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News ed Eventi

MISSIONE ESPLORATIVA DEGLI ORAFI DI APINDUSTRIA VICENZA IN LIBIA

 

COMUNICATO STAMPA 13 maggio 2008

 



MISSIONE ESPLORATIVA DEGLI ORAFI DI APINDUSTRIA VICENZA IN LIBIA

Grande soddisfazione per la missione esplorativa in Libia organizzata

dal Gold & Silver API Group



"Da due anni, dopo un viaggio esplorativo a Malta, stiamo lavorando per organizzare una missione anche in Libia, volta a capire se il mercato è sufficientemente maturo per ospitare un workshop di imprese orafe venete" spiega  Angelo Ragusa, presidente di Gold & Silver Api Group. "Si tratta, infatti, di un paese che ancora apprezza il gioiello come forma di regalo e di investimento e che gode di un discreto potere di acquisto da parte della popolazione".


Dopo innumerevoli difficoltà, nei giorni scorsi si è finalmente svolto il viaggio esplorativo di Gold & Silver Api Group, il Consorzio per la promozione delle imprese orafe associate ad Apindustria Vicenza, con un gruppo selezionato di imprese: Golden Wings srl, Quadri srl, Sinico Walter srl, Vezzaro srl - insieme a Sped In srl, con il compito specifico di valutare le difficoltà legate all'aspetto logistico dell'introduzione dei campionari nel paese.

La missione ha toccato ben tre città: Tripoli, Benghazi e Zawia, nelle quali il gruppo vicentino è stato ricevuto calorosamente dal Sindacato libico degli Orafi, che ha organizzato sia gli incontri conoscitivi che le visite ai mercati e ai negozi.


"Certo, non è stata una missione semplice - continua Ragusa -. Numerosi sono stati gli accenni alla recente tensione diplomatica così come alle vecchie questioni pendenti tra Italia e Libia; ma in generale possiamo affermare che gli operatori locali, oltre ad essere ben disposti verso l'Italia, conoscono molto bene i nostri prodotti e hanno dimostrato interesse ad approfondire possibili eventuali partnership". 

Avendo avuto la conferma dell'organizzazione di una fiera a Tripoli nella quale sarà invitata, tramite l'ICE, anche una collettiva italiana, il Consorzio sta ora valutando una partecipazione collettiva delle imprese associate alla manifestazione, con la convinzione che questo possa avvicinare il pubblico libico, ancora molto legato ad un gusto classico e ‘arabeggiante', ad una produzione più moderna e stilisticamente più evoluta.

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Ufficio Stampa

Raffaella M. Sgueglia

APINDUSTRIA VICENZA - Relazioni esterne e comunicazione

Tel: 0444-232230 - Fax: 0444-960835 - e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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MONDO PRODUTTIVO, FORMAZIONE E ISTRUZIONE: SINERGIE VINCENTI


Comunicato stampa

6 novembre 2008

 

Il Gruppo Giovani Imprenditori di Apindustria Vicenza ha ospitato

Elena Donazzan, Assessore Regionale all'Istruzione, Formazione e Lavoro,

in occasione del 3° "Forum Politico - Dialogando con..."

L'evoluzione del mercato del lavoro e l'importanza di creare un coordinamento sempre più stretto, a tutti i livelli, tra il mondo della formazione e il sistema produttivo regionale: sono questi i temi approfonditi ieri in occasione del 3° "Forum Politico - Dialogando con..." organizzato dal Gruppo Giovani Imprenditori di Apindustria Vicenza, che ha visto come ospite d'onore Elena Donazzan, Assessore Regionale all'Istruzione, Formazione e Lavoro.


«Questo ciclo di incontri - ha sottolineato Andrea Bertolaso, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori - conferma il nostro impegno nel dialogo con le istituzioni locali e nazionali, con l'auspicio che questo confronto sia utile non solo a noi imprenditori per trasmettere con maggiore efficacia i bisogni del territorio, ma anche al mondo della politica, per aiutarlo comprendere meglio le esigenze delle PMI».

Dopo una sintetica introduzione dell'Assessore sulle politiche della Giunta regionale, l'incontro ha visto Elena Donazzan rispondere alle numerose domande degli imprenditori vicentini presenti all'evento.

