SI TORNA FINALMENTE AL DIALOGO TRA GOVERNO E IMPRESE

Il periodo delle festività natalizie è un po’ per tutti l’occasione per riflettere e trarre un bilancio di quanto avvenuto durante l’anno che sta per finire. Come Apindustria Confimi Vicenza ritengo sia anche un’opportunità per cercare di individuare i temi che sarà importante affrontare e sostenere per il futuro delle nostre imprese e del nostro territorio e questo è un pò anche il senso di tutti gli incontri che in questo periodo si organizzano, magari con una veste ludica, ma che in realtà servono anche per cercare di cogliere gli umori, le visioni, le prospettive e le aspettative del mondo che ci circonda e dal quale spesso ci estraniamo per i nostri impegni di tutti i giorni.3Z8A0293 Small
Proprio pochi giorni fa, vedendo la repentina convocazione, da parte dei ministri Salvini e Di Maio, delle rappresentanze datoriali e sindacali ad un tavolo di confronto su economia e PMI, il noto editorialista Dario Di Vico ha letto in questo mutato atteggiamento la volontà di ritornare a dialogare con i corpi intermedi dopo un lungo periodo di tentata disintermediazione giustificata dalla volontà di parlare “direttamente” con il Popolo dei lavoratori e con quello dei datori di lavoro senza ostacoli o filtri, tentativo che nella pratica, almeno per la mia esperienza, ha di fatto creato il massimo punto di distanza fra la politica e sicuramente il mondo e le esigenze delle imprese, soprattutto manifatturiere.
Non so se questa lettura reggerà alla prova dei fatti, tuttavia posso confermare che, almeno per quanto riguarda la nostra Associazione un cambiamento lo abbiamo notato sia da parte della politica che è tornata a dialogare, ma soprattutto da parte degli imprenditori: quest’anno abbiamo avuto il piacere di accogliere molte decine di nuovi associati, interessati sia a soddisfare le proprie esigenze di supporto operativo attraverso i servizi e le consulenze che l’Associazione è in grado di fornire, sia di rappresentanza, trasferendo loro valore tramite l’attività che svolgiamo sia sul territorio che a livello nazionale. Questo porta con sé anche una grande responsabilità; nel rinnovare quindi il benvenuto ai nuovi colleghi, assicuro che questa fiducia sarà ripagata da un costante impegno al miglioramento e all’efficacia delle nostre iniziative a tutela dei loro interessi.
La riduzione degli adempimenti burocratici che gravano sulle nostre imprese è il primo impegno di Apindustria Vicenza ed è anche il motivo per cui abbiamo voluto come Giunta di Presidenza che la delega ai temi fiscali e ai rapporti con la Pubblica Amministrazione venisse affidata a Vicenza. Proprio per questo voglio evidenziare alcune attività svolte nell’anno, da soli o in collaborazione con altre Associazioni, che avranno effetti positivi rispetto al carico di adempimenti che le nostre aziende dovranno sostenere: l’eliminazione, finalmente, del SISTRI, un sistema che non è mai riuscito a decollare e che però ha generato costi per centinaia di milioni di euro; la vittoria nella denuncia di infrazione presentata in Commissione Europea contro l’Italia che ha costretto il nostro Paese a modificare tutta una serie di norme sui termini di detrazione dell’IVA agevolandone così il recupero da parte delle imprese; il recepimento della richiesta affinchè la conservazione delle fatture elettroniche venisse garantita in maniera gratuita e a norma da parte dell’Agenzia delle Entrate; l’introduzione di un periodo di transizione durante il quale gli eventuali errori legati al nuovo sistema di trasmissione e ricezione delle fatture non venissero sanzionati. Molti altri temi da noi proposti sono in discussione – speriamo finale - in queste ore: l’aumento della detrazione dell’IMU sui capannoni, fatta salva la nostra perenne lotta per l’abolizione di questa tassa a carico dei capannoni, che per noi rimane una tassa iniqua visto che i capannoni sono funzionali alle imprese manifatturiere tanto quanto i nostri macchinari e quindi bene strumentale e non patrimoniale, la riduzione delle aliquote INAIL; la conversione parziale del Reddito di cittadinanza in agevolazione per le imprese che assumono.
A quest’ultima proposta sono particolarmente legato perché ritengo che la vera “dignità” sia quella che deriva dalla remunerazione del proprio lavoro e non un assegno di “sussistenza”, solo le imprese possono contribuire a risolvere il problema occupazionale che tocca molti connazionali: il lavoro non si crea per legge.
Per il prossimo futuro, il nostro primo impegno sarà quello di fare in modo che le infrastrutture necessarie al nostro territorio vengano portate a termine. Sto parlando naturalmente di Pedemontana, TAV e Valdastico Nord, cui si accompagnano le nostre istanze a supporto di opere “minori”, ma altrettanto fondamentali, a partire dalle infrastrutture necessarie alla banda ultra larga, in un territorio dove molte zone produttive sono ancora penalizzate da collegamenti per lo meno obsoleti. Recenti analisi hanno rilevato che la mancanza di infrastrutture comporti maggiori costi fino a 7 punti percentuali rispetto ai competitor europei: visto che i prezzi di vendita vengono decisi dal mercato, risulta evidente come le infrastrutture siano un elemento determinate per la competitività ed i margini delle nostre imprese. Su questi, come su altri temi che man mano verranno individuati, noi concentreremo i nostri sforzi per dare alle imprese manifatturiere tutti gli strumenti necessari ad affrontare le sfide di un mercato sempre più globale, sempre più legato allo sviluppo tecnologico, che obbliga le nostre imprese a crescere in un mondo sempre più competitivo ma anche in grado di darci quelle soddisfazioni che come imprenditoria di Vicenza e del Veneto ci meritiamo.
Vicenza, 21 dicembre 2018

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