DL Fisco, il Presidente Rigotto: “Sugli esodati della Transizione 5.0 serve chiarezza. Le imprese hanno investito sulla base di regole precise”
VICENZA, 30 marzo 2026 –«Molte imprese del nostro territorio hanno programmato e avviato investimenti importanti in innovazione ed efficientamento energetico confidando nelle misure previste dal Piano Transizione 5.0. Oggi rischiano però di trovarsi a metà del guado».
È il commento del presidente di Confimi Apindustria Vicenza, Mariano Rigotto, dopo l’approvazione del decreto fiscale che interviene sul tema delle cosiddette imprese “esodate” della Transizione 5.0.
Secondo le stime nazionali sono oltre settemila i progetti presentati nel 2025 e rimasti in lista d’attesa per esaurimento delle risorse. Il decreto prevede ora che a queste imprese venga riconosciuto nel 2026 un credito d’imposta limitato al 35% dell’importo richiesto, una misura che nella maggior parte dei casi si traduce in un’agevolazione molto inferiore rispetto a quella originariamente prevista.
«Il punto non è solo l’entità dell’incentivo – osserva Rigotto – ma la certezza delle regole. Quando le imprese decidono di investire lo fanno sulla base di un quadro normativo e di indicazioni che arrivano dalle istituzioni. Cambiare le condizioni a posteriori rischia di generare incertezza e di indebolire la fiducia nelle politiche industriali».
Il presidente di Confimi Apindustria Vicenza ricorda che anche molte realtà manifatturiere vicentine hanno avviato investimenti in tecnologie e risparmio energetico proprio nell’ambito di questo programma.
«Parliamo di progetti che spesso comportano impegni finanziari significativi e scelte strategiche di lungo periodo. Per questo è importante che le imprese possano contare su strumenti stabili e credibili».
Confimi Apindustria Vicenza guarda ora con attenzione al tavolo di confronto convocato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per il prossimo 1° aprile, al quale il Governo ha invitato le organizzazioni imprenditoriali per discutere degli effetti del decreto.
«Sarà un momento importante di chiarimento – conclude Rigotto –. Come sistema Confimi porteremo all’attenzione del Governo la voce delle tante piccole e medie industrie che hanno creduto in queste misure e che oggi chiedono semplicemente coerenza e affidabilità nelle politiche pubbliche. In una fase di forte incertezza internazionale, almeno sul fronte delle regole interne le imprese hanno bisogno di punti fermi e del rispetto degli impegni assunti»
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