Comunicati Stampa

I comunicati stampa emanati da Apindustria Vicenza

UN PREMIO AL VALORE DELLA FEDELTÀ

Si è svolto il Premio Fedeltà 2018, l’iniziativa che Apindustria Confimi Vicenza riserva ogni anno agli associati che tagliano il traguardo dei vent’anni di vita associativa. Un riconoscimento altamente simbolico che non è solo un ringraziamento per aver percorso insieme un tratto così importante della vita di un’azienda, ma è anche un grazie per la fiducia riposta in Apindustria.

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IL COMMENTO ALLA MANOVRA DI BILANCIO E LE PROPOSTE DI APINDUSTRIA CONFIMI

“La manovra del Governo era particolarmente attesa per “tastare il polso” ad una maggioranza bifronte che, finora, ha riservato parecchie delusioni al mondo produttivo”. Con queste parole esordisce Flavio Lorenzin, presidente di Apindustria Confimi Vicenza, che prosegue: “Partiamo da una valutazione sistemica: le iniziative finora messe in campo dal Governo sono contrarie all’impresa, talvolta in maniera che definirei punitiva.

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CONFIMI INDUSTRIA VENETO RICHIAMA IL GOVERNO: «GLI INVESTIMENTI IN FORMAZIONE NON SI TOCCANO»

«Giù le mani dalla formazione dei nostri ragazzi, studenti di oggi e imprenditori di domani»: il monito arriva da Confimi Industria Veneto per voce del Presidente William Beozzo, preoccupato per la stretta di fondi che il Governo è in procinto di applicare alla formazione, all'università e alla ricerca.

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GOVERNO, ECCO LE ISTANZE DI APINDUSTRIA CONFIMI VICENZA

Il Presidente Flavio Lorenzin “Il futuro ha bisogno dell’impegno diretto di noi industriali
”Durante la nostra Assemblea Nazionale, dall’eloquente titolo “L’Industria scende in pista”, tenutasi a all’autodromo di Monza lo scorso 15 ottobre, il Presidente nazionale di Confimi Paolo Agnelli ha toccato alcuni temi che il Vice premier Salvini, ospite della convention, ha definito “politicamente scorretti”. Su alcuni di questi vorrei soffermarmi, perché rappresentano da tempo dei capisaldi delle nostre istanze come Confederazione.

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SERVIZIO DI INFORMAZIONI COMMERCIALI: COME TI VEDONO I TUOI FORNITORI, CLIENTI, CONCORRENTI, BANCHE?

Il servizio di informazioni commerciali e finanziarie è ormai utilizzato da molte aziende che vogliono avere indicazioni più analitiche sull’attività, sui bilanci e sull’andamento atteso dei settori in cui operano iindex propri partner commerciali, ma anche come strumento per valutare  potenziali nuovi clienti e fornitori. Si tratta di uno strumento strategico assai accessibile, che permette di supportare con elementi oggettivi le scelte aziendali.

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L'INDAGINE CONGIUNTURALE CONFERMA IL TREND POSITIVO

Buone notizie per il settore manifatturiero del Vicentino arrivano da una recente indagine congiunturale di Apindustria Confimi Vicenza, che ha raccolto i dati relativi al consuntivo del secondo semestre 2017 e al previsionale per il primo semestre 2018. L'analisi del comparto metalmeccanico, in particolare, evidenzia una complessiva sovraperformance: sia gli indicatori a consuntivo che le stime per il primo semestre di quest'anno sono infatti sensibilmente superiori al dato aggregato territoriale. In particolare, le aziende della categoria che hanno partecipato all'indagine hanno dichiarato crescite marcatamente maggiori alla media (peraltro già positiva) per fatturato, produzione e ordinativi: il 50% delle aziende dichiara significativi aumenti che arrivano, in alcuni casi, a doppia cifra.

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IMPRESE-SCUOLA: IL CONFRONTO CONTINUA

L'impegno di Apindustria Confimi Vicenza rivolto al mondo della formazione si rinnova con il Gruppo Scuola dell'associazione, che da oltre un decennio collabora e si confronta con gli istituti scolastici del territorio, ed è oggi alle prese con il problema dell'orientamento al lavoro.

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BANCHE, NON C'È “INTESA” CON LE AZIENDE VICENTINE?

APINDUSTRIA SI SMARCA DAL CORO: «LAVORIAMOCI SU»
Nel parlare di banche Apindustria Confimi Vicenza si conferma ancora una volta voce fuori dal coro: prima con la denuncia senza indugi della cattiva gestione delle popolari e degli interventi insufficienti del Governo per il salvataggio, ora con il sostegno all'operato di Intesa Sanpaolo nel delicato passaggio a un nuovo sistema, pur senza nascondere le difficoltà esistenti. La posizione dell'associazione delle imprese manifatturiere viene spiegata con chiarezza dal Presidente Flavio Lorenzin: «Ci troviamo nella bizzarra situazione di essere i soli a giustificare le misure di Intesa Sanpaolo perché riteniamo che l’operatività delle aziende sia vitale e, quando ci sono dei problemi, si deve lavorare per risolverli.

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PRIMI NEI PAGAMENTI? C’È POCO DA STARE ALLEGRI

IL PRESIDENTE DEGLI IMPRENDITORI MANIFATTURIERI DI VICENZA COMMENTA L’ESITO DELL’INDAGINE CRIBIS SUI TEMPI DI PAGAMENTO
Vicenza sugli allori secondo il periodico studio di Cribis sui pagamenti delle imprese. Eppure per il Presidente di Apindustria Confimi Vicenza Flavio Lorenzin il bicchiere è mezzo vuoto: “Sarà pur vero che nel paese di ciechi l’orbo è re, ma che Vicenza sia sugli scudi a fronte del 52% di imprese che pagano puntualmente lascia davvero perplessi. Ormai – prosegue il rappresentante della manifattura vicentina – ci siamo talmente abituati al malcostume che un dato come questo viene spacciato come buona notizia. Sapere poi che la media nazionale è inchiodata a poco più del 37% sta a significare che, oltre a innegabili criticità che toccano alcuni settori, esiste comunque un problema culturale che – e qui è il paradosso – finisce per indebolire tutto il tessuto produttivo sano”.“Come Associazione portiamo avanti da anni, anche a livello confederale, una battaglia per normare i tempi di pagamento sull’esempio di altri paesi europei che avevano i medesimi “problemi culturali”, con la differenza che da loro il Legislatore ha preso atto che la situazione stava intaccando la parte sana dell’economia del Paese e ha agito di conseguenza. Da noi, anche se ricordarlo mi provoca ancora fastidio, abbiamo recepito la norma europea sui tempi di pagamento neutralizzandola nei fatti, chiaramente ad uso e consumo di pochi soggetti che non hanno voluto correre il rischio di vedere intaccato il proprio potere contrattuale, ma mantenendo innescata nei fatti una fragilità nelle filiere dove il problema di un’impresa innesca reazioni a catena distruttive”. Così conclude Lorenzin: “La prova di quanto dico l’abbiamo avuta in questi anni. Eppure pare che non sia successo nulla, tanto che ci permettiamo di far finta che il problema non ci sia.
Quale altra catastrofe economica, che non abbiamo già vissuto in questi anni, stiamo aspettando?”

Vicenza, 8 febbraio 2018

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ELEZIONI, BASTA RINCORSA ALLE PROMESSE

LE IMPRESE CHIEDONO PROGRAMMI CONCRETI
Il 2018 è iniziato col piede giusto per imprese manifatturiere. Nel mondo produttivo si respira un clima di fiducia e rinnovato ottimismo, dopo un anno ricco di soddisfazioni, che ha visto la crescita economica consolidarsi sia sul piano globale che nel mercato interno. La conferma arriva dal Presidente di Apindustria Confimi Vicenza, Flavio Lorenzin: «Non possiamo né vogliamo dimenticare le situazioni di difficoltà in essere, causate soprattutto dalla crisi delle popolari e dalle criticità nel rapporto con gli istituti di credito – precisa – ma nella maggior parte dei casi possiamo confermare che stiamo vivendo un momento molto positivo, e che siamo convinti nella possibilità di toglierci belle soddisfazioni anche per l'anno appena cominciato, sulla scia di una situazione economica generale che può farci tirare un sospiro di sollievo».  Se l'economia e gli affari sorridono, una preoccupazione arriva tuttavia dal mondo politico in vista delle elezioni per il rinnovo del Parlamento in programma il 4 marzo.

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INNOVAZIONE E TERRITORIO: DA QUI SI RIPARTE

Apindustria Confimi Vicenza saluta il 2017 con un sorriso. Finalmente, dopo un lungo periodo di recessione, le imprese possono vivere le feste di fine anno in un clima di soddisfazione e rinnovata speranza. L’anno che si avvicina alla conclusione ha segnato una vera ripartenza per il comparto manifatturiero, grazie ad un vero boom delle esportazioni e ad una ripartenza, seppur più tardiva nei tempi e contenuta nelle dimensioni, anche del mercato interno. «Le buone notizie che ci stanno accompagnando verso il nuovo anno – commenta il Presidente, Flavio Lorenzin – sono state frutto di determinazione, tenacia, caparbietà e un lavoro quotidiano instancabile da parte dei nostri imprenditori, che spesso hanno saputo mantenere la necessaria freddezza per resistere ai morsi della crisi, trovando i migliori antidoti: tra questi la capacità di rinnovare, reinventarsi e guardare verso nuovi orizzonti, anche oltre i confini nazionali. Dopo anni o decenni di usanze e abitudini consolidate non è facile rimettersi in discussione, ma molti imprenditori ci sono riusciti». Alla base della rinascita, va riconosciuto, vi sono state anche misure efficaci di sostegno all’impresa: solo negli ultimi anni, dopo indifferenza e appelli lanciati a vuoto, il mondo istituzionale ha saputo aprire gli occhi ed orecchi verso il mondo dell’impresa, iniziando a rispondere con misure economiche mirate alla crescita e all’innovazione. La più importante tra quelle recenti è Industria 4.0, che a breve distanza di tempo dal suo lancio ha già dato i suoi frutti, facendo impennare gli affari soprattutto nel settore delle macchine utensili e dei software di gestione. La cosiddetta “quarta rivoluzione industriale” è partita con il piede giusto, portando a miglioramenti concreti e tangibili nelle performance aziendali, nei processi produttivi, nell’efficienza e nella produttività, come confermato di recente dallo stesso Lorenzin, sostenitore della riforma sin dalle sue prime fasi. Determinanti sono state anche le misure di proroga del super ammortamento del 140% e dell’iper ammortamento al 250% per sostenere gli investimenti in nuovi beni strumentali. Positivo è stato altresì lo stesso credito d'imposta per le spese di formazione nell'ambito di Industria 4.0 e il rifinanziamento della misura Sabatini per agevolare l’accesso al credito sugli stessi beni strumentali: tutte misure di stimolo alla crescita, che in ogni caso devono essere rinnovate per far proseguire lo slancio già ben avviato per tutto il mondo produttivo.Per tutto questo, sulla scia dei risultati soddisfacenti già portati a casa, le imprese manifatturiere possono contare su previsioni positive anche per il 2018. Ma Lorenzin invita i compagni di squadra e di avventura imprenditoriale a non adagiarsi sugli allori: «Siamo all’inizio, si spera, di un periodo fortunato. Sta ad ognuno di noi saper cogliere le opportunità che ci offre il mercato per crescere e consolidarsi. L’evoluzione non è solo necessaria per sopravvivere alle difficoltà, ma anche utile per restare al passo quando l’economia inizia a correre. Per questo il futuro sorriderà soprattutto alle aziende che sapranno fare del rinnovamento non una misura di emergenza, ma una pratica abituale per adattarsi a circostanze sempre nuove. Aziende che oggi, ad esempio, si stanno approcciando a sistemi informatici evoluti, per strutturarsi e intercettare le migliori occasioni offerte dal mercato e dalle politiche economiche». Un’altra raccomandazione di fondamentale importanza per il rappresentante delle imprese manifatturiere rispecchia un valore che Apindustria Confimi Vicenza coltiva da oltre quattro decenni: il legame con il territorio. Legame che si è concretizzato in primo luogo con investimenti mirati in strutture territoriali attraverso il riconoscimento e l’importanza assicurata al lavoro dei diversi mandamenti: Area Berica, Alto Vicentino, Bassano del Grappa, Ovest Vicentino e Vicenza. In tutte queste grandi aree omogenee l’Associazione può contare su gruppi di lavoro affiatati, che negli anni lavorano per costruire una rete di contatti con le istituzioni locali, il mondo della formazione, affiancando gli imprenditori da una prospettiva ravvicinata e agevolata. Il tutto per la stessa finalità: contribuire, se non essere protagonisti, della crescita del proprio territorio. «Siamo consapevoli di vivere e operare in un mondo globalizzato, dove i mercati sono interconnessi tra di loro, e dove le imprese non possono fare a meno di guardare fuori da quelli che fino a ieri erano dei confini marcati e ristretti. Tuttavia continuiamo a credere nel valore dell’appartenenza geografica alla propria terra – insiste il Presidente Lorenzin – perché produrre in loco, nella filiera breve, può comportare anche costi maggiori rispetto a paesi in via di sviluppo, ma può favorire l’occupazione e incentivare i consumi nel proprio territorio, contribuendo a innescare un circolo virtuoso dell’economia locale che alla fine torna a vantaggio della stessa azienda sotto forma di nuovi benefici. Raccomandiamo allora di tenere salde le proprie radici e non farsi attirare da facili occasioni altrove, per continuare a investire nella propria area di appartenenza, che significa in qualche modo investire in sé stessi». Tendenza all’innovazione e legame con le radici: sono questi allora i pilastri da cui riparte Apindustria Confimi Vicenza per rincorrere nuovi traguardi sempre più ambiziosi, in un 2018 che lascia buone prospettive di crescita per le imprese manifatturiere, e allontana sempre di più i fantasmi della crisi che hanno perseguitato il mondo produttivo negli ultimi anni. Un futuro di rinnovata speranza è a portata di mano: non perdiamo questa occasione.
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APINDUSTRIA BOCCIA LA BRETELLA OVEST: «TROPPE LACUNE NEL MERITO E NEI METODI»

La Bretella Ovest viene bocciata da Apindustria Bassano per voce del Presidente William Beozzo, che esprime il proprio disaccordo nel metodo e nel merito. «Non possiamo condividere un progetto già vecchio – spiega il rappresentante delle imprese manifatturiere – in quanto una strada a due corsie non può di certo risolvere gli attuali problemi di traffico, e sarebbe realizzata per un importo, a nostro avviso spropositato, di 80 milioni di euro per soli 11 chilometri. Parliamo di un progetto che si inserisce anche in contesti ambientali molto delicati: a Tezze finirebbe in trincea, passando vicino ad una delle falde più inquinate d’Italia, mentre a Bassano attraverserebbe Quartiere Prè, già sede di un inceneritore dell'Etra e coinvolta dal passaggio della Superstrada Pedemontana. Senza dimenticare il Parco delle Rogge, che dopo battaglie per la sua tutela dovrebbe fare spazio ad una strada larga 50 metri».

