Dopo una notte di confronto, terminata alle 7.30 di stamattina si è conclusa la prima trattativa sindacale a distanza mai svolta, che ha portato alla definizione di un protocollo che va a integrare quanto già stabilito dal decreto della presidenza del Consiglio dell’11 marzo. Al confronto in videoconferenza hanno partecipato per il governo, oltre al premier Giuseppe Conte, i ministri della Salute Roberto Speranza e la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo. «Con un percorso favorito dal governo, le parti sociali hanno firmato un protocollo condiviso per contrastare la diffusione del #Coronavirus nei luoghi di lavoro. Così le aziende, anche facendo ricorso agli ammortizzatori sociali, potranno garantire ai lavoratori più sicurezza», scrive su Twitter Catalfo. Venendo al merito del protocollo, si lasciano libere le aziende di decidere come organizzarsi ma si auspica anche l’interruzione della produzione. L’intesa è articolata in 13 punti.
Un messaggio dal nostro Presidente, Flavio Lorenzin
Caro Collega, non ti racconterò cosa sta succedendo nel mondo e nel nostro Territorio, perchè questa emergenza è entrata drammaticamente nella vita di tutti noi come padri, madri, figli, imprenditori. Nel giro di poche settimane le nostre consolidate abitudini sono state spazzate via da una emergenza tra le più gravi mai occorse nel nostro Paese.
Apindustria Vicenza condivide lo spirito del DPCM 11 marzo 2020, rilevando però come l'applicazione delle doverose specifiche misure previste per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori nei settori produttivi venga di fatto lasciata alla discrezionale scelta delle aziende, chiamate a decidere se fermare le attività o continuare la produzione. La tutela della salute è un bene primario ed essenziale che non può essere demandato alla sola responsabilità di migliaia di aziende, che già sopportano il peso di altrettante responsabilità legate a far crescere l'economia del Paese ed il benessere di chi ci lavora.
Consulenza in materia fiscale:
consulenza sugli aspetti fiscali connessi alle operazioni di commercio estero in esportazione/imortazione/cessione intracomunitaria e sull'attività economica all'estero; il trattamento dell'IVA; informazioni e consulenza su contabilità e bilancio; adempimenti in materia di privacy
Consulenza in materia di commercio estero:
consulenza sulle operazioni doganali in import/export e sulle operazioni intracomunitarie; consulenza sulla compilazione dei modelli Intrastat; verifica delle nomenclature combinate e dei dazi applicati nella movimentazione delle merci; carnet ATA, certificato d'origine, EUR 1, consulenza sull'origine preferenziale delle merci, sul traffico di perfezionamento attivo e passivo, sul regime delle preferenze tariffarie - persona di riferimento: Alessandra Novello
Consulenza ed informazioni circa i documenti richiesti per l'export/import (certificazioni di prodotto, certificati d'origine, certificati sanitari e fitosanitari); rilascio visti d'affari; certificati di ispezione delle merci; normativa sugli imballaggi in legno; consulenza sulla contrattualistica internazionale (contratti di distribuzione, vendita); consulenza sui pagamenti internazionali - persona di riferimento: Elena Fassa
Servizi a pagamento, su preventivo:
Assistenza legale personalizzata (con legali specializzati per paese)
Assistenza per l'utilizzo dei crediti documentari
Servizi di traduzione/interpretariato
Informazioni commerciali-finanziarie sulle aziende
Sarà un momento di incontro e convivialità in occasione delle prossime festività natalizie e di fine anno. Iniziativa congiunta tra le Associazioni Apindustria Confimi Vicenza - Ovest Vicentino, Confindustria Vicenza -Sezione Pelle e Cuoio, Confartigianato, Assomac, Unic, Unpac e Distretto Veneto della Pelle
L’evento si terrà Mercoledì 10 dicembre 2025alle ore 18:00 presso la sede del MILE – Museum of Interactive Leather Experience - Via del Lavoro, 22. 36071 Arzignano (VI)
Secondo le proposte della Commissione Europea (COM(2022) 701 final) la fatturazione delle operazioni intracomunitarie, dal 2028, andrà effettuata entro 2 giorni o, comunque, entro due giorni andrà trasmessa la comunicazione digitale. Confimi Industria è contraria a questa prospettazione.
Confimi Apindustria Vicenza – Il Presidente Mariano Rigotto. «In questi momenti le sfide si vincono con l'aggregazione»
Archiviato il 2025, un anno che sembra avere definitivamente scardinato i già delicati equilibri a livello geopolitico ed economico, tant’è che risulta quasi impossibile prevedere l’effetto di determinati eventi, come previsto dalla teoria del caos enunciata da James Yorke.
