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News ed Eventi

Le nuove “Linee Guida” delle Associazioni Imprenditoriali per favorire l’accesso alle misure di facilitazione nel rimborso dei finanziamenti

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Roma, 3 marzo 2025

Unire le forze per sostenere le imprese italiane, con questo obiettivo ABI e le principali Associazioni di rappresentanza delle imprese – AGCI, Casartigiani, Cia-Agricoltori Italiani, CLAAI, CNA, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confartigianato, Confcooperative, Confedilizia, Confesercenti, Confetra, Confimi Industria, Confindustria, Copagri, Legacoop – hanno definito delle “Linee Guida” per aiutare le aziende in temporanea difficoltà finanziaria a ottenere misure di facilitazione nel rimborso del finanziamenti bancari, come la sospensione del pagamento delle rate.

L’iniziativa è stata messa a punto grazie al dialogo e al confronto costruttivo tra la rappresentanza delle banche e delle imprese per individuare i percorsi più efficaci a favorire il rimborso dei prestiti bancari.

Le Linee Guida spiegano, in modo chiaro e semplice anche per i non specialisti, le procedure da seguire e sintetizzano il quadro delle regole europee in materia, fornendo alle imprese gli strumenti necessari per gestire eventuali difficoltà finanziarie con maggiore consapevolezza e preparazione.

Vengono messe in evidenza, in particolare, la necessità per le imprese di intervenire tempestivamente, anche con il supporto di consulenti di propria fiducia, non appena emergono segnali di difficoltà, e l’importanza di avviare e mantenere un dialogo costante con la banca riguardo all’andamento della propria situazione economica-finanziaria. Ciò anche al fine di favorire una ripresa regolare del rimborso una volta terminato il periodo di sospensione.

Nelle Linee Guida sono anche indicate, d’intesa con il Fondo di garanzia per le PMI, ISMEA e SACE, le modalità e le condizioni per ottenere l’allungamento delle garanzie da questi prestate sui finanziamenti per i quali è richiesta la sospensione del rimborso delle rate. 

L’iniziativa fa parte dei lavori del Tavolo di Condivisione Interassociativo (cosiddetto Tavolo CIRI), che è il forum di dialogo tra l’ABI e le principali Associazioni d’impresa su tutte le questioni di interesse comune relative in particolare all’accesso al credito.

Nell’ambito dei lavori del Tavolo, l’ABI e le Associazioni di impresa concordano che le disposizioni di vigilanza di matrice europee sulle misure di facilitazione del rimborso dei crediti bancari, limitino la possibilità di applicazione di queste misure da parte delle banche in favore della clientela in temporanea difficoltà finanziaria. Per questo hanno chiesto e chiedono una loro rapida modifica alle istituzioni nazionali ed europee.


UFFICIO STAMPA 
CONFIMI INDUSTRIA

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LE NUOVE MISURE PER LA LOTTA AL LAVORO NERO

COMUNICATO STAMPA APINDUSTRIA VICENZA

LE NUOVE MISURE PER LA LOTTA AL LAVORO NERO

Mercoledì 11 ottobre, alle ore 15.30, nella sede associativa di Galleria Crispi 45, un incontro organizzato da Apindustria Vicenza.

Relatore:  Michele Monaco, direttore della Direzione provinciale del Lavoro di Vicenza  e Venezia.


La “Manovra bis” comprende una serie di  interventi legislativi che mirano a combattere il lavoro nero e non solo nel settore dell’edilizia.

E’ prevista una nuova disciplina sulla solidarietà nei subappalti, che però attende un decreto ministeriale per entrare in vigore; l’obbligo per le aziende edili di comunicare l’assunzione dei dipendenti il giorno prima dell’inizio del rapporto. Ancora: la nuova legge ha riformulato la cosiddetta  “maxi-sanzione”, con l’obiettivo di colpire le gravi situazioni di lavoro irregolare; infine, l’adempimento rende obbligatoria, dal 1° ottobre, la dotazione di tutti i lavoratori (dipendenti o autonomi) che operano nei cantieri edili di tessere di riconoscimento complete di fotografia, per dar modo di identificare visivamente il personale regolarmente presente sul lavoro.