Insieme al merito della proposta William Beozzo, che è anche Presidente di Confimi Industria Veneto, non condivide il metodo di discussione: «Esiste un malumore diffuso da parte di altre categorie economiche e dagli amministratori dei territori coinvolti, che sono stati eletti dai propri cittadini e amministratori che sono espressione della volontà popolare. Ma di questo non si è tenuto conto, e pertanto riteniamo che non ci siano più le condizioni per rimanere al tavolo di discussione, anche per un problema di rispetto verso chi rappresenta i lavoratori e i cittadini». Beozzo invita infine a rimettere la proposta in discussione: «Riteniamo necessario fermarsi e fare il punto generale sulla situazione della viabilità locale, guardando alle nuove opere infrastrutturali che si stanno realizzando e a quelle esistenti che si vogliono modificare: la Pedemontana, il collegamento della Statale del Santo da Castelfranco a Romano d’Ezzelino, la nuova Valsugana. Bisogna tutelare il territorio, i paesi e avere una visione d’insieme dal punto di vista viabilistico, per integrare al meglio tutte le opere pubbliche presenti e future, senza dimenticare la sostenibilità economica e ambientale, oltre che le esigenze delle comunità locali. Non possiamo continuare a valutare le singole opere senza contestualizzarle nel territorio di riferimento».
Vicenza, 22 dicembre 2017
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LA DEMOLIZIONE DEL JOBS ACT

I motivi di preoccupazione per chi fa l’imprenditore sono più d’uno, in questo scorcio d’anno: l’arresto della crescita economica registrato nel terzo trimestre, i venti di guerra sui mercati mondiali, le incertezze finanziarie legate al difficile rapporto tra il nuovo Esecutivo e l’Unione Europea.

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FIDUCIOSI NEL TREND POSITIVO ANCHE PER IL 2018

Qualche preoccupazione sul fronte credito e occupazione.
«Si chiude un anno positivo nonostante una situazione geopolitica non serena; i segnali perché quest’anno possa essere altrettanto buono ci sono, – commenta Roberto Callegari, presidente mandamentale di Apindustria Confimi Vicenza – molto però dipenderà anche dall’esito delle elezioni di marzo.

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PREMIATE LE AZIENDE FEDELI ALL'ASSOCIAZIONE

L'AREA BERICA RINNOVA IL CONSIGLIO DIRETTIVO
IMG 3178 SmallÈ stato il Gruppo Donne di Apindustria Confimi Vicenza a prendere in mano l'organizzazione del Premio Fedeltà 2017, il riconoscimento che l'associazione delle imprese manifatturiere riserva ogni anno agli associati che tagliano il traguardo dei due decenni di vita associativa. E Alice Borsetto, in qualità di Presidente del gruppo femminile, ha scelto parole significative per salutare tutti gli ospiti presenti ad una serata di gala da ricordare, andata in scena lo scorso 9 novembre nella splendida cornice di Villa Sangiantofetti Rigon, a Ponte di Barbarano.
Agli associati presenti è stato dedicato un pensiero di Don Antonio Bello sul valore della fedeltà e della fiducia, risalente al 1966 ma che ancora oggi risulta più che mai attuale: “Non ci fidiamo più l’uno dell’altro. Vediamo agguati dappertutto. Il sospetto è divenuto organico nei rapporti col prossimo. Il terrore di essere ingannati ha preso il sopravvento sugli istinti di solidarietà che pure ci portiamo dentro. E il cuore se ne va a pezzi dietro i cancelli dei nostri recinti Noi diventiamo veramente umani quando tendiamo le braccia e rischiamo e ci fidiamo degli altri”. Partendo da questa riflessione la Presidente Borsetto ha voluto sottolineare l’importanza di uscire dai propri recinti, sia mentali che fisici, per collaborare insieme ad una crescita economica e sociale: «Per noi che facciamo impresa in un sistema economico globalizzato e tecnologicamente avanzato – ha spiegato – diventa strategico poter contare su altri partner, lavorando in sinergia per affrontare le sfide dei mercati.

Vita Associativa

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IL 2017 SORRIDE ALLE IMPRESE MANIFATTURIERE

MA SERVONO INTERVENTI SU BUROCRAZIA E FISCO
Con il mese di dicembre è tempo di bilanci per le imprese manifatturiere, che stavolta possono tirare finalmente un vero sospiro di sollievo e guardare con più fiducia al futuro: il 2017, infatti, è stato un anno di forte crescita e rinnovato ottimismo. La ripresa economica, dopo i primi segnali di luce in fondo al tunnel arrivati già tra il 2015 e il 2016, negli ultimi dodici mesi ha conosciuto un vero e proprio consolidamento grazie soprattutto alla determinazione degli imprenditori che hanno saputo resistere a denti stretti ai morsi della recessione, rinnovandosi e adeguandosi ai cambiamenti imposti dai mercati.

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ANDREA FABBIAN ALLA GUIDA DEGLI ORAFI

Fabbian Andrea SmallUn imprenditore giovane alla guida di una categoria dalla storia secolare: così si può sintetizzare l’elezione di Andrea Fabbian a Presidente della Categoria Orafa ed Argentiera di Apindustria Confimi Vicenza. Fabbian, assieme al socio Federico Loriato, rappresenta la seconda generazione dell’azienda Orocatena srl, fondata nel 1973 da Sergio Fabbian e Romano Loriato, e specializzata nella produzione di catena veneziana, una delle più antiche e popolari tipologie di catena per pendenti, che viene venduta in tutto il mondo. «L’incarico ricevuto mi onora molto e mi sto avvicinando con grande umiltà al nuovo ruolo – dichiara Fabbian - ma anche con grande voglia di fare e la determinazione nell'affrontare nuove sfide da vincere per la crescita dell'intero comparto dei gioielli. Il nostro comparto ha trascorso anni molto difficili nel recente passato, ma nell’ultimo biennio la situazione è significativamente migliorata. I cambiamenti geopolitici dell’ultimo lustro, l’evoluzione nel gusto e nelle modalità d’acquisto della clientela a livello globale ci pongono quotidianamente di fronte a sfide importanti. Credo che lavorare insieme, con la forza e le competenze dell’Associazione, sia il modo migliore per affrontarle e vincerle». Saper rinnovare i propri traguardi e cogliere le nuove sfide di un mercato globalizzato, dove il distretto vicentino può ritagliarsi uno spazio di assoluto rilievo puntando sulla qualità dei suoi prodotti: è questa la missione del settore orafo nel nuovo millennio, e da questo punto fermo si muovono le azioni della rappresentanza di categoria all’interno di Apindustria Confimi Vicenza. Il neo Presidente Fabbian invita quindi gli imprenditori, e la stessa associazione, a non restare isolati: «La collaborazione con le altre categorie economiche, già attiva da molti anni nella forma del “Tavolo Intercategoriale Orafo” è la riprova di come il nostro comparto abbia saputo fare squadra, rappresentando in questo senso un esempio positivo anche per altre categorie. Sono certo che sarà possibile dare ulteriore impulso alle nostre aziende valorizzando ancor più la lunga tradizione vicentina nella trasformazione delle materie preziose in gioielli e lo storytelling di cui questo territorio è capace in virtù della propria storia. Sarà però altrettanto importante coniugare questi aspetti con una visione moderna del fare impresa, potenziando le competenze delle imprese in termini di strategia, marketing, gestione». Un programma ambizioso, quello del Presidente Fabbian, che conclude: «La mia speranza è quella di riuscire ad attrarre nel mio gruppo di lavoro le seconde e terze generazioni che sono riuscite, in questi anni difficili, a traghettare le proprie aziende fuori dalla crisi portando ed arricchendo la nostra attività di categoria con idee e visioni differenti rispetto alle generazioni passate». L'innovazione, il ricambio generazionale e la capacità di guardare alle novità del mercato sono dunque elementi chiave per il nuovo corso della Categoria Orafa e Argentiera, degna rappresentante di un settore che negli anni ha dato prestigio internazionale al territorio vicentino grazie ai padri hanno speso coraggio e sacrifici. Un settore che ancora oggi continua ad affermarsi con le idee e lo spirito delle nuove generazioni, capaci di guardare ai nuovi modelli di sviluppo.
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DDL BILANCIO PROMOSSO CON RISERVA DA APINDUSTRIA: «TROPPI ADEMPIMENTI E POCA LIQUIDITÀ PER LE IMPRESE»

Apindustria Confimi Vicenza continua a seguire con attenzione i lavori sul DDL Bilancio: una manovra considerata in linea generale sostanzialmente condivisibile, in un contesto che vede una leggera ripresa ancora non consolidata. Fanno però eccezione alcune misure riguardanti semplificazioni e adempimenti, come segnalato anche lo scorso 6 novembre attraverso Confimi Industria davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato, riunite in seduta comune. «Positiva è l'iniziativa che favorisce l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro attraverso uno sconto triennale dei contributi previdenziali pari al 50% - premette il Presidente Flavio Lorenzin – così come apprezzabili sono la proroga della disciplina dell'iper e del super ammortamento, e la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia dell'aumento delle aliquote Iva. Bene anche il credito d'imposta per le spese di formazione nell'ambito di Industria 4.0 e il rifinanziamento della misura Sabatini per agevolare l’accesso al credito sui beni strumentali, seppure con l'incognita delle osservazioni della Commissione UE in merito all’impatto su concorrenza e mercato».
Tuttavia, anche in qualità di Vicepresidente Confimi con delega nazionale su fisco e semplificazioni, Lorenzin rimarca un giudizio ancora negativo nel versante semplificazioni e adempimenti fiscali, in una fase in cui appaiono inopportune le ulteriori accelerazioni che si vogliono imprimere alla trasmissione dei dati, oltre che inaccettabili le misure che mirano a sottrarre liquidità alle imprese stringendo sul diritto dei contribuenti di recuperare i propri crediti. «Non possiamo accettare l’imposizione di semplificazioni, come la fatturazione elettronica già dal 2019 – tuona Lorenzin – anziché accompagnare le imprese verso l’adesione volontaria e massiva con misure specifiche di sostegno. Inaccettabili sono quindi la crescita degli adempimenti, che arrivano in totale a 16, e la linea dura sulle sanzioni, che colpirà come un evasore non solo chi non rispetterà il nuovo formato ma anche il relativo cliente che non denuncerà l’inottemperanza». Negativa, infine, la mancata introduzione dei correttivi alla stretta sulla detrazione dell’Iva imposta dalla manovrina dello scorsa primavera: «Ci aspettiamo interventi correttivi dal Parlamento in grado di ricondurre in termini di equilibrio la questione della detrazione per le fatture di fine anno – conclude Lorenzin – altrimenti si profila il rischio concreto di infrazione comunitaria per le le violazioni al principio di neutralità, proporzionalità ed equivalenza sono già state denunciate alla Commissione Europea dalla nostra associazione e dai commercialisti».
Vicenza , 17 novembre 2017
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CONFIMI INDUSTRIA in audizione sul DDL Bilancio 2018

Linea generale condivisibile, ma resta giudizio negativo su semplificazioni e adempimenti fiscali
 
Roma, 6 novembre 2017 - “Condivisibile in un contesto che vede una leggera ripresa, ancora non consolidata”. Questo il giudizio sul DDL Bilancio che Confimi Industria, rappresentata dal Direttore Generale Fabio Ramaioli e dal Responsabile nazionale delle Politiche Fiscali Francesco Zuech, ha espresso davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato in seduta comune.

Positiva, quindi, l'iniziativa volta a favorire l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro attraverso uno sconto triennale dei contributi previdenziali pari al 50%; apprezzabili le misura di proroga della disciplina dell'iper e del super ammortamento,  quelle di sterilizzazione delle clausole di salvaguardia dell'aumento delle aliquote Iva e il rifinanziamento della misura Sabatini, seppure con l'incognita delle osservazioni richieste dalla Commissione UE sul suo impatto su concorrenza e mercato; bene il credito d'imposta per le spese di formazione 4.0.

In generale per rendere strutturale la ripresa sarebbe però ancora necessario e vitale per il comparto delle piccole e medie industrie un intervento maggiore sulle politiche fiscali del lavoro (cuneo fiscale e contributivo) e sulla riduzione del costo energetico. Così come è necessario lo stralcio della riduzione dell'aliquota di detrazione al 50% con la conferma dell'attuale aliquota del 65% per gli interventi di ristrutturazione edilizia e di efficienza energetica negli edifici ecobonus.

Il  giudizio resta fortemente negativo, per il secondo anno consecutivo, sul versante semplificazioni e adempimenti fiscali. Appaiono, infatti, inopportune le ulteriori accelerazioni che si vogliono imprimere alla trasmissione dei dati oltre che inaccettabili le misure che mirano a fagocitare liquidità alle imprese stringendo sul diritto dei contribuenti di recuperare i propri crediti. Assolutamente contrari quindi non alla fatturazione elettronica in sé, ma all’imposizione coercitiva generalizzata già dal 2019: le semplificazioni se vengono imposte significa che non funzionano. Confimi, quindi, propone  una tregua di almeno 3 anni per rimuovere gli ostacoli attuali ed introdurre dei “catalizzatori” in grado di promuovere un’adesione spontanea irrinunciabile e massiva.

Un recente sondaggio promosso da Confimi Industria congiuntamente all’Associazione nazionale commercialisti (ANC) testimonia che il 71% degli operatori sarebbe disposto a valutare l’adesione spontanea se venissero introdotte misure concrete di semplificazione. Si prenda ad esempio il  recupero immediato Iva insoluti B2B attraverso note di variazione; aumento ad almeno € 50.000 della soglia per le compensazioni senza visto di conformità e crediti d’imposta significativi per gli investimenti. Così com’è la proposta farà salire addirittura a 16 le comunicazioni telematiche in aggiunta a tutto il resto (dichiarazioni fiscali, certificazione unica, dichiarazioni ’intento, Intrastat, eccetera), giacché per le operazioni da e per l’estero (che non potranno transitare la fatturazione elettronica) è prevista l’introduzione di uno spesometro mensile transfrontaliero.

Inaccettabile anche la linea dura sulle sanzioni che colpirà come un evasore non solo chi non rispetterà il nuovo formato ma anche il relativo cliente che non denuncerà l’inottemperanza. Negativo il fatto che non si sia  autonomamente valutato di introdurre dei correttivi alla stretta sulla detrazione dell’Iva imposta dalla manovrina dello scorsa primavera (art. 2 del DL 50). Ci aspettiamo interventi correttivi dal Parlamento in grado di ricondurre in termini di equilibrio la questione della detrazione per le fatture di fine anno. Diversamente si profila il rischio concreto di infrazione comunitaria (le violazioni al principio di neutralità, proporzionalità ed equivalenza sono già state denunciate alla Commissione UE da Confimi e ANC ndr).

