FATTURE ELETTRONICHE, SCATTA L'OBBLIGO VERSO LA P.A.


PMI SUGLI SCUDI: «SEMPLIFICAZIONE A NOSTRO CARICO»
[30/03/2015]Se entrasse in vigore il primo aprile qualcuno penserebbe ad uno scherzo, per come è stato elaborato. Invece il sistema di fatturazione elettronica verso la pubblica amministrazione è realtà a partire già da oggi, 31 marzo, e rappresenta un nuovo onere a carico delle imprese. Anche nei provvedimenti che mirano alla semplificazione e all'efficientamento, infatti, lo Stato non perde occasione di evitare storture e appesantire gli adempimenti a carico di un sistema produttivo che, al contrario, andrebbe tutelato e agevolato. Almeno se si vuole davvero imprimere un'accelerata verso la ripresa economica.
Il grande difetto della nuova norma che permette a tutte le pubbliche amministrazioni di ricevere solo fatture elettroniche , e registrarle con un semplice upload senza doverle digitare, è l'obbligo per i fornitori di adottare un processo di conservazione sostitutiva a norma dei documenti. «Si tratta di un procedimento inutile – sostiene Flavio Lorenzin, presidente di Apindustria Confimi Vicenza – che costringe le imprese a investire nuove risorse, non solo in termini di hardware e software, ma anche umane e organizzative, per conservare elettronicamente le stesse fatture che già la pubblica amministrazione è tenuta ad archiviare. Un doppio adempimento non necessario ai fini del perseguimento degli obiettivi pubblici, ma che ribalta nuovi oneri impropri sulle nostre attività, e non trova alcuna giustificazione razionale».
Le imprese incassano così una nuova beffa, salvo quelle che producono software e servizi di conservazione sostitutiva in outsourcing. Un business crescente, quest'ultimo, che sta per beneficiare di un grosso aiuto. Come se non bastasse, lo strumento messo a disposizione gratuitamente delle Pmi da Agenzia per l’Italia digitale e Unioncamere consente una gestione annua di soli 24 documenti, e non fa alcun calcolo: praticamente un servizio promozionale, anziché un vero aiuto. «Di fatto saremo costretti ad investire nuove risorse in sistemi informatici – aggiunge Lorenzin – prendendoci carico di adempimenti che non dovrebbero spettarci. Come accaduto negli anni passati con la telematizzazione del fisco o delle pratiche rivolte a CCIAA, INPS, INAIL e SUAP. Le imprese – conclude – impegnano sempre più risorse interne per occuparsi di contabilità pubblica anziché prendersi cura del proprio business».

Vedi anche
- 02/04/2015 - Il Giornale di Vicenza APINDUSTRIA: Fatturazione elettronica «Una beffa per l’impresa»
- 31/3/2015 Rassegna stampa Confimi "Confimi: reverse charge, fatturazione elettronica PA e split payment: tris di difficoltà per tutti"
- 27/10/2014: Bene il tool Unioncamenre, ma l'obbligo di conservazione elettronica va eliminato per tutti
- 05/08/2014: Fatturazione elettronica PA: regole da "ricalibrare" 
- 03/07/2014: Apindustria Vicenza: se la PA vuole le fatture elettroniche, gli oneri non devono ricadere sulle imprese

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