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Industria: produzione +5% ma materie prime a prezzi record
Comunicati Stampa, Categoria Meccanica ed Impiantistica
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INFRASTRUTTURE: UN RITARDO DI ANNI CHE OCCORRE RECUPERARE
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INNOVAZIONE E TERRITORIO: DA QUI SI RIPARTE
Inserimento lavorativo dei richiedenti asilo e rifugiati: al via il primo percorso di formazione
Il progetto, promosso da Apindustria Confimi Vicenza, formerà operatori meccanici e saldatori, figure tra le più richieste nelle industrie beriche, nell’ambito di un protocollo d’intesa sottoscritto oggi tra l’Associazione, la Prefettura di Vicenza e Diakonia Onlus
Vicenza, 25 marzo 2024
Il primo percorso vedrà 12 partecipanti, titolari di sette diverse forme di permesso di soggiorno, provenienti da Sierra Leone, Mali, Nigeria, ma anche dall’Ucraina, ed è finalizzato a trasmettere loro le nozioni di base sulle lavorazioni meccaniche e sull’assemblaggio per una durata complessiva di 76 ore (più 16 ore di formazione sulla sicurezza), al termine del quale è previsto anche uno stage professionalizzante in un gruppo di aziende del territorio.
«Ringraziamo Apindustria Confimi Vicenza, Camera di Commercio Vicenza e Banca delle Terre Venete per il prezioso coinvolgimento in questa iniziativa, che ci vede impegnati in primis attraverso il servizio-segno “Tirocini e lavoro” con gli operatori di Diakonia, ma anche attraverso gli altri nostri servizi che hanno segnalato i potenziali beneficiari di questo progetto – afferma il direttore di Caritas Diocesana Vicentina, don Enrico Pajarin –. Riteniamo che incrociare le esigenze delle aziende con la ricerca di un lavoro da parte dei beneficiari sia la strada giusta per una vera integrazione nel segno della dignità umana».
«Banca delle Terre Venete – spiega il presidente Gianfranco Sasso, nel suo ruolo di Banca del Territorio, ha condiviso il progetto "Accoglienza e Lavoro" promosso da Apindustria Vicenza ed ha contribuito allo stesso con un significativo importo, ritenendo questa azione coerente sia con il proprio principale obiettivo di dare sostegno all’economia reale del nostro territorio, sia con il Piano di Sostenibilità che impegna la Banca verso le nuove generazioni, favorendo in questo modo l’inserimento nel mondo del lavoro anche dei richiedenti asilo».
Corriere del Veneto - L’industria apre ai rifugiati. Accordo con la Caritasper offrire posti di lavoro. Parte il primo progetto: in città 1200 migranti in 80 Cas
Il Giornale di Vicenza - Il progetto. Lezioni e stage per diventare saldatori
TG3 Veneto - Vicenza, avviato un progetto di formazione-lavoro per rifugiati e richiedenti asilo
TvA Vicenza -Inserimento lavorativo dei richiedenti asilo e rifugiati: al via il primo percorso di formazione
TViWeb - Patto fra Apindustria, Caritas e Prefettura per l’inserimento lavorativo dei richiedenti asilo
ReteVeneta - Avviato il progetto formazione-lavoro per rifugiati e richiedenti asilo
Comunicati Stampa, Vita Associativa
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INTERNAZIONALIZZARE - CON ETICA - IN RUSSIA E IN TURCHIA
COMUNICATO STAMPA
APINDUSTRIA VICENZA
INTERNAZIONALIZZARE - CON ETICA - IN RUSSIA E IN TURCHIA
Due giornate di formazione per gli imprenditori interessati a questi due Paesi ricchi di opportunità di business.
Gli incontri, organizzati da Apindustria Vicenza, con il Ministero dello Sviluppo Economico e le società KPMG e Logos, hanno visto la presentazione delle Linee Guida OCSE.
Russia e Turchia sono due Paesi di particolare interesse per le opportunità di business a disposizione delle piccole e medie imprese venete. Oggi però la chiave di volta per internazionalizzare in modo etico è ricorrere ad un approccio “socialmente responsabile”: è questa infatti la nuova frontiera approfondita in occasione di due seminari organizzati da Apindustria Vicenza in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico, Punto di Contatto Nazionale e le società di consulenza Kpmg e Logos.