Sarà Michele Monaco, direttore della Direzione provinciale del Lavoro di Vicenza  e Venezia, l’ospite relatore dell’incontro tecnico che l’Area Sindacale di Apindustria Vicenza ha organizzato con l’obiettivo di far conoscere al mondo dell’impresa tutte le novità e i nuovi obblighi introdotti dalla norma. L’incontro è in calendario per mercoledì 11 ottobre, alle ore 15.30, nella sede associativa di Galleria Crispi 45. L’ingresso libero e gratuito.

Per eventuali informazioni: Area Sindacale Apindustria Vicenza, tel. 0444.232222.

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Le PMI che producono, ruolo centrale per la ripresa

Vicenza, 24 maggio 2013


COMUNICATO STAMPA


Il Presidente Lorenzin ribadisce la necessità di porre al centro del dibattito politico le PMI e il manifatturiero.


Noi lo diciamo da tempo - esordisce Flavio Lorenzin, Presidente di Apindustria Vicenza: quello che conta è tornare ad essere competitivi e per farlo occorre riporre al centro del dibattito politico il ruolo del manifatturiero con la riduzione del costo del lavoro e dell’energia, anche per far ripartire i consumi interni”. “Ci fa piacere – continua Lorenzin – che anche altri importanti imprenditori del nostro Paese dichiarino quello che noi stiamo sostenendo da parecchi mesi. Per questo motivo abbiamo costituito Confimi Impresa mettendoci in gioco ed uscendo da vecchi e obsoleti schemi associativi ponendo al centro gli interessi reali dell’industria che produce, che poi sono gli interessi comuni per la ripresa del Paese. Troppo spesso nel panorama associativo del nostro Paese si mescolano formule eterogenee nelle quali convergono aggregazioni di vario genere. In questo panorama tutti vogliono rappresentare tutti e alla fine non si rappresenta nessuno. La forte concorrenza ha portato a rappresentare all’interno di organizzazioni interessi fra loro inconciliabili e contrapposti. Troppo spesso le stesse organizzazioni sono autoreferenziali e burocratizzate. Confimi Impresa sta cercando di rappresentare in Italia il mondo e le esigenze reali delle PMI del settore manifatturiero in modo diretto e snello. Per tale motivo la governance della nostra Confederazione è composta solo da imprenditori manifatturieri”. “Ci auguriamo – conclude Lorenzin – che questo forte richiamo guidi le principali azioni del Governo al quale chiediamo interventi mirati su questo vitale settore e al quale vogliamo dare il nostro contributo per una nuova fase della politica industriale italiana. In questi ultimi anni le PMI sono quelle che hanno dato il maggior contributo in termini di tenuta occupazionale: sarebbe ora che anche la politica ne prendesse atto al di là dei semplici riconoscimenti di facciata, spesso smentiti dai fatti”.



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LE PMI CHIEDONO UNA REVISIONE DELLE POLITICHE MONETARIE EUROPEE

Comunicato stampa, 9 giugno 2008




LE PMI CHIEDONO UNA REVISIONE DELLE POLITICHE MONETARIE EUROPEE

LA BCE ha dichiarato la volontà di alzare a breve il TUS europeo dello 0,25% per controllare l'inflazione, ma le imprese e le famiglie

chiedono la sua riduzione per rilanciare gli investimenti e sostenere più facilmente i mutui.

Il commento del Presidente Filippo De Marchi

 

 

E' di questi giorni la notizia, anticipata dal presidente della Banca Centrale Europea Jean-Claude Trichet, di un imminente aumento del tasso ufficiale di riferimento (TUS) europeo di 0,25 punti percentuale, con l'obiettivo di mantenere sotto controllo l'inflazione.