Proprio il sistema delle imprese, del resto, rappresenta secondo l'Assessore un interlocutore fondamentale per il mondo dell'istruzione e della formazione: «Abbiamo cercato di fare in modo che i distretti produttivi fossero legati ai distretti formativi - ha spiegato Elena Donazzan - così, ad esempio, a Vicenza è stato creato il distretto della meccatronica, a Verona quello dell'agroalimentare, a Venezia quello dei beni culturali».

Lo stesso principio sta trovando applicazione anche nel mondo della scuola e dell'università: «Per la scuola - ha proseguito l'Assessore - muoversi verso il mondo del lavoro non è una forma di sfruttamento come qualcuno vorrebbe far credere, ma significa creare maggiori e migliori opportunità di lavoro per i giovani. In Veneto del resto c'è una grande tradizione in questo senso, con numerosi e importanti istituti tecnici che sono stati fondati proprio da imprenditori illuminati. Nel contesto regionale spicca anche il sistema universitario, che è tra i migliori a livello nazionale: la Regione lo sostiene con circa 8 milioni di euro l'anno di finanziamenti, ma abbiamo vincolato questi fondi al finanziamento di progetti concreti di ricerca realizzati in partenariato con le imprese piuttosto che a un utilizzo generico per pagare gli stipendi».

Solo così, secondo l'Assessore Donazzan, è possibile rispondere alle richieste del mondo del lavoro: «Per l'occupazione è un momento difficile, ma oggi disponiamo di un notevole patrimonio di dati sul mondo dell'istruzione, della formazione e del lavoro, conosciamo esattamente il profilo di chi ha perso il lavoro e studiamo il fabbisogno occupazionale delle imprese. Non ci mancano gli strumenti per sapere cosa sta accadendo oggi e immaginare come sarà il Veneto tra qualche anno, e in questo ambito nella nostra regione, a differenza di altre realtà territoriali, un contributo importante viene anche dalle associazioni di categoria. Coordinare queste conoscenze e questi sforzi e incrociare le informazioni raccolte con il mondo della scuola significa fare vero orientamento».

Questo impegno, tuttavia, potrebbe essere più efficace se la Regione disponesse di maggiori strumenti: «Serve più federalismo - ha concluso Elena Donazzan - perché per alcuni temi come ad esempio il lavoro è indispensabile dare risposte sul territorio, ma questo implica avere tutte le competenze di legge per poterlo fare. Questo non significa però che il Veneto possa pensare di fare da solo, perché una realtà di 5 milioni di abitanti sarebbe stritolata in un contesto sempre più globale come quello attuale. Occorre quindi concedere maggiori competenze alle Regioni, ma è necessario anche rendere più competitiva tutta l'Italia».



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Ufficio Stampa


Raffaella M. Sgueglia

APINDUSTRIA VICENZA - Relazioni esterne e comunicazione

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Monica Galvanin alla guida di FederVeneto API

PER LA PRIMA VOLTA UNA DONNA  ALLA GUIDA DELLA FEDERVENETO API

 
La nuova presidente Monica Galvanin: “Le PMI si riprenderanno il posto che spetta loro nel sistema imprenditoriale della regione”

 

Mestre, 8 maggio – “Sono molto soddisfatta non solo perché la mia elezione è avvenuta all’unanimità e quindi con l’accordo generale di tutti i rappresentanti delle diverse API provinciali, ma anche perché c’è la condivisione di un progetto comune per il futuro”. Ha le idee chiare la nuova presidente della Federazione fra le Associazioni Piccole e Medie Industrie del Veneto, Monica Galvanin, prima donna ad essere chiamata alla guida dell’associazione che conta oltre 4000 imprese in tutta la regione.

Dopo l’elezione all’unanimità avvenuta venerdì pomeriggio, espone i punti principali che caratterizzeranno l’attività della FEDERVENETO API.

“Innanzitutto mi impegnerò affinché l’Associazione si riprenda il posto che le spetta nel sistema imprenditoriale della regione – sottolinea la nuova presidente - al fine di poter difendere il ruolo importante che hanno le PMI nel nostro territorio. E’ necessaria infatti una maggiore attenzione verso questa realtà, le sue problematiche e le necessità che presenta. Al primo posto senza dubbio va messa l’internazionalizzazione, dato che il 60% del fatturato delle nostre aziende è dato dall’export”.

