Al rientro dalle ferie una prima importante iniziativa di Apindustria
VOTA LA SEMPLIFICAZIONE!
Un sondaggio telematico in materia di semplificazioni fiscali per le imprese
Considerati i numerosi adempimenti fiscali che hanno oltremodo appesantito la già complessa gestione amministrativa delle imprese, CONFIMI, in collaborazione con il Servizio Fiscale di Apindustria Vicenza, promuove un sondaggio tra le aziende per raccogliere l’opinione degli operatori che giornalmente si misurano con le citate difficoltà e propone una serie di semplificazioni in materia di: Intrastat, Comunicazione black list e altri adempimenti Iva.
I risultati del sondaggio saranno comunicati, in forma esclusivamente anonima, ai competenti organi legislativi e dell’Agenzia delle Entrate affinché possano essere quanto prima tradotti in concrete misure di semplificazione sulle quali l’Associazione si batte da tempo.
Sia in merito alle citate proposte che ai nuovi adempimenti che diventeranno operativi a breve (ad esempio la nuova comunicazione relativa a beni aziendali in uso a soci e familiari o il nuovo spesometro) è inoltre possibile inviare ulteriori suggerimenti e osservazioni a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Nei prossimi giorni l’iniziativa sarà diffusa anche presso le aziende delle altre territoriali di CONFIMI.
Molte difficoltà e qualche soddisfazione nella trasferta dell'Istituto "ROSSI"
Avevano molte aspettative per l'impegnativa trasferta tedesca all'Eurospeedway di Lausitz, i ragazzi del Rossi, che hanno portato il loro prototipo a basso consumo energetico. Pur essendosi trovati presto di fronte ad una serie di difficoltà inaspettate il team ed evidenziato una preparazione tecnica ed uno spirito di adattamento non comune. Le proibitive condizioni climatiche riscontrate con valori di temperatura prossimi agli zero gradi, hanno costretto, infatti, ad una completa revisione delle mappature dell'impianto di iniezione con conseguente perdita di tempo prezioso altrimenti dedicato alle prove.
Inoltre, la rottura di un particolare meccanico della vettura avvenuta durante la prima prova ha costretto la squadra all'adattamento con mezzi di fortuna di un ricambio ed alla conseguente riduzione delle prestazioni della macchina. Nonostante le difficoltà, che hanno permesso di effettuare solamente una prova sulle quattro a disposizione, nell'unica prova valida, il prototipo è riuscito a classificarsi, anche se con un risultato inferiore a quelli degli scorsi anni.
Il ridotto numero dei prototipi classificati (un'ottantina sugli oltre duecento partenti) testimonia delle particolari condizioni che hanno reso la vita difficile un po' a tutti i team. il progetto è anche stato selezionato tra i vincitori della IX edizione del concorso nazionale "centoscuole" indetto dalla Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo. La soddisfazione è comunque quella di aver visto all'opera una squadra di allievi preparati e determinati, che hanno saputo trasferire le loro conoscenze scolastiche nella realizzazione di un progetto di eccellenza e di fronte alle problematiche inattese sono riusciti comunque ad ottenere un risultato.
Per il prossimo anno si prevede la realizzazione di un nuovo prototipo con telaio realizzato in fibra di carbonio ed aerodinamica evoluta, l'evoluzione del motore con l'incremento del rapporto di compressione e la revisione completa della ciclistica per un'ulteriore riduzione degli attriti. Il progetto è già in fase di realizzazione, mentre la realizzazione inizierà prima dell'estate. Il vecchio prototipo verrà utilizzato come "vettura laboratorio" per il test degli sviluppi.
Continua così l'entusiasmante progetto del ROSSI, inserito in un nuovo modo di fare scuola, che vede gli allievi come protagonisti impegnati ad acquisire competenze operative piuttosto che ad imparare passivamente quanto proposto dai docenti. Un percorso che vede coinvolta Apindustria Vicenza che, con il supporto di molte aziende vicentine per quanto riguarda la fornitura tecnica, crede molto a questo impegno.
«La tempesta perfetta: ne possiamo uscire solo facendo sistema, a tutti i livelli»
Paolo De Marzi, presidente del Mandamento Ovest Vicentino di Apindustria Confimi Vicenza, non nasconde la propria preoccupazione. «Il Distretto della Pelle è un ottimo esempio di come si possano affrontare problemi che da soli sarebbe impossibile risolvere».
«Vedremo cosa succederà fra qualche giorno, certo che l’ultimatum del presidente Trump, in scadenza il 1° agosto, con la minaccia dei dazi al 30% sull’export europeo, anche se sembra si stia trattando per una tariffa unica al 15%, ha aggravato ancor più il clima di incertezza e timore da parte degli imprenditori.
