Skip to main content

News ed Eventi

LdB 2026, Confimi Industria: alla manifattura serve una visione stabile e di lungo periodo

Roma, 3 novembre 2025 - “Priorità al caro energia e a una politica industriale stabile per restituire competitività alle Pmi. La manovra contiene alcuni segnali positivi, ma ancora timidi che non riescono a incidere pienamente nel mondo delle piccole e medie imprese”. Lo ha dichiarato Fabio Ramaioli, Direttore Generale di Confimi Industria, intervenuto oggi in audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato nell’ambito dell’esame della Legge di Bilancio 2026.

La Confederazione ha evidenziato come ancora una volta la manovra sia stata condizionata dal rispetto del Patto di Stabilità. Pur comprendendo la ricerca della stabilità dei parametri, questa si scontra con la crescita e con la possibilità di liberare energie di cui le imprese manifatturiere avrebbero bisogno in questo momento delicato, aggravato da un contesto geopolitico complesso.

Confimi ha ricordato che il settore manifatturiero italiano sta attraversando una fase di forte contrazione: dal 1995 ad oggi le imprese sono passate da 744 mila a 497 mila, con una riduzione del peso sul totale nazionale dal 13,8% all’8,5%. A perdere di più sono i comparti tradizionali – legno-arredo, tessile, carta ed elettronica – mentre resistono, ma con difficoltà, i settori più capitalizzati come la meccanica.

Tra le priorità assolute, è richiesto un intervento strutturale sul caro energia, con misure di revisione delle accise e delle rendite delle società regolamentate, disaccoppiamento dei prezzi di gas ed elettricità, politiche di approvvigionamento a lungo termine e integrazione del mercato interno, per riportare i costi italiani in linea con la media europea e restituire competitività al sistema produttivo.

Sul fronte lavoro e produttività, pur accogliendo con favore le intenzioni, è evidenziata la frammentazione delle misure e la necessità di connetterle alle dinamiche reali del sistema produttivo. 

Nello specifico di alcuni capitoli, apprezzamento per la riduzione dell’imposta sui premi di risultato, con la richiesta di stabilizzazione e un’applicazione più flessibile.

Auspicato il rafforzamento anche della misura sull’imposizione ridotta per il lavoro straordinario. Positivo l’innalzamento della soglia di esenzione per i buoni pasto elettronici; è stato inoltre richiesto un aggiornamento dei valori di trasferta, ormai non più coerenti con i costi sostenuti dai lavoratori.

Riguardo agli investimenti tecnologici e green, Confimi Industria ha già recentemente suggerito l’ipotesi di consentire all’impresa di scegliere fra credito d’imposta o super/iper ammortamento, ma ha accolto favorevolmente il ritorno all’iper-ammortamento –  misura più lusinghiera  e semplice – auspicando un orizzonte triennale e la proroga 5.0 per consentire il completamento dei progetti avviati.

Un giudizio favorevole anche per gli incentivi alle energie rinnovabili (FER) e per il rifinanziamento della Nuova Sabatini, pur ritenendo insufficiente la dotazione finanziaria prevista.

Sul piano fiscale, Confimi Industria ha espresso contrarietà alla modifica delle compensazioni F24 e alla nuova disciplina sui dividendi, che rischia di penalizzare le reti di Pmi e le partecipazioni industriali di lungo periodo.

Una richiesta urgente al Governo e al Parlamento di intervento correttivo, invece, sulla  vicenda  dei ristori Covid e la tassazione del riporto perdite da parte dell'Agenzia delle entrate: per la Confederazione è necessario un immediato passo indietro.

In tema di edilizia e sicurezza, accolta positivamente la proroga biennale delle detrazioni per ristrutturazioni ed efficientamento energetico, con la richiesta però della reintroduzione strutturale del bonus barriere architettoniche e l’introduzione di un credito d’imposta per i sistemi anticaduta permanenti.

Sul versante sanitario, in tema Payback dispositivi medici, Confimi ha ribadito la necessità dell’adozione di misure di mitigazione degli effetti già prodotti, in particolare sul tessuto produttivo più piccolo e fragile, e quindi la richiesta di abolire il meccanismo insostenibile per il comparto,  richiedendo un riallineamento del tetto di spesa al reale fabbisogno del Servizio sanitario nazionale.  