La notizia non giunge inaspettata considerando che la BCE nasce con l'obiettivo primario di difendere il potere di acquisto dell'euro, ma provoca ugualmente una certa apprensione tra le piccole e medie imprese vicentine. A sintetizzare i timori e le perplessità dei colleghi imprenditori è Filippo De Marchi, presidente di Apindustria Vicenza, nonché già presidente del Consorzio Apiveneto Fidi: «Combattere l'inflazione è certamente un obiettivo primario, tuttavia va ricordato che l'inflazione è davvero pericolosa solo in momenti di rilevante crescita dell'economia. Oggi invece tutti i numeri e le previsioni degli economisti indicano purtroppo che siamo in una situazione ben diversa, nella quale si evidenzia un generale rallentamento dell'economia, se non una vera e propria recessione».


In questo contesto, secondo gli imprenditori vicentini sarebbe auspicabile una misura di segno opposto a quella annunciata dalla BCE: «Sarebbe utile una riduzione entro 12 mesi di almeno 1 punto percentuale: questo aiuterebbe le piccole e medie imprese, già penalizzate sul fronte dell'accesso al credito dalle norme introdotte con Basilea2, ma darebbe ossigeno anche alle famiglie, che pagherebbero interessi più bassi sui mutui per la casa e sui debiti al consumo, e sarebbe una misura propizia anche per lo stato italiano che, con una diminuzione del TUS pari all'1%, potrebbe risparmiare quasi 17 miliardi di euro l'anno di interessi sul debito pubblico».


Argomentazioni concrete che al momento non sembrano essere considerate nella loro importanza dalla Banca Centrale Europea, ma a dispetto dell'annuncio fatto da Trichet gli imprenditori vicentini auspicano un ripensamento: «Credo - conclude De Marchi - che i dirigenti della BCE abbiano preso questa decisione influenzati da una visione distorta dell'attuale contesto economico e come Apindustria chiederemo con forza al nostro Governo di proseguire nel pressing sulla BCE affinché la lotta all'inflazione non resti l'unico risultato perseguito a Bruxelles, per non compromettere la crescita e lo sviluppo dell'Unione Europea e degli stati membri, che dovrebbe essere il primo obiettivo della BCE».



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LE PMI CONTRO IL TFR IN BUSTA PAGA

«A RISCHIO IL FUTURO DEI LAVORATORI»

Altolà di Apindustria Vicenza all’erogazione mensile della liquidazione

«Una presa in giro verso i lavoratori, illusi di avere più soldi oggi ma beffati domani»: così Apindustria Vicenza boccia senza mezzi termini la proposta del governo di trasferire mensilmente le quote di Trf nelle buste paga dei dipendenti.
«Fino all'erogazione, che coincide con la cessazione del rapporto di lavoro, il Tfr rappresenta una risorsa in più per l’azienda – spiega il rappresentante delle Pmi, Flavio Lorenzin – ma anche un sostegno al reddito per i lavoratori posti in cassa integrazione o in contratto di solidarietà, oltre ad essere a disposizione di quanti devono sostenere spese mediche o acquistare la prima casa . Per questo le imprese fanno da salvadanaio per le esigenze primarie dei lavoratori, che in alternativa possono scegliere responsabilmente di accantonare il Tfr in un fondo pensione gestito da associazioni di categoria e sindacati, e controllato dall’Inps».

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LE PMI E LA POLITICA FANNO...FILO'

Comunicato stampa
25 gennaio 2008

 

 

 

 

 

 

Marco Almagisti parlerà di "Qualità della democrazia. Quali proposte per migliorare il rendimento del sistema politico?"

Lunedì 28 gennaio, al Vergilius Hotel (Creazzo), ore 18,30



La "questione Veneta" anima ancora il dibattito economico e politico locale e nazionale e le ultime notizie della crisi di questi giorni confermare, da una parte, la difficoltà del sistema imprenditoriale veneto di comunicare in modo efficace le proprie istanze, dall'altra, l'incapacità del mondo politico di comprendere i bisogni e i timori di uno dei principali motori propulsivi del sistema economico nazionale.


Gli incontri di Apindustria Vicenza, che vanno sotto il nome di "Filò... la politica si racconta", iniziati lo scorso autunno, proprio con lo scopo di mettere a diretto contatto gli imprenditori con gli esponenti della politica, hanno riscontrato un grande successo, dimostrando quindi la forte necessità di dialogo e confronto.