-Con tale premessa le imprese manifatturiere, come quelle associate a Confimi Apindustria Vicenza, come si devono rapportare con problematiche di livello globale che incidono sempre più sui costi delle materie prime, dell’energia, sugli sbocchi nei mercati esteri, solo per citare alcuni dei parametri in gioco?
«È ormai evidente che la situazione geopolitica si va facendo sempre più complicata per aziende vocate all’export, come le nostre, e questo è sicuramente dannoso perché la stabilità che tanto bene fa ai mercati e alle imprese ormai è un’utopia. Il contesto odierno impone riflessioni più ampie, che non possono essere relegate al solo governo dell’impresa, ma devono essere parte di una strategia più vasta: quel Sistema Paese, che abbiamo richiamato a gran voce negli anni passati e che ora coinvolge necessariamente anche l’Unione Europea, diventa indispensabile quando ci si trova di fronte a situazioni così incerte e frammentate».
-In questo periodo state elaborando i dati della vostra consueta indagine congiunturale che guarda al secondo semestre 2025 ma anche alle previsioni per il 2026. Avete già una fotografia d’insieme?
«Dal primo sguardo possiamo affermare che il 2025 è stato un anno altalenante: si è partiti bene nel primo quadrimestre, si è calati in quello centrale per poi rialzarsi un po’ in quello conclusivo; con qualche distinguo, l’80% delle aziende che hanno risposto finora ci hanno detto indicato crescita, o almeno stabilità, rispetto all’analogo semestre 2024. Molti colleghi si sono detti soddisfatti di questo risultato; vista la situazione, è in effetti un buon segnale, ma in realtà stiamo parlando di sopravvivenza, non di sviluppo. Se si guarda poi all’anno appena iniziato, un’azienda su due prevede aumenti degli ordinativi e degli investimenti rispetto al primo semestre dello scorso anno, con oltre il 70% delle imprese che prevedono un aumento dell’occupazione. Però sulle previsioni di fatturato c’è molta più incertezza, perché i portafogli ordini sono ancora lungi dall’essere pieni».
-L’Associazione come può esser d’aiuto alle imprese?
«È in momenti come questi che l’aggregazione assume ancor più rilevanza. Da decenni promuoviamo e partecipiamo a numerose iniziative volte a creare massa critica e collaborazione tra imprese sotto il profilo dei mercati, degli approvvigionamenti, del networking, delle opportunità commerciali. In quest’ultimo biennio ci siamo mossi in particolare a livello nazionale e locale su temi portanti come quelli dell’energia, dell’export, della sostenibilità, della formazione, del personale, solo per fare alcuni esempi».
-Proprio su energia e ricerca di personale avete attuato diverse iniziative.
«È così. Sull’energia ovviamente a livello nazionale. Le imprese italiane pagano mediamente il 30% in più di quelle europee; percentuale che sale al 47% se confrontiamo i nostri prezzi con quelli di Francia e Spagna. Lo Stato dovrebbe decidere una volta per tutte se vuole fare il regolatore o l’incassatore di dividendi dalle partecipate di Stato e, da come ha ostacolato ogni tentativo di “federalismo” energetico, direi che la scelta l’ha fatta».
-Quanto al personale e alla formazione?
Un paio d’anni fa abbiamo attivato un progetto sperimentale, che ora è stato fatto proprio dalla Camera di Commercio, per l’inserimento lavorativo dei richiedenti asilo, dopo un’adeguata formazione. Tra la massa di pensionamenti in atto e in divenire e la denatalità, questo tema è cruciale per le imprese: basti pensare che tra quattro anni, nel 2030, in Veneto perderemo 125 mila lavoratori».
E' sufficiente compilare la seguente scheda di adesione per confermare la propria partecipazione.
Per maggiori informazioni è a disposizione Centro Api Servizi srl (Roberta Fusciello - tel. 0444.232.244 fax 0444.960.835 - email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)
In considerazione delle differenziate esigenze formative che caratterizzano le diverse realtà aziendali, il Centro Api Servizi è in grado di progettare e realizzare interventi formativi e consulenziali ad hoc, in modo da attuare programmi personalizzati di formazione e aggiornamento specifico per le aziende che lo richiedono. Il nostro obiettivo è quello di contribuire al rafforzamento e alla crescita delle Piccole e Medie Industrie, offrendo un servizio concreto di consulenza nelle varie aree di pertinenza aziendale (Amministrazione, Informatica, Lingue, Commerciale, Organizzazione, Risorse Umane, Produzione, Logistica etc.) grazie al supporto di docenti e professionisti con lunga esperienza aziendale e comprovate capacità didattiche.
Per avere maggiori informazioni contattare: Marco Vitale – Tel. 0444/232245 e.mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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