Infine, la Confederazione ha accolto con favore l’impostazione di filiera nel turismo, sollecitando però continuità pluriennale delle risorse e una gestione più efficiente dell’imposta di soggiorno  che, pur valorizzando il nuovo vincolo di destinazione, non penalizzi le imprese ricettive con ulteriori oneri, come le commissioni sui pagamenti digitali.

“Il Paese ha bisogno di una politica economica che connetta in modo coerente lavoro, fisco, energia e investimenti – ha concluso Ramaioli –Solo una visione industriale integrata e di lungo periodo potrà restituire alle PMI il ruolo di motore della crescita italiana.”

  • Creato il .

Le associazioni del comparto dei dispositivi medici, necessaria convocazione urgente del tavolo tecnico sul payback

loghi_sanità.png

LE ASSOCIAZIONI DEL COMPARTO DEI DISPOSITIVI MEDICI AI MINISTRI SCHILLACI, GIORGETTI, URSO E AL PRESIDENTE FEDRIGA: 
NECESSARIA CONVOCAZIONE URGENTE DEL TAVOLO TECNICO SUL PAYBACK


Roma, 21 ottobre 2024

Le principali associazioni rappresentative del comparto dei dispositivi medici hanno inviato una nuova comunicazione ufficiale ai Ministri della Salute, delle Imprese e del Made in Italy, dell'Economia e Finanze, e alla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, sollecitando la convocazione urgente di un tavolo tecnico sul tema del payback dei dispositivi medici.

Il settore, già in grave difficoltà, rischia di subire conseguenze drammatiche in assenza di soluzioni rapide e condivise. L’approssimarsi della definizione della legge di bilancio rende imprescindibile un intervento tempestivo per evitare il collasso del comparto industriale del medtech italiano, che potrebbe portare alla chiusura di oltre il 70% delle aziende in attività, con la perdita di più di 100.000 posti di lavoro e una drastica riduzione dell’offerta di tecnologie sanitarie essenziali per il Servizio Sanitario Nazionale.

"È necessario un intervento immediato," dichiarano le Associazioni firmatarie. "La convocazione del tavolo tecnico non può essere rimandata oltre la prima decade di novembre. Senza azioni concrete, le PMI italiane non saranno in grado di sopravvivere e le grandi multinazionali lasceranno il mercato, con gravi ripercussioni sul sistema sanitario e sull’occupazione nel Paese."

Le Associazioni ribadiscono la loro piena disponibilità a collaborare con il Governo per individuare soluzioni che garantiscano la sostenibilità del settore e tutelino la qualità delle cure per i cittadini italiani.
“Siamo in attesa di un riscontro urgente e di un intervento tempestivo delle istituzioni” chiosano i firmatari: Aforp - Presidente Grazia Guida; Confapi salute università ricerca - Presidente Michele Colaci; Confimi Industria Sanità – Presidente Massimo Pulin; Confindustria Dispositivi Medici - Presidente Nicola Barni; Coordinamento Filiera - Cristiana Cori e Giorgio Sandrolini Cortesi; FIFO Confcommercio - Presidente Sveva Belviso;  PMI Sanità - Presidente Gennaro Broya de Lucia. 


UFFICIO STAMPA
CONFIMI INDUSTRIA

Comunicati Stampa

  • Creato il .

Le categorie economiche scrivono ai sindaci.

Porta la sigla delle diverse categorie economiche la lettera inviata ai sindaci dei territori di Montecchio Maggiore, Arzignano e Brendola, interessati dall’imminente apertura della strada Pedemontana Veneta e successiva apertura del nuovo casello autostradale nella zona.

Continua a leggere

  • Creato il .

LE CATEGORIE IMPRENDITORIALI DI BASSANO INCONTRANO L'ASS. REG.LE DONAZZAN

Lunedì 23 febbraio, ore 18.30, a Bassano

Confronto serrato sui temi dell'attuale congiuntura economica

Gli stati generali delle Associazioni degli imprenditori del bassanese sono convocati per lunedì 23 febbraio, alle ore 18.30, presso la Sala Chilesotti del Civico di Bassano per incontrare Elena Donazzan, Assessore Regionale competente in materia di Politiche del Lavoro, Istruzione e Formazione.

