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News ed Eventi

LUCIA FILIPPI E’ IL NUOVO PRESIDENTE DEL GRUPPO GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFAPI VENETO

Comunicato stampa, 15 gennaio 2010

Sistema Confapi

LUCIA FILIPPI E’ IL NUOVO PRESIDENTE

DEL GRUPPO GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFAPI VENETO

E’ una vicentina la prescelta per il prossimo triennio

E’ Lucia Filippi il nuovo presidente dei Giovani Imprenditori di Confapi Veneto: è stata eletta martedì 12 gennaio nell’ambito dell’assemblea regionale che ha riunito i Gruppi territoriali di Vicenza, Padova e Verona.

Vicentina, 37 anni, sposata, laureata in economia e Commercio, è socio e amministratore di Risorsa uomo srl e titolare dello Studio Filippi entrambi di Vicenza.

«Sono entusiasta di questo mio nuovo ruolo che mi vedrà impegnata in un importante percorso associativo - ha sottolineato la Filippi – che segue e si affianca a quello già consolidato del Gruppo Giovani di Apindustria Vicenza. Sono già al lavoro per mettere a punto il programma del triennio che si baserà su percorsi formativi e di confronto mirati alla crescita dei giovani nella gestione delle più diverse tematiche aziendali, come anche nella gestione del delicatissimo aspetto della “continuità d’impresa” e delle start-up affidate ai giovani nelle aziende del territorio. Non mancheranno anche approfondimenti sugli strumenti destinati allo sviluppo della presenza dei giovani nei livelli direttivi delle nostre aziende: un tema per il quale lavoreremo molto per approfondire e incentivare creatività, competenza e autoimprenditorialità».

Questi sono solo alcuni dei punti in agenda per il triennio: ma la cosa alla quale la Filippi dichiara di tenere di più è la condivisione e la compartecipazione delle territoriali provinciali, al fine di creare un «gruppo regionale coeso di imprenditori ma anche di amici, che possa dar forza e immagine al nostro territorio, perché no, anche a livello nazionale».

Un risultato importante per il vicentino, che ha visto l’impegno personale del Gruppo Giovani di Apindustria Vicenza e del suo presidente Andrea Bertolaso perché si arrivasse a riconoscere un ruolo di guida anche a livello regionale ad un rappresentante della città palladiana. Un lavoro che vedrà un secondo importante risultato nell’organizzazione in città, nel marzo prossimo, della riunione federale nazionale del GGI Confapi, prima in assoluto a Vicenza in tanti anni di attività.

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Ufficio Stampa

Raffaella M. Sgueglia

APINDUSTRIA VICENZA - Relazioni esterne e comunicazione

Tel: 0444-232230 - Fax: 0444-960835 - e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Luigi Benincà alla guida di Conexport Apindustria Vicenza