Ha 39 anni Monica Galvanin ed è presidente del consiglio di amministrazione e direttore generale della Galvanin s.p.a., società metalmeccanica del vicentino fondata nel 1968, specializzata nella progettazione e realizzazione di stampi, la produzione di minuteria metallica e la fornitura di servizi tecnici inerenti l'impiantistica industriale. Già Tesoriere e delegato alla Responsabilità Sociale d’impresa nella Giunta di Apindustria Vicenza, è anche componente della Commissione Riforma Sistema Contributivo Confapi a livello nazionale.

“Sono convinta vada dato un ruolo maggiore anche ai giovani imprenditori – riprende la Galvanin – che vanno coinvolti e riconosciuti per il ruolo fondamentale che svolgono. I tempi sono maturi inoltre per un ulteriore valorizzazione della componente femminile. Del resto la mia elezione dimostra che in ambiti come quello della FEDERVENETO API esiste già una reale volontà di cambiamento che va oltre le banali parole che, per alcuni, hanno solo la finalità di migliorare l’immagine e non i fatti”.

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MOROSIN AL “FILO' DELLA POLITICA”

Il leader di Indipendenza Veneta ospite di Apindustria Confimi Vicenza per il ciclo di incontri con i candidati a governatore

Dopo il buon riscontro nell'appuntamento di esordio che ha visto protagonista Gianluca Busato, continua con Alessio Morosin il "Filò della politica", ciclo di incontro con i candidati alla presidenza della Regione Veneto organizzato da Apindustria Confimi Vicenza. L'atteso incontro con il rappresentante del movimento indipendentista, che negli ultimi anni ha richiamato l'interesse di tanti cittadini tra cui piccoli imprenditori, è in programma martedì 21 aprile alle 18 a Bassano del Grappa presso il palazzo delle Professioni in viale Asiago 113, nuova sede distrettuale dell'associazione che rappresenta le Pmi vicentine.
L'incontro è aperto a tutta la cittadinanza, sempre con l'obiettivo di costruire una scelta consapevole in vista di un'occasione importante delle prossime elezioni regionali, che determineranno il futuro di un Veneto che per uscire dalla crisi economica ha bisogno come non mai delle sue piccole e medie imprese.

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Nadef, Confimi Sanità: “Più risparmi, più spendi. Il SSN ne è la prova eppure, si continua a ridurre il budget dedicato alla salute”

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Roma, 10 ottobre 2023 

“Più risparmi e più spendi, è il leitmotiv a cui è stato relegato il Servizio Sanitario Nazionale che ancora una volta si vede ridurre il budget di spesa. Ma ridurre le risorse non vuol dire di certo tagliare la spesa, anzi” così Massimo Pulin presidente di Confimi Industria Sanità commentando la nota di aggiornamento al DEF propedeutica alla Legge di Bilancio ormai alle porte.

“Confimi Industria ha appena siglato l'adesione al trimestre anti inflazione e, l’augurio delle imprese del settore sanitario, è che si faccia analogo discorso sulla sanità: investimenti in cure pubbliche e realmente accessibili considerato che invece continua a crescere la spesa out of pocket, nel 2022 ha superato i 37 miliardi” propone e sottolinea Pulin.

“La preoccupazione è duplice – spiega il numero uno di Confimi Industria Sanità – se da una parte l’acquisto di dispositivi e ausili continua ad esser fatto tramite gare milionarie e su prezzi a ribasso, avremo sempre meno qualità e taglieremo fuori dal mercato le aziende italiane che sono per lo più pmi che invece realizzano prodotti all’avanguardia e a costi competitivi; dall’altra massimizzare la spesa vuol dire fornire ai pazienti ausili e dispositivi generici e non customizzati, allungando i tempi di cura e quindi di spesa”.

“L’auspicio, chiude Pulin, è che si intervenga prontamente sul sistema gare e sui nuovi tariffari affinché il paradigma si inverta, perché la salute non può diventare un lusso. Il Servizio Sanitario Nazionale si occuperà sempre più di una popolazione anziana che necessita di assistenza e cura. È tempo che il messaggio sia piuttosto più spendi e meno spendi”.


Ufficio Stampa
Confimi Industria 

Comunicati Stampa

Nasce "Bullismo no grazie"

L’associazione ha l’obiettivo di prevenire e combattere il bullismo, il cyberbullismo e la violenza in qualsiasi forma si presenti, con progetti di informazione e sensibilizzazione rivolti sia ai giovanissimi, sia ai loro genitori. Promotore dell'iniziativa Massimiliano Destefanis, Presidente della categoria digitale di Apindustria Confimi Vicenza.

