entry
Skip to main content

Focus Economia Bassanese

«Le imprese bassanesi dopo un 2021 molto buono hanno messo a segno nel 2022 dei risultati molto validi- commenta Lorena Piazza, presidente del Mandamento di Bassano del Grappa di Apindustria Confimi Vicenza

ANCHE NEL BASSANESE È ALLARME MANODOPERA

A dispetto del contesto non facile, le PMI bassanesi continuano a dimostrare sui mercati di tutto il mondo la competitività di un tessuto produttivo che ha pochi eguali non solo in Italia, ma in tutta Europa. «Le imprese bassanesi dopo un 2021 molto buono hanno messo a segno nel 2022 dei risultati molto validi e - commenta Lorena Piazza, presidente del Mandamento di Bassano del Grappa di Apindustria Confimi Vicenza - nonostante le materie prime aumentate e i maggiori costi dell'energia, dei trasporti e dei carburanti. Tutti oneri che sono stati solo parzialmente inseriti nei listini finali, perché le aziende hanno assorbito parte degli aumenti contraendo i propri margini. In considerazione di tutto quello che è accaduto nel panorama mondiale direi che comunque l'economia bassanese si è dimostrata ancora una volta sana e ricca di risorse».Screenshot 2023 03 27 091748 pag1 bassano

Qual è il “sentiment” delle PMI bassanesi in questo inizio d’anno?

«Le prospettive per il 2023 sono meno luminose, l'anno si è presentato fin da subito come incerto anche a livello internazionale: molto dipenderà dalla durata della guerra in Ucraina e dalle politiche che saprà attuare il Governo a favore degli investimenti, senza dimenticare il tema comunque ancora presente dell’energia e la fiducia dei mercati in generale. Fatta questa premessa, le PMI bassanesi sanno sempre trovare soluzioni anche quando sembra impossibile ed è nelle condizioni più difficili che dimostrano tutta la loro grinta e tenacia».

A proposito di condizioni di difficili, cosa preoccupa oggi maggiormente?

«Le aziende hanno difficoltà a reperire profili tecnici e manodopera qualificata, e su questo fronte come Associazione siamo impegnati anche a livello locale, come dimostra ad esempio il nostro coinvolgimento nel nuovo polo bassanese dell’ITS Academy Meccatronico Veneto, che risponde proprio alla grande necessità di specializzazione che avvertono le aziende del territorio. In generale necessitiamo di figure preparate e queste oggi sono molto difficili da reperire. Progetti come questo vanno nella direzione di creare tra i giovani cultura e interesse per lo sviluppo delle competenze oggi necessarie alle aziende. Non solo: scegliere un percorso di studi specialistico ha anche una valenza motivazionale, perché significa che alla base ci sono un pensiero e un obiettivo per il proprio futuro. Anche per questo motivo, in generale credo che ci debba essere un rapporto più stretto tra il mondo della scuola e quello delle imprese, in modo che i ragazzi inizino a fare esperienza nei luoghi di lavoro. In questo modo potranno capire cosa sarà loro richiesto in futuro e soprattutto quale strada vorranno intraprendere, per un inserimento di qualità e soddisfacente nel mondo del lavoro. Una volta compresi questi aspetti i corsi ITS rappresentano una magnifica opportunità per approfondire e specializzare le loro competenze».

Com’è il rapporto con le Istituzioni locali?

«Al di là dei rapporti consolidati da decenni con le Amministrazioni locali, come Associazione partecipiamo al Tavolo di Concertazione dell'IPA Pedemontana del Brenta, che è uno strumento di programmazione territoriale permanente. Si stanno discutendo varie progettualità, affrontando temi di interesse diretto per le imprese come l’energia e la viabilità e altri di rilievo più generale per il territorio come la tutela delle risorse idriche ».

A proposito di viabilità, si avvicina la conclusione della Pedemontana…

«Questo è un traguardo a lungo atteso da tutto il territorio, perché si tratta di un’arteria che sicuramente consente un collegamento molto più rapido con l’area trevigiana, nonché con l’aeroporto di Venezia e anche con i distretti produttivi dell’Ovest Vicentino. Sicuramente una volta completata sarà utilizzata maggiormente. Restano da risolvere invece le difficoltà di collegamento con Padova, dove l’attuale infrastruttura stradale appare superata e impone tempi lunghi di percorrenza».

Un altro problema ormai antico è la questione del Tribunale di Bassano.

