Caro Energia: rischio per imprese e consumi

E da qui, inevitabilmente, parte l'analisi di Mariano Rigotto, presidente di Apindustria Confimi Vicenza: «La gran parte delle PMI vicentine ha chiuso il primo semestre con risultati positivi, ma questo grazie soprattutto agli ordini incassati ancora nel 2021,e sempre grazie agli ordini già in portafoglio per i prossimi mesi il 2022 si chiuderà positivamente, almeno per quanto riguarda produzione e fatturato. Ciò non toglie però che per il futuro ci siano grandi incognite: le aziende stanno continuando a ordinare materie prime e componenti per fare magazzino e contrastare i problemi di reperibilità che continuano a presentarsi, con consegne a 6 o anche 12 mesi, che di fatto bloccano le filiere di produzione. Ma in uno scenario di grande incertezza economica, nel quale è molto difficile fare previsioni sull'andamento futuro degli ordini, questo è un rischio. Non solo, comprando adesso le aziende stanno sostenendo mediamente dei costi abbastanza alti: in caso di crisi economica, si troverebbero con un magazzino pieno acquisito a prezzi elevati in un momento di futura flessione della domanda e quindi dei prezzi».

La grande incognita, naturalmente, riguarda il costo dell'energia. «L' emergenza energetica è sempre più grave: come Associazione raccogliamo ogni giorno le testimonianze di imprese che si trovano già oggi in grave difficoltà di fronte alle bollette che stanno arrivando,e le previsioni per l'inverno sono tutt'altro che favorevoli. Già oggi alcune aziende stanno valutando se fermare la produzione perché lavorano in perdita. Come Associazione abbiamo lanciato l'allarme, anche a livello di Europarlamento, già a settembre dello scorso anno. Come Confimi Industria abbiamo chiesto, tra le varie misure, provvedimenti per rivederei criteri di calcolo del prezzo dell'energia elettrica ora basato sul costo del gas, un prezzo amministrato per le forniture di gas alle imprese e l'attivazione immediata di veri e propri mutui con garanzie di Stato ad hoc per le imprese che devono far fronte a questi costi vertiginosi e fuori controllo. 

A preoccupare sono anche i riflessi sulla domanda, soprattutto quella interna. «Non sono solo le imprese a essere in crisi per il caro energia: il fenomeno sta colpendo tutte le famiglie italiane e inevitabilmente diminuirà la loro capacità di acquisto, tanto più che il carrello della spesa ha già registrato aumenti reali del 10-15%».

In questo contesto il Paese si prepara alle elezioni: quali sono le priorità per le PMI? «Il primo è ovviamente porre un freno al rincaro dell'energia, anche se per questo non possiamo attendere che si insedi il nuovo Governo. Ma con i costi dell'energia che comprimono e annullano la marginalità delle imprese diventa ancora più importante mettere mano anche ad altri temi, in primis la riforma fiscale: è indispensabile agire sul cuneo fiscale, in modo da sostenere il reddito delle famiglie e dunque la domanda interna senza gravare di costi aggiuntivi le imprese, perché questo vorrebbe dire colpire ulteriormente la loro competitività rispetto ai concorrenti esteri». Anche per il mercato del lavoro è un momento delicato. «Dalla nostra indagine congiunturale emerge che, nonostante il momento difficile, 1 impresa su 2 sta cercando nuovo personale o intende farlo entro l'anno, ma reperirlo è molto difficile, soprattutto nel caso delle figure specializzate. Su questo fronte siamo impegnati direttamente come Apindustria Confimi Vicenza, lavorando da decenni con il mondo della scuola vicentino per un più efficace orientamento alla scuota e al lavoro e un migliore collegamento tra sistema produttivo e istituti scolastici: penso ad esempio al Premio Meccatronica,che nel 2022 ha visto la 37aedizione, ma anche alla più recente iniziativa Girls&Science per promuovere tra le studentesse delle superiori le materie STEM e i percorsi di carriera correlati. Inoltreil nostro Centro Api Servizi, grazie al prezioso contributo della Camera di Commercio di Vicenza, sta per lanciare un Business Game orientato agli obiettivi dell'agenda ONU 2030 e destinato agli studenti di tutta la provincia». Tutti temi sui quali non è più possibile improvvisare. «Alle forze politiche che formeranno il nuovo Governo chiediamo quello che andiamo sostenendo ormai da trentanni: il nostro Paese ha bisogno di una politica industriale a breve, medio e lungo termine, quest'ultima con un orizzonte temporale almeno fino al 2050. Basti pensare alla transizione verso l'elettrico nell'automotive, che se non sarà ben gestita rischia di far scomparire centinaia di imprese e migliaia di posti di lavoro. Le misure spot non servono a niente. E questa politica industriale deve partire dall'assunto che il 98% delle imprese in Italia ha meno di 50 dipendenti.

Questo è il primo punto di un vero e proprio manifesto che come Apindustria Confimi Vicenza consegneremo a tutti i candidati vicentini e veneti alle prossime elezioni» Quali sono gli altri punti? «Oltre ad una strategia industriale che riteniamo debba mettere al centro la manifattura,chiediamo di affrontare l'emergenza energetica, anche in questo caso sapendo andare oltre le misure dell'emergenza contingente per prevenire crisi future. E poi la transizione ecologica: un percorso di cambiamento in questo senso è indispensabile, abbiamo già avuto in questa estate un assaggio delle conseguenze se non agiamo subito. Il 4° punto riguarda l'innovazione: le imprese devono poter mantenere una marginalità tale da investire nelle nuove tecnologie, perché ci confrontiamo con Paesi che su questo fronte stanno letteralmente correndo. E fare innovazione naturalmente significa anche poter contare su personale adeguatamente preparato: ecco allora che il 5° punto è la promozione e il sostegno della formazione tecnica. Infine vi è l'autonomia, che non è una questione politica o ideologica come si potrebbe pensare, ma è strettamente legata al tema dell'efficienza: attraverso l'autonomia le regioni possono diventare più virtuose e in un'epoca in cui la competizione è anche tra sistemi-Paese e aree produttive questo è cruciale. Come Associazione condivideremo con tutti i candidati provinciali questo documento e ne discuteremo con tutte le parti che accetteranno il confronto». A proposito di competizione internazionale: sempre più spesso le nostre imprese finiscono in mani straniere... «Sì, i fondi finanziari e le grandi multinazionali stanno acquistandole nostre PMI e questo ci deve far riflettere: non tanto dal punto di vista produttivo, ma perché in questo modo il cervello e il cuore delle nostre imprese, che sono la nostra vera ricchezza, finiscono altrove e viene meno quel fondamentale legame tra il nostro territorio e il suo sistema produttivo. Molte di queste cessioni sono legate a imprenditori che non intendono più lottare contro un Sistema-Paese che pare ostacolarli. Le nostre proposte vogliono contribuire ad una Italia dove le imprese ed i lavoratori privati vengano tutelati per il patrimonio che sono».

Vicenza, 31 agosto 2022

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