Categoria Digitale

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Nasce Confimi Industria Molise: una nuova voce per le imprese manifatturiere del territorio

Confimi Industria sbarca ufficialmente in Molise con la nascita di Confimi Molise, l’associazione territoriale dedicata a rappresentare e valorizzare le piccole e medie imprese della regione.

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La nuova realtà nasce dall’impulso dell’imprenditore Antonio Lucio Valerio, alla guida dell'azienda RES S.p.A., tra le poche imprese molisane ad essere quotate in borsa, con una visione fortemente orientata all’innovazione e alla crescita sui mercati nazionali e internazionali. 

L’obiettivo è chiaro: dare forza, supporto e visibilità alle aziende molisane, creando una rete solida capace di dialogare con le istituzioni, favorire lo sviluppo economico e accompagnare le imprese nei processi di trasformazione.

“Il Molise è una terra ricca di imprenditori coraggiosi, che hanno saputo mantenere viva l’economia locale anche nei momenti più difficili” – dichiara Antonio Lucio Valerio, Presidente di Confimi Molise – “con Confimi Molise vogliamo offrire loro una casa comune, uno spazio di rappresentanza e di servizi concreti, costruito su misura delle esigenze delle PMI del nostro territorio”.

Tra gli associati molisani, figurano esponenti nei settori alimentare, digitale, sanità, edilizia e multiservizi, a conferma della volontà di costruire una rappresentanza trasversale, forte e orientata al futuro.

Confimi Molise sarà punto di riferimento per le imprese manifatturiere e per i servizi connessi all’impresa, e si inserisce nella rete nazionale di Confimi Industria, organizzazione che oggi rappresenta oltre 45.000 imprese italiane, sotto la guida dell’industriale bergamasco dell’alluminio Paolo Agnelli.

 

 

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NASCE OGEP.VI, L’OSSERVATORIO GIOVANI DELL’ECONOMIA E DELLE PROFESSIONI DI VICENZA

NASCE OGEP.VI, L’OSSERVATORIO GIOVANI DELL’ECONOMIA E DELLE PROFESSIONI DI VICENZA 
Approvato il 17 luglio lo statuto dell’Osservatorio nato come collante tra le attività economiche e professionali dei giovani del territorio vicentino  
Era stata annunciata lo scorso anno, con tanto di conferenza stampa e trofeo di calcetto, l’intenzione di iniziare a lavorare in gruppo, con un messaggio unanime: la giovane classe dirigente del Vicentino, voleva costruire una rete di relazioni facendo leva sul gioco di squadra, con l’obiettivo di intensificare il confronto e la collaborazione per elaborare progettualità innovative che possano recare beneficio al territorio e alla società civile nel suo complesso.  A distanza di meno di un anno la promessa è mantenuta: nasce l’OGEP.VI (Osservatorio  Giovani dell’economia e delle Professioni Di Vicenza) al quale aderiscono le associazioni G.T.G.I. – Gruppo Territoriale dei Giovani Imprenditori - CONFAPI, G.G.I.A. – Gruppo Giovani Imprenditori Artigiani - CONFARTIGIANATO, A.N.G.A. – Associazione Nazionale Giovani Agricoltori - CONFAGRICOLTURA, ALIGEST – Associazione Laureati in Ingegneria Gestionale a Vicenza, AIGA –Associazione Italiana dei Giovani Avvocati, Sezione di Vicenza, U.G.D.C. –Unione Giovani Dottori Commercialisti di Vicenza e VAGA – Associazione Giovani Architetti della Provincia di Vicenza,  Il coordinamento è stato assegnato a Luca Tomasi del gruppo Giovani di Apindustria Vicenza. L’Osservatorio non ha scopo di lucro e ad esso possono aderire, in qualsiasi momento, anche altre associazioni giovanili, riferite a categorie economiche o professionali, operanti nel territorio vicentino  “Lo scopo principale – spiega Tomasi –  è favorire la collaborazione e le sinergie tra le associazioni aderenti mediante la costituzione di gruppi di studio, l’organizzazione di attività seminariali, convegni, manifestazioni culturali e sportive e quant’altro il coordinamento ritenga utile per la realizzazione di qualsiasi attività o progetto ritenuto utili per l’economia del territorio ma anche per il benessere sociale della popolazione”. “Non vogliamo essere un doppione delle nostre associazioni – continua Tomasi – bensì esserne al fianco su temi che abbiano interesse inter-categorialel, come quello dei giovani, dell’economia, della società e della politica. Non possiamo, infatti, rimanere indifferenti al fatto che i giovani sono poco rappresentati a tutti i livelli e su questo argomento vorremmo aprire una seria. Attraverso, poi, l’organizzazione di eventi sportivi e “ludici” vorremmo raccogliere fondi da destinare in beneficenza”.  

