IL “BARATTO FINANZIARIO 4.0” È LEGGE: APPROVATA DAL PARLAMENTO

LA PROPOSTA PARTITA DA VICENZA. La nuova misura, inserita nella Legge di Bilancio 2021, rappresenta una grande opportunità per salvaguardare la liquidità delle imprese 
L’idea partita da Vicenza e promossa a livello nazionale da Confimi Industria e Associazione Nazionale Commercialistici è stata discussa e infine approvata in Parlamento: il “Baratto Finanziario 4.0” è stato infatti inserito nella Legge di Bilancio 2021 recentemente approvata. Un risultato di grande portata per le imprese, come sottolinea Mariano Rigotto, presidente di Apindustria Confimi Vicenza: «Si tratta di una misura molto concreta, che potrebbe portare notevoli benefici per la liquidità delle imprese in un momento in cui questo parametro è particolarmente sotto stress in molte realtà aziendali. E voglio sottolineare che si tratta di una misura a costo zero per lo Stato. Per questo motivo ora ci auguriamo che si concretizzi rapidamente e senza ostacoli la parte attuativa».
Il meccanismo del “Baratto Finanziario 4.0” prevede un sistema di reciproche compensazioni, multilaterali, delle fatture tra imprese. La proposta, tradotta in legge in tempi record, prevede di sfruttare la piattaforma AdE\Sogei (che a tal fine dovrà essere implementata) e che raccoglie ogni anno oltre 2 miliardi di fatture elettroniche, di cui oltre il 50% B2B. In pratica, le imprese aderenti potranno (facoltà) pagare una parte delle fatture ricevute compensandole con i crediti delle fatture da loro emesse verso altre imprese e non ancora incassate, e così via (rimangono escluse dal sistema invece le Pubbliche Amministrazioni, a differenza della proposta iniziale di Confimi Industria).
Il beneficio così ottenuto in termini di liquidità si tradurrà in minore necessità di credito bancario; contenimento delle perdite per insoluti; circolazione di merci e servizi anche fra imprese e professionisti in crisi di liquidità; riduzione dei fenomeni di usura.Il testo di legge approvato prevede che ora, a individuare le modalità attuative e le condizioni del servizio, sia un apposito Decreto del Ministero della Giustizia di concerto con il Mef, il Mise e il Mit, sentito il Garante della privacy. L'accesso alla piattaforma, che dovrà essere gestita dall'AdE, non dovrebbe comportare costi per gli operatori.

Comunicato stampa n. 5
16 gennaio 2021

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