Focus Economia Bassanese - Lorena Piazza: immaginare un futuro diverso
Confimi Apindustria - Cambiano gli scenari: crisi globali e nuovi modelli di impresa
Lorena Piazza: immaginare un futuro diverso
Il territorio del Bassanese è storicamente uno dei motori manifatturieri del territorio vicentino, caratterizzato com’è da una forte presenza di piccole e medie imprese, spesso a conduzione familiare, capaci di distinguersi per qualità, flessibilità e orientamento ai mercati internazionali.
Il territorio del Bassanese è storicamente uno dei motori manifatturieri del territorio vicentino, caratterizzato com’è da una forte presenza di piccole e medie imprese, spesso a conduzione familiare, capaci di distinguersi per qualità, flessibilità e orientamento ai mercati internazionali. Un sistema produttivo dinamico, che si trova anch’esso ad affrontare le difficoltà dovute al contesto economico e geopolitico, unitamente a problematiche ormai cronicizzate. Ne parliamo con la presidente del Mandamento Confim
i di Bassano del Grappa, Lorena Maria Piazza.
-Come state gestendo l’attuale situazione?
«Siamo un po’ tutti con il fiato sospeso: tempi di guerra e tensioni internazionali non aiutano gli affari e le aziende. Se a questo aggiungiamo l’introduzione dei dazi sulle esportazioni verso gli Stati Uniti, la volatilità dei mercati e i cambiamenti tecnologici sempre più rapidi, è evidente che parlare di gestione è complicato dato che si tratta per lo più di fattori sui quali possiamo intervenire in minima parte».
-Ci sono aziende che stanno soffrendo più di altre?
«L'anno è iniziato con molte sfide ma anche con segnali di resilienza. I settori chiave del territorio, come la meccanica, l’agroalimentare, il mobile e la moda, stanno affrontando un contesto complesso, caratterizzato dall’aumento dei costi energetici, dalle difficoltà di approvvigionamento delle materie prime e dalla carenza di manodopera qualificata. Tuttavia, le imprese stanno reagendo diversificando i mercati di sbocco, puntando su prodotti ad alto valore aggiunto con investimenti mirati in digitalizzazione, sostenibilità e internazionalizzazione, dimostrando ancora una volta la loro capacità di adattamento».
-Come si esce da una situazione in cui gli imprenditori hanno pochi margini di manovra?
«Come ha detto Mario Draghi, “L’ordine mondiale è defunto” e prima ci rendiamo consapevoli di questo scenario, prima possiamo iniziare a immaginare un futuro diverso anche per lo sviluppo delle nostre aziende».
-All’interno delle imprese cosa occorre fare?
Siamo di fronte a un cambio di paradigma: uno scenario dove le tecnologie green, la produzione di energia da fonti rinnovabili e l’economia circolare non siano diktat ideologici, ma strumenti per garantire la sostenibilità del nostro sistema economico e produttivo. Come Unione Europea, dobbiamo renderci più autonomi negli approvvigionamenti strategici. Solo così sarà possibile continuare a lavorare e garantire prospettive alle imprese e alle persone.
-Quali sono le principali criticità segnalate dai vostri associati?
Uno dei temi più sentiti riguarda sicuramente il capitale umano. Molte aziende faticano a trovare figure tecniche e professionali adeguate alle proprie esigenze e il calo demografico rende tutto più difficile. Diventa – se possibile - ancora più importante il dialogo tra imprese e scuola. Certamente una sfida importante per l’impresa è la capacità di essere attrattiva per i giovani. In tal senso ritengo che gli strumenti di alternanza scuola-lavoro andrebbero ulteriormente potenziati».
-A proposito di capitale umano: voi avete spesso insistito sul passaggio generazionale e la continuità d’impresa.
«Quello del passaggio generazionale è un momento delicato nella vita di un’azienda, che va preparato per tempo e gestito con strumenti adeguati. Oggi però è d’obbligo parlare soprattutto di continuità d’impresa. Il tessuto imprenditoriale rappresenta un patrimonio non solo per l’imprenditore, ma per tutta la società e per il territorio; per questo deve poter continuare anche quando non vi sono figli o familiari pronti a subentrare. Su queste tematiche abbiamo organizzato vari incontri recentemente e ci ritorneremo con un evento in programma a maggio.
-Qual è il vostro rapporto con le istituzioni e le altre rappresentanze economico-produttive?
La rappresentanza dell’Associazione nel bassanese vuole essere sempre più uno spazio di dialogo tra imprese, istituzioni e territorio, valorizzando la cultura imprenditoriale che da sempre contraddistingue questa area. Il nostro impegno si concentra su diversi fronti strategici: partecipiamo attivamente ai tavoli di lavoro territoriali, come l'IPA Pedemontana del Brenta, le commissioni su Pari Opportunità, Tribunale e Istituti scolastici, e collaboriamo con i Comuni per affrontare le principali problematiche economiche e sociali. Continuare a investire nelle persone, nella tecnologia e nella capacità di fare rete sarà fondamentale per garantire continuità e accompagnare le imprese nei processi di trasformazione che stanno interessando l’industria.
27 marzo 2026
Comunicati Stampa, Mandamento Bassano del Grappa
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