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CONFIMI INDUSTRIA VENETO RICHIAMA IL GOVERNO: «GLI INVESTIMENTI IN FORMAZIONE NON SI TOCCANO»

«Giù le mani dalla formazione dei nostri ragazzi, studenti di oggi e imprenditori di domani»: il monito arriva da Confimi Industria Veneto per voce del Presidente William Beozzo, preoccupato per la stretta di fondi che il Governo è in procinto di applicare alla formazione, all'università e alla ricerca.
«Il mondo dell'impresa veneta, a partire dal comparto manifatturiero, non può accettare che le istituzioni tradiscano un patto che vogliamo stringere con le nuove generazioni per costruire insieme il futuro. Se il mondo universitario e i progetti di alternanza scuola-lavoro saranno privati di risorse siamo pronti a metterci di traverso» avverte il rappresentante del mondo produttivo.
Gli imprenditori sono ben consapevoli delle possibili conseguenze che potrebbero arrivare da unastagione di disinvestimenti nei confronti dell'istruzione, e dei progetti mirati per mettere in collegamento i percorsi di studio da proporre nei territori con le esigenze delle imprese, che inquei distretti investono creando opportunità di sviluppo e ricchezza.
«Basta leggere i dati che arrivano dagli istituti di ricerca – insiste Beozzo – per ritrovarsi di fronte l'immagine di un Veneto dove la ripresa degli ultimi anni si sta manifesta in tutta la sua fragilità, con problemi che stanno alle fondamenta del sistema produttivo che, anche se non visibili nel breve periodo, non possiamo sottovalutare, perchè in grado di condizionare il nostro domani in maniera irreversibile. Abbiamo una percentuale di laureati inferiore a quella di altre regioni, e centri universitari di eccellenza che registrano un calo di iscrizioni al primo anno, in controtendenza rispetto ad altre regioni a noi vicine».
Eppure, l'economia veneta avrebbe tanto da chiedere e da offrire ai giovani di oggi, grazie in particolare alle sue aziende manifatturiere che vivono un periodo di slancio e necessitano di competenze sempre nuove per affrontare le sfide del nuovo millennio, soprattutto in campo tecnologico. La direzione giusta, secondo il Presidente Beozzo, è quella già intrapresa negli scorsi anni con il mondo delle scuole superiori: «In Veneto abbiamo fatto un grande lavoro per favorire l'ingresso dei giovani nelle nostre aziende grazie a progetti di alternanza tra scuola e lavoro sviluppati in piena sinergia con la Regione Veneto, in virtù del grande impegno e delle competenze dimostrate dal gruppo di lavoro guidato dall'Assessore Elena Donazzan.
Noi siamo convinti – continua l'imprenditore – che solo con la formazione dei giovani e con l’aumento del livello culturale di questo paese possiamo veramente fare un salto di qualità per dare un futuro ai nostri giovani, e di conseguenza a tutto il Paese. Dobbiamo tornare a un mondo fatto di realtà, e non virtuale come quello in cui oggi ci troviamo, dove i giovani non riescono a toccare con mano i problemi e le competenze che il futuro chiede loro». Il Presidente invita quindi il “Governo del cambiamento” ad aggiustare la propria rotta, e a non cambiare quanto di buono è stato costruito negli anni precedenti: «La globalizzazione ci mette di fronte a sfide sempre nuove, che possiamo affrontare soltanto investendo nella cultura e in una preparazione di alto livello dei nostri giovani, chiamati a dare nuovo impulso alle nostre imprese per mantenere la loro competitività ai più alti livelli».

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