Dopo Bruno Tabacci, Daniele Capezzone, Gianni Alemanno e Marco Follini, è la volta di Marco Almagisti, con l'intervento "Qualità della democrazia. Quali proposte per migliorare il rendimento del sistema politico?", il 28 gennaio all'Hotel Vergilius di Creazzo.

Marco Almagisti, è Docente al Dipartimento di Studi Storici e Politici Università di Padova e orienterà il proprio intervento alla presentazione di un approccio diverso ai soliti temi della politica, elevandone i contenuti, rapportandoli con la "qualità della nostra democrazia".


Già Follini la volta scorsa ha affermato: «Abbiamo bisogno di recuperare una democrazia più veloce e più vera: da anni stiamo scappando da una inevitabile "operazione verità", tanto più necessaria quanto più la gente, soprattutto i giovani, si allontana pericolosamente dalla politica e, ancora più grave, dal rapporto con lo Stato. E', questo, un problema istituzionale. Il nostro Paese è in questo momento gravemente fermo e arretrato: bisogna fare autocritica e ammettere che  non siamo in grado di metterci d'accordo nemmeno sulle cose più banali».


Il progetto "Filò... la politica si racconta" rientra nell'ambito di un programma più ampio di Apindustria Vicenza di incontro e confronto con tutte le istituzioni, locali e nazionali, per promuovere una serie di riforme fondamentali, dal sistema fiscale al mercato del lavoro, e più in generale una maggiore attenzione nei confronti delle PMI, vero motore dell'economia italiana, esortando ad una politica che ne aiuti lo sviluppo e l'espansione in un Sistema-Paese sburocratizzato e alleggerito.


Per adesioni: tel. 0444.232230 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.



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Ufficio Stampa


Raffaella M. Sgueglia

APINDUSTRIA VICENZA - Relazioni esterne e comunicazione

Tel: 0444-232230 - Fax: 0444-960835 - e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.




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LE PMI E LA POLITICA FANNO...FILO'

LE PMI E LA POLITICA FANNO...FILO' 

Sergio Chiamparino ha parlato del ruolo della P.A. in rapporto con l'attuale situazione di crisi economica.  

Venerdì 27 febbraio, nella sede Apindustria di Vicenza

E' stato il primo cittadino di Torino ad aprire, venerdì sera scorso, l'edizione 2009 dell'apprezzata serie di incontri che vanno sotto il nome di "Filò... la politica si racconta", promossi da Apindustria Vicenza e che hanno lo scopo di mettere a diretto contatto gli imprenditori con gli esponenti della politica per trattare i temi di attualità.

L'incontro è stato aperto dal presidente provinciale Filippo De Marchi, il quale ha sottolineato la necessità di affrontare l'attuale situazione di crisi con manovre urgenti ed eccezionali, in particolare per quanto riguarda i rapporti con il mondo bancario che, mai come in questo momento, deve mantenere il sostegno al mondo produttivo, rivedendo i parametri di Basilea 2 e introducendo la moratoria su mutui e leasing, per non parlare della necessità, da tempo lamentata, di diminuire la pressione fiscale che grava soprattutto sulle PMI.

Alla presenza di numerosi imprenditori convenuti e di alcuni Parlamentari e Amministratori Locali, fra cui il sindaco Achille Variati, Chiamparino, riferendosi all'attuale difficile congiuntura, così si è espresso: «Dobbiamo fare le riforme! La gente apprezza i politici quando vede l'impegno e la responsabilità. Impegno ad ascoltare i problemi e responsabilità nel perseguire soluzioni condivise. Questa che stiamo vivendo è una crisi di mercato, tuttavia il nostro sistema industriale è meno debole e più forte di cinque anni fa. Per quanto riguarda la città di Torino e le difficoltà della FIAT abbiamo cercato di applicare una soluzione che è tipica del Nord-Est nel fare sistema: l'azionista ha fatto la sua parte, le banche hanno fatto la loro, si è individuato un nuovo manager e gli Enti Locali hanno investito 70 milioni di euro". Il Sindaco Chiamparino ha proseguito ricordando quanto fatto nella modernizzare del sistema, con un investimento di 50 milioni di euro, nello sviluppo del Politecnico, realizzando un campus tecnologico che ospita attività di ricerca e di sviluppo per le aziende; il tutto grazie anche alle Fondazioni Bancarie che hanno intuito l'importanza dell'investimento.