D’altro canto, leggendo le varie ipotesi delle ricadute dei dazi sui vari comparti dell’industria e dell’economia italiana, che sono state pubblicate in questi giorni, c’è poco da stare allegri». Paolo De Marzi, presidente del Mandamento Ovest Vicentino di Apindustria Confimi Vicenza, non nasconde la propria preoccupazione e quella dei colleghi di questa importante area del territorio vicentino.
-Presidente, gli imprenditori vicentini in passato hanno sempre reagito ad ogni tipo di ostacolo, trovando vie alternative. Lo faranno anche in questa occasione?
«Oggi ci troviamo al centro di una tempesta perfetta: è come fossimo bloccati nell’occhio del ciclone e sappiamo che presto potremmo essere sovrastati da nuvole tempestose e da un mare in burrasca. Siamo di fronte a fattori che poco dipendono dalle nostre capacità di reazione».
-Per rimanere nella sua metafora significa che la nave potrebbe anche andare a fondo?
«Guardi, a volerlo trovare – risponde - l’unico aspetto positivo, al momento, è che abbiamo di fronte il periodo di chiusura estiva delle aziende. So di molti colleghi che hanno già effettuato delle pre-chiusure nelle due ultime settimane di luglio, e chi aveva ferie arretrate da far smaltire ai dipendenti ha allungato il periodo a cinque/sei settimane. Tuttavia, so anche di molti imprenditori che hanno già messo le mani avanti, aprendo la procedura di cassa integrazione guadagni per i mesi di settembre e ottobre. Questo non significa che poi la utilizzeranno, ma di certo è un segnale preoccupante».
-La situazione potrebbe migliorare nelle prossime settimane se il presidente statunitense tornasse sui propri passi. Non sarebbe la prima volta.
«Se c’è una cosa che non fa bene alle imprese è l’incertezza. Trump ha già dimostrato che la sua è una tattica di destabilizzazione e sarei il primo a stappare una bottiglia se dovessimo avere un boom d’ordinativi che ci costringesse a lavorare in agosto, ma non sarà così. Nel mio settore, quello della concia, che, come è noto, è uno dei comparti portanti dell’export vicentino, gli Stati Uniti rappresentano una fetta importante degli ordinativi, che in questo momento sono crollati, proprio a causa dell’incertezza commerciale. Il nostro, peraltro, è un settore che sta soffrendo già da due anni a causa della crisi dell’automotive, ma anche chi serve le grandi Maison dell’alta moda sta segnando il passo. Peraltro, il nostro territorio esprime anche molte imprese del settore metalmeccanico e della componentistica: ebbene, anche loro stanno soffrendo parecchio».
-A preoccupare non sono solo i dazi, ma la delicata situazione geopolitica, i noti conflitti in corso, gli elevati costi dell’energia e delle materie prime, l’aumento del costo della manodopera e del denaro, la flessione dei consumi, oltre al mancato taglio del cuneo fiscale. Come se ne esce?
«Da anni viviamo la tendenza verso cicli economici di crescita/recessione sempre più brevi, che si tramutano in stress produttivi sempre più ravvicinati. Il Distretto della Pelle è un ottimo esempio di come si possa fare sistema e affrontare problemi che da soli sarebbe impossibile risolvere. Il Veneto e il Vicentino hanno creduto a questo modo di fare squadra e anche come Apindustria Confimi ci siamo sempre mossi su questa linea costituendo gruppi di lavoro, organizzando momenti di confronto e stringendo alleanze, sia a livello produttivo, sia per risolvere le problematiche del territorio, dialogando con i sindaci e i rappresentanti delle Istituzioni».
«Lavoriamo sulla formazione: la capacità di innovare dipende anche dalle competenze disponibili sul territorio». Intervista al Presidente Mariano Rigotto
Le Pmi si rivolgono all’Agenzia delle Entrate e invocano più tempo per la compilazione dei moduli
Si avvicinano le scadenze previste dall’Agenzia delle Entrate per inviare le comunicazioni dello spesometro relativo al 2012. Le imprese dovranno fornire i dati delle operazioni rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto entro il 12 novembre (per i soggetti con liquidazione Iva mensile), e il 21 novembre (per tutti gli altri soggetti).
Le imprese sono stressate dall’eccesso di burocrazia e dai continui cambiamenti. Apindustria Vicenza si è pertanto rivolta all’Agenzia delle Entrate per chiedere una proroga, o quantomeno la possibilità di effettuare la comunicazione anche oltre la scadenza senza incorrere nel rischio di sanzioni.