Confimi Industria ha fatto presente infine che la risalita è avvenuta anche e soprattutto grazie al  grande cuore degli imprenditori "indigeni" che in questo ultimo decennio hanno avuto una capacità incredibile di stare in piedi e di sorreggere con la loro attività il territorio in cui vivono.Bisogna una volta per tutte prendere coscienza che l'Italia è fatta da questo tessuto imprenditoriale, composto da 4,3 milioni di PMI (da 1 a 249 dipendenti) che danno lavoro a 16,5 milioni di persone e che producono il 73,8% del PIL: non esistono ora altri modelli vincenti. I capitali esteri (soprattutto quelli della finanza) vengono e vanno; l'imprenditore locale, invece, è radicato nel territorio e la politica fiscale dovrebbe quantomeno cominciare a non osteggiare questo dato. Non aiuta il fatto di vedere recepite normative europee tarate su dimensioni di grandi imprese o di multinazionali come ad esempio la chiusura del credito operata da parte delle banche a causa di queste direttive in base alle quali non si presta denaro se non a chi è già "strasolido" e nonostante continui cambi normativi e pesantissimi carichi già in termini di fiscalità sul lavoro e sul costo dell'energia come ricordato. Le nuove norme più stringenti della Bce sulla gestione dei NPL-Non performing loans, i crediti inesigibili, per ora in fase di consultazione, se approvate costituirebbero una definitiva chiusura del credito da parte delle banche alle nostre imprese.  Le nostre PMI non hanno accesso alla borsa: il sistema bancario è ancora l’unico strumento che hanno le imprese per finanziarsi, non deve essere chiuso proprio in questo momento di risalita.

Per approfondimenti
- Documento completo audizione Confimi Industria-
- Filmato dell’audizione http://webtv.senato.it/4621?video_evento=4155   (interventi Confimi dal minuto 20;46 per giudizio generale e dal minuto 28;40 in materia di adempimenti fiscali)
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APINDUSTRIA, CGIL, CISL E UIL CORRONO IN AIUTO DEI TERREMOTATI: PRONTO UN ASSEGNO PER IL COMUNE DI CASCIA

I risultati di alcune iniziative di raccolta fondi promosse negli ultimi anni da Apindustria Confimi Vicenza in collaborazione con CGIL, CISL e UIL convergono in un aiuto concreto alle popolazioni terremotate del centro Italia.

Sabato 7 ottobre 2017 una delegazione vicentina si recherà nel comune di Cascia, in provincia di Perugia, per consegnare nelle mani del sindaco Mario De Carolis un assegno, destinato agli interventi di ricostruzione dopo il terribile sisma che nell'agosto dello scorso anno ha distrutto l'intero paese.

In particolare i fondi raccolti andranno a supportare la ricostruzione della copertura del palazzetto dello sport casciano. Accorata la dichiarazione del Presidente di Apindustria Flavio Lorenzin: «Andremo in Umbria per consegnare un assegno al sindaco di Cascia e fare sentire la nostra vicinanza alle popolazioni del posto. Perchè quando le emergenze chiamano, è nostro dovere aiutarsi tra territori e senza distinzioni di qualsivoglia appartenenza». Apindustria Confimi Vicenza e CGIL, CISL e UIL confermano così la propria sensibilità verso le persone in difficoltà ed il proprio impegno solidaristico che è nel dna degli imprenditori e dei lavoratori di questo territorio.

Vicenza, 5 ottobre 2017
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INDAGINE CONGIUNTURALE CONFIMI - AGNELLI: LA RIPRESA È TUTTO MERITO DELLE PMI E DEGLI IMPRENDITORI”

INDAGINE CONGIUNTURALE CONFIMI - AGNELLI : “DOLLARO DEBOLE E INCENTIVI IMPRESA 4.0, MA LA RIPRESA È TUTTO MERITO DELLE PMI E DEGLI IMPRENDITORI”
Roma, 4 ottobre 2017 - “La ripresa c’è, ora è necessario renderla strutturale”. Esordisce così Paolo Agnelli Presidente di Confimi Industria commentando i dati emersi dall’indagine congiunturale che ha coinvolto gli imprenditori della Confederazione di cui è alla guida.
Il centro studi di Confimi Industria infatti analizzando i dati emersi dall'indagine congiunturale che ha coinvolto a settembre i suoi associati, conferma l’entusiasmo espresso in questi giorni dall’Istat. “Le imprese tornano a registrare nuove commesse – sottolinea Agnelli - e un imprenditore su tre conferma la crescita di produzione e fatturato, e di questo si può essere contenti”.
La proiezione per l’anno lascia intendere un discreto ottimismo, anche sul versante assunzioni. Se l’Istat infatti ha comunicato che la disoccupazione sia scesa all'11,2%, numeri incoraggianti arrivano anche degli imprenditori: il ricorso agli ammortizzatori sociali sembra quasi azzerato sia in consuntivo sia in previsionale, resta infatti solo per il 5,3%. Nonostante poi continui ad essere riscontrata la mancanza di personale qualificato, sempre più aziende organizzano corsi di formazione per il personale in forza.
“Questa ripresa è tutto merito degli oltre 4 milioni di imprese italiane che hanno stretto i denti e dato un ulteriore colpo di reni” spiega Agnelli. “Un segno più che non dipende infatti da operazioni politiche o da nuove misure introdotte – continua il presidente di Confimi Industria – basti pensare che il 95% degli imprenditori torna a chiedere i soliti tre interventi strutturali: riduzione costo del lavoro, riduzione costo dell’energia, semplificazioni fiscali e amministrative”.
Per non parlare della preoccupazione sulla morsa del credit crunch come sottolinea Agnelli “Il sistema bancario, in adeguamento alle normative dettate dalla Bce e dai criteri di Basilea, non concede finanziamenti alle aziende che vogliono ripartire e innovarsi, anche nell’ottica di impresa 4.0” e continua “un comportamento che ricorda molto il chiudere le stalle dopo che i buoi sono scappati, dove sicuramente i buoi non sono le pmi ma le grandi imprese sponsorizzate”.
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Focus Paese: Australia Nei giorni scorsi una delegazione di imprenditori ha incontrato il console generale d'Australia

Paese ricco di risorse naturali, economicamente dinamico e politicamente stabile, in crescita ininterrotta negli ultimi 26 anni (con una previsione del +2,9% PIL nei prossimi cinque anni), nonché uno dei grandi attori nella regione Asia-Pacifico ove ha già concluso accordi di libero scambio con Singapore, Tailandia, Malesia, Corea del Sud, Giappone, Cina, Nuova Zelanda e con USA e Cile. Questo è il Commonwealth of Australia, ovvero la 13° economia mondiale, per la quale l’UE è il secondo partner commerciale e l’Italia, all’interno dell’UE, occupa una posizione di rilievo nell’interscambio con Canberra grazie non solo ai prodotti ma anche alle tecnologie e alle innovazioni che ne caratterizzano l’apprezzata offerta industriale.

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ALL'ITIS FERMI IL 32° PREMIO MECCATRONICA

Il progetto di “ottimizzazione di un decespugliatore con motore a due tempi” ha messo a dura prova i partecipanti alla 32ma edizione del Premio Meccatronica, il concorso rivolto agli studenti degli istituti tecnici e professionali organizzato dalla categoria dei metalmeccanici di Apindustria Confimi Vicenza con il contributo della Camera di Commercio di Vicenza e dell’azienda proponente Blue Bird Industries di Zanè.

Le premiazioni si sono svolte mercoledì mattina (7 giugno 2017) nella sede dell’associazione di categoria, che ha incoronato la squadra dell'Itis Enrico Fermi di Bassano Del Grappa. A spartirsi con loro il montepremi messo in palio, destinato ai primi tre classificati, sono state le delegazioni dell'Itis De Pretto di Schio e dell’IIS Masotto di Noventa Vicentina, che hanno occupato rispettivamente il secondo e il terzo gradino del podio.

Al di là del verdetto, gli imprenditori hanno manifestato grande apprezzamento i progetti sviluppati a partire da un progetto assai sfidante, presentato per l'occasione dalla Blue Bird Industries di Zanè. «La proposta che abbiamo presentato – spiega il Presidente provinciale di Confimi Industria Meccanica, Paolo Rizzato – ha impegnato davvero molto i ragazzi, ma sono certo che questa sfida ha permesso loro di maturare un bagaglio di esperienze che porteranno con sé nel futuro».

L'evento ha riscosso anche il plauso del presidente di Apindustria Confimi Vicenza, Flavio Lorenzin: «La lunga storia del Premio Meccatronica è la testimonianza di un dialogo trentennale tra imprese manifatturiere e scuole del territorio. Il nostro compito di imprenditori è anche quello di far emergere i talenti dei nostri giovani, che sono il futuro delle nostre aziende e del nostro territorio».

Un momento particolare ha poi segnato la conclusione della cerimonia, quando è stato consegnato, da parte dei Presidenti Lorenzin e Rizzato, un premio speciale al prof. Giampaolo Marzarotto dell’ITIS Fermi, che ha idealmente “salutato” il Premio Meccatronica in quanto prossimo alla pensione. Il docente, dall’alto delle 14 partecipazioni al premio, ha voluto ringraziare l’Associazione, ricordando come le esperienze fatte partecipando al premio siano poi diventate parte degli insegnamenti negli anni successivi.

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EX POPOLARI, IL VENETO RISCHIA DI PERDERE LE BANCHE DEL TERRITORIO

FLAVIO LORENZIN NON CI STA: «RICOSTRUIAMO UN SISTEMA CREDITIZIO»

Con la crisi del modello delle banche popolari, il sistema bancario veneto, considerato fino a poco tempo come una delle “perle” del sistema creditizio nazionale, rischia di scomparire. Ma le imprese non vogliono darsi per vinte all’idea di un Veneto senza banche di riferimento e oggi tornano a dare la scossa attraverso il Presidente di Apindustria Confimi Vicenza, Flavio Lorenzin, uno che di fronte alle vicende di BpVi e Veneto Banca non è mai stato tenero.

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Focus Paese CINA

Si è svolto giovedì 27 aprile in Sala Convegni di Apindustria Confimi Vicenza un incontro di approfondimento sulla Cina
Da quando, nel 2001, la Cina è entrata nell’OMC, il paese si è imposto sulla scena economica internazionale per la costante e vertiginosa crescita. Oggi la Cina è un paese più complesso e strutturato, dove la sfida non è più solo la produzione – peraltro in rallentamento – ma la transizione del modello economico. Dato il contesto, come operare al meglio con potenziali controparti cinesi considerando anche gli aspetti culturali e le loro interazioni nel business?
Questo l’interrogativo sul quale si è discusso ieri in occasione dell’incontro di approfondimento sul Paese del Dragone organizzato da Apindustria Confimi Vicenza in collaborazione con la dr.ssa Ying Liu collaboratrice ed esperta linguistica dell’Università di Venezia, l’avv. Antimo Cappuccio dello studio Pirola Pennuto Zei & Associati di Shanghai e il dr. Flavio Rossin di Euler Hermes, i cui interventi hanno illustrato sia gli aspetti socio-relazionali, quali la lingua e la società cinese contemporanea, le differenze e le similitudini culturali, gli ostacoli linguistici e l’efficacia della comunicazione in inglese, gli effetti della globalizzazione, che quelli più tecnici del doing business in Cina evidenziando le modalità di accesso al mercato, i contratti per il commercio estero e le forme di investimento, la governante delle società cinesi, gli aspetti fiscali. A conclusione, è stato analizzato l’interscambio Italia-Cina con focus sulla durata di dilazione dei crediti in Cina relativamente alle forniture italiane e i costi di un’eventuale recupero del credito.
La Cina come mercato, data anche la sua dimensione, la diversità dei livelli di reddito, la struttura delle reti distributive” aggiunge il Presidente di Apindustria Confimi Vicenza Flavio Lorenzin “ è un paese tuttora complesso per le PMI e solo parzialmente conosciuto ; prova ne sia che l’export italiano nel 2016 è stato pari a poco più di 11 mld ovvero al 2,7% del totale delle nostre esportazioni, mostrando comunque un costante, seppur piccolo, aumento negli ultimi cinque anni. L’incontro di ieri va proprio nella direzione del supporto informativo alle aziende associate, fornendo una panoramica delle opportunità e delle criticità presenti in un paese non di tradizionale sbocco dell’export nazionale ma inserito a pieno titolo nell’economia mondiale e nelle catene del valore che caratterizzano il processo di globalizzazione”.
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CONFIMI INDUSTRIA: "FISCO SCHIZOFRENICO, ORA IN DISCUSSIONE LA RIDUZIONE DELLA SOGLIA DELLE COMPENSAZIONI"

Ancora una misura avversa alle PMI. A suscitare la contrarietà di Confimi Industria è l’intenzione – emersa nel DEF -  di ridurre da € 15.000 a € 5.000 la soglia delle compensazioni senza obbligo di ricorrere al visto di conformità del professionista il cui costo non si giustifica in ogni caso".
“Prima con il DL 193/2016, collegato alla legge di bilancio, per l’esonero della fideiussione o visto alternativo ai fini dei rimborsi Iva si è andati verso una strada corretta. Ora con la soglia delle compensazioni ridotta a € 5.000 si va a togliere liquidità alle imprese: la soglia piuttosto andrebbe elevata almeno a € 30.000” afferma provocatoriamente Flavio Lorenzin, vice presidente nazionale di Confimi Industria con delega alla Semplificazione PA e al Fiscale.  “È paradossale come a distanza di pochi mesi vengano assunte misure di segno diametralmente opposto” ricorda Lorenzin che prosegue “Per non parlare del fatto che i continui cambiamenti hanno un peso economico oramai insostenibile, soprattutto per le imprese meno strutturare”.
Pressioni comunitarie a parte la sensazione di Confimi Industria è che, ancora una volta, non si tratti di misure volte al contrasto dell’evasione, quanto a garantire migliori equilibri finanziari alla Pubblica Amministrazione ed il tutto attraverso complicazioni a destra e a manca che rendono il sistema Italia indubbiamente uno dei meno competitivi non solo per tassazione elevata ma anche per la burocrazia. 
“Un processo confusionario quello del fisco italiano” ribadisce il vice presidente di Confimi Industria “che da una parte dice di voler ridurre le tasse mentre dall’altra toglie i flussi necessari agli equilibri degli operatori”. Emblematico in questa direzione, il fatto che, con le prossime novità in materia di split payment, l’applicazione verrà addirittura estesa al pagamento delle fatture il cui pagamento viene già decurtato della ritenuta d’acconto, come nel caso delle fatture emesse dai professionisti e dell’iva che verrà versata dal fornitore direttamente alla PA togliendo alle imprese un ulteriore elemento di liquidità.
Infine sugli annunci legati alla riduzione del cuneo fiscale nel  DEF Lorenzin aggiunge “che non ci si può non chiedere che aiuto possa dare una riduzione del cuneo fiscale se non cala il costo dell’azienda sul lavoro, su questo verificheremo quali saranno le azioni messe in campo”.