Due incontri che confermano, se ce ne fosse bisogno, l’impegno in prima linea dell’Associazione di categoria vicentina, fra le prime in Italia ad aver prestato attenzione alle tematiche e alle pratiche di Responsabilità Sociale d’impresa, che oggi rappresentano, soprattutto per le piccole e medie industrie, uno dei principali valori strategici intangibili con cui poter competere nei mercati internazionali.
Russa e Turchia sono stati presentati, rispettivamente, dal prof. Paolo Del Debbio e da Martine Jamous, esperta dell’area medio-orientale: i docenti, con dovizia di dati e approfondimenti sulla storia politica, sociale ed economica dei Paesi oggetto di studio hanno messo in luce prospettive e nodi critici.
Gian Andrea Chiavegatti, avvocato, presidente della “Camera Internazionale Triveneta” e della “Fondazione Conoscere l’Eurasia”, ha fornito un quadro ricco di informazioni tecniche incentrato sull’impianto giuridico locale, il diritto societario, le normative e le agevolazioni fiscali, le “aree economiche speciali”, la tutela della proprietà intellettuale, la gestione dei contenziosi.
Ma il clou degli incontri è stato l’approfondimento dedicato alle Linee Guida OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), svolto da Elena Toselli e Francesca Mariani del Ministero per lo Sviluppo Economico, Punto di Contatto Nazionale, che ne hanno descritto gli obiettivi. Le linee guida, infatti, rappresentano una griglia di riferimento utile alle imprese multinazionali nell’acquisizione di una cultura manageriale ed imprenditoriale tesa ad assicurare che le operazioni delle aziende siano in armonia con le politiche dei governi locali. Su questa base, le Linee Guida mirano a rafforzare la fiducia reciproca fra le imprese e le società civili in cui esercitano le loro attività, per contribuire a migliorare il clima degli investimenti esteri e ad aumentare il contributo delle imprese multinazionali allo sviluppo sostenibile.
Antonio Candotti di KPMG, società di servizi professionali per le aziende, ha focalizzato l’attenzione sulla possibilità concreta che le imprese hanno a disposizione, attraverso l’adozione di “buone pratiche” socialmente responsabili, di incrementare il vantaggio competitivo, creare valore nei processi di internazionalizzazione e contribuire così allo sviluppo economico sostenibile del Paese in cui operano.
Le conclusioni sono state affidate a Patrizia Baratto di Logos, società che opera nel campo delle risorse umane e della formazione, che si è soffermata, in entrambi i seminari, sull’importanza della conoscenza del contesto operativo e degli attori locali e sull’adozione di pratiche commerciali responsabili a tutto vantaggio della crescita - “diffusa” e sostenibile al contempo – dell’azienda e del sistema Paese.
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Intervista a Lorena Piazza, Presidente del Mandamento Bassano del Grappa. PMI bassanesi tra sfide e segnali di resilienza
Focus >> Economia Bassano del Grappa.
Per le imprese bassanesi l’anno è iniziato con molte sfide, ma anche con segnali di resilienza da parte delle PMI del territorio. A fare il punto della situazione è Lorena Piazza, presidente del Mandamento Bassano del Grappa di Apindustria Confimi Vicenza: «I settori chiave del territorio, come la meccanica, l’agroalimentare, il mobile e la moda, stanno affrontando un contesto complesso, caratterizzato dall’aumento dei costi energetici, dalle difficoltà di approvvigionamento delle materie prime e dalla carenza di manodopera qualificata. Tuttavia, le imprese stanno reagendo con investimenti mirati in digitalizzazione, sostenibilità e internazionalizzazione, dimostrando ancora una volta la loro capacità di adattamento. L’innovazione continua a essere un elemento distintivo del tessuto produttivo locale, permettendo alle aziende di rimanere competitive anche in un mercato in contintua evoluzione».

Con riferimento alle produzioni più presenti nel Bassanese, quali fattori dell’attuale contesto pesano maggiormente?
«Le imprese del Bassanese risentono di molteplici fattori esterni. La crisi economica in Germania, che rappresenta uno dei principali mercati di sbocco per le esportazioni locali, ha avuto un impatto rilevante, rallentando alcuni comparti, tra cui la produzione per il settore automotive. Inoltre, l’introduzione di dazi sulle esportazioni verso gli Stati Uniti e l’incertezza legata alle tensioni geopolitiche contribuiscono a rendere più complesso il contesto economico. Per rispondere a queste sfide le aziende stanno diversificando i mercati di sbocco e puntando su prodotti ad alto valore aggiunto. La transizione ecologica e la digitalizzazione stanno emergendo come leve strategiche per garantire una crescita solida e sostenibile».