I motivi riguardano i ritardi nella pubblicazione degli strumenti necessari all’adempimento. E’ risalente, infatti, solo allo scorso 26 ottobre della prima versione del software per la compilazione della nuova comunicazione polivalente: uno strumento che, apprezzabilmente e doverosamente, l’Agenzia ha messo a disposizione gratuita degli operatori solo a meno di 11 giorni lavorativi dalla scadenza. Solo il giorno prima, inoltre, è stata altresì pubblicata la prima versione del software di controllo necessaria per eseguire la diagnostica sui file prodotti dagli altri software presenti nel mercato, e molte imprese stanno ricevendo solo in questi giorni gli aggiornamenti necessari per la gestione dell’adempimento relativo al 2012.
Vi sono poi alcune imprese che sviluppano direttamente (cioè al proprio interno) gli applicativi per l’estrazione dei dati dai propri gestionali e che riscontrano numerose difficoltà tecniche e interpretative legate al fatto che, tanto il Provvedimento con i tracciati del 2/8/2013, quanto i modelli con le istruzioni pubblicate in data 11/10/2013, contengono alcuni errori ed imprecisioni che l’Agenzia sta risolvendo soli in questi giorni.
Le imprese hanno a ora a disposizione pochi giorni lavorativi per rispettare la prima scadenza e manca, altresì, una circolare che risolva i numerosi dubbi interpretativi che riguardano la nuova comunicazione polivalente. Considerata la generale situazione di incertezza, nel doveroso rispetto di tutti i contribuenti che vedono l’avvicinarsi della scadenza in mancanza di un quadro sufficientemente chiaro, Apindustria Vicenza ritiene non solo opportuna, ma assolutamente necessaria, una proroga delle scadenze del 12/11 e 21/11 prossimi venturi.
Va anche ricordato che: 1) lo Statuto del contribuente, nell’ispirarsi a principi di buona fede e collaborazione, prevede (art. 3, co.2) che la scadenza degli adempimenti a carico dei contribuenti non sia fissata anteriormente alla data dell’adozione dei provvedimenti di attuazione, e il provvedimento del 2/8/2013 non può rappresentare la data di riferimento considerato che il medesimo necessita di aggiustamenti;
2) l’art. 29 del D.L. n. 69 del 21/6/2013 (decreto del dare) dispone che anche in Italia venga fissata l’efficacia degli obblighi amministrativi introdotti a carico di cittadini e imprese al primo luglio o al primo gennaio successivi alla loro entrata in vigore sull’esempio della Commissione europea e di altri paesi dell’Unione europea.
Ricordando le eccessive complicazioni sorte in occasione della precedente campagna comunicativa, la categoria dei piccoli imprenditori vicentini raccomanda il massimo sforzo per arrecare il minor disagio possibile agli operatori già gravemente provati dalle diffuse difficoltà legate al perdurare della crisi.
DELLA BELLA, “BISOGNA PENSARE ANCHE ALLE PMI EDILI”
Roma, 19 Giugno 2026 - “Dal 1° luglio 2026 il regime dello split payment doveva cessare definitivamente, con ritorno alla disciplina Iva ordinaria e conseguente liquidazione e versamento dell'imposta da parte dei fornitori e quindi ripristino di possibili maggiori flussi di liquidità in entrata per le PMI. C’è’ delusione nell’apprendere della richiesta del Governo diun'ulteriore autorizzazione europea per la proroga dell'istituto dello split payment”. Lo dichiara in una nota Renato Della Bella, Presidente di Confimi Industria Edilizia.
Lo Split payment (scissione dei pagamenti) si applica alle operazioni effettuate nei confronti delle pubbliche amministrazioni, degli enti pubblici economici, delle fondazioni, delle società controllate o partecipate da pubbliche amministrazioni che, in deroga all'ordinario funzionamento dell'Iva, non pagano il totale della fattura ai propri fornitori ma trattengono l'Iva, che liquidano direttamente all'Erario.
“Questa condizione - continua il Presidente - crea spesso e volentieri problemi di credito strutturale Iva in un settore - come quello edile - dove i costi viaggiano per lo più con l'Iva al 22% mentre molte operazioni attive sono effettuate con aliquota ridotta, quando non addirittura in reverse charge o, per l'appunto, in split payment”.
Delusione più amara per Della Bella perchè “con ogni probabilità, l'Unione europea si appresta a concedere per la 4^ volta questa deroga che l'Italia si era più volte impegnata a non richiedere dopo l'entrata in vigore della fattura elettronica avvenuta nel 2019. Ancora una volta -prosegue- alle imprese viene chiesto di fungere da bancomat dello Stato. Imprese spremute come limoni sovraccariche di difficoltà e anche di adempimenti. E le imprese lo saranno ancora di più dal 2028 – conclude il Presidente di Confimi Edilizia - quando, se non saranno sterilizzate le previsioni dell'ultima legge di bilancio, entrerà in vigore pure la ‘delirium payment withholding tax’ ovvero l'obbligo di operare una trattenuta, da anticipare all'Erario, dello dello 0,50% (destinata a salire all’1% già dal 2029) su tutti i pagamenti relativi a corrispettivi ‘per le prestazioni di servizi e le cessioni di beni effettuati nell’esercizio di imprese’ effettuati da soggetti residenti/stabiliti (essenzialmente B2B)”.