 Vicenza, 18 aprile 2017
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I CONTROLLI IN DOGANA NELLE OPERAZIONI DI IMPORT/EXPORT

Si è svolto ieri, con la partecipata presenza di una cinquantina di aziende del territorio vicentino, l’incontro organizzato da Apindustria Confimi Vicenza in collaborazione con il locale Ufficio delle Dogane e dei Monopoli sul tema “I controlli in Dogana nelle operazioni di import/export”.
Il relatore, dr. Zaverio Zanon, ha focalizzato il suo intervento sia sugli aspetti tributari, ovvero l’esazione dei diritti doganali, che su quelli extratributari di tutela dell’UE, dei suoi cittadini e ambiente, rilevanti nelle operazioni di importazione ed esportazione e contestualizzandoli nell’attuale situazione geopolitica mondiale.
In uno scenario di maggiore complessità – avanzamento di politiche protezionistiche, dazi antidumping, minacce terroristiche, misure restrittive, accordi di libero scambio – l’Agenzia è comunque chiamata a mantenere un equilibrio adeguato fra i controlli doganali e l'agevolazione degli scambi legittimi; di qui la necessità per le aziende che operano con l’estero, di essere informate sulle “regole del gioco” per poter continuare a competere, beneficiare dei vantaggi previsti dalla normativa, porsi come operatori affidabili nelle relazioni con i propri interlocutori.
“In una provincia come quella vicentina”, commenta il Presidente di Apindustria Confimi Vicenza, “ove molte aziende sono quotidianamente impegnate negli scambi con l’estero, sia in mercati consolidati che nuovi, la sfida è anche quella di accrescerne la sensibilità sulle tematiche che direttamente o indirettamente sono collegate alle profonde trasformazioni riconducibili al processo di globalizzazione in atto.”
Vicenza, 12 aprile 2017


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TECNOLOGIE E DISPOSITIVI ANTISISMICI PER IL MIGLIORAMENTO SISMICO DELLE STRUTTURE PREFABBRICATE

Apindustria Confimi Vicenza
Mercoledì 12 aprile ore 17.00-19.00
Via Lago D'Orta, 1 – Schio (VI)

Vicenza 10 aprile 2017 – Il 12 aprile prossimo, un workshop sul tema della messa in sicurezza delle strutture industriali presso la sede di Schio di Apindustria Vicenza. L’incontro è organizzato con il contributo di Sismocell - Reglass H.T. S.r.l. di Minerbio (Bo).

Intervengono la dott.ssa Maria Chiara Ronzani e la dott.ssa Federica Capraro di Apindustria Confimi Vicenza; l’Ing. Andrea Vittorio Pollini, Sismocell-Reglass H.T., Minerbio (Bo) e l’Ing. Devis Sonda di Miyamoto International, Milano.

Al centro dell’incontro, la messa in sicurezza delle strutture produttive e il quadro normativo vigente: i nuovi incentivi fiscali per la realizzazione di opere di miglioramento e adeguamento sismico e il D.lgs 81 sulla sicurezza dei luoghi di lavoro. Sono tristemente note infatti, le nefaste conseguenze sull’economia del territorio e del Paese, seguite al sisma che ha colpito il Nord Italia nel maggio 2012. I gravi danni, ammontano complessivamente a 13 miliardi e 273 milioni di euro. Quello che ha devastato il Centro Italia invece, ha provocato perdite pari a oltre 23 miliardi di euro.

Proprio alla luce di questi ultimi eventi il legislatore ha finalmente varato una serie di incentivi fiscali volti a incoraggiare gli interventi di messa in sicurezza degli edifici. L’insieme delle misure è battezzato Sismabonus: un bonus, appunto, che prevede la detrazione fiscale dal 50 all’80% (85% nel caso di condomini) delle spese sostenute per interventi di messa in sicurezza degli edifici; siano essi abitazioni principali, seconde case o attività produttive. La norma è applicabile per le zone classificate a rischio sismico 1, 2, 3, riguarda un arco temporale, sia per l’esecuzione dei lavori sia per la detrazione, di 5 anni, e ammette lo sconto, nelle percentuali indicate, di una spesa complessiva pari a 96.000 euro annui.

Per quanto riguarda le attività produttive, tutelare i dipendenti da possibili rischi è un obbligo di legge che grava sul datore di lavoro, come prevede l’art 17 del D.lgs 81/2008 sulla sicurezza dei luoghi di lavoro. L’imprenditore deve dunque prendere in considerazione anche i rischi relativi al verificarsi di un evento sismico.

A seguito della panoramica sugli aspetti fiscali e di sicurezza sul lavoro, l’ingegner Devis Sonda e l’ingegner Andrea Vittorio Pollini forniranno invece una panoramica sulle più recenti innovazioni e tecnologie per la messa in sicurezza delle strutture produttive con focus particolare sui dispositivi antisismici. Oltre al dispositivo antisismico Sismocell, sarà presentato il più recente Sismocell Box. Sismocell e Sismocell Box sono stati progettati per la messa in sicurezza delle attività produttive e, in particolare, per sanare le principali cause di collasso delle strutture prefabbricate individuate dal recente DM (28/2/2017) per l’attuazione delle linee guida per la classificazione sismica degli edifici.
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SUI VOUCHER, È PREVALSA L’ISTERIA!

L’opinione di Flavio Lorenzin, presidente di Apindustria Confimi Vicenza
Apprendiamo dai media che il Governo ha varato oggi un decreto legge che segna la fine del lavoro accessorio, introdotto nel 2003 dalla Riforma Biagi, mentre fino a pochi giorni fa l’idea era di limitarne l’uso ai privati.
“Siamo all’assurdo – dichiara Flavio Lorenzin – ossia esattamente alla situazione paradossale di buttare via il bambino insieme con l’acqua sporca. Che la normativa sui voucher dovesse essere modificata per evitare abusi, era concetto universalmente accettato, ma giungere alla totale cancellazione è un esito incredibile e aberrante”.
Il leader delle PMI vicentine, come tanta parte delle rappresentanze datoriali, esprime totale sconcerto a fronte dell’annunciata soppressione di uno strumento che ha fatto emergere dal nero le prestazioni lavorative marginali. “Si pensa forse che la cancellazione totale del lavoro accessorio porterà all’assunzione regolare, con contratto a tempo indeterminato, di tutti i lavoratori finora pagati coi voucher?”, si chiede Lorenzin.

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IL CREDITO NELL'EVOLUZIONE DEL DIGITALE: LE DONNE DI APINDUSTRIA LANCIANO LA SFIDA

Viaggiano attraverso la rete molte delle nuove opportunità a favore delle imprese per ottenere il credito necessario a realizzare investimenti e a costruire il proprio futuro. A far conoscere queste frontiere dell'era digitale è il Gruppo Donne di Apindustria Confimi Vicenza attraverso l'incontro “Le Pmi e la sfida del credito”, in programma lunedì 20 marzo alle 18.00 presso la sala convegni di Galleria Crispi, dove ha sede l'associazione di categoria.

Le donne imprenditrici confermano così la loro capacità di stare al passo con i cambiamenti affrontando una tematica di strettissima attualità, dato che l'evoluzione del digitale interessa sempre più da vicino anche il mondo del credito e della finanza. Con l'arrivo in Italia delle principali piattaforme europee di crowdfunding, infatti, reperire capitali e finanziamenti tramite il web sta diventando sempre più una realtà a portata di impresa per sviluppare il proprio business in maniera efficace attraverso il ricorso a canali finanziari alternativi rispetto al credito tradizionale.

Durante l'incontro interverranno Sergio Zocchi, amministratore delegato di Lendix Italia, e Alessandro Imbimbo, membro del cda della società Fundera appartenente al gruppo Frigiolini & Partners Merchant.

Artefice della serata è la Presidente del Gruppo Donne di Apindustria Vicenza, Alice Borsetto: «Grazie al settore innovativo in cui opera la mia azienda, all’avanguardia nel campo dell’innovazione tecnologica – commenta – sono venuta a conoscenza di queste piattaforme digitali e ho voluto condividere con tutti i nostri associati un momento di riflessione e valutazione sulle opportunità che vengono offerte. Il mondo va in questa direzione e in Italia se ne sta cominciando a parlare. Anche noi, come associazione, dobbiamo stare al passo e fornire occasioni ed opportunità alle nostre imprese».

A moderare l'incontro sarà invece Vittorio Rigotti, Vice Direttore di Fidi Nordest: «La scarsa conoscenza da parte della maggioranza delle nostre imprese delle grandi opportunità che arrivano dalla nuova “finanza digitale” - spiega - rappresenta un freno allo sviluppo delle buone idee imprenditoriali, che faticano sempre più a reperire capitali ricorrendo ai canali bancari tradizionali. Per questo abbiamo aderito con entusiasmo alla proposta del Gruppo Donne Imprenditrici, un’occasione di conoscenza e di confronto su uno dei temi emergenti nel campo della finanza d’impresa».

 Vicenza, 17 marzo 2017

_________
contatto:
Apindustria Confimi Vicenza
tel. 0444.232230 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.20170320 invito def
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Apindustria Confimi: la riesumazione integrale degli Intrastat acquisti non regge

Necessari chiarimenti urgenti anche per lo spesometro
Il decreto mille proroghe, da pochi giorni in Gazzetta, ha “resuscitato” gli Intrastat acquisti dopo che il legislatore, in nome della razionalizzazione e della semplificazione, con il collegato alla legge di bilancio li aveva appena abrogati. Analoga sorte, prosegue Flavio Lorenzin, presidente di Apindustria Confimi Vicenza e Vicepresidente Confimi Industria con delega alla semplificazione pare destinata alla comunicazione black list che il medesimo decreto ha abrogato addirittura con effetto retroattivo 2016 ma che, per una serie di tecnicismi, pare destinata a riaffiorare attraverso lo spesometro in scadenza nel prossimo mese di aprile. Una situazione paradossale denunciata da Confimi Industria e dall’Associazione nazionale commercialisti (Anc) che in un comunicato congiunto, l’indomani della prima scadenza massiva dell’anno (quella della dichiarazione annuale Iva), hanno fatto il punto sulle numerose complicazioni Iva introdotte dagli ultimi provvedimenti. Fra le vari questioni da chiarire, particolarmente urgenti sono quelle legate alla vicenda degli Intrastat acquisti con cui gli operatori si dovranno misurare il prossimo 25 marzo.

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SCALATA A4, IMPRESE PREOCCUPATE: «TUTELIAMO GLI INTERESSI DEL TERRITORIO»

Il tentativo del colosso spagnolo Abertis di raggiungere il controllo totale di A4 Holding attraverso l'acquisto “a prezzi di saldo” delle azioni in mano, tra gli altri, a Comune, Provincia e Camera di Commercio di Vicenza mette in allarme le imprese manifatturiere, che intervengono attraverso il Presidente di Apindustria Confimi Vicenza, Flavio Lorenzin: «Il timore, peraltro confermato dalle dichiarazioni seguite alla recente acquisizione delle quote da Gavio e Mantovani – spiega – è che la gestione di A4 e A31 diventi puramente orientata al profitto per gli azionisti, tralasciando gli interessi del territorio. Ci sono in particolare opere pubbliche di importanza strategica, in parte già finanziate, che potrebbero venire rimesse in discussione, anche se va dato atto ad Achille Variati di essersi mosso per chiedere, in caso di cessione, adeguate garanzie sul rispetto del piano di interventi».

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CONFIMI INDUSTRIA SU REVOCA SCIOPERO COMMERCIALISTI: BENE, MA LO SPESOMETRO DEVE TORNARE ANNUALE

Il disagio manifestato dai commercialisti è simile a quello delle imprese, lo conferma un’indagine condotta da Confimi Industria
Roma, 16 febbraio 2016 – Bene la revoca dello sciopero da parte dei commercialisti in seguito all’apertura del MEF ad alcune delle richieste avanzate dalle relative sigle sindacali e sostenute, fin da subito, anche da Confimi Industria.
Tra queste le scadenze del nuovo spesometro che - sembra cosa ormai fatta - per il 2017 sarà semestrale, e non più trimestrale, con la speranza però che si torni ad adempimenti annuali già del 2018.

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SUI VOUCHER, NON FACCIAMOCI PRENDERE DALL’ISTERIA!

L’opinione di Flavio Lorenzin, presidente di Apindustria Vicenza
Il tema caldo di questi giorni è senza dubbio quello del lavoro accessorio, meglio noto col termine voucher, sull’onda delle statistiche che ne registrano un significativo incremento e alla luce del quesito referendario proposto dalla CGIL.
“Non escludo che il sistema dei voucher possa essere migliorato, per dare maggiori garanzie ai lavoratori, – sostiene Flavio Lorenzin – ma per favore, non facciamoci prendere dal panico, tentiamo di ragionare a mente fredda. E soprattutto, non facciamone ogni volta un pretesto da campagna elettorale. La regolazione del mercato del lavoro deve avere stabilità, non può cambiare ogni sei mesi.”
Il ragionamento del leader delle PMI vicentine, parte dalla constatazione che la disciplina dei voucher è stata rivista solo tre mesi fa e proprio con l’intento di contrastare gli abusi, introducendo una comunicazione obbligatoria per tracciare l’utilizzo dei buoni-lavoro ed evitare che a questi siano affiancati pagamenti in nero. “Sarebbe buona cosa applicare le norme che ci diamo e valutarne l’efficacia in un tempo ragionevole, prima di introdurne di nuove”, puntualizza Lorenzin. Va peraltro messo in luce che la norma di legge già prevede accorgimenti e limitazioni nei settori economici tradizionali, per evitare la precarizzazione del lavoro: agli imprenditori e ai professionisti è infatti vietato erogare voucher per più di 2.000 Euro annui nominali allo stesso lavoratore, quando il limite generale è di 7.000. In effetti, anche il più recente intervento correttivo va nella stessa direzione, prevedendo la comunicazione obbligatoria solo per imprenditori e professionisti.
“E’ una situazione paradossale - commenta Lorenzin – che nessuna limitazione sia posta alle Pubbliche Amministrazioni, mentre si moltiplicano le notizie sull’utilizzo dei voucher nei Comuni e nella Sanità, con tanto di bandi pubblici. Anche questa volta c’è il rischio di dover constatare che il datore di lavoro pubblico è più disinvolto di quello privato”.
Va poi ricordato che lo strumento dei voucher è stato introdotto proprio per fare emergere dal nero talune prestazioni lavorative marginali e temporanee; se si presta a comportamenti illeciti, vanno trovate le opportune soluzioni, ma evitando di buttare via il bambino insieme con l’acqua sporca: questo è infatti l’effetto che produrrebbe l’iniziativa referendaria della CGIL, che si propone di spazzare via l’intera disciplina.
“Se il problema è evitare la destrutturazione dei contratti di lavoro tradizionali, quantomeno nel settore manifatturiero, – chiosa infine Lorenzin – mi sento di fare una proposta ai nostri interlocutori: perché non rivalutare il lavoro intermittente o a chiamata? Per quanto anch’esso sia inviso a larga parte del mondo sindacale, ritengo che a parità di condizioni o di rischi di abuso, il lavoro a chiamata avrebbe il pregio di garantire ai lavoratori inquadramenti contrattuali e trattamenti economici analoghi a quelli dei lavoratori in forza nelle aziende; al netto ovviamente dell’intrinseca flessibilità di questo istituto. Ma se si vuol tornare ad ingessare il mercato del lavoro, il risultato potrebbe rivelarsi un boomerang, ossia il ritorno all’immersione nel lavoro nero. Per parte mia, continuo a preferire la flessibilità regolata al lavoro nero”.

