Agnelli (Confimi Impresa): No alla ratifica su adesione dell’Italia al Tribunale unitario dei brevetti: “Difendersi in un altro Paese con altre leggi e in altra lingua fa lievitare i costi legali per le industrie da 5 a 30 volte”

Roma, 11 marzo 2015 - “Se ha a cuore le piccole e medie industrie manifatturiere il Governo italiano non deve far validare l’adesione al Tribunale unificato dei brevetti”. Commenta così Paolo Agnelli, Presidente di Confimi Impresa, l’atto in via di ratifica che stabilisce che tutte le controversie riguardanti i brevetti europei, in materia di validità e contraffazione, siano di competenza esclusiva di un’unica Corte con sede centrale a Parigi e due distaccamenti diversificati per materie competenti. Uno a Londra, che tratterà di scienze della vita, chimica e farmaceutica e uno a Monaco di Baviera, che si occuperà d’ingegneria e meccanica.

“Costringere le industrie italiane a difendersi in un Paese che usa un impianto legislativo differente e una lingua non propria, crea nuovi costi insostenibili per le nostre PMI che vedranno le spese legali lievitare dalle 5 alle 30 volte” - ribadisce Agnelli - “Aderendo all’accordo infatti può accadere che un’impresa italiana che vende i suoi prodotti in Germania, anche solo attraverso un distributore locale, sia citata per contraffazione davanti ad una Corte che ha sede in Germania, difendendosi in tedesco e secondo regole giuridiche di un altro sistema”. E continua Agnelli “la Corte potrà disporre sanzioni, fra cui il blocco della produzione e della vendita, il sequestro dei prodotti e dei conti bancari dell'impresa, per tutti i paesi aderenti all’accordo, e quindi anche per l’Italia”. La stessa cosa avverrebbe se il brevetto di un imprenditore italiano venisse fatto oggetto di un'azione di nullità da parte di un imprenditore francese, tedesco, e inglese, costringendo l’imprenditore italiano a difendersi nelle corti sopra indicate.

Un appello chiaro quello di Confimi che, unica voce industriale, si schiera nettamente a favore delle PMI contro una possibile ratificazione che rappresenterebbe solo un nuovo empasse per le aziende italiane "Bisogna che si sappia", conclude Agnelli "l'adesione al Tribunale unificato dei brevetti rappresenterebbe un danno per il sistema Italia e l'ennesimo duro colpo per le nostre PMI".

Ufficio Stampa
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