«È evidente che non avere una sede in ambito locale rappresenta un danno per l’intera comunità, incluse le imprese naturalmente. Non è solo una questione di tempi di trasferta fino a Vicenza, ma anche di produttività: una sede bassanese eviterebbe di accentrare su un unico tribunale tutte le pratiche, con le lungaggini che questo comporta. Voglio ricordare che una giustizia con tempi certi e rapidi rappresenta un tema di grande importanza anche per le aziende, oltre che un fattore rilevante nella capacità o meno di essere attrattivi verso gli investitori stranieri».

A proposito di nuovi investimenti, il progetto del nuovo polo produttivo a San Lazzaro ha creato una spaccatura.

«Il progetto “vale” circa 230 posti di lavoro, oltre all’indotto generato, ma la questione è stata affrontata più da un punto di vista ideologico e quando questo accade diventa sempre difficile trovare una sintesi, che è invece ciò di cui abbiamo bisogno come territorio e come sistema produttivo, su questo e su tanti altri temi».

 

LA VOCE DELLE PMI E I TEMI PER LORO STRATEGICI

I risultati dell’ultima indagine congiunturale condotta da Apindustria Confimi Vicenza su un campione di PMI rappresentativo dei principali settori produttivi presenti nel territorio provinciale confermano anche a livello bassanese una chiusura d’anno molto positiva in termini di fatturato, investimenti, produzione e occupazione; positivo anche l’indice degli ordini, mentre è in leggerissima contrazione quello degli ordinativi estero.

La previsione per questo primo semestre denota invece una maggior prudenza, anche se con indicatori comunque positivi, in particolare quello relativo all’occupazione che è addirittura in crescita rispetto al semestre passato.

I fattori critici segnalati dalle aziende sono segno dei tempi: il primo posto è un ex aequo tra l’incertezza dei costi energetici e la difficoltà a reperire personale. Di poco seScreenshot 2023 03 27 091748 pag2 bassanoconda è la difficoltà nel reperimento ed i costi delle materie prime, fattore che continua a preoccupare. Più staccate le criticità “tradizionali” come la pressione competitiva che interessa alcuni comparti e la qualificazione del personale non sempre adeguata alle necessità di crescita.

In questo contesto, il ricorso agli ammortizzatori sociali è stato molto limitato e le previsioni degli imprenditori sono di un ulteriore riduzione nell’utilizzo per il semestre in corso; peraltro la grande maggioranza di chi vi ha ricorso lo ha fatto per transitorie difficoltà di settore.

È da sottolineare invece la forte propensione all’innovazione: il 90% delle imprese ha attuato investimenti in questo senso negli ultimi mesi, soprattutto per quanto riguarda l’introduzione di nuove tecnologie nei prodotti e nei processi, insieme a novità di tipo organizzativo. Appare invece limitata la diffusione dello smart working, che interessa circa il 15% del campione.

E l’impegno sul fronte degli investimenti è destinato a proseguire anche nel semestre appena iniziato, concentrando le risorse soprattutto sui processi, sulla formazione del personale e sulla digitalizzazione.

NUOVE STRATEGIE PER PERSONALE

Oltre 9.000: tante sono le assunzioni previste tra marzo e maggio di quest’anno secondo la banca dati Excelsior di Unioncamere. E a fare la parte del leone nell’offerta di lavoro sono ancora una volta le PMI: il 37,1% dei nuovi ingressi è previsto in aziende tra i 10 e i 49 dipendenti, il 34,4% tra i 50 e i 249 dipendenti, con un 11% nelle imprese più piccole (1-9 dipendenti) e solo il 17,6% tra le aziende con oltre 250 dipendenti.

Non solo, oltre la metà delle figure ricercate (56,2%) riguarda la produzione di beni o l’erogazione di servizi, con un ulteriore 12,1% nelle attività di installazione e manutenzione un 7% in progettazione, ricerca e sviluppo.

Approfondendo il tema, i dati mostrano che le figure più richieste sono quelle di addetti a macchine automatiche e semiautomatiche per le lavorazioni metalliche, addetti all’assemblaggio di prodotti industriali, meccanici, montatori, riparatori e manutentori di macchinari, e ancora operai addetti ai macchinari dell’industria tessile e delle confezione, fonditori, saldatori, lattonieri e montatori di carpenteria meccanica, fabbri e costruttori di utensili, operai specializzati nell’installazione e manutenzione di attrezzature elettriche ed elettroniche.

Insomma, i numeri confermano il grido d’allarme lanciato da tempo da Apindustria Confimi Vicenza sulla difficoltà a reperire manodopera qualificata e sull’importanza di favorire l’orientamento delle nuove generazioni verso percorsi più tecnici, superando antichi preconcetti.