Nel frattempo sono entrati in vigore gli sconti per le tratte brevi sulla Pedemontana: cosa pensa dell’iniziativa e qual è oggi il giudizio su questa infrastruttura?
«Gli sconti per le tratte brevi rappresentano un segnale positivo verso una maggiore accessibilità dell’infrastruttura. La Pedemontana Veneta è una risorsa fondamentale per il tessuto economico del Bassanese, in grado di migliorare la logistica e favorire la competitività delle imprese. Tuttavia, restano alcune criticità legate ai costi e alla necessità di completare le tratte ancora in fase di realizzazione. Il nostro giudizio complessivo dipenderà dalla capacità di affrontare questi aspetti e di garantire un’infrastruttura efficiente e sostenibile».
Ultimamente si sono registrati diversi contrasti su nuovi progetti di insediamenti industriali e commerciali: come conciliare sviluppo e salvaguardia del territorio?
«Lo sviluppo economico e la tutela del territorio non devono essere visti come elementi in contrasto, ma come due facce della stessa medaglia. Un approccio equilibrato si basa su una pianificazione condivisa, che coinvolga amministrazioni, imprese e cittadini per individuare soluzioni che rispettino le esigenze produttive senza compromettere il paesaggio e l’ecosistema locale. La rigenerazione urbana rappresenta un’opportunità importante: prima di occupare nuovo suolo, si possono incentivare la riqualificazione di aree dismesse e la riconversione di spazi industriali inutilizzati. Investire in sostenibilità, attraverso tecnologie a basso impatto ambientale, efficientamento energetico e gestione responsabile delle risorse, permette di rendere compatibile lo sviluppo con la tutela del territorio. Inoltre, laddove si prevedano nuovi insediamenti, potrebbero essere realizzati interventi di mitigazione,come la creazione di aree verdi e il miglioramento della mobilità sostenibile. Un processo decisionale trasparente e partecipato può favorire soluzioni condivise e ridurre le tensioni. Seguendo queste linee guida, il Bassanese può continuare a crescere in modo armonioso, valorizzando la sua vocazione produttiva senza sacrificare la qualità della vita».
Quali sono i fronti di impegno prioritario come Mandamento?
«Il nostro impegno si concentra su diversi fronti strategici. Partecipiamo attivamente ai tavoli di lavoro territoriali, come l’IPA Pedemontana del Brenta, le commissioni su Pari Opportunità e collaboriamo con i Comuni per affrontare le principali problematiche economiche e sociali. Stiamo lavorando per supportare le imprese nell’affrontare le sfide legate all’aumento dei costi energetici, all’inflazione e alla carenza di manodopera qualificata. Inoltre, promuoviamo iniziative per la digitalizzazione e la transizione ecologica, elementi chiave per il futuro della nostra economia».
Quali iniziative avete in programma come Mandamento nel 2025?
«Uno degli eventi principali sarà il convegno sulla Continuità d’Impresa e il Passaggio Generazionale, previsto per maggio. Si tratta di un tema cruciale per le PMI del territorio, che spesso affrontano la sfida del ricambio generazionale senza strumenti adeguati. L’obiettivo dell’incontro sarà fornire alle imprese spunti concreti e buone pratiche per garantire la continuità aziendale e valorizzare le nuove generazioni di imprenditori. Guardando al futuro, le direttrici di crescita per il Bassanese si basano su innovazione, energia e giovani, tre elementi fondamentali per garantire uno sviluppo sostenibile e competitivo.
Vicenza, 28 marzo 2025
Comunicati Stampa, Mandamento Bassano del Grappa
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Intervista a Luca Carollo, Presidente Mandamento Alto Vicentino. Per un futuro solido dobbiamo fare squadra
Focus >> Economia Schio.
A fare il punto sullo stato di salute delle PMI dell’Alto Vicentino è Luca Carollo, che a giugno 2024, dopo quattro anni da Vicepresidente di Confimi Giovani Vicenza, ha assunto la presidenza dei Senior per il Mandamento territoriale.
«È stato un onore ricevere questo incarico, che ho accettato con entusiasmo - spiega Carollo -. Dopo aver lavorato fianco a fianco con Matteo Manzardo, oggi vicepresidente nazionale dei Giovani Imprenditori, e aver collaborato alla realizzazione del Vi Young, un evento dedicato ai giovani e al mondo del lavoro in collaborazione con il Comune di Vicenza, ho deciso di impegnarmi in questo nuovo ruolo, succedendo a Stefano Brunello che ringrazio per il sostegno ricevuto».
