LO STATO NON PAGA L'IVA AI FORNITORI PRIVATI

PMI SUGLI SCUDI: «LA MISURA È INSOSTENIBILE»

Un tranello per le imprese mascherato da semplificazione: così Flavio Lorenzin, presidente di Apindustria Confimi Vicenza, definisce lo “split payment” inserito nella Legge di Stabilità 2015. La misura consente alla Pubblica Amministrazione di non pagare l'Iva per le fatture emesse ai fornitori privati di beni o servizi, versandola direttamente all'erario.

PMI SUGLI SCUDI: «LA MISURA È INSOSTENIBILE»

Un tranello per le imprese mascherato da semplificazione: così Flavio Lorenzin, presidente di Apindustria Confimi Vicenza, definisce lo “split payment” inserito nella Legge di Stabilità 2015. La misura consente alla Pubblica Amministrazione di non pagare l'Iva per le fatture emesse ai fornitori privati di beni o servizi, versandola direttamente all'erario.
«Per le nostre aziende è una beffa – spiega Lorenzin – in quanto l'Iva riscossa dal cliente ci consente di compensare con una partita di giro quella versata ai fornitori per gli approvvigionamenti necessari al processo di lavorazione. Da oggi, se il cliente è un ente pubblico, rischiamo di creare un buco nei nostri bilanci, nell'attesa di un rimborso ostacolato da nuovi adempimenti burocratici e tempistiche insostenibili».

Dopo i debiti accumulati dall'apparato statale che hanno messo in ginocchio numerose attività produttive, nuove voragini nelle rendicontazioni potrebbero quindi aprirsi per il mancato versamento dell'Iva, e la conseguente mancanza di liquidità. Le imprese dovrebbero infatti anticipare ingenti somme di denaro da recuperare in un arco di tempo che potrebbe prolungarsi fino a 24 mesi. «Così la Pubblica Amministrazione si conferma ancora una volta il nostro cliente più irresponsabile e inaffidabile – continua il rappresentante delle Pmi – anziché dare l'esempio, anche di fronte ai tanti privati che senza ritegno non rispettano le condizioni di pagamento, sapendo di poter contare su una giustizia lenta e inefficace che per molti anni li lascia impuniti. Proprio quello Stato che dovrebbe intervenire per tutelare gli imprenditori onesti – conclude Lorenzin – si conferma la prima minaccia per la tenuta delle nostre aziende e la difesa di tanti posti di lavoro».
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