Sugli strumenti addottati dal governo per fronteggiare la crisi, Chiamparino ha così commentato:

«Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, il governo ha fatto un buon accordo, grazie anche alle Regioni che hanno contribuito con 3 degli 8 miliardi di euro stanziati.  Qualcosa faranno gli incentivi per l'auto - ha proseguito - ma la crisi non si risolve solo con l'auto. L'uscita dal tunnel passa anche per altri interventi che il governo, però, non sta ancora facendo...». In tema di federalismo e di patto di stabilità, il sindaco Chiamparino ha sottolineato: «I Comuni, se sono sani e se hanno bilanci con risorse, devono poter fare investimenti, perché fare le opere pubbliche è il modo migliore per dare lavoro alle piccole e medie imprese e rilanciare così l'economia».

 

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LE PMI VICENTINE A FIANCO DELGI STUDENTI PER LA SHELL ECO-MARATHON EUROPE 2008I

 

Comunicato stampa, 15 maggio 2008

 

 

LE PMI VICENTINE  A FIANCO DELGI STUDENTI

PER LA SHELL ECO-MARATHON EUROPE 2008

 

L'Istituto A. Rossi di Vicenza - supportato e finanziato per il progetto da Apindustria Vicenza e un nutrito gruppo di aziende vicentine - è l'unica scuola vicentina a partecipare con un prototipo d'auto alla maratona, in programma dal 22 al 24 maggio 2008 sul Circuito di Nogaro in Francia.

 

Sabato 17 maggio, alle ore 11, verrà presentato il prototipo nell'aula magna dell'istituto.



Si chiama One step il prototipo dell'auto con cui l'Istituto A. Rossi parteciperà alla Shell Eco Marathon Europe 2008: pesa 100 kg, pilota compreso, funziona con il motore di un decespugliatore Honda da 36 cc, a benzina, e presenta un telaio in alluminio con 2 ruote anteriori e una posteriore. Il team che ha lavorato al progetto è composto da 6 allievi e due insegnanti e la realizzazione del futuristico modello a tre ruote è stata possibile anche grazie al contributo di un nutrito gruppo di aziende vicentine e di Apindustria Vicenza che da molti anni è al fianco delle scuole del territorio per promuovere e sostenere progetti di innovazione, nonché per realizzare un disegno di più ampio respiro che mira a mettere in contatto il mondo della scuola con quello del lavoro e dell'imprenditoria in modo concreto  e proficuo.


La 24° edizione della maratona, intitolata all'efficienza dei carburanti, scende in pista dal 22 al 24 maggio, sul circuito francese di Nogaro: 200 team provenienti da tutta Europa, e non solo, si sfideranno per verificare come sia possibile percorrere la maggiore distanza chilometrica su strada con un solo litro di carburante.


Due le categorie in gara: quella dei Prototipi e quella dell'UrbanConcept. Sono ‘prototipi' i veicoli risultati della creatività degli studenti che propongono soluzioni dall'aspetto futuristico per massimizzare l'efficienza; mentre si definiscono ‘UrbanConcept' i veicoli creati con criteri più convenzionali e che tendono ad assomigliare di più alle più comuni automobili. Tutti i veicoli possono utilizzare carburanti convenzionali, come il diesel, la benzina, il GPL, ma anche carburanti alternativi, quali l'energia solare, l'idrogeno, i biocarburanti e il GTL.