Quali sono state le sue prime azioni da Presidente?
«Il primo passo è stato costituire un consiglio composto da 12 membri, con tre vicepresidenti, per garantire una visione ampia e di lungo periodo per il mandamento, che conta oltre 220 aziende associate e genera più di 2 miliardi di euro di fatturato. Subito abbiamo avviato progetti concreti per il territorio, lavorando con le altre Associazioni di Categoria per supportare i giovani nel loro ingresso nel mondo del lavoro».
Quali le iniziative già realizzate?
«Innanzitutto “Alto Vicentino Skills Awards”, un evento con il quale abbiamo voluto valorizzare il talento degli studenti locali, premiando le eccellenze nei settori della matematica, della meccatronica e delle competizioni scolastiche nazionali. C’è stata poi “F1 in Schools Italy”, evento sostenuto dalle imprese del territorio e dal Comune di Schio che è stata una vera e propria sfida che ha coinvolto studenti dai 14 ai 19 anni nella progettazione e costruzione di una vettura F1 in miniatura, combinando competenze STEM e imprenditoriali.
Attualmente stiamo invece sviluppando “Innovation Farm”, un progetto in collaborazione con la Fondazione ITS Academy Meccatronico Veneto, le agenzie per il lavoro territoriali e le Amministrazioni Comunali per offrire percorsi di formazione intensiva, della durata massima di 6 mesi, destinati a qualificare e riqualificare profili tecnici richiesti dalle nostre aziende. L’idea è
trasformare Schio in una “Schio Valley” e valutare la possibilità di un Erasmus locale per giovani professionisti».
Oltre alla formazione, quali temi state affrontando?
«Uno dei problemi principali è sicuramente la disponibilità di alloggi per i lavoratori che vorrebbero trasferirsi per lavorare nelle nostre aziende. Per questo, abbiamo proposto un protocollo d’intesa tra Comuni, imprese e proprietari di immobili, attraverso il quale ci proponiamo innanzitutto di creare un albo informativo per mappare gli alloggi disponibili e far incontrare domanda e offerta abitativa e lavorativa, in secondo luogo di valorizzare il patrimonio immobiliare incentivando la ristrutturazione di abitazioni sfitte con agevolazioni per i proprietari e quindi di favorire l’attrazione di nuove famiglie e lavoratori tramite politiche abitative agevolate. È un progetto ambizioso, ma necessario per garantire la competitività del nostro territorio».
A proposito, quale quadro emerge dalla nuova indagine congiunturale che avete condotto tra le imprese associate?
«La rilevazione condotta ha mostrato una situazione in chiaro scuro, perché se da una parte alcune aziende hanno registrato un buon inizio d’anno, rimangono le criticità strutturali».
Quali sono le principali difficoltà?
«Rimane centrale il tema della mancanza di manodopera: le aziende non riescono a trovare personale qualificato e questo potenzialmente può mettere a repentaglio anche la continuità d’impresa. E poi ci sono i costi di produzione elevati: per l’energia e per le materie prime. Senza dimenticare la burocrazia. Questi sono tutti ostacoli alla crescita in un momento in cui già di per sé la domanda di mercato appare incerta, per non dire stagnante: l’export è in calo e alcuni settori in particolare come l’automotive e l’impiantistica stanno rallentando».
Quali dunque gli obiettivi per il futuro di Confimi Industria Altovicentino?
«Puntiamo innanzitutto a rafforzare la rete di relazioni tra i soci. Stiamo pianificando visite aziendali per presentare il consiglio, organizzare corsi di formazione nella sede di Schio e valorizzare ulteriormente il tessuto imprenditoriale. Questo perché le sfide che le nostre aziende affrontano ogni giorno - dazi, burocrazia e carenza di personale - richiedono un approccio coeso e strategico. Solo facendo squadra possiamo costruire un futuro solido per l’industria dell’Alto Vicentino».
Vicenza, 26 marzo 2025
Comunicati Stampa, Mandamento Alto Vicentino
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Intervista a Luca Poncato, Presidente del Mandamento Vicenza - Area Berica. Dobbiamo creare sinergie virtuose per il territorio
Focus >> Economia Basso Vicentino.
