CARO-ENERGIA, AGNELLI (CONFIMI): "piano 'ACCELERATE EU' è un pannicello caldo. Serve un tetto al prezzo, non altri aiuti di stato che dividono l’Europa"
Roma 23/04/2026 "Ancora una volta l'Europa risponde a una tempesta perfetta con la logica dei piccoli passi e dei bonus, mentre le nostre imprese sono nel bel mezzo del ciclone". È il commento tagliente di Paolo Agnelli, Presidente di Confimi Industria, in merito al pacchetto “Accelerate Eu” presentato dalla Commissione Europea per contrastare l'impennata dei costi energetici derivanti dalle tensioni in Medio Oriente.
Secondo Confimi le misure proposte da Bruxelles – dai voucher energetici alla flessibilità sugli aiuti di Stato – mancano il bersaglio grosso: la sopravvivenza del sistema produttivo continentale.
Il Presidente Agnelli avverte che parlare di flessibilità sugli aiuti di Stato è un'arma a doppio taglio che rischia di spaccare definitivamente il mercato unico.
“I Paesi con maggiore spazio fiscale, come la Germania, avranno la forza di sostenere massicciamente le proprie industrie, mentre l’Italia - spiega Agnelli - zavorrata dal proprio debito pubblico, resterà inevitabilmente a guardare. In un momento di economia di guerra, con l'Italia che si trova fuori dello 0,1% nel rapporto debito/PIL, appare chiaro che non c'è la reale volontà politica di aiutare il sistema produttivo italiano. A questo punto, bene come dice il Ministro Giorgetti: andremo avanti da soli. Non serve una gara a chi ha i forzieri più pieni, ma una strategia comune che colpisca alla radice il costo della materia prima”.
Le scelte della Commissione appare agli occhi della manifattura italiana troppo sbilanciata verso l'assistenzialismo.
“I voucher - prosegue - possono dare un sollievo momentaneo alle famiglie, ma non sono la soluzione per salvare una fonderia o un'azienda meccanica; all'industria serve stabilità strutturale, non assistenza una tantum. Anche la riduzione delle accise rischia di essere un segnale debole se il divario tra elettricità e combustibili fossili resta solo teorico, con costi alla produzione fuori controllo”.
Agnelli ribadisce la necessità assoluta dello scorporo del prezzo dell’elettricità da quello del gas e respinge l'idea di un contenimento forzato dei consumi che si traduca in un blocco della produzione.
“Sebbene la Presidente von der Leyen punti sull'indipendenza energetica futura - sottolinea il Presidente di Confimi - le imprese italiane non possono attendere i tempi lunghi della transizione green mentre le bollette triplicano nel presente. Chiediamo con forza un Energy Price Cap europeo immediato e un piano di acquisti comuni che permetta all'Europa di pesare realmente sul mercato globale. Senza un'energia a costi competitivi rispetto a giganti come USA e Cina, la manifattura europea è destinata a una deindustrializzazione irreversibile.
"Accogliamo con favore l'intenzione di ridurre la pressione fiscale sull'energia, ma se nel frattempo le aziende sono costrette a chiudere per mancanza di liquidità, a maggio - conclude il Presidente Agnelli - non ci sarà più nessuno a beneficiare di questi sconti".
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