La Shell Eco-Marathon si prefigge di stimolare studenti e giovani ingegneri o designer a sviluppare approcci innovativi per una mobilità sostenibile, con l'obiettivo di incentivare l'innovazione nel campo dell'efficienza energetica e del sistema dei trasporti. Il tutto incoraggiando gli studenti più meritevoli con percorsi educativi stimolanti e promuovendo la carriere in ambito tecnico di giovani laureati provenienti da tutto il mondo. Obiettivi pienamente condivisi anche nei programmi di integrazione scuola-lavoro di Apindustria Vicenza, che per questa ragione ha voluto appoggiare concretamente l'iniziativa, già accolta con entusiasmo da molte aziende del vicentino.

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Ufficio Stampa

Raffaella M. Sgueglia

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LE PMI VICENTINE CHIEDONO CONTRATTI DI LAVORO TERRITORIALI

 

Comunicato stampa, 10 giugno 2008


LE PMI VICENTINE CHIEDONO CONTRATTI DI LAVORO TERRITORIALI

La revisione dei meccanismi di definizione dei contratti di lavoro è una delle riforme

più attese dagli imprenditori, già inserita nel programma del nuovo Governo

 

La revisione dei criteri di definizione dei nuovi contratti di lavoro è una delle riforme più importanti tra quelle inserite nel programma del nuovo Governo e più attese dal mondo delle imprese. L'attuale sistema incentrato sui contratti nazionali infatti mostra in misura sempre maggiore i propri limiti, penalizzando le aziende ma anche i lavoratori.


Il tema della decentralizzazione dei contratti di lavoro è diventato quindi di grande attualità ed è seguito con attenzione anche dagli imprenditori vicentini, che richiamano l'attenzione sulle profonde implicazioni di questa riforma. «Quando si discute di un nuovo modello contrattuale - sottolinea Filippo De Marchi, Presidente di Apindustria Vicenza - non ci si può affidare semplicemente a slogan o dogmi, ma occorre riflettere bene sul perché decentrare, cosa decentrare, e come farlo. Ma soprattutto, se e come il decentramento contrattuale può costituire effettivamente uno strumento di maggiore competitività del sistema».

Il pericolo è quello di un rinnovamento solo di facciata: «Nel nostro Paese assistiamo attualmente ad una situazione paradossale - prosegue De Marchi - nella quale le norme a tutela della flessibilità sono talmente "rigide" nell'applicazione da risultare difficilmente utilizzabili nella realtà. Per questo motivo mantenendo sostanzialmente invariata questa impostazione la negoziazione di secondo livello continuerà a trovarsi in una posizione meramente sussidiaria rispetto a quella nazionale».


Il decentramento, invece, - secondo Apindustria Vicenza - può assumere una valenza positiva per la competitività del sistema nella misura in cui serva a modulare i salari ed i costi del lavoro in maniera adeguata alle realtà produttive dei diversi territori, al costo della vita e, dove possibile, alla produttività delle singole aziende. «Noi riteniamo - prosegue De Marchi - che sia possibile costruire un modello basato su un contratto nazionale "leggero", che definisca i minimi normativi ed orienti la contrattazione decentrata, e su un contratto di secondo livello, alternativamente aziendale o territoriale, assegnando al livello territoriale maggiori competenze su temi quali la flessibilità organizzativa, l'orario di lavoro e lo stesso salario variabile, ma anche sulla valorizzazione della professionalità attraverso la formazione permanente, nonché sul tema sempre più fondamentale della prevenzione e della sicurezza del lavoro».

Secondo le PMI vicentine, quindi, il contratto territoriale è lo strumento più idoneo a tutelare la competitività delle imprese e allo stesso tempo creare le condizioni per una collaborazione corretta e proficua tra l'azienda e i lavoratori: «Escludere la contrattazione territoriale dalla riforma del lavoro - conclude il Presidente di Apindustria Vicenza - avrebbe almeno due gravi conseguenze: anzitutto, costringerebbe molte aziende, in particolare quelle più piccole, ad erogare salario aggiuntivo, senza alcun beneficio in termini di organizzazione del lavoro né reale commisurazione ai risultati raggiunti; in secondo luogo - ed è la conseguenza più pericolosa per la competitività del sistema - impedirebbe di fatto qualunque alleggerimento significativo del contratto nazionale, perché quest'ultimo continuerebbe a rappresentare l'unico strumento di governo delle relazioni industriali. Su un tema così delicato è quindi fondamentale che si attui un confronto serio ed urgente con tutte le Associazioni

di Categoria, le organizzazioni sindacali e il Governo, un confronto nel quale certamente Apindustria farà la sua parte con la consueta attenzione e impegno».