LUIGI BENINCA’ ALLA GUIDA DI CONEXPORT APINDUSTRIA VICENZARinnovo di cariche per il Consorzio per le esportazioni dell’associazione di categoria vicentina: eletti il nuovo presidente, il vice-presidente e il Consiglio direttivo per il prossimo triennio.   Conexport Apindustria Vicenza, il consorzio per le esportazioni dell’associazione di categoria vicentina sarà guidato, per il prossimo triennio, da Luigi Benincà  - presidente della “Automatismi Benincà” di Sandrigo -  che raccoglie il testimone dalla mani di Antonio Zonta, cui è andato il ringraziamento dell’assemblea per grande impegno profuso in questi due mandati di presidenza da lui condotti. Un rinnovo di cariche estremamente significativo, che ha riguardato, oltre alla presidenza, anche la vicepresidenza, affidata a Andrea Cozza (Tam & Company) e il Consiglio Direttivo.   Questa la nuova “formazione”: Mario Balza (New Chemicals), Sante Faresin (Faresin), Dario Loison (Dolciaria A. Loison), Lorena Piazza (Officine Piazza), Giuliano Sbabo (Sbabo Cucine), Ivo Spanevello (Vecotex), Antonio Trevisan (Carrellificio Vicentino).  “Il nuovo gruppo dirigente  - ha spiegato il neoeletto presidente Benincà – intende dare rappresentanza a tutte le categorie economiche associative che hanno manifestato interesse e propensione per i processi di internazionalizzazione. Oggi, infatti, l’impresa, di qualsiasi dimensione, deve tenere conto della globalizzazione e dei radicali cambiamenti del mercato avvenuti in questi 5 -7 anni. Ecco che il Consorzio  sarà il riferimento fondamentale per le imprese, di tutte le categorie, che vogliono intessere nuove relazioni commerciali ma anche di partnership con imprese di tutto il mondo, sia dentro i confini europei che con realtà produttive dei paesi e dei continenti che stanno conoscendo una grande espansione economica”.  A questo scopo è pronto un programma operativo di tutto rispetto, con attività ed iniziative che già nel 2005 hanno dimostrato di funzionare, creando ritorni concreti in termini di contatti e nascita di nuove opportunità di business. Basti pensare alle missioni all’estero e agli incontri tecnici che, nel 2005, hanno coinvolto oltre 70 aziende, mentre il 2006 vedrà l’apertura di una sede di rappresentanza del consorzio in Albania, a Tirana, e l’approfondimento della conoscenza diretta del mercato russo, con la realizzazione di una missione a Novosibirsk e Ekateriniburg, a fine mese, che  coinvolgerà otto aziende del settore metalmeccanico. “Non solo: intendiamo procedere nella creazione di strumenti di comunicazione – prosegue Benincà - che possano dare sostegno e visibilità alla nostra identità di gruppo: come la creazione di cataloghi generali per ogni categoria dei soci di Conexport e quella di un calendario ragionato e sintetico contenente le iniziative messe in campo da noi ma anche le opportunità offerte da Enti che si occupano di favorire l’internazionalizzazione del nostro sistema economico”.  “Credo che l’Associazione, attraverso il Consorzio stesso – conclude Benincà - ribadisca una priorità fondamentale: dare voce e corpo alle esigenze di internazionalizzazione delle imprese, fornendo servizi mirati che rispondono in modo personalizzato alle caratteristiche delle piccole e medie industrie che noi rappresentiamo in modo esclusivo”.  “Con unico grande obiettivo: portare il Conexport a numeri ancor più significativi, facendolo diventare un vero e proprio motore propulsivo di nuovo business e di crescita per le imprese consorziate”.    
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LUM e Confimi Industria: al via il protocollo di collaborazione

LUM e Confimi Industria: al via il protocollo di collaborazione
5 anni di attività per la crescita delle aziende manifatturiere e dei loro collaboratori 

Roma, 19 giugno 2024

Al via il protocollo d’intesa tra l’Università LUM “Giuseppe Degennaro” e Confimi Industria finalizzato ad attività di ricerca, innovazione, didattica e formazione sui temi e sugli strumenti economici-manageriali trasversali alla manifattura.

Un accordo quinquennale che vedrà la Confederazione dell’industria manifatturiera italiana privata e l’Ateneo cooperare su diverse attività di stretta attualità per la tenuta del sistema produttivo italiano:  dalla progettazione di corsi di aggiornamento o riqualificazione professionale per favorire nuova e più qualificata occupazione alla promozione della cultura scientifica e tecnologica sul territorio; dalla valorizzazione di proprietà intellettuale, imprenditorialità e professionalità alle consulenze tecnico-scientifiche focalizzate su temi specifici.

Alla base delle attività un comitato espressione di entrambe le parti che avrà tra suoi compiti anche quello di progettare percorsi volti a promuovere il lifelong learning per l’accrescimento del bagaglio di competenze e conoscenze del personale di Confimi Industria e delle 45mila aziende associate.

L’intesa è stata siglata a margine del convegno dal titolo: “I nuovi scenari della manifattura italiana” cui hanno preso parte il Rettore della LUM Antonello Garzoni, il Direttore del Nuovo Quotidiano di Puglia, Rosario Tornesello e il presidente di Confimi Industria Paolo Agnelli.

“Questo protocollo va oltre la volontà reciproca di collaborare del mettere insieme la ricerca e l’officina, è piuttosto una firma di impegno affinché sempre più formazione e azienda collaborino per sviluppare pratiche fattive e pronte all’uso per la crescita non solo dell’industria ma di tutto il tessuto produttivo, dei lavoratori e della comunità” sottolinea il numero uno di Confimi Industria.

Dello stesso avviso il prof. Garzoni: “La relazione con Confimi Industria si è costruita nel tempo, sia a livello locale che con l’intesa a livello nazionale con la sezione Confimi alimentare. Con questo accordo la collaborazione si estende a tutto campo, con particolare attenzione alle attività formative di executive education, nel supporto alla terza missione e nelle attività di ricerca”.