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Ufficio Stampa Raffaella M. Sgueglia

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NIENTE SALVATAGGIO PER LE PMI: IL FONDO PER LA RISTRUTTURAZIONE DELLE IMPRESE IN CRISI NON LO PERMETTE

Comunicato stampa, 14 luglio 2010

Filippo De Marchi, presidente di Apindustria Vicenza protesta contro una misura

ancora una volta iniqua e noncurante delle dimensioni del 98% delle aziende

italiane ed europee

E’ ufficiale: dal 5 luglio 2010 le imprese in crisi potranno fare domanda per accedere al Fondo per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficoltà. Un bel segno, certo, in un periodo come quello attuale, che previene dall’attacco incondizionato e immediato di banche e creditori, alle quali si offre la garanzia del Fondo in attesa delle opportune analisi e riflessioni da parte degli esperti sullo stato effettivo dell’azienda. Peccato che, come accade di consueto da anni, a rimanere sempre fuori dai giochi sia la stragrande maggioranza delle imprese italiane ed europee, alle quali i Governi continuano ad ostinarsi a non pensare.

«Un dato per tutti, che vorremmo mettere nuovamente in luce, se non fosse ancora chiaro a chi di dovere – esordisce Filippo De Marchi, Presidente di Apindustria Vicenza -: il 99,8 % di tutte le imprese europee è costituito dalle PMI e di queste il 91,5% sono micro imprese, solo il 7,3 % sono piccole imprese e appena l’1,1% sono medie. Significa che il 98,8% delle imprese su cui si basa l’economia, nostra e dei nostri “cugini oltre confine”, e a cui si collega il 67,1% dei posti di lavoro nel settore privato, non rientra nei parametri stabiliti per poter usufruire del Fondo».

Infatti, ad accedere agli aiuti messi a disposizione saranno solo le imprese organizzate in forma di società di capitali che rientrino nella definizione europea di media impresa e grande impresa (fatte salve quelle operanti nei settori del carbone, dell’acciaio, della pesca, dell’acquacoltura e del settore agricolo, e soprattutto per le quali non siano state presentate istanze giudiziali per l’accertamento dello stato di insolvenza), dove la soglia che divide le “medie” dalle “grandi” imprese si attesta sui 250 dipendenti, un fatturato di 50 milioni di euro e un totale di bilancio di 43 milioni di euro: sotto tali numeri si parla di “medie”, sopra agli stessi numeri si parla di “grandi”. Sopra o sotto, rimangono pur sempre numeri ai quali praticamente nessuna delle PMI riesce ad arrivare. «E’ molto grave – continua De Marchi -, denota una mancanza di pragmaticità e visione prospettica, o peggio ancora, di serietà e responsabilità nei confronti di tutti, in un momento di grave difficoltà, dove non si può più tergiversare o seguire le solite linee di interesse privato e di poche oligarchie. E’, oggi, il momento delle decisioni per la collettività: o agiamo in fretta o rimaniamo alla finestra a guardare senza più strumenti il definitivo tracollo di molti settori».

L’amara riflessione è che in un’economia come quella dell’Italia, dove la grande industria continua a non mostrare segnali di ripresa, sono invece proprio le piccole e medie imprese a distinguersi nei processi di trasformazione e di sviluppo. Nonostante le difficoltà, le PMI continuano a mantenere e ampliare le proprie quote di mercato estero, confermando il proprio fondamentale ruolo all’interno del sistema economico nazionale. Ora mutato lo scenario internazionale vanno valutati gli effetti delle dimensioni delle aziende. Per questi motivi le PMI e soprattutto quelle micro, che affollano i distretti, devono essere dotate degli strumenti per affrontare la sfide e le trasformazioni. Perché allora rimangono sempre al di fuori dei giochi?

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