skills Award

Con Alto Vicentino Skills Awards, l’obiettivo è quello di attrarre e sviluppare competenze e talenti del territorio coinvolgendo imprese, istituzioni e associazioni di categoria.

Generazione Industria: Aziende Aperte

Questo progetto, promosso dall'Associazione su tutto il territorio provinciale, permette di far capire e "toccare con mano" ai ragazzi cosa significhi lavorare in un'azienda oggi, rispetto all'idea che forse hanno di un passato ormai superato.

Passaggio generazionale

È un tema che l’Associazione presidia da sempre, perché si tratta di un momento delicatissimo nella vita di un’azienda. In collaborazione con il nostro Gruppo Giovani vorremmo svilupparlo ulteriormente utilizzando anche nuovi strumenti come l’intelligenza artificiale per verificare le corrispondenze esistenti tra diversi casi e individuare soluzioni compatibili».

24 marzo 2026


Comunicati Stampa, Mandamento Alto Vicentino

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Focus Paese CINA

Si è svolto giovedì 27 aprile in Sala Convegni di Apindustria Confimi Vicenza un incontro di approfondimento sulla Cina
Da quando, nel 2001, la Cina è entrata nell’OMC, il paese si è imposto sulla scena economica internazionale per la costante e vertiginosa crescita. Oggi la Cina è un paese più complesso e strutturato, dove la sfida non è più solo la produzione – peraltro in rallentamento – ma la transizione del modello economico. Dato il contesto, come operare al meglio con potenziali controparti cinesi considerando anche gli aspetti culturali e le loro interazioni nel business?
Questo l’interrogativo sul quale si è discusso ieri in occasione dell’incontro di approfondimento sul Paese del Dragone organizzato da Apindustria Confimi Vicenza in collaborazione con la dr.ssa Ying Liu collaboratrice ed esperta linguistica dell’Università di Venezia, l’avv. Antimo Cappuccio dello studio Pirola Pennuto Zei & Associati di Shanghai e il dr. Flavio Rossin di Euler Hermes, i cui interventi hanno illustrato sia gli aspetti socio-relazionali, quali la lingua e la società cinese contemporanea, le differenze e le similitudini culturali, gli ostacoli linguistici e l’efficacia della comunicazione in inglese, gli effetti della globalizzazione, che quelli più tecnici del doing business in Cina evidenziando le modalità di accesso al mercato, i contratti per il commercio estero e le forme di investimento, la governante delle società cinesi, gli aspetti fiscali. A conclusione, è stato analizzato l’interscambio Italia-Cina con focus sulla durata di dilazione dei crediti in Cina relativamente alle forniture italiane e i costi di un’eventuale recupero del credito.
La Cina come mercato, data anche la sua dimensione, la diversità dei livelli di reddito, la struttura delle reti distributive” aggiunge il Presidente di Apindustria Confimi Vicenza Flavio Lorenzin “ è un paese tuttora complesso per le PMI e solo parzialmente conosciuto ; prova ne sia che l’export italiano nel 2016 è stato pari a poco più di 11 mld ovvero al 2,7% del totale delle nostre esportazioni, mostrando comunque un costante, seppur piccolo, aumento negli ultimi cinque anni. L’incontro di ieri va proprio nella direzione del supporto informativo alle aziende associate, fornendo una panoramica delle opportunità e delle criticità presenti in un paese non di tradizionale sbocco dell’export nazionale ma inserito a pieno titolo nell’economia mondiale e nelle catene del valore che caratterizzano il processo di globalizzazione”.
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Focus Paese: Australia Nei giorni scorsi una delegazione di imprenditori ha incontrato il console generale d'Australia

Paese ricco di risorse naturali, economicamente dinamico e politicamente stabile, in crescita ininterrotta negli ultimi 26 anni (con una previsione del +2,9% PIL nei prossimi cinque anni), nonché uno dei grandi attori nella regione Asia-Pacifico ove ha già concluso accordi di libero scambio con Singapore, Tailandia, Malesia, Corea del Sud, Giappone, Cina, Nuova Zelanda e con USA e Cile. Questo è il Commonwealth of Australia, ovvero la 13° economia mondiale, per la quale l’UE è il secondo partner commerciale e l’Italia, all’interno dell’UE, occupa una posizione di rilievo nell’interscambio con Canberra grazie non solo ai prodotti ma anche alle tecnologie e alle innovazioni che ne caratterizzano l’apprezzata offerta industriale.

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Focus Rapporto Economia - Apindustria Confimi Vicenza - Troppe incertezze minano le imprese.

Apindustria Confimi Vicenza - Troppe incertezze minano le imprese.  Rigotto: è un'economia di guerra, ne vanno tratte le conseguenze

«Visti i tempi che stiamo vivendo, mi chiedo se abbia ancora senso inserire nelle prossime indagini congiunturali la domanda sulle previsioni per il futuro, dato che gli scenari ormai cambiano di giorno in giorno». Mariano Rigotto, presidente di Confimi Apindustria Vicenza esordisce con una battuta ironica alla richiesta di disegnare l'andamento dell'economia vicentina per i prossimi mesi.