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UFFICIO STAMPA
CONFIMI INDUSTRIA

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LUNEDI' 23 FEBBRAIO, SI CELEBRA IL DECENNALE DEL CONSORZIO PMI ENERGIA VENETO

Lunedì 23 febbraio, ore 17.00, a Villa Michelangelo di Arcugnano

SI CELEBRA IL DECENNALE DEL CONSORZIO PMI ENERGIA VENETO CON

L'ASSEMBLEA DEGLI ADERENTI

L'efficienza energetica  al centro del convegno tematico

che seguirà le celebrazioni

E' convocata lunedì 23 febbraio, alle ore 17.00, presso l'Hotel Villa Michelangelo di Arcugnano, l'assemblea delle aziende aderenti al Consorzio PMI Energia Veneto di Apindustria Vicenza.

Ricorrendo quest'anno il 10° anniversario di attività del Consorzio, si è colta l'occasione per affrontare anche il tema dell'efficienza energetica  per le aziende. Al termine delle celebrazioni e dell'assemblea è previsto, quindi, un convegno tematico con l'intervento di Roberto Morandi, Dirigente Regionale della Divisione Ambiente, che parlerà delle iniziative attivate dalla Regione Veneto per incentivare l'efficienza energetica a beneficio dell'ambiente; a seguire Pietro Iadanza e Paolo Panizza, di Enecon Srl, struttura tecnica del Consorzio, illustreranno ai convenuti come può essere attivato e con quali benefici un progetto di efficienza energetica in azienda; e infine l'avvocato Aldo Campesan parlerà del conto energia e degli incentivi al fotovoltaico.

Nel corso della manifestazione verrà ricordato Dino Zanni, promotore e sostenitore del Consorzio PMI Energia Veneto - scomparso cinque anni fa - con la consegna alla moglie di una targa a ricordo.

 

 

 

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Made in Italy e Piccole Medie Industrie: un rilancio possibile?

L’Onorevole Adolfo Urso, Vice Ministro di Stato per le Attività Produttive, sarà ospite dell’incontro organizzato dal Mandamento di Arzignano-Montecchio Maggiore di Apindustria Vicenza.
Appuntamento per venerdì 17 dicembre, alle ore 17.00, a Villa Cordellina Lombardi di Montecchio Maggiore.

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Mancati pagamenti, decreto Governo tutela solo grandi imprese

Vicenza, 5 novembre 2012

COMUNICATO STAMPA

Il recente decreto governativo sui mancati pagamenti costituisce un’ulteriore
penalizzazione per le micro e le piccole imprese 

“Non riusciamo a comprendere i consensi espressi sul recente decreto governativo che, recependo la direttiva europea 2011/7, obbliga da un lato l’Amministrazione pubblica a saldare i propri debiti nei confronti delle imprese nell’arco di 30, massimo 60 giorni, mentre dall’altro deteriora il quadro delle norme che dovrebbero tutelare la regolarità dei pagamenti tra impresa e impresa. Un ennesimo provvedimento che tutela le grandi industrie e non certo le micro e piccole aziende che costituiscono l’ossatura economica e produttiva del nostro Paese”. Flavio Lorenzin, presidente di Apindustria Vicenza, entra nel merito e si spinge oltre: “Come dimostra una nostra indagine su 500 imprese Venete, solo una piccolissima percentuale di aziende manifatturiere vanta crediti nei confronti della P.A., mentre la stragrande maggioranza, dal punto di vista dei mancati pagamenti, è di fatto ostaggio delle grandi industrie. Questo decreto non prevede alcuna garanzia in riferimento ai rapporti tra imprese manifatturiere, che riguardano il 97 per cento dei crediti non riscossi”. “Il Governo -prosegue il presidente di Apindustria Vicenza- finge di non sapere che in altri Paesi, ove esistevano condizioni simili alle nostre, i ritardi nei pagamenti sono stati risolti sottraendo i termini di pagamento alla libera contrattazione tra le parti. A ben vedere, questo decreto riesce perfino ad aggravare il già pessimo status quo del sistema. Abbiamo portato la questione all’attenzione del congresso nazionale dei Radicali, svoltosi nello scorso fine settimana a Roma e stiamo contattando molti esponenti dei partiti che sembrano non aver assolutamente compreso la portata negativa di questo provvedimento. Il presidente del consiglio Monti, nella conferenza stampa di presentazione del decreto -conclude Lorenzin- ha affermato che il governo ha voluto tutelare quelle piccole imprese che non hanno finora abbassato la testa, mentre in realtà sarà proprio lui a far scendere definitivamente la lama della ghigliottina”.