«Questa problematica - sottolinea Mariano Rigotto, presidente di Apindustria Confimi Vicenza - è stata segnalata da tutte le imprese nella nostra rilevazione, ad indicare che ormai si tratta di una questione trasversale a tutti i settori, dalla manifattura all’agricoltura, passando per il commercio e l’ospitalità. E questo è un tema particolarmente preoccupante, perché se, come abbiamo visto, il rincaro dell’energia può rientrare nel giro di un anno, i lavoratori non si possono “fabbricare” in pochi mesi: questo è un problema che rischiamo di portarci dietro per i prossimi 10-15 anni, anche perché la denatalità è sempre maggiore, dunque in prospettiva si tratta di un problema destinato ad acuirsi ulteriormente. Negli ultimi anni molte aziende, anche piccole e medie imprese, hanno investito nell’automazione, ma le aziende non vanno avanti da sole, questo va ribadito. Per queste ragioni come Associazione siamo in campo per affrontare la questione da più punti di vista, con azioni sinergiche, come richiede un tema così complesso».

Con quali iniziative? «Ad esempio già dal 2021 con il progetto Girls & Science siamo impegnati a promuovere i percorsi di studio e di carriera legati alle materie STEM tra le studentesse: vogliamo valorizzare le capacità e le inclinazioni di tante ragazze che potrebbero altrimenti fare altre scelte per motivi culturali e sociali e speriamo, in prospettiva, di poter aumentare la quota di donne che ricoprono quei ruoli professionali che più ricerchiamo. Inoltre stiamo lavorando sulla qualità delle figure formate nei percorsi scolastici: come Associazione collaboriamo con gli istituti tecnici del territorio e con gli ITS. In questo contesto voglio ricordare anche un’iniziativa della nostra categoria Metalmeccanica, che, oltre allo storico Premio Meccatronica, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale ha organizzato per gli insegnanti degli istituti tecnici un corso di aggiornamento sulle tecnologie oggi utilizzate nelle aziende. E ancora, stiamo lavorando sulla sensibilizzazione dei giovanissimi e dei loro genitori, perché se la popolazione in età lavorativa è destinata a ridursi, è ancora più importante che essa si indirizzi verso quelle professionalità di cui hanno maggiormente bisogno le aziende: per questo motivo partecipiamo alle varie iniziative di orientamento scolastico organizzate su tutto il territorio provinciale e in autunno puntiamo a organizzare una grande giornata di “aziende aperte”, per mostrare agli studenti delle medie e ai loro genitori cosa significa oggi lavorare all’interno di un’azienda manifatturiera e quali opportunità ci sono: dobbiamo far capire che ci sono figure professionali di assoluta necessità che offrono opportunità di grande soddisfazione professionale e personale. Non da ultimo, stiamo dialogando con le istituzioni rispetto alla problematica dell’accoglienza, per costruire dei percorsi di formazione e integrazione anche lavorativa, trasformando in una opportunità quella che fino a oggi è stata considerata più che altro una criticità».

Dalla rilevazione condotta da Apindustria Confimi Vicenza due terzi delle aziende prevedono nuove assunzioni in questo semestre, ma il 90% dei rispondenti denuncia difficoltà nel reperire personale. Il tutto a fronte di una crescente attenzione nei confronti dei lavoratori: oltre il 70% delle imprese ha implementato azioni a favore dei dipendenti (welfare, premi etc.) durante lo scorso semestre.

La rilevazione condotta da Apindustria Confimi Vicenza ha indagato anche la situazione finanziaria delle aziende e i rapporti con il sistema bancario. La stragrande maggioranza delle imprese non segnala problemi di liquidità, tuttavia l’8% dichiara di aver sperimentato ritardi di pagamento o mancati pagamenti.

Inoltre circa il 15% dei rispondenti ha segnalato di aver percepito tempi di risposta eccessivamente dilatati da parte degli istituti di credito e un altro 10% segnala una onerosità eccessiva nei costi delle istruttorie e delle pratiche; l’8% denuncia infine una eccessiva severità nella valutazione del merito di credito.


Mandamento Bassano del Grappa

  • Creato il .
Save
Cookies user preferences
We use cookies to ensure you to get the best experience on our website. If you decline the use of cookies, this website may not function as expected.
Accept all
Decline all
Read more
Analytics
Tools used to analyze the data to measure the effectiveness of a website and to understand how it works.
Matomo
Accept
Decline