Vicenza, 9 gennaio 2017
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CONFIMI INDUSTRIA: STOP COMPLICAZIONI, LA PROTESTA DEI COMMERCIALISTI È PIÙ CHE CONDIVISIBILE

Le nuove complicazioni preoccupano anche gli amministrativi delle aziende

Roma, 9 dicembre 2016 - Nel post-referendum, chiunque succederà al Governo dovrà effettuare una seria riflessione sul tema semplificazioni. È in gioco la sopravvivenza delle PMI, fra cui molte
microimprese con meno di 10 dipendenti, che rappresentano oltre il 95% del tessuto imprenditoriale del nostro Paese. La legge di bilancio è sicuramente favorevole per le agevolazioni alle imprese più
strutturate (è innegabile), ma no alle nostre PMI che avvertono pesantemente le complicazioni introdotte dal collegato (D.L. 193). Complicazioni, queste, che nuoceranno soprattutto sull’operatività delle piccole imprese (già alle prese con grossi problemi di marginalità) e degli operatori professionali.

Al seguente LINK il comunicato completo
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APINDUSTRIA: STOP ALL’IVA SUGLI INSOLUTI - «FACCIAMOLA VERSARE AI CATTIVI PAGATORI»

Con l’inizio dell’iter parlamentare della Legge di Bilancio 2017, le imprese manifatturiere vedono svanita la possibilità di recuperare l’I.V.A. da versare sui mancati pagamenti in caso di fallimento o concordato. Per questo il Presidente di Apindustria Confimi Vicenza, Flavio Lorenzin, invita il Governo a rivedere il congelamento delle misure annunciate solo pochi mesi fa in merito al recupero dell’imposta, per dare una parziale boccata d’ossigeno alle aziende già penalizzate dai mancati introiti sulle forniture.
«Quando viene effettuata la fornitura della merce senza che venga corrisposto il pagamento – spiega Lorenzin – le nostre aziende si trovano investite da una doppia ingiustizia, rappresentata dall’obbligo di versare l’I.V.A. su importi che non sono stati riscossi e di pagarne anche le relative imposte. La nostra richiesta era di recuperare almeno l’I.V.A. versata come sostituti di imposta, rimanendo esposti, anche se dal nostro punto di vista ingiustamente, ai soli importi non incassati dalle forniture».

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LA MANOVRA NON ESALTA LE IMPRESE VICENTINE. LORENZIN: «PASSO INDIETRO SU SEMPLIFICAZIONI»

La Legge di Stabilità lascia soddisfatte a metà le imprese manifatturiere, che attraverso il Presidente di Apindustria Confimi Vicenza, Flavio Lorenzin, condividono le prime valutazioni sulla manovra finanziaria del Governo. Se le notizie più lusinghiere arrivano dalla proroga del nuovo iperammortamento,degli ecobonus e delle sterilizzazioni su Iva e accise, restano diverse perplessità sul fronte delle semplificazioni, per le quali lo stesso Lorenzin è titolare della delega a livello nazionale in Confimi Industria.

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APINDUSTRIA CONFIMI VICENZA: NUOVE FRONTIERE PER L’ACCESSO AL CREDITO, SI DIA VALORE AL FATTORE QUALITATIVO​​

Si è tenuta ieri presso la sede di Confimi Apindustria Vicenza l’apertura del tavolo operativo nazionale di Confimi Industria sulla “Bussola della Qualità”.
Un primo confronto operativo oggetto di un Memorandum d’intesa sottoscritto tra l’ABI (Associazione Bancaria Italiana), le principali associazioni di rappresentanza e Credit Data Research società partecipata di Moody’s Analytics.
Sono stati individuati per l'incontro i territori rappresentati da Confimi Apindustria Bergamo, Confimi Apindustria Mantova e per l’appunto Confimi Apindustria Vicenza.

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UN FONDO PER LE IMPRESE VITTIME DI INSOLUTI APINDUSTRIA PLAUDE IL DECRETO DEL GOVERNO

Arriva un primo segnale di svolta sul fronte della lotta agli insoluti. La battaglia condotta in prima linea negli ultimi anni da Apindustria Confimi Vicenza porta i suoi primi risultati con il decreto attuativo firmato dal ministro per lo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, che istituisce un fondo per le imprese vittime di mancati pagamenti da parte di debitori imputati per estorsione, truffa, insolvenza fraudolenta e false comunicazioni sociali.

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RECUPERO CREDITI, IL GOVERNO AIUTA LE BANCHE

LORENZIN: «FACCIAMO LO STESSO CON LE IMPRESE»
Le recenti misure introdotte dal Governo con il decreto legislativo 59/2016 per velocizzare il recupero dei crediti non entusiasma le imprese manifatturiere, che attraverso il Presidente di Apindustria Confimi Vicenza, Flavio Lorenzin, tornano a chiedere di essere incluse nelle misure di tutela: «Il Governo è intervenuto per svuotare le sofferenze dei bilanci – esordisce – ma solo quelli delle banche. Le difficoltà del sistema bancario sono evidenti a tutti, e per questo chiediamo che si intervenga  urgentemente anche per agevolare il recupero dei crediti delle imprese manifatturiere e commerciali, così da porre fine alla piaga dei fallimenti per crediti insoluti».

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METALMECCANICI - FIRMATO IL RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE CONFIMI

“Accolgo con grande soddisfazione - commenta il Presidente di Apindustria Confimi Vicenza Flavio Lorenzin - la notizia del rinnovo del contratto collettivo Nazionale di lavoro della categoria Confimi Meccanica. In un contesto dove è fondamentale avere certezze per poter competere, l’aver dato al settore manifatturiero della meccanica un contratto di lavoro dai contenuti fortemente innovativi e in tempi brevi, è un segnale di responsabilità importante da parte nostra ed un riconoscimento della qualità della nostra rappresentanza da parte delle controparti sindacali. La meccanica è il settore che sta trainando l’export italiano e soprattutto vicentino; per continuare a farlo ha bisogno di certezza e stabilità nei rapporti con le maestranze all’interno delle nostre aziende. Il contratto nazionale di Confimi Meccanica contiene delle facilitazioni tangibili per le aziende nella gestione della flessibilità di orari e di personale che sono fondamentali per competere nel mercato>>.
“Voglio porgere un ringraziamento particolare al Presidente Nazione di Confimi Meccanica Riccardo Chini - prosegue Lorenzin - e al Presidente provinciale della categoria Paolo Rizzato per il risultato ottenuto. Esprimo grande apprezzamento anche al Responsabile delle relazioni sindacali di Apindustria Confimi Vicenza Ciro Galeone, che ha affiancato con la sua professionalità e competenza gli imprenditori nella trattativa che ha portato all’eccellente risultato che abbiamo ottenuto”.



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GRUPPO GIOVANI DI APINDUSTRIA "AGNELLI SUONA LA CARICA”

I valori del passato e le ambizioni future del mondo imprenditoriale hanno trovato un filo conduttore nello spirito dei giovani di Apindustria Confimi Vicenza in occasione della grande assemblea “Ritorno al futuro industriale”.Con un vivace dibattito su come sfruttare nuove opportunità e le innovazioni più all’avanguardia per creare20160505 AGNELLIConfimo 263 benessere, senza dimenticare la grande eredità lasciata dai padri imprenditori che hanno creato 
il modello di sviluppo del Nord Est, il Gruppo Giovani Imprenditori ha aperto ufficialmente il mandato del neo Presidente Alessandro Berton, socio titolare della ditta Inn.Med. srl, al suo esordio assoluto in una posizione di vertice.Ad affiancarlo sarà il consiglio direttivo composto da Francesca Dal Santo (Cidiesse Engineering srl), Alessia Caltran (Studio associato Caltran), Alberto Freato (Studio di consulenza finanziaria Freato), Alessandro Callegari (Sidertaglio Lamiere srl), Luca Carollo (consulente finanziario Fineco Bank spa), Paolo Cisco (Plast 2000 srl) e Matteo Manzardo (Rotor snc).

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UN ACCORDO PROVINCIALE PER PROTEGGERE LE DONNE NEI LUOGHI DI LAVORO

Il 16 giugno 2016 Apindustria Vicenza e CGIL-CISL-UIL della provincia di Vicenza hanno sottoscritto un importante protocollo, finalizzato a garantire una maggior tutela delle donne sui luoghi di lavoro. L’accordo si basa sull’analogo Accordo-quadro delle parti sociali europee, che viene sostanzialmente recepito, e contiene non soltanto l’affermazione di principio sul rigetto di qualunque forma di violenza nei confronti delle donne, ma anche e soprattutto una serie di azioni concrete per evitare che tale violenza si concretizzi, in particolare nei luoghi di lavoro.

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APINDUSTRIA BASSANO: CONTINUA L'ERA BEOZZO

Il rinnovo delle cariche dirigenziali da parte di Apindustria Confimi Vicenza non ha portato sorprese a Bassano, dove William Beozzo resta saldo alla guida di un gruppo di lavoro che negli ultimi anni è stato protagonista di numerose battaglie per le imprese manifatturiere e il territorio.
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Titolare della ditta Farm Srl di Tezze sul Brenta, Beozzo si è distinto per un lavoro vivace e la capacità di unire le forze anche con i rappresentanti di altre categorie per portare avanti battaglie condivise come quelle per la riapertura del Tribunale e del Tempio Ossario, il restauro del Ponte, e la realizzazione delle grandi infrastrutture a servizio dell'area Pedemontana.
Nel frattempo l'imprenditore di Tezze è diventato anche Presidente di Confimi Industria Veneto, ma il legame con il territorio per lui resta un punto fermo del suo lavoro: «Resteremo sempre vicini agli imprenditori e alla gente – assicura – affrontando i problemi reali delle imprese ma anche le questioni di grande rilevanza sociale per le quali sentiamo una responsabilità, come la disoccupazione o i drammi vissuti dalle vittime di una crisi economica che ancora non ci siamo lasciati alle spalle».
Un augurio di buon lavoro a William Beozzo arriva anche dal Presidente di Apindustria Confimi Vicenza, Flavio Lorenzin: «Dopo anni di sfide affrontate fianco a fianco, continueremo a portare avanti un lavoro di squadra nel quale crediamo fortemente per contribuire insieme a rilanciare il ruolo dell'impresa manifatturiera»
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APINDUSTRIA CONFIMI: ALICE BORSETTO ELETTA PRESIDENTE DEL GRUPPO DONNE

Ci sarà un volto nuovo a rappresentare l'imprenditoria femminile del Vicentino da qui ai prossimi anni: si tratta di Alice Borsetto, appena nominata Presidente del Gruppo Donne di Apindustria Confimi VicenBorsettoza.

Amministratore dell'azienda Unica Telecomunicazioni srl di Monteviale e già membro del gruppo Api Confimi nel Mandamento di Vicenza, l'imprenditrice si prepara alla sua prima esperienza da leader associativa dopo l'elezione arrivata in questi giorni dal consiglio direttivo in occasione dei primi rinnovi delle cariche dirigenziali dei gruppi e dei mandamenti, che seguono l'approvazione del nuovo Statuto e Regolamento.
«Continueremo a lavorare per promuovere l'immagine e il ruolo della donna nell'ambito economico e produttivo – commenta la neo Presidente – attraverso azioni di sostegno per lo sviluppo dell'imprenditoria femminile. Vogliamo assicurare anche la massima collaborazione con le istituzioni competenti in ambito locale e nazionale, ma anche comunitario e internazionale, per tutte le iniziative che vorranno promuovere azioni di sostegno per le difficoltà che incontrano le donne nel mondo della produzione, con l'obiettivo di essere un punto di riferimento per donne che intendono avviare nuove aziende ma non hanno informazioni o esperienza».
Il Presidente di Apindustria Confimi Vicenza, Flavio Lorenzin, ha mandato i suoi auguri di buon lavoro alla neo Presidente del Gruppo, per contribuire insieme all'intera associazione a rilanciare il ruolo dell'impresa manifatturiera.

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CALLEGARI ALLA GUIDA DELL'OVEST VICENTINO

CALLEGARi cIl consiglio direttivo di Apindustria Confimi Vicenza ha nominato Roberto Callegari Presidente di mandamento dell'Ovest Vicentino. Titolare della Sidertaglio Lamiere srl di Sarego, Callegari è stato riconfermato in questi giorni, in occasione del rinnovo delle cariche dirigenziali, per continuare il lavoro portato avanti negli ultimi tre anni dopo essere succeduto ad Antonio Trevisan, che aveva interrotto il suo mandato per impegni in Confimi Impresa nazionale.

«Fino ad oggi ho cercato di creare un gruppo di lavoro capace di farsi portavoce delle istanze di un territorio importante per l’economia vicentina – commenta Callegari – e non è stato facile in un momento decisamente complesso, nel mezzo di una crisi epocale. Da oggi siamo pronti a ripartire per creare una squadra sempre più grande e affiatata, instaurando un rapporto più stretto e collaborativo con le amministrazioni comunali del mandamento per individuare insieme le priorità da affrontare nell'interesse delle imprese manifatturiere e dello sviluppo territoriale, convinti di poter far leva sulle nostre capacità imprenditoriali per elaborare progetti di sviluppo sempre più ambiziosi».



Il Presidente di Apindustria Confimi Vicenza, Flavio Lorenzin, ha mandato i suoi auguri di buon lavoro al Presidente Callegari , per contribuire insieme a rilanciare il ruolo dell'impresa manifatturiera.