Le nuove regole, che scatteranno per le transazioni commerciali che si concluderanno dal 1° gennaio 2013 in poi, secondo una nota degli esperti fiscali di Apindustria Vicenza, non muteranno di una virgola la pesante situazione creata da imprese, spesso subappaltatrici, che con la loro politica di vergognosa dilazione dei debiti, hanno costretto molti imprenditori a chiudere i battenti  o li hanno posti di fronte ad una forte crisi di liquidità. Nell’ambito del decreto sulle liberalizzazioni e in particolare per  ciò che concerne il settore agroalimentare –sottolinea la nota- si è ritenuto doveroso fissare l’improrogabilità dei pagamenti. Non si capisce perché qui si lasci alla contrattazione tra imprese una libertà contrattuale tale da non porre alcun effettivo limite temporale, da un punto di vista sostanziale, se i termini sono pattuiti per iscritto. L’unica limitazione, del tutto marginale, sarebbe data dall’ipotesi in cui i termini stabiliti siano “gravemente iniqui per il creditore”, con la possibilità che il Giudice, a distanza di anni, dichiari la nullità del contratto. La bozza del testo emanata dal governo inoltre prevede la possibilità che, nei rapporti tra privati, le imprese stabiliscano, inoltre, pagamenti rateali senza limitazione ed elimina l’effetto di deterrenza costituito dall’interesse di mora, previsto dalla disciplina in vigore. Insomma, oltre al danno la beffa!

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Manifattura, il 2025 inizia in cassa integrazione per 1 impresa su 4

Agnelli (Confimi): “L’industria non è solo automotive. Manifattura schiacciata da problemi sistemici e dall'inerzia dalle regole europee”

Roma, 9 dicembre 2024 – “L’industria manifatturiera italiana vive uno dei momenti più complessi della sua storia recente e i dati del nostro Centro studi sul ricorso alla cassa integrazione parlano chiaro: il 20% l’ha usata in questi ultimi 6 mesi e il 26% intende usarla nel primo semestre 2025. Eppure, fuori delle aziende, sembra non preoccuparsene nessuno” Così Paolo Agnelli, industriale e presidente di Confimi Industria facendo il punto su una situazione critica che rischia di mettere in ginocchio uno dei settori chiave del sistema economico nazionale.

“Oggi fanno tanto rumore la crisi del comparto automotive e gli obiettivi del green deal, ma sono le immediate conseguenze di una politica industriale assente. L’Europa non è più un continente interessato all’industria, e non lo è da decenni ormai” fa presente il numero uno di Confimi Industria.

Agnelli rivolge quindi una serie di interrogativi: “E quindi perché premiare con bonus e incentivi l’ ex FIAT?” “Perché solo l’automotive?” “E tutti gli altri settori della manifattura in crisi?”

“Si dovrebbe parlare di prevenzione industriale e ascoltare chi fa questo mestiere da generazioni” ricorda Agnelli in riferimento a quelle criticità che Confimi Industria evidenzia da anni ma che sembrano interessare l’agenda politica solo a crisi avvenuta.

Un esempio? La bolla del caro-energia. Ma a soffocare la competitività delle imprese manifatturiere sono un insieme di fattori.

“I costi energetici rimangono insostenibili per le imprese. Non possiamo competere con i nostri concorrenti europei che godono di condizioni più favorevoli sia in termini di approvvigionamento che di agevolazioni fiscali sull'energia” sottolinea Agnelli.

Per non parlare della sicurezza informatica “circa il 64% delle pmi ha subito attacchi informatici negli ultimi tre anni, con eventi come il furto di dati e blocchi operativi” sottolinea amaramente Agnelli “La cybersecurity non può essere più solo un impegno aziendale”.

Problemi cui si aggiunge il peso della burocrazia anche in campo incentivi ricorda il presidente di Confimi Industria, “ogni imprenditore italiano deve fare i conti con procedure complesse e una macchina amministrativa lenta e inefficiente, che rallenta gli investimenti e limita le opportunità di sviluppo”.

“E poi ci sono le banche che preferiscono finanziare settori considerati a basso rischio, lasciando migliaia di aziende senza risorse. Rischiamo di perdere interi comparti produttivi” prosegue Agnelli “possibile che ci si è già dimenticati delle difficoltà delle catene di filiera post pandemia?”

“Non possiamo permettere che l’industria manifatturiera italiana sia schiacciata da problemi sistemici e dall’inerzia della politica europea”.
“Ci auguriamo che le consultazioni sul Libro Verde avviate dal MIMIT siano il primo reale passo verso la strutturazione di una visione strategica di lungo periodo e di un piano per rilanciare i settori che rappresentano l’eccellenza del Made in Italy. Serve un cambio di passo, e serve adesso.” 


UFFICIO STAMPA 
CONFIMI INDUSTRIA 

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