-Avete già un bilancio del primo trimestre di questo tormentato 2026?

-Stiamo elaborando i dati, ma anche senza avere sottomano i numeri precisi, sappiamo bene che per una provincia fortemente esportatrice come quella vicentina, la situazione geopolitica che si è andata sviluppando da metà dello scorso anno in poi, tra dazi americani, dazi settoriali e i conflitti in atto da tempo, hanno inciso e non poco sull'andamento dei fatturati aziendali e lo vedremo a breve, visto che le aziende stanno chiudendo i bilanci 2025 proprio in questo periodo. In questo inizio di 2026 abbiamo notato purtroppo un significativo aumento delle richieste di cassa integrazione. Se questa situazione dovesse perdurare, temiamo per la continuità di qualche impresa».

-Come se ciò non bastasse, ora il mondo sta facendo i conti anche con la chiusura dello stretto di Hormuz.

«| conflitti e la chiusura dello Stretto stanno creando ulteriori difficoltà nell'approvvigionamento di alcune materie prime, per non parlare dell'aumento dei costi del carburante, del gas e dell'energia, con effetti a cascata in tutte le filiere. Tra le tante "sparate" di questi giorni verso l'Italia del presidente Trump ce n'è una purtroppo reale: "Avete i costi dell'energia più alti al mondo", ha detto. Questo è un problema strutturale e servono misure altrettanto organiche per colmare il divario almeno con i Paesi UE».

Di che tipo?

«Innanzitutto, lo Stato dovrebbe decidere una volta per tutte se vuole fare il regolatore o l'incassatore di dividendi dalle proprie partecipate. La nostra Confederazione ha promosso un Manifesto per l'Energia che va ovviamente oltre il DI Bollette, che pure abbiamo apprezzato. Chiediamo, tra l'altro, che si eviti che l'incremento dell'Irap sul comparto energetico venga trasferito a valle lungo la filiera, prevedendo un monitoraggio annuale di Arera; che si semplifichi l'accesso ai contratti di lungo termine; che si promuovano meccanismi di aggregazione territoriale; che vengano estesi gli strumenti di stabilizzazione del prezzo anche alle Pmi non formalmente energivore, valutando una categoria intermedia».

-Il mondo dell'industria, voi compresi, avete criticato il Patto di stabilità, che l'Europa continua a considerare "inviolabile"

«Un errore già fatto in passato: in un'economia di guerra, dove saltano per causa di forza maggiore gli equilibri, mantenerlo non ha molto senso. Ci farà fare bella figura in Europa? Non credo, e in questo modo non potranno essere liberate risorse a favore del comparto industriale. I cittadini e le piccole e medie imprese dovranno sobbarcarsi i costi dell'energia, del gas, delle bollette, dell'inflazione. La recessione a quel punto sarà inevitabile, ma dobbiamo per forza andare a sbattere contro questo muro anche se potremmo cercare di evitarlo?».

Generazione industria: Aziende Aperte, scuole connesse

È il nome del progetto promosso dall’Associazione per favorire l’orientamento precoce, permettendo agli studenti delle scuole secondarie di primo grado di visitare le imprese del territorio e conoscere così, in modo concreto, il tessuto industriale vicentino. «L’obiettivo è chiaro - spiega il presidente Mariano Rigotto -: far conoscere la realtà delle imprese manifatturiere del territorio. Lo scorso anno è stato un successo, con oltre 500 studenti che hanno avuto modo di scoprire cosa significhi lavorare in un contesto moderno e produttivo in cui è possibile crescere, costruire percorsi professionali solidi e mantenere un equilibrio sostenibile tra impegno professionale e vita personale». Le visite aziendali, che saranno realizzate nelle prossime settimane, abbinano gli istituti scolastici ad aziende presenti nello stesso territorio, anche per rafforzare la consapevolezza che spesso si possono trovare opportunità di valore anche senza doversi trasferire all'estero.

Guidare il cambiamento: persone, famiglia, impresa

Il passaggio generazionale nelle imprese spesso è motore di nuova crescita e sviluppo, ma può anche rivelarsi un momento critico, se mal gestito, tale da mettere in crisi l’azienda e, talvolta, anche i legami famigliari. Capire cosa fare - e cosa non fare - diventa quindi un momento fondamentale: a parlarne, il prossimo 7 maggio alle 18, nella sede di Galleria Crispi a Vicenza, sarà Luca Marcolin, fondatore di Family Business Unit che dialogherà con Arianna Livrieri, coach specializzata sul tema. Ingresso libero previa iscrizione dal sito www.apindustria.vi.it

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