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API, CAMBIO AL VERTICE DEI GIOVANI, ALESSANDRO BERTON E' IL NUOVO PRESIDENTE

La guida del Gruppo Giovani Imprenditori passa di mano: il consiglio provinciale ha eletto Alessandro Berton come nuovo Presidente. Dopo tre anni di esperienza da vice della leader uscente Elisa Beniero, il responsabile tecnico della ditta Inn Med srl è pronto a portare avanti un lavoro intenso per affermare la centralità delle nuove leve per il rilancio delle attività produttive.

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L'elezione di Berton è arrivata in questi giorni dal consiglio direttivo di Apindustria Confimi Vicenza in occasione dei primi rinnovi delle cariche dirigenziali dei gruppi e dei mandamenti, che fanno seguito all'approvazione del nuovo Statuto e Regolamento.

«Con uno sguardo aperto all’innovazione e a nuove formule imprenditoriali e manageriali – commenta Berton – continueremo a prestare attenzione alle tematiche del passaggio generazionale e della continuità d'impresa. Intendiamo fornire ai nostri associati non solo nuovi strumenti di conoscenza del mondo economico e politico nazionale ed internazionale, ma anche a proporre occasioni di confronto e approfondimento sulle sfide e sulle problematiche che il mondo dell'impresa deve saper affrontare di giorno in giorno».

Il Presidente di Apindustria Confimi Vicenza, Flavio Lorenzin, ha mandato i suoi auguri di buon lavoro al neo Presidente dei giovani, per contribuire insieme all'intera associazione a rilanciare il ruolo dell'impresa manifatturiera.





Vicenza, 30 maggio 2016
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PARAGUAY CHIAMA EUROPA, CONFIMI INDUSTRIA VENETO RISPONDE

Foto Presidente di Confimi Industria Veneto William Beozzo con delegazione Imprenditori Veneti Ministro dello Sviluppo Economico del Paraguay S.E. Gustavo Leite

Una crescita economica di circa il 3% nell'ultimo anno, relazioni proficue con l'Europa e buone prospettive di sviluppo sostenute da ambiziosi piani governativi per migliorare le infrastrutture e combattere la povertà: tutto questo è il Paraguay, un paese che negli ultimi anni si sta muovendo nella direzione di una sempre maggiore apertura al commercio e agli investimenti internazionali.

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ALL'ITIS ROSSI IL 31° PREMIO MECCATRONICA

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Il progetto di un dispositivo di imbustamento per strumenti chirurgici destinati alla sterilizzazione a vapore d'acqua ha messo a dura prova i partecipanti alla 31ma edizione del Premio Meccatronica, il concorso rivolto agli studenti degli istituti superiori a indirizzo industriale organizzato dalla categoria dei metalmeccanici di Apindustria Confimi Vicenza con il contributo della Camera di Commercio di Vicenza.

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CONFIMI VENETO: LA SICUREZZA STRADALE SI FA ANCHE CON LA MANUTENZIONE

“Ancora una volta il Veneto deve fare i conti con le infrastrutture. Se da un lato abbiamo imprese che cercano in tutti i modi di superare la crisi economica, dall’altro si deve fare i conti con una situazione viabilistica che possiamo definire “poco incoraggiante”, ma proprio per captatio benevolentiae.” Risuona, forte e chiaro, l'ennesimo allarme di Beozzo William, Presidente Confimi Industria Veneto, sullo stato deplorevole nel quale versano molte strade della Regione, in particolare quelle gestite da Anas.
“Voglio ricordare – puntualizza Beozzo – che Anas, nell’ambito del Contratto di programma 2015 ha riservato ai veneti lo 0,91 % del miliardo e 115 milioni di investimento previsti per l’anno: in soldoni 9,97 milioni di euro circa. Briciole! E la situazione è sotto gli occhi di tutti con un quadro generale desolante e potrei dire anche offensivo nei confronti di una regione che contribuisce in modo sostanziale alla fiscalità nazionale.
Se da un lato le case automobilistiche investono in tecnologia per offrire sul mercato veicoli sempre più sicuri, dall’altro dobbiamo fare i conti con strade sempre più a rischio incidente. Ieri sulla ss 53 Postumia abbiamo assistito all’ennesimo grave incidente. Per carità – sottolinea Beozzo – non voglio dire che la causa sia da addebitare direttamente alla manutenzione stradale, ma non va trascurata la pericolosità anche di questo tratto altamente trafficato che va dall’uscita di Vicenza Nord a Cittadella. Proprio la cattiva manutenzione dell'asfalto e le conseguenti buche che si vengono a formare, costringono gli utenti, compresi i mezzi pesanti, ad un vero e proprio slalom per evitare il dissesto del manto stradale.
Faccio un appello all’Anas (competente per questo e altri tratti regionali) e agli altri enti responsabili della manutenzione perché pongano come priorità la sicurezza stradale, destinando più risorse per una corretta gestione dei tratti viabilistici. Sicurezza che comunque non deriva dal proliferare degli autovelox che spesso sono solo mezzi per rimpinguare le casse delle Amministrazioni piuttosto che strumenti di prevenzione.
“È oggi necessario – conclude Beozzo - mettere mano a un piano straordinario di salvaguardia delle nostre strade rimettendo in sicurezza la rete esistente e, al contempo, portare a termine le grandi opere infrastrutturali in progetto. Credo che i cittadini e le aziende del Veneto se lo meritino”.

25 maggio 2016
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APINDUSTRIA SU DECRETO BANCHE:

SÌ AL PEGNO SUI MACCHINARI PER I CREDITI DI FORNITURA, ATTENZIONE INVECE AL RISCHIO DI FAGOCITAZIONI BANCARIE

Accelerare il recupero dei crediti attraverso maggiore certezza e rapidità delle procedure, ma scongiurando speculazioni del mondo bancario e della finanza per il pegno non possessorio sui beni mobili: il Presidente di Apindustria Confimi Vicenza, Flavio Lorenzin, auspica che questo sia lo spirito che sta alla base del Decreto Banche in esame al Senato, che consente alle imprese di ottenere credito offrendo in pegno un bene mobile destinato all’esercizio della stessa, come per esempio un macchinario, potendo continuare ad utilizzarlo nel processo produttivo.

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PAOLO AGNELLI CONFERMATO ALLA GUIDA DI CONFIMI INDUSTRIA.

PLAUSO DAL VENETO: «LAVORIAMO PER RICOSTRUIRE»


Confimi Industria Veneto plaude la riconferma di Paolo Agnelli a Presidente nazionale di Confimi Industria per un nuovo triennio. L’elezione per acclamazione è avvenuta in occasione della parte privata dell’Assemblea Nazionale, che si è svolta giovedì 5 maggio a Roma alle presenza di circa 400 imprenditori, il ministro Madia e numerose figure istituzionali.

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FIDUCIA NELLE IMPRESE, NON NELLE ASSOCIAZIONI. LORENZIN: «I CATTIVI ESEMPI NON CI FERMERANNO»

Da una parte ci sono i piccoli e medi imprenditori che mantengono ben salda la fiducia dei veneti. Dall'altra le associazioni degli imprenditori che non fanno per niente breccia, al pari delle banche e dei grandi manager. Di fronte a questa indagine realizzata dall'istituto Cmr del sociologo Daniele Marini come deve porsi Apindustria Confimi Vicenza in quanto associazione di categoria e organo rappresentativo del settore manifatturiero, formato per la quasi totalità da imprese di piccola e media dimensione? «Accogliamo i risultati di questa indagine come un forte segnale di incoraggiamento – spiega il Presidente, Flavio Lorenzin – dato che i veneti hanno premiato ancora una volta il coraggio che ha visto molte delle nostre aziende sopravvivere alla crisi economica, confermandosi la realtà trainante dell'intera economia. Non vogliamo però sottovalutare i segnali di sfiducia che arrivano verso l'associazionismo, nel quale noi continuiamo a credere investendo tutte le nostre energie, proprio per difendere il valore delle attività produttive: tutte loro hanno bisogno di una rappresentanza vera, sana e pulita, estranea a interessi di parte. Per questo ci dispiacerebbe, rispetto alle valutazioni della gente comune, finire nel calderone di quelle associazioni che non hanno dato una degna rappresentanza al mondo dell'impresa, cercando poltrone ovunque possibile e mischiandosi in affari o forme di speculazione che nulla hanno a che vedere con lo spirito e i valori di chi cerca di creare ricchezza e benessere soltanto attraverso il lavoro».

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NUOVO PASSO INDIETRO SULLA LEGITTIMA DIFESA, BEOZZO: «PARLAMENTO LONTANO DAI CITTADINI»

La legittima difesa, dopo essere stata ammorbidita e rinviata, fa un passo indietro in Parlamento. L'aula ha infatti accolto la richiesta di far tornare il provvedimento in commissione Giustizia, scatenando la protesta di chi pretende di difendersi con ogni mezzo dai delinquenti che invadono il domicilio privato.

La decisione del rinvio viene criticata anche dagli imprenditori con il Presidente di Confimi Veneto, William Beozzo: «Le istituzioni hanno perso ancora una grande occasione per dare una risposta puntuale e concreta ai cittadini, dimostrandosi ancora lontane dalla realtà di chi vive ogni giorno nella paura di essere aggredito e derubato, compresi gli imprenditori, chi ha votato al rinvio ha la responsabilità di affondare questa proposta di legge, consapevole di aver negato alle vittime dei reati giustizia concedendo a criminali e delinquenti la libertà di violare il domicilio privato».

Il rappresentante delle attività produttive punta il dito anche contro coloro che giustificano inerzie e titubanze nella legge sulla legittima difesa con la scusa pretestuosa del presunto clima da far west che si verrebbe a creare lasciando ad ognuno la possibilità di utilizzare armi in per difendersi dai malviventi: «Il far west non ha nulla a che vedere con la possibilità di tenere un'arma in casa propria. Va ricordato – continua Beozzo – che già oggi la legge autorizza chiunque, dietro una specifica abilitazione, alla detenzione di un'arma, lasciandola in casa propria. Far west vuol dire invece uscire di casa con le armi e sparare senza che ce ne sia bisogno. Sul porto d'armi, ossia la possibilità di trasportare pistole e fucili, ci sono restrizioni notevoli che nessuno sta chiedendo di cambiare o eliminare, a nessuno piace sparare addosso a un altro soltanto per il gusto di farlo, chiunque pensi una cosa del genere, ha una pochezza culturare».

William Beozzo esprime infine la sua vicinanza a tutti gli appartenenti alle Forze dell’ordine demoralizzati dalla mancanza di legge: «In passato grazie all'efficacia normativa abbiamo sconfitto il terrorismo in Italia. Oggi invece per l'ennesima volta abbiamo avuto la dimostrazione che al Parlamento non interessa nulla di noi comuni cittadini e di chi mette a rischio la propria vita per difendere la nostra incolumità».

23 aprile 2016
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CONFIMI INDUSTRIA VENETO - LE IMPRESE VENETE CHIEDONO PIU' GIUSTIZIA BEOZZO: «RIPARTIAMO DALLA PEDEMONTANA»

Continua la battaglia per portare a Bassano del Grappa l'ottavo tribunale del Veneto, ma anche per investire su un territorio strategico per l'intera regione
Le imprese sono le realtà del territorio che più soffrono di una giustizia paralizzata. Per questo Confimi Industria Veneto si afferma come voce protagonista nel coro di categorie economiche e professionali, rappresentanti istituzionali, associazioni e cittadini che chiedono il ripristino a Bassano del Grappa dell'ottavo palazzo di giustizia del Veneto: il Tribunale della Pedemontana.
L'intera Veneto ha incassato il contraccolpo di una riforma della geografia giudiziaria che doveva essere basata su princìpi di spending review, e invece si è concretizzata in un enorme spreco di risorse pubbliche attraverso la costruzione di una Cittadella della Giustizia da 11 mila metri quadrati costata 20 milioni di euro e mai utilizzata. Nel frattempo i presidi di giustizia dei capoluoghi di provincia, a partire da quello di Vicenza, soffrono di un sovraffollamento di uffici, procedure, personale dipendente e cause giudiziarie da portare a termine. Il nuovo Tribunale andrebbe a snellire il carico di lavoro del capoluogo berico, insieme a quelli di Padova e Treviso, creando una situazione vantaggiosa non solo per l'area di riferimento, ma per le intere province.
«L'intero Sistema Veneto – spiega il Presidente regionle di Confimi, William Beozzo – può tornare a correre se investiamo in aree di sviluppo strategiche sia a livello di nuova giustizia ma anche di infrastrutture e servizi. La Pedemontana è un territorio omogeneo grande il 9,4% del Veneto, con una popolazione che supera il mezzo milione di abitanti e una densità di 293 abitanti per km/q, superiore alla media regionale e nazionale. Nonostante la superficie sia costituita per il 40% da montagne, questo territorio genera da solo il 10,7% del reddito regionale per un valore aggiunto di oltre 14 miliardi di euro, contribuendo al 2% dell'export nazionale e contando 26,6 imprese per km/q contro le 17 della media nazionale: un numero impressionante, superiore a quello di intere province industrializzate».
Secondo Beozzo quello pedemontano potrebbe diventare anche il Tribunale delle imprese del Veneto del nord, da affiancare a quello di Venezia, che invece farebbe riferimento per il Veneto meridionale: «E' una soluzione che abbiamo individuato e sosteniamo per migliorare l'efficienza della giustizia di impresa in una delle regioni più produttive d'Italia, e supportata dall'intensa vocazione manifatturiero-industriale-artigiana del territorio che va da Schio a Vittorio Veneto, passando per il Bassanese, l'Alta Padovana e la Castellana».
Le imprese venete intendono quindi ripartire dai territori con servizi e infrastrutture, da affiancare a piani industriali di crescita e a nuove prospettive nei rapporti con il mondo bancario. William Beozzo insiste: «Il Veneto e l'Italia ripartiranno se le aziende manifatturiere, a partire da quelle di piccole e medie dimensioni che rappresentano la quasi totalià del nostro sistema produttivo, saranno messe nelle condizioni di crescere e dare lavoro. Ma anche di realizzare nuovi investimenti potendo contare sul supporto necessario delle banche: per questo restiamo preoccupati della sorte dei nostri istituti di credito e dei loro processi di trasformazione. Serve un cambio di passo».

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DIMISSIONI TELEMATICHE, LE PMI BOCCIANO LA NORMA.

PER I FURBETTI DELLE DIMISSIONI IMMERITATA INDENNITÀ DI 24 MESI
Conto alla rovescia per la fine di un’epoca. Dal 12 marzo una lavoratrice o un lavoratore che vorranno dimettersi liberamente, per cambiare posto di lavoro o attività, ma anche semplicemente per andare in pensione, dovranno sottoporsi ad una procedura informatica a prova di hacker e, tanto per cambiare, costringere le imprese a nuovi adempimenti burocratici.
«Ancor prima che la norma entri vigore chiediamo già al Governo di valutarne l'abrogazione – dichiara Flavio Lorenzin, presidente di Apindustria Confimi Vicenza – in quanto si tratta di un vero percorso a ostacoli, aggravato da un farraginoso diritto di ripensamento e da sanzioni del tutto sproporzionate. Dopo l'uscita della circolare con le istruzioni ministeriali le nostre perplessità iniziali, invece di placarsi, sono aumentate, grazie anche a un paio di passaggi a dir poco “surreali”».