Si dice che un minimo battito d'ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall'altra parte del mondo, figurarsi dunque cosa possono produrre insieme due conflitti, la recessione del principale partner commerciale italiano, la crisi di un settore strategico come l’automotive e il rischio di una nuova guerra dei daz
i. Inevitabile che le ripercussioni si sentano anche nell’Area Berica: «La situazione internazionale e congiunturale è al centro dell’attenzione degli imprenditori in questo momento - sottolinea Luca Poncato, presidente del Mancamento Vicenza e Area Berica di Apindustria Confimi Vicenza - e ci sono diversi temi che preoccupano le aziende. Ultimo, ma solo in ordine temporale, la questione dazi sulle esportazioni verso gli USA: siamo sulle montagne russe, assistendo ad annunci e smentite continui. In questo scenario le aziende sono disorientate e temono di perdere il mercato statunitense, con molti che si stanno già muovendo per cercare mercati alternativi. Un altro fattore di preoccupazione riguarda il presente e il futuro dell’automotive: c’è anche nel nostro territorio una filiera di aziende che attendono l’evolversi della situazione per quanto riguarda le politiche europee sul settore. E poi naturalmente c’è la nuova impennata del costo dell’energia: le aziende - energivore e non - sono costrette a farsi carico di questi rincari a scapito dei loro margini, che si assottigliano sempre di più, oppure a ritoccare i listini, con il rischio però di perdere competitività».
Nessuna luce in fondo al tunnel?
«Un po' di serenità potrebbe arrivare dalla conclusione del conflitto tra Russia e Ucraina. Alcune aziende associate ci riferiscono che gli operatori ucraini si stanno muovendo contattando le nostre imprese per tornare a fare business. Questo è un segnale positivo perché significa che si sta iniziando a pensare ad un ritorno alla normalità, per quanto sicuramente difficoltoso».
Tornando invece alla realtà locale, quali sono i fronti di intervento?
«Innanzitutto, va evidenziato il ruolo del Patto delle Categorie Economiche dell’Area Berica, del quale siamo parte attiva: stiamo continuando a rafforzare le nostre sinergie con l’obiettivo di costruire insieme progetti di valore per il territorio. Con questo spirito negli ultimi mesi si sono susseguiti una serie di incontri, durante i quali sono emersi diversi spunti; un progetto sul quale stiamo lavorando in questi mesi è la valorizzazione “turistica” dell’Area Berica anche grazie a noi imprese manifatturiere».
Da cosa nasce questa idea?
«Spesso come aziende riceviamo visite di clienti esteri: l’idea è fare in modo di poterli indirizzare verso strutture di alloggio, ma anche pubblici esercizi ed eventualmente altre attività presenti nel territorio, all’interno di un programma strutturato di collaborazione, segnalando ad esempio anche sul sito delle aziende l’appartenenza al territorio dell’Area Berica, attraverso il futuro marchio d’area».
Altre iniziative condivise?
«Un’altra progettualità riguarda il SUAP, lo Sportello Unico Attività Produttive: come Categorie economiche dell’Area Berica stiamo cercando di coinvolgere i vari attori istituzionali per identificare un soggetto che ne coordini le attività, affinché possa dare risposte tempestive alle aziende».
Quali sono invece le prossime iniziative in programma come Mandamento?
«Grazie all’ottimo lavoro del Gruppo Scuola della nostra Associazione, a breve ci sarà una nuova edizione di “Aziende Aperte”, dove circa 500 ragazzi degli Istituti Comprensivi, accompagnati dai loro docenti, faranno visita ad alcune aziende del territorio, alcune proprio del nostro Mandamento. Questo vuole essere un momento di incontro tra scuola e mondo del lavoro, realtà che dovrebbero essere strettamente collegate per favorire una formazione pratica e orientata alle esigenze del mercato, facilitando così un domani l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. Per riuscirci occorre ridurre in ogni modo la distanza che ci separa; il nostro impegno va appunto in questa direzione».
