AGNELLI: “Subito un industrial compact, riduzione del cuneo fiscale, via l'IRAP per le aziende in perdita, drastica riduzione delle tasse sull’energia"

COMUNICATO STAMPA CONFIMI

Tra le esigenze segnalate anche quelle di intervenire sull’imposizione fiscale dei capannoni e sulla riduzione dei costi INAIL

“Negli ultimi cinque anni, dall'inizio della crisi economica, la produzione industriale è diminuita in tutta Europa: in Germania il tasso di produzione ha registrato un calo del 5,5%, in Francia del 13,4% e in Italia di quasi il 25%. – commenta il Presidente Paolo Agnelli - L’intensità di tali picchi, nonché gli effetti diffusi in termini occupazionali e sociali hanno portato al centro della questione economica il rilancio dell’industria manifatturiera, anche valutando l’ipotesi di un industrial compact, accanto al fiscal compact. A livello di Stati Membri, prima la Germania, poi la Francia, hanno tradotto le proprie intenzioni di puntare sull’industria manifatturiera mettendo in campo un piano di reindustrializzazione. Ora tocca all’Italia”.



Nel contributo presentato al Premier Letta Confimi Impresa ha posto quali esigenze: l’immediato avvio della riduzione del cuneo fiscale e della tassazione impropria sulle imprese (IRAP, IMU/TARES e TAX SERVICE); la rapida e totale erogazione dei crediti alle imprese dovuti dalla PA; il credito d’imposta automatico su ricerca e sviluppo, l’abbattimento delle tasse sull’energia.



“Viviamo e produciamo in un Paese – prosegue Agnelli - senza materie prime che basa la sua industria sulla trasformazione delle stesse. Per fare questo due sono gli ambiti con i quali l’industria manifatturiera deve fare i conti: il costo del lavoro con il suo pesante carico aziendale e l’energia che è arrivata a costare alle piccole e medie imprese, fra tasse e accise varie, il 68% in più rispetto ai competitors internazionali”.



Per CONFIMI IMPRESA bisogna da subito:



• Anticipare già al 2013 l’incremento delle deduzioni forfettarie Irap introdotte dalla Legge di Stabilità dello scorso anno fornendo così, finalmente, un segnale di attenzione al mondo delle PMI

• Esentare l’IRAP per le imprese con bilanci in perdita secondo il dettato costituzionale circa la contribuzione delle imprese e del cittadino in proporzione al proprio reddito e non alle loro perdite

• Ridurre il costo dei premi assicurativi INAIL o prevedere copertura totale del rischio come avviene per le assicurazioni private

• Fiscalizzare gli oneri sociali



Infine – chiude Agnelli – permane l’annoso problema dell’imposizione fiscale sui capannoni che grava 4 volte sulle imprese: la prima, con l’indeducibilità del valore del terreno su cui sorgono; la seconda con l’IMU (con un carico raddoppiato rispetto a quello dell’ICI); la terza con l’indeducibilità dell’IMU ai fini dell’IRAP; la quarta con l’indeducibilità della medesima imposta ai fini IRES/Irpef: non è più possibile spremere in questo modo le piccole e medie industrie italiane, serve maggiore rispetto per il principio costituzionale di capacità contributiva”.

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