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TAGLIO DELL’IRES: PARLIAMONE, MA PER LE PMI LE PRIORITÀ SONO ALTRE

Il pacato ottimismo degli esponenti del Governo che hanno confermato, in questi giorni, i margini per ridurre, dal 2017, l’Ires e prospettare, dal 2018, il taglio dell’Irpef, inducono a ragionare su un taglio qualitativo maggiormente equitativo.
Questo il monito di Flavio Lorenzin, Presidente di Apindustria Confimi Vicenza, che sottolinea l’opportunità di dirottare le risorse su misure fiscali di maggiore interesse per le PMI che rappresentano oltre il 95% del tessuto imprenditoriale nazionale. Secondo i calcoli dell’Associazione il taglio Ires di 3,5 punti (dal 27,5 al 24%) si tradurrà, infatti, in una misura a prevalente vantaggio di pochissime grandi imprese giacché, come confermano i dati ufficiali MEF, oltre il 50% del gettito in questione è pagato dalle società con volume d’affari superiore a 50 milioni di euro che rappresentano solamente lo 0,62% (zerovirgolasessantadue) del totale dei contribuenti Ires. Il 94,02% dei contribuenti con volume d’affari fino a 5 milioni paga, invece, il 41,62% dell’imposta.
Non si tratta di evasione, precisa Lorenzin, ma anche del fatto che “le PMI sono a prevalente conduzione familiare e normalmente prelevano parte del reddito nella forma dei compensi amministratori su cui viene pagata l’Irpef”.

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PMI AFFIDABILI MA PENALIZZATE DALLE BANCHE. LORENZIN: “ANCHE I DATI CI DANNO RAGIONE”

Per Apindustria Confimi Vicenza non è una novità, ma recenti analisi confermano come proprio le piccole e medie imprese siano da anni penalizzate nella concessione di prestiti e affidamenti bancari, a favore di poche grandi imprese che poi risultano essere responsabili della maggior parte delle insolvenze e dei crediti deteriorati.
«I dati sulle prospettive di crescita in Veneto recentemente elaborati dal Gruppo Banca Popolare di Vicenza – spiega Flavio Lorenzin, Presidente di Apindustria Confimi Vicenza – illustrano come la lunga fase recessiva abbia determinato una significativa contrazione dell'attività creditizia delle banche soprattutto verso le micro e piccole imprese, per le quali persistono ancora diverse difficoltà, nonostante le prime inversioni di tendenza arrivate nel 2015. Questo noi lo continuiamo a ripetere, ma siamo i soli a farlo».

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IL FONDO SERENELLA NON INCANTA LE PMI: «DAL GOVERNO SOLO FUMO NEGLI OCCHI»

Il fondo per le Pmi vittime di mancati pagamenti da parte di altre aziende debitrici non viene accolto con entusiasmo da Apindustria Confimi Vicenza. Gestito dal Ministero per lo sviluppo economico, il fondo è stato ribattezzato “Serenella”, dal nome di un’imprenditrice artigiana che, di fronte al concreto rischio di “chiudere per crediti”, tentò il suicidio, fortunatamente senza riuscirci.
«Finalmente arriva un primo segnale di risposta al problema dei pagamenti tra privati – è la premessa del Presidente Flavio Lorenzin - dopo il buco nell’acqua del Governo Monti che raggirò il recepimento di una precisa direttiva europea sui termini di pagamento, inserendo la formula “salvo diversi accordi tra le parti” che di fatto salvò quelle scandalose “prassi commerciali” fatte di pagamenti a 180 giorni e oltre, a danno delle nostre aziende».
Tuttavia, secondo Lorenzin, non è il Fondo Serenella previsto dalla legge di Stabilità 2016 a risolvere il problema dei pagamenti: «Per questi aiuti è stata prevista una dotazione di appena 10 milioni di euro annui per il prossimo triennio. Tanto per dare un’idea dell’insufficienza dello stanziamento, basti pensare che l’ormai famosa Serenella vantava crediti per 300 mila euro».

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VICENZAORO CONFERMA IL TREND IN RIPRESA «ORA ATTENZIONE AI TOP BUYERS MONDIALI»

Per il settore orafo e argentiero arrivano nuovi segnali di crescita da VicenzaOro, l'esposizione internazionale dedicata al gioiello che si è appena conclusa in Fiera a Vicenza. A confermare il trend in crescita è Gino Zoccai, Presidente degli orafi di Apindustria Confimi Vicenza e della stessa categoria nazionale di Confimi Industria: «L'affluenza di pubblico è stata un successo – spiega – a conferma di un andamento del settore in netta ripresa. Stiamo riprendendo la quota di mercato degli anni che hanno preceduto la crisi».

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APINDUSTRIA DENUNCIA GLI OSTACOLI DEL JOBS ACT «LE DIMISSIONI VOLONTARIE SONO UNA VERA “IMPRESA”»

ISPETTORI COME AUTOVELOX
Grazie all'ultimo decreto attuativo del Jobs Act sulle dimissioni telematiche, anche una dimissione volontaria può rivelarsi un lungo percorso a ostacoli. La legge prevede infatti che, a partire dal 12 marzo, chiunque intenda lasciare il posto di lavoro debba formalizzare le proprie dimissioni attraverso una procedura telematica piuttosto complicata, ricostruita in ogni suo passaggio dal Presidente di Apindustria Confimi Vicenza, Flavio Lorenzin.

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NUOVI PROGETTI DI ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO, APINDUSTRIA PLAUDE L'ACCORDO STATO-REGIONE

Apindustria Confimi Vicenza accoglie con grande soddisfazione l'accordo raggiunto tra Regione Veneto e Ministero del Lavoro per il finanziamento in via sperimentale di nuovi percorsi di istruzione e formazione professionale, che abbinano lezioni in classe ed esperienza diretta in azienda degli alunni.
L'accordo è stato siglato giovedì tra l'assessore regionale Elena Donazzan e il sottosegretario Luigi Bobba, e mette 23,5 milioni di euro a servizio dell'alternanza scuola-lavoro.

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LEZIONI DI CAMBIAMENTO PER IL SUCCESSO: ARRIVA A BASSANO IL COACH N.1 AL MONDO

Distinguersi o estinguersi: le imprese oramai non hanno più scelta dopo una crisi che ha messo in salvo soltanto chi ha cambiato qualcosa del proprio passato e si è aperto a nuovi orizzonti. A sostenere la necessità del cambiamento in ambito imprenditoriale è anche Robert Jhonson, life trainer numero uno al mondo, già formatore di personaggi del calibro di Michael Jordan, Bill Gates e Bill Clinton.
Il motivatore americano sarà il protagonista di un incontro organizzato da Apindustria Bassano, con il patrocinio del Comune: l'appuntamento è per martedì 15 dicembre alle 20.30 al teatro Da Ponte, con ingresso gratuito e aperto a tutti.
Si tratta di un'occasione unica per ascoltare dal vivo le testimonianze di uno tra i migliori coach al mondo di top manager, politici, medici, psicologi, atleti olimpici, ma anche collaboratore e consulente di società e industrie di primo piano: da Microsoft a Virgin, passando per Google, Ikea e Toyota. Proprio per il suo curriculum di prestigio le sue conferenze tenute in giro per il mondo registrano sempre il tutto esaurito.
Secondo Jhonson il “distinguersi o estinguersi” non è un'attivita’ saltuaria, ma una vera e propria filosofia d'azione in grado di permeare ogni aspetto dell'attività di business. Non a caso gli uomini che si distinguono hanno delle caratteristiche comuni: credono intensamente in ciò che fanno e mettono uno zelo da crociata nel trasformare le loro visioni in realtà, sfidano la saggezza convenzionale e lo status quo, e mentre crescono fanno crescere le persone attorno a loro.  Ma per chi vuole saperne di più l'appuntamento è al teatro Da Ponte: un'occasione unica, da non perdere. 
Form Online per adesione: http://goo.gl/forms/rJWTuH9qZh


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L’Associazione Tu-domani e APINDUSTRIA Confimi Vicenza promuovono un corso gratuito di “Time management”

Continua intensa l’attività di “Tu domani” l’Associazione vicentina di promozione sociale che opera per migliorare il tessuto sociale di Vicenza e provincia.
Tenendo fede alla propria mission orientata allo sviluppo delle aziende del territorio, a migliorare il dialogo tra imprenditori locali e a “far rete”, in collaborazione con Apindustria Confimi Vicenza e Fridle Group di Costabissara offreagli imprenditori locali un’occasione unica per aggiornarsi attraverso un sostanzioso corso su un tema di grande attualità: “Il tempo non basta mai: impariamo a conoscerlo”.
Costantemente vessati da una serie di richieste, spesso “sotto assedio” in relazione all’utilizzo dei nuovi sistemi per connettersi con gli altri, il nostro tempo è sempre più prezioso. Questo corso è davvero utile per migliorare la qualità del nostro lavoro e del nostro spazio personale
Docente sarà Vincenzo Ursino, dottore in International Business Management, Managing Director della società MG Advisory Sagl di Lugano. Consulente di direzione e organizzazione aziendale e coach del management. Docente di Organizzazione e Project Management presso l’Associazione della Svizzera Italiana di Organizzazione e Management e presso il Centro di Studi Bancari di Lugano. Insegnerà ai partecipanti come gestire al meglio il proprio tempo evitando dispersioni, invasioni e... tensioni.
Il corso si svolgerà mercoledì 2 dicembre 2015 alle ore 17.30 (durerà un’ora e mezza) nella Sala Convegni Apindustria in Galleria Crispi, 45 a Vicenza. La partecipazione è gratuita.

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PROVE DI LEADERSHIP: LE PMI INCONTRANO I MANAGER

Più che un seminario è stato un vero allenamento quello che Apindustria Confimi Vicenza ha offerto agli associati per rafforzare la loro leadership d'impresa. L'incontro si è tenuto giovedì scorso (12/11/2015) nella sede di Galleria Crispi su iniziativa dell'associazione delle Pmi, in collaborazione con Federmanager Vicenza e Profexa Consulting.
Attraverso l'utilizzo di strumenti volti a sprigionare il proprio potenziale, i partecipanti hanno sperimentato in ogni aspetto cosa significa essere un vero leader all'interno di un'attività produttiva, facilitando la tenuta al “successo d'impresa” nonostante le continue complessità e le nuove sfide imposte da un mondo in continua evoluzione.
L'iniziativa è stata accolta con entusiasmo, superando le aspettative degli organizzatori. «Abbiamo organizzato questo appuntamento per dare una risposta concreta all'impegno di formare i nostri imprenditori e manager d'azienda – spiega il Presidente di Api Vicenza, Flavio Lorenzin – fornendo loro gli strumenti per essere dei veri leader in una situazione di cambiamento, e per valorizzare il concetto di squadra, tanto importante nell'azienda quanto nell'associazione». Lorenzin esprime anche soddisfazione per aver collaborato con Federmanager: da qui l'auspicio che il primo incontro rappresenti solo l'inizio di una più stretta collaborazione.
L'invito viene accolto senza esitazioni da Maurizio Pini, Presidente di Federmanager Vicenza: «Siamo contenti di questa iniziativa perché ci ha fatto capire che le Pmi sentono il bisogno di managerialità per la gestione organizzativa e delle persone. Una collaborazione tra imprenditori e manager può contribuire allo scambio di valori ed energie, partendo da buoni prodotti spendibili nel mercato per competere sempre ai massimi livelli attraverso l'innovazione». Pini rimarca infine l'importanza della formazione: «È un elemento indispensabile, la base dell'apertura mentale. Per questo ben vengano nuove occasioni di incontro come quella organizzata con successo insieme agli amici di Apindustria».
Vicenza, 13 novembre 2015


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PMI BRASILIANE SEMPRE PIÙ VICINE: APINDUSTRIA SIGLA NUOVI ACCORDI

È una relazione sempre più stretta quella avviata dalle Pmi vicentine con le imprese dello stato brasiliano Rio Grande do Sul: dopo l'intesa firmata lo scorso aprile con l'Associazione Commerciale e Industriale della città di Carlos Barbosa, Apindustria Confimi Vicenza ha siglato in queste ore un nuovo protocollo di collaborazione con Rede Metal, un raggruppamento di 80 imprese metalmeccaniche per un totale di 8 mila collaboratori impiegati, con sede nel comune di Erechim.

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LEGGE DI STABILITÀ PROMOSSA DALLE PMI

Ma il Presidente di Apindustria Confimi Vicenza, Flavio Lorenzin, invita alla prudenza: «È ancora una bozza, aspettiamo l'approvazione definitiva ma sul costo del lavoro serve più coraggio»
La legge di Stabilità va nella giusta direzione: parola di Flavio Lorenzin, Presidente di Apindustria Confimi Vicenza, che invita però a non abbassare la guardia e a procedere rapidamente nell'attuazione dei provvedimenti annunciati in questi giorni dal Governo.
Le piccole e medie imprese accolgono con favore in particolare la norma sul super ammortamento al 140% per gli investimenti in beni strumentali realizzati dallo scorso 15 ottobre fino al 31 dicembre del 2016: «Apprezziamo questa misura e la volontà di far valere la sua efficacia già dalla metà di questo mese – commenta Lorenzin – ma per incentivare sin da ora gli investimenti sarebbe opportuno sciogliere ogni riserva anticipando la misura con un decreto legge, anziché attendere l'approvazione della legge di Stabilità», stupisce infine che dal provvedimento siano stati esclusi i fabbricati viste le non poche difficoltà del settore edilizia.

