Agnelli su protocollo vaccinazioni in azienda: “Bene responsabilità in capo a sanità regionale”

“Lo avevo chiesto e lo abbiamo ottenuto, il processo vaccinale in azienda non può in alcun caso figurare come prevenzione nei luoghi di lavoro e la responsabilità di infortunio non ricade sull’imprenditore”.

“Lo avevo chiesto e lo abbiamo ottenuto, il processo vaccinale in azienda non può in alcun caso figurare come prevenzione nei luoghi di lavoro e la responsabilità di infortunio non ricade sull’imprenditore”.
Commenta con soddisfazione Paolo Agnelli, industriale e presidente di Confimi Industria, il protocollo sottoscritto dai corpi intermedi con i Ministeri del Lavoro e della Salute e siglato anche dalla Conferenza Stato Regioni e dall'Inail. “Al tavolo di confronto in cui sono stati definiti i protocolli – tiene a spiegare il numero uno di Confimi – abbiamo ribadito la nostra posizione: quando saranno disponibili i vaccini gli imprenditori metteranno a disposizioni i locali industriali, il medico competente e tutta l'attrezzatura necessaria richiesta, ma si tratta di mettersi a disposizione della collettività, la responsabilità medico-sanitaria non poteva essere dell’imprenditore”.Di fatto, il protocollo va proprio nella direzione auspicata da Agnelli. “La vaccinazione effettuata nell'ambiente di lavoro rappresenta un'iniziativa di sanità pubblica finalizzata alla tutela della salute, pertanto, la responsabilità generale e la supervisione dell’intero processo rimane in capo al Servizio Sanitario Regionale tramite l’Asl di riferimento”.“Gli oltre 4 milioni di pmi sono hub importanti per la vaccinazione, caricarle di responsabilità non proprie avrebbe potuto minarne la disponibilità” conclude il presidente di Confimi Industria. 

UFFICIO STAMPA CONFIMI
13 aprile 2021
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