Vicenza, 23 marzo 2025
Comunicati Stampa, Mandamento Vicenza ed Area Berica
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Intervista a Paolo De Marzi, Presidente del Mandamento Ovest Vicentino. Contro la crisi occorre superare gli ostacoli interni
Focus >> Economia Agno Chiampo
Contro la crisi occorre superare gli ostacoli interni
Per le PMI dell’Ovest Vicentino il 2025 è iniziato come era finito il 2024, dunque con alcune aziende che continuano a soffrire un rallentamento dell’attività mentre altre registrano una timida ripresa, salvo magari invertire i ruoli nel giro di poco tempo: «Si lavora a singhiozzo perché manca la continuità - spiega Paolo De Marzi, presidente del Mandamento Ovest Vicentino di Apindustria Confimi Vicenza -. Può esserci una settimana a pieno regime e quella successiva una situazione di stasi e questo è un fenomeno abbastanza generalizzato».
Del resto, il quadro internazionale non induce a investimenti e progetti a lungo termine.
«Sì, ma più che la minaccia dei dazi di Trump o l’instabilità internazionale, a preoccuparci sono soprattutto i costi energetici, che sono tornati fuori controllo e incidono in modo drammatico sulla nostra competitività, soprattutto per quanto riguarda le spese relative al gas. Abbiamo casi di aziende nelle quali i costi dell’energia sono schizzati da 20 mila euro al mese fino a 70 mila euro. Questo è conseguenza diretta di un grave problema europeo nella gestione dell’energia. Tanto più che sui costi incide, non dimentichiamolo, l’elevato cuneo fiscale e contributivo sulle retribuzioni dei lavoratori, che si traduce per le aziende in un costo del lavoro superiore rispetto ai nostri competitor. E poi c’è tutta la questione della burocrazia, anche a livello locale: ormai chi investe deve affidarsi a decine di consulenti con iter che durano mesi, per l’autorizzazione ad
un progetto può volerci anche un anno. Tutto è lento e complicato, ma la velocità per le PMI è fondamentale, tanto più nel mercato di oggi. Quindi prima di guardare lontano è meglio concentrarsi sugli ostacoli interni, che sono i primi e i più gravi che oggi penalizzano le nostre imprese».
Le comunità energetiche possono essere una soluzione al primo problema?
«Purtroppo no, perché proprio la burocrazia e i rischi di avere qualche forma di responsabilità in caso di inconveniente disincentiva gli imprenditori a cedere la superficie inutilizzata dei propri capannoni. È molto difficile che un’azienda accetti di avere un impianto sopra la propria sede se non per uso interno, per questo motivo stentano a decollare e ad oggi hanno funzionato più che altro in alcuni contesti limitati e particolari, dove magari possono contare su incentivi più generosi. E questo non è l’unico esempio di opportunità che si perdono per la burocrazia. Un altro riguarda l’accesso ai fondi per l’industria 5.0: poche imprese hanno finora aderito perché significa sottoporsi ad un iter costoso ed estenuante».
Rispetto al passato, se non altro l’Ovest Vicentino oggi può contare sulla Pedemontana: qual è il bilancio dell’opera?
«Al di là dei benefici per la mobilità privata, sicuramente per il trasporto delle merci ha contribuito a ridurre i tempi e quindi a calmierare i costi, ma probabilmente i benefici si vedranno con una maggiore evidenza quando ci sarà la ripresa economica e quindi anche una maggior circolazione di camion».
Con riferimento all’Ovest Vicentino si parla molto anche del rapporto tra industria e sostenibilità.
«Su questo tema è doveroso superare gli stereotipi e riconoscere il grandissimo lavoro che è stato fatto negli ultimi anni. Certo si può fare sempre meglio, ma oggi il livello di attenzione è molto elevato, anche perché è il mercato a chiederlo: tutte le aziende, in primis quelle del settore conciario, sono sottoposte a controlli continui e in possesso di certificazioni ambientali che sono essenziali per poter essere sul mercato».
Quali i prossimi appuntamenti per il Mandamento?
«Stiamo già lavorando ad un evento sull’intelligenza artificiale in programma per settembre: l’obiettivo è proporre agli imprenditori un approfondimento sulle modalità e i benefici dell’applicazione dell’AI nei diversi ambiti della gestione delle aziende, dal controllo dei progetti all’analisi dei costi energetici piuttosto che l’amministrazione, il tutto anche attraverso le testimonianze ed esperienze concrete di aziende che hanno compiuto questo passo. Nel frattempo organizzeremo anche una serie di serate informative a tema, dove l’Associazione affronterà alcuni temi di interesse per le nostre imprese come ad esempio la sostenibilità, la continuità d’impresa e l’internazionalizzazione, presentando anche i progetti dedicati che ha sviluppato».
Vicenza, 20 marzo 2025
Comunicati Stampa, Mandamento Ovest Vicentino
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