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Raffaella M. Sgueglia

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LE STRATEGIE E LE OPPORTUNITÀ PER UN MADE IN ITALY ANCORA VINCENTE SECONDO IL GRUPPO GIOVANI DI APINDUSTRIA VICENZA

Comunicato stampa, 1 luglio 2009

 

LE STRATEGIE E LE OPPORTUNITÀ PER UN MADE IN ITALY ANCORA VINCENTE SECONDO IL GRUPPO GIOVANI DI APINDUSTRIA VICENZA
Questo il tema dell'assemblea annuale svoltasi lunedì scorso alla presenza tra gli altri dell'on. Alberto Giorgetti, Sottosegretario al Ministero dell'Economia e delle Finanze
Il made in Italy vince ancora? E' questo l'interrogativo al quale ha cercato di rispondere il Gruppo Giovani di Apindustria Vicenza in occasione della propria assemblea annuale, svoltasi lunedì (29 gennaio, ndr.) presso l'Hotel Vergilius di Creazzo. Su questo tema, dopo l'introduzione di Andrea Bertolaso, presidente del Gruppo Giovani, si sono confrontati l'on Alberto Giorgetti, sottosegretario al Ministero dell'Economia e delle Finanze, la prof.ssa Paola Signori, docente della Facoltà di Economia dell'Università di Verona e Luca Tomasi, vicepresidente di Inglesina Baby. L'incontro, svoltosi di fronte a una platea di oltre 150 rappresentanti di PMI beriche, ma anche delle altre associazioni di categoria provinciali e delle istituzioni (presenti in sala anche l'avv. Alessandra Moretti, vicesindaco del Comune di Vicenza, ed Elena Donazzan, Assessore Regionale all'Istruzione, Formazione e Lavoro), ha fornito diversi elementi di riflessione su un tema di grande attualità.
Da una parte, infatti, l'attuale crisi economica impone alle aziende di sfruttare al meglio ogni risorsa, a partire da quelle legate all'immagine e al marketing, dall'altra i processi ormai avviati di delocalizzazione e un sistema economico sempre più globale pongono nuove problematiche, a partire dalla definizione del concetto stesso di "made in".
«Nell'attuale contesto di crisi - sottolinea Andrea Bertolaso - riteniamo che l'italianità possa essere ancora un valore aggiunto, perché rispetto ad altri paesi abbiamo mantenuto un forte tessuto produttivo costituito soprattutto da piccole imprese, mentre altrove è prevalsa la grande impresa e con questa la tendenza alla delocalizzazione. Il made in Italy inoltre rimane legato nell'immaginario collettivo ad alcune eccellenze, nelle automazioni, nell'auto, nell'arredamento, nell'alimentare, oltre naturalmente al sistema moda e più in generale al "mondo del bello"».
La presenza in sala di un rappresentante del Governo è stata inoltre un'occasione per proseguire il dialogo con le istituzioni da tempo avviato da Apindustria Vicenza e dal suo Gruppo Giovani, ribadendo l'urgenza di alcuni provvedimenti: «Occorrono riforme strutturali al sistema fiscale, alle infrastrutture, al sistema dell'istruzione e formazione: solo così possiamo concretizzare il potenziale del made in Italy, che rimane elevatissimo ma oggi è frenato da un sistema paese non all'altezza del dinamismo e delle capacità delle sue imprese. Detassare gli utili reinvestiti non basta, soprattutto in un anno in cui molte aziende chiuderanno in perdita per pagare l'IRAP. Servono provvedimenti coraggiosi per frenare l'attuale crisi, che evidenzia una diminuzione di PIL ed esportazioni e un incremento di disoccupazione e debito pubblico».

 

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