I locali Consigli Direttivi di Confindustria Vicenza, Apindustria Vicenza, Associazione Artigiani, Unione del Commercio del Turismo e dei Servizi, Confederazione Nazionale dell'Artigianato, Coldiretti e Confesercenti al completo presenteranno unitariamente all'Assessore Regionale la situazione lavorativa ed occupazionale del territorio bassanese, interessato in modo trasversale dall'acuirsi della grave congiuntura economica attuale.

Aprirà i lavori il Sindaco di Bassano Gianpaolo Bizzotto, per passare la parola poi all'Assessore Donazzan che illustrerà le misure intraprese dalla Regione a favore delle aziende, per poter fronteggiare la difficile situazione che preoccupa datori di lavoro e lavoratori.

L'occasione sarà propizia per le categorie bassanesi per illustrare all'esponente regionale le istanze provenienti dal territorio.

  

------------------

 

Ufficio Stampa Apindustria Vicenza

 

APINDUSTRIA VICENZA - Relazioni esterne e comunicazione

Tel: 0444-232230 - Fax: 0444-960835

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

  • Creato il .

LE FORME DI PROTESTA IRRESPONSABILI NON FANNO BENE AL PAESE

 

Comunicato stampa, 12 dicembre 2007





LE FORME DI PROTESTA IRRESPONSABILI NON FANNO BENE AL PAESE

Il Presidente di Apindustria Vicenza Sergio Dalla Verde esprime preoccupazione e contrarietà nei confronti della grave situazione di questi giorni causata dalle proteste degli autotrasportatori


«Riteniamo grave ed inaccettabile, oltre che illegittima, la forma di protesta massiccia e ‘selvaggia' attuata in questi giorni dagli autotrasportatori - afferma Sergio Dalla Verde, Presidente di Apindustria Vicenza - : è una forma di lotta che non ha nulla a che vedere con il diritto di sciopero garantito dalla Costituzione e che prende forma, tra l'altro, in uno dei periodi più delicati dell'anno, in cui spesso si concretizza la vendita di molti mesi di attività e in cui la concomitanza delle Festività aggrava i problemi legati alle consegne allo stoccaggio della merce". Difendere i propri interessi e rivendicare i propri diritti non è compatibile con i blocchi stradali, anche perché la protesta viene esercitata non nei confronti della controparte (il Governo), ma contro i cittadini, privati ed imprese. E la questione è resa ancor più grave, purtroppo, da frequenti episodi di malmenamenti e di danneggiamenti provocati dai manifestanti».


«Giuste o sbagliate che siano, le richieste degli autotrasportatori vengono così offuscate da questa modalità irresponsabile di manifestare il proprio disappunto, che non si addice ad un Paese appartenente alla Unione Europea: non fanno bene all'intero sistema e affossano l'economia in un momento già particolarmente difficile come quello che l'Italia sta attraversando e in cui è invece necessaria la responsabilità delle azioni e dei comportamenti di tutti i cittadini».


«Oltre ai consumatori, anche il sistema delle imprese sta subendo un danno ingentissimo: se le norme sulla class action fossero già operative, non esiteremmo ad utilizzarle a tutela delle nostre aziende associate, inustamente danneggiate, ma purtroppo il cammino per introdurre finalmente anche nel nostro Paese questo strumento di civiltà, è ancora irto di ostacoli. Se non altro, quello che sta accadendo in questi giorni dimostra che la class action è anche a favore delle piccole e medie imprese».


«Auspichiamo, quindi, che il Governo, senza cedere ancora una volta ai ricatti, trovi soluzioni alla grave situazione che si è venuta a creare e ci appelliamo alla coscienza di tutti per ritornare a toni più pacati che consentano il dialogo e il confronto!».

------------------

Ufficio Stampa

Raffaella M. Sgueglia

APINDUSTRIA VICENZA - Relazioni esterne e comunicazione

Tel: 0444-232230 - Fax: 0444-960835 - e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  • Creato il .