“Professione in famiglia” si unisce ai firmatari del Manifesto Europeo per imprenditrici
Crescono i “follower” di Start WE Up e anche Professione in famiglia sottoscrive il “Nuovo Manifesto Europeo per l’imprenditoria femminile” promosso dal Gruppo Donne di Confimi Industria e LeContemporanee e realizzato con il contributo di decine di associazioni datoriali e del terzo settore.
Tanti i temi trattati nel Manifesto che si appresta a fare il suo debutto europeo in autunno: titolarità e governance femminili almeno al 51%, definizione unica europea di impresa femminile, fondi strutturali per la nascita e il consolidamento di imprese guidate da donne, bandi che tengano conto della certificazione della parità di genere e dell'equa distribuzione di risorse tra imprenditrici e professioniste. E ancora, tra i punti innovativi c'è un netto sì al salario minimo e sì a ulteriori tagli del cuneo fiscale, Sì al rispetto piano nidi previsto nel PNRR che oggi sembra a rischio, sì a ulteriori investimenti su modello voucher servizi con tetto per singola committenza per agevolare la nascita di soluzioni private di assistenza e cura: un’occasione di imprenditoria femminile e non solo, visto che i white jobs sono tra i pochi impieghi promettenti sul mercato lavoro. Massima attenzione su codice degli appalti perché non sparisca la premialità legata alla certificazione di genere.
Appunti di buon governo che hanno conquistato il coordinamento donne di Professione in famiglia che nell’abbracciare e sottoscrivere il Manifesto ha ricordato “la forte crescita di servizi privati di assistenza domiciliare, composta in prevalenza da donne, sia come operatrici che come dirigenti di primo piano nelle cooperative sociali, e come procuratrici d’aiuto, necessita di un deciso intervento di sostegno verso le famiglie e verso le imprese di questo settore. Sostenere il settore equivale quindi sostenere la peculiarità femminile”
A dare il benvenuto a Professione in famiglia ringraziandoli per l’attenzione ai temi in discussione Vincenza Frasca, presidente del gruppo donne di Confimi Industria “Trovare così tanta partecipazione alla vita professionale di imprenditrici e lavoratrici è incoraggiante, vuol dire che si è intrapresa la giusta direzione su argomenti che in realtà riguardano il futuro e la ricchezza morale del paese. Siamo felici di veder crescere il numero dei firmatari del Manifesto Start WE Up”.
Roma 21 ottobre 2025 - “Uno dei rischi di queste giornate è che vengano considerate ogni volta il giorno zero rispetto al tema. Ma sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, le imprese sono cresciute e stanno crescendo molto. Lo ha ricordato anche il Ministro Calderone nel suo intervento, i numeri parlano di una riduzione del 3%, è vero non è molto ma è la direzione auspicata da tutti”. Così Renato Della Bella vicepresidente di Confimi Industria con delega alla sicurezza sul lavoro intervenendo alla giornata di apertura della seconda edizione degli Stati Generali sulla Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro promossi, tra gli altri, dalla Commissione parlamentare d’inchiesta presieduta dall’onorevole Chiara Gribaudo.
“C’è grande trasformazione nel mondo del lavoro: i collaboratori più formati stanno via via lasciando il posto di lavoro per il pensionamento e, al tempo stesso, le aziende della manifattura si stanno popolando di personale spesso proveniente di aree del mondo in cui la cultura per la sicurezza non è ai primi posti”. “Le premessa – spiega quindi Della Bella – per introdurre il concetto sempre più necessario della corresponsabilità alla sicurezza. Alla formazione obbligatoria sia affiancata, soprattutto all’interno delle PMI, una formazione aggiuntiva, di cantiere, che magari non potrà essere certificata ma che può aiutare a raggiungere l’obiettivo di “infortuni zero”.
Rivolgendosi quindi alla platea il vicepresidente di Confimi Industria ha spiegato: “il maggior numero degli infortuni avviene paradossalmente proprio tra il personale e i collaboratori più esperti, perché data l’esperienza a volte abbassano la soglia di attenzione. Coinvolgendoli in azienda sul tema, riportando al centro la loro esperienza probabilmente potremmo ottenere due cose: una maggiore loro attenzione e un passaggio di conoscenze tra colleghi”. “La sicurezza è un diritto collettivo, coltiviamolo insieme".
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