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"SE LA CISL VUOLE FARE A VICENZA IL LABORATORIO DEI NUOVI CONTRATTI, NOI CI STIAMO"

“SE LA CISL VUOLE FARE A VICENZA IL LABORATORIO DEI NUOVI CONTRATTI, NOI CI STIAMO”
Il segretario provinciale della Cisl, Gianfranco Refosco, ha rotto gli indugi e ha proposto di sperimentare proprio a Vicenza nuovi contratti di lavoro.
“La nostra provincia è sempre stata un passo avanti agli altri, fin dagli anni ’70, ma anche recentemente, basti pensare a come è stato risolto il problema delle anticipazioni sulle casse integrazioni e, perché no, al contratto territoriale per i metalmeccanici firmato alla fine del 2011” sottolinea Lorenzin, presidente di Apindustria Confimi Vicenza e, soprattutto, vice presidente nazionale di Confimi Industria.
“Se si tratta di ragionare assieme su un nuovo modo di impostare e, soprattutto, realizzare la contrattazione collettiva, noi ci siamo. Non possiamo dimenticare che il nostro tessuto economico è fatto quasi esclusivamente di piccole e medie aziende, dove la contrattazione aziendale fatica a prendere piede. Se vogliamo dare efficacia al modello, non possiamo prescindere da una fase di contrattazione a valenza territoriale, capace di ridistribuire la ricchezza prodotta sul territorio.”
Questo significa che proponete di superare il contratto collettivo nazionale?
“Per certi aspetti, sì. È tempo di prendere atto che il contratto nazionale deve recuperare il suo ruolo fondamentale, quello di definire i livelli minimi, sia sotto il profilo retributivo che di salvaguardia normativa. Trovo fondamentalmente sbagliata l’idea di fissare il salario minimo per legge, sono le parti sociali che dovrebbero saper coniugare la salvaguardia del potere d’acquisito alle tendenze generali dell’economia e del mercato del lavoro. Ma non ha più senso normare esclusivamente a livello nazionale ogni aspetto puntuale del rapporto di lavoro e, soprattutto, normarlo con infinite variazioni sul tema, a seconda del settore di appartenenza dell’azienda. Oggi abbiamo la bellezza di circa 800 contratti depositati al Cnel, che si autodefiniscono nazionali e che, nella maggior parte dei casi, hanno un’applicazione reale assolutamente irrilevante, complicando inutilmente il sistema delle relazioni industriali”.
Che vuol dire, che i metalmeccanici dovrebbero avere le stesse regole dei chimici?
“Se si tratta di garantire diritti e tutele fondamentali, queste dovrebbero tendenzialmente essere uguali per tutti. A nostro avviso, la prospettiva non può che essere quella di un contratto unico. Non, ovviamente, la semplice sommatoria delle discipline oggi vigenti. Confimi Industria ha già proposto a Cgil-Cisl-Uil di avviare un confronto finalizzato, con i tempi e i passaggi intermedi necessari, alla definizione di un “contratto unico della piccola e media industria manifatturiera”, anche attraverso il progressivo accorpamento dei contratti collettivi vigenti.”
E tutte le norme oggi contenute nei contratti collettivi, che fine farebbero?
“Sarebbero in buona parte riportate al livello decentrato, che oggi si limita – quando va bene – a regolare la flessibilità dell'orario di lavoro e il salario variabile. Per Confimi Industria il secondo livello deve essere un vero e proprio strumento “di completamento” della contrattazione nazionale, ad esempio attraverso la realizzazione di forme di welfare integrativo, in grado di contribuire ad un miglioramento della situazione del lavoratore. Ho detto di completamento, badi bene, perché la realizzazione delle forme di welfare integrativo dovrebbe essere uno dei compiti primari del livello nazionale, costituendo strumenti che assicurino servizi concreti ai lavoratori e alle imprese, senza moltiplicare fondi ed enti bilaterali concepiti per avvantaggiare anzitutto le parti costitutive.
Ad esempio, di che dovrebbero occuparsi questi strumenti?
“Penso a temi come l’inclusione giovanile e la staffetta generazionale, ma anche il sostegno alle politiche attive e a chi perde il posto di lavoro, senza trascurare la conciliazione dei tempi di vita e, ovviamente, l’assistenza sanitaria e la pensione integrativa.
Una piccola rivoluzione…
“Un cambiamento radicale è necessario, questo è innegabile. Noi proponiamo il contratto unico, concepito come una sorta di contratto “modulare”, costituito da una base comune, leggera e semplificata, contenente principi-quadro omogenei, applicabili all’intero sistema economico, ma anche solida e di facile applicazione, che fisserà le condizioni fondamentali a livello normativo, economico, di sicurezza e democraticità all’interno delle aziende e, perché no, anche di partecipazione dei lavoratori.
In estrema analisi, il contratto unico potrebbe valere non solo per i dipendenti privati, ma anche per quelli pubblici.
“Sarebbe bello, ma non corriamo troppo…”

Vicenza, 14 settembre 2015

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Confimi Industria: arti orafe, costituita la categoria nazionale

Roma, 9 settembre 2015 - Confimi Industria, Confederazione dell’Industria Manifatturiera italiana e dell’Impresa privata, dà vita alla categoria nazionale “Orafa e Argentiera”. Un ulteriore passo avanti che Confimi Industria compie per la tutela e la promozione dell’industria manifatturiera, costituendo un nuovo punto di riferimento per il comparto del gioiello. Il settore - che coinvolge industrie di lavorazione, di fornitura e commercializzazione del prodotto - sta ponendo le basi per la costituzione di un unico grande distretto orafoargentiero. Confimi Industria ancora una volta sostiene la progettualità delle sue aziende valorizzando le eccellenze manifatturiere che fanno delle industrie del sistema la punta di diamante del comparto internazionale. Presidente della categoria, in questa fase iniziale, Gino Zoccai dell’azienda Legi International, fondata a Zanè nel 1839 e presente oggi con oltre cinquanta negozi in tutta Italia e uffici anche in Giappone e a Dubai, è un’azienda che ha sempre investito sull’unicità delle sue creazioni.

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CALA IL SIPARIO SU VICENZAORO: SUCCESSO PER LE PMI VICENTINE

E il presidente degli orafi di Apindustria Confimi Vicenza, Gino Zoccai, prende la guida della categoria nazionale: “Uniti per battere la concorrenza straniera”
Si è conclusa in queste ore con grande successo VicenzaOro Settembre 2015, l'evento che in cinque giorni ha celebrato la bellezza dei migliori gioielli e materiali preziosi del momento. L'occasione è stata colta al volo anche dalle piccole e medie imprese del Vicentino, come spiega Gino Zoccai, Presidente della categoria orafa e argentiera di Apindustria Confimi Vicenza: «I nostri associati hanno lavorato molto bene nella promozione dei loro prodotti, e a nome di tutti loro posso esprimere soddisfazione per una rassegna espositiva ben organizzata che ha riscontrato una buona affluenza, come non si vedeva da anni».

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RITARDI NEI PAGAMENTI: LE PMI DANNO BATTAGLIA

Flavio Lorenzin (Apindustria Confimi): «Senza regole certe l'economia non riparte. Da oggi è la nostra priorità assoluta»
Una ripresa economica sostanziale passa attraverso il rispetto dei termini di pagamento: ne è convinto Flavio Lorenzin, Presidente di ApindustriaConfimi Vicenza, che fissa il contrasto agli insoluti e ai termini di pagamento troppo lunghi come la priorità assoluta delle piccole e medie imprese per i prossimi mesi. «Si tratta di un fattore cruciale – sostiene – perché quando i tempi di pagamento non vengono rispettati o risultano troppo lunghi aumenta l’esposizione finanziaria e di conseguenza il rischio di impresa per le nostre aziende e le banche si rendono sempre meno disponibili a sostenerci in questo tipo di esposizione finanziaria. Per questo da anni invochiamo regole certe e una loro corretta applicazione, e stavolta andremo fino in fondo perché su questo non possiamo attendere ancora».

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SINDROME CINESE - LA UE FACCIA LA SUA PARTE

Non è la prima volta che l’estate, anche finanziariamente parlando, si presenta torrida (vedi fallimento della Lehman Brothers).
Questa volta è l’opificio del mondo, nonché primo esportatore e paese più popoloso - la Cina - a far sobbalzare le borse e gli operatori economici. Alla caduta di luglio, a cui le autorità cinesi avevano risposto con la sospensione di alcuni titoli quotati e con il divieto di vendita delle azioni dei colossi statali, è seguita la decisione, in agosto, di svalutare lo yuan, per arrivare a lunedì scorso con il nuovo crollo della Borsa di Shanghai. Cadute e rimbalzi hanno caratterizzato anche l'andamento dei mercati europei a dimostrazione, se ce ne fosse bisogno, di quanto siano interdipendenti i paesi nell'attuale sistema economico.
"Se il calo della borsa cinese, dopo un periodo di forte crescita, può essere un fenomeno di assestamento" - commenta il Presidente di Apindustria Confimi Vicenza Flavio Lorenzin - "il deprezzamento della moneta (con il parallelo apprezzamento dell'euro) è decisione che incide sulla competitività dei sistemi manifatturieri in un'economia globale già incerta sotto il profilo economico-politico in un numero rilevante di paesi extraUE e difficile da decifrare circa gli esiti e i tempi: America Latina in rallentamento, Turchia alle prese con elezioni anticipate, IS e curdi, Russia ancora "embargata", sponda sud del Mediterraneo percorsa da conflitti e instabilità.
Ancora una volta aziende ed esportatori devono adattare le loro strategie alle dinamiche in corso, magari virando dai mercati emergenti a quelli "emersi" e offrendo prodotti e servizi sempre migliori e innovativi. Con l'auspicio" - chiude il Presidente Lorenzin - "che Bruxelles riesca a implementare politiche in grado di far fronte a tali congiunture" per non veder svanire la timida ripresa in atto dopo anni di difficoltà e sacrifici".
Vicenza, 26 agosto 2015

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Lorenzin (Apindustria Confimi) 730 precompilato: lo sceglie solo il 6,8% degli interessati. Un primo anno con molte incognite.

Vicenza, 30 luglio – “I dati diffusi ieri dall’Agenzia delle Entrate non sono così lusinghieri come potrebbe apparire. Si tratta del primo anno di un progetto “ambizioso” sicuramente apprezzabile negli intenti e su cui pare opportuno proseguire ma che, tuttavia, ha creato non pochi malumori, anche giustificati, fra gli addetti ai lavori, CAF e, soprattutto, professionisti, per via dell’estensione della responsabilità sull’imposta”. Commenta così Flavio Lorenzin, Presidente di Apindustria Vicenza e Vicepresidente Confimi Industria con delega alla semplificazione e ai rapporti con la PA, i dati del primo bilancio di un’operazione che non ha riscontrato eccessivo appeal nemmeno su dipendenti e pensionati, i diretti interessati.
I dati parlano chiaro: solo il 6,8% dei potenziali interessati (1,4 milioni su 20,4) hanno scelto il “fai da te”. Non è ufficiale, poi, quanti si siano limitati ad una mera conferma del precompilato ma è noto come quest’anno i dati del fisco fossero incompleti (ad esempio per la mancanza delle spese mediche) se non addirittura errati (esempio giorni di detrazione per i pensionati). Tutti gli altri (17,6 milioni), si sono rivolti direttamente a CAF e professionisti subendo un aumento dei costi per l’assistenza. A far riflettere è anche il fatto che dei 9,1 milioni di soggetti in possesso del pin delle Entrate o dell’INPS, 14 su 15 non sono arrivati alla fine del percorso. “Bastano questi dati” prosegue Lorenzin “per capire come la complessità del sistema fiscale italiano renda proibitiva la gestione ai non addetti. Non è un segreto, del resto, come l’Irpef, con tutte le sue variabili, sia un’imposta addirittura più complessa dell’Ires pagata dalle società. Se poi aggiungiamo le complessità di IMU e TASI, non risulta difficile comprendere i motivi dello scarso appeal. Da questa operazione, infine, non sono uscite incolumi nemmeno le imprese (sostituti d’imposta) che oltre a gestire le operazioni di conguaglio, dallo lo scorso 9 marzo si sono viste aggiungere l’ennesimo adempimento telematico senza il quale il “precompilato” non sarebbe potuto nascere”. Si tratta infatti della certificazione unica che, di fatto, anticipa gli stessi dati che entro il prossimo 21 settembre (considerata la proroga) le imprese dovranno rispedire integrate dai versamenti già in possesso del fisco tramite il modello 770/S. “A tal riguardo Confimi Industria auspica un riordino degli adempimenti che – conclude Lorenzin - contempli una futura eliminazione del 770 per i sostituti d’imposta”.



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FIRMATO UN ACCORDO PER L'IMPIEGO DEGLI EX DIPENDENTI OLIMPIAS-FILMA

Importante lavoro portato a termine dall'azienda Cromaplast, da Apindustria Confimi Vicenza e dalle sigle sindacali a tutela degli ex lavoratori e lavoratrici in mobilità
Priorità nelle future assunzioni ai profili compatibili provenienti dall'ex Olimpias-Filma
È stato siglato questa mattina nel Municipio di Valdagno un importante accordo tra le sigle sindacali e l'azienda valdagnese Cromaplast srl a favore dei dipendenti dell'ex Olimpias Filma posti in mobilità.
L'accordo sottoscritto prevede infatti di dare la priorità a questi lavoratori e lavoratrici nel caso di future assunzioni per profili compatibili all'interno dell'azienda gestita dalla famiglia Tecchio, la quale ha da poco acquisito l'intera area ex Olimpias per ampliare i propri spazi ad uso uffici e magazzino.

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Costituito il livello regionale di Confimi

William Beozzo Presidente

È nata "Confimi Industria Veneto", nuova rappresentanza delle piccole e medie imprese che unirà le associazioni provinciali aderenti alla confederazione nazionale Confimi Industria, tra le quali figura come noto Apindustria Vicenza. L'iniziativa - ricorda una nota - nasce dalla volontà di assicurare alle attività produttive una rappresentanza innovativa, capace di sfruttare le nuove tecnologie insieme alle migliori competenze professionali, anche esterne, oltre che alle energie di menti giovani, brillanti e dinamiche.

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RIAPRE IL MERCATO IRANIANO, LE PMI SPERANO

Soddisfatto Flavio Lorenzin (Apindustria Confimi Vicenza): "Buona notizia dai nuovi accordi, per noi arrivano ottime prospettive di crescita"
All'indomani dello storico accordo raggiunto sul nucleare, le imprese guardano con grande interesse alle nuove prospettive offerte dalla possibile riapertura del mercato iraniano. Si parla di un paese dalle grandi potenzialità, con 80 milioni di abitanti, di il 60% sotto i 30 anni, e con un ceto medio significativo che guarda con grande interesse ai prodotti che arrivano dall'Occidente.

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NUOVO SPORTELLO SULLA PREVIDENZA: APINDUSTRIA E INPS FIRMANO L'INTESA

[Vicenza, 29 giugno 2015] L'istituzione di uno Sportello dedicato alle piccole e medie imprese per fornire aiuto in materia di previdenza è al centro di un importante accordo tra Apindustria Confimi Vicenza e Inps.
L'intesa è stata formalizzata questa mattina presso la sede dell'associazione di categoria con la sottoscrizione da parte dei direttori Manuel Maraschin per Apindustria, e Marco De Sabbata per l'istituto previdenziale del capoluogo berico.
Si tratta di un accordo innovativo che punta a snellire il peso delle pratiche amministrative a carico delle aziende attraverso apposite consulenze che l’Inps metterà a disposizione con l’apporto di personale qualificato, durante gli orari di apertura al pubblico nei giorni di mercoledì e venerdì.

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