Le misure di riduzione fiscale e Job's Act fanno sperare le imprese

«BENE RENZI, ORA ASPETTIAMO I FATTI»
Il presidente di Apindustria Vicenza, Flavio Lorenzin, plaude le misure di sostegno a lavoratori e imprese: «È un inversione di tendenza». Ma avverte il premier: «Ascolti anche le categorie»
Un buon inizio, ma guai ad abbassare la guardia: Apindustria Vicenza accoglie con soddisfazione il pacchetto di riforme fiscali presentato mercoledì dal premier Matteo Renzi. L'augurio delle Pmi vicentine è che quanto annunciato, poco importa se in forma di televendita o altro, abbia riscontri immediati e rappresenti il primo passo per rimettere in moto l'economia.

Il presidente Flavio Lorenzin apprezza in primo luogo la dichiarata intenzione di evitare una consolidata e deprecabile prassi di legiferare solo per via generale, rimandando ogni buon proposito a decreti attuativi di tardiva e incerta emanazione.

Bene anche la scelta di aumentare la detrazione Irpef in busta paga ai lavoratori dipendenti sotto i 25 mila euro di reddito lordi, per un ammontare su base annua di circa 1000 euro netti annui a persona: «In questo modo si inizia a rilanciare la domanda interna con un ritorno anche per l’Erario, sotto forma di maggior gettito Iva – sostiene Lorenzin – ma soprattutto viene dato un importante segnale di attenzione alle persone e alle famiglie, quindi alla coesione sociale, che in questi anni ha rappresentato il vero paracadute del nostro sistema economico».

Ci sono poi gli interventi a diretto favore delle imprese, da tanti mesi invocati anche dalle Pmi vicentine e rimaste a lungo inascoltate. Queste manovre si riducono, oltre all’attuazione del credito d’imposta per l’assunzione di ricercatori, alla diminuzione del 10% dell’Irap: «Non si sa bene con quale meccanismo questo avverrà – continua il presidente di Api Vicenza – ma quel che più conta è l’inversione di tendenza. Non illudiamoci, la riduzione non sarà di portata epocale, o comunque tale da abbattere il gap nei confronti dei Paesi che godono di un costo del lavoro più competitivo, però si comincia a realizzare un reale e diretto spostamento della tassazione, dal lavoro alle rendite finanziarie».

In materia di lavoro, con l'atteso Job's Act si è finalmente posto fine a una delle più grandi ipocrisie del diritto del lavoro italiano: quella che considerava i rapporti a termine come “eccezioni”, da ricondurre necessariamente a una motivazione specifica, rispetto alla presunta “normalità” del rapporto a tempo indeterminato. Il contratto a termine acquista, di fatto, la stessa dignità del contratto a tempo indeterminato, anche grazie alla parallela riduzione dei vincoli alle proroghe e riassunzioni, e questo rappresenta probabilmente il più banale, ma al tempo stesso efficace, volàno per rilanciare la flessibilità in entrata nel mercato del lavoro.

Il secondo gruppo di provvedimenti è quello potenzialmente più “rivoluzionario”: si parla infatti di temi come la riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, la semplificazione delle procedure e degli adempimenti in materia di lavoro, il riordino delle forme contrattuali e il miglioramento della conciliazione tra tempi di lavoro e tempi di vita. In pratica, i capisaldi della legislazione del lavoro di qualunque paese moderno. Tra questi, anche a causa della persistente situazione di crisi, assume una particolare importanza l’implementazione di un nuovo sistema di ammortizzatori sociali. «Va detto fin da subito – riprende Flavio Lorenzin – che la riforma annunciata, raccoglie finalmente un paio di suggerimenti, da noi più volte avanzati: il primo è quello di implementare un meccanismo bonus-malus, in base al quale, senza prescindere da una base “mutualistica”, il costo degli ammortizzatori incide maggiormente sulle imprese che ne fanno maggiore e più sistematico uso, con una parallela diminuzione del costo per le imprese che, invece, non ne fanno uso. Il secondo è quello di superare, una volta per tutte, il meccanismo delle casse in deroga, che ha avuto un’indubbia funzione emergenziale, ma che rappresenta una evidente sperequazione tra chi usufruisce degli ammortizzatori perché li paga e chi invece ne usufruisce, senza sborsare il becco di un quattrino».

Infine, resta necessariamente in sospeso un giudizio sul prospettato riordino delle forme contrattuali, in attesa di capire quali saranno concretamente gli strumenti messi a disposizione di imprese e lavoratori. «Di certo è apprezzabile l’intenzione di redigere un testo organico di disciplina delle tipologie contrattuali dei rapporti di lavoro – spiega il massimo rappresentante delle Pmi vicentine – ma riteniamo fondamentale che tale attività sia realizzata con l’intesa, non la semplice “consultazione”, delle parti sociali. Ci preoccupa, a questo riguardo, che tale mera consultazione sia stata prevista solo in relazione all’introduzione di un compenso orario minimo, applicabile a tutti i rapporti di lavoro subordinato. È pur vero che mettere tutti le parti sociali attorno a un tavolo e trovare una soluzione ragionevolmente condivisa, può sembrare un inutile tributo alle vecchie forme di “concertazione”. Ma è altrettanto vero che le parti sociali sono, in definitiva, i rappresentanti di coloro che dovranno poi applicare sulla loro pelle i nuovi provvedimenti. Il loro contributo, pertanto, è a nostro avviso indispensabile per individuare fin da subito sia i principali ambiti di intervento, sia le potenziali criticità». Lorenzin chiede allora al premier di accelerare sui provvedimenti, ma senza snobbare i suggerimenti e le critiche costruttive delle associazioni di categoria, che per troppi anni hanno visto la politica “farsene una ragione”. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Vicenza, 13 marzo 2014
  • Creato il .

LE NOVITA' NEI RAPPORTI COMMERCIALI CON FRANCIA E GERMANIA

Comunicato Stampa 14 aprile 2009

Venerdì 17 aprile presso Apindustria Vicenza
Aggiornamenti normativi e implicazioni operative

Promosso da APINDUSTRIA VICENZA e da CONEXPORT PMI, consorzio regionale per la promozione delle esportazioni, in collaborazione con ISSEI, Istituto Sviluppo Sicurezza Esportazioni Italiane, il seminario tecnico si terrà venerdì 17 aprile p.v., con inizio alle ore 9.00, presso la sede dell'Associazione in Galleria Crispi 45, Vicenza.

 

Nell'incontro saranno illustrate ed esaminate le novità introdotte, rispettivamente, dal legislatore francese sull'"obbligatorietà della forma scritta nel rapporto tra fornitore e distributore" e sui "termini di pagamento nelle transazioni commerciali" e dal legislatore tedesco sul "recupero e smaltimento degli imballaggi primari o di vendita".

 

Relatori dell'incontro saranno l'avv. Paul Bonsirven (Studio Bonsirven di Lione) e l'avv. Tillbert Otto Schilllik (Studio Schillik di Monaco di Baviera) che illustreranno le riforme in vigore nei due paesi europei ed i riflessi, anche rilevanti, che queste possono avere per i fornitori ed i clienti italiani.

L'incontro, dal taglio operativo, non avrà solo l'obiettivo di fornire chiarimenti ed aggiornamenti sul testo normativo ma anche, e soprattutto, quello di suggerire alcune pratiche commerciali per conformarsi ai nuovi scenari d'oltralpe.

 

«Si tratta di modifiche importanti, che hanno forza imperativa, e che quindi devono essere rispettate per non incorrere in sanzioni. Al contempo - spiega l'avv. Bonsirven - possono costituire un'opportunità vantaggiosa per gli operatori italiani ai quali si presenta l'occasione per impostare i nuovi rapporti in maniera subito chiara o per rivedere, a proprio favore, alcuni aspetti specifici nei rapporti consolidati».

 

Con riferimento alla Germania, l'avv. Schillik sottolinea che: «La riforma è di notevole portata, anche per le aziende italiane, in quanto definisce il soggetto obbligato al recupero e allo smaltimento degli imballaggi in Germania, così superando la pratica sin qui adottata con la quale cliente e fornitore liberamente decidevano chi dei due soggetti avrebbe curato tale aspetto. Oggi ciò non è più possibile» - chiarisce l'avv. Schillik -  e quindi:  «Si tratta di capire con esattezza, nell'ambito degli specifici rapporti commerciali, chi è il soggetto obbligato e quali sono le azioni a lui richieste, per non incorrere in sanzioni».

 

I due relatori, che frequentemente collaborano con aziende italiane, metteranno quindi a disposizione l'esperienza maturata nei rapporti commerciali italo-francesi e tedeschi per affrontare al meglio le novità.

Per l'adesione al convegno, si prega di telefonare al numero 0444. 232259.

 

 

  • Creato il .